passeggiata italiana

Puglia e Basilicata


Testo e foto Maura 2003

 

Nel frattempo realizzo che proprio da queste parti entriamo in un'altra regione: la Puglia!
Infatti la ormai mitica N17 che nasce dalla Salaria (N4) tra Rieti e l'Aquila, arriva nientemeno che a Foggia!
Il paesaggio cambia, passati i monti della Daunia si scende verso il Tavoliere, grandi campi coltivati e tanti olivi, alle varie tonalità di verde delle colline e delle montagne abruzzesi si sostituiscono tutte le sfumature di ocra e giallo.

Arriviamo a Lucera ricca di monumenti storici a partire da un bell'anfiteatro romano ben tenuto e fruibile come un parco cittadino aperto al pubblico anche per distensive passeggiate, peccato che ci si arrivi a stento e la strada periferica di accesso sia stretta e priva di spazi per il parcheggio! Nonostante la bellezza del monumento e la sua importanza i dintorni sono molto trascurati.

La cattiva impressione non ci abbandona neanche nei pressi dello splendido castello che fu una residenza di Federico II e a cui gli Angiò aggiunsero una poderosa cinta muraria ancora intatta compreso il fossato esterno. All'interno il vasto spazio è cosparso di ruderi dell'antico palazzo e il sito è splendido per posizione panoramica e interesse storico, anche qui si può passeggiare liberamente sull'erba come dimostrano coppiette e famigliole magari gustandosi un tramonto di fuoco come è accaduto a noi.
Peccato che tale meraviglia sia stata guastata dall’ansia per la sicurezza del nostro camper poichè alcuni ragazzi da noi interpellati sul luogo più idoneo per parcheggiare, si sono affrettati a sconsigliarci le strade limitrofe e l'intero centro città tanto che abbiamo piazzato il nostro mezzo sotto le mura in palese divieto... ma si trattava del rischio minore!
Riattraversiamo quindi il centro storico con il nostro camper, impresa ai limiti della follia per via dello struscio cittadino più che legittimo ma tragico per la circolazione soprattutto a causa dello stile molto fantasioso, diciamo così, nel parcheggiare i veicoli!!
Questo fatto, unito all’aspetto di grande trascuratezza della cittadina e alle raccomandazioni dei ragazzi del posto, ci lasciano poca voglia di continuare la visita ma il duomo è piuttosto famoso e non ci va di lasciare perdere per cui decidiamo di parcheggiare nei pressi e… di fare i turni!
Uno sul camper e l’altro a fare un giretto nella bella piazza del duomo e dintorni!
Giuro che in tanti anni non ci era mai capitato!!

Rinunciamo a cercare l’area attrezzata anche per la totale mancanza di segnalazione in proposito e filiamo verso il mare in direzione Manfredonia.
Nel frattempo riprende a piovere sempre più forte e cominciamo a trovare parecchio fango sulla strada, si fa buio e prima di Manfredonia deviamo lungo la litoranea alla ricerca di un paio di aree attrezzate di cui abbiamo segnalazione, ma il diluvio e le condizioni delle strade ci impediscono di andare per il sottile: ci infiliamo in un campeggio aperto e ci sistemiamo con qualche difficoltà per via del terreno molto fangoso.
Durante la notte verrò assalita dal consueto incubo di venire trascinata in mare da una valanga di fango!! I pochi clienti del campeggio si aggirano sconsolati quanto il proprietario!

La mattina, sempre sotto il diluvio, ci accorgiamo che a Manfredonia, vicino al porto, c’è un parcheggio a pagamento e due camper stranieri ne hanno approfittato, anche perché vicino al centro… ma la pioggia insistente ci lascia solo il tempo di fare due acquisti alimentari e poi riprendiamo la litoranea N159 lungo la quale, verso il km. 17, vediamo un bel parcheggio a pagamento, aperto, sul mare e con i servizi. Notiamo che ce ne sono altri, ormai chiusi, ma che d’estate offrono certamente una bella possibilità per chi vuole fare un po’ di mare ed anche per i camper di passaggio.

