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Mele, speck e...
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Testo e foto di Gianni e Rosanna prima parte |
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troppo caldo, troppa
afa e tu bellamente a mollo nel tuo immancabile mare greco e io me ne sto
qui a gocciolare di sudore? Manco per idea, carissima (!!) socia, prendo
il camper, al fresco nel garage, e via. La solita domanda: dove? Ma ci mancherebbe, siamo privi forse di idee noi?? Basta muoversi e poi si trova sempre un buco dove andare . l'importante evitare la ressa e i rientri drammatici su qualche tangenziale milanese o meno. La bussola indica nord e quindi via si va verso latitudini più refrigeranti. Solita SS 42 del Tonale e della Mendola, passaggio veloce a Lovere dove il lago è molto basso e liscio come l'olio, il percorso lungo la Valcamonica e poi Edolo caldissima e senza un filo di vento e qui scatta l'idea di sterzare verso il Tonale. |
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Già a Vezza d'Oglio la temperatura è cambiata abbiamo di fronte le montagne del gruppo Ortles Cevedale e anche se prive di ghiacciai la temperatura è ottimale.. e al Passo del Tonale si sta già meglio. Siamo al confine tra Lombardia e Trentino e per noi camperisti si capisce senza leggere il cartello. Sul versante lombardo stazionano decine di camper, auto e pulmann, sul versante trentino stazionano invece decine di orrendi condomini e non faccio commenti!!!Ci fermiamo quell'attimino davanti al sacrario che raccoglie le spoglie dei soldati caduti nella prime guerra mondiale, qui dove una volta c'era il confine tra il Regno d'Italia e l'impero austro-ungarico. Mio nonno da queste parti ci è passato ma non per turismo. |
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C'è un sole che spacca le pietre
e non solo quelle, davanti a noi i resti del ghiacciaio del Presena,
ormai ridotto al minimo. Noi si continua anzi si scende a capofitto verso
Vermiglio e Dimaro e qui si ripropone la scelta dell'itinerario:
verso Madonna di Campiglio o si prosegue? Si prosegue, si prosegue,
siamo forse due tipi che vanno ad ammirare gli sciccosi alberghi e le spocchiose "seconde case" di quella località??. |
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Superiamo il lago di Cles e ci inerpichiamo su queste strade di mezza
montagna tra simpatici paesi immersi in estesi meleti, e si, proprio mele
e ce ne sono a milioni, a perdita d'occhio. Ci fermiamo nel parcheggio di
una chiesa poco prima di Fondo ad ammirare tutta questa abbondanza.
Ma dove andiamo? Niente paura, sempre e comunque a nord e lontano da itinerari battuti. Finora nessun problema. A Fondo finalmente si decide: si va verso il Passo delle Palade e Merano, questo passo mi è entrato nella mente sin da ragazzino quando mio padre mi raccontava del suo avventuroso rientro a casa dopo l'8 settembre del '43, |
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si hai letto bene cara socia, e anche
lui ci è passato di qui ma non per turismo
dall'altra
si va alla Mendola e Bolzano.. |
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Ottima scelta, facciamo la salita
al passo quasi in solitaria e qui al di sopra della infuocata valle dell'Adige,
si sta veramente bene. Scendiamo a rotta di collo verso Lana d'Adige, una bella cittadina poco distante da Merano e poi per Marlengo, con il suo bel castello e attraverso strade che a ritrovarle e ripercorrerle sarà difficile arriviamo a Foresta che detto in italiano non è che dica più di tanto ma in tedesco rievoca vecchie sbornie: Forst ti dice qualcosa adesso cara socia?? il paesello è il regno incontrastato della omonima birra, notissima non solo in Alto Adige. La bella e originale birreria sorge proprio sulla statale, l'altra birreria, forse più nota e frequentata, si trova a Merano sul lungo Passirio ..ma non abbiamo tempo vogliamo andare avanti e qui, a fondo valle, il caldo si risente. |
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E su e ancora più su, lasciamo Saturno, Silandro, Spondigna e finalmente a Sluderno
deviamo per Glorenza. La cittadina altoatesina è più
bella che mai, il verde intenso degli alberi e le sue mura medievali la
rendono una delle più visitate della zona, senza nulla togliere alle
altre. |
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Primo ostacolo, il parcheggio fuori
le mura non è più agibile, si deve andare nell'apposita area
dopo aver superato la forca caudina della porta d'entrata (altezza 2,80);
ma siamo fortunati evidentemente hanno lasciato qualche centimetro in più
e noi passiamo proprio a filo, un altro camper dietro di noi, un po' più grandicello non passa. |
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Con il tuo camper/pulmann, cara socia, avresti dovuto tornare indietro
e a Spondigna prendere la strada per lo Stelvio e deviare
verso Glorenza. Un giro niente male
Attraversiamo il paese e prima
del ponte sull'Adige deviamo a destra verso l'area naturale di Glorenza.
