Languedoc e Roussillon

 


Testo e foto Maura 2004

 

Il lungo inverno padano è cominciato da un pezzo e per giunta in questo capodanno 2004 è comparsa anche la neve: caro socio sai benissimo che io tenderei ad andare in letargo come le marmotte perché odio il freddo, ma dopo tentennamenti di vario genere, a causa dei notiziari che danno neve in ogni direzione, decidiamo di sfidare la sorte verso il sud della Francia dove pare splenda il sole e in fin dei conti sul mare la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto lo zero…!!
E poi devo assolutamente inaugurare il regalo del maritozzo (me ne fa ancora, l’incosciente!)…una splendida macchina fotografica digitale inesorabilmente superiore alle mie capacità…come mi ha detto il serafico individuo!
Partenza sotto una pioggia battente da sconforto…però almeno non nevica! Da Tortona in poi arriva anche la neve mista a pioggia, la pianura è molto bella così bianca, ha un fascino misterioso e tutto è più silenzioso. Le colline di Ovada prima del tunnel del Turchino sono uno spettacolo.
Effettivamente sull’autostrada dei fiori non piove più e si procede benissimo tanto che verso le 8 di sera siamo nei pressi di Fréjus e riceviamo la telefonata di una coppia amici partita il giorno prima, sono nella periferia ovest di Tolone, località Six-Fours, in un campeggio. Naturalmente vogliamo raggiungerli così trascorriamo la serata insieme e sappiamo già dove sistemarci per la notte.
…appunto! ci vorrà più di un’ora a Six-Fours per trovare il maledetto campeggio per nulla segnalato e conficcato in mezzo ad una selva di condomini e villette circondate da stradine strette anche per una panda!! Un vero incubo!
Ce la faremo, passeremo una bella serata ma la mattina dopo splende il sole, anche se fa freddo, e i nostri amici preferiscono fermarsi e andare a passeggiare per le “calanques” mentre noi non vediamo l’ora di uscire da quella situazione claustrofobica! Ci salutiamo non senza aver loro raccomandato un punto sosta per la prossima notte un po’ più …arioso, proprio sul mare e in una magnifica baia: l’area di sosta di Carro, dopo Marsiglia e prima di Martigues.

Ci ringrazieranno al ritorno.
Partiamo verso la solita Camargue: non c’è neanche bisogno di guidare perché il camper ci va da solo, conosce benissimo la strada.
Non abbiamo nessuna idea di dove andare, ci basta il sole splendente che finalmente è arrivato. Proseguiamo quindi per la A50 verso Marsiglia.
Raramente facciamo questo percorso anche perché a Marsiglia l’autostrada si interrompe e temiamo casini nell’attraversamento della città che avviene in gran parte sotto un tunnel…che ha una simpatica limitazione di altezza a 3.20 metri.


Con qualche apprensione sbuchiamo fuori e ci infiliamo direttamente sulla A55 per Fos: ce l’abbiamo fatta! In realtà è molto comodo e magari nei periodi giusti si riesce anche a trovare parcheggio nella zona del porto per visitare questa magnifica città: sono secoli che non ci andiamo!

In poco tempo arriviamo a Port St. Louis dove vediamo molti camper nell’area vicino al porto. Noi ci dirigiamo alla solita Plage Napoléon per una meritata sosta pranzo… ma il mistral soffia furiosamente e il camper balla come un tarantolato: roba da mal di mare! Inoltre non si può letteralmente mettere il naso fuori…peccato!
Ritorniamo sui nostri passi e troviamo rifugio prima di St Louis dietro alla zona del porto che è più riparata: c’è un sole magnifico ma fa piuttosto freddo. Notiamo poi un altro bello spazio dove si può sostare specialmente fuori stagione: proprio accanto alla chiusa oltre il porto, subito dietro l’area per camper.


D’inverno fa buio presto e non resta che farsi un giretto ad Arles che ci fa uno strano effetto, al freddo e deserta! Naturalmente trovo qualcosa da comprare socio, che credevi? In particolare non mi lascio sfuggire un piccolo ciondolo d’oro che riproduce il simbolo della città e che compare ovunque: “la croix d’Arles” o de Camargue per arricchire sempre più il mio famoso braccialetto giramondo!