Il sole si decide a fare capolino e, dopo una doverosa sosta-rifornimento in un’azienda agricola produttrice di mozzarelle di bufala (alcuni esemplari di questi maestosi bovini sono tranquillamente a mollo nel fango, come loro abitudine!)
ci fermiamo per il pranzo in località Torre Pietra sul mare, proprio di fronte alle grandi saline Margherita di Savoia ora, per fortuna, riserva naturale.
Eravamo già passati di qua nove anni fa e, come ora, avevamo notato la grande quantità di pezzi di plastica vagante sui campi e lungo la strada: si tratta dei teli con cui i coltivatori ricoprono le serre e i bassi filari di ortaggi. Invece di sostituirli periodicamente evidentemente vengono lasciati sfilacciare e strappare dal vento che li distribuisce ovunque: uno schifo al quale si aggiunge tutto il resto dei rifiuti di varia natura che viene abbandonato un po’ dappertutto! Vorremmo parcheggiare più vicino al mare sotto la bella torre saracena ma è tutto ricoperto di rifiuti e ci si rivolta lo stomaco… eppure arriva gente che si mette a fare il bagno o a pescare tranquillamente!
L’unico posto un po’ più decente è il sagrato della chiesetta e noi ci piazziamo proprio lì, un po’ polemicamente devo dire! Lo stesso spettacolo lo avevamo visto anche in tutto il reclamizzatissimo e turisticissimo Gargano, l’altra volta, appunto. Sembra incredibile, ma non è cambiato nulla!
Al di là della statale, una strada sterrata sbarrata e dei cartelli ormai illeggibili indicano l’ingresso alle saline, ma tutto finisce qui… facciamo solo pochi passi lungo un argine per ammirare gli stagni e la moltitudine di uccelli ancora presenti: lo sai socio che il mio cuore naturalista palpita sempre alla vista di questi spettacoli!!

Non sfottere e impara anche tu a fare del birdwatching: è uno sport molto salutare! E mentre sono tutta presa dalle mie osservazioni naturalistiche… squilla ignobilmente il telefonino! ah! sei tu, socio: dove sei? ci stai già aspettando ad Atella in Basilicata! e dove cavolo è? Ma dai non ti preoccupare.. adesso arrivo, che ci vuole?
… niente ci vorrebbe, se noi prendessimo le strade normali e le superstrade… ma allora che gusto c’è? E poi siccome tu sei già sul posto, piazzati bene, fai un po’ di spesa e lascia un posticino anche per il nostro camper… bello tranquillo, mi raccomando! Che comodità un socio organizzato e servizievole! Così ci possiamo meglio dedicare alle nostre scorribande disorganizzate!
Infatti, dopo Margherita di Savoia, ci infiliamo su una stradina di campagna, a tratti invasa dal fango, che segue il fiume Ofanto e passa accanto alla famosa piana della battaglia di Canne.
Qui il paesaggio è decisamente più bello che sulla costa: bei campi dorati, bellissime masserie, ulivi, viti, querce e una vegetazione ancora verde, forse per effetto di un'estate piovosa molto fuori dal normale e soprattutto notiamo l’assenza di rifiuti sparsi lungo la strada e nei campi! La faccenda resta un mistero!
Questa zona ci ricorda la Spagna lungo il fiume Duero che abbiamo visitato l'estate scorsa.

Dopo Canosa di Puglia (un po’ deludente, molto trascurata), dove facciamo una breve sosta per vedere la celebre cattedrale e la tomba di Boemondo, eroe delle crociate, deviamo per Minervino Murge sulla N97: la pianura è finita e queste colline sono magnifiche, da qui in poi sarà tutto una frase del tipo ” qui dobbiamo ritornare, questi paesi sono tutti uno più bello dell’altro! Peccato che abbiamo un po’ fretta!” e nota bene, socio, che tutte queste strade che stiamo percorrendo e che panoramicamente sono notevolissime, non godono di segnalazione alcuna sulla solita cartina del TCI.
Vatti a fidare… meno male che io non lo faccio mai!
Ancora Spinazzola, tutta arroccata su un lungo costone e poi Palazzo san Gervasio che è il primo paese lucano che incontriamo: siamo finalmente in Basilicata!

