Il ponte di Millau... e altre cose!

Testo e foto Maura 2006

 

Quando si ha una figlia quasi architetto che non rinuncia alla classica uscita di pasqua in camper, caro socio, bisogna adattarsi anche alle sue richieste…professionali, che nel caso specifico riguardavano il famoso ponte di Millau… in Francia ovviamente!
Il tempo e le previsioni sono sconfortanti e quindi ogni direzione è buona (si fa per dire!) e allora perché no la “solita” Francia? Almeno ha il vantaggio di non riservare incognite…e lo credo bene dopo quasi 35 anni di vagabondaggi da quelle parti!
Solita partenza… lenta verso le 17 del giovedì, come è tradizione, e solite abbondanti uova di cioccolato nella cassapanca del camper, mai venire meno alle tradizioni e ai rituali: potrebbe rivelarsi fatale!
Traffico intenso dopo Tortona verso la Riviera di Ponente e qualche coda qua e là, ma tutto nella norma. Con calma approdiamo verso le 10 di sera nel consueto “porto” di Le Muy, sulla piazzetta dietro le poste, dove siamo soli e tranquillissimi…almeno fino alle 7 del mattino quando i motorini e i camioncini gialli dei postini francesi partono in massa dal parcheggio dietro il recinto! Una mezz’ora di trambusto e poi ci possiamo concedere ancora un po’ di sonno, peccato che nel frattempo si mette a piovere!

In mattinata, dopo la consuetissima spesona ad un supermarché, direzione Arles. Il sole comincia a fare capolino e allora parte all’unisono la richiesta: “spiaggia di Piémanson”! dove ci godiamo un bel sole e io mi cimento con la mia sempre più consueta attrezzatura da birdwatcher e foto annesse.



Non prima aver ammirato le consuete saline lungo la strada.
Ci sono alcuni “pollastroni” come li chiamiamo noi, cioè i fenicotteri rosa e altri rappresentanti del popolo alato che tanto mi piace osservare…ci vuole così poco farmi felice a volte!! Vero socio?

Sfruttiamo fino all’ultimo questo sole inaspettato ma poi riprendiamo il cammino in autostrada verso Montpellier…ma ancor prima di Nimes incappiamo in una coda micidiale e inspiegabile…ma anche qui inizia la settimana di Pasqua e il traffico impazzisce come dappertutto.
Cerchiamo di rimediare uscendo a Garnons per la D135 itinerario bis ma a Lunel altro “bouchon” micidiale! Riprendiamo ancora l’autostrada e , pur nel traffico intenso, dopo Montpellier raggiungiamo l’uscita 31 e seguiamo le indicazioni per la N109- E11 e Millau.
Qui ci consoliamo non poco dello stato pietoso e della disorganizzazione delle strade nostrane perché nonostante cartelloni magniloquenti e grande segnaletica verso la mitica bretella di Millau destinata a risolvere i problemi di traffico di mezza Francia…parecchi e crucialissimi tratti della suddetta sono ancora di là da venire e soprattutto quelli che attraversano minuscoli paesini col risultato che l’imbottigliamento è apocalittico!
Stanchi e un po’ esasperati, usciamo a Gignac in direzione Aniane sulla D32 dove ci risulta esserci un’area di sosta per camper. Ovviamente non riusciamo a trovarla subito, nel frattempo pioviggina e fa buio, e ci sistemiamo sulla piazza del paese accanto ai giochi dei bimbi e davanti alla Salle Polivalente consigliati da alcuni signori del posto che ci assicurano di vederci spesso dei camper e ci indicano anche dove prendere l’acqua: ottimo!
E’ molto tranquillo e in serata arriva anche un altro camper. Naturalmente la mattina dopo scopriamo che l’area è un po’ più in fondo, si deve passare in mezzo a delle villette ed è anche carina e con parecchi camper…un po’ disagevole per via del terreno erboso e sotto il livello della strada, per cui, dato il clima piovoso, pensiamo che la nostra sistemazione era la migliore.
E’ un posticino carino e naturalmente ci ripromettiamo di passarci un’altra volta con un clima più gradevole.