Il freddo è davvero micidiale e non ci resta che cercare un posto dove dormire. Già che siamo in zona andiamo a vedere la nuova area di sosta di Aigues Mortes di cui mi hai parlato, infatti dopo poco la raggiungiamo. Il posto è bello, ci sono parecchi camper, forse perché è sabato, ma troviamo uno spazio in prima fila davanti al canale e alle barche ormeggiate: di fronte le magnifiche mura illuminate. Metteremo gli oscuranti ai vetri solo al momento di andare a dormire proprio per non perderci lo spettacolo!
La mattina dopo stento parecchio a mettere il naso fuori dal mio magnifico piumone d’oca…come sai socio, a meno di non essere sulla neve, noi non teniamo acceso il riscaldamento del camper di notte soprattutto al mare!

La temperatura non sarà scesa sotto lo zero…è impossibile, il sole splende ancora più di ieri!…ma perché il maritozzo fa questi strani scricchiolii camminando davanti al camper?? E cosa ha in mano: un pezzo di vetro? …non ci posso credere! Quello che mi va mostrando sghignazzante è un magnifico pezzo di ghiaccio appena raccolto da terra! Alla faccia del Sud e del Mediterraneo!
Bardati come sherpa himalayani, attraversiamo il canale ed entriamo nelle mura di Aigues Mortes: le conosciamo a memoria ma non ci siamo mai stati in pieno inverno. Nonostante il freddo c’è gente in giro e curiosando in una edicola della piazza trovo una rivista: “Vent Sud-Itinéraires et art de vivre en Languedoc-Roussillon” con un numero monografico su “10 villaggi autentici sulle strade del vino”.
…ho trovato l’ispirazione che mi mancava , socio, e quindi decidiamo di andare alla ricerca di questi villaggi che, tra l’altro, non fanno tutti parte della famosa associazione francese “Les plus beaux villages de France” molto citati sulle guide ed elencati nel sito http://www.villagesdefrance.free.fr/ .


A tale proposito anche in Italia è nata da poco una analoga associazione che raggruppa splendidi borghi poco noti e molto suggestivi http://www.borghitalia.it/ e come ben sappiamo sono proprio questi i posti adatti al nostro modo di viaggiare, mio, tuo e di pochi altri mio caro…ma questo è un altro discorso!
Uno di questi borghi è a due passi da Brescia e te l’ho fatto scoprire da poco: ricordi? Castellaro Lagusello, che la tua impareggiabile socia conosceva già da tempo!

Bene, prendiamo la D979 e poi l’autostrada A9 direzione Montpellier, uscita 33, all’altezza di Sète e tentiamo di costeggiare il bacino salato di Thau dove si trova il primo borgo citato dalla rivista: Marseillan. Prima vorremmo anche vedere Bouzigues che è più noto…ma un bel cartello, equivoco quanto basta, vieta la sosta ai camper su tutto il territorio! Si deduce che è lecito transitare…ma siamo in vacanza e le seccature non le vogliamo proprio e quindi proseguiamo. Capisco che qui d’estate deve essere un bailamme pauroso e i camper cominciano davvero ad essere troppi e, come sempre, il numero fa perdere a tanti il senso della discrezione e della misura…per carità, non è roba per noi e poi secondo me di spazio ce n’è ancora tanto!


Ci infiliamo sulla N113 per Mèze e poi la D51 ed eccoci a Marseillan: qui nessuna caccia alle streghe, pardon ai camper, e arriviamo tranquillamente sul porto, rive gauche, dove ci sistemiamo a ridosso di una bassa costruzione, un magazzino per il vino (ce ne sono parecchi altri, in parte dismessi) che ci ripara magnificamente dal mistral che sibila rabbioso e gelido. Panorama stupendo sul mare e inevitabili chiacchiere postprandiane con una coppia di anziani signori venuti a passeggiare al sole…altrettanto inevitabilmente lui è di origini italiane! Più tardi arriva un altro camper e siamo in due…tutto qui!
Facciamo una rilassante passeggiata nel paese che, come dice la mia rivista, è davvero un autentico porto di pesca del sud dove convivono tranquillamente la viticoltura e l’ostricoltura.
Non è per niente turistico e ricorda molto certi paesi siciliani con le tonnare e le fabbriche per la trasformazione del tonno, anche il colore ocra rosato è lo stesso.


Eppure poco più in là c’è Marseillan Plage con i soliti agglomerati vacanzieri, ma da qui non si vede niente e sembra davvero un altro mondo. Nel pomeriggio, riprendiamo la D32, ci fermiamo a Florensac che troviamo piacevole ma nulla di più e decidiamo di tentare di raggiungere la frontiera con la Spagna dove, poco oltre, si trova un bel parco nella baia di Roses di cui tanto mi hanno parlato i miei amici naturalisti francesi e da cui mi hanno inviato foto da sballo.