Adesso siamo sulla N168 e i panorami sono sempre più belli, la vegetazione anche, quanto verde! Mannaggia, Venosa varrebbe decisamente una sosta, ma siamo in ritardissimo!
Il sole è tramontato e fa buio in un attimo: vediamo al volo un’ indicazione per Rionero in Vulture e ci buttiamo: praticamente un sentiero per capre che passa per Ginestra e Barile… o almeno crediamo! perché siamo fuori dal mondo, non passa nessuno e per completare, dietro una curva a gomito e in salita… troviamo uno sbarramento di massi e un cartello fatto a mano con su scritto: “deviazione per frana”!! andiamo bene! “quelli ci aspettano e ormai ci danno per dispersi!” dico io, e il serafico compagno delle mie disgrazie, di rimando:” perché? Come siamo invece?” ha ragione, devo ammetterlo! Ma la fortuna aiuta gli audaci e i disgraziati come noi, e alla fine compaiono le quattro case di un paesino… non so quale ovviamente, e da una bottega ancora aperta nonostante l’ora, esce un gentile signore che ci conferma che la direzione è giusta!
Finalmente Rionero! dove troviamo un traffico da tangenziale di Milano nelle ore peggiori… straordinario! sono tutti in strada con le loro auto: un casino micidiale!
…e finalmente verso le dieci di sera… Atella!
Dove saranno quei due? Magari saranno già andati a dormire… uh! guarda un altro camper in quella piazzetta! ma è il mio socio! e adesso chi glielo dice che noi dobbiamo ancora cenare?

miiii! che figura!!
La piazzetta è tranquilla e c’è pure un piccolo supermercato che il mattino dopo verrà doverosamente ispezionato da tutti e quattro alla ricerca ampiamente soddisfatta di specialità locali buonissime ed economiche come è di regola nel meridione d’Italia. Al telefono mi dilungo con mia figlia (rimasta a casa a preparare esami, dice lei!) nella descrizione voluttuosa delle scamorze e dei salamini appena acquistati… risposta irriferibile!
C’è un bel sole finalmente e visitiamo la cittadina che ha anche un bel duomo trecentesco, ma adesso che facciamo? vogliamo dare inizio alla nostra avventura lucana? se no che raccontiamo sul nostro situzzo, socio?
Ci rimettiamo quindi in viaggio verso sud sulla N93, tu davanti e noi dietro… mi vergogno un po’ perché per noi, due camper sono già una carovana! Ma non c’è proprio nessuno in giro da queste parti e mi metto tranquilla: in fondo è comodo non dover decidere da che parte andare… oddio una controllata alla carta la do lo stesso… non per sfiducia, ma metti che ci perdiamo di vista data la folle velocità di crociera su questa strada dal panorama stupendo ma nemmeno 50 metri dritti!!!
Riflettendoci, le curve offrono il vantaggio di farti ammirare il panorama da più punti di vista: ogni curva una sorpresa… meglio di così! Improvvisamente, una bella deviazione a sinistra, verso Acerenza, ma è una strada per cammelli!
Non importa: siamo in mezzo al verde e io non immaginavo proprio che da queste parti ci fossero boschi così fitti e belli! E’ una natura stupenda e su questa mulattiera ci siamo solo noi!
Ed ecco Acerenza: in alto in posizione dominante sulle vallate, il parcheggio è un terno al lotto ma da queste parti non c’è traffico né turisti e la gente è molto accomodante e gentile: siamo due camper ingombranti ma non ci cacciano come appestati e ci danno consigli su dove collocarli al meglio.

Il paese è molto affascinante e anche qui aleggia una certa aria spagnola nei muri a calce e nelle stradine coi vasi di gerani e altri fiori sugli scalini delle case, la cattedrale imponente dalla originalissima struttura vale decisamente la visita.

