Liguria… la Val Nervia

Testo e foto di Gianni e Rosanna2002

 

Occorre, ogni tanto, anche per i più girovaghi avventurosi, fermarsi e ammirare quelle bellezze che stanno a due passi da casa nostra, gustarne appieno, quasi in punta di piedi, il fascino, la bellezza e la tranquillità. Ne trarremo una grande soddisfazione.

Orbene, cara Maura, tu mi avevi lasciato una punta di curiosità quando all'inizio dell'anno, in una delle tue numerose "fughe avventurose", eri andata sulla Riviera Ligure di Ponente ai confini con la Francia.
Ed io, da inguaribile curioso, ci sono ritornato, esplorando meglio una zona che risulta molto spesso, solo di passaggio, attratti dalle luci della vicina Costa Azzurra, che dopo tutto è solo una "bolgia blasonata".
A quattro passi dal confine con la Francia e parallelo ad esso c'è la Val Nervia. La valle digrada dalle alte vette delle Alpi Marittime, tutte innevate, fino al mar ligure, in una dolcezza di paesaggi unica e incontaminata.
E' una giornata stupenda e dopo esserci soffermati ad ammirare il teatro romano all'ingresso di Ventimiglia, deviamo per Camporosso al Mare, "la porta della Val Nervia", dal latino Campus Rubeus (pare si riferisca ai grandi cespugli di oleandro rosa tipico di questa zona).

Proseguendo si incontra Dolceacqua, l'antico borgo medioevale, un paese dalle origini antichissime e ricco di storia. Si racconta che fu feudo dei Conti di Ventimiglia, acquistata da Oberto Doria nella seconda metà del XII secolo, passata tra le lotte fra Guelfi e Ghibellini, Doria e i Grimaldi di Monaco, passò sotto la protezione dei Savoia, desiderosi di avere l'accesso al mare.
Non stupirti, cara socia, di questa botta di cultura, mi piace sapere le origini dei luoghi che più mi piacciono e quasi rivivere, tra queste mura, l'antico e glorioso passato.
Stupendo e incantato borgo, persino Claude Monet, uno dei maestri dell'impressionismo francese, ne fece oggetto di alcune sue tele.
E questo, cara socia, dice tutto.
La luce pomeridiana esalta e ingentilisce le buie case del vecchio borgo arroccate lungo la montagna, sovrastate dalla maestosità e severità del castello dei Doria, un tipico esempio di architettura medievale
. Per arrivare al castello ci si inoltra, è il caso di dirlo, in un dedalo di stradine strette e buie "caruggi", interrotte ogni tanto da piccole piazzette con case nobiliari. Raggiungiamo i piedi del castello, chiuso per lavori, sotto le due possenti torri poste a vigilare sulla valle e sull'ansa del fiume Nervia. Dall'alto stupenda visione sulla cittadina e sui terrazzamenti dove le mimosa creano macchie di colore giallo in una natura in pieno risveglio.
Fa caldo e la bella giornata invoglia a passeggiare. Scendiamo e passiamo da questo lato, chiamato "Tera", all'altro nucleo, chiamato "Borgo" attraversando il caratteristico Ponte Vecchio, così chiamato ancora oggi,. Il ponte, con i suoi 33 metri di luce, è il tipico esempio di arte medievale che con estrema leggerezza ed eleganza, unisce le due sponde, con un meraviglioso colpo d'occhio sul fiume e sulla cittadina.
A fianco la bella chiesa di S. Giorgio, con il soffitto arricchito da rosoni e losanghe. Poco distante la caratteristica piazza del centro storico e le viuzze che vi si disperdono in un dedalo dove è bello incamminarsi e sentire i profumi di una cucina locale, raffinata e genuina.
Ripassiamo il fiume sul nuovo ponte e ci soffermiamo nella bella piazzetta dove troneggia l'imponente chiesa dedicata S. Antonio, ben decorata, all'interno, di stucchi e marmi.
Ci sediamo sul lungofiume ad assaporare il caldo sole, mentre frotte di turisti, quasi tutti francesi, si disperdono, chiassose, lungo le viuzze…
Dimenticavo di parlare del Rossese di Dolceacqua, un rosso apprezzato da papi e imperatori e che viene prodotto in questa terra sulle terrazze curate con cura e pazienza. Per non parlare del coniglio, tipica specialità del luogo, disossato, impanato e fritto, i gustosi biscotti e le torte di marmellata… e non continuo.
Vogliamo non parlare del famoso olio extra vergine di oliva? Sarebbe una dimenticanza imperdonabile, occorre solo aver pazienza e ricercare negli antihi frantoi quello genuino e carico di sapore…
Il primo giorno di questo weekend ligure è trascorso in un baleno e noi ci riposiamo nel nostro camper in una atmosfera da sogno quasi irreale.

