SLOVACCHIA
Lasciamo davvero a malincuore Cracovia da dove usciamo con difficoltà a causa della scarsa segnaletica e finalmente imbocchiamo la N7 che è intasata da un traffico terribile con grossi camion che in salita rallentano parecchio, facciamo pure delle code forse perché la strada porta anche a Zakopane, nota località di montagna, e siamo nel week end.
Per fortuna a Rabka noi deviamo proseguendo sulla E77 verso il confine slovacco di Chyzne.
Purtroppo arriviamo al confine troppo tardi e siccome non ci sono cambi e le banche del prossimo paese sono già chiuse, devo affidarmi allo strozzinaggio del gestore del ristorante in frontiera che mi da 36 corone slovacche per un euro invece di 42!! Un bel furto, soprattutto quando scopro, pochi chilometri dopo, che i supermercati hanno uno sportello apposito dove praticano un regolare cambio prossimo al valore ufficiale!! Porca miseria!
In compenso la strada diventa di colpo scorrevole e liscia e finisce l’incubo dei dannati solchi nell’asfalto, nonché il traffico pazzesco: che meraviglia!
E’ una bella zona di montagna, bellissimi panorami, paesi molto belli con strane case di legno lunghe e strette costruite una accanto all’altra è un peccato che la pioggia e la sempre sconsiderata guida di mio marito mi impediscano do fotografarle come meriterebbero.
Il manto stradale è buono ma le indicazioni no e facciamo i nostri soliti numeri da circo con delle spettacolari inversioni di marcia!
Un po’ prima di Povazska Bystrica ci mettiamo a cercare un campeggio segnalato ma facciamo molta fatica a trovarlo… alla fine lo scoviamo su una strada laterale, immerso nel verde più totale, la reception è una casetta di legno sotto gli abeti e così anche il piccolo bar, l’ingresso è minuscolo ma il ragazzo ci assicura che il camper può entrare. In pratica il campeggio consiste in una serie di deliziosi bungalow di legno messi in cerchio e al centro c’è lo spazio per le tende… e per il nostro camper che riusciamo a stento a far passare attraverso la staccionata e che troneggia immenso in questo praticello con ai piedi due tende e di fronte il balconcino di un bungalow!
Ci sentiamo un po’ in imbarazzo anche perché c’è parecchia gente, ragazzi soprattutto, che però non si squassano per niente e sorridono gentili passandoci accanto.
Appena fa buio si accendono dei lampioncini bassi davanti ad ogni bungalow e mi sembra di essere nella favola di Biancaneve e i sette nani… mi aspetto di vederli uscire in fila dalle casette canticchiando!!
La mattina attorno a noi un gruppo di ragazzi si prepara per una escursione con corde, ramponi, piccozze e un magnifico huskye saltellante a cui fanno provare una perfetta imbragatura su misura: lui non fa una piega, si vede che è abituato!
Riprendiamo il cammino sulla E50 tra bei panorami e notiamo qui un livello di vita più basso che in Cechia e tracce più evidenti del passato pesantemente industriale del paese, sono numerose le fabbriche dismesse o parzialmente in uso che contrastano con la bella natura di questa regione. Dalla strada vediamo stagliarsi in alto il bel profilo di un castello fortificato: è il castello di Trencin. Ci fermiamo nel centro storico del borgo con una bella piazza allungata e circondata da edifici settecenteschi e saliamo per la scalinata, in parte coperta, che porta la castello.
Purtroppo la visita è solo guidata e ci tocca quindi una lentissima quanto inutile spiegazione in slovacco!Il castello prometteva bene da lontano ma da vicino si notano pesantissimi interventi restaurativi poco rispettosi della struttura originale: è stato usato anche abbondante cemento armato!
Peccato perché il complesso d’insieme è molto bello, ma in questi paesi, specie negli anni passati, di queste operazioni invasive di restauro ne sono state fatte parecchie e non sarà facile rimediare in futuro.

Ci infiliamo quindi sull’autostrada che è molto panoramica ma usciamo quasi subito per raggiungere un bel laghetto che scorgiamo dall’alto. Troviamo una magnifica sistemazione a bordo d’acqua proprio sotto lo svincolo ma il posto è silenziosissimo grazie a delle efficienti lastre di vetro antirumore: eccellenti! Ancora una sosta a Trnava, segnata con due stelline rosse sulla cartina, interessante soprattutto per le mura medievali ben conservate in molti tratti , palazzi e chiese antiche in una delle quali becchiamo un matrimonio con l’uscita degli sposi sul sagrato. Ci divertiamo sempre ad osservare le differenze nei vari paesi e soprattutto i vestiti e le acconciature di sposi e invitati.

Verso sera siamo a Bratislava, la capitale, e senza troppa fatica e qualche informazione colta la volo, arriviamo ad un bel campeggio inserito nel parco sul fiume. Il parco è molto attrezzato con porticciolo per imbarcazioni, locali di ristoro, passeggiate, spiaggia, campi sportivi. Anche qui si nota l’abitudine alla vita all’aria aperta, al corretto uso del territorio e alla pratica di sport d’acqua. Il campeggio è molto grande e ben attrezzato anche per i camper. Non ha recinzioni per cui la sera, portando a spasso il cane, finiremo quasi per perderci nel parco!