Imbocchiamo poi una strada terrificante verso la N169 e dopo un milione di curve vedo che… ti butti fuori strada, o almeno così mi pare: hai sbagliato la curva o ti vuoi suicidare per via di questa strada tremenda? Ma no, da un pezzo cerchiamo di fermarci per la pausa pranzo ma non si trova uno slargo a pagarlo… solo i muli e le capre potrebbero!
E invece hai beccato uno spiazzo galattico, in piano e non troppo vicino alla strada… miracolo!
Ci sistemiamo e guardandoci intorno ci chiediamo dove siamo: davanti a noi e a fianco del parcheggio c’è una miriade di strane costruzioni di pietra a cupola con una porticina in legno, andiamo a curiosare e dentro vediamo delle piccole vasche scavate nella pietra! !

Non riusciamo a capire se sono di epoca preistorica o relativamente moderna dato che in alcune ci sono pure delle lampadine al soffitto! Siamo a Pietragalla e rovistando sulla guida scopriamo che si tratta di antiche cantine interrate usate fino a non molto tempo fa dai contadini del posto.

Molto interessanti!
Dove si va adesso? sulle Dolomiti, rispondi sicuro! Socio non dovresti bere vino a pranzo… ti fa male! Le dolomiti sono 1000 km più su di qui, nelle Alpi!!
Che mi dici, Dolomiti Lucane? Che roba è?... devo fidarmi perché tu sali sul tuo camper e riparti sparato: riprendiamo la N93 e, colmo del lusso, ci immettiamo per un momento di godimento sulla N407 Basentana: una superstrada comodissima, molto panoramica e assolutamente deserta!

Lungo tutte queste strade abbiamo notato molti bei paesini arroccati sulle pendici delle montagne, ce ne sono un’infinità intatti, ben conservati, non stravolti da incongrue e incompiute costruzioni moderne come capita di vedere in tante nostre regioni, del sud soprattutto: qui pare di stare in Svizzera!
Naturalmente la pacchia finisce subito: vediamo il tuo camper prendere una deviazione e inerpicarsi sulla montagna… che man mano assume un aspetto roccioso a me ben noto!
Oddio, ho le traveggole: dove sono? che ci faccio in Alto Adige? tu, orobico della malora ti sei gasato con l’aria di montagna e fili via come una scheggia, io dovrei tentare di non perderti d’occhio, capire dove sono e tentare qualche foto al volo dal finestrino che rivedrò con calma a casa per capacitarmi del fatto che non sono vittima di un’allucinazione!
È davvero impressionante! in piccolo queste montagne hanno l’identico aspetto delle magnifiche Dolomiti originali! e anche la vegetazione trae in inganno: anche qui alla base delle ripide pareti rocciose il verde è fitto e si allargano i prati “a pelo raso” tipici delle alte quote, per non parlare delle rocce che al tramonto, come adesso, hanno incredibili sfumature di rosa! che meraviglia!

Arriviamo a Pietrapertosa, 1088 metri di altezza, strada larga come il camper… trattengo il fiato! Il parcheggio in fondo al paese di cui avevi notizia non c’è: stanno portando il metano in tutte le case e anche il comodo spiazzo vicino al comune è tutto per aria! Impossibile utilizzarlo e oltretutto ci sono escavatori e camion che domani faranno un casino diabolico!
Nell’impossibilità di invertire la marcia, proseguiamo uscendo appena fuori dal paese e, sul crinale, la strada si allarga lasciando ampio spazio ai nostri due camper che piazziamo accanto a una staccionata a strapiombo sul panorama mozzafiato della valle sottostante: sembra di essere al balcone!
Un gentilissimo artigiano che sta lavorando nella sua piccola officina ci rassicura sulla tranquillità del posto e ci offre anche aiuto in caso di bisogno dato che abita lì vicino!

Una bella passeggiata nel paese ci conferma l’impossibilità di parcheggiare altrove i nostri mezzi e anche l’assoluta sicurezza e tranquillità di questi posti! Nottata magnifica senza il minimo rumore e risveglio ancora migliore con un sole splendente come non ce lo ricordavamo più!
Approfitto per far notare che questa è stata, da quando siamo partiti, l’unica giornata in cui non è scesa neanche un goccia di pioggia!!... e tale rimarrà: unica su due settimane!!!
Diciamolo siete tu e la tua sciura che avete una fortuna sfacciata!
A Pietrapertosa c’è anche un castello, o meglio delle rovine molto suggestive in un sito molto panoramico che ci regala un’altra bella passeggiata.. in salita!

