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Testo e foto Maura 2004 |
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| “Insomma vi volete
decidere a dirmi dove vi piacerebbe andare?” … la mia domanda
cade per l’ennesima volta nel vuoto più assoluto! Finalmente si parte per la tradizionale gitarella di pasqua, per noi sacra e inviolabile da decenni… e la truppa non collabora! “… andiamo dove vuoi tu, va tutto bene!” Capisco la fiducia ma qui si rasenta il disfattismo… non pretendo molto ma almeno sapere che cartine stradali prendere! Insomma, caro socio, stavolta abbiamo superato ogni limite e alle sette di sera, acchiappo l’atlante Europa Centrale e partiamo… per fermarci alle 20,30 per la cena nell’area di sosta per camper di Casteggio sulla A21 dove, constatato che non è poi tanto rumorosa, che siamo in compagnia di altri due mega-camperoni svizzeri e che comunque le idee sono ancora parecchio confuse circa la meta, pensiamo bene di dormirci sopra confidando che la notte porti consiglio! Il mattino dopo splende un bel sole caldo e anche le idee arrivano: direzione Francia del nord per il traforo del Fréjus… poi si vedrà! Lo so che per andare verso nord è meglio il Monte Bianco… ma a noi sta ancora un po’ sul gozzo quella dannata galleria, che ci vuoi fare? Non ti agitare socio, mica tutti sanno a memoria tutti gli itinerari europei come fai tu! Verso mezzogiorno, alla modica cifra di 40.6 €, ci mettiamo diligentemente in coda al semaforo che scagliona gli ingressi in galleria, dotata di illuminazione, aerazione, rifugi e quant’altro per la sicurezza dei mezzi e delle persone compresi i semafori che segnalano la mancata distanza di sicurezza e il superamento della velocità consentita… molto bene! Ma è sempre una tortura per una claustrofoba come me arrivare calma fino alla fine! |
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| Nel frattempo, visto che
l’equipaggio, cane compreso, continua a non esprimere pareri personali,
mi viene in mente il lac du Der dove i miei amici naturalisti
hanno scattato foto da sballo alle gru in migrazione. So che non è più stagione ma vorrei vedere il posto, tanto per consolarmi! Lo trovo all’altezza di Nancy e quindi via sulla A43 per Chambéry dove, stanchi di autostrada, usciamo per la N504 in direzione Belley: sai com’è socio, già che ci sono approfitto per fare un itinerario nuovo e attraversare una delle poche zone della Francia che non conosciamo… o quasi!La strada è buona ma di grande traffico e la bella giornata ci permette di ammirare il paesaggio lindo e ordinato e un po’ svizzero di questa zona. |
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Passiamo accanto al Rodano in questa
bella vallata verde e intensamente coltivata poi all’altezza di
Ambérieu-en-Bugey riprendiamo l’autostrada
A40 prima, e A39 poi. E’ sera
e a Lons-le-Saunier usciamo attirati anche dall’indicazione
del Cirque de la Baume , una delle tante formazioni calcaree
del suolo francese in cui l’erosione del sottosuolo ha causato il
crollo della volta rocciosa soprastante lasciando un perfetto anfiteatro
di rocce verticali qui alte fino a quasi 200 m. dai magnifici colori ocra. |
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| È una delle più
impressionanti di tutta la Francia e vista dall’alto del belvedere
è spettacolare! Naturalmente è ormai tardi e gli ultimi brandelli di luce non ci consentono di ammirare a lungo il panorama per cui rinunciamo anche a scendere nel centro dell’anfiteatro (cirque) sulla stradina apposita molto stretta e disagevole, e tanto meno abbiamo il tempo di aggirare tutto l’anfiteatro, per cui ritorniamo verso Lons-le-Saunier, che deve il suo strano nome alla salamoia estratta con i pozzi dalle miniere di salgemma locali e che viene anche sfruttata fin dai tempi antichi per le terme ancora attive. Non troviamo posti adatti alla sosta ma un bel campeggio confortevole e già piuttosto pieno… sarà per via delle terme! Altra curiosità del posto: uno strano monumento, sotto al quale giriamo più volte in cerca della giusta direzione, ci informa che qui nacque Claude Rouget de Lisle… e chi è? dirai tu caro e disinformato socio! l’autore della Marsigliese… l’inno nazionale francese… che diamine!! |
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Il mattino dopo è ancora una bella giornata e riprendiamo
con calma il viaggio sulla N83 direzione Dole,
poi la D475 che attraversa bei paesaggi ed è poco
trafficata, Auxonne, Genlis, circonvallazione di Digione
e poi la N71 verso Troyes:
perché questa deviazione stravagante? Perché ho letto sulla
cartina (il GPS uccide la fantasia!) che a ovest di Digione ci sono le
“sources de la Seine” …e vuoi che ci
perdiamo le sorgenti della Senna? Mai! Sulla strada ci sono deliziosi paesini e quindi facciamo una piccola sosta a S.te Seine con la sua bella chiesa. Continuano i bei paesaggi con dolci colline e prati gialli abbaglianti, e finalmente ecco le sorgenti del mitico fiume! |
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… beh! praticamente
un rigagnolo in mezzo a un prato fangoso dove Mistral si inzuppa fino alle
orecchie per cui passeremo una bella mezz’ora a lavargli le zampe
in un secchio in mezzo alla strada prima di riammetterlo nel camper! Un
fango nero e sottile che non c’era verso di togliere! Il sito è però suggestivo e tranquillo e una bella statua di marmo bianco dentro ad una grotta segnala degnamente l’inizio del più celebre fiume di Francia! La strada lo costeggia per un lungo tratto e devo |
| dire che il paesaggio è
molto bello perché la Senna scende pigramente in questa vasta pianura
tra mille anse circondata da prati, boschetti e paesini minuscoli i cui
nomi terminano tutti inesorabilmente con il suffisso -sur-Seine. A Bar-sur-Seine deviamo sulla D443 dove ammiriamo delle belle case a graticcio nei vari paesi attraversati, come a Vandeuvre-sur-Barse o a Bienne-le-Chateau mentre costeggiamo il Parco della Foret d’Orient e relativo lago. Poi la D400 per Montier-en-Der da dove risaliamo per la D12 verso la sponda ovest del lac du Der-Chantecoq e cominciamo a costeggiare il lago che però non è facilmente visibile dalla strada che si trova alla base della |
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| diga che costituisce l’invaso
di questo grande… bacino artificiale! Come scoprirò tornando
a casa e guardando finalmente la guida della regione (solita situazione
di totale disinformazione di quando si parte senza sapere dove andare! …
ma mica posso portarmi al seguito tutte le guide particolareggiate d’Europa!)
