Provenza

Testo e foto Maura 2003

 

Si, lo so socio: i soliti 4 giorni striminziti nel ponte più assediato dell’anno, quello di novembre! E che ci posso fare se ci possiamo permettere solo le feste comandate? E per giunta abbiamo voglia di mare (sai la novità!) e di sole tiepido per poter affrontare i lunghi mesi invernali e nebbiosi del profondo nord.
Quindi alle 8 di sera, inseguiti dalle telefonate di lavoro del povero maritozzo, ci buttiamo sull’autostrada per Genova verso la Provenza, confidando nel fatto che a quest’ora le persone normali sono già partite e arrivate alla meta.
In effetti il trucco… si fa per dire! funziona perché il traffico c’è ma è scorrevole e si viaggia mica male. Ovviamente ceniamo ad un’ora impossibile e man mano che si va verso la Liguria aumentano i camper: la faccenda assume l’aspetto di un esodo biblico…comincio a d essere preoccupata!

Verso le 11 penso che sia meglio tentare di fermarsi e proviamo all’area di sosta di Albissola che è piuttosto piccola e fuori mano e… già piena come un uovo!
Di nuovo autostrada e di nuovo marea ininterrotta di camper…allucinante! Uscita a Diano, l’Oasi Camper è enorme, ci sarà di sicuro un posto per noi: disastro! Coda all’ingresso e dietrofront dei camper che ci precedono: è tutto pieno e ci sono camper che vagolano allo sbando ovunque!
Proviamo a percorre la statale Aurelia , è mezzanotte e dall’alto vediamo l’area per camper di Imperia, grande e comoda ma strapiena e tutto attorno barre e catene per impedire qualunque accesso!

Per completare l’opera, entrando in Porto San Maurizio non interpretiamo bene la deviazione da imboccare e soprattutto non vediamo ( perché nascosta da altri cartelli, come appureremo il mattino seguente) la limitazione a 2 metri di larghezza che ci impedirebbe il transito nel centro storico… dove invece finiamo dritti come fusi! Situazione da infarto: all’una di notte,senza poter fare retromarcia, passiamo in un vicolo curvo con il margine di un centimetro per lato! Non so come siamo riusciti, lui alla guida e io a terra a dare indicazioni mentre ero in preda ad un attacco di panico e di claustrofobia da manuale psichiatrico!
Con le gambe molli per lo scampato pericolo e distrutti dal sonno decidiamo di fermarci in un posto qualunque a riposarci per manifesta impossibilità a proseguire!
Ritorniamo verso Imperia e infiliamo la prima deviazione verso il mare che ci pare transitabile per la nostra stazza dicendoci che anche il parcheggio di un condominio ci va più che bene e… miracolo!
Un bello spiazzo vuoto davanti a dei campi da tennis, pianeggiante, illuminato e pure silenzioso dato che si trova sotto il livello dell’Aurelia. Ci sembra impossibile ma trascorreremo quel che resta della notte in perfetta solitudine e tranquillità assoluta! Come sempre, basta deviare di pochi metri e i camper scompaiono… doveva venirci in mente prima!

Verso le 8 del mattino arrivano le prime auto dei tennisti locali e ci accorgiamo che non si tratta di baldi giovani palestrati e fanatici ma di signori (e signore) piuttosto avanti con gli anni ma in forma perfetta e arzilli come non mai! Sarà il clima di queste parti, di sicuro!
Nel giro di un’ora togliamo il disturbo e memorizziamo il posto per evenienze future, non si sa mai!
Giuro che non ho mai visto un’invasione simile nella mia bella terra ligure: che succederà al ritorno? Per fortuna il saggio maritozzo ha preso un giorno in più e torneremo lunedì.

Ancora un po’ di autostrada e ancora camper in ogni direzione: non ridere socio! Scommetti che anche questa volta ce la caviamo e passeremo il resto della vacanza lontano dai nostri… simili?
Sempre in autostrada superiamo le zone critiche di Nizza, Cannes, Fréjus e subito dopo a Le Muy usciamo. Percorriamo un breve tratto della N7 e deviamo un po’ a caso su una piccola dipartimentale la D10 per Taradeau e Lorgues… finalmente ritroviamo la nostra dimensione: strada deserta, bel panorama, paesini di origine medievale ben curati, tipici dell’alta Provenza, sole e tranquillità! Come al solito la deviazione improvvisa è la soluzione del problema, e già che ci siamo non resistiamo all’impulso di seguire un cartello molto strano in questa parte d’Europa: “”Monastero Ortodosso”!

