La fine dell'estate si avvicina, le scuole sono iniziate, tutti sono rientrati e come solito abbiamo preso armi e bagagli e siamo partiti. Si carissima socia, tu sei partita prima precedendomi di 10 giorni, ma ti ho seguita prendendola con calma. Per dove? Grosso modo sulle tue tracce anche se con obiettivi diversi. Non abbiamo programmi precisi, procediamo alla giornata che è meglio, al bando programmi che non vengono mai rispettati, troveremo durante il tragitto gli spunti per godere di questa vacanza.
Vuoi sapere come è andata? Stai calma che ti racconto….
|
Solita strada, oramai il camper potrebbe seguirla da solo, ma non per questo noiosa, anzi….. è domenica, nessuno sull'autostrada Bergamo-Milano nota per le sue interminabili code, tangenziali vuote… si, vuote! Autostrada per Genova e poi si punta sulla Brescia-Piacenza-Torino con deviazione per Asti, Alba e Cuneo.
Salita al Colle della Maddalena o Col du Larche che affrontiamo in solitaria… c'è quasi da preoccuparsi!. Sul colle la solita atmosfera di alta montagna, venticello fresco, assoluto silenzio, due o tre auto ferme e nulla più. A capofitto lungo la discesa che porta prima a Larche e in prima serata siamo a Barcelonette anche questa semideserta. Meglio così, sosta nel nostro solito posticino. Ordiniamo un po' il camper perché siamo partiti a razzo … prima di ripensamenti e qualche altro contrattempo.
Durante la notte un breve temporale rinfresca la temperatura già bassa e ci ritroviamo il mattino successivo con 10 gradi. Ottimo, odio il caldo!
Riprendiamo la strada notando finalmente un po' di vita, si fa per dire…!!!
|
|
Aggiriamo il lago artificiale di Serre Poncon con direzione Sisteron. A Monetier Allemont deviamo verso ovest seguendo la direzione per Chateauneuf de Chabre attraversando estese colture di alberi da frutto dove predominano le coltivazioni di mele, quasi mature. E' piacevole viaggiare su queste strade quasi prive di traffico, ci si guarda in giro, ci si ferma nei paesetti, si fa la spesa al piccolo supermercato dove la cassiera e la cliente hanno il tempo di discutere dell'uncinetto o della maglia, la vita calma e quieta senza stress… dopo un giorno ti adegui alle loro abitudini |
Voglio raccontarti un piccolo episodio accaduto appunto all'esterno di un piccolo supermarchè di uno sperduto paese …. A dispetto del nome “super” era piccolo, ma aveva quanto bastava a noi, tra cui dei croissant da favola…. dunque arriviamo nel piazzale e poco distante da noi su un vecchio camper un altrettanto attempato signore si sta dando da fare a pulire il cruscotto su cui saltella un simpatico cagnolino… a proposito hai badato quanti camperisti francesi hanno il cane? Per me quasi tutti!!! A bordo solo lui e il cane… entriamo, facciamo la spesa con calma, assistiamo alla chiacchierata cassiera-cliente e finalmente usciamo e il vecchietto è ancora alle prese con le pulizie. Poco dopo compare, con calma, la sua signora… deliziosa, sale sul camper sistema le cosucce comprate e seduta in cabina fa cenno al suo compagno di procedere. I gesti delle mani sono eloquenti, un invito a partire con calma è quasi imperativo… oddio non è che ci si poteva aspettare chissà che, comunque con calma indietreggiano e sempre con calma, penso 1 km/h , escono dal piazzale e procedono sulla rampa di accesso alla strada principale… mi sa che a quella velocità indietreggeranno per inerzia. Svoltano, con calma, sulla nazionale e pure noi sistemate le cose partiamo. Ma che ti vedo? In cima alla rampa poco distante è fermo il camper dei nonnetti.. passiamo a fianco notando che se ne stanno beatamente seduti in dinette… per me hanno superato la barriera del suono e la cosa li ha disturbati. Viene da chiedersi ma che fretta si deve avere in questa vita? C'è di che meditare…
|
Altra deviazione e ci ritroviamo in uno stupendo bosco nei pressi di Antonaves e dato che la temperature è ulteriormente risalita niente di meglio di una sosta pranzo sotto gli alberi. Il bosco è pieno di funghi, ma evitiamo la raccolta non conoscendo bene le regole locali….. Invitanti piante di mele sono proprio lì vicino…. oddio meglio lasciare stare le mele visto cosa è successo ad Adamo!!
|
|
|
|
Sbagliamo strada, echissenefrega, ma ci va bene perché attraversiamo le gorges de la Mouge, molto belle e con parecchi sentieri che conducono al fondo valle…. Ci fermiamo in un punto in cui la accessibilità è migliore, non abbiamo portato le calzature adatte e sarebbe stupido rovinarsi la vacanza storcendosi una caviglia….
