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non sono diventata matta socio! lo so benissimo che un fine settimana in Grecia col camper è una follia improponibile, specie abitando nel nord Italia: il fatto è che un certo venerdì di luglio siamo appena sbarcati a Igoumenitsa e il maritozzo che si sente sempre un po' in colpa per il mese filato di mare che mi propina da anni senza rimedio e sempre nello stesso campeggio dell'isola di Lefkas per alleggerirsi la coscienza e sistemare subito la questione, mi propone tra il lusco e il brusco: "Che ne dici di farci un girettino prima di andare da Aristotele?" (il padrone del campeggio di cui sopra) "E facciamolo, meglio che niente!! da che parte?" "Boh? intanto facciamoci un piatto di pesce e un bel bagno alla spiaggia solita, poi vedremo!" detto, fatto! ci avviamo un po' intontiti (nottataccia calda ed agitata sul traghetto da Bari!) lungo la E55 fiduciosi nel fatto che il nostro camper ormai conosce la strada e potrebbe rimediare da solo alle inevitabili distrazioni di un marito ormai cotto come un cotechino per il caldo e per lo stress di un anno di lavoro!! La bella strada litoranea, adesso un po' più dritta di qualche anno fa e in continuo miglioramento, ha un pregio notevole: ti sbatte subito in faccia un mare blu da cartolina e la classica vegetazione da macchia mediterranea di un verde cupo che più verde non si può e attraversa zone scarsamente abitate e, almeno per il momento, poco sfruttate dal rampante turismo residenziale che sta devastando altre zone della Grecia! |
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A Margariti controlliamo i "nostri" nidi di cicogne, nel senso che da anni passando ci fermiamo a controllare e a fare la foto di rito: tutti i nostri dossier fotografici greci si aprono con le foto dei cicognini sul nido! una cosa rituale per cui siamo ampiamente sfottuti dai nostri amici, ma noi procediamo tranquilli il viaggio solo dopo aver constatato che anche questi "amici pennuti" stanno bene e sono numerosi! |
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Intanto
osserviamo il volo maestoso degli adulti che sorvolano, in cerca di cibo
per i piccoli ormai quasi pronti all'involo, la bella zona paludosa di Morfi o, più lontano, la foce dell'Acheronte: proprio lui
il mitico fiume dotato, secondo gli antichi, di un poco piacevole traghetto! Quante volte abbiamo assistito ai buffi tentativi dei piccoli (chiamarli correttamente pulcini, date le dimensioni, mi suona male!) di imparare a volare scene degne di un cartone animato! |
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Finalmente
la strada ritorna sul mare e all'altezza del golfo di Nikopolis,
dopo l'immancabile, sacro e rituale bagno di mare, ci dirigiamo alla solita
trattoria (farotaverna: trattoria con
pesce) dove il padrone e i suoi figli ci riconoscono da lontano e mi lasciano
entrare in cucina dove aprono la porta del frigorifero per mostrarmi il
pesce. |
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Lo
scelgo, me lo pesano,
insalata
greca, patatine, una bottiglia di retsina ( il vino bianco resinato tipico
della Grecia: occorre un certo allenamento per superare il sapore forte
e pungente
che ormai noi non sentiamo neanche più!) e il tavolino
sull'erba sotto l'ulivo davanti al mitico mare sognato tutto l'inverno!
forse non è il paradiso
ma ci assomiglia parecchio, ne sono
sicura! |
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Tu non capirai mai queste cose, socio, ma staccati una volta dalle tue montagne e prova il mare ti farebbe bene, soprattutto farebbe bene a quell'unico neurone spelacchiato che vaga disperato nella tua zucca: seduto davanti al mare anche lui potrebbe essere indotto, come tutti gli esseri pensanti da che mondo è mondo, alla riflessione, alla meditazione chi siamo, da dove veniamo? dal mare, mio caro, dal mare! lo so che ti fa impressione ma anche tu, che galleggi come un ferro da stiro e tremi davanti a un semplice traghetto, hai avuto lontani parenti nel mare!! qualcosa però ti è rimasto: cos'è infatti quell'espressione da triglia lessa che esibisci ogni tanto davanti alle mie esternazioni? va bene, va bene! riprendo il racconto: è meglio! |
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| Un
po' inebetiti dal sole e dal pasto ma finalmente rilassati e a nostro agio,
riprendiamo il cammino (non abbiamo ancora deciso dove andare, ovviamente!)
