...ritorno in Croazia

Testo e foto di Maura 2002

Ed eccoci a Pasqua: lo so, socio, chi può evita di muoversi quando c'è in giro mezzo mondo come adesso, ma noi non possiamo fare altrimenti e poi Pasqua in viaggio per noi è sacra! Da sempre (da quando eravamo giovani sbarbatelli con tenda canadese e 500) rappresenta per noi l'inaugurazione di una nuova stagione di viaggi e viaggetti, insomma il rinnovarsi della nostra passione on the road!
… e quindi, via! Per dove? boh?
come sempre la cosa più pratica è esaminare le previsioni meteo che infatti prevedono bello un po' dappertutto ma con maggiore stabilità verso est… e poi l'anno scorso siamo andati in Francia per l'ennesima volta (Canal du Midi, ricordi?) quindi, per cambiare, puntiamo a est: Croazia? Ma si!
Sono parecchi anni che non ci andiamo (in pratica da quando è scoppiata la guerra) e ci è mancato sempre il coraggio di ritornare in quei bellissimi posti che conoscevamo a menadito perché eravamo di casa in tutta la ex Jugoslavia, ma prima o poi bisogna fare il primo passo…e allora approfittiamo!
Partiamo, come sempre, tardissimo e ci infiliamo sull'autostrada per Venezia che non è il massimo ma non ci sono alternative e, tutto sommato, si viaggia: unico megaintasamento al casello di Mestre che dopo anni ancora pesa come una maledizione divina sugli utenti e non c'è verso di evitarlo a meno di non essere i soli a transitare in quel tratto!!
Poco dopo decidiamo di uscire dall'autostrada e cercare un posto per dormire e ci appare, come per magia, l'indicazione di un camper service con parcheggio a Latisana a pochi chilometri dal casello dunque… e vai!! Lo troviamo facilmente e con grande gioia ci accorgiamo che è ben illuminato, praticamente dietro alla caserma dei carabinieri e vicino ad un bel supermercato…ottimo! Anche se siamo soli ci sentiamo tranquilli e passiamo una buona nottata!
Come vedi, caro socio, non cerchiamo i campeggi a tutti i costi ma ci vanno benissimo parcheggi, piazzette e aree di sosta purchè tranquille e sicure e questa ci è parsa subito tale: la terremo a mente per il futuro!

Le previsioni meteo, una volta tanto, sono esatte e la mattina è soleggiata e tiepida… ancora sull'autostrada poi Trieste, Muggia e infine Rabujese, il posto di confine Italia-Slovenia e dopo circa 20 chilometri Kastel dove c'è l'altro confine Slovenia-Croazia .
E qui ci tocca fermarci per cambiare i nostri euro con le kuna locali… naturalmente adesso che c'è la comodità della moneta unica, noi che facciamo caro socio? Andiamo in uno dei pochi posti europei con moneta diversa, tanto per complicarci un po' la vita!
… subito dopo una gradevole sosta pranzo nel porticciolo di Novigrad: è una delizia e non è cambiato troppo, certo d'estate sarà affollato e piazzare il nostro camper sul molo in riva al mare non sarà certo possibile, ma adesso ci godiamo un sole tiepido e una vista stupenda in compagnia di un altro camper tedesco.

Siamo in Istria e qui tutto ricorda Venezia e la sua dominazione mentre, per ora, niente qui ci ricorda gli orrori della guerra che ha sconvolto questo splendido paese.

Scendiamo lungo la costa e ci fermiamo a Porec per una passeggiata nelle viuzze della città vecchia: abbiamo la strana sensazione di averla già vista… e infatti ci siamo stati chissà quante volte in passato tanto che ci dirigiamo spontaneamente verso la splendida Basilica Eufrasiana, compatta, elegante, articolata e ricca di mosaici.
E' sera e si sta svolgendo una funzione per cui sostiamo discretamente nell'atrio ma i ricordi che riaffiorano ci permettono di completare anche quello che materialmente non possiamo vedere.

Proseguiamo la passeggiata e notiamo la presenza di parecchi turisti, soprattutto italiani, ne incontreremo ancora qualcuno a Rovinj e poi sulla costa solo qualche tedesco in formazione sparsa… che delizia!

