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per scelta...e
non per caso |
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testo e foto di Gianni&Rosanna
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Ciao Maura, dopo l'avventura a Bergamo in Città Alta in una giornata a dir poco tropicale e dopo che i tuoi piedi si sono riavuti da quella maratona, ti vorrei condurre tra le valli bergamasche, valli spesso snobbate dal turismo ma che riservano delle bellezze incontaminate E' un piccolo mondo provinciale, fuori dagli schemi moderni, legate all'antico e allo scorrere del tempo, ma al tempo stesso vitale e orgoglioso delle proprie tradizioni e del proprio lavoro. |
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Questo percorso, pur se agevole su molti tratti, riserva passaggi montani di un certo impegno, sia per le strade strette che difficoltà di parcheggio. Per stavolta, cara socia, ti farò virtualmente viaggiare sul mio camper, che pur essendo un catorcio, come lo definisci tu, ha all'attivo centinaia di avventure che neppure il più blasonato dei mega strafigati camper odierni ha all'attivo questo è un percorso che a Rosanna e a me piace fare ogni tanto, non c'è traffico ne caos ne gli invasori dei week end |
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| Lasciata Bergamo ci dirigiamo verso
est a Seriate e al bivio di Albano S. Alessandro prendiamo
la nazionale del Tonale e della Mendola, lungo la Val Cavallina. Prima tappa Trescore Balneario, il nome dice tutto. Qui ci sono le Terme, notissime e "meta" di numerosi "passatori di acque" Siamo ai piedi delle ultime propaggini delle prealpi orobiche, proprio dove le dolci colline cedono il passo alla pianura padana e lontano si intravede la zona di Grumello e più in là la Franciacorta A Casazza è obbligo una deviazione per Monasterolo del Castello, antico borgo sulla sponda meridionale del lago di Endine. Depositiamo il camper e iniziamo dalla lunga passeggiata, peraltro ben attrezzata, che ci porta lungo le rive del lago. D'inverno, in particolari situazioni, il piccolo lago si ghiaccia tutto e fino a qualche tempo fa molti si avventuravano sulla sua superficie, poi questa pratica, peraltro pericolosa, venne vietata. Notevole il nucleo medievale con un'interessante costruzione settecentesca che caratterizza la connessione tra le due piazzette. |
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| Proseguiamo ancora per un paio di
chilometri ma, a S. Felice di Endine, la strada si restringe inesorabilmente
per il nostro mezzo impedendone il proseguimento. Ritorniamo verso Casazza e iniziamo la salita che ci porta a Gaverina Terme, altra nota località termale e su su fino al passo del Colle del Gallo, noto ai più per il passaggio del Giro d'Italia e più frequentemente del Giro di Lombardia. Il santuario situato proprio al valico, è stato ben sistemato, ma la cosa più interessante è il sottostante piccolo museo dove sono riposte le maglie, trofei e alcune biciclette da corsa dei più noti professionisti del pedale. E' ormai sera e la località non offre assolutamente spazio per un camper. Dal Colle una strada a destra, stretta e poco agevole ci conduce al Santuario della Madonna di Altino, un piccolo ma frequentato santuario assai noto da queste parti e lì nell'esiguo parcheggio poniamo base per la nostra prima notte. C'è buio pesto, lontano in basso, si vede la Valle Seriana immersa nelle luci. Quassù, sotto un cielo stellato e in assoluto silenzio, facciamo il punto della prima giornata e poi tutti a nanna. |
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| Scendiamo a valle verso Cene
attraverso forche caudine dove passiamo al pelo e superato il fiume Serio
arriviamo a Gazzaniga e da qui fino a Vertova. Decidiamo di fare una escursione a piedi, tanto per sgranchirci le gambe, nella bella e incontaminata Valle Vertova, una valletta laterale alla Valle Seriana dove nasce l'omonimo limpidissimo torrente che fornisce di acqua buonissima tutta la zona. Lasciato il camper alla vecchia stazione del treno (d'estate funziona navetta da e per la valle, assolutamente sconsigliato fare il tragitto in camper per via della strada stretta, impossibilità di parcheggio e nel periodo estivo chiusura al traffico della strada)arriviamo nella grande piazza S. Lorenzo , su un lato la bella chiesetta di S. Lorenzo e l'attigua piazzetta con l'antico lavatoio, tutto ottimamente ristrutturato, partiamo all'avventura. Non occorre un particolare abbigliamento esiste solo la possibilità di qualche guado di nessuna difficoltà. Lasciamo la periferia del paese e dopo trenta minuti di piacevole e per nulla impegnativa scarpinata, ci ritroviamo alla vecchia centrale idroelettrica, ora buon ristorante con piatti tipici (casoncelli alla bergamasca fra tutti). In alto i resti del bacino con un interessante percorso a piedi alle vecchie sorgenti (da farsi in altro momento). Qui il torrente forma un piccolissimo bacino e poco più avanti una baita di ristoro e accattivanti prati dove prendere il sole e riposarsi durante la calura estiva. Ma siamo solo alla prima tappa. |
