Attraverso la natura, la storia e… la meteorologia

La Francia del Centro sud


di Gianni&Rosanna

Dopo un inverno con alterne vicissitudini ci apprestiamo a fare la nostra prima uscita a metà marzo, ma poi tutto viene rinviato di settimana in settimana, fino ai primi tepori di fine aprile..
1° giorno, non di buon ora, non è nel nostro costume ne nelle nostre abitudini, si prepara il nostro camper e si va. Da Bergamo autostrada (A4) per Milano, poi Genova-Ventimiglia (A7-A10) e a metà pomeriggio, visto il bel sole, ci fermiamo a S. Bartolomeo al Mare.
Per la cronaca traffico assente. Nell'area ci sono quattro equipaggi, tutti over 60. Lunga passeggiata sul lungomare, quattro chiacchiere e quindi riposo. Cose normalissime per due persone normalissime che hanno fatto del camper la loro ragion d'essere e di vivere le vacanze. Nottata un po' movimentata dal fatto che il nostro gatto è attratto da numerosi rumoretti, insoliti per lui, che lo tengono in agitazione. Solitamente è molto calmo, evidentemente non si è ancora abituato ala prima uscita.
2° giorno. Si va in autostrada (A10) verso Nizza (A8), poi Cannes. Dopo Frejus usciamo a Le Muy-Draguignan e proseguiamo sulla RN7 fino a Brignoles (piantina) dove facciamo il pieno di gasolio, piccoli acquisti e un momento di riposo. Proseguimento per S. Maximin e poco oltre deviazione per Trets (RD6). Ci portiamo a Gardanne dove inizia la superstrada che ci immette nella A51 per Marseille, successiva deviazione per Montpellier, Martigues e Fos (A7-A550).
Seguiamo sempre la superstrada RN569 verso Arles e deviando sulla RN268 per Port S. Louis.
Qui prendiamo il Bac du Barcarin, che attraversando la Rhone, ci traghetta in piena Camargue. Breve tratto di strada per Salins de Giraud e deviazione a sinistra verso la Plage de Piemancon (RD36), attraversando le immense saline sulla bellissima strada che segue sinuosa la foce del fiume. C'è un vento teso e basso, che solleva nuvole di salsedine e di polvere. Percorriamo gli undici chilometri della stretta strada e arriviamo ad uno dei paesaggi più belli e selvaggi della Francia. Una enorme e lunghissima striscia di sabbia separa il mare dagli stagni della Camargue. Sabbia, stagni, vento e nient'altro. Ci sono molti turisti e una decina di camper. Il fondo sabbioso non permette molte manovre e parcheggiamo presso il punto di soccorso per una breve sosta.
Purtroppo il vento ci fa desistere a restare e riprendiamo la strada (RD36) che ci riporta prima a Salins de Giraud e poi ad Arles. Contrariamente alle nostre previsioni, visto l'orario sono le 18,00, attraversiamo velocemente la città dirigendoci verso nord (RN570) alle Alpilles, le colline che punteggiano il paesaggio di questa zona con numerosi e famosi villaggi, come S. Remy, Le Baux.
Deviazione (RD17) con breve sosta alla bella Abbazia di Montmajour e sosta a Fontvieille per la visita al famoso Moulin de Daudet, un vecchio mulino a vento posto sulla collina che sovrasta il villaggio. Una passeggiata di dieci minuti e si ammira un delizioso paesaggio su tutta la zona circostante.
A voler esaminare l'insieme, i francesi sanno valutare molto bene i loro "beni artistici", noi a malapena avremmo lasciato questo luogo in completo abbandono, loro invece ci fanno campare il paesello. Dall'alto si percepiscono meglio tutti i profumi di questa terra, cosparsa di pietre e vegetazione verdissima e rigogliosa in questa primavera che stenta a affermarsi. Ritorno al camper in compagnia di altri equipaggi fermatisi per la notte.
Breve colloquio con un camperista francese circa la presenza di un cartello che vieta la sosta notturna, ma veniamo rassicurati in quanto quel cartello prevede il divieto solo per le caravan. Speriamo che l'Europa unita unifichi anche la segnaletica.
