Colli Euganei


Testo e foto Maura 2003

 

Lo so che ti sembra assurdo socio ma noi dobbiamo approfittare anche di due miseri giorni per poter andare in giro col camper… la solita “fuitina” insomma! Ed è quello che ho puntualmente fatto in questo caldissimo mese di giugno nel tentativo di rianimare un esausto maritozzo e farlo sopravvivere fino alle agognate vacanze vere: quelle nel dolce mare greco!!

Partenza dunque nel tardo pomeriggio e vaga idea della direzione: est. Imbocchiamo l’autostrada per Venezia ma a Verona il caldo e il traffico incessante di tir ci fa desistere quindi deviamo sulla ben nota N434 Transpolesana per Rovigo.
Qui il traffico è molto ridotto e si comincia a ragionare… appunto! ragioniamo: dove andiamo? Il mare è out perché a causa del caldo precoce ci sarà mezzo mondo! uno sguardo alla cartina e mi salta all’occhio Montagnana… è un sacco di tempo che non andiamo da quelle parti!
E poi subito dopo ci sono i Colli Euganei che sfioriamo sempre nelle nostre innumerevoli e escursioni nel Delta del Po ma che non abbiamo mai visto: approfittiamone!

Uscita a Legnago, poi N10 e, dopo Bevilacqua col suo bel castello, ecco Montagnana coll’inconfondibile profilo di mura medievali intatte e magnifiche che racchiudono il borgo antico perfettamente omogeneo… assolutamente fuori dal tempo! Una visione magica che non bisogna perdersi.
Ci tocca aggirare tutte le mura per trovare l’area di sosta in cui vorremmo fermarci, ma qui la visione è molto meno magica: si tratta di uno spiazzo piuttosto squallido, circondato da muri di cemento e fabbriche, un pò desolato e sinceramente, dato che siamo soli, ci sembra anche poco sicuro. Ci sono acqua, scarico e corrente elettrica ma rende piuttosto l’idea di un campo nomadi e pur essendo proprio accanto alle mura non ci piace molto e proseguiamo.
Peccato, avrei volentieri fatto una passeggiata nella cittadina ma torneremo un’altra volta sicuramente anche per controllare lo stato dell’area.

Proseguiamo sulla N10 e arriviamo fino a Battaglia Terme, alla base dei Colli. Qui c’è una bella area per camper, al limite dell’abitato, nel verde, con acqua e scarico, unico neo: è un po’ rumorosa perché è sulla strada principale e confina con un parco cittadino dotato di tavoli per pic-nic e barbecue di cui approfitta abbondantemente la gioventù locale e con ragione, essendo sabato sera!
La mattina ci infiliamo sulla stradina per Galzignano Terme che attraversa i Colli Euganei e subito siamo circondati dal verde, vegetazione rigogliosa e coltivazioni ovunque (castagni e viti), ville antiche e moderne…questi colli di origine vulcanica che spuntano isolati nella pianura assolata sono stati da sempre un rifugio e una risorsa:
Ad Arquà Petrarca il poeta ha vissuto i suoi ultimi anni e si può visitare la sua casa.

Noi invece ci imbattiamo, dietro una curva, in una strana visione: un sontuoso imbarcadero in stile veneziano!
Parcheggiamo in uno spiazzo e ci chiediamo a cosa serve visto che siamo in collina e soprattutto da dove arriva l’acqua!
Scopriamo che è l’ingresso di uno dei più bei giardini d’epoca che abbiamo mai visto: Valsanzibio.
Naturalmente entriamo e dal dépliant apprendiamo che questo immenso giardino, ricco di vasche, fontane, allegorie, statue, giochi d’acqua e flora curatissima è rimasto praticamente uguale, grazie alle cura delle varie famiglie nobili che si sono succedute nella proprietà, al progetto originale della metà del ‘600.
E’ sterminato e il tragitto che porta nella parte alta tramite scale monumentali e passaggi vari a simboleggiare "l’ascesa dell’uomo verso la Salvazione", parte proprio dall’approdo monumentale che ci siamo trovati davanti all’improvviso.
Era davvero l’approdo delle barche poiché all’epoca tutta questa parte della pianura ai piedi dei colli era una valle da pesca (Sant’Eusebio, da cui Sanzibio) di cui ora rimane solo il laghetto davanti all’ingresso. Quanto mi piacciono queste scoperte non previste né programmate!
Soddisfano la mia voglia di avventura, vero socio? E se proprio non ci credi, guarda qui!
Proseguiamo la passeggiata sui colli e finiamo a Monselice dove un signore in bici ci indica un bel parcheggio dietro l’abitato verso le cave di selce (da cui il nome Monselice!) che però, oltre ad essere a pagamento (parking Cava della roccia), di notte è chiuso e quindi non utilizzabile per una sosta camper. Preferiamo l’ampio e sgombro piazzale antistante, sotto il castello, che è pure alberato illuminato e tranquillissimo.
Colti da raptus sportivo-salutistico (ieri sera abbiamo mangiato come porcelli!), scarichiamo le bici e partiamo per la visita di Monselice, col bel borgo antico tutto alla base della montagnola di roccia silicea che fu sfruttata da tempi immemorabili per produrre marmo da pavimentazione.
Anche questa è una gradevole scoperta, ma ormai siamo in sella e l’uomo lancia la sfida: “andiamo a Este in bici, sono pochi chilometri!”
Una ventina di chilometri in bici, in pianura, non sono granchè anche per una completamente fuori allenamento come me, ma la cosa davvero terribile è stato il traffico mostruoso di quel tratto di strada nonostante fosse domenica mattina!
Un rumore e uno stress intollerabili… e poi dicono che la bici fa bene!
Ma dalle nostre parti dove vai in bici?
Le piste ciclabili sono davvero un miraggio! Comunque arrancando e brontolando sono arrivata alla meta e naturalmente ne valeva la pena: magnifico il castello e la sua cinta integra che si arrampica sul colle.
Al suo interno un bel parco pubblico. Finalmente al riparo dal rumore e dal traffico, gironzoliamo nella tranquilla cittadina tra piazze e bei palazzi antichi e notiamo che sotto le mura ci sono molte possibilità di parcheggio e sosta anche per i camper.