Siamo agli sgoccioli della nostra… cavalcata delle valchirie ma Bratislava non possiamo tralasciarla e quindi le dedichiamo la mattina. Arriviamo in centro piuttosto facilmente e, dopo aver rischiato la catastrofe per aver imboccato un percorso solo per tram e conseguente rischiosissima inversione di marcia sulle rotaie… al limite dell’arresto, riusciamo a parcheggiare vicinissimi al centro.

Purtroppo comincia a piovere e ci disturba un po’ la visita del piccolo centro storico, molto uniforme e ben conservato, quasi tutto pedonale, vivace e gradevole. E’ una bella sorpresa soprattutto per il suo aspetto armonioso e non artefatto tanto che in questo momento alcune vie e piazze sono il set di un film storico. Vediamo infatti dei camion di attrezzature e delle scene già allestite in alcuni angolini attorno alla cattedrale.
Scorgiamo appena le acque non certo blu del Danubio dallo svincolo del ponte su cui ci siamo arrampicati per fotografare la cattedrale e il castello di fronte. Non c’è molta visibilità e piove abbondantemente per cui non riusciamo ad ammirare come si deve il moderno ponte che attraversa il fiume ma che spacca in due il centro storico con una grande arteria di scorrimento sopraelevata rispetto al piano della cattedrale.
Caro socio, non te lo vorrei dire ma domani dobbiamo essere a casa… lo so che è da pazzi visto che è mezzogiorno e siamo ancora a Bratislava, ma noi ci proviamo lo stesso.
Non senza le solite difficoltà usciamo dalla città, in direzione Vienna che è a due passi, verso il posto di confine di Kittsee che non è segnalato per niente e che riusciamo a raggiungere per pura intuizione.

Finalmente dopo una ventina di chilometri dal confine austriaco siamo in autostrada, sembra che tutto fili liscio ma nella circonvallazione di Vienna un bell’incidente sotto un tunnel ci blocca per almeno un’ora!
Riprendiamo la marcia pensando di passare dal Tarvisio per evitare il Brennero intasato ma una tua provvidenziale telefonata (come farei senza di te socio?) ci avvisa che in Friuli la pioggia ha provocato frane e danni e le strade sono interrotte… cambiamento di programma e proseguiamo per Linz.
Una breve sosta pranzo e via di nuovo sulla strada dell’andata: l’autostrada è molto trafficata e temiamo per il tratto verso Innsbruck.
La pioggia compare a tratti e dopo un’estate più che torrida fa quasi piacere ma non è il massimo quando si devono fare parecchi chilometri in autostrada.
Comunque finalmente procediamo senza intoppi e verso sera un altro dei tuoi preziosi suggerimenti ci sarà molto utile: siccome oggi è domenica e i tir non viaggiano, ci conviene superare il Brennero adesso per fermarci all’area di sosta di Vipiteno e lasciare che il grosso dei mezzi parta durante la notte e si distribuisca sulla strada.
Effettivamente quella di Vipiteno è un’ottima area facile da trovare oltre l’interporto dei tir, a pagamento, recintata, sicura, attrezzata, e sorprendentemente silenziosa e in mezzo al verde, proprio sotto il bel profilo di un castello. Ci sono parecchi camper e roulotte prevalentemente di tedeschi che vengono in Italia per sfruttare il mese di settembre. Una nottata molto rilassante!
Il giorno dopo, il nostro arrivo a casa coinciderà con la fine dell’estate anche meteorologica dato che avverrà sotto l’acqua e con la fine improvvisa del gran caldo che per mesi ha fatto impennare le vendite dei condizionatori!

Come sempre siamo stati ingordi e frettolosi, abbiamo visto un mare di posti per i quali abbiamo espresso il serio proposito di ritornare (cosa che facciamo sempre!) e ci siamo affidati molto al caso e ad indicazioni sommarie ma non siamo rimasti delusi quasi mai, anzi, le belle sorprese e le scoperte inaspettate sono state moltissime.
Lo so che la maggior parte della gente prepara il viaggio, consulta (prima) le guide , le carte, prevede un itinerario… ma a me non piace, odio farmi dei preconcetti e delle aspettative perché poi la disillusione sarebbe peggio. Mi piace vedere le cose con animo sgombro e giudicare da me quello che mi piace e che mi affascina anche a rischio di qualche disagio o perdita di tempo che però fanno parte del viaggio e alla fine ci si ride sopra!
E questo vale anche e soprattutto per i paesi dell’est verso i quali troppi nutrono ingiustificata diffidenza se non addirittura sentimenti di superiorità e fastidio per condizioni di vita diverse e per l’evidente residuo degrado di alcune zone urbane e rurali. Queste persone farebbero bene a starsene a casa loro perché viaggiare significa avere la curiosità della scoperta e del diverso da noi, del confronto positivo fra popoli e del rispetto assoluto per gli altri senza pretese di alcun tipo.

A conferma di questo, ci siamo sempre trovati bene, non abbiamo avuto nessun problema (a parte la mia inefficienza organizzativa.. ma questo è un altro discorso) e non ci siamo mai sentiti insicuri, anzi il fatto che il turismo di massa qui sia ancora lontano e che volutamente abbiamo fatto percorsi fuori dalle mete tradizionali ci ha fatto sentire ancora più tranquilli e a nostro agio. E mai come ora la parola d’ordine è: “Dobbiamo tornare un’altra volta!!”

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