la via del marmo


Testo e foto Maura 2003
galleria fotografica Gianni 2003

Giorni fa, tornando a casa, proprio all’inizio della frazione dove abito e proprio in direzione di casa mia… ho visto un cartello! Intendo dire un nuovo cartello: sono distratta, socio, ma non esageriamo! Di quelli turistici, sfondo marrone, un disegnino e la scritta ”La via del marmo”… Uela! Come sarebbe a dire?
So perfettamente che appena fuori Brescia, a Botticino, ci sono le cave produttrici dell’omonimo famoso marmo ma la segnalazione sembra quella di un percorso turistico e francamente mi lascia perplessa… data anche la scarsa propensione verso il genere di questa operosissima provincia italiana!! ...incuriosita mi metto “all’inseguimento della pietra verde”, cioè di altri cartelli e seguo subito la direzione… dimentica del fatto che nel bagagliaio della panda ho la spesa appena fatta… surgelati compresi!! Ne trovo un altro a Caionvico e poi ancora a Botticino Sera che manda verso la frazione di San Gallo: allora è una cosa seria! I cartelli sono di due tipi: alcuni di semplice indicazione di località e altri descrittivi delle cave e delle lavorazioni… urge avvisare il mio socio e soprattutto correre a casa se no si squagliano i surgelati… e il marito non trovando nessuno in casa magari va a fare la denuncia di scomparsa ai carabinieri… con preghiera di non cercare troppo seriamente!!

Che ne dici socio? La facciamo questa avventura .. dietro casa mia? Tu mi hai portato in giro nella tua Bergamo in un torrido giorno di luglio qualche tempo fa e io ricambio con questo itinerario a sorpresa in una delle tante attività lavorative di Brescia. Sei mai stato in una cava? No? allora prendi la macchina fotografica e via!!

Cara socia tu sai il rischio che corri stuzzicando il sottoscritto per questo genere di cose, ma mi dici dove posteggio e viaggio con un camper, anche se di dimensioni contenute, per quelle strade che portano alle cave??
D'accordo, non farla tanto lunga... si va in auto, però guidi tu, io sono ospite!!! Perchè storci il naso?? Hai paura che io commenti o giudichi la tua guida?? Niente paura, sono a prova infarto e poi di te mi fido... ohhh!!!! E va bene si va all'avventura. Dunque preso tutto: macchina foto, elmetto, viveri di conforto, pistola lanciarazzi... hai avvisato la protezione civile?? Ma dai, come sei permalosa... scherzavo!!!

Spiritoso! La mia guida non è l’unica incognita della “mission impossible”... il fatto è che non ho una cartina dettagliata della zona, anzi non ho proprio niente… lo so, ci vorrebbe la carta IGM 1:25.000 ma non l’ho trovata, lo giuro! E che avventura sarebbe allora? Seguiamo i cartelli gentilmente messi a disposizione del turista dalla Provincia di Brescia e infatti il primo cartello che incontriamo a Caionvico ci spiega con foto e testo, il percorso della via del marmo… che vuoi di più socio?

… intanto che tu traffichi con la mega macchina fotografica digitale e un mare di ammennicoli di cui ti sei dotato ultimamente, io seguo i cartelli e dal centro di Botticino mi ficco in una stradina larga come la panda e piuttosto ripida che si infila subito sulla costa della montagna in un verde incredibile, e dopo poco sbuca sul minuscolo piazzale del “giasarol”…

che è una nota e rustica trattoria locale ma che un tempo era una ghiacciaia, ossia gli abitanti di queste alture sfruttavano le cavità naturali di queste rocce calcaree per conservarvi la neve pressata… il ghiaccio insomma!! Vedi cosa vuol dire conoscere le lingue?
Da qui una magnifica vista sulla prima cava di marmo sottostante! E’ ancora attiva , il rumore della scavatrici e dei perforatori è fortissimo e il bianco abbacinante delle pareti della cava dà qualche problema alle nostre macchine fotografiche!
Cartelli anche qui che spiegano la formazione del filone di marmo e la sua lavorazione.

