A cavallo dei Pirenei


Testo e foto Maura 2005

2^ parte

La Vall de Boì


Riprendiamo il cammino sulla D33 per Fronsac , poi la N125 per St.Béat, Fos, Pont du Roi dove c'è il confine, la strada N230 sale ancora tranquillamente in questo bel paesaggio di montagna, graziosi paesini sparsi sul fianco dei monti, chiesette in pietra, fino a Vielha …dove improvvisamente ci ricordiamo del tunnel lunghissimo che porta al di là del pico Sarraera ! Cinque chilometri di galleria strettissima ( due corsie in tutto tipo treno, piena di fumo nero, pochissime vie di fuga e di riparo…claustrofobica al massimo! …esco in apnea e cianotica e apprendo che stanno costruendo il nuovo tunnel…ma chissà quando! È veramente un'esperienza traumatica soprattutto per me!

Finalmente si scende per questa stretta vallata dal nome lunghissimo Noguera Ribagorçana , paesini di pietra ed anche moderne costruzioni turistiche. Poco prima di Pont de Suert ( località chiaramente turistica e ben attrezzata) si devia per la Vall de Bo ì. La strada è stretta ma buona, il paesaggio molto bello, tipico di alta montagna. Ripesco la mia rivista e cerco le famose chiesine…la prima a dire il vero è segnalata lungo la strada con un cartello a Coll .
Seguiamo l'indicazione con un certo scetticismo perché la strada è da capre…e alla prima curva un po' spaziosa ce ne torniamo indietro con una delle solite manovre fantasiose del maritozzo: è davvero rischioso procedere! Me perché le indicazioni turistiche in ogni parte di Europa e dintorni sono concepite solo per le auto?? Porca miseria!
Scoraggiati, proseguiamo e anche la segnalazione di Cardet la superiamo dato che l'imbocco della strada è la gemella della precedente! Non ci sono cartelli di limite di larghezza o di peso, è vero, ma chi si fida? Nelle vallate di montagna regna spesso l'anarchia su queste cose!

Finalmente a Barruera la chiesina romanica ci appare a lato della strada, e la valle si allarga un po'. Parcheggiamo comodamente e visitiamo San Feliu, la prima chiesa. Sono molto organizzati, si paga (1€) , e ti danno dei dépliant chiari e sintetici in varie lingue con i collegamenti alle altre chiese: niente italiano, ci accontentiamo dello spagnolo. La chiesa è ben conservata e ben restaurata , ci sono parti di affreschi illuminati e spiegazioni in vari punti. Molto gradevole.
Apprendo dalla mia rivista che in Catalogna nel 1100 inizia un lungo periodo di tranquillità e pace e di conseguenza anche un periodo di espansione anche da parte della Chiesa con la costruzione di nuovi edifici, in questa valle particolarmente attivo fu il vescovo locale che richiamò anche dall'Italia, e specialmente dalla Lombardia, artisti e artigiani che diedero quindi la loro impronta alle numerose chiese romaniche sorte nel periodo.
La cosa straordinaria è non solo il grande numero di chiese tutte romaniche, di stile lombardo e molto omogenee in un così ristretto spazio ( praticamente ogni paese ne ha una o più d'una) ma anche e soprattutto il fatto che siano tutte arrivate fino a noi quasi intatte!
Non per niente la valle è classificata Patrimonio Mondiale dell'Umanità da parte dell'Unesco. Proseguiamo, anche se è un pò tardi e la luce è scarsina…ma è come per le ciliegie…una tira l'altra!
Deviazione per Durro …e cagotto terrificante dato che la strada è da camosci stavolta! Strettissima, tutta tornanti e senza uno slargo a pagarlo! Impossibile tornare indietro e pensiamo che stavolta è davvero finita: il camper verrà smantellato dai vigili del fuoco nel posto dove finirà per incastrarsi! 3 chilometri di terrore puro...e alla fine un bel parcheggio alla base della chiesa…il nostro sospiro di sollievo scuote pericolosamente il camper! Non sarebbe possibile proseguire perché una simpatica ruspa sbarra la strada peraltro invasa da una montagna di terriccio!! Molto accogliente! Tentiamo di ristabilire i normali parametri respiratori e cardiaci pensando a cosa possa succedere in piena stagione data l'esiguità del parcheggio che ora è vuoto! Un rumore assordante di cingoli ci fa intuire che la ruspa di prima e un paio di grossi camion stanno in realtà dandosi da fare per allestire un altro parcheggio…meno male! Ma il pensiero di incontrare uno di loro sulla strada del ritorno non ci predispone come si dovrebbe per la visita!
Per fortuna la chiesa de La Natividad è bellissima come anche il piccolo e suggestivo cimitero, dal sagrato si domina la valle e il panorama è magnifico. Interessante l'interno e molto bello il paese: è di pietra grigia come la chiesa, tutto antico, con stradine tortuose e magnifiche case con ballatoi e balconi in legno.
Si notano ristrutturazioni varie, ed è comprensibile dato l'interesse turistico della valle e di quelle adiacenti. Ma il tutto è fatto con molta discrezione e nel pieno rispetto dell'architettura originaria. Ammirevole. Ci sarebbe un'altra chiesina più in alto ma a piedi è lontana e non vogliamo sfidare la sorte che finora è stata benigna!