Quattro anni fa, a dire il vero, avevamo già fatto una piccola incursione pasquale da queste parti ma ci eravamo limitati alla sola Istria e all'isola di Krk, adesso vogliamo invece scendere lungo la costa che ricordiamo splendida, a parte alcuni insediamenti turistici, all'epoca appena iniziati.Arriviamo a Rovinj e, come allora, il grande parcheggio sul porto, proprio davanti alla città vecchia col caratteristico campanile veneziano, ci accoglie in mezzo a molti altri camper:

siamo a Pasqua e non bisogna sofisticare troppo, anzi mi stupisco che ci lascino sostare liberamente… finchè dura! Certo d'estate sarà un'altra musica!
La mattina è splendida e Rovinj pure! Facciamo un po' di spesa e ci tornano famigliari i piccoli supermercati con gli stessi prodotti di tanti anni fa, anzi forse con meno varietà ancora dato che la separazione delle repubbliche impedisce la distribuzione a livello nazionale e capillare dei prodotti di tutte le repubbliche che era una caratteristica della vecchia Jugoslavia!

Ci manca la sljivovica (la famosa grappa di prugne) di una certa marca che si produce in Serbia ma ritroviamo i deliziosi cetriolini in barattolo, i wafers della ditta Kras e i vini dalmati che reggono tranquillamente il confronto coi più blasonati francesi e italiani

e altre golosità che non ti elenco caro socio perché ti invito caldamente a venirteli a gustare direttamente in loco! Ma possibile che tu non sia mai venuto da queste parti? Ma come faccio a fare un sito con un socio così? Che vergogna!!

Lasciamo l'Istria: Rovinjsko Selo, Kanfanar, da qui una nuova superstrada porta a Rijeka (Fiume), Zminj. A Pazin vorremmo uscire per la sosta pranzo e magari dare un occhio al paese dotato di castello molto segnalato ma… sbagliamo strada e ci imbattiamo, in tutt'altra direzione, in un paesino da favola: Gracisce. Sembra abbandonato, in realtà qualcuno c'è e lo conferma la presenza di animali da cortile, di cani accanto alle porte di casa e di biancheria stesa.
Il borgo in pietra scura è notevole con chiese e belle case antiche e il totale silenzio che lo avvolge mette un po' di inquietudine, già da qui notiamo molte case abbandonate ma anche qualche segno di ripresa che ci conforta.

Ritroviamo la retta via e ci fermiamo a Rijeka per un po' di spesa, la mancanza dei grandi alberi lungo le strade principali fa capire quale uso ne sia stato fatto durante gli inverni più duri del conflitto.Proseguiamo lungo la costa verso sud, la strada ha lo stesso tracciato di sempre ossia parecchie curve e direttamente sul mare, quando non a pelo d'acqua, che è la cosa che ci ha sempre colpiti e affascinati. Il mare è sempre protetto dalle isole antistanti che si susseguono fino a Dubrovnik e sembra di costeggiare un lago.

Quello che fu uno splendido fiordo in fondo al quale il borgo medievale di Bakar (Buccari… quello della famosa impresa d'annunziana: tragici ricordi scolastici!) spiccava come un gioiello, è irrimediabilmente sfigurato da una gigantesca raffineria che troneggia lungo tutta la baia fin dagli anni 80: uno sconcio immondo!


A parte questo, subito dopo il panorama è mozzafiato specie al tramonto quando la roccia calcarea assume sfumature rosate, proseguiamo finchè c'è luce rischiando di finire fuoristrada per colpa del maritozzo che invece di guardare la strada sbava in direzione del mare e delle isole! Non so dargli torto ma la faccenda rischia di diventare pericolosa… meno male che il traffico è inesistente: un sogno!