La pioggerella novembrina è piuttosto deprimente ma riprendiamo la direzione di Millau non senza incappare in altre code e codazze…tanto per contribuire a tirare su il morale! D’altra parte sono pochissime la Pasque asciutte e calde che ci ricordiamo in tanti anni di viaggi!
Ma l’importante è di essere di nuovo “on the road again”…!!
Ripassiamo per Gignac e a St. André-de-Sangonis ricomincia finalmente l’autostrada…ma naturalmente non smette di piovere e compare pure la nebbia! Ottimo per ammirare il famoso ponte…sul quale finiamo quasi all’improvviso senza neanche accorgercene! E per fortuna la nebbia si dirada per tempo.
I piloni e i sostegni sono da fantascienza ma ci tocca ammirarli un po’ di corsa perché è vietatissimo fermarsi e non ci sono nemmeno spazi appositi…col sole sarebbe favoloso! Non ci rendiamo nemmeno conto dell’altezza alla quale siamo rispetto al fiume Tarn che serpeggia sotto di noi.
Lo capiremo meglio più tardi sotto al mitico ponte.
Alla fine ovviamente si paga…e salato! 17.90 € ( classe 3) sola andata!! …tenuto conto che le auto pagano al massimo 6.40 € …mi pare quantomeno discriminatorio!

Adesso però usciamo subito per scendere a Millau e vedere il ponte dal di sotto.
La giornata è davvero brutta, niente sole, pioggia a sprazzi e soprattutto luce scarsa: le foto saranno per forza di cose deludenti!
Ci toccherà davvero ritornare in tempi migliori anche se comunque riusciamo ad ammirare la magnifica opera in lungo e in largo: è davvero splendida, leggera, aerea e non pesa assolutamente sul paesaggio, ci si adatta perfettamente!

Sembra disegnato sul cielo con un sottile pastello bianco…è davvero incredibile questo ponte disegnato da Sir Norman Foster glorioso architetto inglese, giustamente insignito di titolo nobiliare da Sua Maestà Britannica .
L’architetto domestico invece sbava e si agita come una tarantolata e si precipita fuori dal camper appena accenniamo a fermarci nei posti più improbabili! Brandendo la sua macchina fotografica come un’arma, spara raffiche di foto e commenti entusiasti incurante della pioggia e del gelo! …per caso aspira anche lei al titolo di baronetto?? Mah!
Devo dire che visto da sotto questo splendido ponte colpisce ancora di più per la leggerezza dei suoi giganteschi piloni perfettamente proporzionati e slanciati ed è proprio alla base del più alto dei suoi 7 pilastri che è stato allestito un punto informativo con spazi per filmati, pannelli descrittivi e altri supporti nonché un grande parcheggio nel quale troviamo posto anche per la nostra sosta pranzo…proprio sotto l’arcata che attraversa il Tarn.
Viviana si farà venire il torcicollo a furia di stare a testa in su!

Questi sono i siti più interessanti per avere informazioni tecniche e non.

http://www.aurelle-verlac.com/millau/viadmil.htm

http://www.viaducdemillaueiffage.com/

http://www.architettiroma.it/archivio.aspx?id=6683

http://it.wikipedia.org/wiki/Viadotto_di_Millau

Lasciamo infine il ponte alle nostre spalle proseguendo sulla D992, poi D999 in direzione Albi e siamo d’accordo nel dire che è più bello il passaggio sotto al ponte che sopra. Ritorneremo col sole e..con l’autostrada completata!

Anche la strada che percorriamo è molto bella, segue il Tarn e ci sono paesi deliziosi, St. Affrique, Alban e poi Albi che superiamo con la circonvallazione in direzione Toulouse sulla N88.
Poi l’autostrada A68 sulla quale, pochi chilometri dopo il bivio per Montauban troviamo un’area autostradale con comodissimo camper-service gratuito, come tutti sulle autostrade francesi, di cui usufruiamo abbondantemente e rapidamente.