per deviare sulla E88 per Arta
ma naturalmente deviamo
ancora verso la bella laguna di Logaru: la strada è un po'
approssimativa ma quando sbocca sul mare è molto panoramica e giunge
fino al paese di Koronissia, sperduto e isolato in fondo alla laguna
(avvisto dal camper molte specie di volatili
e molti bossoli al suolo
alla faccia della riserva!! in primavera deve essere peggio che in Vietnam
da queste parti!) e anche qui compaiono già le prime villette ancora
in costruzione! Riprendiamo la strada per Arta di cui scorgiamo un bel castello e, del tutto inaspettato, un vecchio quartiere di chiara impronta turca... peccato che il caldo implacabile e l'ora tarda ci impediscono di buttarci, come vorremmo, tra le vecchie case e i numerosi negozietti del bazar perché di questo si tratta: un vero bazar! La strada si affaccerà ancora sul mare proprio all'altezza di Menidi strano e grazioso paesino proprio in fondo ad una piccola laguna. Nemmeno la rigogliosa vegetazione (perfino banani e datteri!!) del bel campeggio in riva al mare a Katafourko, riesce però a mitigare una temperatura equatoriale! il povero Mistral (per cui il classico cartello: "attenti al cane" è da interpretarsi come "fate attenzione se no si spaventa!") ansimerà tutta la notte provocandoci, a turno, crisi di coscienza e alzate notturne per controllare se non gli fosse preso un accidente che notte! |
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decidiamo di proseguire verso sud e percorrere la strada che, aggirando
la regione montuosa e poco abitata dell'Acarnaia, ci riporterà a Lefkada: dal golfo profondo di Amfilokia fino ad Agrinio si attraversa uno strano paesaggio
tu saresti morto caro socio!! arido
e caldo che sembrava Arizona |
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e
per giunta, a completare la similitudine, le uniche parti verdi sono le
coltivazioni di tabacco soprattutto ai bordi del lago Amvrakia: vaste
distese delle caratteristiche pianticelle ed essiccatoi un po' ovunque.
Dopo Agrinio, paesone agricolo, si passa attraverso le belle e sorprendenti
gole di Killisura e poi di nuovo sul mare sulla laguna di Messolongi,
il paese |
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omonimo è piuttosto sfruttato turisticamente e non presenta grande interesse
per noi quindi, invertendo la rotta, risaliamo verso nord e attraversando
la piccola laguna di Etolikò ci imbattiamo, a metà della stretta diga, in un delizioso monastero circondato
dalle saline: il paesaggio è davvero insolito per essere in Grecia
e l'atmosfera calda, l'acqua immobile, la luce abbagliante danno un senso
concreto all'espressione: "sospeso nel tempo"!!
ritorniamo
alla realtà osservando un signore che, lentamente e con movimenti
cauti, scende camminando nella salina fino ad immergersi
e nuotare
e non ci spieghiamo come, data la scarsa profondità
dell'acqua! non ci era mai capitato di vedere fare il bagno
in una
salamoia degna delle migliori olive di Kalamata!
