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Un angolo di Grecia insolito
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| Testo e foto Maura 2006 |
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Sta finendo la nostra vacanza al mare
( solita isola di Lefkas, sempre più invasa dai turisti, ma per fortuna
il mare è ancora stupendo e l’isola anche) e i nostri due amici
devono imbarcarsi stasera a Igoumenitsa, noi invece fra
tre giorni… ormai, anche prenotando con un certo anticipo, la date
disponibili sono sempre più scarse! Siccome il nostro gommone se
ne va con loro, decidiamo di lasciare il campeggio anche noi e di passare
tre giorni a zonzo nei dintorni, in effetti, caro socio, veniamo qui da
una vita ma quando c’è di mezzo il mare lo sciagurato compagno
delle mie disgrazie non vuole saperne di perdere nemmeno un giorno di ammollo!!
Che scatole! In questo modo conosciamo poco questo paese che frequentiamo
così assiduamente e, dato il ritmo di omologazione ai cosiddetti
standard europei (vedi cementificazione selvaggia) che da qualche anno ha
preso il via, rischiamo di perderci quello che resta di bello e di unico
della nostra amata Grecia. I nostri ultimi vagabondaggi “on the road”
da queste parti risalgono ormai ad epoche prenapoleoniche… o giù
di lì e la memoria si è offuscata parecchio! Detto fatto, verso le 7 di sera finalmente ci mettiamo in viaggio e, per il momento, seguiamo un po’ trepidanti il camper dei nostri amici col gommone al seguito: non ti dico le sceneggiate per districarci, ogni volta che incontriamo altri veicoli, sulla stradina di accesso al campeggio ormai trafficata come la tangenziale di Milano nelle ore di punta! che incubo! Poi risaliamo tranquillamente verso Igoumenitsa ma nei
dintorni di Preveza perdiamo di vista i nostri amici:
nessun problema conoscono la strada a memoria anche loro! |
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Appena la furia
si placa partiamo lungo la litoranea invasa da colate di ghiaia e di fango
provenienti dagli sbancamenti ancora da consolidare e da rifinire delle
troppe e troppo recenti costruzioni …ne sappiamo qualcosa anche
noi nel Sud della nostra cara patria! …gli errori degli altri non
servono a niente! Con qualche patema d’animo ritroviamo la E55 e riprendiamo il viaggio verso nord, a Morfi deviamo per l’interno in direzione Paramithià su una bella strada in mezzo a ovili, rocce aride,terra rossa e vegetazione sorprendentemente verde: quando raramente piove è sempre così da queste parti, i colori diventano così intensi da sembrare finti e ritoccati maldestramente con photoshop!! |
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Intanto il tempo
migliora a sprazzi e compare qualche raggio di sole intervallato ad acquazzoni
violenti, tutto normale. Pochi paesi, poca gente sulla strada e un panorama selvaggio come piace a noi: la nostra Grecia esiste ancora! A Paramithià riusciamo a parcheggiare il nostro bestione nel parcheggio di un supermercato e, ombrello alla mano, entriamo nel paese lungo e stretto arrampicato sul costone roccioso. Nuove costruzioni ( come ovunque qui, anche a causa dei frequenti terremoti che hanno col tempo abbattuto le vecchie case di pietra e legno) si mescolano a quelle vecchie e l’aspetto è un po’ turistico, ma un turismo locale e infatti troneggia in mezzo al paese una grossa chiesa dedicata a San Donato. |
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Evidentemente
è un luogo di pellegrinaggio e di feste popolari e quindi abbondano
le botteghe tradizionali, ivi comprese le panetterie che vendono un pane
squisito col marchio del santo ( buonissimo peraltro) e oggetti contadini
che non si vedono più…una meraviglia! Peccato per la pioggia
ma l’atmosfera è quella giusta e non c’è un
turista ( escluso noi) a pagarlo! |
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| Ci rimettiamo in marcia e il tempo si rimette finalmente al bello, i colori della terra sono sempre più abbaglianti, mangiamo accanto ad un ovile sotto lo sguardo intelligente e curioso di alcune caprette. | |
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Nel pomeriggio
decidiamo di ritornare sui nostri passi e di vedere da vicino le foci
del fiume Acheronte (di scolastica memoria) che abbiamo
visto mille volte solo dall’alto della E55 verso Lefkas. Scendiamo
quindi nel vasto delta verso il paese di Ammoudia che
ormai è gonfiato a dismisura dalle abitazioni turistiche, ma ci
spostiamo in fondo alla grande spiaggia e risaliamo sulla stradina a mezza
costa sulla sponda destra del fiume. Da qui la vista sui meandri del delta è magnifica e per fortuna una vasta zona della palude è ancora intatta e non sfruttata dalle coltivazioni o dalle costruzioni, in teoria dovrebbe essere zona protetta. Non riusciamo a proseguire perché anche qui l’asfalto è ricoperto di pietrisco e non si vede dove la strada vada a parare per cui eseguiamo una delle nostre acrobatiche inversioni a “U” dato che la strada è larga come il passo del nostro camper…il pericolo è il nostro mestiere! |
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La foce vera e
propria è un lungo molo con molti camper ( italiani per lo più)
e molti pescatori. Ci sono dei battelli che fanno fare un giro turistico
lungo il fiume. |
Arriviamo dalla
parte sud del lago e vediamo, con grande sorpresa, pomposi e nuovissimi
cartelloni indicanti l’ingresso dell’autostrada per Igoumenitsa!!
