passeggiata italiana


...eccoci qui caro socio, dopo una vacanza fantozziana nel greco mare come non ricordavamo da decenni, ci apprestiamo a risollevare le sorti di un'estate meteorologicamente sciagurata con un viaggetto nel sud d'Italia confidando nella tradizionale bontà del clima che caratterizza queste zone.
E si, quest'anno la vacanza greca ha riservato non poche sorprese dal punto di vista del clima: sembrava di essere in Svizzera tanto ha piovuto!! I proprietari del campeggio erano sconsolati e circolavano coi maglioni di lana che usano solo in pieno inverno e ripetevano che non si ricordavano una cosa simile… lo credo bene!
Insomma tra uno scroscio e l'altro, come dio vuole, è finita pure questa nostra permanenza marina e siamo rientrati alla base per scoprire che anche a casa nostra l'estate è stato un fatto puramente cronologico perché pioggia, temporali e grandinate (disastrose!) l'hanno fatta da padrone!
Che facciamo, dove andiamo? dico al serafico compagno della mia vita, prendiamo una decisione visto che stiamo per salire sul camper! L'Europa continua ad essere sommersa dai nubifragi e siamo molto perplessi! Insomma facciamo una cosa nuova e stiamocene in patria andiamo verso sud così magari vediamo un pò di sole!!

Le Marche

Testo e foto di Maura 2003


Detto fatto, partiamo nel primo pomeriggio e ci dirigiamo sull'autostrada lungo lo stesso percorso che abbiamo fatto un paio di settimane fa al ritorno dalla Grecia. In serata sbarchiamo a Recanati dove troviamo inaspettatamente, dato che siamo a fine agosto, molti altri camper nell’area attrezzata a noi ben nota! Ci scappa anche una rilassante passeggiatina serale nel centro di questo magnifico borgo antico patria di Giacomo Leopardi: devo prosaicamente notare che forse "l'infinito" non avrebbe visto la luce se il grande poeta fosse vissuto in una fumosa periferia industriale.


A dire il vero il mattino seguente sul parabrezza del camper abbiamo trovato un libretto intitolato "Pleinair regione Marche" dell'assessorato del turismo marchigiano: molto ben fatto, ricco di foto, cartine, percorsi e indicazioni dettagliate sulle possibilità di sosta per i camper!!
Una vera meraviglia lo facessero tutte le regioni e soprattutto lo distribuissero generosamente come hanno fatto qui, forse contribuirebbero non poco a risolvere il problema dei camper tutti ammassati negli stessi posti e negli stessi parcheggi.
Incoraggiati da tanta benevolenza nei nostri confronti decidiamo di vedere un pò meglio questa regione tante volte sfiorata nelle nostre transumanze estive verso il mare!

Utilizziamo spesso l'area di sosta di Recanati perché è strategicamente collocata lungo il percorso verso la Grecia e ogni volta la sagoma imponente del santuario della madonna di Loreto ci da rassicurante conferma di non aver sbagliato l'uscita dell'autostrada e stamattina vogliamo incominciare la nostra tranquilla passeggiata italiana proprio da qui!
Non è da noi, socio, andare per santuari ma visto che questa è una vacanza fuori schema e senza schemi facciamo una novità!
Invece rientriamo subito negli schemi perché non riusciamo a trovare con sufficiente facilità l'area per i camper, molto mal segnalata, e dopo alcune inversioni di marcia al limite del ribaltamento data la pendenza delle strade di queste parti rinunciamo e ci dirigiamo verso Osimo seguendo la strada che serpeggia tra queste verdi colline ricoperte di vigneti siamo nella zona del verdicchio, caro mio, vuoi che non lo sappia?

Parcheggiamo nell'area per camper che, a dire il vero, è un pò fuori mano, dietro un parcheggio per auto, senza acqua e scarico e piuttosto piccola. Per fortuna non c'è nessuno e per sostare a noi va bene: un pò di scalette e siamo in centro, dentro le mura, circondati da nobili palazzi del sei-settecento interamente ricoperti, qui come in tutta la regione, in mattoni dal caldo colore rosso.

