Primavera francese
Testo e foto di Gianni &Rosanna
prima parte

La Pasqua si avvicina, molti sono già partiti e memori di esperienze fatte nel passato, partiamo quando il grande esodo è già avvenuto. Sulle strade non c'è quasi nessuno e il tragitto Bergamo-Torino-Monginevro non ha storia se non le nostre due classiche e abituali soste.
Non siamo amanti del coast-to-coast in un sol colpo, anzi…. se non fosse per i giorni contati ci perderemmo per strada.
Saliamo al Monginevro con il panorama delle montagne ancora ben innevate. Ci fermiamo al passo quel tanto per ammirare il panorama e l'affollamento claustrofobico dell'area di sosta camper… meglio continuare.
Un attimo di sosta a Briançon, gia vista e rivista e poi via per il Col du Lautaret. Al passo lo spettacolo è magnifico, la nostra solita area di sosta è occupata da una montagna di neve e il Col du Galibier, mitico passo del Tour, è ancora chiuso e la neve lo ricopre rendendo uniforme il paesaggio.
Breve sosta e via per la bellissima vallata che ci porta a Bourg d'Oisans da dove parte la strada per l'Alp d'Huez, altra tappa storica del Tour de France. Ma lo sai cara socia che per vedere una tappa occorre venire qui almeno due giorni prima? Quest'anno, sempre che non si tratti della solita leggenda metropolitana, pare che per vedere la tappa del Tourmalet occorra prepararsi sul posto, col camper, almeno cinque giorni prima!!!! Pazzesco!!!.
Proseguiamo, è ora di trovare un posto, ma come tu sai, cara socia, la potente organizzazione ha già previsto dove fermarsi. Per prima cosa facciamo gasolio, visto che l'indicatore del mio ducato fa le bizze da quando è uscito nuovo dalla fabbrica e non ho nessuna intenzione di spingerlo, come già avvenuto due volte… lasciamo perdere e cogliamo l'occasione poi rifornimento viveri.
Sosta a Vizille e quindi ritornando indietro di pochi chilometri, pernottiamo a St Pierre nella solita tranquilla piazzetta. Non gira anima viva… non è che ci sia l'allarme atomico e noi due i soli fessi non abbiamo capito bene eventuali allarmi??
No, niente paura è solo la sera del sabato santo e la gente del paese se ne sta a casa.
Nottata solita, dormita da ghiri e pronti per la partenza.
Oddio c'è anche Mustafà, lo stupido gatto come lo chiami tu!!!Domenica di Pasqua. Attraversiamo una Grenoble assonnata, poco traffico in giro e ciò ci permette la prima variazione al programma. Per prima cosa usciamo dalla tangenziale/autostrada di Grenoble a Voreppe
e superando abilmente, si fa per dire, il nodo di Moirans passiamo sulla sponda destra dell'Isere… cosa non facile perché la nazionale passa sulla sponda sinistra e tutte le strade conducono a questa… comunque per farla breve dopo un paio di deviazioni e inversioni di marcia siamo sulla retta via… come dici tu!!! Non pensavamo di trovare un così delizioso paesaggio, tutto fiorito, i prati verdissimi, un caldo sole, una strada tranquilla, i deliziosi paesini di Vourey e Tullins. E' un susseguirsi di estese piantagioni di noci e finalmente capiamo la ragione.
Arriviamo a Vinay che pomposamente recita sotto il cartello stradale "la capitale delle noci di Grenoble"… ed è vero. Nella deliziosa piazza del paese ornato a festa, parcheggiamo un attimo per verificare la veridicità di tale affermazione.
E infatti tutto sa di noci e ci manca poco che da un androne delle vecchie case non esca un cocchio a forma di… noce. Obbligo l'acquisto, per festeggiare la pasqua, di una deliziosa quanto fantastica e gustosissima torta di noci!! Che fai socia, ti stati leccando i baffi??? Vergogna alla tua età!!!
Proseguiamo sempre immersi nelle noci…ops!! Pardon nelle piantagioni di noci, aggiriamo Romans sur Isere e per la pausa pranzo siamo a Tournon sur Rhone. Insomma sempre a cavallo di un fiume…Questa città possiede tre tesori: il primo il castello, balcone naturale sulla vallata e sul fiume, il seconda la collegiale di St Julien del XIV sec. e il terzo il liceo Gabriel Faure creata dal Cardinale di Tournon nel 1526, il più antico di Francia.
Il tempo che fino a poco prima era stupendo si è messo al brutto tanto che ci arriva addosso un potente acquazzone facendoci rientrare prima del previsto. La nostra passeggiata sul bel lungofiume è svanita, come la torta… tu sai che io ho a bordo una divoratrice di torte….. tu no socia?? Lascia perdere che davanti a tutti pizzichi come un uccellino, ma in gran segreto ti fai delle scorpacciate disgustose di dolci e cioccolata… di che non è vero?? Comunque la torta era très bonne!!!
Da Tournon saliamo, è il caso di dirlo, lungo le Gorges dell'Ardeche in un susseguirsi di panorami e strapiombi mozzafiato e strada da batticuore fino a St Barthelemy le Plain. Obbligo alcune soste per ammirare questa splendida zona, . .molto verde e ricca di frutteti specie albicocche e pesche…
E poco sopra il barrage de Clauzel che forma un bel laghetto
E via di nuovo in un susseguirsi di curve fino a Lamastre, un simpatico borgo sperso tra queste basse montagne.
