il casentino

 

Testo e foto Maura 2003

Anche quest’anno abbiamo qualche giorno di vacanza tra Capodanno e l’Epifania e naturalmente… via col camper!
E altrettanto naturalmente prima partiamo, verso l’una del pomeriggio o giù di lì come al solito… e poi decidiamo! Sempre più naturalmente, all’area di servizio di Cremona siamo già fermi per pausa pranzo….il cellulare del maritozzo squilla e pure in camper mi tocca continuare il pranzo da sola mentre lui tenta di rintuzzare l’ennesimo impiccio di lavoro: ma si può?
Nel frattempo arrivano le solite truppe cammellate… mi hai capito socio: i soliti camper che viaggiano in carovana e pretendono di stare sempre tutti assieme allineati e coperti come le truppe di Rommel ! a me sta salendo la claustrofobia e meno male che il mio pilota di fiducia (si fa per dire!) finisce il pranzo e prepara il caffè.
Lo colgo a tradimento con la tazzulella in mano per porre la fatidica domanda: “da che parte andiamo?” risposta: “vediamo di uscire da questo accerchiamento e ci pensiamo! Comunque ho letto da qualche parte di una nuova area di sosta a Stia, dicevano meraviglie… andiamo a vedere?”
Confesso che il nome non mi dice niente e che non ho la più pallida idea di dove si trovi… e neanche lui, andiamo bene! Rapida ricerca sull’atlante del Touring e individuazione del fatidico luogo a est di Firenze, Toscana dunque! Ottima per tutte le stagioni, ma c’è ancora qualche posto che non abbiamo visto? Incredibilmente si: da queste parti non ci siamo mai passati e allora via… sperando di lasciarci alle spalle le invadenti truppe cammellate di cui ci siamo appena liberati!

L’autostrada Bologna–Firenze è ovviamente molto trafficata ma ce la caviamo con un classico rallentamento a Roncobilaccio e usciamo a Barberino in Mugello prima di Firenze.
Da qui percorriamo la N551 che passa per Borgo San Lorenzo di cui scorgiamo un bel centro antico mentre apprezziamo i bei panorami nella scarsa luce del tramonto. Purtroppo è inverno e fa buio presto così possiamo solo intuire che si tratta di una bella strada che rifaremo senza dubbio in una stagione migliore.
Dopo Dicomano ci infiliamo, ormai nel buio pesto, sulla N556: con una certa apprensione (è inverno, non si sa mai!) vedo sulla carta che bisogna passare dal Valico Croce a Mori (955 m.)… speriamo bene!
La strada è tortuosa e strettina ma sale dolcemente e non ci accorgiamo neppure del passo, in compenso è totalmente deserta, roba che se ci fermiamo per un guasto, ci trovano in primavera!

Ma che bello stare soli fra questi boschi soprattutto pensando al traffico da tangenziale milanese che ci deve essere sulla costa tirrenica da Livorno in giù… nel frattempo mi casca l’occhio sulla carta e leggo Casentino: non mi dire! ecco dove siamo! E queste sono le famose foreste casentinesi… peccato non si veda niente ma domattina sarà un’altra cosa!
Si è fatto molto tardi e delle vaghe indicazioni del coniuge non mi fido troppo, invece nei pressi di Stia, prima del paese, si materializza un bel cartello con la ben nota scritta “area di sosta” e il simbolino del camper: bingo! Ci vuole un po’ per capire dov’è l’ingresso a causa del buio, della pioggia e del fatto che non c’è ovviamente nessuno. Inoltre l’area è situata sotto la strada e risulta poco visibile ma in compenso è sul fiume Staggia (affluente dell’Arno), pianeggiante, ombreggiata e ben illuminata.

Passeremo una nottata tranquillissima perché lungo la strada non passa proprio nessuno e la mattina ci rendiamo conto che l’area è davvero bella, immersa nel verde a pochi passi da un fiume da fiaba con sentieri e passeggiate a portata… di piede!

Penso che d’estate sarà piuttosto frequentata, ma fuori stagione vale la pena. Percorrendo uno dei sentieri che costeggia il fiume, arriviamo nel centro del paese di Stia: bel borgo antico, con la piazza centrale in salita, lunga e stretta affiancata da qualche portico.
Non c’è nessuno in giro, c’è un bar con un nome strano: “Il ciclone”. Mi ricorda qualcosa!

