IL POPOLO DEI CAMMINATORI |
testo di Alberto |
Esiste un fenomeno ai piu' del tutto ignoto o quasi. Esso ha per protagonisti uomini e donne che ben poco hanno a che spartire con una realta' dai ritmi serrati e nevrotici, di orari inderogabili, di traffico convulso. Io stesso, che da sempre amo il camminare e il trekking, solo di recente mi sono reso conto che vi sono persone di ogni eta', dai diciotto anni agli ottanta, che per mesi o per anni camminano. Dove? Ma per il mondo! Per il mondo, si', e ci passano accanto e secondo me noi neppure ce ne accorgiamo. E' come se la nostra esistenza e la loro si ponessero su dimensioni differenti, invisibili l'una dall'altra. |
Edwin e Karla avevano entrambi 72 anni quando una mattina di fine marzo uscirono dalla loro casa di Zurigo, in Svizzera, lo zaino in spalla e nelle gambe e in testa tanta voglia di camminare. Girarono a destra e si avviarono. Centodieci giorni dopo erano a Santiago di Compostela. Ogni settimana via email mandavano ai figli notizie da un internet caffee e, tranquillamente, proseguivano un cammino che neppure loro sapevano dove li avrebbe portati. Venti, anche trenta chilometri, certi giorni, ogni tanto uno o due di riposo quando qualcosa meritava la loro attenzione, poi via, un piede avanti all'altro e ogni sera in un ostello o dove le circostanze offrivano riparo, a volte anche ospitati in casa o nei garages o nei fienili. |
Nessuno particolare connotazione religiosa, nel loro caso e in quello di tante altre persone se non la volonta' di calpestare il medesimo percorso di tanti pellegrini, l'opportunita' di vivere il ritmo che fu dei nostri antenati, quando la gente si spostava a piedi o al piu' sui carri tirati dai buoi, nel piacere di un contatto piu' reale con la natura e con l'ambiente attraverso tutti i sensi e non soltanto con la vista e nei tempi ridotti che la velocita' dell'auto o del treno consente. Edwin e Karla, non contenti di un risultato in ogni caso eclatante per due non piu' ragazzini, decisero di non concludere a Santiago la loro “passeggiata” di oltre duemila chilometri e puntarono sull'Italia con l'intenzione di percorrerla tutta fino a Brindisi e di imbarcarsi, come avveniva dieci secoli fa, verso Gerusalemme e la Terra Santa. |
Aalno, invece, e' finlandese, 40 anni e da due cammina, intenzionato ad attraversare,dopo l'Europa, tutto il continente africano fino a Joahnnesburg dove vivo dei suoi amici. Non sa cosa fara' dopo. Io l'ho conosciuto in Val Tiberina durante una settimana di trekking insolitario, ai margini di uno slargo erboso dove avevo pernottato con il sacco a pelo. Il piccolo zaino mi aveva fatto pensare a una gita di pochi giorni e invece era in strada dall'anno precedente. “ Not too fast, not to slowly, ‘couse I'm only fourteen, so…” e il suo sguardo era chiaro e sereno e composti i pochi gesti che sapevano di quotidiano mentre si assestava lo zaino in spalla e spariva oltre la curva. |
Come loro, sono tanti che, in modi appena difformi tra loro ma per finalita' sorprendentemente simili, percorrono il mondo a piedi, ignorando lo scorrere del tempo, leggeri nel bagaglio ma ancora di piu' nello spirito, attenti a cio' che gli passa accanto, molto meno a quando arriveranno e dove. Alcuni in quel camminare che e' anche fatica cercano la medicina altri il viatico, altri ancora la crescita.
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