E' proprio una bella vallata di montagna di quelle che piacciono tanto a te caro socio, la prossima volta che passi da queste parti ti consiglio un giretto…non te ne pentirai!

La discesa la facciamo praticamente in apnea e incrociamo una piccola jeep della polizia locale, per fortuna in un tornante un po' più largo: sguardo perplesso degli agenti!
Ritroviamo con gioia la strada principale che ora ci sembra un'autostrada e deviamo per Erill de la Vall , anche questo è un bel paese di montagna, il parcheggio è pure comodo e la chiesa di Santa Eulalia molto bella, dotata di magnifico portico laterale da cui si accede all'interno con un bel portale in pietra decorato.

Saliamo ancora verso Teull dove è segnalato un campeggio, lo troviamo prima del paese ma già dall'ingresso ci rendiamo conto che il nostro camper entrerebbe a stento, non c'è un metro pianeggiante e rischiamo qui quello che abbiamo evitato sulla strada per Durro: dietrofront e scendiamo nel fondo valle dove avevamo visto l'indicazione di campeggio proprio poco lontano dalla prima chiesina di Barruera. Anche qui fatichiamo parecchio a sistemarci perché gli spazi sono molto ristretti e gli alberi troppo bassi… questo è un problema che abbiamo sempre avuto in Spagna e in Portogallo dove i campeggi sono sempre stati numerosi ma pensati per le tende e al massimo per qualche roulotte dato che la maggior parte di loro risalgono a molti anni fa. I camper cominciano a diffondersi anche qui ma sono ancora poco numerosi.
In ogni caso il posticino è carino, sul fiume,e ci rilassiamo con una bella passeggiata serale.

La mattina ripercorriamo la valle sotto un cielo grigio poco promettente, dopo Erill deviamo per Boì , il paese che da il nome alla vallata, parcheggio abbastanza comodo e ancora una bella chiesina Sant Joan ricca di colorati affreschi. Infine raggiungiamo Taull che ci offre un bel piazzale costruito da poco, con tanto di wc pubblici e molto ampio. Se l'avessimo visto ieri sera sarebbe stato ottimo per la notte…peccato. Qui la valle si allarga e se non ci fossero le nuvole godremmo di una bella vista sulla Maladeta che fa parte della Reserva nacional de Benasque ed è una magnifica montagna.

Le chiese sono due e la prima Sant Climent ha il campanile più bello e famoso e ci prendiamo la briga di salire fino in cima su ripidissime scalette in legno…però il panorama dall'alto accanto alle campane è notevole.
L'altra Santa Maria è più piccola e incastrata in mezzo alle case e per raggiungerla facciamo una gradevole passeggiata verso la parte alta del paese che però, al contrario degli altri visti fin qui, reca qualche traccia più pesante di interventi turistici come un grosso complesso residenziale, in pietra e legno d'accordo, ma del tutto fuori luogo in un contesto di casette di montagna.
Ritorniamo a fondo valle re rinunciamo ad andare fino in cima alla vallata alle Caldes ( terme) del Boì data la giornata nuvolosa che ci preclude i bei panorami sulle montagne circostanti e scendiamo lungo le belle gole della Ribera Ribagorçana sulla N230 . Bei panorami e la giornata si apre un po' per fortuna. Ma è sempre così allontanandosi dai Pirenei che sono splendide montagne verdi e rigogliose…non a caso!

