paesi dell'est

 

Testo e foto
Maura 2003

 

Per quanto ti paia incredibile, caro socio, stavolta so dove andare! Tanto per fare una novità rispetto agli ultimi tempi: rotta verso est… che ne dici? Anche quel fanatico di marito che mi ritrovo ha concesso uno strappo alla sua regola e accetta di fare un viaggio senza vedere il mare… penso sia conseguenza di questa torrida estate e del fatto che comunque ci siamo già fatti una lunga e confortevole vacanza a mollo nel greco mar!
Come dici? Che itinerario facciamo? …adesso non esageriamo! Ho preso su l’atlante Europa del Touring 1:900.000 e ho tirato giù da internet qualche info sui campeggi in Polonia solo perché non ci siamo mai stati e mi pare che ce ne cresce!! Vagheggio confusamente di Romania, Bulgaria, Slovacchia… sotto lo sguardo scettico di quel miscredente di mio marito che mi riporta coi piedi per terra rammentandomi che abbiamo due settimane striminzite! Intanto partiamo, poi vedremo!

Manco a dirlo prima dell’una e mezza non riusciamo a schiodare le ruote e poco dopo siamo fermi per la dovuta sosta pranzo alla prima area autostradale…a 25 km da casa!
Riprendiamo in direzione Brennero, fa ancora caldo ma è tollerabile, usciamo a Bolzano e prendiamo la N38 per Merano verso il passo di Resia per evitare il traffico di camion assurdo del Brennero.
Da Merano in poi il panorama della valle Venosta è magnifico e ci sono alberi di mele ovunque: basterebbe allungare una mano dal finestrino per coglierne una! La strada è bella ma non larghissima per cui basta una roulotte, come in questo momento, per rallentare tutto il traffico!
Al passo Resia acquistiamo in un negozietto qualunque la vignetta (7.60 € per 10 giorni) obbligatoria per circolare sulle autostrade austriache e proseguiamo tra il verde e un’aria finalmente gradevole!
Troviamo un campeggio a Ries e ci fermiamo per la notte. Il prezzo è un po’ salato per una sistemazione provvisoria accanto alla casetta della sauna: 24 €!! Nella notte piove anche, ma fa quasi piacere dopo tanto caldo e altrettanta siccità!
La mattina splende il sole e approfittiamo di un giretto in paese per fare anche un po’ di spesa: speck, cetrioli, pane di segale… vuoi che perdiamo il vizio di riempirci il camper di golosità di vario genere? Anche questo fa parte della vacanza e della cultura di viaggio! A tal proposito… temo che potremmo scrivere un trattato sull’argomento! Ripartiamo e dopo Landeck ci infiliamo sull’autostrada, panoramica ma piuttosto trafficata.

Usciamo a Rattemberg di cui scorgiamo le mura del castello dall’autostrada e facciamo bene a fermarci perché è un bel borgo medievale con molte case antiche ed è sede di una rinomata attività di lavorazione del vetro come possiamo vedere nelle decine di negozietti lungo la via principale.
E’ un posto allegro e rilassante e approfitto anche per comprare delle cartine aggiornate dell’Austria dato che quelle che ho lasciato a casa risalgono all’epoca napoleonica o giù di lì!
Percorriamo un tratto di strada statale ma, dopo la sosta pranzo tranquilla e in mezzo al verde squillante di queste montagne che non hanno conosciuto la siccità delle nostre parti, a Kufstein riprendiamo l’autostrada A12 che costeggia il Chiemsee in terra tedesca e rientra in Austria a Salisburgo: qui il traffico è notevole, il caldo notevolissimo e noi siamo cotti come cotechini!
Ma proseguiamo per non perdere tempo dato che i giorni sono piuttosto contati e poi queste zone le conosciamo già. Deviamo sulla A1 per Linz e poi sulla A7 direzione Praga e in serata ci fermiamo a Freistadt, bella cittadina medievale molto ben conservata, a una quindicina di chilometri dal confine ceco.
Sono le 8 di sera e naturalmente è troppo tardi per proseguire anche perché occorre cambiare valuta e quindi avendo trovato sulla nostra strada l’indicazione di un campeggio… ci infiliamo subito dentro. E’ di quelli che piacciono a noi, rustico, con le cose essenziali, dietro i campi sportivi, la reception è semplicemente il bancone del bar… passeremo una magnifica nottata tranquilla e fresca sul prato accanto al fiume: ci voleva proprio!
 