Ormai è buio pesto e diluvia ma vorrei sperimentare una sosta presso un’azienda agricola aderente all’associazione “France Passion” alla quale mi sono appena iscritta. Infatti usciamo a Castelsarrasin per raggiungere sulla D45 Labastide du Temple e cercare la nostra fattoria …ma praticamente procediamo dividendo le acque come Mosé sul mar Rosso e in queste condizioni, anche con qualche informazione racimolata in un negozietto, non riusciamo a trovare assolutamente niente! Che rabbia!
Ritorniamo sui nostri passi perché ci ricordiamo di avere attraversato un canale (è il canale laterale della Garonna) e di solito lungo le banchine si può sostare tranquillamente… e infatti, con l’aiuto di tre ragazzi del posto scoviamo un tranquillo angolino davanti al canale, già colonizzato da tre o quattro camper. C’è anche l’acqua e lo scarico perché è un’area di sosta vera e propria! Perfetto!
Notte tranquillissima e ristoratrice.

E’ finalmente Pasqua e il sole splende! Che bello! Approfittiamo dell’attacco gratuito della corrente per caricare le batterie e usare il phon dopo la doccia: una goduria! Intanto ci godiamo la vista sul canale, sul traffico di battelli e, come sempre, invidiamo gli abitanti di quelli ormeggiati davanti a noi osservando le loro tranquille abitudini di bordo… è uno dei nostri tanti sogni quello di diventare possessore di una di queste robuste e comode barche che passano da un canale all’altro e poi in mare aperto…che meraviglia!

E adesso che si fa? Non abbiamo ancora visto una goccia di mare, inoltre forse sull’Atlantico c’è qualche possibilità di tempo decente secondo un quotidiano locale, quindi di nuovo autostrada, direzione Bordeaux.
Notiamo che su questo tratto di autostrada ci sono parecchie aree con il camper service e in generale sono tutti molto funzionali.
Ricomincia la pioggia ma noi vogliamo a tutti i costi fare il nostro pranzo di Pasqua davanti al mare… e infatti arriviamo verso le 14.30, affamatitissimi, a Pyla, vicino alla famosa duna… che è tutta una costruzione e dove risulta impossibile un semplice parcheggio anche se piove a dirotto e siamo chiaramente fuori stagione! Sbarre, divieti, case, strade private ovunque… finalmente verso Biscarrosse troviamo un acceso alle spiagge senza la fatidica sbarra e siamo finalmente in riva al mare! Il tempo è infame: vento, pioggia e oceano infuriato!Ma il nostro rito pasquale procede imperturbabile dentro al camper ondeggiante per le raffiche di vento! Dopo l’abbuffata, abbiamo pure il coraggio di uscire, bardati come sherpa hymalaiani, a smaltire gli eccessi di calorie sulla bellissima spiaggia e nella pineta .
La falesia è magnifica, ma anche qui incendi e malattie stanno facendo danni notevoli ai pini piantati nel secolo scorso per fermare l’eccesso di insabbiamento della costa.

La truppa, avendo finalmente ripristinato un accettabile tasso alcolico e calorico, si chiede solo ora che ci facciamo da queste parti ma io ho un mio piano: li ho trascinati fino qui perché non siamo molto distanti dal parco ornitologico del Teich che vedo citato continuamente in uno dei forum di birdwachter cui sono iscritta e che mette online delle foto di uccelli in libertà da sballo! Muoio di invidia e adesso che possiedo un magnifico cannocchiale non posso fare a meno di andare anche io a cimentarmi! Siccome ormai l’architetto è soddisfatto, adesso tocca a me! Il maritozzo? Lui non ha desideri particolari, gli basta essere in vacanza che per lui è già un lusso… quindi zitto e guida!

Risaliamo lungo la costa sulla D83, passiamo alle spalle della Dune du Pilat, evitiamo Arcachon con la A680 e usciamo alla fine della baia che da Gujan in poi è tutta parco e riserva. Seguendo le indicazioni arriviamo facilmente sul parcheggio del parco, vicino al porticciolo.
E’ un magnifico posto, ci sono altri camper e quindi ci fermiamo: c’è ancora un po’ di luce per cui facciamo anche una gradevole passeggiata lungo gli stagni salmastri… il mio animo naturalista è molto gratificato!
Ma un’amara sorpresa ci attende: guardando meglio ci accorgiamo che alcuni cartelli segnalano per il giorno dopo un raduno di vecchie 2CV Citroen e che una simpatica freccia indica come zona per le tende dei partecipanti (tutti ragazzotti fanatici e vecchietti sballati!) proprio il prato adiacente al nostro parcheggio!!
Non si sente molto rumore provenire dalla tendopoli per cui pensiamo che forse il casino ci sarà domani mattina e decidiamo di restare… una notte infernale ci attende! Passaggi continui di scassatissime e fragorosissime 2CV, stile di guida sempre più caotico all’aumentare del consumo di birra e schiamazzi a gogò… ma che fortuna alle volte abbiamo!

