Laghi, laghetti, lagune

 

Testo e foto Maura 2005


Caro socio l’amabile compagno delle mie disgrazie, il maritozzo insomma, si è messo nelle grane da solo: un classico! Volendo fare lo sborone pochi giorni fa per Natale mi ha regalato tutto il necessario per la mia nuova mania del momento: il digiscoping. Non fare quella faccia da triglia…il nome è un po’ strano lo ammetto, ma non si tratta di una cosa sconveniente…anche se riguarda gli uccelli!! Insomma è una tecnica per fare foto naturalistiche che accoppia ( nel senso che mette insieme, accosta…cosa hai capito??) un cannocchiale con una macchina fotografica digitale in modo da riprendere senza disturbare animali, soprattutto uccelli, anche molto lontani. Roba da guardoni…appunto! Ma dai!
Un regalone di tale portata va immediatamente inaugurato…chiaramente il giardino di casa è un po’ limitato per questo genere di pratica e quindi la meta per il tradizionale giretto di capodanno è automaticamente decisa: laghi, lagune, laghetti, stagni, pozzanghere…insomma qualunque distesa d’acqua dove si possono facilmente avvistare pennuti di ogni genere!

Il clima siberiano di queste parti ci spinge inesorabilmente verso sud nella speranza di trovare un po’ di tepore, solita partenza “intelligente” alle 13.30 con altrettanto intelligente sosta mezz’ora dopo all’area di servizio Cremona nord per il pranzo! Neve un po’ ovunque ma non sulla strada per fortuna. Il sole splende sulla pianura ma è di ghiaccio pure lui perché la temperatura è sconfortante!
Dopo La Spezia il cielo si annuvola e il marito pure perché afflitto da un doloretto persistente al braccio, conclusione: il navigatore passa al volante e il pilota si mette a ronfare sul sedile del passeggero!
Arrivo così fino al golfo di Baratti dove ci attende la nota area di sosta nel piazzale del parco etrusco proprio davanti al mare…insieme a un notevole numero di camper. Di questi tempi non mi era mai capitato di vederne tanti, comunque c’è spazio e parcheggio comodamente. Poi giro la chiave…e il motore continua a girare…ommadonna! Cosa si è rotto adesso? Niente paura: il mio motore è regolarmente spento…ma fuori c’è un allegro concerto di generatori di ogni tipo! Che bella musichetta!

Sono le 20 passate, facciamo una passeggiata nel porto lontano dai fracassoni e rientrando metto su un bel cd rockettaro: almeno è un rumore che mi piace e che ho scelto io ma se tra un paio di ore non finisce questo bordello e questa puzza cancerogena…sarò costretta ad andare a chiedere un po’ di silenzio o ad andarmene! Per fortuna a una certa ora lo strazio finisce…perché terminano anche gli imperdibili programmi della televisiù…sospetto io!
Nottata inaspettatamente silenziosa ma freddina : alle 8 puntuali come treni svizzeri ripartono i generatori...il popolo dei camper è vorace come le sanguisughe in fatto di corrente elettrica! e dire che noi poveri meschinelli non abbiamo mai avuto né pannelli solari né generatori e nemmeno una batteria supplementare: ma come abbiamo fatto in tutti questi anni? ( 23 per la precisione) mah!
Al pozzetto di scarico c’è coda come durante i saldi di fine stagione e noi ce ne andiamo in direzione di Grosseto.

Lungo la strada litoranea sono segnalati molti parcheggi sul mare per auto e anche per camper, a Vignale ne infiliamo uno e ci troviamo anche una bella fontanella funzionante per cui inauguriamo subito la canna per l’acqua di quelle che si arrotolano nel contenitore apposito e dotata di una montagna di raccordi per qualunque ( o quasi) rubinetto: è il mio regalo di Natale per il maritozzo!
Lo so c’è una certa sproporzione nelle donazioni in questa famiglia …ma quello che conta è il pensiero! Questi parcheggi sono sterminati e totalmente vuoti in questa stagione ma per fortuna hanno tutti anche una parte senza sbarre per i tanto odiati camper…alleluia!

Arriviamo quindi ad Orbetello, splende il sole e ci fermiamo nel parcheggio di sinistra appena prima dell’ingresso in città, anche questo è vietato ai camper…ma dato che non vediamo altri posti e che ci sono altri due camper in tutto, ci sistemiamo lo stesso per il pranzo e per…la mia prima seduta fotografica col cannocchiale il quale funziona benissimo ma i primi esperimenti di digiscoping sono frutto di casualità e incertezza…dato che non ho nessuna istruzione per quanto riguarda l’impostazione della digitale!! Però mi diverto lo stesso e qualche …preda la metto nel carniere!

