Catalogna e dintorni

 


Testo e foto Maura 2004

 

Nonostante sia già abbondantemente adulta, la figlia rompe come quando era piccola e, il giorno prima di partire per il nostro tradizionale viaggetto di Pasqua, lancia il suo diktat “andiamo a vedere il museo Dalì a Figueres”!
Benissimo, almeno per una volta partiamo con un’idea precisa e sapendo in che direzione andare…già, ma dove cavolo è Figueres? Rapida ricerca, è in Spagna, in Catalogna, subito dopo il confine francese e guarda caso da quelle parti c’è anche la zona umida di Emporda, parco naturale meta di naturalisti doc come il mio buon amico Yves! Affare fatto!

Come vedi caro socio stavolta alla tua richiesta “dove vai?” non rispondo come sempre “non lo so, te lo dico al ritorno!”, naturalmente l’itinerario è lasciato come sempre al caso! Quello si che te lo dico al ritorno!
Si parte tranquilli dopo mezzogiorno per fermarci a 100 km da casa per il pranzo e poi via sull’autostrada , Tortona, Voltri, c’è un bel po’ di gente in giro e da Savona in poi ci sono dei rallentamenti ma niente di tragico. Anche dopo il confine francese il traffico è intenso ma si viaggia. Sosta per la cena nell’area autostradale di Le Muy dove constatiamo ancora una volta la differenza notevole con le aree di servizio delle autostrade italiane: pulizia, parcheggi tranquilli, spaziosi e sufficientemente lontani dalla strada, servizi puliti ed efficienti, camion lontani dalle vetture, panorama gradevole…come da noi, vero? Possiamo dirlo, le nostre aree di servizio sono tra le peggiori d’Europa e soprattutto non rispondono all’esigenza fondamentale di chi viaggia: il bisogno di effettuare una sosta riposante oltre al rifornimento di carburante per poter riprendere la guida nelle migliori condizioni psicofisiche, proprio come raccomandato dalla polizia stradale e dalle norme di circolazione!!!

Dato che la Spagna è lontana, decidiamo di proseguire e quindi ci diamo il cambio al volante: riesco a stare sveglia e conduco la ciurma nella notte oltre Arles verso la solita area di Aigues Mortes.
Queste strade della Camargue sono belle anche di notte, illuminate da una fetta di luna e con il guizzo repentino dei conigli selvatici che attraversano la strada veloci come razzi provocandomi un mezzo infarto ogni volta! Ce ne sono anche lungo i bordi della strada, si bloccano appena vengono illuminati dai fari e restano con le orecchie dritte e il naso in aria ad annusare freneticamente… sono deliziosi! Il problema è evitare quei deficienti di ricci bloccati a palla in mezzo alla strada, convinti che questo sia il miglior sistema di difesa: chi glielo va a dire che le ruote dei veicoli se ne fanno un baffo dei loro aculei?

Ritorniamo bruscamente alla realtà davanti all’area per camper di Aigues Mortes: piena come un uovo, con alcuni camper anche in mezzo alla strada, ma come fanno a stare in questa situazione?
Non te lo volevo dire, socio, ma era ormai mezzanotte ed eravamo stanchi marci…che fare?
Ce ne andiamo verso La Grande Motte alla ricerca dell’area …che naturalmente non riusciamo a trovare a quell’ora e in quella specie di metropoli per vacanzieri! Vediamo però un’indicazione di campeggio e la seguiamo, arriviamo effettivamente in un grande vialone alberato dove troviamo un possibile punto di sosta nel piccolo spiazzo davanti all’ingresso di un campeggio… che ha incredibilmente la sbarra di accesso alzata! Non ci pensiamo su due volte e ci infiliamo dentro sistemandoci nella prima piazzola libera: è ormai l’una di notte ma almeno dormiremo tranquilli e indisturbati!

Per puro senso del dovere, e anche perchè se no tu socio della malora mi sfotti per due mesi, la mattina ci mettiamo alla ricerca della famosa area che troviamo seguendo l’indicazione “Point Zéro Plages”: a dire il vero il cartello era enorme, ma la stanchezza pure, e ieri sera non l’abbiamo visto!
La delusione è pari alla soddisfazione di aver trovato per caso il confortevole campeggio di questa notte perché l’area in questione è piccola, soffocata in mezzo ai condomini e munita di sbarre automatiche che si aprono solo dopo pagamento tramite bancomat!! …mi viene un attacco di claustrofobia solo a guardarla da lontano… Pussa via!!! Per la precisione, era pure piena!