Siccome d’inverno fa buio presto, noi approfittiamo delle ore del tardo pomeriggio per fare gli spostamenti più lunghi o più noiosi in autostrada in modo da approfittare pienamente delle ore di luce durante il giorno. Ci infiliamo infatti sull’autostrada e verso le 7.30 di sera usciamo a Perpignan dove vorremmo fare sosta in modo da essere domattina al parco di Empordà…l’impresa non pare impossibile visto che siamo arrivati fino qui e sembra più ragionevole sostare prima del confine dato che non ho nessuna indicazione per le aree e non conosco bene la zona essendoci passata secoli fa…e invece! Invece il solito diavolo ci mette lo zampino, sapevamo per esperienza che questa zona è un po’ problematica per la sosta notturna fuori stagione, ma con la lista delle aree da te gentilmente fornita caro socio, pensavamo di trovare un posticino gradevole.
Sulla costa ci sono tutti enormi agglomerati cementizi per i vacanzieri estivi che adesso sono completamente deserti, non ci sono paesi e quei pochi sono ormai inglobati nei condomini e sembra di dormire a Sing-Sing davanti al braccio della morte…orribile e inquietante!

Ci dirigiamo sulla N114 a Elne poi sulla D40 per St. Cyprien dove esiste un’area per camper vicino al porto ma l’impresa è superiore alla nostre forze perché al buio, in questo labirinto di cemento, senza indicazioni di nessun tipo, non riusciamo nemmeno ad individuare la zona del porto!
Ritentiamo la sorte poco più avanti a S.te Marie Plage dove riusciamo a trovare l’area dentro la zona del porto turistico, illuminata, senza servizi, ma è davvero troppo isolata, lontanissima dal centro, non c’è ovviamente nessuno e il maritozzo è preda di un raffreddore bestiale, tossisce, ansima e certamente ha la febbre! Sarebbe meglio un posto con una farmacia nei pressi e, speriamo di no, un medico! A questo punto siamo tutti e due stanchi e non capiamo più niente: riprendiamo l’autostrada, battuta da un vento micidiale che ci sposta come un foglio di carta velina e decidiamo di ritornare nel nostro magnifico angolino di Marseillan dove speriamo anche di ritrovare il camper del pomeriggio. La Spagna sarà per un’altra volta!

Alle 10 di sera arriviamo finalmente in porto: c’è ancora l’altro camper...ma è vuoto!
E chissenefrega! Nel canale oltre il molo sono ormeggiate delle barche abitate, il paese è vivo e illuminato, dietro questo muro non soffia il mistral:che vogliamo di più?
Una minestra calda, due aspirine…e a nanna!
Notte magnifica, appena interrotta dal camion della spazzatura alle 5 del mattino, ma poi la pace più assoluta e un sole abbagliante che si leva dal mare appena abbasso l’oscurante…una meraviglia!

Cinque stelle al nostro “village de France” e via alla scoperta dei dintorni, primo fra tutti Agde, cittadina molto antica, ormai arretrata rispetto al mare con un caratteristico centro storico in pietra vulcanica scura ma rallegrata da numerose decorazioni multicolori in occasione di qualche festeggiamento locale… molto vivace e gradevole.


Al di fuori e verso il mare, riprende la cementopoli, ma noi puntiamo verso l’interno in direzione Béziers sulla N112 che passa accanto alle stupefacenti 9 chiuse di Forséranes sul Canal du Midi viste a pasqua di qualche anno fa. Poi prendiamo la D14 per Maraussan, Cazouls-les-Béziers (degni di nota anche questi paesi) Cassenon-sur-Orb dove incontriamo il fiume Orb e la sua magnifica valle e poi la nostra meta: Roquebrun, un altro “village” citato dalla mia rivista.
La splendida vegetazione, verde come in estate, fa risaltare ancora di più il borgo a metà collina, con la sua torre medievale diroccata che sovrasta l’Orb, tutto color ocra reso ancora più intenso dalla luce serale… bellissimo!
Il paese è deserto e sostiamo tranquillamente in uno spiazzo in cui si potrebbe (fuori stagione) dormire, nonostante un cartello che indica la sosta solo per le auto.
Qui non soffia il maledetto mistral e la prova che ci sia un clima eccezionale è nelle mimose fiorite che decorano il parcheggio… e siamo all’inizio di gennaio!
Magnifico borgo in pietra, molto omogeneo, con le classiche stradine strette e tortuose e vecchie case a contrafforti: vale davvero la pena! Soddisfatti riprendiamo la valle dell’Orb verso nord per ammirare le splendide gole: la cosa è tanto più gradevole in quanto non c’è in giro proprio nessuno e su queste curve è una mano santa, come si dice!