Un caldo sole mattiniero ci porta in quel di Pigna, nell'alta val Nervia, anch'esso antico borgo medievale, abbarbicato su per la montagna con le case una sull'altra come a forma della pigna… Anche qui la storia ha avuto momenti epici e travagliati.
Posteggiamo il nostro camper sul fondovalle guardando incuriositi, e preoccupati, l'antico borgo sparso sul pendio. Il cortese benzinaio ci indica il viottolo che sale vertiginosamente e che ci porta, in un quarto d'ora nell'antico e ben conservato nucleo storico, con le case accavallate e la stupenda piazza della chiesa e il bellissimo quadriportico "soffocato" dalle case sovrastanti. Le strette vie ci portano su in alto in un meraviglioso colpo d'occhio sul paese e sulla vallata. Ritorniamo nella piazzetta della chiesa, balcone naturale e spettacolare ammirando le belle costruzioni medievali e le viuzze che si "immergono" nelle case, quasi fossero degli antri stregati e misteriosi.
Preferiamo scendere per la strada principale, per giungere sul torrente Nervia ed ammirare un altro splendido ponte ad arco. Ci fermiamo per il pranzo data la tranquillità del luogo gustando un tipico pane acquistato in loco.
Rapida discesa per il mare con una sosta a Isolabona. Antico borgo fortificato, alla confluenza di due fiumi e forse questa l'origine del nome "Insula Bona". Anche questo borgo, appartenuto ai Doria, mostra i segni del passato con le rovine del castello, in corso di parziale restauro, appartenuto ai Doria. La bella posizione geografica invita a passeggiare per le antiche vie. La bella piazza e il lungofiume ci invita a sostare e godere di questa meraviglia e della assoluta tranquillità, una particolarità di questa valle, unita alla gentilezza della gente del luogo.

Discesa e successiva risalita per Rocchetta Nervina. Di epoca preromana, dal passato storico turbolento, è da sempre luogo di tradizione contadina specialmente incentrata sull'olivicoltura e viticoltura. Rapida visita al centro storico, data la precarietà del posteggio del nostro mezzo, sufficiente, comunque, a renderci conto della tranquillità del luogo, lontano dal traffico e dal cemento della costa.
Siamo sulla via del ritorno, soffermandoci per un po' a Ventimiglia vecchia situata su una collinetta. Non l'avevamo mai visitata e questa veloce visita ci fa scoprire una cittadina molto bella e vivace, certamente meno caotica di quella bassa. Par di essere a Bergamo Alta…. Non voglio parteggiare per la mia città, ma anche Ventimiglias Alta merita una visita meno veloce della nostra. E alla sera, prima del rientro, nella calma di quel di Diano Marina, un brindisi a base di Anis-Tenis, un favoloso anice spagnolo muy caliente.


Notizie pratiche:

  • Autostrada Genova-Ventimiglia uscita Bordighera, proseguire per Ventimiglia o uscita Ventimiglia ritornare per Bordighera e deviare a Camporosso al Mare
  • Sosta e pernottamento, possibile solo fuori stagione a Dolceacqua
  • Campeggio a Latte, poco prima della frontiera verso la Francia
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