Il posticino è simpatico, in mezzo alla natura, un prato erboso
immerso tra gli alberi e a lato il fiume che non da nessun fastidio.
Davanti tutta l'immensa montagna che sale gradatamente verso il passo
Resia. Il costo è più che accettabile, 7,14 euro/24h.
Particolare curioso: gli addetti alla riscossione sono i componenti
di una famiglia bergamasca!!! Gli orobici anche qui!! E alura?? |
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Qui le scuole di pensiero si dividono,
chi asserisce che lo speck migliore sia quello della val Sarentino, chi
invece della Val Venosta e soprattutto di Glorenza. La stessa diatriba la
ritroviamo a Napoli riguardo la mozzarella: meglio quella di Caserta o quella di Battipaglia?
Noi che alle scuole di pensiero lasciamo sia "la scuola" che il
"pensiero", acquistiamo un bel pezzo accompagnato dal pane nero
di segale per completare l'opera. Remember Maura quello speck e wurtell
acquistati a dicembre a Bressanone??
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Lasciamo perdere che ti stai leccando
i baffi anche adesso al solo pensiero!! Stasera, in camper, al fresco che
ci sarà per cena?? La birra l'acquistiamo al chiosco e la nefandezza
è completata. Ma tu cara socia, che ti fai, gastronomicamente parlando, su quell'isola greca oltre ai tuoi soliti merluzzetti fritti?? Lo so lo speck è più calorico, ma vuoi mettere? Andiamo avanti. Dopo la cena con il menù noto, niente di meglio che assaporare finalmente un po' d'aria fresca. |
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L'aria è tersa e il sole picchia di brutto. Sale la temperatura e
sale anche la nostra quota altimetrica. Si va verso il Passo Resia,
lungo la straordinaria strada che sale attraverso enormi prati erbosi e
anche qui troviamo un sacrario dedicato ai caduti della prima guerra mondiale
.. Arrivati a Curon sorpresa delle sorprese il parcheggio del lago ha le sbarre e non c'è posto nemmeno per una sosta lampo .. e va bene pianto il camper appena fuori le sbarre e scendo a fotografare.C'è molta gente specie motociclisti tutti dall'Austria in su. Il lago è tremendamente sotto il livello e il campanile emerge dall'acqua più del solito. |
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L'acqua assume colorazioni diverse
ed è un contrasto notevole con il verde delle montagne e l'azzurro
intenso del cielo. Salendo abbiamo adocchiato un parcheggio piccolo piccolo,
torniamo indietro giusto per trovare un posto e fare due passi sulla diga
di sbarramento. Da una parte il Passo Resia e dall'altra, sullo sfondo,
lo Stelvio, dove si intravedono sprazzi del ghiacciaio solitamente molto
più esteso. Qui finalmente troviamo un'arietta consolatrice e quasi
quasi una maglietta non guasterebbe. |
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Superiamo Curon e poi Resia.
Al confine passiamo senza quasi fermarci. Siamo in Austria. Ci fermiamo
un attimino a Nauders, le case tutte adornate di fiori, una bellezza.
Giriamo per Martinsbrucke e siamo in Svizzera, nel Cantone dei
Grigioni. Nello spazio di pochi km si incontrano tre nazioni. Tutto
attorno alte vette e immense abetaie. La strada prosegue a mezza costa e
in poco tempo siamo a Zernez, base per le escursioni nel Parco dell'Engadina.
Questo stupendo e tutelatissimo parco può essere visitato osservando
le rigide regole affisse ai vari cartelli che si incontrano nelle affollatissime
aree di sosta lungo il percorso. In una di queste ci fermiamo a mangiar
e fare due passi nel bosco. Il paesaggio è troppo bello e senza avvedercene
arriviamo a Ponte una località poco distante da San Moritz
da dove alcuni anni orsono salimmo all'Albula Pass, una strada da
camosci, ma più della salita l'orrenda discesa
. Panorama e
strada da brivido con un camper!!! |
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