Riprendiamo la strada che, a dire il vero, avvicinandosi a Jesi attraversa un paesaggio meno bello: molti capannoni industriali, tante case e costruzioni di ogni tipo l'agricoltura qui ha ceduto decisamente il passo all'industria e all'artigianato e si vede!
Arriviamo a Jesi , anche qui c’è qualche difficoltà a circolare con un veicolo ingombrante e cerchiamo invano l'area per camper segnalata ma introvabile, all'ingresso di una delle porte della bella cinta muraria c'è però un grande parcheggio per bus di linea e turistici. Le mura trecentesche sono imponenti e l'antico centro di origine medievale è lungo e stretto , molto suggestivo e anche qui domina implacabilmente il rosso del cotto e dei mattoni. Nota stonata: il centro cittadino è vietato ai cani noi facciamo finta di niente e Mistral passa inosservato! Ci teneva così tanto a vedere il teatro Pergolesi: come dici socio? "ma è un cane!" e allora? È molto istruito: ha girato mezza Europa ed è stato perfino a Istambul, tu no ad esempio!

Verso sera arriva anche la compagna fedele di tutta questa estate: la pioggia! Colti da sconforto rinunciamo ad imboccare la N502 per Cingoli e San Severino Marche poiché non godremmo di nessun panorama sotto questo diluvio, ci infiliamo allora sulla veloce superstrada N76 per Fabriano da cui intravediamo, o meglio indoviniamo, bei paesini arroccati e una suggestiva vallata in cui scorre il fiume Esino, vedo anche l'indicazione Frasassi e mi ricordo all'improvviso che ci sono le famose grotte e quindi sicuramente un parcheggio. Imbocchiamo la deviazione per un pelo e poco dopo, sotto il livello della strada, ci appare un enorme parcheggio attrezzato per auto con spazio apposito e pianeggiante per camper: naturalmente pozzetto per carico e scarico acqua. Una meraviglia! Ci sono pochi camper e la sosta sarà molto confortevole e silenziosa.

Il mattino ci sorride e ci regala un pò di sole di cui non approfittiamo appieno perché andiamo a visitare le grotte; un bus porta all'ingresso vero e proprio, situato sulla strada che corre nella gola e quindi senza possibilità di parcheggio. Il bus-navetta è tuttavia molto comodo e apprezziamo il fatto di non dover spostare il camper dal confortevole parcheggio.
Lo sai socio che io soffro di claustrofobia ma in queste grotte il problema è caso mai l'opposto!

Si entra nella grotta Grande del Vento che è smisurata e le proporzioni si perdono del tutto come ci fa notare la nostra guida mostrandoci una stalattite illuminata sulla parete di fondo la cui altezza sembrerebbe di qualche decina di centimetri e invece è di svariati metri!!
A suo tempo avevo visto le grotte di Postumia e quelle di Castellana ma queste sono davvero eccezionali e la varietà di stalattiti, stalagmiti e concrezioni varie è notevolissima e spettacolare: in una parola vale veramente la pena!
E non è finita lì perché il posto è veramente una scoperta: nei dintorni ci sono belle passeggiate da fare molto ben segnalate, una bella chiesa romanica di recente ristrutturata e un piccolo borgo, inoltre riprendendo la strada per Sassoferrato si passa nelle suggestive gole scavate dal torrente Sentino, niente da invidiare alle più celebrate gorges francesi!
A Sassoferrato (dove non riusciamo a trovare l'area per camper) deviamo verso Fabriano e ci godiamo un magnifico panorama collinare punteggiato di paesi molto belli.
A Fabriano riprendiamo per un breve tratto la N76 verso ovest e poi ci infiliamo in una minuscola provinciale che passa per Serradica, Campodonico, Bivio Ercole, nomi strani e suggestivi come questo magnifico paesaggio marchigiano che finalmente troviamo all'altezza delle nostre aspettative!
A Pioraco ci fermiamo irresistibilmente attratti da questo paesino fuori dal tempo anche se cominciamo a vedere qua e là dei container che poi capiremo essere ancora i residui del terremoto che nel 1997 ha colpito queste zone.
Come avremo modo di notare anche a Camerino dove alcuni degli antichi palazzi e chiese sono tuttora ricoperti da ponteggi!
A Camerino il prezioso volumetto della regione Marche segnala un'area di sosta per camper con scarico, acqua e servizi: la ricerca è laboriosa anche perché non ci sono segnalazioni chiare,
ma alla fine arriviamo in un parcheggio sotto le mura, con un blocco sanitario e lo scarico: più che sufficienti per le nostre esigenze.
E' anche ben illuminato, panoramico e molto tranquillo nonché comodo per la visita del notevole centro storico di questa colta e tranquilla città universitaria sui cui cinquecenteschi palazzi domina il caldo colore rosso dei mattoni reso straordinario dalla luce del tramonto.
Anche se la pioggia continua a tormentarci, il mattino dopo riprendiamo il cammino e ci infiliamo (non mi chiedere come socio: lo sai che la mia dolce metà ogni tanto ha una botta di anarchia e svolta a caso facendomi perdere completamente l'orientamento) in una stradina da capre che passa per Morro e porta verso la N77 che riprendiamo per un breve tratto per poi infilarci sulla N209.
Tutte strade magnifiche in mezzo al verde e prive di traffico: passiamo per Visso, Triponzo (tutti degni di nota) e poi, per la N396, arriviamo a Norcia.
Qui riusciamo a trovare solo un parcheggio per auto nel quale ci infiliamo e che per fortuna è mezzo vuoto a causa della stagione e del brutto tempo, ma ci chiediamo come faremmo in piena stagione!
Norcia vale decisamente la pena, tutta chiusa nelle mura trecentesche, ricca di chiese , palazzi e belle piazze sopravvissuti ai tremendi terremoti che si sono susseguiti nel corso dei secoli di cui l'ultimo nel 1979.
Come dice il nome, questa è la patria delle "norcinerie" e dei "norcini" i cui allettanti e irresistibili prodotti pendono sulle porte delle salumerie appunto, e noi non resistiamo neanche un secondo a tale genere di tentazioni!!
Mentre giriamo tra palazzi e chiese ci viene in mente un simpatico signore tedesco, incontrato a pasqua in Croazia che, in tedesco con qualche parola di italiano in mezzo, ci aveva magnificato un suo precedente viaggio in Italia con tanto di quadernetti di meticolosi appunti in cui spiccava una nota di merito per Norkìa (questa la sua pittoresca pronuncia!) definita “super, super, super!!
L'impavido individuo per vari mesi all’anno macina chilometri su chilometri su un vetusto VW Westfalia, alla faccia dei troppi camperisti nostrani superaccessoriati che a bordo dei loro transatlantici viaggiano (si fa per dire!) solo in gruppo e su prenotazione!! La giornata non è finita e ci riserva ancora una magnifica sorpresa: riprendiamo la strada (tutta godibile) che passa, per fortuna con un tunnel, per il passo dal nome poco rassicurante di Forca Canapine e ad Arquata del Tronto si collega alla N4 che segue appunto il fiume Tronto fino al mare, ma prima arriviamo ad Ascoli Piceno ed è proprio questa città la sorpresa di cui sopra!