Siamo a pochi passi da casa e dalla città ma siamo in un altro mondo: galli e galline scorrazzano sul piccolo spiazzo sterrato, attrezzi contadini, cavalli in un recinto, si respira la calma della vita contadina d’altri tempi tra queste vecchie case! ma il meglio deve ancora venire perché la strada che scende alla cava da qui è decisamente sterrata e molto ripida, per prudenza chiedo al contadino che esce da una porta se si può andare con l’auto per non dover tornare fino a Caionvico a riprendere la strada asfaltata. In bresciano strettissimo mi dice che è meglio proseguire verso San Gallo e che la strada è asfaltata e bella… se lo dice lui!

Che facciamo socio andiamo?? Ma si! Riprendo il volante e sinceramente dopo poco temo il ribaltamento dell’auto! Non si tratta di asfalto ma di cemento: due metri di larghezza o giù di lì! praticamente hanno ricoperto la mulattiera ma il tracciato e la pendenza sono rimasti tali e quali… momenti di brivido al solo pensiero di incrociare qualcuno! Mi viene da ridere perché sono a un tiro di schioppo da casa e sembriamo sul set di Indiana Jones: il panorama è notevole e il bosco pure!
Arriviamo a San Gallo e il tuo colorito verdolino riprende sfumature più umane, socio!! Qui la strada la conosco, l’ho fatta altre volte ma mai alla ricerca delle vecchie cave di marmo! Serpeggia un po’ sulla costa della collina e un po’ sul crinale sempre in mezzo al verde e con una stupenda vista su tutta la “bassa” cioè la pianura sottostante che da qui è anche bella nonostante la concentrazione giapponese di capannoni, case, aziende, proprio perché le grandi e strane macchie bianco rosato delle cave che squarciano i fianchi della collina spezzano la monotonia del paesaggio fortemente antropizzato come in tutta la pianura padana.

Passiamo per Serle e vediamo altri cartelli che indirizzano alle varie cave di questa parte della vasta zona del botticino, sono troppi e preferiamo ritornare alla base, nella capitale del marmo omonimo: Botticino. Stavolta scendiamo a valle passando per Botticino Sera, altri puntuali cartelli dalla stessa accattivante grafica e poi Botticino Mattina… che c’è socio? Ti stai chiedendo il perché di queste strane denominazioni? E’ semplice: il nucleo vecchio di Botticino è a mezza costa nella valle principale del marmo e poi, nella piana verso ovest c’è il nucleo di Botticino Sera… verso sera appunto, dove tramonta il sole! e più a est l’altro nucleo di Botticino Mattina… appunto verso mattina, verso est!! … ce ne sono altri paesi bresciani con la dicitura sera e mattina come in altre regioni usano ponente e levante! a me piace molto: è un modo molto “poetico” di trovare un riferimento geografico in una zona tutta uguale come la grande pianura padana!

Qui a Botticino i cartelli abbondano e ci perdiamo un po’, c’è anche il Museo del Marmo , ovviamente! Da Botticino Mattina imbocchiamo una stradella di campagna in mezzo alle viti… non vorrei sembrarti prosaica socio, ma Botticino è anche il nome di un ottimo vino rosso doc che si produce proprio qui e che come puoi immaginare conosco bene…
e smettila di fare quel sorrisetto maligno: il vino è cultura!!

Va bene, mi faccio la battuta da sola: nella mia vita sull’argomento ho accumulato un notevole numero di lauree “honoris causa”… contento?
La campagna è uno spettacolo e dopo il grazioso borgo di Molvina le cave appaiono scenograficamente contro la montagna con i loro gradoni dorati nella vasta area di scavo della Valle di Nuvolera.