Ritorno al camper e pranzo rifocillante, ma c’è un problema: ho qualche difficoltà a stare seduta... !!
Anche io vengo colta da raptus (è la giornata!) o meglio, dato lo stato puramente vegetativo in cui versa in questo momento il consorte, mi metto alla guida del veicolo e lo conduco con insolito senso dell’orientamento (il maritozzo è un pessimo navigatore perché guida quasi sempre lui e ha scarsa dimestichezza con le carte! Uno strazio!) fino a Gorino, in pieno Delta.

Questo è uno di quei posti che ho evitato finora di nominare e fare conoscere perché è davvero un posto magico… o meglio era! E’ un piccolo porto di pesca tipico del Delta che ha mantenuto un fascino straordinario, ora però, nel piano di sfruttamento turistico (doveroso, peraltro!) di tutto il delta, da qui fanno partire i battelli turistici e hanno allestito uno spiazzo apposito nella zona del porto che resta tuttavia accessibile solo nei giorni festivi.

C’è anche una zona apposita (a pagamento) per i camper e dei servizi con acqua.
Un tempo, in fondo al porto, si scavalcava una chiusa in ferro, sperando di ritrovarla aperta al ritorno, e ci si inoltrava su un sentiero di terra che costeggia il mare aperto e conduce fino al faro:una passeggiata splendida soprattutto per una birdwachter come la sottoscritta!

Adesso c’è una comoda passerella ma la passeggiata resta magnifica, tra le canne e le reti stese ad asciugare e la vista del delta, e per giunta il sentiero è ora ben tenuto. E’ sera, il momento migliore, per cui, abbandonata per motivi… sanitari l’idea della bici, ci facciamo un’altra bella passeggiata fino al faro vecchio… almeno altri 8 chilometri a piedi! Stasera a cena ci possiamo permettere molti strappi alle regole… che regolarmente ci permetteremo!

Siamo proprio in riva al Po di Goro e la vista del grande fiume e la faticaccia della giornata mi conciliano il sonno… peccato certi dolorazzi sparsi! Non ridere, socio della malora, che tu non ce la faresti mai!