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| Proseguendo e dopo alcuni guadi, alquanto
scivolosi, giungiamo alla vera sorgente, una grande quantità d'acqua
che sgorga ai piedi del monte Alben. Sopra di noi le alte guglie di questa
montagna, tra le più belle cime delle prealpi. Riposante e fresca
pausa in questa valletta circondata da boschi, silenziosa e bella
Ritorniamo verso il nostro camper sentendo nelle gambe la fatica, ma appagati da questo panorama, un'oasi ancora intatta e patrimonio da salvaguardare qui si giunge per scelta e non per caso!!!! Per la notte sostiamo in un tranquillo parcheggio nella parte alta del paese poco lontano dal Convento, una costruzione medievale ove pare sia stata sede di un monastero prima e fortezza poi, raggiungibile, con un camper, solo da Colzate. |
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| Di buonora partiamo alla volta di un piccolo borgo sulle montagne proprio sopra di noi, Bondo di Colzate. Ci inoltriamo sulla strada che nella primavera del 2002 è stata teatro di una disgrazia stradale: un padre con i suoi due figli sono stati travolti e uccisi da un enorme masso staccatosi dalla parete sovrastante a causa della pioggia. La strada è molto stretta e in certi punti la roccia passa vicina al camper arriviamo alla prima sosta della giornata: lo stupendo santuario di S. Patrizio, notissimo nella zona, e il suo immenso panorama. |
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La costruzione originaria risale al 1200, ampliata abbellita
e restaurata di recente offre uno spunto per una visita. Sotto il loggiato
si visita la cappellina originaria, ben affrescata e intorno il bel loggiato,
l'accesso alla chiesa e alla relativa sacrestia, dove, nelle ricorrenze
del 17 marzo e della 2° domenica di settembre, viene ospitato un servizio
di ristoro a base di genuini prodotti locali e nelle festività
domenicale buon afflusso di fedeli per le funzioni.
Proseguiamo. La strada si arrampica
nel primo tratto per arrivare ad un bel pianoro, con un buon ristorante,
e poco oltre giungiamo all'abitato di Bondo di Colzate. Sembra
di essere tornati ad altri tempi, quattro case con i loggiati di legno,
un lavatoio, un'osteria, una piccola scuola, ora chiusa, e sotto in basso,
la chiesetta e a fianco il cimitero
no, non siamo in Alto Adige,
siamo tra le Prealpi orobiche, le cui vette più alte si scorgono
poco lontano. Paese piccolo, parcheggio piccolo, ma il nostro albergo
a "quattro stelle" ci sta.
L'origine del borgo è incerta, pare sia sorto in epoca medievale, sulle antiche vie che portavano nell'alta valle e più su nella Valtellina .Armati di buone calzature, partiamo per un'altra località, Barbata, non raggiungibile con i campers, distante un'oretta |
| La prima parte di ascesa è un po' impegnativa, ma poi giunti sul colle si apre uno spettacolo magnifico: sulla sinistra il Monte Alben, davanti il colle di Zambla e la cima Grem e dietro l'Arera e sulla destra un po' più lontano il gruppo della Presolana, che non ha nulla da invidiare dalla Dolomiti. Una sosta per ammirare questa località fatta di poche case, pascoli e soprattutto silenzio e tranquillità Proseguiamo, la strada sterrata è pianeggiante, agevole, il sole picchia micidiale, chi l'avrebbe detto dopo una estate maligna lasciamo perdere superiamo un vecchio nucleo di case, ne contiamo sei, tutte raggruppate e una brevissima salita ci porta alla chiesina di Barbata semplicemente favoloso il panorama, la solitudine e se non fosse per i campanacci delle mucche che pascolano vicino, parrebbe di essere sordi non si sente nulla se non il vento che qui è freschino anche d'estate . Ritorniamo a Bondo, sul percorso ci si perde chiacchierando con alcuni contadini che stanno facendo pascolare le loro mucche nel prato. Notte tranquilla. Le campane del vicino campanile ci annunciano che oggi è domenica e noi, scendiamo al Santuario di S. Patrizio. Un via vai di locali stanno gingendo sin qui e in tutti è ancora vivo il ricordo della tragedia che si è verificata proprio sotto il baluardo del parcheggio. | |
| Proseguiamo. Pochi chilometri e a
Gazzaniga lungo la strettissima strada provinciale (consigliamo vivamente
di fare molta attenzione sul percorso) saliamo prima ad Orezzo, punto
panoramico a cinque stelle. E poi l'impegnativa salita fino a Ganda,
minuscola frazione di Aviatico. Strada da batticuore quando a metà
strada incrociamo un auto che fa retro per lasciarci passare
diversamente