L’ordine è perentorio e il maritozzo esegue meccanicamente… ma la stradina è da capre, anche se immersa in un bel bosco di pini marittimi, un profumo!
“ma sei sicura? cosa cavolo hai letto?”
l’uomo diffida ma intanto procede in salita pregando di non incontrare nessuno, e finalmente sbuchiamo in uno spiazzo di macchia mediterranea e ci fermiamo in quello che sembra un parcheggio, accanto ad un carro agricolo.
Non so dove sia il fantomatico monastero perché è tutto nascosto dalla splendida vegetazione, ma il posto è bellissimo e ci concediamo una sosta pranzo che ci ripaga ampiamente dell’inizio tragico di questa piccola vacanza.
Rilassati e rifocillati partiamo alla scoperta del territorio circostante: un sentiero lastricato in pietra dal sapore un po’ zen porta ad uno strano chalet in legno che sembrerebbe la sede di un piccolo parco naturale e, proseguendo, arriviamo ad un laghetto magnifico con anatre e aironi al di là del quale si intravede il muro di cinta di una costruzione inequivocabilmente identificabile come monastero ortodosso!
Il sito è stupendo e assolutamente inaspettato. Entriamo nel cortile e per qualche secondo crediamo di essere nella nostra amata Grecia: il pope con la barba e i capelli lunghi sta entrando in chiesa, una signora vestita di nero sistema delle lampade a olio, icone, scritte in alfabeto greco… no, caro socio!

Non è l’effetto dell’alcool… è tutto vero! Ma l’ineffabile signora ci si avvicina rapidamente e, in francese, ci avverte che si sta svolgendo la funzione e che dobbiamo ripassare quando sarà finita. Peccato! Proseguiamo la passeggiata attorno al laghetto in una pace surreale non potendo fare a meno di pensare al macello che ci sarà in questo momento sulla costa!
Per la cronaca, si tratta del monastero di St. Michel du Var.
Ritorniamo sulla D10 che diventa D560 e passiamo per Salernes dove vedo molte piccole aziende di “poteries” cioè piastrelle e manufatti di ceramica decorata particolarmente belli, ma è festa e ed è tutto chiuso, mi rassegno a fatica anche perché leggo sulla mia vecchia guida Michelin che la cittadina è famosa proprio per questo… mannaggia!

Ma poco oltre ci imbattiamo in un altro interessante cartello che indica la presenza di una cascata: si tratta del graziosissimo paesino Sillan-la-Cascade dove parcheggiamo proprio all’inizio del sentiero che porta alla cascata.

Ci informiamo sulla durata del percorso, anche perché è piuttosto tardi e il sole sta tramontando, e ci assicurano che si tratta di mezz’ora al massimo. La passeggiata è molto gradevole e spettacolare e la cascata non è da meno: un magnifico modo di concludere la serata!
La strada (D32) prosegue ancora per Barjols tra bei paesini e rovine di castelli, poi prendiamo la D560 verso St Maximin ancora una bella strada panoramica ma ormai non c’è più luce e decidiamo di spostarci velocemente con l’autostrada verso la Camargue.