Benabarre, Barbastro che vorremmo visitare ma che ci respinge con un traffico allucinante in netto contrasto con la pace della valle de Boì: rinunciamo!. N240 verso sud per Monzon, Binefar e poi Lerida.
E' abbastanza presto ancora ma ci mettiamo lo stesso alla ricerca del campeggio che dovrebbe esserci: ho anche l'indirizzo ma giriamo più volte nei dintorni e poi chiediamo al solito benemerito benzinaio (insieme alla categoria dei giornalai costituiscono il nostro personalissimo GPS di fiducia!) che ci informa che il campeggio esiste ( proprio dove lo cercavamo, infatti!) ma è chiuso per lavori…o per sempre, non è ben chiaro! …per fortuna un altro gentile signore ci conferma l'esistenza dell'altro campeggio sulla N1313 a Vilanova de la Barca e ci da ragguagli su come raggiungerlo rapidamente con la tangenziale e un pezzetto di autostrada per Barcellona. Alla fine arriviamo in uno squallido campeggio d'altri tempi annesso ad un ristorante, sul fiume, con un impianto elettrico di cui mi guardo bene di fare uso per non finire in graticola nel bel mezzo della notte…dato che l'umidità è soffocante e si avvicina un bel temporale che farà concorrenza alla musica infernale proveniente dal bar…eh già: è venerdì sera e in Spagna, si sa, la musica fino a notte fonda è sport nazionale! La differenza con la valle nei Pirenei è schiacciante!

La mattina c'è il sole e forse il tasso do umidità è un po' più basso, ritorniamo verso Lerida dove riusciamo a parcheggiare in modo del tutto fortuito il camper sotto l'imponente complesso fortificato della vecchia cattedrale di Lerida, ristrutturato recentemente (nel 1700 era diventato sede di guarnigione militare!) e di cui ci ricordiamo vagamente dato che ci eravamo passati …qualche secolo fa! Era una moschea naturalmente, e nel XIII secolo fu trasformata in chiesa cristiana, ha un magnifico chiostro posto stranamente davanti alla facciata della chiesa, l'interno è maestoso con capitelli magnifici, splendidi anche i portali. Anche qui siamo attirati dal campanile ottogonale, alto 60 metri e ci sciroppiamo i suoi 237 scalini per arrivare sulla cima da cui si gode un panorama impressionate sulla piana del Segre e sulle montagne in lontananza.

Il caldo è fastidioso proprio per l'umidità elevata più che per la temperatura alta e l'inutile ricerca di un supermercato aperto ( è sabato e le cibarie scarseggiano!) e con possibilità di parcheggio a Tortosa , ci da il colpo di grazia! Attraversiamo più volte la caotica cittadina senza risultato e finiamo per prendere la direzione del mare e utilizzare uno slargo di una rotatoria in mezzo al deserto di stoppie di questa desolata piana per la sosta pranzo in cui non c'è bisogno di consumare gas per cuocere qualcosa…basta appoggiarlo sulla carrozzeria e il gioco è fatto!

Il paesaggio desolato a ma piace ma il maritozzo soffre troppo il clima e la relativa difficoltà nel reperire punti sosta e desistiamo dalla mia originaria intenzione di spingerci verso Valencia passando alle spalle della costa. Però un obiettivo di riserva ce l'ho sempre e continuando sulla C230 , dopo Flix col suo bel castello sul fiume Ebro (e finalmente un supermercato aperto e comodo) e famosa per il suoi squisitissimi pistacchi ( ne vediamo campi sterminati…e scopriamo che sono quasi degli alberi gli arbusti del pistacchio!) , ci dirigiamo appunto verso il delta dell'Ebro passando per Tortosa.