mah! |
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Verso Neohori, poi Katohori, ancora piccole paludi e poi il bel mare blu (siamo di fronte a Cefalonia e Itaca) che si scorge a tratti e che raggiungiamo nel piccolo e panoramico golfo di Astakòs dove, spossati dal caldo incombente, parcheggiamo il camper sulla strada e ci buttiamo (cane compreso!!) nelle pulitissime e refrigeranti acque del |
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porticciolo
sotto lo sguardo di leggera riprovazione (i cani sulle spiagge greche
sono vietati!!) di alcuni vacanzieri locali
ma la povera bestia
era al limite
si trattava di un'emergenza, in fondo !! Non ci piace sostare e dormire troppo vicino alla strada, per via del rumore e dell'inquinamento, e non trovando spazi adeguati, riprendiamo il cammino mentre il mio compagno di viaggio e di vita (ma è un po' la stessa cosa..!) stenta a... mantenere la rotta per via del fatto che si perde nella visione delle vicine isole di Kastos e Kalamos dalla splendida vegetazione e tante volte raggiunte, molto avventurosamente inutile dirlo, col gommone certi rientri alla base tra secchiate d'acqua e il meltemi che soffia maligno senza tregua!! siamo rimasti gli unici italiani con gommone a chiglia pneumatica e motore da 25 cv dal glorioso e lungo passato e mentre veniamo sorpassati a velocità autostradali dai connazionali superdotati, noi arranchiamo su e giù dalle onde completamente in balia degli elementi chiedendoci chi ce lo fa fare ma i duri e puri resistono e soprattutto è meglio ora di quando, fino a qualche anno fa, affrontavamo il mare su una bella ma faticosissima canoa canadese in vetroresina roba da chiuderci in una riserva indiana!!... eppure che bello scivolare a pelo d'acqua senza fare rumore spaventandosi ogni volta che un branco di acciughe o dei piccoli pesci volanti balzano fuori dall'acqua proprio sulla punta della barca!! capito cosa ti perdi socio ?? |
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Poco prima di Mitikas ci infiliamo sulla stradina litoranea che promette un campeggio (molto rustico, a giudicare dall'insegna
ma è quello che vogliamo!) e ci accorgiamo con terrore che la strada è costituita da sassi posati direttamente sulla sabbia
mentre non si scorge niente di simile ad un parcheggio o ad un camping
panico! Ci godiamo una passeggiata a Mitikas che resiste ancora valorosamente agli assalti turistici e che ci appare per quello che è: un grazioso e semplice paesino di pescatori con qualche locanda sul mare rigorosamente corredata di tettoia di vite sotto la quale ci sediamo per una meritata birra (greca, ovviamente, molto buona per giunta!) e per ammirare ancora Kalamos, proprio di fronte a noi! A Vonitsa, di nuovo sul golfo di Amvrakikos, ritroviamo l'atmosfera greca che ci è famigliare in una trattoria coi tavolini praticamente in mare nel quale ci siamo rinfrescati a dovere e dal quale siamo riemersi sgocciolanti per prendere posto sotto l'immancabile tettoia di frasche che copre appena la sagoma del bel castello dominante sulla parte antica del paese situazione idilliaca!... anche per via delle acciughe e dei merluzzetti fritti innaffiati dalla solita retsina cui seguirà un bel sigaro e un altrettanto immancabile ouzo! che vuoi farci socio? siamo nati per soffrire!! Ci avviciniamo all'isola di Lefkada e prima di salire sul ponte girevole che la collega alla terra ferma facciamo un'ultima deviazione per Peratià: sono anni che passiamo davanti a questa strada cha costeggia una piccola laguna e passa sotto una bella fortificazione sicuramente ricordo della dominazione veneziana che qui ha lasciato abbondanti tracce, e finalmente ci togliamo la curiosità di vedere dove porta! Dopo il paese ci sono delle biforcazioni e scegliamo di scendere verso il mare anche se la strada è decisamente poco adatta al nostro camper
ma la fortuna aiuta gli audaci, come si suol dire, e finalmente sbuchiamo su un porticciolo mignon con quattro barche coloratissime e, per fortuna, uno spiazzo asfaltato più che sufficiente per una manovra di inversione! non sappiamo dove siamo
ma il posto è incantevole e deserto: una goduria! E' ormai sera e pensiamo di dirigerci verso il lato ovest dell'isola, quello rivolto verso il mare aperto con grandi spiagge fino a poco tempo fa completamente libere e selvagge e ora praticamente monopolizzate da una distesa di lettini stile Rimini opportunamente collocati dalle solite trattorie e debitamente ritirati la sera come ad Agios Nikitas (un bel paesino di pescatori: praticamente quattro case sul piccolo porto assalito alle spalle dai soliti studios come qui chiamano le dannate case di vacanza ormai presenti ovunque!) dove arriviamo appunto verso sera e dove un solerte messaggero in motorino ( poco mitologicamente inviato dalla trattoria!) ci invita a scendere alla spiaggia per metterci a disposizione un piccolo e molto confortevole spiazzo per la notte ad una più che ragionevole cifra, in compagnia di un paio di camper tedeschi: ottimo!! risolto il problema per la notte ci godremo un bel bagno con la spiaggia deserta ed una ancor più bella serata di fronte ad un tramonto di fuoco come solo sul mare puoi vedere mio caro socio!! il resto te lo immagini anche tu, con l'arrivo il giorno dopo nel famoso campeggio per un bel periodo di avventure marine a mollo nel mitico mare di Ulisse! ma queste te le racconterò un'altra volta, ti va? |
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