il casentino |
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Testo e foto Maura 2003 |
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Anche quest’anno abbiamo qualche giorno di vacanza tra Capodanno
e l’Epifania e naturalmente… via col camper! L’autostrada Bologna–Firenze è ovviamente molto trafficata
ma ce la caviamo con un classico rallentamento a Roncobilaccio
e usciamo a Barberino in Mugello prima di Firenze. Ma che bello stare soli fra questi boschi soprattutto
pensando al traffico da tangenziale milanese che ci deve essere sulla
costa tirrenica da Livorno in giù… nel frattempo mi casca
l’occhio sulla carta e leggo Casentino: non mi
dire! ecco dove siamo! E queste sono le famose foreste casentinesi…
peccato non si veda niente ma domattina sarà un’altra cosa!
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Passeremo una nottata tranquillissima perché lungo la strada non passa proprio nessuno e la mattina ci rendiamo conto che l’area è davvero bella, immersa nel verde a pochi passi da un fiume da fiaba con sentieri e passeggiate a portata… di piede! |
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Penso che d’estate sarà piuttosto frequentata, ma fuori
stagione vale la pena. Percorrendo uno dei sentieri che costeggia il fiume,
arriviamo nel centro del paese di Stia: bel borgo antico, con la piazza
centrale in salita, lunga e stretta affiancata da qualche portico. |
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| Gironzolando incontriamo un paio di negozi con in vetrina
dei capi di lana dai colori sgargianti, arancione su tutti. Guardo meglio
e riconosco subito il tessuto: è il famoso casentino! E non potrebbe
essere altrimenti dato che qui c’è l’antica fabbrica
ancora attiva (magnifico esempio di archeologia industriale con la sua struttura
ottocentesca in mattoni, inalterata) di questo tessuto prodotto già
nel medioevo. |
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| Potevo, caro socio, resistere alla tentazione?
No, naturalmente! E infatti soddisfo una mia antica passione (avevo già
posseduto in gioventù un cappottino verde di casentino che mi piaceva
da morire proprio per via del tessuto!) e mi compro sotto lo sguardo rassegnato
e impaziente del maritozzo, una bella giacca di casentino corredata da un
caldissimo cappellino coordinato…lo so a cosa pensi socio: all’altro
cappello tirolese con la piuma che ho comprato a Bressanone
durante il nostro raduno di dicembre!! E smettila di ridere, tanto lo metto lo stesso anche in tua presenza! |
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| Nel frattempo la gentile commessa mi svela un
altro mistero: in questo paese sono state girate molte scene del film “Il
ciclone” di Leonardo Pieraccioni… ecco il perché dello
strano nome del bar! Omaggio agli eroi dei nostri giorni: i comici! Riprendiamo il camper e proseguiamo il viaggio osservando il gran numero di cartelli che segnalano passeggiate ed escursioni e la presenza di un’altra area di sosta per camper nel paese seguente, Pratovecchio Badia, asfaltata , vicino al fiume. |
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| Decisamente questa è una bella zona per fare escursioni e godere appieno della natura e delle bellezze d’arte, in più non ci sono segni di sfruttamento intensivo, niente villette, villazze, condomini, divertimentifici ma un gradevole approccio alla fruizione del territorio gestita molto correttamente. Arriviamo a Poppi e ci sistemiamo in un comodo parcheggio sotto le mura, | |
| entriamo nel borgo e anche qui bei portici e
case antiche, su fino al castello dei conti Guidi (remember Dante?) che,
contrariamente alle nostre abitudini pelandrone, visitiamo, e facciamo bene! È ben conservato e ristrutturato e nelle sale inferiori c’è il museo della battaglia che contiene dei grandi plastici che ricostruiscono la celebre battaglia di Campaldino in cui aveva combattuto Dante… sempre lui! |
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| Proseguiamo in questa bella vallata casentinese
ed eccoci a Bibbiena , qui il parcheggio è difficoltoso
perché il centro storico è molto arroccato ma riusciamo lo
stesso, ad una certa distanza, e due passi non fanno male. Naturalmente
è quasi buio ma apprezziamo ancora una volta il sapore antico di
questo borgo medievale tranquillo e fuori dal tempo… ma quanti ce
ne sono in Italia di posti così? Questi borghi sono unici anche perché la parte storica è normalmente stata costruita in cima a un colle e le costruzioni successive si sono sviluppate alla base lasciando così quasi intatta la parte antica. Non è così anche la tua adorata Bergamo Alta caro socio? Il Casentino finisce, indovina un pò?, ad Arezzo dove, con un po’ di fatica, troviamo l’area attrezzata vicino al campo sportivo e ritroviamo anche… i nostri simili, infatti ci sono parecchi camper e il fondo sterrato ci obbliga a qualche manovra supplementare per sistemarci compreso un telo di plastica che piazzo davanti alla porta sopra al fango incombente per evitare di trovarmi le terme di Ischia direttamente in camper! Sarebbe stato più comodo il parcheggio sotto le mura ma mi dicono che è riservato agli espositori perché domani e dopodomani c’è il mercato dell’antiquariato: non mi dire! sono anni che vorrei vederlo e neanche a farlo apposta! Vedi che è inutile programmare tutto socio? E’ ancora relativamente presto e andiamo subito a fare un giro in centro: la scalinata del parcheggio sotto le mura porta direttamente alla chiesa di San Domenico che è ancora aperta e possiamo ammirare tranquillamente un bellissimo crocifisso di Cimabue. |
