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Avventure autunnali |
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PORTOGALLO |
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Fine
di
un sogno
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1
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Mi piange il cuore nel raccontarti
le nostre avventure portoghesi e per prima cosa vorrei dire che un paese
che ha molte bellezze classificate Patrimonio Mondiale dell'Umanità
sotto l'egida dell'Unesco non può permettersi di distruggere la
natura, storiche testimonianza e i paesaggi giustificandolo come progresso
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| La notte è disturbata da un furioso temporale ma ritroviamo al mattino una giornata limpida e soleggiata. Stiamo un po' in spiaggia e poi ci fermiamo nel borgo antistante la Luz a Espiche per fare acqua ma al fontaneiro troviamo i rubinetti a secco. Razionamento ci dicono alcuni abitanti e pure noi scarseggiamo a acqua, per giunta questa era buona. | |
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Nel piccolo piazzale è
pure fermo un furgone-ufficio mobile delle PT portoghesi e questo ci agevola
nello spedire alcune cartoline
. Funzionale la trovata, essendo il
paese troppo piccolo per avere un proprio ufficio postale Ritorniamo indietro verso Lagos alla ricerca di una casa do pasto dove in passato avevamo mangiato del buon pesce, ma . non c'è più: al suo posto una grande rotatorio all'uscita dello svincolo della superstrada. Delusione Inversione di marcia, puntiamo su Sagres e lungo la strada quelli che erano piccoli paesi si sono raddoppiati ma hanno avuto il buon gusto di fare costruzione in sintonia con l'ambiente. Ci spingiamo fino a Cabo de Sao Vicente battuto da un feroce vento, affollato da una miriade di persone. Siamo all'estremo angolo sud del Portogallo, un poderoso baluardo che pare protendersi verso l'oceano. Gigantesche onde si infrangono fragorosamente contro le alte scogliere provocando spettacolari giochi d'acqua. |
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| Ritorniamo sui nostri passi e dopo essere passati dal porto ci fermiamo al restaurante O Pescador (ti pareva) proprio nel centro di Sagres. Una squisitissima calderaida ci rimette in pace con le delusioni finora subite. | |
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A dire il vero la zona che visiteremo è quella meglio tutelata e speriamo lo sia per sempre. Attraverseremo il parco naturale della Costa Vicentina. Riprendiamo la strada verso Lagos deviando per la bella cittadina di Vila do Vispo, che ci ha accolto tantissime volte come ospiti, e puntiamo su Carrapateira. Fortunatamente le strade sono migliorate e l'auspicato millimetro di asfalto in più è stato messo. |
| Questo tracciato è di una bellezza incomparabile.. Una infinita distesa di eucalipti e sughere, intervallata ogni tanto da graziosi paesini. La strada in alcuni punti è ancora stretta e l'incrocio con i tir carichi degli onnipresenti tronchetti di eucalipto che viaggiano per le cartiere, mette in difficoltà e qualche volta in apprensione. | |
| Superata Carrapateira arriviamo a Aljezur, più volte vista e visitata ma sempre con il suo particolare fascino. Addossata ad una collina è sovrastata dall'antico castello, oramai in rovina. La nuova città sorge di fronte, un aspetto lindo e moderno che si contrappone all'austerità del vecchio borgo. Una breve pausa nel parcheggio, adattissimo alla sosta notturna, lungo il fiume, quello che era il vecchio mercato. | |
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Si risale verso nord e a Odeceixe lasciamo l'Algarve
per entrare nell'Alentejo. In un susseguirsi di deviazioni tra
la strada interna e la litoranea arriviamo ad Almograve. Sulla
spiaggia non c'è anima viva e solo al promontorio, dopo il dovuto
tributo di polvere della strada sterrata, ritroviamo accanto alla baracca
di un punto di ristoro stagionale dei pescatori, il solitario parcheggio. Favoloso!!!.
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| Proprio lì a fianco del parcheggio
e sulla scogliera ecco che ritroviamo la nostra sorgente che eroga ancora
molta acqua. Da dove venga nessuno lo sa, solo che appena dopo di noi arriva
una famigliola con una vagonata di tanichette. Luogo affascinante e solitario,
spiagge che si alternano a scogli, colline si sabbia ricoperte da una vegetazione
bassa e tenace, vento impetuoso e a volte tagliente, ne fanno uno dei posti
più belli di tutto il Portogallo. Peccato sia così solitario
e che la vicina strada polverosa contribuisca a spalmare di sabbia tutto
il camper e non solo.. Occorre cercare un posto per fermarci e così via di corsa per Sines, orrenda città di raffinerie, poi Vilanova de Milfontes e deviazione per Porto Covo dove ci fermiamo nel bel piazzale fronte mare. Ci sono due camper e finalmente vediamo una targa italiana, solo la targa però . Gli occupanti sono blindati all'interno !!! È ormai sera, stanchi e leggermente affamati mangiamo e ci riposiamo seduti all'esterno ad ammirare l'oceano e ascoltare l'infrangersi delle onde.. e io mi faccio un sigaro cubano!!!!. La temperatura è gradevolissima, c'è calma e ci assicuriamo una notte tranquilla. |
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| Risaliamo per Grandola anch'essa molto cambiata e nel tentativo di superare Lisbona ad est imbocchiamo una nuovissima autostrada che porta Vila Franca de Xira Le nostre carte stradali la portano come in costruzione e non capiamo la ragione di questa nuova arteria che altro non è che un doppione di quella che, superando a ovest la foce del Tago, arriva anch'essa a Vila Franca de Xira. Ad un certo punto abbiamo persino temuto che l'autostrada non avesse uscita, visto che in 49 km. avevamo incontrato tre macchine nel senso opposto e due nel nostro senso, e non ci fossero uscite se non due ma sbarrate!!!! Al termine pagato il tributo ci siamo guardati in faccia . L'autostrada non arrivava alla destinazione indicata, ma terminava in mezzo ad una radura e per giunta distante ben 30 km. da Vila Franca | |
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