Dopo un congruo rifornimento di “gourmadises” e vini locali, ce li andiamo a gustare su un canale del gigantesco porto turistico che data la stagione è poco frequentato.
Riprendiamo l’autostrada per Barcellona, qualche rallentamento, ma è venerdì santo e si può capire, e usciamo subito dopo la frontiera proprio a Figueres.
Seguendo le precise indicazioni di Yves, arriviamo all’ingresso del parco di Emporda, ma il parcheggio (a pagamento di giorno) ci pare un po’ isolato ed è deserto: non conoscendo la zona preferiamo proseguire fino a St. Pere Pescador dove abbondano i campeggi, di cui molti aperti. Ne scegliamo uno, pur avendo notato, passando, che la piazzetta sul fiume in paese è senz’altro adatta alla sosta.
Alla reception approfitto per chiedere info sul museo Dalì e sugli orari di apertura.

Partiamo per la spedizione…culturale del museo Dalì e arrivati a Figueres troviamo subito il relativo centro informazioni, ma è in pieno centro della cittadina come pure il museo e c’è un traffico più che caotico e di parcheggi neanche l’ombra!! Faticano non poco le auto, figuriamoci un camper! Non ci aspettavamo una folla di questo genere e naturalmente apprenderemo solo in seguito che questo è l’anno del centenario della nascita del pittore e che la Spagna gli ha organizzato degne celebrazioni: le becchiamo sempre tutte!! Dopo vari giri e al limite della resistenza nervosa, troviamo in una strada laterale e, ad una certa distanza, un posto per il camper…speriamo bene! La costa spagnola ha una brutta fama in fatto di furti, speriamo in una clamorosa smentita!
Il peggio però non l’abbiamo ancora visto: arrivati nei pressi del famoso museo, un serpente umano si snoda oltre la piazza e nei vicoli sottostanti l’ingresso : mai vista una coda simile! La figlia è irremovibile e dopo tutta questa fatica sarebbe sciocco rinunciare, per cui 2 ore di coda, al freddo (siamo in ombra e soffia un vento gelido nonostante il bel sole) e in piedi…mi metteranno nella predisposizione d’animo e nell’umore che puoi immaginare caro socio!!
Finalmente si entra e io ho le visioni sia per la fame che per la stanchezza…e le opere dello stravagante artista contribuiscono non poco alla mia confusione mentale!!


per le immagini del museo:clicca qui

Non amo particolarmente questo autore ma devo dire che l’esperienza in questo enorme teatro-museo è molto coinvolgente e vale la pena…naturalmente l’enorme numero di visitatori ha fatto perdere molto dell’impatto scenografico e visivo che l’artista ( e la moglie in seguito) voleva ottenere da questa esposizione.

Usciamo alfine, la figlia è soddisfatta e noi …sollevati di ritrovare il camper e il nostro Mistral (il cane!) anche lui felicissimo di rivedere i suoi amati padroni!
Ci rifocilliamo alfine con delle squisite frittelline dolci e un caffè e lasciamo Figueres per dirigerci verso Castellò d’Empuries: parcheggio tranquillo accanto alle scuole e al campetto sportivo (sicuramente adatto anche alla sosta notturna fuori stagione) e facciamo una visitina al centro storico del paese, di origine medievale, che ci offre una bella piazza con loggia e chiesa del 13° secolo con bel portale, affiancata da una torre catalana del 15° secolo.

Uscendo dal paese ci infiliamo inavvertitamente sulla superstrada piena di svincoli traditori che porta al grande complesso turistico di Roses e finiamo per perderci! Alla fine ritroviamo la direzione per Sant Pere Pescador e stavolta tentiamo il parcheggio del secondo ingresso del parco di Empordà…ma il parcheggio non c’è più perché stanno facendo dei lavori e c’è spazio solo per qualche macchina: pazienza, ci infiliamo ancora verso la costa e un altro campeggio ci accoglierà anche stanotte.
Da notare che nessuno di questi campeggi è ad apertura annuale. La mattina seguente ci piacerebbe passare un po’ di tempo davanti al mare ma essendo Pasqua, ci sono code ovunque e non riusciamo neanche a vederlo il mare… dietrofront e direzione parco naturale Aguamolls de Empordà: un po’ di natura e di solitudine dopo il bagno di folla di ieri ci vuole proprio!
Troviamo un bello spiazzo in mezzo alla zona salmastra proprio di fronte agli enormi silos trasformati in osservatori che troneggiano all’ingresso visto la sera prima.
Ci abbandoniamo alle solite gozzoviglie pasquali con tanto di colomba e uova di cioccolata arrivate miracolosamente integre fino qui e nel pomeriggio, per smaltire l’eccesso di cibo e di alcool, ci incamminiamo sul percorso attrezzato del parco, muniti di binocoli e macchina fotografica.
Ci sono ottimi capanni di osservazione e punti panoramici sul parco come quello in cima ad uno dei silos dell’ingresso di Senillosa :la vista è stupenda e la salita aiuta lo smaltimento di cui sopra!!