CECHIA
La strada per il confine è piacevolissima, immersa nel verde, anche se poco segnalata… infatti ci ritroviamo alla frontiera senza troppi avvertimenti. In realtà è un posto ben organizzato con distributori di carburante, duty free, bar e cambio.
Guardano appena i nostri passaporti mentre con le auto sono un po’ più fiscali.
La cosa che colpisce di più è un cartello rudimentale posto sul bordo della strada prima della frontiera ceca, scritto a mano: 100€ = 3056Korona. Rapido giro di sms con te socio che, tranquillamente a casa davanti al pc, fai un rapido controllo e infatti la quotazione è corretta, possiamo cambiare tranquilli… la telefonia mobile, che invenzione!
E’ una buona cosa perché dovremmo cercarci una banca con cambio ufficiale e perderemmo un sacco di tempo dato che i cambi sulle frontiere sono sempre stati dappertutto esosi se non truffaldini e li abbiamo sempre evitati.
Eravamo già stati da queste parti circa 4 anni fa per visitare Praga e devo dire che la Cechia ci aveva lasciato una bella impressione di cultura, correttezza e civiltà… cosa ampiamente confermata anche stavolta!
Approfittiamo quindi per fare con calma il tragitto verso Praga che avevamo per forza di cose percorso molto velocemente l’altra volta e cominciamo con un gioiellino:Cesky Krumlow.
Ampi parcheggi custoditi attorno al magnifico borgo medievale e rinascimentale che dal ’92 fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco e a oggi è quasi totalmente restaurato e riportato all’antico splendore. Occupa un magnifico sito nell’ansa del fiume Moldava che anche qui i Cechi frequentano in massa per soddisfare la loro passione nazionale: la canoa.
Dall’alto ponte che immette nella città antica non ci perdiamo lo spettacolo delle canoe colorate
che scendono tra i flutti ribaltandosi e incravattandosi sotto i massi…il tutto accolto con calma olimpica da parte di un popolo che ama profondamente il suo territorio e lo usa correttamente, uno spettacolo.Il borgo è delizioso e i numerosi musei (ben segnalato quello del pittore Egon Schiele), sale per concerti, piccoli teatri, denotano una ricca vita culturale. Imponente, anche se ingentilito dalle numerose decorazioni colorate, il castello con la caratteristica torre cilindrica. Gradevolissima passeggiata in questo ambiente un po’ fiabesco dovuto anche all’architettura di questi paesi: comincia qui infatti quello che noi chiamiamo “effetto scatola di cioccolatini” a causa degli stucchi, delle decorazioni un po’ leziose e soprattutto dei colori pastello degli edifici e delle chiese.

E’ un magnifico colpo d’occhio, intendiamoci, ma rivedendo le foto a casa sembra di stare sempre nello stesso posto, ci si confonde paurosamente!
Rientriamo sulla E55 e ci fermiamo a Ceske Budeovice, bella cittadina con magnifica e famosa piazza centrale contornata da palazzi e chiese, molti monumenti importanti: è poco turistica e forse per questo molto più interessante ed anche ben tenuta.
Proseguiamo per Tabor e notiamo che ci sono in questa zona cittadine di grosse dimensioni dotate di grandi periferie industriali e artigianali, lo stile è tipo “socialismo reale” ma ci sono anche costruzioni recenti e molti supermercati ben forniti, di grandi catene austriache e tedesche.
Il paesaggio è molto verde e boscoso e anche il campeggio che troviamo appena fuori Tabor è immerso in un bosco di abeti.
E’ enorme, con moltissimi bungalow in legno che sembrano casette di Biancaneve e siamo soli col nostro camper!
Più tardi una giovane coppia in macchina verrà ad occupare la casetta proprio di fronte a noi.
La mattina dopo, il nostro viaggio prosegue sulla strada 19 verso Pelhrimov : anche qui deliziosa piazza centrale, ristrutturata di recente: continua l’effetto “cioccolatino”!
Come al solito non ho una guida della Cechia né di altri paesi e sono costretta a fare l’itinerario sull’unica cartina della Kompass un po’ malconcia e non troppo dettagliata che avevo in casa! Seguo quindi le indicazioni turistiche costituite da una o due stelline rosse accanto al nome delle varie città e dalle sottolineature, sempre rosse, più o meno spesse sotto i nomi… lo so che storci il naso socio ma la vita è bella perché è varia e soprattutto il maritozzo crede che io mi sia informata per bene prima di partire
visto che lo dirigo con sicurezza verso posti dai nomi strani che gli snocciolo con disinvoltura ma che ho letto solo qualche secondo prima!!Lasciamolo nella sua beata ignoranza ...è meglio!
Quello che è peggio è che non ho nessuna informazione sui campeggi e come sempre sono alla spasmodica ricerca dei triangolini rossi di dimensioni sub-molecolari sparsi su questa maledetta cartina!
Altra bella piazza asimmetrica e in discesa e bei palazzi restaurati a Jihlava… peccato che abbiano costruito un bel supermercato di puro stampo “socialismo reale” ma con incorporato un troneggiante Mc Donald (per la par condicio, si capisce!) nel bel mezzo della piazza, devastando la scenografia di tutto l’insieme! La chiesa barocca di Sv. Ignac è notevole e così il bel palazzo a fianco ma tutta la piazza risulta irrimediabilmente deturpata dal maledetto supermercato.
Siamo sull’asse Praga-Brno, l’altra grande città della Cechia e quindi decidiamo di raggiungere quest’ultima avendo già visitato la capitale alcuni anni fa. Tragitto autostradale non troppo confortevole a causa della ricopertura in cemento…un rumore terrificante!

