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| Testo e foto Maura 2006 |
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Quando si ha una figlia quasi architetto che non rinuncia alla classica
uscita di pasqua in camper, caro socio, bisogna adattarsi anche alle
sue richieste…professionali, che nel caso specifico riguardavano
il famoso ponte di Millau… in Francia ovviamente! In mattinata, dopo la consuetissima spesona ad un supermarché, direzione Arles. Il sole comincia a fare capolino e allora parte all’unisono la richiesta: “spiaggia di Piémanson”! dove ci godiamo un bel sole e io mi cimento con la mia sempre più consueta attrezzatura da birdwatcher e foto annesse. |
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Non prima aver ammirato le consuete saline lungo la strada. Ci sono alcuni “pollastroni” come li chiamiamo noi, cioè i fenicotteri rosa e altri rappresentanti del popolo alato che tanto mi piace osservare…ci vuole così poco farmi felice a volte!! Vero socio? |
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Sfruttiamo fino all’ultimo
questo sole inaspettato ma poi riprendiamo il cammino in autostrada verso
Montpellier…ma ancor prima di Nimes
incappiamo in una coda micidiale e inspiegabile…ma anche qui inizia
la settimana di Pasqua e il traffico impazzisce come dappertutto. La pioggerella novembrina è piuttosto deprimente
ma riprendiamo la direzione di Millau non senza incappare in altre code
e codazze…tanto per contribuire a tirare su il morale! D’altra
parte sono pochissime la Pasque asciutte e calde che ci ricordiamo in
tanti anni di viaggi! |
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Adesso però usciamo subito per scendere
a Millau e vedere il ponte dal di sotto. La giornata è davvero brutta, niente sole, pioggia a sprazzi e soprattutto luce scarsa: le foto saranno per forza di cose deludenti! Ci toccherà davvero ritornare in tempi migliori anche se comunque riusciamo ad ammirare la magnifica opera in lungo e in largo: è davvero splendida, leggera, aerea e non pesa assolutamente sul paesaggio, ci si adatta perfettamente! Sembra disegnato sul cielo con un sottile pastello bianco…è davvero incredibile questo ponte disegnato da Sir Norman Foster glorioso architetto inglese, giustamente insignito di titolo nobiliare da Sua Maestà Britannica . |
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L’architetto domestico invece
sbava e si agita come una tarantolata e si precipita fuori dal camper appena
accenniamo a fermarci nei posti più improbabili! Brandendo la sua
macchina fotografica come un’arma, spara raffiche di foto e commenti
entusiasti incurante della pioggia e del gelo! …per caso aspira anche
lei al titolo di baronetto?? Mah! Devo dire che visto da sotto questo splendido ponte colpisce ancora di più per la leggerezza dei suoi giganteschi piloni perfettamente proporzionati e slanciati ed è proprio alla base del più alto dei suoi 7 pilastri che è stato allestito un punto informativo con spazi per filmati, pannelli descrittivi e altri supporti nonché un grande parcheggio nel quale troviamo posto anche per la nostra sosta pranzo…proprio sotto l’arcata che attraversa il Tarn. Viviana si farà venire il torcicollo a furia di stare a testa in su! |
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Questi sono i siti più interessanti
per avere informazioni tecniche e non. http://www.viaducdemillaueiffage.com/ http://www.architettiroma.it/archivio.aspx?id=6683 http://it.wikipedia.org/wiki/Viadotto_di_Millau Lasciamo infine il ponte alle nostre spalle proseguendo sulla D992, poi D999 in direzione Albi e siamo d’accordo nel dire che è più bello il passaggio sotto al ponte che sopra. Ritorneremo col sole e..con l’autostrada completata! Anche la strada che percorriamo è molto bella, segue il Tarn e
ci sono paesi deliziosi, St. Affrique, Alban e poi Albi che superiamo con la circonvallazione in direzione Toulouse sulla N88. |
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E adesso che si fa? Non abbiamo ancora
visto una goccia di mare, inoltre forse sull’Atlantico c’è
qualche possibilità di tempo decente secondo un quotidiano locale,