Il piccolo porto protetto dal faro di Senj ci accoglie placidamente e ci mettiamo accanto ad altri pochi camper con la coda a sbalzo sul mare per la gioia del suddetto maritozzo che dorme sul letto trasversale in coda e che adora addormentarsi con la vista del suo adorato mare.. e qui c'è pure il faro! Stasera c'è un uomo felice in più sulla terra!
A completamento di tanta beatitudine cerchiamo nel paese un ristorantino che ci sfamerà a base di scampi freschi e grigliata mista: ottimo! Usciti dal locale ci aggiriamo ancora un po' per il paese antico ma non troppo, di epoca barocca, e vediamo molta gente con un cesto di vimini al braccio di cui non scorgiamo il contenuto essendo ricoperto da fazzoletti bianchi ricamati e ornati di pizzi. Curiosi li seguiamo per scoprire che si dirigono nella piazza della chiesa evidentemente per una funzione! Ci viene in mente che è il sabato di pasqua e, come in tanti paesi, anche da noi, c'è la tradizionale benedizione delle uova o del pane o di focacce tipiche: è tutto molto suggestivo ma non osiamo entrare in chiesa perché ci sentiamo degli intrusi identificabili innegabilmente come turisti e per giunta gli unici!

Anche la mattina dopo è splendida e dal nostro camper ammiriamo il castello di Senj e il mare stupendo e ci rendiamo conto che il paese è cresciuto molto e vi sono numerose nuove costruzioni di tipo turistico ma non brutte per fortuna.
Lasciamo il nostro confortevole porticciolo e proseguiamo verso Zara: il panorama è sempre bellissimo e il mare lambisce dolcemente la costa proprio sotto la strada che però diventa improvvisamente terribile nel tratto da Karlobag (anche qui un bel porticciolo, molto confortevole per una sosta) a Tribanj: le curve sono sempre quelle di un tempo ma il fondo stradale è in pessime condizioni, occorre procedere con molta prudenza. Così si ha più tempo per guardarsi in giro e ne vale decisamente la pena!

E' Pasqua e ci occorre, come sai socio, un bel posto per i nostri riti pasquali: pranzetto speciale, vini adeguati e, si confessiamolo, rottura delle uova di cioccolata… proprio come da bambini!
E il posticino lo troviamo subito, è Sibulijna: quattro case sul mare, una spiaggetta, un molo, delle barche ormeggiate e nessuno in giro, un paradiso! Alle spalle il monte Velebit e il suo piccolo parco nazionale.

Ci sistemiamo sul molo e ci viene in mente di esserci già fermati altre volte qui, tanti anni fa evidentemente, ed è esattamente come allora, tranne che per alcune case chiaramente abbandonate, compreso una, deliziosa, direttamente sul mare!In beata solitudine consumiamo i nostri rituali sotto un sole sfavillante come poche volte nelle ultime vacanze di pasqua!

Notiamo la totale assenza di traffico e di turisti su questa che pure è l'unica strada costiera, siamo fuori stagione, d'accordo, e d'estate la situazione deve essere senz'altro diversa, ovvio che noi preferiamo questa!
Nel pomeriggio ci prende una botta di nostalgia e, superato il bivio per Zara, deviamo verso la penisola di Murter (proprio di fronte alle isole Kornati, parco nazionale) per vedere se c'è ancora il campeggio che ci aveva ospitato per tante estati prima del conflitto. E' sera e ormai la luce è poca ma l'ingresso del campeggio è ben visibile, il posto è ancora molto bello, notiamo che gli alberi sono cresciuti e le strutture sono aumentate, soprattutto i bungalows che all'epoca non c'erano.

Tutto sommato è rimasto come allora anche perché qui era già cominciata la "valorizzazione turistica" e di villette e alberghi ne avevano già costruiti parecchi.
Il campeggio però è chiuso e non vediamo posticini adatti per la sosta.
Ritorniamo indietro lungo la costa ed è ormai buio pesto: le condizioni peggiori per cercare un posto adatto, vero socio? Ma noi siamo incorreggibili e finiamo sempre per ficcarci in queste situazioni… ma siccome c'è un angelo custode anche per i viaggiatori più sciagurati, ecco che nel buio della notte appare un cartello un po' surreale con la scritta "Autocamp Nordsee" !! ossia mezzo jugoslavo e mezzo tedesco! Mah!
Seguiamo l'indicazione e deviamo verso il paesino di Pakostane ma è tutto talmente buio e la stradina talmente stretta che dubitiamo di aver imbroccato la giusta direzione e soprattutto che esista davvero il dannato autocamp e sia per giunta aperto!
Finalmente un aiuto giunge dal cielo: da una porticina del vicolo dentro al quale siamo finiti e temiamo di rimanere incastrati, esce… l'Arcangelo Gabriele! Non è lui: eravamo abbastanza sobri al momento! questo è solo il nome che affibbiamo ai benemeriti personaggi che, miracolosamente, nel momento di maggior panico, saltano provvidamente fuori a darci una risolutiva mano!