Come Dio vuole arriva anche il mattino e un breve periodo di relativa calma e siamo premiati da un bel sole sfolgorante: un dovuto risarcimento!
Io e il maritozzo, nello specifico assunto in qualità di sherpa ( l’attrezzatura completa pesa un casino!) dalla sottoscritta, entriamo finalmente nel famoso parco ornitologico
http://www.parc-ornithologique-du-teich.com/

Si paga ( 6,60 € a testa), ma mi sembra logico, dato che l’organizzazione è eccellente e che i percorsi sono molto ben attrezzati, didattici, facili da trovare e gli osservatori grandi, ben tenuti e impeccabili. Ci sono anche molte guardie munite di cannocchiale e prodighe di informazioni. Certo, l’aspetto commerciale non è secondario, anzi!

Ma meglio così (in tutta Europa lo stile è questo) che come da noi dove le oasi e i siti naturalistici sono gestiti dalle varie associazioni come se fossero covi di sette segrete massoniche: orari di ingresso ridotti o divieto assoluto di visita, sguardi in tralice, scarsa considerazione per il curioso, magari sprovveduto e poco informato. Ma secondo me per dare una svolta alla nostra vergognosissima incultura nazionale sulla natura e sull’ambiente, questi parchi a pagamento, un po’ “finti” se vogliamo servono moltissimo per educare, far vedere e innescare la passione per l’osservazione naturalistica che è poi la molla che può fare scattare una più profonda coscienza per la cura e la considerazione dell’ambiente che ci circonda... e qui in Italia di ambiente naturale ne abbiamo così poco che occorre davvero la collaborazione di tutti i cittadini se vogliamo fermare lo scempio del poco che ci resta.

Ritornando al parco, l’altro innegabile vantaggio che questi posti offrono è la possibilità di fare foto che altrimenti non ti sogneresti di poter fare… quando mai riesci ad avvicinare ( con tele e cannocchiale, d’accordo) certi tipi di uccelli ( o altri animali, in generale) se non protetto da un osservatorio ad hoc proprio in mezzo agli stagni di pascolo e nidificazione dei miei amati pennuti?? Perché il nostro Delta del Po, che tra parentesi da dei punti a tutti i delta che visito in Europa in quanto a estensione, varietà di paesaggio, specie presenti ecc. ecc., non è provvisto di analoghi e strutturati parchi? In compenso abbondano gli aquasplash e ogni sorta di divertimentifici mentre una manifestazione come la Fiera Internazionale del BirdWatching svoltasi questo autunno ha letteralmente intasato Comacchio e dintorni! Segno che c’è bisogno e richiesta di natura e voglia di conoscenza a tutti i livelli: amministratori e finanziatori, sveglia!
Lo so socio che su questo argomento sembro Giovanna d’Arco… ma sono disposta a finire sul rogo pur di dire la mia! E poi questo è il nostro sito, se non approfitto qui, dove?

La visita, anche se affrettata, è molto soddisfacente: posso ammirare, svassi, folaghe, oche selvatiche, cicogne a pacchi, spatole, cormorani, cavalieri d’Italia, limicoli vari, rapaci ecc. ecc. c’è una varietà da paura!