Passiamo Aix, Salon, Arles e qui sulla D17 verso Fontvieille: un altro dei nostri “porti di terra” da tempo immemorabile.
E’ ormai notte fonda ma ci dirigiamo sicuri verso il comodo parcheggio del “moulin Daudet” che ci ha accolti tante volte ma… sorpresa!
Ci sono dei massi proprio all’ingresso e dello sterrato un po’ equivoco e siccome non c’è assolutamente illuminazione non ci fidiamo ad entrare anche perché abbiamo il sospetto che lo abbiano chiuso dato che di giorno è un parcheggio a pagamento per la visita del mulino.
Un po’ scornati ma non troppo perché ormai in Francia è peggio che in Italia e la lotta ai camper si sta facendo sempre più feroce soprattutto nelle zone più famose e i “nostri” posti sicuri ce li hanno smantellati uno dietro l’altro! Fortunatamente la Francia è grande e con un po’ di iniziativa le alternative si trovano sempre ma non è più come qualche anno fa e il numero dei camper (anche stranieri) è aumentato talmente che sta sorgendo un vero e proprio problema al riguardo. E questo è un peccato perché il mito della Francia libera ed accogliente per i turisti plein air si sta un po’ appannando… ma niente paura socio: noi ce la caviamo sempre e anzi, questo è uno stimolo per trovare sempre nuovi itinerari!

Ritorniamo dunque nel paese dove naturalmente gli spiazzi consentiti sono stracolmi e ci affianchiamo ad altri camper proprio davanti alla pista delle bocce. Va benone lo stesso: finalmente ceniamo e ci mettiamo a dormire.
In mattinata ci concediamo una bella passeggiata al famoso mulino e constatiamo che il parcheggio è ancora aperto, hanno solo terminato dei lavori alla guardiola e aggiunto dei servizi non ancora funzionanti ma l’accesso, almeno fuori stagione, sembra ancora libero… ovviamente sarebbe meglio arrivarci con un po’ di luce!
Invece il camper service a gettone della piazza è fuori uso e per l’acqua dovremo usare le solite taniche riempite ad una fontanella della piazza, per lo scarico useremo i wc pubblici ancora funzionanti.
Constatiamo che, a parte noi, non ci sono altri italiani parcheggiati qui: ma dove sono finiti?

La giornata è magnifica e decidiamo di mettere il naso sul mare a tutti i costi quindi ritorno ad Arles e poi la D35 che costeggia il Rodano verso Salin de Giraud: da qui fino alla spiaggia di Piémanson.
Stranamente lungo tutto il tragitto incontriamo poca gente, e anche sul parcheggio della immensa spiaggia non ci sono molti camper, naturalmente alcuni sono parcheggiati direttamente sulla sabbia ma mi domando ancora una volta dove sono finiti tutti quei camper che intasavano la Liguria e la Costa Azzurra! Tutti a Saintes-Maries-de-la-Mer in un condominio di lamiera con 30 cm di distanza tra un camper e l’altro? Mah!
Ovviamente lungo il tragitto non mi sono persa l’occasione di fare un po’ di bird watching sugli stagni, cosa che mi riconcilia sempre con la vita, come sai caro socio.
Gli ormai onnipresenti fenicotteri rosa punteggiano il “marais”

insieme ad altre specie che ormai sono residenti da parecchio tempo.
Che differenza con una ventina di anni fa quando l’avvistamento era davvero una rarità!
L’ottimo lavoro di reintroduzione ha funzionato e l’intenso sfruttamento turistico con costruzione forsennata di case e alberghi non ha disturbato la riproduzione di questi magnifici uccelli che evidentemente badano al sodo e del panorama se ne fregano.

Questa spiaggia e la sua gemella, al di là del Rodano, la plage Napoléon sono davvero stupende e selvagge e non ci si accorge che alle spalle, a Port-de-Fos c’è una delle zone industriali più grosse di Francia!

Ci godiamo il magnifico sole mentre un gruppo di signori è impegnato nella “pétanque” intramontabile gioco di bocce che i francesi praticano in qualunque spiazzo sterrato gli capiti a tiro e inesorabilmente uno di loro attacca bottone con noi e tra le altre cose ci dice che a Carro sul cap Couronne c’è una bella area per camper per cui più tardi ci mettiamo in cammino verso quella direzione.

A Salin de Giraud attraversiamo il Rodano col solito traghettino poi Port-St-Louis, la N268, raffinerie ovunque, Fos-sur-mer col suo bel borgo antico… annegato in una zona industriale sterminata, Martigues molto turistica nonostante i dintorni poco salutari infine sulla D5 verso il mare arriviamo a Carro.
L’area per camper c’è davvero ed è proprio sul mare con le piazzole ben delimitate da robusti tronchi di legno, c’è lo scarico ma non riusciamo trovare l’acqua.
Ci sono molti camper ed è normale perché il posto è molto panoramico, affacciato sulla baia e sui calanchi rossi del Cap Couronne.
La zona è molto turistica e sfruttata, del resto i marsigliesi ci mettono 20 minuti ad arrivare qui!