Ovviamente ne abbiamo incontrati parecchi nelle nostre peregrinazioni, data la nostra propensione a ficcarci nei guai, lo so, socio della malora, tu non ti ci metti in questi casini, tu ti fermi prima, tu ti informi adeguatamente… ma lo sai che sei noioso? allora che cavolo di avventura è? me lo dici?

… insomma il prezioso personaggio, plurilingue per giunta!, ci invita a proseguire lungo la stradina e ci assicura che il campeggio è aperto... come infatti è: dopo poco arriva un signore tedesco che ci sistema augurandoci la buona notte e rinviando le formalità alla mattina seguente… ed ha ragione perché sono quasi le 10 di sera!

Dato che formalmente in Croazia è vietato fare campeggio libero, non volendo essere seccati magari all'alba, dalla polizia o altri, essendo praticamente soli a circolare da queste parti, preferiamo trovare un campeggio, ma constatiamo che in questo periodo i grandi campeggi sono tutti chiusi fino almeno a maggio, mentre a pasqua aprono solo i piccoli campeggi come questo, a gestione praticamente clientelare. Infatti, oltre a noi, ci sono solo poche tende e camper tedeschi evidentemente conoscenti e clienti abituali del campeggio tedesco-croato! E comunque dall'Istria in giù gli unici turisti sono tedeschi come il simpatico signore, sceso da un vetusto Volkswagen Westfalia, che ci abborderà il giorno dopo per mostrarci una caterva di quadernetti contenenti i suoi diari di viaggio con minuziose annotazioni sulle sue soste in Italia:


abbiamo immediatamente pensato a te e alle tue aree di sosta, socio! Quello aveva una miniera d'oro tra la mani… peccato che era tutto in tedesco e lui non spiccicava parola in altra lingua!

Il tempo continua ad essere splendido, ritorniamo verso sud : a Trogir (giustamente dichiarato patrimonio mondiale dall'Unesco) possiamo sistemare il camper in un grande parcheggio a pagamento all'ingresso della città antica a ridosso delle mura che la racchiudono integralmente. E' un altro dei gioielli lasciati dalla repubblica veneta su questa costa ma le sue origini sono molto più antiche, avevo voglia di rivederlo: è splendido e notiamo che molti monumenti sono in manutenzione, infatti non possiamo ammirare il famoso campanile della cattedrale ma anche qui suppliamo con i ricordi e comunque torneremo presto perché questo è solo un assaggio di pochi giorni!! Riserviamo il pomeriggio per un'altra splendida città: Spalato.
Il celeberrimo palazzo di Diocleziano è praticamente un corso di storia dell'arte all'aperto e manda in visibilio mia figlia, futuro ( mooolto futuro) architetto che ci avrebbe ripudiato se non la portavamo qui!

Il lungomare, ornato di palme e pieno di tavolini dei vari locali, costeggia un lato del palazzo ed offre una vista magnifica anche perché il passeggio è animatissimo e le varie insegne, cartelloni e locandine danno l'idea della vivacità culturale di questa città che sembra essere ritornata quella di sempre, a parte le tracce di crolli e lesioni che qui si notano un po' di più, ma anche qui la ripresa è iniziata e molti monumenti sono in via di ristrutturazione come anche molte case.

Vorremmo proseguire per Dubrovnik ma davvero non c'è tempo e rimandiamo ad un'altra volta le tante cose che ci piacerebbe ancora vedere o rivedere.

Siamo passati accanto a Sebenico, degna sicuramente di una visita anche lei e poi sul ponte (ci sembra nuovo, ma non ne siamo sicuri) sullo splendido fiordo formato dal fiume Krka alla sua foce: vedo dalla cartina recente che ho in mano che è diventato parco nazionale e me ne rallegro perché è un sito bellissimo!