Sbuchiamo sulla D908 e seguiamo ancora l’Orb fino a Bédarieux rinunciando a visitare Olargues a causa del buio che incombe e delle sempre precarie condizioni del resto dell’equipaggio. Infatti anche il cane (l’altro Mistral rompiscatole!) ha dei problemi: non è proprio a suo agio su queste strade… soffre il mal di mare ondeggiando nel corridoio del camper in cerca di una sistemazione stabile! Ma con chi vado in giro, socio?
Il paesaggio è davvero notevole e la vegetazione impressionante, sembra primavera! Anche questa è una delle tante magnifiche strade di cui è ricca la provincia francese… non dico di no: sono un po’ invidiosa nei cosiddetti cugini d’oltralpe!
Ormai è proprio buio e quindi imbocchiamo la D909 e poi via sull’autostrada verso il porto sicuro di Aigues Mortes: stasera il maritozzo deve riposare se no fa una brutta fine! Infatti, contro ogni nostra abitudine, alle 7.30 di sera siamo già sistemati nell’area di sosta, davanti al canale (in compagnia di un solo camper di tedeschi…ma dove sono finiti tutti gli altri?) e con il solito spettacolo delle mura illuminate. Serata tranquilla: il freddo è fuori dalla porta , il maritozzo si rianima e il cane giace stremato sotto il tavolo della dinette felice che il mondo attorno a lui si sia fermato!

Altra giornata di sole splendente e di vento ghiacciato… ormai ci stiamo facendo l’abitudine! C’è un certo traffico nella barca ormeggiata di fronte a noi e dopo poco ne esce un signore che preleva degli oggetti nel bagagliaio di un’auto e li porta nella barca che è una bella péniche. Naturalmente saluta e si fanno due chiacchiere: la barca è usata e l’ha appena comprata, sta allestendola con le cose necessarie provenienti dalla barca precedente, adesso la porterà a Sète, dove lui abita, lungo il canale e poi per lo stagno di Thau. La usa tutto l’anno e ci va anche per il mediterraneo, è arrivato fino in Grecia con quel tipo di barca! Insomma la usa esattamente come un camper e la tiene parcheggiata…ops ormeggiata praticamente sotto casa! Che invidia! Non ridere socio, lo sai che mi piacerebbe da morire una cosa del genere! Praticamente è un camper sull’acqua!


Alcuni dei paesi segnalati sulla rivista sono proprio attorno a Nimes e quindi ci infiliamo sulla D979, poi un tratto della N113 verso est, a Codognan deviamo per Verzège e da qui imbocchiamo la piccola dipartimentale D1 per Calvisson, il primo dei nostri borghi da visitare. Troviamo un comodo parcheggio ampio e pianeggiante accanto alla “gendarmerie” e passiamo in rassegna questo tranquillo paese di contadini e vignaioli dove notiamo strani segni sugli stipiti delle case: sono dei simboli che assomigliano ai marchi che qui usano per la marchiatura del bestiame.
E infatti scopriremo che si tratta proprio dei marchi delle varie famiglie contadine che vivono in queste case.


Per evitare la periferia di Nimes, imbocchiamo la D40 in direzione ovest per Sommières, poi la D22 per Montpezat, St Mamert-du-Gard, da la Calmette deviamo, sempre in mezzo alla campagna, per St. Chaptes. Attraversiamo il Gardon che scorre tortuoso in mezzo ai boschi e alle coltivazioni piacevolissimi a vedersi: in queste campagne mi ci perderei, come ben sai caro socio, perché hanno mantenuto un aspetto naturale nonostante anche qui l’agricoltura utilizzi metodi e prodotti moderni, senza dubbio, ma la sensazione è sempre quella di trovarsi nel bel mezzo di uno dei tanti paesaggi immortalati da van Gogh. La luce è straordinaria e i colori vivissimi… se uno non ha mai visto queste zone può benissimo pensare che i quadri del grande artista siano davvero solo frutto della sua mente sconvolta dalla malattia!
Tutti i paesi attraversati sono degni di nota e soprattutto Arpaillargues che incontriamo poco prima di Uzés dove invece ci fermiamo, non senza qualche difficoltà, e che ci riserva davvero una bella sorpresa.