Ma va? Non ne sapevamo niente…molto bene al ritorno faremo in un
lampo! Intanto costeggiamo il lago dal lato est, più selvaggio e meno abitato. Con i tradizionali paesini tra campi coltivati e pascoli incolti. A Longades la vista sul lago è molto bella ma noi ci ricordavamo un posto davvero fiabesco…però circa trenta anni fa! |
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Il sito è
comunque notevole soprattutto nella parte nord dove il lago ha ancora
un aspetto naturale con i canneti fin sulla strada, monasteri, animali
al pascolo che attraversano la strada e si fanno un bagnetto in mezzo
alla vegetazione palustre approfittando per farci anche uno spuntino:
sempre vegetali sono!! |
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E’ davvero
bello, speriamo che resti così mentre Ioannina è cresciuta
enormemente tanto che non la riconosciamo più e rinunciamo a visitarla
dato che trovare un parcheggio sarebbe un terno al lotto e non so quanto
dell’antico borgo turco con il suo famoso bazar e le moschee resti
ancora. La sua fisionomia adesso è quella di tante città
greche con orrende periferie costruite alla rinfusa. Amen. |
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Per rifarci imbocchiamo la tanto strombazzata autostrada (a Igoumenitsa
avevamo visto gli stessi cartelli roboanti e uno svincolo monumentale)…molto
bella, non c’è nessuno, subito un ponte e una galleria,
due belle corsie…roba mai vista da queste parti! …peccato
che dopo si e no 5 chilometri, finiamo senza tanti complimenti né
segnalazioni di sorta, su una mulattiera da capre che si inerpica in
mezzo alle montagne con una sfilza di curve a cavatappo da far venire
il mal di mare! Ci ricordiamo che il paese di Plataria, sul mare poco
più a sud, aveva un bel molo con qualche taverna e molto spazio
per il camper…ci arriviamo ma la faccenda è cambiata in
pochi anni e anche qui le nuove frettolose costruzioni si sono mangiate
il vecchio borgo, lungo la spiaggia c’è spazio ma ci sono
un po’ troppi locali che fanno casini fino a tardi…siamo
a ferragosto in fondo! Come suggerito da un’amica, andiamo ancora
più a sud lungo la vecchia litoranea fino a Sivota
che, a suo dire, è tanto carino. |
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E’ l’ultimo giorno, domani ci imbarchiamo, decidiamo quindi di andare a curiosare sul tratto di costa a nord di Igoumenitsa che vediamo solo dal traghetto e che sembra selvaggia e poco abitata, praticamente al confine con l’Albania. Lasciamo il nostro parcheggio sul lungomare di Plataria che adesso è tranquillissimo e ci infiliamo nel traffico caotico di Igoumenitsa che attraversiamo tutta. La segnaletica lascia parecchio a desiderare e quindi ci perdiamo nella periferia nord, l’unica indicazione che troviamo è per Ioannina e seguiamo quella! In pratica è la strada che verrà sostituita, chissà quando, dalla fantomatica autostrada di ieri…restiamo sul sicuro e accontentiamoci di questa anche perché, come al solito, bastano pochi chilometri verso l’interno e il paesaggio diventa sorprendente, vegetazione mediterranea fittissima, rocce ripide, montagne frastagliate e colori accecanti. |
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Dopo il paese
di Mavroudi, deviamo per Filiates cioè
a nord verso l’Albania. La strada dovrebbe arrivare fino al mare
nella baia di Sagiada. Facciamo una bella sosta pranzo su uno spiazzo in mezzo alle rocce con il mare in lontananza: non si vede assolutamente nulla di…umano, tranne qualche auto di passaggio e ci chiediamo dove cavolo vadano! Fnalmente scendiamo, con un numero imprecisato di tornanti degni del Tour de France, fino al mare a Sagiada: che sogno! |