Dopo cena, passeggiata nel vecchio villaggio, con l'immancabile campo per il gioco delle bocce, i bei giardini e l'organizzazione turistica da fare invidia alle grandi città.
3° giorno. Sempre con la solita calma partiamo per Tarascon (RD33-RD970) e il suo famoso castello, entrata a pagamento, attraversamento della Rhone e fermata a Beaucaire per ammirare il delizioso porto turistico. Un vero peccato non potersi fermare, le rive sono sempre intasate dalle auto in sosta.
Si va verso Nimes (RD999) e si entra nella sempre infernale circonvallazione che da est ci porta fino ad ovest in direzione Quissac - Le Vigan (RD999). Lasciamo alle spalle la caotica Nimes e ci inoltriamo, in completa solitudine, in un paesaggio cosparso di villaggi e boschi. Non sembra vero. La strada incomincia a salire e a Ganges facciamo una piccola pausa per ammirare questo paese piacevole e molto fiorito.
Inizia il percorso delle Cevennes, da gustare con calma, anche perché la strada non permette acrobazie ne virtuosismi di nessuna sorta. Man mano si sale, scopriamo paesaggi sempre più vasti, le soste si moltiplicano e le curiosità pure. Qui ci sono due percorsi da seguire, molto interessanti ma che portano via un sacco di tempo e poiché il tempo è l'unica cosa di cui abbondiamo, optiamo per il giro completo.
Da Ganges per Le Vigan, poi per il Col du Miner ci portiamo sul Mont Aigoual (mt. 1567). Panorama immenso, un 360° da capogiro dall'Oceano alle Alpi. Il monte è ricoperto di neve e le nuvole che si stanno avvicinando non promettono niente di buono. Soffia un vento fortissimo (90 km/h) la temperatura in pieno sole segna +3 e quindi giungiamo alla rapida conclusione di continuare il nostro giro anche se sono già le 16. Andiamo verso ovest seguendo la RD986 per l'Abime de Bramabiau, una grotta sotterrane dove nasce e scorre il fiume Bramabiau. Da vedere.
Deviazione a nord per le Gorges de la Jointe con soste sul percorso per ammirare i canyons. Arriviamo a Le Rozier ove iniziano le Gorges du Tarn, altro spettacolare percorso, ma vista l'ora tarda preferiamo puntare su Millau. L'ultima parte del percorso si insinua nel fondovalle tra alte rocce a strapiombo e la luce serale ne esalta la bellezza e la singolarità.
All'arrivo troviamo la piccola area invasa da camperisti francesi, over 70 e più, probabilmente più cinofili che camperisti, in quanto tutti con le simpatiche bestiole e addirittura da un Hymermobil di 7 e rotti metri escono due anziani signori, marito e moglie, con 8 dico otto bassotti. La cosa ci diverte, un po' meno il nostro gatto il quale, non sapendo ne leggere ne scrivere, si è rintanato in mansarda sotto il mio piumone e non si è fatto più vedere.
Troviamo a malapena un posticino in coda ad un altro camper, ma la posizione è molto precaria in quanto sono presenti, in modo disordinato, circa una quarantina di mezzi. Dopo un'ora di allegra, chiassosa e abbaiante compagnia, senza essere passati inosservati per la nostra targa "les italiens..le chat…", la brigata prende il volo e sull'area restiamo in tre. Ci sistemiamo a puntino in questa area, ben disposta, con Camper Service ultima generazione (noi non conosciamo neppure la prima), acqua, servizi il tutto messo a disposizione gratuitamente dal Comune. Ceniamo e il dopo cena lo passiamo dando da mangiare a una coppia di anatre molto intraprendenti e alquanto fameliche, giunte attraversando la strada dal vicino fiume Tarn. La zona è illuminatissima, ci si potrebbe giocare a pallone, cosa di cui approfittano dei ragazzini, giunti da chissà dove, nell'adiacente parcheggio delle auto.
4° giorno. E' giorno di mercato e quindi ottima occasione per visitare la città. Il centro storico, in parte zona pedonale, con notevole chiesa dei sec XII-XVI, è occupato da un animato mercato. Acquistiamo pane e "demipoulet roti".
