il raduno di Bressanone


Testo di Maura & Gianni
foto di Maura 2002

Hei socio!!
In qualità di webmasters ufficiali di questo sito mi pare giunto il momento di fare anche noi un bel raduno oceanico per fare conoscenza… pardon socializzare! Un bel discorso ufficiale, qualche autorità sparsa, un nutrito programma, un bel pranzo sociale, ricchi premi e cotillons… come fanno tutti i siti che si rispettano, che diamine! Vogliamo radunarci, allora?... e raduniamoci!!
Che fai prenoti?... vedi di sbrigarti perché potrebbe non esserci più posto!
Cogliamo quindi l’occasione, come altri esimi colleghi, dei mercatini di natale dell’Alto Adige e fissiamo a Bressanone il luogo del raduno! All’ora x (nel senso di incognita, sconosciuta…) scatta la vasta e ben oliata organizzazione… ”allora io parto: direzione Bressanone… tu fai come vuoi, socia!” “ si, va bè, ma fino all’ultimo mio marito non sa se può partire, poi fa freddo… e se nevica?
Oddio le catene… chissà se ce le abbiamo!” “arrangiati, io vado!” “ok! ok! arrivo!!”
Naturalmente tu sei partito con calma il venerdì mattina e io, marito e cane siamo fuggiti, è la parola giusta, da casa nostra praticamente all’ora di cena! Per fortuna l’autostrada (A4 prima e A22 poi) è moderatamente trafficata, non c’è nebbia e tutto fila liscio fino al casello di Bressanone (sopra l’abitato di Varna) da dove procediamo seguendo le tue puntuali indicazioni fino all’area di sosta, obbligatoria per i camper.
Non è una meraviglia in quanto si tratta di uno spiazzo tra la centrale del latte e il deposito di un’impresa vicino al fiume proprio sulla statale del Brennero, ma c’è l’acqua e lo scarico e soprattutto il mio impagabile socio di sito (tu) ha messo in pratica strategie napoleoniche per riuscire a riservarci un comodissimo posto accanto al suo camper… cosa degna di ogni raduno che si rispetti! Infatti data l’ora tarda e il week end dell’Immacolata con relativa attrazione dei mercatini di natale, il piazzale è già pieno di camper e un solerte e gentilissimo addetto fa parcheggiare nel modo migliore per sfruttare lo spazio: resterà stoicamente fino a tarda ora a dirigere il traffico… tempra altoatesina, non c’è che dire!
E’ mattina, cosa prevede caro socio il nutrito programma del raduno del sito http://www.campereavventure.it/ ??... orko! dimenticavamo la designazione del segretario e del verbalizzante… scherziamo?
Allora, il tipo piccolino, tutto peloso, sornione e un po’ menefreghista che ospiti sul tuo camper va benissimo come segretario: parla poco, sta sempre in campana e non ci segue nella visite… meglio! Così controlla i verbali e non rompe!
Invece quell’altro che alloggia abusivamente sul mio camper, fracassone, sempre pronto a uscire, anche lui peloso da far paura, mi sembra poco adatto come verbalizzante: scrive come un cane! Sa usare il computer almeno?
Ma che strano socio! Adesso che ci faccio caso ‘sti due mi sembrano proprio un cane e un gatto!!

Tu guarda! sono proprio loro: il tuo stupido gatto e il mio fetentissimo cane!! Ma con tutta la gente che affolla i raduni proprio quei due dovevamo nominare??

A proposito ma quanta gente c’è a questo raduno? Come? Due camper, quattro persone e due animali?
… ma che figura ci facciamo nei confronti dei raduni oceanici degli altri siti? Non ci daranno neanche i punti del supermercato di fronte, altro che fare il guinnes di 1000 camper tutti in fila, uno in culo all’altro come gli elefanti del circo!!
Che dici socio? Circo ti pare la parola adatta? A pensarci bene anche a me! E a pensarci meglio ancora, noi quattro più cane e gatto siamo il massimo della folla che riusciamo a tollerare… per pochi giorni, si intende! Che bello! Nessuno comanda, basta un cenno e si parte, ci si ferma, si sosta tranquilli e lontano da tutti in mezzo alle colline del Monferrato o sulle splendide Dolomiti lucane… ricordi?? o ci si infila avventurosamente nelle stradine sterrate fiduciosi nelle indicazioni dei locali… per finire persi in mezzo alle vacche!

Lasciamo perdere che ci roviniamo la poca reputazione che ci resta e procediamo col racconto dell’avventura altoatesina! L’area di sosta è effettivamente un po’ lontana dal centro ma scopriamo subito che, passata la piccola centrale del latte, una bella passeggiata (che è anche pista ciclabile) lungo l’Isarco porta dritti al centro di Bressanone. E vediamo ‘sto famoso mercatino!

A dire il vero la piazza del duomo è molto bella: il duomo come anche i palazzi che circondano la piazza, è di forme barocche e nonostante i due possenti campanili da un’impressione di leggerezza dovuta anche ai colori tenui e alle numerose decorazioni di stucchi!