La passeggiata lungo la baia è molto gradevole, almeno in questa stagione.
Il porticciolo ha un suo fascino ma nel paese ci sono pochissimi negozi alimentari e di altro genere e ci domandiamo come fanno i turisti in piena stagione!
Un po’ di pioggia in nottata ma la mattina il sole splende ancora e risaliamo con la D5 verso Istres da dove si può vedere l’enorme bacino dello stagno di Berre, un tempo altrettanto bello che quelli della Camargue ma poi invaso dall’industria petrolifera,
lo costeggiamo con la piccola D16 da cui si scorgono bei panorami e il borgo di St. Chamas (tutta la zona è ricca anche di siti archeologici perché abitata fin dall’antichità a causa della buona posizione e del clima), dobbiamo fare qualche giro strano a causa di alcune limitazioni di altezza non ben segnalate ma poi raggiungiamo per la D569 Eyguières dall’aspetto tipicamente provenzale.
Le zone attraversate sono, nonostante tutto, molto belle dal punto di vista del paesaggio e della natura anche se molto densamente abitate e costruite: case ovunque anche se ben curate e inserite nell’ambiente. Cerco di evitare le superstrade e mi infilo sulla D17.
Passiamo per il grazioso borgo di Lamanon poi sulla D561 verso la Durance lungo il canal de Marseille.
Qui si ritrova l’ambiente provenzale nei bei paesi di Charleval e La-Roque dove ci perdiamo un po’ alla ricerca di
un posticino tranquillo per il pranzo che troveremo invece girando attorno al piccolo e suggestivo bacino di St. Christophe.
Nel pomeriggio attraversiamo la Durance e prendiamo la D973, siamo nel Lubéron e il paesaggio è magnifico, Villelaure, Pertuis, Mirebeau, paesi isolati e molto belli.
Scendiamo di nuovo sotto al fiume verso Peyrolles, da qui sulla piccola D561 dove ci colpisce il bel borgo di Jouques nel quale notiamo anche un ampio parcheggio adatto alla sosta.
A Rians riusciamo a parcheggiare nel vecchio borgo in pietra di fronte al bel profilo della chiesa che domina il paese dall’alto.
Lo so socio che è un giro tortuoso, ma da queste parti siamo stati milioni di volte e devo trovare delle alternative…

per fortuna ci riesco sempre! A Saint-Maximin-la-sainte-Baume tira un vento micidiale (il solito mistral… il vento, non il mio cane! che ha questo nome non a caso!) e non troviamo un parcheggio adatto per cui ci mettiamo alla ricerca del campeggio che per fortuna è aperto ma che ha richiesto una lunga spiegazione, con tanto di disegnino, da parte di un sussiegoso benzinaio!

Il vento impietoso soffierà rumorosamente tutta la notte e la mattina la temperatura è scesa parecchio, meno male che tanto dobbiamo rientrare! Non abbiamo particolarmente angoscia perché è un giorno feriale e infatti avremo anche modo di goderci una bella sosta nell’area attrezzata di San Remo, davanti al mare e con una temperatura primaverile.

Non c’è in giro nessuno e, tranne la prima sera, e proprio da queste parti, anche gli altri giorni non abbiamo incontrato quasi nessuno e mi richiedo: “ma dove sono finiti tutti quei camper?”
Eppure noi ci siamo ficcati in una delle zone più gettonate in ogni stagione! Possibile che basti deviare di poco, fare qualche “giro vizioso”, per ritrovarsi da soli, e soprattutto per trovare cose nuove e nuove emozioni?
Ebbene si, caro socio, per essere maligni secondo me sono gli optional esagerati e l’eccesso di orpelli che coprono la visuale a tanti camperisti che così finiscono per non vedere oltre il proprio naso e si ammassano tutti negli stessi posti a litigarsi mezzo metro di asfalto!
E per essere ancora più maligni… a me va bene così, che ne dici tu?

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