Decidiamo di lasciare questo accogliente paese dal versante opposto rispetto a quello da cui siamo arrivati, in direzione Accettura. Come al solito controllo sulla cartina e la strada non è asfaltata: chiediamo in paese e ci assicurano che hanno completato da poco tutto il tratto, di andare tranquilli! Mah! La strada è da brivido ma effettivamente l’asfalto è nuovo di pacca: naturalmente non c’è traccia di cartelli stradali… neanche uno!
In compenso entriamo in un bosco da favola e viaggiamo immersi nel verde: decisamente non ci aspettavamo una natura così esageratamente bella! Scopriamo poi che in questa zona è stato istituito il parco di Gallipoli-Cognato e non potrebbe essere altrimenti, questi posti valgono davvero oro e potranno diventare, lo spero proprio, una notevole risorsa per la gente di qui!
Ovviamente l’assenza di indicazioni ci fa ritrovare dopo un po’ su un tratto sterrato… diciamo pure su una mulattiera (con mio grande terrore!) e nel bel mezzo di una mandria di vacche, dal bellissimo manto grigio e dall’espressione vagamente scocciata: glielo leggo negli occhi che si stanno chiedendo ”ma come sono finiti qui questi pirla?”… appunto!
Le povere bestie non possono aiutarci ma il loro pastore per fortuna si! E ci mette sulla retta via… e sull’asfalto, eternamente grati!
Caro socio, io non faccio commenti… ma eri tu quello che guidava la carovana! Transeat!
Anche oggi, in pieno parco, troviamo uno spiazzo favoloso per la fatidica sosta pranzo che si concluderà sotto un acquazzone tanto violento quanto inaspettato e veloce… meno male!
Ancora curve micidiali ma ancora panorami magnifici e natura intatta e riguadagniamo finalmente la Basentana e quasi quasi il maritozzo non riesce più a guidare dritto!! Ci sembra di volare!
Sentiamo il bisogno di una sosta e il Lido di Metaponto ci accoglie, andiamo in campeggio e ci concederemo un intero giorno di sosta sul mare e al sole… quello tra un acquazzone e l’altro, beninteso!