Lasciamo la città per la RD992-RD999 verso St. Afrique, attraverso le verdissime vallate e pascoli che portano al paese di Roquefort sur Soulzon in bella posizione e capitale del famoso formaggio. A St. Sernin facciamo tappa per il pranzo prima di affrontare i tornanti che ci portano a Jumes, altro bel punto di osservazione sulle colline e montagne della zona.
Nel primo pomeriggio arriviamo ad Albi, intasata di traffico, e capiremo poi il perché. Le indicazioni dell'area di sosta ci portano ai piedi della famosa cattedrale dedicata a St. Cécile.
Sistemato il camper nel grande parcheggio sotto la cattedrale, partiamo alla visita della città. Tra il XII e il XIII secolo fu il centro del movimento ereticale degli albigesi, successivamente sterminati dalle truppe papali.
La cattedrale, più che una chiesa, si presenta, esteriormente, come una fortezza medioevale, lunga 97 metri, alta 30 e larga 19. Ma quello che affascina sono gli interni e il Grande coro (ingresso a pagamento).
La visita dura più di un'ora.
All'uscita la nostra attenzione va verso il Museo di Henry Toulouse Lautrec situato nell'attiguo Palazzo della Berbie, già sede vescovile nei secoli scorsi e uno dei più bei palazzi della città, con stupendi giardini (visitabili). L'ingresso al Museo (a pagamento) è circondato da splendide aiuole fiorite e porta ai tre piani dell'edificio dove sono ospitate le più celebri opere del pittore, nativo di Albi, assieme a disegni e poster/manifesti del cabaret, del cafè-chantant ideati dall'artista.
I quadri ritraggono, per la maggior parte, le donnine dei bordelli parigini "Les femmes de vie" e vennero rifiutati dal Louvre, in quanto ritenuti, ai quei tempi, sconvenienti. Non c'è nulla di sconveniente, anzi il pittore ha saputo cogliere l'aspetto umano di quegli ambienti, traendone opere di grande fascino. Il Louvre non sa quello che si è perso.
Dopo la sbornia di arte e cultura, passiamo il pomeriggio a zonzo nella grande zona pedonale e finalmente capiamo, per natura siamo tardi a comprendere, del così intenso movimento. Nelle giornate di sabato e domenica, si svolgerà in città il campionato nazionale francese di maratona. Ecco spiegato il traffico e il gran numero di pulmann. La passeggiata prosegue nel rione a fianco della cattedrale ove si erano stabiliti gli eretici albigesi e che conserva case a graticcio originali. Bella la panoramica che dal ponte sul fiume Tarn si ha della città. Rientriamo al camper e ci sistemiamo nelle terrazze superiori del parcheggio, molto tranquillo e con una visione notturna molto suggestiva della Cattedrale
5° giorno. Rapida visita al mercato nella zona pedonale per acquisto di frutta e verdura. Si riprende la strada verso nord (RD606) per Cordes sur Ciel.
Breve tragitto e quindi salita "al cielo". Si, è il caso di dirlo, il villaggio è stupendo ma situato in cima ad una collina, racchiuso da quattro ordini di bastioni che si sono sovrapposti nel tempo. L'arrampicata, più che salita, porta al nucleo centrale con ben conservati edifici dell'epoca. Fa molto caldo, un termometro segna 30 gradi all'ombra, quasi ce ne fosse bisogno di saperlo e gli unici cristiani in giro siamo noi due. La visita continua sui baluardi, con immensa vista sulla vallata. Specialità del luogo "les canards" in tutte le salse e un buonissimo croquant (croccante di mandorle). La discesa si mostra più ardua della salita, le pietre e i sassi levigatissimi, si rivelano in alcuni punti insidiosi. Rientriamo al camper e grande bevuta di the per recuperare un po' di liquidi. Con la RD91 di portiamo a Monestiés e Carmaux, attraverso verdi e ondulate vallate. Da Carmaux con la RN88 per Baraqueville e infine Rodez che attraversiamo velocemente per dirigerci, sempre sulla RN88, a Laissac cittadina nota per il suo mercato del bestiame, dove pernottiamo nella bella area attrezzata.