La periferia di Brno ha il solito aspetto tipico dei paesi dell’est degli anni ’60 : palazzoni di vetro e cemento, squadrati, via via anneriti dall’intenso inquinamento delle fabbriche che solo ora cominciano ad essere messe sotto controllo ambientale con buona pace dei residui di combustione ritrovati perfino nei ghiacci del polo nord! A noi non impressiona più di tanto essendo stati assidui frequentatori della Jugoslavia fin dai primi anni ’70, ma capisco che viaggiatori un po’ meno scafati e abituati ai paesaggi urbani francesi, austriaci, olandesi ecc. possano restare costernati e farsi sopraffare dal desiderio di tornare indietro… è un grande errore perché dopo un po’ ci si fa l’occhio e anche queste architetture che poi dal punto di vista urbanistico avevano una loro razionalità, non sembrano così terribili… anzi a noi suscitano ovviamente un po’ di nostalgia.
E poi facciamo un po’ di autocritica: quante delle nostre grandi città hanno periferie degne della nazione ricca e occidentale che crediamo di essere?... lasciamo perdere che è meglio!

Il problema piuttosto è un altro: il centro storico cui vorremmo dare una prima occhiata serale, è praticamente off limits per noi dato che i filobus hanno un’estesa rete di cavi alla preoccupante altezza di 3 metri o al massimo 3.20! Per non parlare delle rotaie dei tram e dei sensi unici di difficile interpretazione. Per giunta siamo un po’ stanchi e dopo parecchie inversioni al limite della denuncia penale, decidiamo di rimandare al giorno dopo e di cercare un campeggio.
Il maritozzo non ha dubbi che lo troveremo immediatamente perché Brno è sede di un importantissimo circuito motociclistico ( ecco perché il viscido individuo insisteva per vedere questa città!) e si sa che i motociclisti sono per tradizione dei campeggiatori…appunto! Nonostante dall’autostrada avessimo visto l’indicazione a lettere cubitali, del campeggio neanche l’ombra e anche le persone interpellate cadono dalle nuvole! Andiamo bene!

Finalmente, ripercorrendo un bel tratto fuori città, troviamo un camping…un cortile praticamente! Un gruppetto di tipi un po’ rustici è seduto al tavolo del chiosco che funge da baretto a bere birra: sono presumibilmente gli occupanti di uno dei due minuscoli bungalow in legno del tutto simili a delle botti da vino! Tende zero ( solo molto più tardi arriverà una coppia in auto che monterà la tendina sotto un albero di pere accanto a noi) e di camper neanche l’ombra: siamo nella classica situazione del fenomeno da circo osservato con gran divertimento dai locali!! Non è la prima volta, ci siamo abituati!
Restiamo qualche attimo in meditazione anche perché la ragazza del bar bada solo alle sue birre e dice che adesso arriva il padrone per i documenti…ma non si palesa nessuno! A questo punto decidiamo di fermarci perché il posto è rustico ma non male e a noi che ce frega dei servizi dato che li abbiamo a bordo?
Fa discretamente caldo e mi dirigo decisamente verso il chiosco da dove ritorno al camper con due magnifiche birre: sarebbe un delitto non assaggiare una delle birre più buone d’Europa! E’ davvero squisita.