Mentre sono assolutamente presa dalle mie complicazioni tecnologiche e il maritozzo sta facendo il caffè, una gentile vigilessa si avvicina e molto tranquillamente ci dice che non possiamo stare lì ma che oltre il paese sull’altra laguna c’è il parcheggio per i camper e ci assicura che non è meno bello di questo, e che è anche lui in riva al mare! Ci dà precise istruzioni sul come raggiungerlo e ci lascia gentilmente il tempo di prendere il nostro caffè.
Poi ci spostiamo e ci accorgiamo che il cartello che indica il parcheggio per camper c’è…ma è simpaticamente coperto dalle fresche frasche degli alberi! Sono dei bei tipi!
Comunque il parcheggio è magnifico, tranquillo, sul mare, e c’è anche possibilità di fare acqua e forse di scaricare dato che in fondo ci sono dei wc pubblici. Il problema è che il sabato c’è il mercato e in quel giorno non so dove i camper possano piazzarsi!

E’ ancora presto per sistemarsi e c’è ancora luce per cui decidiamo di andare a buttare un occhio al vicino lago (laghetto) di Burano dove c’è un’oasi del WWF che è aperta e ne approfittiamo. Il sentiero porta in riva al lago dove ci sono dei posti di osservazione, è un po’ buio per i miei esperimenti ma i colori sono magnifici e il panorama mi soddisfa come sempre. Torneremo domani.
Rientriamo ad Orbetello e ci parcheggiamo sul molo a filo d’acqua: bisogna fare attenzione nell’uscire dal camper perché un bel tuffo di questa stagione non è proprio il massimo del divertimento!

Giretto serale per la cittadina con la bella cinta di mura e un centro storico gradevole.
Notte tranquillissima e gelida e risveglio stupendo davanti allo spettacolo dei miei amati pennuti che si tuffano nell’acqua bassa della laguna ai nostri piedi per pescare i pesciolini: i tuffi delle sterne sono spettacolari e le loro evoluzioni in aria degne delle migliori esibizioni delle Frecce Tricolori!
C’è una luce abbagliante e l’acqua immobile della laguna fa da specchio: è impossibile fissare a lungo il panorama.
Faccio colazione in compagnia di gabbiani, sterne, cormorani, svassi, folaghe…tutti indaffarati a cercare cibo (ne hanno bisogno dopo una notte così gelida!) in ogni modo: tuffandosi dall’aria e riemergendo velocissimi come le sterne , infilando la testa sott’acqua a ravanare sul fondo come le folaghe oppure tuffandosi sott’acqua e nuotando da perfetto sub anche per alcuni minuti come gli svassi e i cormorani…che meraviglia!

Socio non sfottere e impara anche tu ad osservare la natura…è un toccasana per i tipi un po’ nervosetti come noi due…è meglio di una damigiana di valium…te lo garantisco!
E per restare in argomento, rifacciamo una visita all’oasi WWf del lago di Burano e faccio qualche altro tentativo fotografico…chissà che prima o poi impari!

Poi direzione Roma sulla S.S. Aurelia. Usciamo dalla superstrada a Montalto di Castro (inquietante visione della dismessa centrale nucleare e ancora più inquietanti pensieri sullo smantellamento di questa bomba atomica potenziale…!!) e deviamo per Tuscania, in direzione di Viterbo.
La nostra intenzione era di andare verso il lago di Vico, che non avevamo mai visto, percorrendo una strada meno battuta che come sempre si rivela molto bella per il paesaggio solitario, aspro, un po’ lunare a causa delle gole scavate nel tufo , ma improvvisamente dietro una curva ci appare una cinta muraria intatta, ricca di torri e di un colore ocra abbagliante! C’è anche un gran parcheggio vuoto e assolato…ci sistemiamo per un pranzo più che panoramico e subito dopo andiamo alla scoperta di Tuscania: ed è davvero una sorpresa dietro l’altra!
Magnifico il centro storico ricco di tracce etrusche oltre che medievali e cinquecentesche , ma è affacciandosi dagli spalti delle mura meridionali che si gode di una visione davvero eccezionale: appena fuori le mura su verdi colline, sorgono due splendide chiese romaniche in un contesto da favola anche per la presenza delle imponenti rovine del castello medievale! Sembra un quadro, una veduta inglese dell’ottocento, una visione totalmente irreale!