quindi di nuovo autostrada, direzione Bordeaux. Notiamo che su questo tratto di autostrada ci sono parecchie aree con il camper service e in generale sono tutti molto funzionali. Ricomincia la pioggia ma noi vogliamo a tutti i costi fare il nostro pranzo di Pasqua davanti al mare… e infatti arriviamo verso le 14.30, affamatitissimi, a Pyla, vicino alla famosa duna… che è tutta una costruzione e dove risulta impossibile un semplice parcheggio anche se piove a dirotto e siamo chiaramente fuori stagione! Sbarre, divieti, case, strade private ovunque… finalmente verso Biscarrosse troviamo un acceso alle spiagge senza la fatidica sbarra e siamo finalmente in riva al mare! Il tempo è infame: vento, pioggia e oceano infuriato!Ma il nostro rito pasquale procede imperturbabile dentro al camper ondeggiante per le raffiche di vento! Dopo l’abbuffata, abbiamo pure il coraggio di uscire, bardati come sherpa hymalaiani, a smaltire gli eccessi di calorie sulla bellissima spiaggia e nella pineta . La falesia è magnifica, ma anche qui incendi e malattie stanno facendo danni notevoli ai pini piantati nel secolo scorso per fermare l’eccesso di insabbiamento della costa. |
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La truppa, avendo finalmente ripristinato
un accettabile tasso alcolico e calorico, si chiede solo ora che ci facciamo
da queste parti ma io ho un mio piano: li ho trascinati fino qui perché
non siamo molto distanti dal parco ornitologico del Teich
che vedo citato continuamente in uno dei forum di birdwachter cui sono
iscritta e che mette online delle foto di uccelli in libertà da
sballo! Muoio di invidia e adesso che possiedo un magnifico cannocchiale
non posso fare a meno di andare anche io a cimentarmi! Siccome ormai l’architetto
è soddisfatto, adesso tocca a me! Il maritozzo? Lui non ha desideri
particolari, gli basta essere in vacanza che per lui è già
un lusso… quindi zitto e guida! Come Dio vuole arriva anche il mattino e un breve periodo di relativa
calma e siamo premiati da un bel sole sfolgorante: un dovuto risarcimento! Si paga ( 6,60 € a testa), ma mi sembra logico, dato che l’organizzazione è eccellente e che i percorsi sono molto ben attrezzati, didattici, facili da trovare e gli osservatori grandi, ben tenuti e impeccabili. Ci sono anche molte guardie munite di cannocchiale e prodighe di informazioni. Certo, l’aspetto commerciale non è secondario, anzi! |
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Ma meglio così (in tutta Europa
lo stile è questo) che come da noi dove le oasi e i siti naturalistici
sono gestiti dalle varie associazioni come se fossero covi di sette segrete
massoniche: orari di ingresso ridotti o divieto assoluto di visita, sguardi
in tralice, scarsa considerazione per il curioso, magari sprovveduto e poco
informato. Ma secondo me per dare una svolta alla nostra vergognosissima
incultura nazionale sulla natura e sull’ambiente, questi parchi a
pagamento, un po’ “finti” se vogliamo servono moltissimo
per educare, far vedere e innescare la passione per l’osservazione
naturalistica che è poi la molla che può fare scattare una
più profonda coscienza per la cura e la considerazione dell’ambiente
che ci circonda... e qui in Italia di ambiente naturale ne abbiamo così poco che occorre davvero la collaborazione di tutti i cittadini se vogliamo
fermare lo scempio del poco che ci resta. |
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Ritornando al parco, l’altro
innegabile vantaggio che questi posti offrono è la possibilità
di fare foto che altrimenti non ti sogneresti di poter fare… quando
mai riesci ad avvicinare ( con tele e cannocchiale, d’accordo) certi
tipi di uccelli ( o altri animali, in generale) se non protetto da un
osservatorio ad hoc proprio in mezzo agli stagni di pascolo e nidificazione
dei miei amati pennuti?? Perché il nostro Delta del Po, che tra
parentesi da dei punti a tutti i delta che visito in Europa in quanto
a estensione, varietà di paesaggio, specie presenti ecc. ecc.,
non è provvisto di analoghi e strutturati parchi? In compenso abbondano
gli aquasplash e ogni sorta di divertimentifici mentre una manifestazione
come la Fiera Internazionale del BirdWatching svoltasi questo autunno
ha letteralmente intasato Comacchio e dintorni! Segno che c’è
bisogno e richiesta di natura e voglia di conoscenza a tutti i livelli:
amministratori e finanziatori, sveglia! La visita, anche se affrettata, è molto soddisfacente: posso ammirare, svassi, folaghe, oche selvatiche, cicogne a pacchi, spatole, cormorani, cavalieri d’Italia, limicoli vari, rapaci ecc. ecc. c’è una varietà da paura! |
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Gasata come un dirigibile, torno finalmente
al camper e ci mettiamo alla ricerca di un ristorantino che becchiamo subito
e ci facciamo il pieno di coquillages e affini! Non è difficile dato