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C’è
il faro, sotto al quale parcheggiamo, sede della capitaneria di porto,
il porticciolo appunto, il molo con qualche taverna e poche case. La baietta
è delimitata da una sponda rocciosa verso nord e dalla foce paludosa
di un piccolo fiume a sud. Un mare azzurro di statice fiorito, garzette
e gabbiani che “pascolano” indisturbati e due cagnoni un po’
randagi buoni come il pane che ogni tanto non trovano di meglio che farsi
un…bidet nelle acque della palude!! E chiamali fessi! |
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C’è
un caldo tropicale che ci suggerisce di farci una bella birretta sul porto
…suggerimento prontamente ascoltato! Che pace! Un silenzio rotto
solo dal motore della barca di un pescatore in arrivo e poco altro. Auto
niente! Ma dove sono finite quelle che vedevamo prima? Decidiamo di svelare il mistero delle auto (di grossa cilindrata, per lo più) che svaniscono nel nulla dato che, a nostro parere e da come risulta sulla mia cartina piuttosto aggiornata, la strada dovrebbe finire qui! |
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| Ritorniamo sui
nostri passi ed effettivamente sulla strada da cui siamo scesi c’è
un’indicazione vaga e malandata: “beach”, ci infiliamo
fiduciosi in una stradina dietro una casa e costeggiamo il mare, effettivamente
si arriva ad una spiaggia con un baracchino, ma deserta, e a d un’altra
località chiamata Skala poi, improvvisamente,
la stradina dissestata diventa una superstrada nuova di pacca con asfalto
vellutato che prosegue un po’ verso l’interno. O bella! E
dove porta? Ritorniamo verso Igoumenitsa passando il più possibile
in mezzo al bel delta del fiume Thiamis, da Spertos verso
Ramio…ma questa è una ricostruzione a posteriori, dato che
invece ci siamo bellamente persi in mezzo a un dedalo di stradine su cui
incontriamo ancora una bella tartaruga. Passiamo anche inaspettatamente
su una diga nei pressi di Ramio! Il posto è davvero
magico e completamente diverso da quelli visti oggi nel raggio di una
ventina di chilometri…non di più! La ricchezza e la varietà
di panorami e il fatto che che sono ancora incontaminati, ci ha piacevolmente
confermato che questo paese ha ancora una ricchezza di territorio notevole
e sicuramente l’anno prossimo programmeremo apposta un po’
di giorni ad hoc. Il timore che tutto cambi in fretta c’è,
ma di solito questi stravolgimenti ( a volte veri scempi) sono localizzati
sulle coste nei punti di maggior turismo e nei paesi che ingigantiscono
disordinatamente riempiendosi, come ovunque nel nostro amato mediterraneo,
di squallidissime case-vacanza. |
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L’avventura
è finita, facciamo due passi nel centro antico di Igoumenitsa
e approfittiamo per vedere la bella chiesa davanti al vecchio porto, poi
ci spostiamo di nuovo a Plataria per cenare tranquillamente davanti al
mare prima che le orde dei vacanzieri riempiano i locali fracassoni della
sera precedente e poi ci spostiamo a Igoumenitsa per qualche ora di sonno
nel parcheggio del porto insieme ad altri camper che, come noi, si imbarcano
domani all’alba delle 6 circa! Ma l’avventura avrà ancora un piccolo seguito col nostro arrivo 24 ore più tardi a Venezia che costeggiamo dal largo prima di entrare nel porto: un’alba indimenticabile! |
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