Siamo soli, poi verso sera arriva una famigliola con auto e carrello tenda, ma si ferma solo per cenare (l'area serve anche da pic-nic), e poi a tarda sera arriva un altro camper, francese.
A tarda notte si alza nuovamente un forte vento e ogni tanto si sentono delle gocce di pioggia.
6° giorno. Grosse nuvole nere si addensano all'orizzonte, (sembra un film, ma le nuvole c'erano e come). Breve sosta per acquisto di pane al vicino supermarchè (aperto) e partenza per Sèvèrac, quindi per la RN9 (breve tratto di superstrada) entriamo nella sinuosa vallata del Lot. Poco più avanti ci innestiamo nella RN88 che ci porta a Mende su un altipiano con sempre le nuvole nere sopra il capo. Siamo ancora nel Parco delle Cevennes, sul lato nord-occidentale, un altipiano a 800 a mt. slm con le sempre caratteristiche gorges e i canyons che ogni tanto si incontrano. Superata la città puntiamo dritti su Le Puy en Velay dove arriviamo nel primissimo pomeriggio.
Ci sistemiamo nel campeggio comunale in quanto la prevista area di sosta a pagamento per camper, a parità di prestazioni, costa di più del campeggio.
Dal campeggio ammiriamo questo strano fenomeno della natura; un enorme cono di pietra si eleva per 85 metri sopra le nostre teste e in cima la chiesetta di Saint Michel d'Aiguilhe.
Le informazioni ricevute al campeggio ci fanno comprendere che da lassù qualcosa di meraviglioso si deve pur vedere e sentire, dopo aver superato 268 gradini. Le nuvole sono sempre sopra di noi, ma sfacciatamente non ci importa nulla. Si parte, l'avvicinamento alla base è breve, ma i primi venti gradini che portano alla biglietteria sono da capogiro (entrata a pagamento…. bisogna pur pagare per faticare!!!). Poi piano piano il fiato riprende e in poco tempo siamo in cima. Lo spettacolo è meraviglioso, un giro completo su tutta la città. Poco distante si erge un altro Puy, con una Madonna e il Bambino, ma non è (fortunatamente) accessibile

Come a Cordes sur Ciel la discesa è più difficile della salita. Al termine passiamo alla Cattedrale di Notre Dame posta anch'essa su un colle e anche qui sono centinaia di gradini. A parte tutto la chiesa è molto bella, peccato che l'accesso al chiostro sia vietato per lavori di ristrutturazione. Dopo tre ore e mezza di scarpinate rientriamo e appena messo piede in camper inizia una violenta pioggia. Che qualcuno abbia udito le velate minacce prima di partire per i Puy? Comunque minacce a parte la pioggia continua tutta sera, tutta notte, poi più nulla………finalmente!

7° giorno. Uno strano bagliore entra dagli oblò, c'è o non c'è il sole? E invece abbassati gli oscuranti ci troviamo immersi sotto una bella coltre di neve di 15 cm. Usciamo dal campeggio e fortunatamente le strade sono pulite ma noi dobbiamo andare verso Valence e superare un paio di colli di 1300 mt. Le catene, ultima disperata soluzione, sono a bordo e quindi via per Valence.
Il nostro ottimismo si placa man mano procediamo verso est e verso i colli. La neve continua ad aumentare e sul colle (non vediamo il nome) ce ne sono ben 30 cm, siamo soli e lo spazzaneve sta andando in senso opposto. Tutto procede secondo copione e sfiga. Comunque procediamo. Sembra di essere in Finlandia. Il vasto altipiano, ricoperto di boschi e di abeti imbiancati dalla neve rendono il percorso spettacolare dal punto di vista paesaggistico, un po' meno per il fondo stradale. Dopo cinque ore di strada, 120 Km., (RD553), arriviamo a Valence immersa in una nebbia fitta e bassa. La classica ciliegina sulla torta!!!.