|
|
|
Nel pomeriggio siamo a Vaison la Romaine, il nome della cittadina dice tutto. Posta sulle rive del l'Ouvèze, conserva ancora oggi l'originario insediamento romano e proprio sotto il parcheggio si possono ammirarne le rovine. Sull'altra riva sui resti di una torre gallo-romano, si innalza un castello di epoca medievale a guardia del villaggio e della vallata., C'è un sacco di gente e non riusciamo a capirne le ragioni, certamente molto è legato alla notorietà della cittadina ma non è giustificato da questa quasi insignificante presenza di un sito archeologico… in Italia non verrebbe nemmeno preso in considerazione, qui invece… ci campano e come!!!
|
Fa un caldo terribile, breve passeggiata per le vie cittadine e fuga precipitosa verso le coline dove in un tranquillo paesello sotto enormi olmi poggiamo le ruote all'ombra e al fresco. Di fronte a noi il piccolo edificio della mairie, una bella fontana, quattro panchine, qualche frettoloso passante che attraversa la piccola piazza, silenzio assoluto… uela!!! abbiamo ritrovato la calma!! Si gode una di un bel panorama su tutta la pianura circostante e un tramonto bellissimo.
|
|
|
 |
Questa mattina si pone il problema, scendendo verso sud, di non attraversare le città di Orange e Avignon notoriamente trafficate. Largo giro verso Bollene, Pont st Esprit, Piolenc e deviazione per Pont du Gard. Ci siamo ritornati dopo diversi anni e tutto è cambiato, non più il ruspante parcheggio sulle rive del Gard dove era delizioso “pucciare” i piedi nelle giornate calde oppure fare liberamente un giretto con la canoa…. Macchè roba passata ora ci vuole organizzazione e… businnes. Così Pont du Gard diventa parco e fin qui sta bene tutelare un così importante sito archeologico, ma quei mega parcheggi nei dintorni della serie “allineati e coperti” stonano molto. Va beh, dobbiamo pur concedere qualcosa!!!! |
|
 |
Picchia un sole cocente e ci incamminiamo lungo il percorso che conduce al grandioso acquedotto che portava l'acqua a Nimes e a tutta questa zona che veniva chiamata l'orto dei romani per le sue estese colture di ortaggi. Rinunciamo a salire in cima alle tre arcate preferiamo una lunga passeggiata lungo la riva sinistra che conduce a tranquille anse dove stazionano dei canoisti.
Ritorniamo sui nostri passi dopo aver lasciato 5€ alla cassa per il parcheggio… non ho capito se si riferivano alle due ore di sosta o all'intera giornata… i francesi a volte sanno rendere complicata l'interpretazione di regole molto semplici e viceversa.
|
Dopo pranzo scendiamo verso Nimes e poco prima della città conoscendo le decine di rotatorie disseminate sul percorso della tangenziale entriamo in autostrada per proseguire fino a Beziers sud dove prendiamo la dipartimentale per Montady. Interessante in questa zona ammirare il vecchio stagno dove il terreno è lavorato a misure geometriche concentriche che convergevano in un catino dove si raccoglievano le acque necessarie all'agricoltura. Poi Capestang con le sue cantine e l'intenso odore di mosto, il porticciolo sul Canal du Midi dove è piacevole fare una pausa di riposo. Un trattorino che procede davanti a noi carico di uva appena vendemmiata, sparge sulla strade il liquido rossastro, un anteprima della pigiatura… Siamo letteralmente spruzzati e invasi dal profumo di questo anticipo di mosto.
|
|
|
Siamo a settembre, siamo nella zona del Mivervois e del Corbieres, siamo in mezzo alle vigne, siamo sul Canal du Midi, cosa potresti aspettarti di meglio? E per la notte dove si potevano poggiare le ruote?? Ma a Trebes, proprio sul Canal du Midi, proprio tra le vigneti del Corbieres da una parte e del Minervois dall'altra…. Ci sono già diversi camper, la zona è invitante l'imponente viale alberato lungo le rive, il porticciolo dove stazionano le penichette per le crociere, le chiuse….
|
| |
|
E qui in serata chi ti vedo arrivare davanti al camper? Ma tu carissima socia, col tuo camper-bus riconoscibile non dalla marca ma dal tuo incasinatissimo cruscotto. No, non è incasinato? E' un disordine sotto controllo? Ma lasciamo stare, solo ti vorrei veder cercare qualche cartina….
E' un piacere incontrarti, è un piacere vedere anche il tuo compagno di sventure alquanto frastornato dalle tue indicazioni stradali, il clima è propizio e così trascorriamo insieme una piacevole serata e parte del mattino successivo.
Solito sguardo alle chiuse, un saluto e via per Lagrasse attraverso un territorio punteggiato dai vigneti e da qualche sparuto paesello.
|
|
 |
Ma quanta uva hanno stì francesi?? Dopo una infinità di saliscendi su queste basse colline siamo a Lagrasse e ti ritrovi immerso in quella atmosfera che si respira in quasi tutti i borghi francesi: calma assoluta, poca gente in giro e spazio in abbondanza e quella sensazione di trovarsi come a casa propria.