Felici per questa scoperta, ci spostiamo verso il colle e riusciamo anche a parcheggiare in modo molto precario il camper nella ripida e strettissima via di accesso alla chiesa romanica di San Pietro che visitiamo ed ammiriamo a dovere. Poco più in basso c’è l’altra bella chiesa romanica di Santa Maria Maggiore ma non è visitabile a causa di restauri in corso…e in ogni caso non sapremmo dove mettere il camper!!

E’ sera e riprendiamo per Viterbo e da qui imbocchiamo la statale Cimina che passa accanto al lago di Vico con l’intenzione di fermarci nell’area per camper di Ronciglione indicata su varie liste. Invece nella zona indicata c’è un bel parcheggio nuovo per auto, comodo anche per qualche camper visto che è dotato di un wc pubblico nuovo di trinca…purtroppo in questo momento corredato anche da alcuni ragazzotti chiaramente dediti ad altri tipi di…divertimenti! Sono tranquilli, ma uno di loro si avvicina chiedendo dell’acqua per tamponarsi il naso sanguinante: gli indichiamo il rubinetto dei wc e ce la filiamo! Ritorniamo verso Viterbo, dato che ora è buio, e la strada si sta ghiacciando e quindi rinunciamo a cercare in quelle condizioni il campeggio sul lago di cui non riusciamo a scorgere nemmeno il cartello di segnalazione.
L’area per camper di Viterbo è, come pensavamo, piena come un uovo ma ci siamo passati davanti per puro scrupolo turistico dato che è rumorosissima, in mezzo al traffico, e gli spazi sono strettissimi. Ci dirigiamo invece verso il grande spiazzo della Porta Faul che abbiamo utilizzato altre volte …dove troviamo la sorpresa di un cantierone galattico per non so quali lavori di ristrutturazione della zona che non solo intasa l’ingresso ma ha ridotto il piazzale come una pista del Camel Trophy: buche ovunque! Inoltre avendo deviato la strada le auto passano molto più vicine e più veloci!
Ci sono altri camper (non molti) e decidiamo di fermarci lo stesso anche se siamo gli ultimi della fila e temiamo i soliti deficienti che fanno le sgommate, ma il gran numero di buche e sassi dovrebbe scoraggiare quanto basta. Ci facciamo anche una gradevole passeggiata serale nel centro storico raggiungibile con una comoda scalinata ed è sempre un gran bel vedere! Nonostante le premesse sarà una notte tranquilla anche se gelida come testimonierà il sottile velo di ghiaccio sul terreno la mattina seguente.

Facciamo un po’ di spesa e riprendiamo la Cimina in direzione di Vico, alcuni cartelli indicano possibilità di ghiaccio e così è, ma il sole e il traffico risolvono presto il problema.
All’altezza di Caprarola, scorgiamo finalmente il famoso cartello che indica il campeggio e la riserva naturale del lago di Vico e ci infiliamo sulla strada che scende al lago: stretta da paura e lastre di ghiaccio degne del passo Pordoi!
Meno male che non c’è assolutamente nessuno e che stiamo scendendo! Per fortuna ieri sera non abbiamo visto il famoso cartello: al buio sarebbe stata una vera avventura!! Finalmente arriviamo al lago e il posto è delizioso: davanti all’ingresso del campeggio c’è un parcheggio adatto anche alla sosta e la reception fa anche da punto di informazione per la riserva, ne approfitto e una gentile signora mi fornisce anche una cartina dicendo che si può percorrere tranquillamente tutto il giro del lago senza problema, cosa che facciamo subito.
Il lago, di chiara origina vulcanica come testimonia la sua forma circolare, è molto bello, non c’è nessuno e ci godiamo un panorama rurale e un po’ antico, piccole case contadine, un gregge di pecore che ci attraversa la strada, dei cavalli, maiali che grufolano sotto le querce, canne sulle rive e bella vegetazione: una pace totale. Pochi uccelli acquatici, però, pazienza.