per le foto del parco:clicca qui
L’attrattiva maggiore sono le cicogne ormai residenti che si riproducono nel parco e che svolazzano tranquille da un nido all’altro o pascolano indisturbate nei pantani in cerca di cibo…come sempre è una visione magnifica e carica di simboli positivi quella di questi stupendi uccelli!
Riesco ad osservarli in libertà quasi ovunque in Europa tranne che in Italia…non faccio commenti, socio, ma una spiegazione ci deve pur essere!
Il parcheggio a pagamento (1,5 € valido anche per la notte) di El Cortalet andrebbe benissimo per fermarci e stasera ci sono altri due camper, ma abbiamo un guaio elettrico!Salta il fusibile dell’accendisigari e addio carica del computer e della macchina fotografica! per cui ritorniamo nel campeggio di ieri sera per risolvere anche i nostri problemi di ricarica.
La mattina dopo, a dire il vero, io avrei un'altra ideuzza: un pò più a nord, c'è una piccola valle che si inerpica verso la Francia sui Pirenei, la Vall del Boì, che racchiude un gran numero di chiesine romaniche di origine lombarda, deve essere molto interessante ma, uscendo dal paese di st Pere Pescador uno sguardo ai magnifici Pirenei totalmente innevati ci fa desistere dal tentativo!
Decidiamo quindi di abbandonare questo angolo un po’ troppo turistico di Catalogna e di ritornare in Francia lungo la strada costiera che non abbiamo più percorso dai tempi storici in cui non c’era l’autostrada e il nostro mezzo di locomozione, si fa per dire, era una scassatissima 500 corredata di tendina canadese di cotone.
Eh, si! Erano i ruggenti anni ’70, eravamo giovani e spensierati e senza acciacchi! In compenso queste zone erano un paradiso incontaminato e non la distesa di cemento attuale!
Rinunciamo anche ad andare a Cadaques dove c’è l’altra piccola casa-museo di Dalì perché la folla vacanziera del lunedì di pasqua è anche peggio di quella di pasqua e da Roses ripieghiamo verso l’interno per superare cap de Creus verso Palausaverdera che ha un piccolo borgo antico con una bella chiesina romanica e belle case: pur essendo poco lontano dalla costa, sembra un altro mondo! Case di pietra, prati verdi, olivi, ginestre e anche la strada serpeggia tranquilla in mezzo alla natura…basta come sempre una manciata di chilometri per non vedere più svincoli, supestrade e palazzoni!

Ritroviamo la N260 che sbocca a mare a Port de Llançà: inutile dire che gli strani nomi di queste parti non sono spagnoli ma catalani e che tutta la Catalogna reca cartelli e indicazioni bilingue così come i dépliant illustrativi…e per fortuna anche questa lingua per un italiano è abbastanza comprensibile, almeno quella scritta, perché non azzecchiamo mai il dépliant o la guida giusti!

La strada è come ce la ricordavamo : strettissima, piena di tornanti e a strapiombo sul mare ma il panorama, aggregazioni cementizie a parte, è magnifico. Specie nelle calette ripide dove non sono riusciti a piazzarci delle costruzioni! Però molti hanno avuto la nostra stessa idea e l’andatura è a dir poco difficoltosa: l’ultima volta che siamo passati di qui invece di un camper di 7 metri avevamo la suddetta 500…altra musica!!


Cap Ras, Colera, Port Bou: magnifico sito ma vietato fermarsi! Non c’è un buco a pagarlo e se rallenti ti fucilano! Passiamo la frontiera a cap Cerbère e vorremmo fermarci a Banyuls-sur-mer ma anche qui si rischia la lapidazione sul posto! Tutta la costa è seminata di terrazzamenti dalle strane forme geometriche coltivati a vite, ci domandiamo come fanno a curare queste vigne abbarbicate sulle rocce a strapiombo sul mare! Mi ricordano la mia Liguria e i famosi vigneti delle Cinqueterre.

Finalmente a Port Vendres la strada si allarga e diventa la superstrada N114 per Perpignan. Noi seguiamo però l’indicazione dell’area di sosta per camper proprio all’inizio del paese verso il porto e la troviamo: è piccola ma molto carina davanti ad una celebre spiaggetta, Les Tamaris.
Ci sono altri camper ed è quasi piena, inoltre è al di là della strada e da lì non si vede il mare per cui parcheggiamo (in divieto, ma siamo fuori stagione!) accanto ad un altro camper sul piccolo spiazzo davanti al mare e alla scaletta che porta alla spiaggia, proprio sotto una enorme tamerice…come il nome della spiaggia!! L’aria è sempre gelida e nonostante il sole splendente anche sulla spiaggia si sta bene solo al riparo dal vento.