Parcheggiato il camper, avevamo almeno due mila metri quadri a disposizione parcheggio dove è obbligatorio sostare e poco lontano dal centro, iniziamo la visita a questa prima abbazia che sarà il filo conduttore di questa nostra vacanza.
|
|
 |
|
 |
Lagrasse è famosa per la sua abbazia di Sainte Marie d'Orbieu che si trova al di là del fiume di fronte al paese. L'abbazia benedettina fu fondata nell'VIII sec. e si sviluppò immediatamente acquisendo proprietà e privilegi. Conobbe grande prosperità in epoca carolingia a cui seguì nell'XVII sec un periodo di declino. Un campanile alto ben 40 mt. svetta al di sopra di questo complesso la cui visita è a pagamento, ma senza guida..
|
|
 |
Giriamo un po' ammirando anche il caratteristico ponte che unisce l'abbazia al nucleo storico della cittadina. Sotto un enorme albero ci concediamo la pausa pranzo ristoratrice
|
Vista l'ora puntiamo ancora più a sud passando per Felines Termenes un simpatico paese in un vallone in mezzo a queste colline prepirenaiche. Per gli amanti della storia Napoleone III vi soggiornò durante il suo ritorno dalla Spagna. Scorgiamo a lato una bella area di sosta camper e ci chiediamo come un piccolo villaggio possegga un'area così ben strutturata. Avercele noi!!!
|
Percorriamo una parte delle gorges de la Cagne e anche qui in un paesello sperduto incontriamo i cantonieri francesi i quali pare abbiano aspettato il nostro arrivo per l'asfaltatura delle strade. Ma il bello è che stanno asfaltando un dipartimentale di quelle bianche segnate dalla Michelin, ovvero quelle che da noi verrebbero considerate di campagna, quasi impercorribili. A parte il fatto che qualcuno dei nostri dovrebbero prendere lezioni di asfaltatura perché non trovi una buca neanche a pagarla… Sosta forzata di mezz'ora che ci da modo di ammirare la natura e soprattutto gli estesi boschi che si perdono all'orizzonte.
|
 |
| |
|
Arriviamo finalmente a Cucugnan, villaggio abbarbicato su un colle e base di partenza per i castelli catari, con il suo caratteristico moulin celebrato dall'ormai famoso poeta Daudet e che richiama quello di nostra notissima conoscenza di Fontvieille...
|
Il borgo fu costruito su un castrum romano e ne conserva l'architettura, le strade strette, la bella chiesa, le case costruite con la pietra locale. Nel parcheggio una enorme pianta di fichi con i frutti già belli maturi… peccato quel nugolo di api che ronzano pericolosamente intorno all'albero…!!!
Inutile stare a raccontare la storia di tutta questa zona, ma guardandoci bene in giro chi glielo ha fatto fare venire fin quaggiù a distruggere questi due castelli dei cosiddetti eretici? Avevano poco da fare a quanto pare oppure questi catari erano molto antipatici. Non voglio giudicare la storia però…..
|
| |
|
Peyrepertuse è un nido d'aquila, la strada che sale è da fondi-motore sicchè a metà visto l'andazzo del traffico, praticamente in certi punti due auto incrociandosi facevano fatica a passare, dopo aver visto uscire di strada una mercedes che si era sporta un po' troppo, decidiamo di fermarci in una piazzola e ammirare dal basso le rovine, peraltro in ristrutturazione. Arriviamo a piedi al parcheggio, ma tra cantieri e auto non c'era praticamente modo di sostare e vedere le rovine del castello che distano ancora una decina di minuti.
|
|
|
|
|
Riscendiamo a valle e altra risalita verso Queribus con lo stesso risultato del precedente. Meglio non rischiare più del dovuto.
È pomeriggio inoltrato si impone trovare il posto per porre ”l'uovo”. Ci immettiamo sulla RN Perpignan-Bourg Madame-Spagna e poco dopo usciamo per Eus, uno dei villaggi più belli di Francia.
|
|
|
|
|
|
|
Altra arrampicata e in cima abbiamo la quasi amara sorpresa di non trovare posto se non in un parcheggio a rischio caduta libera lungo i crinali della montagna. Fortunatamente una macchina se ne va e ci lascia il posto nella parte meno inclinata del parcheggio. |
|
|
|
|
| Abbiamo ancora luce e si va alla visita di questo villaggio, con case di pietra, angoli romantici e una stupenda chiesa datata 1720 dedicata a Saint Vincent costruita su una parte delle rovine del castello che si erge dietro la chiesa, al cui interno troviamo delle stupende pale guardate a vista. |
Da lassù una stupenda vista su tutto il territorio sino ai Pirenei.
Ci ritiriamo e a luci spente stiamo ad ammirare tutti i paesi che si intravedono in lontananza e il massiccio del Canigou attorno al quale troveremo prossime altre gradite sorprese.
Mai notte fu così preoccupata del solito…. No scherzo socia!!! la pendenza del parcheggio, la paura che qualche cuneo cedesse…. benvenuta alba!!
|
Piacevole prima colazione con un panorama mozzafiato, un silenzio assoluto, rotto soltanto dal cinguettio degli uccelli… che si vuole di più dalla vita? Quanto meno si riesce ad aprire i vetri senza ostacolo alcuno molto diverso da certe aree nostrane dove puoi ascoltare anche i bisbigli del tuo vicino…. |
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 |
|