La nostra intenzione di continuare l'itinerario verso est e le Alpi, rientrando dal Moncenisio o dal Monginevro, alla luce di queste condizioni deve essere totalmente e drasticamente rivista. Seppur con ritardo sui tempi previsti, l'unica soluzione è di rientrare nuovamente dalla Costa Azzurra e Liguria ed evitare di essere coinvolti in situazioni per niente piacevoli sulle Alpi.
Evitiamo la città e ci incamminiamo sulla RN86 lungo la Rhone. Poco prima di Montlimar entriamo nella RN7. E qui finalmente svanisce la nebbia e compare un caldo sole e un cielo azzurro. Da lontano scorgiamo le enormi colonne di vapore acqueo che escono dalle due centrali atomiche di questa regione. E' quasi sera e conviene trovare un posticino dove fermarci in santa pace per goderci le ultime ore di luce e poter fare quattro passi. Dell'area per camper indicata a Morgas, 10 Km. a nord di Orange è meglio sorvolare, in pratica fa da spartitraffico tra la RN7 e l'autostrada.
Proseguiamo e al successivo villaggio di Piolenc troviamo un posteggio a fianco del centro sociale per la terza età. Et voilà, il quadro è completo, abbiamo trovato il posteggio adatto. A fianco abbiamo il campo di bocce, dietro le scuole elementari, nulla di più tranquillo. C'è un caldo sole e il nostro pensiero va alla mattina quando ci siamo svegliati. Meglio scordare questa giornata.
8° giorno. La giornata precedente ha scombussolato il nostro programma. Niente paura, ci rifaremo e meno male che il sole splende in un cielo azzurro e limpidissimo. Arriviamo a Orange, con il bell'Arco romano nel bel mezzo della strada, deviazione sulla RD950 per Carpentras. Il Mont Ventoux si staglia in lontananza e domina questa pianura cosparsa di collinette e punteggiata di villaggi color ocra, località di una passata vacanza da quelle parti..
Da Carpentras proseguiamo sulla RD49 prima e sulla RD958 per l'Isle sur la Sorgue (notissima città d'antiquari) poi, per la RD25, a Fontaine de Vaucluse. Parcheggiamo e ci incamminiamo verso quella sorgente che fu cara a Petrarca che qui visse per alcuni anni. Una stradina romantica, ma fiancheggiata da poco invitanti baracconi di orrenda chincaglieria, porta alla famosa sorgiva carsica della Sorgue dalle "chiare, dolci, fresche acque".
Breve sosta ai piedi dello sperone roccioso dove è situata la sorgente e quindi ritorno al nostro camper per pranzo. Direzione est, entriamo nel Luberon, una delle zone più naturali della Francia, una vallata verdissima. Da Fontaine de Vaucluse una strada panoramica porta a Gordes, uno dei villaggi di Francia più fotografati, e ne vale la pena. Situato su uno sperone roccioso a strapiombo sulla vallata sottostante, con un bel castello rinascimentale del XVI secolo.
La sosta si protrae per un'oretta e poi via di nuovo con la RD177 per l'Abbazia di Senanque. Abbazia cistercense del 1148 situata in una valletta, splendido e intatto esempio dell'arte romanica del XII secolo. Il luogo è magico, campi di lavanda coronano il complesso abbaziale e rare piante di olivo, come sentinelle, coronano il paesaggio. La pietra color ocra fa da contrasto e l'intenso odor di lavanda ne sublima l'aspetto.

La visita è un po' ostacolata da due numerose comitive che ci precedono e anche qui il chiostro è visibile solo parzialmente per lavori di ristrutturazione. All'esterno nell'immenso e polveroso piazzale ci sono diversi automezzi e pulmann e anche numerosi camper (stranieri).
Anche qui fa caldo e sentiamo il bisogno di andare al fresco. Niente di meglio che tornare sui nostri passi e passare al villaggio di Roussillon, attraverso strade e stradine di cui abbiamo perso la cognizione. Il borgo, dalla terra rossa e da qui il nome, è su un colle immerso in una fitta vegetazione. Breve visita e poi verso Apt dove intendiamo fermarci. Ritenuta stranamente una cittadina tranquilla impieghiamo un'ora per giungere in centro e qui, sempre nell'area indicata, troviamo un mare d'auto. Meglio emigrare per lidi più tranquilli.