apprendo che questo grande lago (terminato nel 1974) è stato progettato
per regolarizzare il corso della Marna. Come per tutti i bacini artificiali anche per questo sono stati sommersi ben tre paesi di cui si sono salvate solo due chiese. Prima del porto di Chantecoq è segnalato un grande parcheggio per camper e ce ne sono già alcuni ma, anche se comodo, è proprio sotto la diga e preferiamo cercare una posizione un po’ più panoramica… che però è un po’ difficoltosa da trovare per via di molti limiti e divieti… barre comprese! Ci sono grandi basi nautiche e di sport d’acqua e non oso immaginare come sia qui d’estate!! |
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Verso la presqu’ile de Lanzicourt la
strada si alza e il lago è visibile e troviamo un posticino tra
altri due camper lungo la stradina in mezzo al bosco che porta ad una
grande spiaggia. Non è il massimo ma molto tranquillo e in riva al lago che ci ripromettiamo di esplorare bene domani mattina, adesso ci godiamo la notte stellata! … appunto! durante la notte uno sgradevole ticchettio ci toglie ogni illusione: piove a catinelle! E pure al mattino continua a piovere: |
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proseguiamo per puro dovere di cronaca il giro del lago
ma il panorama non è entusiasmante e anche il lago in sé
ha poco charme del tutto compatibile con la sua natura artificiale, per
cui puntiamo verso St. Dizier sulla D384:
ancora belle case a graticcio e bei paesini. Poi prendiamo la N35
e ci fermiamo a Bar-le-Duc riuscendo anche a trovare
parcheggio nella città alta antica e austera con bei palazzi dal
1500 in poi. Lungo la Marne nel paesino di Tannois troviamo un magnifico belvedere sulla collina: siamo soli e festeggiamo più che degnamente la Pasqua con immancabile buon pranzetto |
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(tu lo sai che sono veloce come la folgore in cucina e quindi cucinare in camper mi è particolarmente congeniale!) e uova di cioccolato finali!! Non ridere socio, siamo tutti adulti… ma al rito delle uova di pasqua non rinunceremo mai, ha il potere di farci sentire uniti, è un rituale scaramantico… pensala come ti pare, ma intanto ci divertiamo ancora come dei bambini!! Riprendiamo la strada non troppo lucidi nelle nostre azioni… è comprensibile! Il tempo non accenna a migliorare anche se non piove più e la ciurma rumoreggia: io non oso proporre la “Voie Sacrée” (la strada N35 che da Bar-le-Duc a Verdun fu utilizzata durante la Grande Guerra per rifornire il fronte nel suo punto più vitale) o seguire la Mosa per Sédan. |
| Queste zone non le conosciamo
e vorrei visitarle un giorno o l’altro… ma la pioggia e il fatto
che siamo sugli scenari di guerra con sacrari e cippi a ricordarlo, non
entusiasmano la truppa che se non vede un po’ di mare non gli pare
neanche vacanza, per cui al grido di “si va la mare!” dopo Ligny
ci infiliamo sulla N4, di nuovo S. Dizier, poi Vitry-le-François,
Chalons dove, ormai nel buio più totale, imbocchiamo l’autostrada
A4. Intanto mi do da fare per trovare un rifugio per la notte e un’idea per l’itinerario: trovato! |
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La Baie de la Somme! “Che roba è?” A vederla sulla carta mi ispira, è la foce della Somme, una zona umida naturale e poi l’ho sentita nominare dai soliti amici naturalisti. "Dai proviamo, i fiumi non ci deludono mai!" E poi è davvero l’ultimo tratto di costa francese che non abbiamo mai visto… ci tocca! Adesso siamo sulla A26 e passiamo accanto a Reims, a Laon, poi St. Quentin, Amiens (tutte superbe cattedrali gotiche da non perdere) infine ad Abbéville imbocchiamo l’uscita 24 in direzione Le Crotoy. E’ un’ora assurda e non te la rivelo se no mi cacci dal sito e, con qualche… volteggiamento più del necessario, riusciamo anche a trovare in modo del tutto casuale l’area di sosta comunale. |
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Ci sistemiamo a stento dato
che è piuttosto piena anche perché, come vedremo il giorno
dopo, è proprio sul mare al riparo di una bassa duna di sabbia, magnifica!
Ce l’abbiamo fatta: l’oceano è lì davanti e spuntano
anche le stelle… la ciurma viene rapidamente rifocillata e così
spariscono come per incanto anche le residue tracce di ammutinamento! Amen. Magnifica passeggiata mattutina sulla grande spiaggia di Le Crotoy: grande panorama sulla baia che poi visitiamo con calma in camper. |