Verso il paese che porta lo stesso nome, dove si accumulano le segherie che sbozzano e tagliano i grandi massi di marmo, seguiamo ancora i cartelli della via del marmo che ci portano verso posti dai nomi un po’ strani preceduti da “bus del” cioè buco del… in parole povere grotte di cui è ricca la zona, e qui la strada diventa sterrata del tutto e praticamente il fondo è costituito da brecciolino di marmo di varia grandezza: incrociamo molti camion che sfrecciano disinvolti… e io mi sento la classica pulce sotto le zampe dell’elefante!! Sono l’unica macchina circolante o quasi e per giunta una panda: momenti di panico anche per via delle buche profonde scavate dalle ruote dei bilici che trasportano quel po’ po’ di peso!
Io ci affondo in quelle tracce, per giunta la larghezza, per modo di dire, è la solita e in certi tratti la vegetazione, magnifica, forma un tunnel verde… e per una claustrofobica come me è il limite della crisi! Stavolta il colore verdolino devo avercelo io a giudicare dal tuo sguardo… ma come dio vuole, usciamo di nuovo all’aperto proprio davanti a un bel fronte di cava a livello strada e mi rilasso un po’ facendo delle foto!
Ancora delle interessanti spiegazioni su un altro cartello e solito traffico di camion: continuo a sorprendermi del paesaggio un po’ lunare e lontano anni luce da quello che si trova pochi chilometri più in basso, anche se questa è pur sempre una “fabbrica”, un luogo di lavoro frenetico come tutti quelli di questa regione! Alcuni blocchi di marmo sono messi uno sopra all’altro e sembrano una scultura d’arte moderna già pronta in cava!
Proseguiamo e la strada, sempre sterrata, si fa pianeggiante e offre ancora belle viste sulle vecchie cave ora circondate dal verde della vegetazione e dei campi coltivati.Lungo il percorso sono indicate, sempre con la stessa grafica, numerose passeggiate sia a piedi che in mountain bike...

e devo dire che lo sforzo della provincia di Brescia, autrice dell’iniziativa per la riscoperta del territorio, mi sembra molto ben riuscito e indovinato.
Siamo alla fine del bacino marmifero, ritroviamo l’asfalto e si cominciano a vedere molte segherie, piccole aziende (le grandi sono nei paesi lungo la statale per Brescia e lavorano anche marmi provenienti da tutto il mondo) in cui arrivano i camion coi blocchi che qui subiscono solo una squadratura

ed eventualmente il taglio in lastre, operazione relativamente veloce dato che il botticino è un marmo piuttosto tenero.
Ci fermiamo a guardare affascinati il movimento alternativo delle lame diamantate che tagliano senza sforzo i blocchi… letteralmente a fette!

Senza accorgercene abbiamo percorso circa 25 km e ora ritorniamo velocemente per la tangenziale: che ne dici socio di questa strana avventura in terra bresciana?
D’accordo, avessimo avuto un po’ più di tempo e soprattutto una cartina dettagliata forse avremmo capito anche dove stavamo andando e soprattutto avremmo visto più cose che certamente ci siamo persi… ma come sai questa è sempre una buona scusa per ritornare sul… luogo del misfatto per completare l’opera!!
Rientrati a casa, salgo le scale e guardando con attenzione mi accorgo che gli scalini sono… indovina un pò? Di marmo botticino ovviamente , come le soglie delle porte e delle finestre e anche il camino: hanno fatto davvero poca strada dalla cava a casa mia!!

Quel che si dice un buon uso delle risorse del territorio!

Naturalmente alcuni giorni dopo mi informo presso l’APT di Brescia e scopro che esiste fresca fresca di stampa una magnifica cartina 1:25.000 con i vari percorsi, le aree di cava ed alcune spiegazioni essenziali… e per averla basta scrivere e te la mandano per posta!

E per avere ulteriori informazioni ci sono anche questi due indirizzi web:

http://www.bresciaonline.it/groups/21/419/artI214822.html

http://www.idro.milano.it/botticino/

Molto bene caro socio! Mi ha fatto molto piacere poterti mostrare che finalmente anche nella mia città famosa solo per le acciaierie e le fabbriche di ogni tipo, qualcosa si sta muovendo sul fronte della valorizzazione turistica del territorio che, come hai visto, riserva molte sorprese e si rivela anche adatto al plein air ma, c’è un ma… a Brescia e dintorni non esiste un’area per camper!! Ti pare possibile?

A quando dunque una lodevole iniziativa del Comune di Brescia per l’allestimento (spazi ce ne sono parecchi, ne sono sicura!) di un comodo e funzionale spazio per i nostri mezzi?
Lancio la provocazione sperando che qualche interessato la raccolga… magari possiamo anche fornire una consulenza: che dici socio? Tu te la ridi perché nella tua Bergamo è tutta un’altra cosa, vero?

galleria fotografica Gianni 2003

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