Non ci sono dubbi, l’impronta tedesca denota tutto il centro, molto omogeneo e ricco di chiese e palazzi di chiara matrice vescovile: circa ottocento anni di principi-vescovi, non sono uno scherzo!
Alle spalle del duomo, entriamo nel passaggio che sfocia nella piazza e finiamo, inaspettatamente, nel magnifico chiostro affrescato: è una vera meraviglia!
Ci infiliamo poi nelle stradine piene di gente da non riuscire a passare! e possiamo ammirare gli antichi portici ricchi di negozi e le case del ‘500 e del ‘600! Stesse decorazioni e stessi colori delicati ovunque: l’effetto generale è di una bomboniera… o di scatola di cioccolatini come dice il mio incomparabile consorte!

E il mercatino?... c’è ovviamente! Nella piazza del duomo, solamente, con nostro grande stupore, e le tipiche bancarelle con pareti e tetto in legno, simili a casette, sono ordinatamente disposte e francamente poco numerose! Sarà che manca la neve per via della temperatura insolitamente alta per la stagione, oppure perché la merce esposta non ha nulla di particolare né di caratteristico perché sono perlopiù decorazioni natalizie che puoi trovare ovunque… sta di fatto che rimaniamo piuttosto delusi!

Torneremo stasera nella speranza che le decorazioni luminose aggiungano un po’ di fascino!
Per fortuna non siamo venuti apposta per questo, infatti ci ributtiamo nelle stradine del centro piene di invitanti negozi, questi si, colmi di prodotti tradizionali e… vai con i wurstel di ogni tipo (freschissimi e uno più buono dell’altro!), col pane nero alle erbe morbido e secco… una delizia con i dolcissimi cetrioli sott’aceto di queste parti la senape e lo speck di macelleria (come i wurstel) di cui facciamo una scorta degna delle truppe di Cecco Beppe! Non può mancare uno strudel da sballo e altre cose tremende che per decenza non riferisco! Con grande piacere, nonostante la presenza di tanti turisti, facciamo due conti e stabiliamo che i prezzi sono molto onesti… meglio di così!E invece no! C’è di meglio: lasciando socio e marito in mezzo alla strada io e le tua dolce metà entriamo in un negozietto di cappelli e guanti che avevamo adocchiato all’andata…

per uscirne lei con un bel paio di guanti e io… con un magnifico cappello tirolese color bordeaux con tanto di nastro e piume svolazzanti!!

Il maritozzo disapprova categoricamente e mi fulmina con: “non vorrai mica circolare così?”
Io invece circolo liberamente e ben protetta dalle raffiche dell’arietta gelida che ogni tanto ci becca a tradimento… sempre più elegante e signorile del tuo terribile berrettino da sci, caro socio!
Il giro serale conferma il modesto charme del mercatino ma approfondiamo la visita alla cittadina che merita in ogni caso il viaggio per la ricchezza di monumenti e la bellezza del paesaggio.
In serata cena sociale dei partecipanti al raduno: appuntamento nel salone delle feste (il mio camper) e… sotto con le nefandezze gastronomiche appena acquistate che si rivelano degne delle aspettative dall’antipasto al dolce mentre il popolo camperistico non sta fermo un attimo e nella già affollata area continuano ad arrivare equipaggi fino a notte inoltrata!
Ma cos’è tutto questo traffico?
Non ci sarà mica un raduno? Porca miseria, dimenticavo! Anche noi ci siamo radunati, vero socio?
L’area di sosta, nonostante tutto, è piazzata in posizione strategica infatti con una breve camminata si può raggiungere la famosa abbazia di Novacella, e la mattina seguente ci avviamo sulla strada (per fortuna si devia quasi subito dalla statale) e tra campi coltivati, vigneti e bei masi (le squadrate case di campagna tipiche del Trentino-Alto Adige, simili a robuste fortezze abbellite con legni finemente scolpiti e magnifici decori attorno alle finestre e alle porte) arriviamo al bel ponte in legno che da accesso al complesso dell’abbazia. E’ un insieme di varie costruzioni appartenenti a più epoche ma molto omogenee nello stile e nel cortile centrale l’effetto “scatola di cioccolatini” è davvero impressionante!
La visita è molto piacevole e ci dispiace un po’ scoprire che la domenica la famosa cantina dei frati produttori di un eccellente vino bianco, è irrimediabilmente chiusa!! Niente aperitivo, peccato!
Un pallido sole ci consente ancora una bella passeggiata lungo l’Isarco e nel primo pomeriggio ci concede la visione delle cime innevate illuminate dalla luce violetta del tramonto ormai imminente data la stagione.
Purtroppo, dopo un altro pranzetto da gourmet a base di prodotti locali, noi dobbiamo rientrare a casa e la strada è lunga per cui abbiamo solo il tempo di approfittare dell’efficiente pozzetto di scarico dell’area e di salutarti socio: beato te che invece puoi restare ancora!