Un po' di osservazione naturalistica ogni tanto non me la può negare!
Da qui si segue il fiume e il paesaggio è più piacevole, colline verdi, campi coltivati e bei paesini con qualche castello sulle alture dominanti l'Ebro .
Il piacere si smorza subito arrivando vicino alla costa dove imperano i mostruosi condomini dormitorio tra i quali è difficile orientarsi, infatti ad Amposta non riusciamo a trovare neanche uno dei numerosi campeggi segnalati…nascosti dal cemento! Ci dirigiamo verso St. Carles de la Rapita che è proprio sul mare e finalmente troviamo un campeggio collocato nella stretta fascia tra la strada litoranea e il mare ma che ci permette una sistemazione accettabile, anche se il caldo umido non molla! Il mare è nervoso, anche stasera ceniamo all'aperto nel tentativo di rinfrescarci un po' e anche stanotte dormiremo poco per il rumore della strada e della pioggia!
Per fortuna la mattina c'è il sole e il gestore del campeggio mi fornisce utili indicazioni per visitare il Delta e qualche cartina per orientarmi: mi saranno preziose ed eviteranno una causa di divorzio per l'insofferenza ormai irreversibile del compagno delle mie disgrazie! Bisogna dire che , rispetto ad altre zone della Spagna, la Catalogna è meno godibile in camper: la costa è troppo popolata e per noi poco interessante ( tranne due parchi costieri) e l'interno è troppo intensamente sfruttato dal punto di vista agricolo e quindi meno fruibile e paesaggisticamente meno interessante.
Seguiamo la litoranea lungo il porto e ci infiliamo per Poble Nou del Delta dopo aver seguito i suggerimenti meticolosi del gestore, dato che le indicazioni non abbondano proprio... anzi non ci sono, almeno quelle che indicano il parco, che invece si rivela molto interessante e anche ben attrezzato: su questo lato dell'Ebro scopriamo senza fatica due belle torrette di avvistamento, ci sono delle piste ciclabili ben segnalate, percorsi a piedi e due campeggi e il paese di Poble Nou conserva una certa originalità e semplicità. Mi dispiace di non aver con me il cannocchiale perché senza faticare troppo e con i soli binocoli vedo un bel pollo sultano proprio sotto la torretta dove poco dopo mi ritrovo in mezzo ad un gruppone di spagnoli vacanzieri ( è domenica!) e fracassoni, per niente interessati alla natura e allora mi ritiro in buon ordine!
Per arrivare ai vari stagni si attraversano distese di campi di riso e qualche allevamento di magnifici tori neri…spero non destinati alle corride! Insomma mi fermerei ancora molto volentieri ma il caldo continua ad essere fastidioso e il marito pure…per cui verso le 5 del pomeriggio prendiamo una rapida decisione e ad Amposta saltiamo sulla vicina autostrada in direzione Francia!
Pensiamo di farci gli ultimi giorni di vacanza in totale rilassamento nel più rilassante dei posti: il Canal du Midi. E dato che ci trasciniamo sempre dietro le bici, stavolta ho intenzione di usarle.
Alle 8 di sera siamo sul confine ed usciamo a Le Boulou dove ho l'indicazione di un'area per camper. Giriamo un po' avanti e indietro prima di trovare il cartello che la indica e finalmente la troviamo…dietro al cimitero e accanto agli impianti sportivi! Il maritozzo comincia a fare storie ma dato che troviamo a stento un posto in mezzo ad altri camper, mi pare che non sia il caso di sofisticare anche se ammetto che potevano trovare uno spazio un po' più consono che non una fila di parcheggi proprio in faccia al muro del cimitero…anche perché più in basso, lungo la strada che porta agli impianti c'è un bel terreno piatto e alberato, molto più adatto. Qui si sta tutti storti e il panorama non è esaltante tanto più che non c'è lo scarico e bisogna andare all'ingresso del cimitero per prendere acqua…col mestolo! dato che l'unico rubinetto è quello del piccolo lavandino del wc pubblico!
E' proprio vero che certi amministratori pubblici hanno un concetto piuttosto…punitivo degli spazi da destinare ai camper! Chissà perché!
Però finalmente sarà una notte silenziosa a tranquilla…anche troppo secondo l'incontentabile maritozzo!

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