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Passeggiando senza meta in questa magnifica fetta di medioevo, arriviamo nella Piazza Grande, una delle mie preferite per la sua splendida e asimmetrica scenografia che non possiamo però ammirare (o riammirare… visto che Arezzo come molte altre città d’arte della Toscana rivediamo sempre con rinnovato piacere!) dato che fervono già i preparativi per il mercato antiquario di domani e la piazza offre uno strano spettacolo notturno tutta disseminata di mobili, |
| alcuni mezzo smontati, oggetti, camioncini, gente
che traffica e batte qualche colpo di martello per fissare banchi e ripiani. La mattina riprendiamo la nostra visita e, come puoi immaginare socio, lo spettacolo delle centinaia di bancarelle seminate in ogni angolo del centro storico, ricolme di ogni ben di dio antiquario, mi fa sbavare e mi agito come un cane da tartufi in mezzo alla folla che dribblo con abilità calcistica mentre mi fermo, tocco, soppeso, annuso, valuto una marea di oggetti che mi fanno gola!Il povero coniuge segue a fatica rassegnato e vorrebbe anche scattare delle foto perché nonostante tutto è anche lui soggiogato dal fascino di questo immenso mercato tra i più importanti d’Italia e d’Europa per giunta inserito in una cornice da fiaba. Comprerei tutto o quasi ma mi limito a un paio di vecchie tazzine da tè e a un ciondolino d’oro vecchio per il mio braccialetto già strapieno di analoghi ricordi comprati in giro per l’Europa. |
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| Naturalmente rivediamo volentieri, dopo tanto
tempo, i magnifici affreschi della Leggenda della Croce di Piero della Francesca,
nella chiesa di San Francesco, finalmente restaurati e il polittico del
Lorenzetti in santa Maria della Pieve. Ma riscopriamo anche il duomo, le strade , le piazze e i palazzi che assumono un fascino nuovo circondati e quasi soffocati dai teloni variopinti, dai banchi, dagli oggetti posati ovunque a terra e dalla folla di visitatori… bellissimo! |
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Nel pomeriggio riprendiamo il viaggio sulla N71
per Cortona e ci fermiamo a Castiglion Fiorentino dove
parcheggiamo comodamente fuori delle mura in una vasta piazza, proprio
di fronte ad un inquietante carro armato: che ci farà qui?
Non ci sono indicazioni di aree per camper ma vediamo altri comodi parcheggi, pianeggianti e tranquilli alla base delle mura adatti ad una sosta notturna. L’imponente torrione del Cassero |
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| (rocca medievale) domina il borgo e ci regala al tramonto
uno skyline da poster!Anche qui ci ripromettiamo di tornare in primavera.
Proseguiamo e in serata siamo a Cortona dove scopriamo
con disappunto che non c’è l’area attrezzata e nemmeno
un’area di sosta per camper ma solo uno scomodo (per i mezzi ingombranti
come noi) parcheggio alberato accanto alle mura per giunta adibito a mercato
settimanale. Siamo fuori stagione e riusciamo a sistemarci tra le auto ma prevediamo una notte poco tranquilla per via del traffico notevole che passa sulla strada. Pazienza: una prima visita notturna ci ripaga ampiamente del disagio e per giunta le ripide stradine del centro antico ci procurano oltre al fiatone, un sano appetito! |
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| La mattina sotto un bel sole ma con un’arietta gelida
(il berretto di casentino viene opportunamente inaugurato!) scarpiniamo
sulle pietre delle viuzze antiche e saliamo fino al santuario da cui si
gode una magnifica vista sulla Valdichiana, scendendo ammiriamo
splendidi scorci tra gli archi di pietra di questa antica città etrusca.
Ci sono più turisti che altrove e molti negozi antiquari anche perché da sempre Cortona è nota per i mobili d’antiquariato. Il freddo si intensifica e una tua sollecita telefonata di avvertimento, socio, ci informa che al nord comincia a nevicare… mannaggia dobbiamo rientrare in serata! Prendiamo la direzione Foiano e ci infiliamo sull’autostrada sotto un sole splendente col dubbio che tu mi abbia appena fatto uno scherzo invece la radio ci conferma tutto quanto! |
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Per fortuna non c’è nessuno in giro e arriviamo abbastanza
presto a Firenze e decidiamo di proseguire per Bologna e
non per La Spezia perché le notizie da quella parte sono
pessime: già tutti in coda! Come sempre i giorni erano davvero pochi ma, soprattutto d’inverno,
la Toscana si rivela sempre la meta giusta anche perché ogni angolo
di questa magnifica terra vale la pena di essere visto e rivisto e basta
salire un po’ tra le colline per trovare ancora strade percorribili
con calma, paesaggi godibili e borghi tranquilli da ammirare e in cui
sostare piacevolmente… come si fa a non tornarci continuamente?
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