A noi restano due giorni di vacanza mentre tu proseguirai per Ischia a goderti ancora un po’ di questo sud meraviglioso, dobbiamo pertanto concludere in bellezza e cosa di meglio che Matera e i suoi Sassi?
Con la ormai mitica basentana N407 e poi la N7 siamo rapidamente in Matera: l’area per camper è presto individuata e appare accogliente, anche se va divisa con i bus turistici, accanto a una zona verde e sotto la rocca del castello, ovviamente c’è un generoso pozzetto di carico e scarico, ci accoglie anche un gentile addetto che ci assicura la sua presenza fino ad una certa ora… molto bene!! Peccato che, interpellato in proposito, ci sconsiglia la permanenza notturna perché dice che di solito viene disturbata da ragazzi con le auto: non capiamo bene cosa fanno ma dato che il parcheggio è molto ampio e col fondo in ghiaia…!
Ci assicura che per la notte ci indicherà un posto non lontano e più tranquillo! Insomma apprezziamo il fatto che ci sia un’area per camper ma, per evitare rischi e per impedire queste corride notturne, basterebbe delimitare la zona dei camper con robusti pali in legno o ferro e tutto sarebbe risolto con poca spesa!
Comunque noi dobbiamo partire nel pomeriggio e penso che tu non avrai problemi a trovarti un angolino tranquillo in uno di questi deliziosi paesini lucani, vero socio?
Andiamo dunque alla scoperta di questa meravigliosa città e del suo nucleo storico giustamente inserito nel patrimonio mondiale dell’Unesco.
Ci sono molti sportelli per le informazioni turistiche e presso uno di questi ci consigliano, dato il tempo a disposizione, di fare il giro delle chiese rupestri che consentono anche una bella panoramica sui celebri Sassi e nel centro storico della città. Acquistiamo direttamente anche i biglietti.
Matera e i suoi Sassi erano la meta del nostro piccolo assaggio della Basilicata, regione a noi ancora sconosciuta ma che ci ha rubato il cuore!
Non ci aspettavamo tanta bellezza nella natura a tratti selvaggia, nei paesi e nelle campagne, tanta cordiale accoglienza da parte della gente e una cura per il territorio che si nota nell’istituzione di nuove zone protette, nella manutenzione dei monumenti e nella cura dei paesi: torneremo al più presto per assaporare con calma quello che consideriamo solo un’anteprima!!
Il tempo non è molto e galoppiamo tra questi vicoli e case scavate nel tufo chiaro che abbaglia e stordisce, il cielo è ancora più blu per effetto del contrasto e le chiese rupestri sono davvero eccezionali, alcune molto ben conservate e fanno parte, con le abitazioni rupestri dei due ripidi versanti della gravina che attraversa la città, dell’evoluzione di questa antica civiltà rupestre presente fin da epoche preistoriche
Il tempo ci ha fatto grazia di un sole splendente… ma non per sempre! Ci lascia rientrare nei nostri mezzi per il pranzo, ma nel dopopranzo si scatena il diluvio universale!!
Dobbiamo riprendere la strada di casa e ci salutiamo sotto una valanga d’acqua… partendo la cosa peggiora al punto che non vediamo più niente e comincia pure a trafilare acqua dal cofano del camper! Sbagliamo ovviamente direzione e…ci incrociamo sulla strada mentre tutti e due cerchiamo di imboccare la giusta direzione: noi per Altamura e tu verso la N7 che ti porterà a Grassano dove hai deciso di passare la notte!

Lampi e tuoni ci accompagnano in tutto il viaggio, verso Altamura sulla N99 e poi sulla N378 per Corato oltre il quale vorrei imboccare rapidamente l’autostrada a Trani.
Non sarà così perché lo svincolo dell’autostrada è allagato e per fortuna ce ne accorgiamo in tempo: è una catastrofe! Grazie all’altezza delle ruote del nostro mezzo riusciamo a superare dei punti in cui le auto restano bloccate e di traverso sulla strada… una paura folle!
C’è fango e acqua dappertutto, i campi sono tutti allagati e dai tombini escono getti d’acqua potentissimi!
Finalmente, non so come, riusciamo a salire in autostrada ad Andria e ci rilassiamo un po’, anche se continuano il diluvio e i temporali e si procede con cautela perché anche qui la sede stradale è ricoperta d’acqua! In serata usciamo a Vasto sud e a Salvo Marina troviamo un parking a pagamento con docce e bungalow, carissimo, ma almeno è sorvegliato e soprattutto le ruote del camper poggiano sull’asfalto e non nel fango come troppo spesso ci è capitato in questo viaggio!!

Adesso torniamo rapidamente a casa, piove sempre, ma un po’ meno intensamente e concludiamo che se il tempo fosse stato bello, sarebbe stato davvero troppo!
La nostra passeggiata lungo l’Italia ci è piaciuta moltissimo e finalmente i nostri amici la smetteranno di prenderci in giro perché viaggiamo sempre all’estero, specialmente in Francia, dove ci troviamo bene perché i camper trovano sempre posti tranquilli per sostare senza problemi e poi paesaggi naturali, belle strade prive di traffico, paesi caratteristici e una natura ancora incontaminata.
Non ci aspettavamo tutto questo anche qui da noi e invece lo abbiamo trovato eccome!

Insomma abbiamo scoperto che anche a casa nostra, e soprattutto nel sud, è possibile gironzolare a caso, come piace a noi, in tutta tranquillità e vivere magnifiche avventure in camper, basta vincere la pigrizia e un quel po’ di prevenzione che è dura a morire… ma con questo viaggio pensiamo di averle inferto un colpo mortale!

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