Colli Euganei |
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Lo so che ti sembra assurdo socio ma noi dobbiamo approfittare anche di due miseri giorni per poter andare in giro col camper… la solita “fuitina” insomma! Ed è quello che ho puntualmente fatto in questo caldissimo mese di giugno nel tentativo di rianimare un esausto maritozzo e farlo sopravvivere fino alle agognate vacanze vere: quelle nel dolce mare greco!! Partenza dunque nel tardo pomeriggio e vaga idea della direzione: est.
Imbocchiamo l’autostrada per Venezia ma a Verona
il caldo e il traffico incessante di tir ci fa desistere quindi deviamo
sulla ben nota N434 Transpolesana per
Rovigo. Uscita a Legnago, poi N10 e, dopo Bevilacqua
col suo bel castello, ecco Montagnana coll’inconfondibile
profilo di mura medievali intatte e magnifiche che racchiudono il borgo
antico perfettamente omogeneo… assolutamente fuori dal tempo! Una
visione magica che non bisogna perdersi. |
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Noi invece ci imbattiamo, dietro una
curva, in una strana visione: un sontuoso imbarcadero in stile veneziano!
Parcheggiamo in uno spiazzo e ci chiediamo a cosa serve visto che siamo in collina e soprattutto da dove arriva l’acqua! Scopriamo che è l’ingresso di uno dei più bei giardini d’epoca che abbiamo mai visto: Valsanzibio. |
Naturalmente entriamo e dal dépliant apprendiamo che questo immenso
giardino, ricco di vasche, fontane, allegorie, statue, giochi d’acqua
e flora curatissima è rimasto praticamente uguale, grazie alle cura
delle varie famiglie nobili che si sono succedute nella proprietà,
al progetto originale della metà del ‘600. E’ sterminato e il tragitto che porta nella parte alta tramite scale monumentali e passaggi vari a simboleggiare "l’ascesa dell’uomo verso la Salvazione", parte proprio dall’approdo monumentale che ci siamo trovati davanti all’improvviso. |
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Era davvero l’approdo delle barche
poiché all’epoca tutta questa parte della pianura ai piedi
dei colli era una valle da pesca (Sant’Eusebio, da
cui Sanzibio) di cui ora rimane solo il laghetto davanti all’ingresso.
Quanto mi piacciono queste scoperte non previste né programmate! |
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Soddisfano la mia voglia
di avventura, vero socio? E se proprio non ci credi, guarda
qui! Proseguiamo la passeggiata sui colli e finiamo a Monselice dove un signore in bici ci indica un bel parcheggio dietro l’abitato verso le cave di selce (da cui il nome Monselice!) che però, oltre ad essere a pagamento (parking Cava della roccia), di notte è chiuso e quindi non utilizzabile per una sosta camper. Preferiamo l’ampio e sgombro piazzale antistante, sotto il castello, che è pure alberato illuminato e tranquillissimo. |
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Colti da raptus sportivo-salutistico
(ieri sera abbiamo mangiato come porcelli!), scarichiamo le bici e partiamo
per la visita di Monselice, col bel borgo antico tutto
alla base della montagnola di roccia silicea che fu sfruttata da tempi immemorabili
per produrre marmo da pavimentazione. Anche questa è una gradevole scoperta, ma ormai siamo in sella e l’uomo lancia la sfida: “andiamo a Este in bici, sono pochi chilometri!” Una ventina di chilometri in bici, in pianura, non sono granchè anche per una completamente fuori allenamento come me, ma la cosa davvero terribile è stato il traffico mostruoso di quel tratto di strada nonostante fosse domenica mattina! |
| Un rumore e uno stress intollerabili… e poi dicono che la bici fa bene! Ma dalle nostre parti dove vai in bici? Le piste ciclabili sono davvero un miraggio! Comunque arrancando e brontolando sono arrivata alla meta e naturalmente ne valeva la pena: magnifico il castello e la sua cinta integra che si arrampica sul colle. Al suo interno un bel parco pubblico. Finalmente al riparo dal rumore e dal traffico, gironzoliamo nella tranquilla cittadina tra piazze e bei palazzi antichi e notiamo che sotto le mura ci sono molte possibilità di parcheggio e sosta anche per i camper. |
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Ritorno al camper e pranzo rifocillante, ma c’è un problema:
ho qualche difficoltà a stare seduta... !! Questo è uno di quei posti che ho evitato finora di nominare e fare conoscere perché è davvero un posto magico… o meglio era! E’ un piccolo porto di pesca tipico del Delta che ha mantenuto un fascino straordinario, ora però, nel piano di sfruttamento turistico (doveroso, peraltro!) di tutto il delta, da qui fanno partire i battelli turistici e hanno allestito uno spiazzo apposito nella zona del porto che resta tuttavia accessibile solo nei giorni festivi. |
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C’è anche una zona apposita
(a pagamento) per i camper e dei servizi con acqua. Un tempo, in fondo al porto, si scavalcava una chiusa in ferro, sperando di ritrovarla aperta al ritorno, e ci si inoltrava su un sentiero di terra che costeggia il mare aperto e conduce fino al faro:una passeggiata splendida soprattutto per una birdwachter come la sottoscritta! |
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Adesso c’è una comoda passerella ma la passeggiata resta magnifica, tra le canne e le reti stese ad asciugare e la vista del delta, e per giunta il sentiero è ora ben tenuto. E’ sera, il momento migliore, per cui, abbandonata per motivi… sanitari l’idea della bici, ci facciamo un’altra bella passeggiata fino al faro vecchio… almeno altri 8 chilometri a piedi! Stasera a cena ci possiamo permettere molti strappi alle regole… che regolarmente ci permetteremo! |
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Siamo proprio in riva al
Po di Goro e la vista del grande fiume e la faticaccia
della giornata mi conciliano il sonno… peccato certi dolorazzi sparsi!