La serata ci riserva però un altro thriller: il pc portatile che il compagno delle mie sciagure deve ogni tanto utilizzare per continuare a lavorare anche in camper...pena non partire del tutto, si blocca!
O meglio, anche spegnendolo la ventola di raffreddamento continua a girare! E adesso? Magari si surriscalda e prende fuoco, si scassa di sicuro, come cavolo facciamo? Dopo richieste di aiuto telefoniche ai vari espertoni…decido per le maniere forti e tento di trovare dove sia la batteria dell’aggeggio per toglierla e farla finita! Non è proprio una cosa facilissima perché è molto ben celata e soprattutto la simbologia è alquanto misteriosa, alla fine mi munisco di cacciavite e comincio a svitare lo svitabile! Estraggo varie cose tra cui sicuramente il disco fisso!!! Per poi scoprire, al colmo della disperazione e giusto un secondo prima di lanciare il malefico aggeggio dal finestrino del camper, che facendo slittare un cursore su un lato del pc…si sblocca un cassettino del tutto privo di simboli sul lato opposto !! Ed ecco la maledetta batteria e la pace regna alfine: cessato il pestifero ronzio!
Contenti per l’insperato successo sfidiamo la sorte rimettendo la batteria al suo posto e riavviando il pc…che inaspettatamente si accende e si spegne senza fare una piega, senza il minimo intoppo! Si deve essere spaventato quando l’ho violentato col cacciavite…non deve essere stata una bella esperienza!!
Notte tranquillissima e al mattino partiamo alla scoperta di Brno che si rivela meno ostile della sera precedente e infatti riusciamo a parcheggiare in centro, scansando rotaie e cavi elettrici. E’ una piacevole scoperta questa città: il centro è in fase di ristrutturazione molto avanzata anche se restano ancora molti cantieri aperti ma già ora si mostrano in tutto il loro splendore una serie notevole di palazzi liberty dai decori sorprendenti, molte chiese antiche di varie epoche e piazze ariose circondate dai tavolini dei bar: I cechi amano molto vivere all’aperto e la gente riempie strade e piazze, non mancano mai bancarelle di fiori che tutti acquistano in quantità.
Anche se è domenica mattina, le strade non sono deserte e notiamo che tutte le chiese sono aperte e molto frequentate per la messa domenicale! Circolano certe vecchie Skoda da museo: una goduria per gli occhi! Modelli anni 60 colorati e cromati perfettamente funzionanti.
E’ ovviamente la macchina più diffusa anche nei modelli recenti. Lo stile di guida è calmo ed educato e nessuno si infastidisce per la nostra mole.
Molto soddisfatti, ci rimettiamo in viaggio verso la Polonia dove nel frattempo abbiamo deciso di andare per un primo assaggio di un paese per noi sconosciuto: lo so il tempo è poco, caro socio, ma siccome chissà quando potremo fare le cose con calma come i nostri due eroi canadesi Chantal e Michel , non ci resta che accontentarci di vedere poco per volta e ritornare ancora come abbiamo sempre fatto, se il posto ci piace.
Lungo la E461, poi la n.442 facciamo sosta in pieno centro di Hradec Kralove : un’altra magnifica piazza ben ristrutturata e una splendida chiesa in questo antico borgo circondato da mura sulla confluenza dell’Elba con l’Orlice.
Molto interessante dal punto di vista dell’architettura anche la parte moderna del novecento con magnifici palazzi che fotografiamo in quantità per l’acculturamento della nostra pargola, futuro (sic) architetto!
Poco dopo, in serata, facciamo una deviazione verso Kuks segnato con ben due stelline rosse per vedere di cosa si tratta. Ci imbattiamo in una strana visione: su un’altura compare uno scenografico complesso barocco dotato di un corpo centrale e due ali laterali raggiungibile tramite una grandiosa (e faticosa) scalinata in mezzo a un parco disseminato di statue allegoriche.
Scoprirò a casa, sulla guida, che si tratta di una specie di centro termale-ospedaliero voluto da un nobile locale alla fine del ‘600 per valorizzare le acque termali del posto e farne beneficiare al popolo. Lo stabile si chiama Spital (ospedale) infatti! Completano l’opera la chiesa e le terme vere e proprie oggi non più in uso per esaurimento delle fonti. Il sole del tramonto conferisce una calda colorazione a tutte queste statue incombenti e anche un po’ inquietanti!
Poco prima del confine polacco a Ceska Salice, in riva ad un lago, troviamo un enorme campeggio molto attrezzato dove , all’ingresso, mi chiedono, insieme al passaporto ed ai dati, una specie di cauzione (così credo di capire ma resterò nel dubbio fino alla mattina quando mi verrà effettivamente restituita!) di ben 500k.
Di fronte alla mia evidente perplessità il tipo della reception mi mostra altri passaporti con dentro i soldi e si affanna a darmi quello che penso siano rassicurazioni sulla fine delle mie 500 corone!
Ne riavrò la maggior parte il mattino dopo dato che il conto del campeggio è di 190 k più o meno come dalle altre parti.
Tenuto conto che un euro vale poco più di 30 corone ceche…fa una bella differenza coi prezzi dei campeggi nostrani!
Ci sistemiamo in una enorme piazzola tutta circondata da siepe: un lusso!

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