Con la RD943 ci portiamo a sud verso Bonnieux, altro tipico villaggio, che ha conservato la vecchia impronta medioevale, ma nel parcheggio non è permessa la sosta notturna. Breve proseguimento per Lourmarin e all'ingresso del paese ci fermiamo in compagnia di altri due camper. Abbiamo di fronte un bel castello immerso in un fitto bosco e se non fosse per l'orario, avremmo fatto una scappatina per curiosare. Giornata intensa, ma di grande soddisfazione.
9° giorno. Scendiamo ancora a sud verso Aix con l'intenzione di visitare l'abbazia di Sylvacane, ma nonostante tutto non abbiamo trovato la strada e nessuna indicazione!!. Capita.
Proseguiamo sulla RD973 nella vallata della Durance poi a Pertuis sulla RD956 per immetterci nella circonvallazione autostradale di Aix en Provence, percorrendola quasi tutta e uscire, prima della barriera a pagamento di Aix est, per la RN7 direzione St. Maximin/Frejus. Per l'ora di pranzo siamo a Brignoles dove nella cafeteria del supermarchè Leclerc ci gustiamo un buon pranzo. Ultimi acquisti e poi piano piano verso Vidauban.
Veniamo sorpresi da un violento acquazzone e a Le Muy prendiamo la RN555 per Draguignan con nuova deviazione sulla RD47 per La Motte en Provence per porvi, fuori dal traffico, la nostra base notturna. Nel frattempo il violento acquazzone si è ulteriormente intensificato e il nostro parcheggio comincia a diventare uno stagno. Piove tutta la sera, tutta la notte e stanchi di contare le gocce, ci addormentiamo.
10° giorno. E la pioggia continua. Da un grosso portavasi posto accanto al camper, si può rilevare la quantità d'acqua caduta: 30 mm. di pioggia, all'incirca, in 14 ore.
Ritorniamo a Le Muy e entriamo nell'autostrada A8 per Frejus, Cannes e Nizza. Si continua in un mare d'acqua e di vento e la velocità progressivamente si abbassa. Alla frontiera oramai si transita liberamente, ma viene istintivo rallentare e guardarsi in giro alla ricerca di chi non c'è più. Verso Imperia la pioggia cessa e drastica decisione di uscire nuovamente a S. Bartolomeo al Mare per vedere se qualcosa cambia. Parcheggiamo nella solita area e per iniziare usciamo a piedi per sfidare quelle nuvolacce che stanno andando verso est. E infatti verso sera uno splendido sole ci accompagna in queste residue ore diurne e l'area si affolla di tanti amici camperisti.
11° giorno. Uno splendido sole si alza con noi, per primo asciugherà un po' quell'acqua scesa la notte precedente e in secondo luogo, per una questione più pratica, ci caricherà le batterie. Partenza di buon'ora per una lunga passeggiata a piedi lungo le strade e i sentieri alle spalle di S. Bartolomeo, rientro per pranzo e quindi, dopo un giusto riposo, di nuovo a piedi seguendo le passeggiate a mare per Cervo, la sua meravigliosa chiesa e il borgo medioevale. C'è tantissima gente in giro, per la prima volta sul sagrato della chiesa di Cervo non c'è posto per sedersi. Discesa verso S. Bartolomeo e meritata sosta in un bar caffè.
Rientro e intanto l'area si è ulteriormente riempita. Il nostro gatto ha dormito per due giorni e ora tenta un modesto e lento risveglio. La pioggia lo rende "nervoso"!!!.
12° giorno. Bisogna riunire le idee sparse per il camper e avviarci verso casa. C'è un bel sole ma la velocità massima raggiunge i 95 km/h. Il camper non vuole tornare a casa, ma nonostante la velocità ci arriva nel primo pomeriggio. Si infila nel garage, si spegne e girandosi urla: "Ragazzi si scende".
Che caratteraccio!!!! Una sola cosa, cara socia, ma tu l'avresti fatta una avventura del genere in mezzo a questo tempaccio???
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