Gironzolando incontriamo un paio di negozi con in vetrina dei capi di lana dai colori sgargianti, arancione su tutti. Guardo meglio e riconosco subito il tessuto: è il famoso casentino! E non potrebbe essere altrimenti dato che qui c’è l’antica fabbrica ancora attiva (magnifico esempio di archeologia industriale con la sua struttura ottocentesca in mattoni, inalterata) di questo tessuto prodotto già nel medioevo.
Potevo, caro socio, resistere alla tentazione? No, naturalmente! E infatti soddisfo una mia antica passione (avevo già posseduto in gioventù un cappottino verde di casentino che mi piaceva da morire proprio per via del tessuto!) e mi compro sotto lo sguardo rassegnato e impaziente del maritozzo, una bella giacca di casentino corredata da un caldissimo cappellino coordinato…lo so a cosa pensi socio: all’altro cappello tirolese con la piuma che ho comprato a Bressanone durante il nostro raduno di dicembre!!
E smettila di ridere, tanto lo metto lo stesso anche in tua presenza!
Nel frattempo la gentile commessa mi svela un altro mistero: in questo paese sono state girate molte scene del film “Il ciclone” di Leonardo Pieraccioni… ecco il perché dello strano nome del bar! Omaggio agli eroi dei nostri giorni: i comici!
Riprendiamo il camper e proseguiamo il viaggio osservando il gran numero di cartelli che segnalano passeggiate ed escursioni e la presenza di un’altra area di sosta per camper nel paese seguente, Pratovecchio Badia, asfaltata , vicino al fiume.
Decisamente questa è una bella zona per fare escursioni e godere appieno della natura e delle bellezze d’arte, in più non ci sono segni di sfruttamento intensivo, niente villette, villazze, condomini, divertimentifici ma un gradevole approccio alla fruizione del territorio gestita molto correttamente. Arriviamo a Poppi e ci sistemiamo in un comodo parcheggio sotto le mura,
entriamo nel borgo e anche qui bei portici e case antiche, su fino al castello dei conti Guidi (remember Dante?) che, contrariamente alle nostre abitudini pelandrone, visitiamo, e facciamo bene!
È ben conservato e ristrutturato e nelle sale inferiori c’è il museo della battaglia che contiene dei grandi plastici che ricostruiscono la celebre battaglia di Campaldino in cui aveva combattuto Dante… sempre lui!
Proseguiamo in questa bella vallata casentinese ed eccoci a Bibbiena , qui il parcheggio è difficoltoso perché il centro storico è molto arroccato ma riusciamo lo stesso, ad una certa distanza, e due passi non fanno male. Naturalmente è quasi buio ma apprezziamo ancora una volta il sapore antico di questo borgo medievale tranquillo e fuori dal tempo… ma quanti ce ne sono in Italia di posti così?
Questi borghi sono unici anche perché la parte storica è normalmente stata costruita in cima a un colle e le costruzioni successive si sono sviluppate alla base lasciando così quasi intatta la parte antica. Non è così anche la tua adorata Bergamo Alta caro socio?