Nella grande piazza troviamo l'unico posto disponibile per poter dare un'occhiata in giro e la cosa che ci colpisce è un bel treno d'epoca con una sbuffante vaporiera che sta per partire in un giro turistico nelle Gorges du Doux, un percorso pittoresco di 33 km. da fare assolutamente in un prossimo passaggio da queste parti…
Cominciamo di nuovo a salire, stiamo entrando nell'Auvergne, terra di estesi boschi e villaggi sempre più carini. Finalmente dopo una bella arrampicata arriviamo a St Agreve, località molta nota ma una nuvola bassa e alquanto impertinente ci fa immergere in una tremenda foschia e l'unica cosa che riusciamo a intravedere è una camionetta della gendarmerie ferma ad un incrocio con lampeggianti accesi per indicare una curva pericolosissima… il resto? Visibilità 10 mt!!!!!!!
Oggi è il giorno della gendarmerie, ne abbiamo già incrociate tre e alla quarta stavamo facendo la festa, è il caso di dirlo visto che è Pasqua… A raccontarla mi vengono i brividi… eravamo appena usciti da St. Agreve, la nebbia si stava diradando e un'auto dietro di noi, piuttosto impaziente, ci sorpassa all'inizio di una breve discesa, senonchè mentre ci stava superando da un incrocio poco più avanti sulla sinistra usciva una camionetta della gendarmerie… l'auto e la camionetta si sono sfiorate e io col camper ho dovuto effettuare un bloccaggio al limite per evitare l'impatto con la camionetta che nel frattempo si era spostata oltre la riga spartitraffico…. Oddio ce la siamo vista brutta, l'automobilista è svanito nel nulla… Ci siamo guardati in faccia ed evidentemente dovevo averla brutta visto che i due gendarmi se ne sono andati nell'opposta direzione senza proferire parola!!!
E' un alternarsi di schiarite e annuvolamenti, su questo tratto nel 1998 ci siamo trovati in mezzo ad una bufera di neve e non ti dico cosa abbiamo fatto per concludere quella tappa.
A Brives Charensac, un sobborgo di Puy en Velay, vicino al fiume poniamo le quattro ruote per il riposo serale. Abbiamo il tempo per passeggiare lungo questo fiume che scopriamo essere niente pò pò di meno che la Loira, il famoso fiume dei Castelli, che nasce poco lontano da qui…
E chi lo sospettava??. Vicino al parcheggio dove ci siamo sistemati si sta svolgendo una festa per anziani e bambini, ma niente di eclatante, qualche musichetta di fisarmonica, peraltro molto carina e niente più.
Nottata nella calma più assoluta, temevamo per le campane della vicina chiesa e invece… Risveglio immersi in una coltre di nebbia che via via si sta diradando lasciando posto ad una mattinata limpidissima… ideale per la visita a Le Puy en Velay, poco distante.
Sosta in un piccolo parcheggio sterrato proprio sotto l'Aiguille e via alla scalata dei 250 scalini che portano alla cima di questo strano cono di pietra e che sorgono numerosi in questa zona. Mio estremo disappunto quando sulla vetta mi accorgo di non aver scaricato le foto della camera digitale e la memoria è ko…… non ti dico le orazioni recitate in quel mentre… va bene ridiscesa e con la fotocamera in ordine si va alla conquista del borgo, senza risalire i gradini, ma riservandocene altri 130 e passa dal fondo della piazza che salendo per la rue des Tables porta alla cattedrale, dichiarata dall'Unesco nel 1998 patrimonio mondiale.
Da qui passava uno dei percorsi del Camino de Santiago ed è legato proprio a questo lo sviluppo della località e delle influenze che hanno avuto sullo stile e sulla costruzione della cattedrale. All'interno, salta subito agli occhi la statua della "Vierge Noire" che ha sostituito l'originale statua, distrutta dai rivoluzionari francesi, donata da Re Luigi IX (St Luigi) di ritorno dalla VII crociata.
L'interno presenta dei pregevoli affreschi. Non si può tralasciare lo stupendo chiostro (ingresso a pagamento), classificato monumento storico.
Nel depliant, che ci viene consegnato, le arcate del chiostro vengono paragonate alle arcate della Mezquita di Cordova ed ad un sommario esame si ha proprio questa impressione.
Veramente meritevole di una visita.
Fuori si staglia in lontananza l'Aiguille de la Vierge alta 16 metri, che si può vistare.
C'è parecchia gente ma non abbiamo capito bene se lunedì di pasqua è festa in Francia o no…. Va be!!, noi siamo in festa ed esportiamo tale tradizione… se i francesi non si adeguano peggio per loro.
Nel primo pomeriggio togliamo le ancore direzione ovest per Chaspuzac. Sulla strada, appena oltre Puy ecco su un alto sperono il possente Castello di Polignac una vera opera militare di difesa a guardia del territorio.
Stiamo attraversando una delle regioni più verdi della Francia. Arriviamo a Langeac, qui tutti i paesi finiscono in ac…o in at … curioso!!!
E di nuovo in strada con brevi soste nelle cittadine di St. Flour, di Murat e finalmente ad Argentat un bellissimo borgo sulle rive della Dordogne… Siamo entrati nel Limousin e solo il nome rievoca antiche leggende e bucolici paesaggi.

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