sarebbe stata dura. La strada sale ancora dispiegandosi tra i prati e le
poche cascine
Poi finalmente arriviamo al passo, qui a 1.100 mt l'aria
è fresca e un atmosfera limpidissima ci permette di ammirare il panorama
fino agli Appennini, il luccichio del fiume Po e l'estesa città di
Milano. Poco sopra c'è l'Osservatorio Astronomico Orobico, ma preferiamo fare una scappatina nel villaggio e poco più in là ammirare, dal monte Rena dove ci sono le antenne tv, un ancora più vasto panorama che si spinge davvero fino quasi al mare Adriatico, se mai riuscissimo a vederlo. E' ormai sera e non ci resta altro da fare che sistemarci nell'angusto parcheggio e fare la cosa più naturale di questo mondo dormire. Qui, cara socia, si può riposare bene in camper, qualche fruscio, qualche rumore sospetto in montagna gli animali si muovono, fossero anche solo cani, ma si muovono anni fa mi è capitato di sentire uno strano rumore, un qualcosa che grattava all'esterno il camper avevo avuto qualche brutta sensazione, ma poi scoprii che una mucca "leccava" l'umidità sul cofano e poi devi sapere che qui c'è un osservatorio regionale sul passo degli uccelli e quindi civette, gufi o altre specie a te note, sono assidue frequentatici.. Mattino splendente, mentre sulla pianura grava ancora qualche ombra della notte, qui il sole è già sorto da parecchio tempo. Colazione con un panorama stupendo avevi mai pensato di vedere simili cose nelle Prealpi Orobiche?? Inveterata diffidente, sempre mare e solo mare!!!! La strada si restringe sempre di più, piccoli micidiali tornanti ci portano ad Amora e la vicina Ama no!! Non scherzo si chiamano proprio così questi due piccoli paesi a mezza costa, dove acquistiamo pane fresco e pancetta del luogo, magra saporita da sballo lo so, fa male echissenefrega della linea però l'avresti mangiata pure tu e come!! Pochi chilometri e siamo a Selvino, la più nota delle località di questa zona. Meta fino dagli anni cinquanta del turismo invernale, allargatasi nel tempo un po' a dismisura, però conserva ancora il fascino della località montana molto paesana. Noi giriamo verso Aviatico e da qui lungo una strada dai mille tornanti verso Dossena e S. Giovanni Bianco a fondo valle e nell'Alta Valle Brembana.. |
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| Fa caldo e quindi niente di meglio
che salire in quota a Foppolo a 1600 mt, località più
nota per gli sport invernali che per il turismo estivo. Ma noi, camperisti
antelitteram, non badiamo a queste distinzioni, quando ci va di andare si
va e basta
C'è gente, ma non quello che si potrebbe aspettare.
E visto che siamo in tema di ascese, saliamo, stavolta con la funivia, fino
al Montebello a 2000 mt e qui lo spettacolo si fa davvero interessante.
Solo montagne ed esclusivamente montagne. Alle spalle le più alte
vette orobiche e dietro quelle della vicina Valtellina. Niente di meglio
che piazzarci al sole e goderci in santa pace questa giornata e senza aver
tralasciato qualche sfizioso nostrano assaggio sulla grande terrazza del
ristorante della seggiovia. Che si fa in montagna molti si chiedono? Io faccio riposare i neuroni, niente di meglio che dopo una bella camminata distendersi su un bel prato e non pensare a nulla. Si passano delle ore in completo relax. Bando alle ciance, quasi ci prendiamo una scottatura. Passeggio in questa piccola località anche se negli ultimi decenni qualcosina fuori luogo è stato costruito cattiva abitudine di qualche nostrano costruttore Nottata passata nel parking vicino agli alberghi. Ultimo giorno a disposizione in questa folle cavalcata. Scendiamo di qualche chilometro per risalire verso Mezzoldo, simpatico e bel paesino.. le tegole di ardesia ricoprono i tetti delle case tutte raggruppate come in un guscio E su e su, questa salita non termina mai, fino al Rifugio Madonna delle Neve e ancor più su la vecchia e ben restaurata Cà S. Marco, un baluardo della repubblica di Venezia messa a guardia del passaggio verso la Valtellina. Breve sosta per ammirare i lavori di restauro e poi ultima salita verso il Passo S. Marco. Veramente siamo all'apice delle Prealpi Orobiche che cedono il passo alle Alpi valtellinesi in una corona di neve e ghiaccio perenni. Qui il vento fresco si fa sentire ai 2000 mt di questo passo, da una parte a sud l'alta Val Brembana e a nord la Valle del Bitto e più in basso la Valtellina. Lontana, su tutto, la vetta del Bernina. Ripida discesa verso Morbegno, nota cittadina valtellinese con i suoi bei portici e il nucleo antico e poi verso Colico, il lago di Como e Lecco. Le mura venete di Città Alta ci annunciano che siamo arrivati a Bergamo. Cara socia, deciditi un giorno a fare una scappatina da queste parti, l'atmosfera bergamasca ti ripagherà delle molte delusioni di altre ben più note località |
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