Intanto si è fatto tardi e, per non faticare inutilmente, risaliamo in direzione del campeggio di Pakostane dopo aver constatato che è forse l'unico aperto su questo tratto di costa: lo raggiungiamo dopo aver anche beccato, proprio qualche chilometro prima, una bella multa per eccesso di velocità a conferma che qui la polizia ci da dentro anche di notte con le macchinette agli infrarossi e che mio marito ha una guida sciagurata, amen!

Non abbiamo più molto tempo e dobbiamo proprio rientrare, quindi risaliamo verso nord e il bel tempo ci accompagna ancora in questa straordinaria Pasqua, ci fermiamo a Zara che avevamo sfiorato all'andata e fatichiamo un po' a trovare un parcheggio per il nostro bestione ( non il cane!… il camper) perché la città ha un traffico un po' caotico e il parcheggio custodito sotto le mura non è adatto ai camper.

Troviamo posto lungo il molo in un parcheggio a pagamento che ci sembra piuttosto sicuro dato il passaggio continuo di veicoli e gente ed entriamo nella città vecchia attraverso una delle porte di cui è dotata la cinta muraria integra.
Anche qui il cuore della città, piazza Delle Erbe, è un museo all'aria aperta: sull'area che era occupata dal foro romano, sono sparsi sarcofagi, urne, capitelli, pezzi di colonne di epoca romana tra cui sgambettano e pedalano felici e schiamazzanti i bambini come nei normali giardinetti di quartiere. Deve essere una soddisfazione dribblare col triciclo un capitello e seguire il tracciato di quel che resta delle fondamenta di edifici romani come in un normale labirinto di siepi!! Siamo affascinati dalla semplicità con cui la gente di qui vive questa piazza che come ti giri ti sbatte in faccia chiese rinascimentali, bizantine, romaniche e palazzi veneziani. Il tutto in una luce abbagliante resa ancora più viva dalla pietra chiara di queste parti.
Gironzoliamo ancora nelle stradine lastricate di pietra che denotano la chiara impronta veneziana come nelle altre città d'arte della costa.

E' solo uscendo verso la periferia che vediamo più chiari i segni non ancora rimarginati, e qui più pesanti, della maledetta guerra: muri trafitti da proiettili, case abbandonate e spogliate, campi incolti e, purtroppo, croci e cippi lungo la strada: mi si stringe il cuore perché questa era per noi una seconda patria, ci venivamo tutte le estati e la ex Jugoslavia l'abbiamo girata tutta in ogni suo buco (Kossovo e Macedonia compresi) trovandoci sempre bene come a casa nostra e sicuri ovunque. L'interno è splendido e la gente accogliente e gentile, sono sicura che è ancora così !

Ancora un porticciolo accogliente a Seline ci fa godere di una sosta silenziosa e assolata, poi riprendiamo la strada… anzi riprendo! perché il maritozzo ha già esaurito il suo bonus di curve e me ne cede gentilmente una parte! si! hai capito bene socio: ogni tanto anche io guido quell'accidente di camper, e allora?
... i due sciagurati a bordo (anzi tre: compreso il cane!) non fiatano per tutto il tragitto: meglio così, almeno mi risparmiano i loro sarcasmi!!

a Senj cedo io e lo sconsiderato compagno della vita mia ci riporta nell'accogliente parcheggio di Rovinj che stasera è quasi deserto, tranne due camper tedeschi: ottimo! La mattina ci godiamo ancora un po' Rovinj : non ci sono turisti e ci gustiamo meglio il mercato e un giro nelle viuzze verso il porto… chi ha voglia di tornare a casa?

Siamo entusiasti della piccola vacanza e di aver trovato la Croazia ancora bella e non devastata né dalla guerra né dall'assalto del turismo di massa che ridurrebbe le sue coste ad una colata di cemento:non so quanto duri ancora né se i suoi amministratori saranno così lungimiranti da mediare le esigenze di ripresa economica con un turismo equilibrato e rispettoso di un ambiente splendido ma fragile come questa costa. Lo spero con tutto il cuore e faccio i miei auguri alla neonata repubblica: ora che l'abbiamo ritrovata non vorremmo davvero perderla un'altra volta!

E tu sbrigati socio pelandrone, cosa aspetti a venire a vedere questo bellissimo paese??

<< versione francese>>

 

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