Come al solito essendo la prima volta che venivamo da queste parti, si è trattato solo di un assaggio! Infatti se avessimo avuto più tempo avremmo voluto vedere anche Vipiteno, Merano e Brunico e le splendide vallate che le circondano: niente di meglio che ritornarci in primavera con le giornate più lunghe e la natura in piena esplosione!
Abbiamo quindi un sacco di tempo per organizzare come si deve un altro magnifico raduno però, socio, vediamo di trovare due segretari più efficienti: questi due continuano a litigare come cane e gatto… non se ne può più!!!
Ops, scusa socio! Volevi per caso puntualizzare qualcosa... visto che non ti fidi di quella smemorata della tua socia? e fai bene!… ti cedo la parola ma non metterla giù troppo dura, capito?

Che posso aggiungere? Solo accennare al fatto che Bressanone è una bellissima cittadina dell’Alto Adige, antichissima, pare risalga al mesolitico (7000 a.C), i romani passarono di qui nel 15 a.C. Nel 1027 l'imperatore Corrado II fece dono della Valle dell’Isarco e quella dell’Inn al vescovo Hartwig. La secolarizzazione dei beni ecclesiastici, avvenuta nel 1803, pose la fine al principato vescovile e la città passò sotto il dominio della Baviera fino al 1814 e nel 1809 subì gravi saccheggi ad opera delle truppe napoleoniche alleate dei bavaresi.
Con la fine della prima guerra mondiale del 1918, la città e tutto l’Alto Adige passò sotto il Regno d'Italia. Per moltissimi anni fu il centro della spiritualità altoatesina, essendo sede vescovile prima che questa venisse trasferita a Bolzano.



Sorge alla confluenza dei fiumi Isarco e Rienza, in una bellissima conca circondata da belle montagne tra cui la più nota, la Plose, è meta di turismo sia invernale che estivo...
Scusa, cara socia, ma un tributo di cultura doveva esserci nel nostro raduno, non potevamo ridurre il nostro ad una semplice se pur divertente “abbuffata”. Ci siamo appassionati a questa piccola cittadina altoatesina, i miei ricordi ricorrono a più di trentacinque anni fa, quando ci rimasi per otto mesi, conoscendo la cittadina sin nel più remoto dei suoi angoli. E ti dirò, più la guardi e più ti piace, la sua tranquillità, i suoi paesaggi, i suoi frutteti, le sue vigne… ogni stagione è bella da vivere qui.
E’ bello passeggiare nei dintorni, da Millan a Varna, scoprendo cose insolite come la stupenda Abbazia di Novacella, a nord, incastonata nella piccola conca che par chiudere la Valle dell’Isarco.
L’Abbazia fondata nel 1142 dal vescovo di Bressanone il beato Hartmann, ancora oggi è retta dai Canonici Regolari Agostiniani, che ebbero una importanza notevole nello sviluppo culturale e spirituale del Tirolo.

E’ uno degli edifici più vasti del Tirolo e al suo interno si sovrappongono diverse epoche e diversi stili, dal romanico al gotico e dal barocco al rococò che se pur sovrapposti coesistono armoniosamente. Nel grande cortile centrale spicca il pozzo detto “pozzo delle meraviglie” così chiamato dalle sette meraviglie che vi sono raffigurate.
Grazie alla scuola di miniatori, XIV-XVI sec., l’abbazia si arricchì di preziose decorazioni pittoriche che si evidenziano soprattutto nella grande chiesa e nella superba biblioteca, che conserva preziose stanze ornate di ricercati stucchi oltre alla pinacoteca che conserva preziosi dipinti e opera d’arte.

Ma non si può arrivare a Novacella senza entrare nella sua cantina... Lo so, abbiamo trovato chiuso però posso permettermi di illustrarti quello che potevi trovare…
Innanzitutto i vini. Devi sapere che per secoli i contadini della zona conferivano all’ordine i loro prodotti per essere trasformati e commercializzati e quindi troviamo i tipici vini bianchi della Val d’Isarco, Silvaner, Müller Thurgau, Traminer, Kerner, Pinot grigio o Ruländer, Veltliner, tutti prodotti di Novacella. Per non parlare della famosa Grappa di vinaccia (Sylvaner) dell’ Abbagnac un distillato, ricavato da vinaccia di Gewürztraminer e, per assimilare il tutto, una buona tisana dell’Abbazia composta da menta, melissa, camomilla, calendula, malva, fiordaliso, salvia… e per chi non ha fretta può semplicemente sedersi e gustare del buon pane nero, speck e formaggi vari… non è anche questo un buon motivo per ritornare??
Lo so, le invento tutte pur di stuzzicare la tua curiosità… e la tua golosità…
Città di Bressanone
L'Abbazia di Novacella

I mercatini di Natale in Alto Adige


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