Il Casentino finisce, indovina un pò?, ad Arezzo dove, con un po’ di fatica, troviamo l’area attrezzata vicino al campo sportivo e ritroviamo anche… i nostri simili, infatti ci sono parecchi camper e il fondo sterrato ci obbliga a qualche manovra supplementare per sistemarci compreso un telo di plastica che piazzo davanti alla porta sopra al fango incombente per evitare di trovarmi le terme di Ischia direttamente in camper!
Sarebbe stato più comodo il parcheggio sotto le mura ma mi dicono che è riservato agli espositori perché domani e dopodomani c’è il mercato dell’antiquariato: non mi dire! sono anni che vorrei vederlo e neanche a farlo apposta! Vedi che è inutile programmare tutto socio?
E’ ancora relativamente presto e andiamo subito a fare un giro in centro: la scalinata del parcheggio sotto le mura porta direttamente alla chiesa di San Domenico che è ancora aperta e possiamo ammirare tranquillamente un bellissimo crocifisso di Cimabue.
Passeggiando senza meta in questa magnifica fetta di medioevo, arriviamo nella Piazza Grande, una delle mie preferite per la sua splendida e asimmetrica scenografia che non possiamo però ammirare (o riammirare… visto che Arezzo come molte altre città d’arte della Toscana rivediamo sempre con rinnovato piacere!) dato che fervono già i preparativi per il mercato antiquario di domani e la piazza offre uno strano spettacolo notturno tutta disseminata di mobili,
alcuni mezzo smontati, oggetti, camioncini, gente che traffica e batte qualche colpo di martello per fissare banchi e ripiani.
La mattina riprendiamo la nostra visita e, come puoi immaginare socio, lo spettacolo delle centinaia di bancarelle seminate in ogni angolo del centro storico, ricolme di ogni ben di dio antiquario, mi fa sbavare e mi agito come un cane da tartufi in mezzo alla folla che dribblo con abilità calcistica mentre mi fermo, tocco, soppeso, annuso, valuto una marea di oggetti che mi fanno gola!Il povero coniuge segue a fatica rassegnato e vorrebbe anche scattare delle foto perché nonostante tutto è anche lui soggiogato dal fascino di questo immenso mercato tra i più importanti d’Italia e d’Europa per giunta inserito in una cornice da fiaba.
Comprerei tutto o quasi ma mi limito a un paio di vecchie tazzine da tè e a un ciondolino d’oro vecchio per il mio braccialetto già strapieno di analoghi ricordi comprati in giro per l’Europa.
Naturalmente rivediamo volentieri, dopo tanto tempo, i magnifici affreschi della Leggenda della Croce di Piero della Francesca, nella chiesa di San Francesco, finalmente restaurati e il polittico del Lorenzetti in santa Maria della Pieve.
Ma riscopriamo anche il duomo, le strade , le piazze e i palazzi che assumono un fascino nuovo circondati e quasi soffocati dai teloni variopinti, dai banchi, dagli oggetti posati ovunque a terra e dalla folla di visitatori… bellissimo!
Nel pomeriggio riprendiamo il viaggio sulla N71 per Cortona e ci fermiamo a Castiglion Fiorentino dove parcheggiamo comodamente fuori delle mura in una vasta piazza, proprio di fronte ad un inquietante carro armato: che ci farà qui?
Non ci sono indicazioni di aree per camper ma vediamo altri comodi parcheggi, pianeggianti e tranquilli alla base delle mura adatti ad una sosta notturna.
L’imponente torrione del Cassero
(rocca medievale) domina il borgo e ci regala al tramonto uno skyline da poster!Anche qui ci ripromettiamo di tornare in primavera. Proseguiamo e in serata siamo a Cortona dove scopriamo con disappunto che non c’è l’area attrezzata e nemmeno un’area di sosta per camper ma solo uno scomodo (per i mezzi ingombranti come noi) parcheggio alberato accanto alle mura per giunta adibito a mercato settimanale.
Siamo fuori stagione e riusciamo a sistemarci tra le auto ma prevediamo una notte poco tranquilla per via del traffico notevole che passa sulla strada. Pazienza: una prima visita notturna ci ripaga ampiamente del disagio e per giunta le ripide stradine del centro antico ci procurano oltre al fiatone, un sano appetito!
La mattina sotto un bel sole ma con un’arietta gelida (il berretto di casentino viene opportunamente inaugurato!) scarpiniamo sulle pietre delle viuzze antiche e saliamo fino al santuario da cui si gode una magnifica vista sulla Valdichiana, scendendo ammiriamo splendidi scorci tra gli archi di pietra di questa antica città etrusca.
Ci sono più turisti che altrove e molti negozi antiquari anche perché da sempre Cortona è nota per i mobili d’antiquariato.
Il freddo si intensifica e una tua sollecita telefonata di avvertimento, socio, ci informa che al nord comincia a nevicare… mannaggia dobbiamo rientrare in serata!
Prendiamo la direzione Foiano e ci infiliamo sull’autostrada sotto un sole splendente col dubbio che tu mi abbia appena fatto uno scherzo invece la radio ci conferma tutto quanto!

Per fortuna non c’è nessuno in giro e arriviamo abbastanza presto a Firenze e decidiamo di proseguire per Bologna e non per La Spezia perché le notizie da quella parte sono pessime: già tutti in coda!
Qui c’è solo il maltempo che non tarda a palesarsi dapprima con pioggia battente e poi con i primi larghi fiocchi di neve! La sede stradale è però ancora sgombra e passiamo impavidi per Roncobilaccio in un’atmosfera davvero natalizia… mancano solo le renne di babbo natale e la coreografia è perfetta!
Per fortuna in pianura non nevica più e a Sasso Marconi ci fermiamo finalmente per la sosta pranzo anche perché solo ora lo stomaco e le mascelle hanno ripreso la loro normale funzionalità!

Come sempre i giorni erano davvero pochi ma, soprattutto d’inverno, la Toscana si rivela sempre la meta giusta anche perché ogni angolo di questa magnifica terra vale la pena di essere visto e rivisto e basta salire un po’ tra le colline per trovare ancora strade percorribili con calma, paesaggi godibili e borghi tranquilli da ammirare e in cui sostare piacevolmente… come si fa a non tornarci continuamente?

Versione in francese


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