Al mattino dolce risveglio al suono graditissimo del canto degli uccelli che popolano il delta e visione ristoratrice del fiume ancora avvolto da una sottile nebbiolina… che pace! Ci sono altri camper ma sono a debita distanza e non ci disturbiamo più di tanto! Fuori stagione è ancora meglio, socio, quando ti decidi a venire da queste parti?
Devi sbrigarti perché non so quanto durerà!
Il trip agonistico continua e, con mio grande sconforto, vedo il maritozzo che estrae le bici dal bagagliaio: esprimo qualche perplessità sullo stato del mio… fondoschiena, ma lui niente! Inforca e va!
Miii! Ma proprio a me doveva toccare ‘sto fanatico?
Superando stoicamente il dolore, saliamo direttamente sull’argine (vietato alle auto) che porta a Goro e mi dimentico subito dei miei guai fisici: il panorama è magnifico da qui si vede bene sia il fiume e la vegetazione delle sue rive che la pianura sottostante coltivata ma anche percorsa da canali e fossi irrigui lungo i quali si posano,
in caccia di cibo, aironi e garzette e volano gabbiani, sterne ed altre specie: il paradiso dell’ornitologo!
Mi fermo in continuazione per osservare i miei amatissimi uccelli col binocolo che porto al collo e sono felice come una pasqua!
Vedi? Ci vuole poco a farmi contenta!
Noto con piacere che tutti questi argini stanno diventando, un po’ alla volta, delle belle piste ciclabili e pedonali e invidio chi abita da queste parti perché questo ambiente naturale è unico e bellissimo e solo con iniziative come questa può sperare di essere conservato per il futuro.
E’ forse meno selvaggio di un tempo ma è anche giusto che possa essere goduto da molte più persone soprattutto perché può insegnare più di mille materie scolastiche, il valore e la bellezza della natura.
Purtroppo la breve vacanza è quasi finita e bisogna rientrare ma, per evitare i soliti ingorghi su un tragitto troppo trafficato, partiamo subito e la prendiamo un po' alla larga rifacendo parte della strada di eri in piena Bassa Ferrarese.
Goro, Bosco Mesola, Italba, Jolanda di Savoia, Copparo, Polesella, poi un pezzetto di Transpolesana… e subito mi viene voglia di uscire a Fratta Polesine a vedere come sta la splendida villa Badoer: sta benone anche perché è stata completata la sistemazione dell'imponente ingresso davanti al quale abbiamo sostato in perfetta tranquillità altre volte ma adesso è ancora presto per la pausa pranzo e puntiamo su Lendinara che ci sorprende con un insieme di palazzi, torri e chiese barocchi e rinascimentali del tutto inaspettati in questa pianura agricola!
Ci fermiamo lungo il canale davanti a un bel palazzo barocco e pranziamo nutrendo contemporaneamente anche lo spirito in questa pace assoluta rotta soltanto da qualche auto di passaggio.

Questa è la Bassa mio caro e tu da perfetto orobico legato alle tue montagne non capirai mai l'atmosfera di queste parti… pensa che a me piace anche la nebbia! Ha un suo fascino particolare, diventa tutto ovattato e ti avvolge come una coperta protettiva… a patto di non essere al volante!
Però è tra maggio e giugno che la pianura è più bella, coi suoi canali punteggiati dal giallo dei gigli d'acqua, i campi coltivati, il caldo, le anguille che passano da un fosso all'altro attraversando anche la strada e procurandomi un infarto tutte le volte, le rane… e le zanzare, pure quelle! Per non parlare dei miei adorati uccelli croce e delizia di tutti i birdwatcher dilettanti come me!!

Rifocillati, riprendiamo il lento ritorno verso casa… e ci fermiamo subito a Badia Polesine dove troviamo un comodo parcheggio nei pressi della abbazia di Vangadizza iniziata nel X secolo come dice un cartello turistico… ma inesorabilmente sbarrata con catena e lucchetto sul cancello d'ingresso! Bella storia!
Dei gentili signori di passaggio ci informano che non è visitabile per mancanza di personale di sorveglianza. Da notare che il monumento è proprietà del comune… faccio alcuni commenti poco lusinghieri e ripartiamo… per fermarci quasi subito spaventati da uno schianto micidiale!!
Ma che succede? Abbiamo fatto solo pochi metri in una viuzza del paese!
Un gemito strozzato esce dalla gola del maritozzo: "la finestra del bagno!"… ovviamente lasciata aperta e altrettanto ovviamente urtata contro uno dei pilastri del portico della piazzetta in cui siamo sbucati! Fermi al centro della piazza facciamo una breve ispezione e constatiamo che ci è andata di lusso perché si è solo leggermente sbeccato lo spigolo della finestra e quindi basta richiuderla dall'interno e tutto è a posto… meno male!
… un accidente! La porta del bagno si rifiuta ostinatamente di aprirsi e pare inesorabilmente bloccata: io però devo entrare assolutamente nel bagno per chiudere la finestra… porca miseria!
Fu così che, aiutata dal compagno delle mie disgrazie che reggeva la scaletta del camper… la sottoscritta signora non più ventenne… entrava faticosamente dalla finestra del bagno come una ladra sotto lo sguardo divertito dei pochi (per fortuna!) avventori del bar!!
Capito cosa mi tocca fare socio? Lo so che avresti pagato per poter assistere… ti è andata male, stavolta!

Insomma, sbloccata la dannata porta, chiusa la finestra e riposta la scala… decido che il suddetto compagno… di merende non è in grado di procedere senza ulteriori danni e quindi prendo saldamente la guida del mezzo! La Transpolesana è vicina e mi ci infilo, poi a Legnago, di nuovo la N10 fino a Mantova poi la N236 per Castiglione delle Stiviere fino a Brescia!
Niente autostrada, la odio! E faccio anche contento l'uomo che invece non ama le nostre statali troppo piene di paesi senza circonvallazione… ha anche ragione ma non avevamo particolarmente fretta e tutto sommato non ci ho messo molto tempo in più di altre volte… incidenti "tecnici" a parte!

versione in francese

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