che questo è uno dei posti più importanti di allevamento otreicolo
e simili! Pieni come otri, andiamo a smaltire il tutto proprio su un molo nel bel mezzo dell’insediamento ostreicolo: una surreale distesa di baracche di legno, tutte uguali, con il numero della concessione sulla porta e circondate di reti, tegole di coccio, gusci vuoti di ostriche! Lunghi canali, nei quali sono ormeggiate le barche, le dividono e servono per il trasporto delle ostriche dal mare al mercato centrale nel quale saranno battute all’asta. |
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Una meraviglia, e non c’è nessuno! La bassa marea ci permette anche una bella passeggiata sulla spiaggia lasciata libera dal mare. Sempre affascinanti questi posti per noi mediterranei!! |
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La siesta è lunga e la digestione pure, per cui si fa davvero tardi e per non guastare l’atmosfera della bella giornata decidiamo di andare sul sicuro ritornando per la notte al nostro posticino sul canale a Castelsarrasin. Ottima dormita e miglior risveglio davanti al piccolo cantiere fluviale al di là del canale che è in piena azione e quindi ci attardiamo ad osservare la manovra di sollevamento di una enorme péniche tirata a secco per riparazioni. Una grossa gru su carrello provvede alla bisogna non senza svariate correzioni da parte di un addetto sul molo, il tutto eseguito con calma olimpica! Che bella vita! |
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Ci dirigiamo finalmente verso sud con la solita
autostrada e all’altezza di Narbonne pensiamo, dato
il clima accettabile, di fare una bella sosta in riva al mare… ma Narbonne Plage, nonostante sia evidentemente deserta data
la stagione, è letteralmente ricoperta di sbarre e divieti! Un lungomare chilometrico dotato di ampi parcheggi sul mare completamente deserti, data l’impossibilità di entrare per noi camper! Una cosa assurda! Non siamo gli unici a cercare un posticino e difatti riusciamo a trovare un buco, in mezzo ad altri camperoni tedeschi, lungo la strada di accesso di un parcheggio a pagamento ovviamente chiuso e sprangato! |
Sarebbe vietato ma siamo decisi a fare
valere le nostre ragioni se qualcuno osa romperci le scatole… infatti
nessuno ci dice niente anche se compaiono alcuni addetti alla manutenzione
con un camioncino. Siamo davanti alla grande spiaggia e anche Mistral apprezza molto scorrazzando come un matto in lungo e in largo! Fa bene a sfogarsi perché di mare non ne vedrà più per un pezzo, anche lui! Dopo pranzo, per curiosità, facciamo un giro di ispezione a Gruissan dove è segnalata una grande area per camper: non è malvagia, un po’ fuori dal paese e a pagamento. Per una sosta tecnica fuori stagione va benissimo, d’estate deve essere un carnaio dato che è quasi in riva al mare |
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Riprendiamo l’autostrada e usciamo
a Lunel, direzione La Grande Motte, poi
Aigues Mortes e qui finalmente possiamo sperimentare una
sosta France Passion dato che troviamo subito e facilmente, poiché
ben segnalata fin dalla giratoria della superstrada, l’azienda agricola
che volevo. C’ è ancora luce e vediamo bene dove infilarci: ci sono altri tre camper ma non possiamo metterci accanto a loro nello spazio apposito perché il terreno, come dappertutto qui, è sabbioso e affondiamo un po’… per sicurezza, dato che lo spazio non manca, ci sistemiamo al bordo della strada che porta in fondo ai campi e dove ci assicurano che non passa nessuno. Così è: nel buio e nel silenzio più assoluto passiamo una notte magnifica! |
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La mattina splende il sole e l’aria
è tiepida: ovvio! E’ l’ultimo giorno e dobbiamo tornare
casa, ma non importa, ancora una volta la nostra tradizione più che
ventennale di trascorrere la Pasqua in camper è stata rispettata
e, quel che più conta, ci siamo divertiti, rilassati e abbiamo visto
cose nuove… alla faccia di chi non sa mai dove andare, vuole tutto
pronto e subito, non si muove se non in comitiva… ne sappiamo qualcosa
vero socio? E per finire, e senza punte polemiche, abbiamo sostato quasi sempre da soli, dormito in compagnia di pochissimi altri camper, nessuno italiano, eppure queste zone sono letteralmente prese d’assalto dalle “truppe cammellate” di nostra conoscenza! Mah! Misteri e piaceri delle nostre (spero interminabili) avventure in camper. |
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