Non ridere, socio della malora, che tu non ce la faresti mai! Al mattino dolce risveglio al suono graditissimo del canto degli uccelli che popolano il delta e visione ristoratrice del fiume ancora avvolto da una sottile nebbiolina… che pace! Ci sono altri camper ma sono a debita distanza e non ci disturbiamo più di tanto! Fuori stagione è ancora meglio, socio, quando ti decidi a venire da queste parti? Devi sbrigarti perché non so quanto durerà! |
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Il trip agonistico continua e, con mio grande sconforto, vedo il maritozzo che estrae le bici dal bagagliaio: esprimo qualche perplessità sullo stato del mio… fondoschiena, ma lui niente! Inforca e va! Miii! Ma proprio a me doveva toccare ‘sto fanatico? Superando stoicamente il dolore, saliamo direttamente sull’argine (vietato alle auto) che porta a Goro e mi dimentico subito dei miei guai fisici: il panorama è magnifico da qui si vede bene sia il fiume e la vegetazione delle sue rive che la pianura sottostante coltivata ma anche percorsa da canali e fossi irrigui lungo i quali si posano, |
| in caccia di cibo, aironi
e garzette e volano gabbiani, sterne ed altre specie: il paradiso dell’ornitologo! Mi fermo in continuazione per osservare i miei amatissimi uccelli col binocolo che porto al collo e sono felice come una pasqua! Vedi? Ci vuole poco a farmi contenta! Noto con piacere che tutti questi argini stanno diventando, un po’ alla volta, delle belle piste ciclabili e pedonali e invidio chi abita da queste parti perché questo ambiente naturale è unico e bellissimo e solo con iniziative come questa può sperare di essere conservato per il futuro. E’ forse meno selvaggio di un tempo ma è anche giusto che possa essere goduto da molte più persone soprattutto perché può insegnare più di mille materie scolastiche, il valore e la bellezza della natura. |
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Purtroppo la breve vacanza è quasi finita e bisogna rientrare ma, per evitare i soliti ingorghi su un tragitto troppo trafficato, partiamo subito e la prendiamo un po' alla larga rifacendo parte della strada di eri in piena Bassa Ferrarese. |
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Goro, Bosco Mesola, Italba, Jolanda di Savoia, Copparo, Polesella, poi un pezzetto di Transpolesana
e subito mi viene voglia di uscire a Fratta Polesine a vedere come sta la splendida villa Badoer: sta benone anche perché è stata completata la sistemazione dell'imponente ingresso davanti al quale abbiamo sostato in perfetta tranquillità altre volte ma adesso è ancora presto per la pausa pranzo e puntiamo su Lendinara che ci sorprende con un insieme di palazzi, torri e chiese barocchi e rinascimentali del tutto inaspettati in questa pianura agricola! Ci fermiamo lungo il canale davanti a un bel palazzo barocco e pranziamo nutrendo contemporaneamente anche lo spirito in questa pace assoluta rotta soltanto da qualche auto di passaggio. |
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| Questa è la Bassa mio caro e tu
da perfetto orobico legato alle tue montagne non capirai mai l'atmosfera
di queste parti
pensa che a me piace anche la nebbia! Ha un suo
fascino particolare, diventa tutto ovattato e ti avvolge come una coperta
protettiva
a patto di non essere al volante! Rifocillati, riprendiamo il lento ritorno
verso casa
e ci fermiamo subito a Badia Polesine dove troviamo
un comodo parcheggio nei pressi della abbazia di Vangadizza iniziata
nel X secolo come dice un cartello turistico
ma inesorabilmente
sbarrata con catena e lucchetto sul cancello d'ingresso! Bella storia! |
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