Alla fine del giro ci ritroviamo a Ronciglione ed approfittiamo per fare una visita: il paese è sorprendentemente ricco di bei palazzi del ‘500 e ‘700 racchiusi nelle viuzze del borgo medievale dotato anche di imponente castello ma il tutto parecchio trascurato ed abbandonato. Peccato perché, data anche la posizione vicina a zone di interesse turistico, varrebbe la pena di essere valorizzato a dovere.
Ritorniamo sul lago per il pranzo che consumiamo su una spiaggetta tranquilla a pelo d’acqua e al sole come piace a noi. Dopo pranzo vorremmo proseguire per Vetralla sulla Cassia ma c’è il limite di larghezza di 2 metri, per cui ancora una volta ci facciamo la Cimina in direzione Viterbo!
Il sole continua a splendere e il panorama è molto gradevole per cui non è un gran sacrificio! In serata arriviamo a Montefiascone e prima del paese troviamo sulla nostra sinistra l’area per camper annessa alla cooperativa vinicola del famoso vino Est! Est! Est!
…è proprio sotto i silos ma è veramente ben fatta, pianta circolare, acqua e corrente per tutti, illuminazione e comodo pozzetto di scarico, un po’ rumorosa dato che è accanto alla strada… ma che si vuole di più? È gratis!
Solito giretto serale per Montefiascone dominato dalla seicentesca cupola del duomo e affacciato sul lago di Bolsena, notevole anche la bella chiesa romanica di San Flaviano che reca la celebre iscrizione Est! Est! Est! da cui prende il nome il buon vino bianco locale e di cui tutti conoscono la leggenda.
Notte tranquilla, il traffico notturno è scarso.
Doverosa ( ma nel nostro caso molto gradita! l’ho detto io, socio, così ti risparmio la malignità!) sosta alla cantina che ci ha ospitato e acquisto di ottimo vino e prodotti locali.
Proseguiamo sulla N2 verso Bolsena costeggiando il lago, poi proseguiamo il giro deviando per Capodimonte e percorrendo le bella strada costiera ad ovest del lago…piena zeppa di parcheggi per auto deserti e in riva all’acqua ma inesorabilmente sprangati per i camper!
Solo verso la fine della strada, prima di Capodimonte e nel tratto sterrato si trovano degli slarghi comodi e sul lago: ci sistemiamo in uno di questi, non c’è assolutamente nessuno e ci godiamo una meritata sosta panoramica e in mezzo alla natura… ancora uccelli ovviamente che ti credevi socio? Queste zone e soprattutto i laghi sono splendidi in questa stagione, i colori magnifici, l’acqua calma e l’assenza di turismo li rendono magici…non voglio pensare agli stessi posti in piena stagione!
La giornata è ancora luminosa e vogliamo sfruttarla al massimo per cui ci dirigiamo verso un’altra cittadina che non abbiamo mai visto ma che abbiamo sentito nominare spesso: Civita di Bagnoregio.
Ritorniamo a Bolsena e prendiamo la strada collinare che porta ad Orvieto, deviando sulla N71 per Bagnoregio.
Con grande sorpresa il paese è assediato da una folla incredibile…impossibile parcheggiare nel posto indicato all’inizio del paese dove peraltro ci sono un sacco di volontari del traffico di cui uno molto gentile che insiste per farci parcheggiare, ovviamente ad una certa distanza dal centro, ma in zona a suo dire sicura dato che ci abita lui stesso!
Noi vogliamo vedere il famoso borgo abbandonato di Civita e ci lasciamo convincere, dando atto al comune di una organizzazione notevole visto che, essendo il borgo non raggiungibile in auto e piuttosto lontano, c’è un servizio di bus frequentissimo che per 1 euro trasporta un mare di gente fino al celebre ponte sui calanchi di tufo da dove si parte per visitare il borgo antico. È’ un ponte di 300 metri sospeso su un burrone spettacolare ed offre una visione di Civita a dir poco fiabesca anche perché è quasi il tramonto e il tufo dei calanchi e delle pietre di cui sono fatti le mura e la case assume un colore rosato magnifico!
Il ponte, o meglio la passerella, è stretto e in salita e il fiume di gente rende ancora più difficoltosa la marcia…ma perché tanta gente?

Come al solito quando viaggiamo ci scordiamo chi siamo , dove andiamo e soprattutto che giorno è! Infatti mentre giriamo nel borgo tutto illuminato da fiaccole vediamo negli antri della case e nelle piazzette degli strani personaggi in costume che rappresentano scene di mestieri antichi, asinelli legati alle porte, pecore, galline e due magnifici buoi sulla piazza del mercato…una musica natalizia di sottofondo aleggia ovunque…non ci posso credere!