Antica piazzaforte medievale, conserva un aspetto molto omogeneo ed è ricca di monumenti storici tra cui la bellissima torre, circolare, alta ben 42 metri con 4 piani di bifore. E’ quel che resta dell’antica cattedrale romanica ed è l’unica in Francia di questo tipo. Deliziose piazzette ornate dagli immancabili platani e stradine lastricate completano lo charme di questa bella cittadina.
Completiamo degnamente la giornata un po’ più avanti lungo la D981 e poi la N86, a Castillon du Gard. E’ ormai buio e troviamo un parcheggio sotto la torre all’ingresso del borgo, molto comodo, potrebbe servire anche per la sosta notturna.
E’ un paese un po’ più curato di quelli visti finora e un po’ più ristrutturato, ma vale decisamente la pena: anche di notte, o forse proprio perché di notte, ha un fascino magico. Le stradine in pietra come le case sono illuminate da lampioni, non c’è in giro nessuno, tutto è antico e silenzioso… davvero fuori dal tempo.


Ci è piaciuto moltissimo: giuro che mi piacerebbe abitarci!
Travolti da tanto romanticismo, dimentichiamo che è sera e che domani dobbiamo essere a casa per cui molto pragmaticamente seguiamo le indicazioni per l’autostrada A7 verso Avignon che aggiriamo miracolosamente sulla circonvallazione senza impicci né errori, trovando rapidamente il casello autostradale. Pensiamo di fermarci abbastanza vicino al confine e ci viene in mente l’area di sosta di Ramatuelle ma un tuo sms ci mette il dubbio che non sia aperta e poi è troppo lontana dall’uscita dell’autostrada per cui seguiamo un altro tuo sms che ci dirige verso Port Grimaud, dove non troviamo il campeggio che ci hai segnalato e finiamo per girare come sempre un po’ a vuoto prima di prendere la decisione di provare l’area di sosta di Saint-Tropez. Ci arriviamo e l’area in realtà non esiste: nella zona del porto vediamo però dei camper al di là delle sbarre di un grande parcheggio. Alla fine vediamo un passaggio aperto per i bus e forse anche per i camper: non è troppo chiaro ed entriamo…domani si vedrà!
Magnifico parcheggio tra altri quattro camper sul mare con vista diretta sulle barcazze dei vips da un lato e sul profilo di St Tropez by night dall’altro…alla faccia della miseria!!!

Stanotte facciamo i signori!
Magnifico risveglio al sole come sempre e con l’aria un po’ più tiepida finalmente! Qui il maledetto mistral non arriva e si sta molto meglio, riusciamo anche a capire come fare per pagare in una delle casse automatiche ( 7€ per 12 ore) e rientrare così in possesso del ticket magnetico che ci permetterà di uscire dal parcheggio che si è rivelato un ottimo punto sosta, beninteso fuori stagione, visto che ci sono pure le bocchette dell’acqua e le prese di corrente per le barche ma utilizzabili anche dai camper e dai bus.


Ripartiamo e rifacciamo la strada della sera precedente verso l’autostrada rendendoci conto solo ora che tutta la vasta pineta che sovrasta S.te Maxime dal mare fin quasi a Le Muy è inesorabilmente bruciata ed è uno spettacolo angosciante! Se continua così, della splendida catena dei Maures non resteranno che sassi!
Ancora sole e freddo per tutto il ritorno e ancora la pianura bianca di neve stavolta sotto il sole.

Lo vedi socio? Nonostante che siamo andati per l’ennesima volta nel sud della Francia, abbiamo scovato ancora posti nuovi e interessanti, anzi, decidiamo subito di ritornare presto nel Haut-Languedoc, cioè nella zona alle spalle di Perpignan che ci ha colpito per la sua natura meravigliosa e per i suoi magnifici paesi.


Se penso che da queste parti ci siamo passati mille volte e non ci siamo mai soffermati troppo… ma proprio questo è il bello del viaggio libero come il nostro: ti permette di rimediare alle distrazioni e ti regala sempre nuove emozioni anche sugli itinerari fatti e rifatti mille volte!
Alla prossima dunque!

 

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