Gasata come un dirigibile, torno finalmente al camper e ci mettiamo alla ricerca di un ristorantino che becchiamo subito e ci facciamo il pieno di coquillages e affini! Non è difficile dato che questo è uno dei posti più importanti di allevamento otreicolo e simili!
Pieni come otri, andiamo a smaltire il tutto proprio su un molo nel bel mezzo dell’insediamento ostreicolo: una surreale distesa di baracche di legno, tutte uguali, con il numero della concessione sulla porta e circondate di reti, tegole di coccio, gusci vuoti di ostriche! Lunghi canali, nei quali sono ormeggiate le barche, le dividono e servono per il trasporto delle ostriche dal mare al mercato centrale nel quale saranno battute all’asta.
Una meraviglia, e non c’è nessuno!
La bassa marea ci permette anche una bella passeggiata sulla spiaggia lasciata libera dal mare. Sempre affascinanti questi posti per noi mediterranei!!

La siesta è lunga e la digestione pure, per cui si fa davvero tardi e per non guastare l’atmosfera della bella giornata decidiamo di andare sul sicuro ritornando per la notte al nostro posticino sul canale a Castelsarrasin.

Ottima dormita e miglior risveglio davanti al piccolo cantiere fluviale al di là del canale che è in piena azione e quindi ci attardiamo ad osservare la manovra di sollevamento di una enorme péniche tirata a secco per riparazioni. Una grossa gru su carrello provvede alla bisogna non senza svariate correzioni da parte di un addetto sul molo, il tutto eseguito con calma olimpica! Che bella vita!

Ci dirigiamo finalmente verso sud con la solita autostrada e all’altezza di Narbonne pensiamo, dato il clima accettabile, di fare una bella sosta in riva al mare… ma Narbonne Plage, nonostante sia evidentemente deserta data la stagione, è letteralmente ricoperta di sbarre e divieti!
Un lungomare chilometrico dotato di ampi parcheggi sul mare completamente deserti, data l’impossibilità di entrare per noi camper! Una cosa assurda!
Non siamo gli unici a cercare un posticino e difatti riusciamo a trovare un buco, in mezzo ad altri camperoni tedeschi, lungo la strada di accesso di un parcheggio a pagamento ovviamente chiuso e sprangato!
Sarebbe vietato ma siamo decisi a fare valere le nostre ragioni se qualcuno osa romperci le scatole… infatti nessuno ci dice niente anche se compaiono alcuni addetti alla manutenzione con un camioncino.
Siamo davanti alla grande spiaggia e anche Mistral apprezza molto scorrazzando come un matto in lungo e in largo! Fa bene a sfogarsi perché di mare non ne vedrà più per un pezzo, anche lui!
Dopo pranzo, per curiosità, facciamo un giro di ispezione a Gruissan dove è segnalata una grande area per camper: non è malvagia, un po’ fuori dal paese e a pagamento. Per una sosta tecnica fuori stagione va benissimo, d’estate deve essere un carnaio dato che è quasi in riva al mare
Riprendiamo l’autostrada e usciamo a Lunel, direzione La Grande Motte, poi Aigues Mortes e qui finalmente possiamo sperimentare una sosta France Passion dato che troviamo subito e facilmente, poiché ben segnalata fin dalla giratoria della superstrada, l’azienda agricola che volevo.
C’ è ancora luce e vediamo bene dove infilarci: ci sono altri tre camper ma non possiamo metterci accanto a loro nello spazio apposito perché il terreno, come dappertutto qui, è sabbioso e affondiamo un po’… per sicurezza, dato che lo spazio non manca, ci sistemiamo al bordo della strada che porta in fondo ai campi e dove ci assicurano che non passa nessuno.
Così è: nel buio e nel silenzio più assoluto passiamo una notte magnifica!
La mattina splende il sole e l’aria è tiepida: ovvio! E’ l’ultimo giorno e dobbiamo tornare casa, ma non importa, ancora una volta la nostra tradizione più che ventennale di trascorrere la Pasqua in camper è stata rispettata e, quel che più conta, ci siamo divertiti, rilassati e abbiamo visto cose nuove… alla faccia di chi non sa mai dove andare, vuole tutto pronto e subito, non si muove se non in comitiva… ne sappiamo qualcosa vero socio?
E per finire, e senza punte polemiche, abbiamo sostato quasi sempre da soli, dormito in compagnia di pochissimi altri camper, nessuno italiano, eppure queste zone sono letteralmente prese d’assalto dalle “truppe cammellate” di nostra conoscenza!
Mah! Misteri e piaceri delle nostre (spero interminabili) avventure in camper.

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