Già che ci siamo, più tardi andiamo a verificare l’esistenza di un’area per camper a St. Cyprien che a Natale non eravamo riusciti a trovare essendo ormai buio e molto tardi: l’area in realtà è solo uno scomodo parcheggio sul porto, difficoltoso da raggiungere, piccolo e senza servizi. Non ci eravamo persi niente!
Proseguiamo sulla D81 costiera e a Canet-plage imbocchiamo la superstrada per Perpignan e poi l’autostrada per Narbonne uscendo incolumi dal rientro festivo e prima di metterci nei guai, deviamo sulla A61 verso Carcassonne evitando Narbonne. Usciamo a Lézignan-Corbières, nella zona di produzione del vino omonimo e sulla D212 incontriamo prima il piccolo borgo di Fabrézan e poi, dall’alto, scorgiamo Lagrasse con la sua magnifica abbazia.

E’ uno dei famosi villaggi dell’associazione Les plus beaux villages de France di cui ho stampato la lista che tengo stabilmente in camper e a vederlo da qui merita di sicuro!Vediamo anche un bello spiazzo con un camper comodamente parcheggiato proprio vicino al ponte antico: non abbiamo dubbi, non sarà un’area ufficiale ma è un posticino da favola e infatti lo troviamo subito e ci piazziamo davanti a un bel prato dove un somaro non manca di segnalare fragorosamente la nostra presenza: Mistral gli risponde per le rime e la pace idilliaca del luogo viene clamorosamente interrotta!!
Il paese è molto omogeneo, raccolto e benissimo conservato e la luce rosata del tramonto dà un sapore magico al profilo dell’imponente abbazia: ottimamente predisposti da questa passeggiata serale passeremo una tranquilla nottata e anche il poderoso raglio dell’asino all’alba non disturberà più di tanto!
Continua la nostra passeggiata nel Roussillon che apprezziamo sempre più , ritorniamo sulla D212, poi la D611 e sono strade magnifiche, tranquille, immerse in una natura abbagliante e punteggiate di paesini uno più bello dell’altro. Costeggiamo il Canal du Midi e lo attraversiamo e, dopo Olonzac, deviazione per una altro “village” della lista: Minerve.
Il parcheggio è grande e panoramico ma un po’ distante dal villaggio tuttavia un sentiero permette di arrivarci facilmente e non sarebbe possibile altrimenti data la posizione arroccata di questo borgo fortificato che fu anche rifugio di catari durante la crociata contro gli albigesi, poi presi per fame dopo lungo assedio.
La visita è piacevole e il vento qui non è più così freddo, finalmente sentiamo l’arrivo della primavera!

E’ tardo pomeriggio quando realizziamo che domani dobbiamo essere assolutamente a casa e quindi non ci resta che imboccare l’autostrada e avvicinarci al confine.
Ormai non c’è più molto traffico e arriviamo presto nei pressi di Le Muy, dove usciamo per cercare un punto di sosta: troviamo con qualche difficoltà il parcheggio dietro la posta che ci hai indicato tu, socio, ma in un primo momento non ci ispira un granchè anche perché nella piazza accanto ci sono dei lavori in corso e dei macchinari sparsi oltre ad un camion parcheggiato. Non è tardissimo per cui andiamo a vedere l’altra area segnalata in zona, quella di La Motte: la strada è deserta e ad un certo punto un cinghialino spaventato dai fari schizza via tentando di arrampicarsi verso il bosco proprio di fianco a noi!
Altre bestiole ci attraversano la strada o sfiorano il parabrezza: è così bello viaggiare di notte, socio! Forse le l’ho già detto, ma a me piace da morire!
Troviamo la famosa area ma è piccolissima e i pochi camper già sistemati la riempiono tutta, tentiamo un parcheggio di fortuna ma ci sembra troppo rischioso e alla fine ritorniamo al parcheggio illuminato e silenzioso di Le Muy dove passeremo invece una notte in tutta tranquillità.

Come sempre le cose viste per la prima volta di sera o di giorno danno un’impressione molto diversa! Alla luce del giorno il parcheggio è gradevole con le aiuole verdi e le case intorno, anche il grosso camion sembra temporaneamente piazzato lì in funzione dei lavori nella piazza.
Buono a sapersi anche perché è vicino all’autostrada e non perdiamo troppo tempo per imboccarla nuovamente e dirigerci, ancora una volta, verso casa.

 

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