Non ci aspettavamo un centro storico così ampio, omogeneo, ricco di monumenti, chiese, palazzi per lo più di origine medievale (su resti romani) e poi cinquecentesca tutto dominato dal colore caldo del marmo travertino che qui sostituisce il cotto dei mattoni delle altre cittadine marchigiane finora visitate.
Tutto il magnifico centro storico è immutato praticamente dal XVII secolo e se non fosse per le auto parcheggiate ovunque e per il conseguente segno immondo dell'inquinamento sulle belle facciate dei palazzi, sembrerebbe che il tempo si sia fermato soprattutto nella scenografica piazza del Popolo che ci godiamo nell’ora migliore, quella serale in cui gli ascolani assolvono al tradizionale e imperdibile rito del passeggio e li capisco!
come non approfittare dell'ennesima spettacolare piazza italiana che tutti ci invidiano? queste erano, e per fortuna sono ancora, il luogo deputato per gli incontri, la conversazione, la meditazione e perché no? anche gli affari che forse condotti in questi luoghi di raffinata bellezza perdono un pò del loro carattere più prosaicamente mercantile!

Unica nota negativa l'area di sosta per camper che troviamo facilmente, dotata di acqua e scarico ma situata lontano dal centro, su un'arteria di grande traffico, tra i condomini e soprattutto ampiamente colonizzata dai nomadi che evidentemente non dispongono di un'area propria, pazienza ci avviamo verso la costa che dista pochi chilometri e, in tarda serata, a San Benedetto del Tronto, sotto la solita pioggia torrenziale che ha ripreso a cadere implacabile, troviamo un buchino tra altri camper tutti ammassati in un piccolo parcheggio antistante il campo sportivo: piove troppo e non possiamo fare i difficili socio, anzi ringraziamo il gentile collega che ci ha segnalato il posto aiutandoci a parcheggiare!

La mattina dopo ci mettiamo alla ricerca della mal segnalata area con scarico e acqua che, oltre ad essere sotto la massicciata ferroviaria e lungo la statale, è anche questa colonizzata da mezzi di altro genere tra cui dei bus turistici.
Per non dire della scomodità e scarsa igiene del pozzetto di scarico lungo e stretto e con la presa d'acqua troppo vicina alla griglia! ..non osiamo immaginare in pieno agosto cosa succede!

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