Ecco perché abbiamo pagato il biglietto (ben 5 €) per entrare! Si tratta di uno dei più celebri presepi viventi e dei più belli proprio per l’ambientazione assolutamente eccezionale di questo intatto borgo medievale ormai quasi disabitato…e oggi è l’Epifania!!La luce è ormai scarsa ed è anche tardi, la rappresentazione va per le lunghe e dobbiamo andare, ritorniamo sul ponte e chi incrociamo, caro socio, in quello spazio angusto? Un simpatico asino guidato da San Giuseppe in persona e che porta sulla groppa la Madonna! Adesso arrivano?
Intanto in fondo al ponte in uno spiazzo, un simpatico cammello (vero!) rumina tranquillo in attesa di salire anche lui sul lungo ponte per completare il presepe! Un po’ frastornati ma contenti per l’insolita esperienza riprendiamo il comodo bus e finalmente ritroviamo il nostro camper sano e salvo.

Torneremo senza dubbio un’altra volta per visitare con calma il borgo di Civita di Bagnoregio che abbiamo solo potuto intuire in mezzo alla folla della rappresentazione.

Adesso che si fa? Per completare il tour naturalistico, niente di meglio che passare dall’altro lato dello stivale e concludere degnamente nel mio amato Delta del Po: il paradiso del birdwatcher!!

Detto fatto. Anche se nel frattempo si sono fatte le 7 di sera, riprendiamo la N71 in direzione Orvieto e da qui ci infiliamo sulla A1 non senza aver sbagliato l’ingresso dell’autostrada ed essere ritornati indietro! L’idea è di uscire ad Arezzo dove c’è l’area di sosta che abbiamo già utilizzato varie volte e domani passare da qui sulla superstrada N3 bis che porta direttamente a Ravenna visto che per stasera non possiamo pretendere di farcela!
In un tempo ragionevole arriviamo ad Arezzo dove bruciamo tutto il vantaggio accumulato nella vana ricerca dell’area di sosta ! Per fortuna una gentile coppia di ragazzi ci da la dritta giusta e finalmente ceniamo…non ti dico a che ora!

Solita notte di ghiaccio ma il mattino splende ancora il sole e inforchiamo la N73 verso Sansepolcro: bella strada e magnifici panorami sull’Appennino…peccato che dopo mezz’ora si piomba nella nebbia più totale! Ma si sa, è un fenomeno abbastanza normale d’inverno nella valli, infatti poco prima di Sansepolcro e dell’imbocco della N3bis, la nebbia magicamente scompare e filiamo via lisci verso l’Adriatico di nuovo immersi nei bei colori di queste colline. Nonostante il pessimo stato di manutenzione dell’asfalto, si viaggia abbastanza veloci e il traffico è ragionevole, siamo ormai all’altezza di Cesena e la prossima uscita è quella per Cervia e le sue Saline dove non sono mai stata. Sto pregustando una bella giornata di safari fotografico e di osservazioni naturalistiche in laguna quando ci si para davanti un muro bianco come un sudario e altrettanto gradito: la nebbia, noooo!!!
Tanto per consolarmi mi dico che tra un po’ è mezzogiorno e che almeno nelle ore più calde la nebbia si alza e potrei approfittare…ma incredibilmente si infittisce e se ora è così…come sarà stasera? Procediamo verso Comacchio nella speranza che più in alto la faccenda migliori, ma non c’è niente da fare e avanziamo alla cieca nel vero senso della parola perché i semafori rossi li vedi solo dopo averli superati di alcuni metri!!
Di nebbia ne abbiamo vista tanta ma questa è una di quelle da record! Ci fermiamo a Comacchio per pranzare e per meditare, avremmo ancora un giorno di vacanza ma le notizie alla radio e una tua telefonata, socio, ci tolgono ogni illusione: tutta la pianura padana è immersa in un nebbione micidiale e si prevede che ci rimarrà per parecchi giorni!
Ci guardiamo sconsolati pensando che se restavamo sul versante tirrenico avremmo ancora avuto sole come su tutta l’Italia, anche qui c’è il sole… al di sopra del muro di nebbia! Perdute le speranze anche per domani, non ci resta che limitare i danni e fare mesto rientro a casa immersi per tutto il tragitto nella dannata nebbia che ci perseguiterà fino alla porta del nostro garage.
Riusciremo a vederci chiaro solo dentro casa nostra avendo cura di non guardare attraverso le finestre perché per una settimana ancora il panorama sarà maledettamente monotono: tutto bianco in ogni direzione!

avventure
Copyright © campereavventure
Tutti i diritti riservati - All Rights Reserved - Tous droits réservés.
home