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...ritorno in Croazia |
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Testo e foto
di Maura 2002
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Ed eccoci a Pasqua: lo so, socio, chi può evita di muoversi quando
c'è in giro mezzo mondo come adesso, ma noi non possiamo fare altrimenti
e poi Pasqua in viaggio per noi è sacra! Da sempre (da quando eravamo
giovani sbarbatelli con tenda canadese e 500) rappresenta per noi l'inaugurazione
di una nuova stagione di viaggi e viaggetti, insomma il rinnovarsi della
nostra passione on the road! Le previsioni meteo, una volta tanto, sono esatte
e la mattina è soleggiata e tiepida
ancora sull'autostrada
poi Trieste, Muggia e infine Rabujese, il posto di
confine Italia-Slovenia e dopo circa 20 chilometri Kastel dove c'è l'altro confine Slovenia-Croazia . |
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Siamo in Istria e qui tutto ricorda Venezia e la sua dominazione mentre, per ora, niente qui ci ricorda gli orrori della guerra che ha sconvolto questo splendido paese. Scendiamo lungo la costa e ci fermiamo a Porec per una passeggiata nelle viuzze della città vecchia: abbiamo la
strana sensazione di averla già vista
e infatti ci siamo
stati chissà quante volte in passato tanto che ci dirigiamo spontaneamente
verso la splendida Basilica Eufrasiana, compatta, elegante, articolata
e ricca di mosaici. |
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Proseguiamo la passeggiata e notiamo la presenza di parecchi turisti, soprattutto italiani, ne incontreremo ancora qualcuno a Rovinj e poi sulla costa solo qualche tedesco in formazione sparsa che delizia! Quattro anni fa, a dire il vero, avevamo già fatto una piccola incursione pasquale da queste parti ma ci eravamo limitati alla sola Istria e all'isola di Krk, adesso vogliamo invece scendere lungo la costa che ricordiamo splendida, a parte alcuni insediamenti turistici, all'epoca appena iniziati.Arriviamo a Rovinj e, come allora, il grande parcheggio sul porto, proprio davanti alla città vecchia col caratteristico campanile veneziano, ci accoglie in mezzo a molti altri camper: |
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siamo a Pasqua e non bisogna sofisticare troppo, anzi mi stupisco che ci lascino sostare liberamente
finchè dura! Certo d'estate sarà un'altra musica! Ci manca la sljivovica (la famosa grappa di prugne) di una certa marca che si produce in Serbia ma ritroviamo i deliziosi cetriolini in barattolo, i wafers della ditta Kras e i vini dalmati che reggono tranquillamente il confronto coi più blasonati francesi e italiani |
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e altre golosità che non ti elenco caro socio perché ti invito caldamente a venirteli a gustare direttamente in loco! Ma possibile che tu non sia mai venuto da queste parti? Ma come faccio a fare un sito con un socio così? Che vergogna!! Lasciamo l'Istria: Rovinjsko Selo, Kanfanar, da qui una nuova superstrada porta a Rijeka (Fiume), Zminj. A Pazin vorremmo uscire per la sosta pranzo e magari dare un occhio al paese dotato di castello molto segnalato ma
sbagliamo strada e ci imbattiamo, in tutt'altra direzione, in un paesino da favola: Gracisce. Sembra abbandonato, in realtà qualcuno c'è e lo conferma la presenza di animali da cortile, di cani accanto alle porte di casa e di biancheria stesa. |
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Ritroviamo la retta via e ci fermiamo a Rijeka per un po' di spesa, la mancanza dei grandi alberi lungo le strade principali fa capire quale uso ne sia stato fatto durante gli inverni più duri del conflitto.Proseguiamo lungo la costa verso sud, la strada ha lo stesso tracciato di sempre ossia parecchie curve e direttamente sul mare, quando non a pelo d'acqua, che è la cosa che ci ha sempre colpiti e affascinati. Il mare è sempre protetto dalle isole antistanti che si susseguono fino a Dubrovnik e sembra di costeggiare un lago. Quello che fu uno splendido fiordo in fondo al quale il borgo medievale di Bakar (Buccari quello della famosa impresa d'annunziana: tragici ricordi scolastici!) spiccava come un gioiello, è irrimediabilmente sfigurato da una gigantesca raffineria che troneggia lungo tutta la baia fin dagli anni 80: uno sconcio immondo! |
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Il piccolo porto protetto dal faro di Senj ci accoglie placidamente
e ci mettiamo accanto ad altri pochi camper con la coda a sbalzo sul mare
per la gioia del suddetto maritozzo che dorme sul letto trasversale in
coda e che adora addormentarsi con la vista del suo adorato mare.. e qui
c'è pure il faro! Stasera c'è un uomo felice in più
sulla terra! Anche la mattina dopo è splendida e dal nostro camper ammiriamo
il castello di Senj e il mare stupendo e ci rendiamo conto che il paese
è cresciuto molto e vi sono numerose nuove costruzioni di tipo
turistico ma non brutte per fortuna. |
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| E' Pasqua e ci occorre, come sai socio, un bel posto per i nostri riti pasquali: pranzetto speciale, vini adeguati e, si confessiamolo, rottura delle uova di cioccolata
proprio come da bambini! Ci sistemiamo sul molo e ci viene in mente di esserci già fermati altre volte qui, tanti anni fa evidentemente, ed è esattamente come allora, tranne che per alcune case chiaramente abbandonate, compreso una, deliziosa, direttamente sul mare!In beata solitudine consumiamo i nostri rituali sotto un sole sfavillante come poche volte nelle ultime vacanze di pasqua! |
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Notiamo la totale assenza di traffico e di turisti su questa che pure
è l'unica strada costiera, siamo fuori stagione, d'accordo, e d'estate
la situazione deve essere senz'altro diversa, ovvio che noi preferiamo
questa! Tutto sommato è rimasto come allora anche perché qui era
già cominciata la "valorizzazione turistica" e di villette
e alberghi ne avevano già costruiti parecchi. Dato che formalmente in Croazia è vietato fare campeggio libero, non volendo essere seccati magari all'alba, dalla polizia o altri, essendo praticamente soli a circolare da queste parti, preferiamo trovare un campeggio, ma constatiamo che in questo periodo i grandi campeggi sono tutti chiusi fino almeno a maggio, mentre a pasqua aprono solo i piccoli campeggi come questo, a gestione praticamente clientelare. Infatti, oltre a noi, ci sono solo poche tende e camper tedeschi evidentemente conoscenti e clienti abituali del campeggio tedesco-croato! E comunque dall'Istria in giù gli unici turisti sono tedeschi come il simpatico signore, sceso da un vetusto Volkswagen Westfalia, che ci abborderà il giorno dopo per mostrarci una caterva di quadernetti contenenti i suoi diari di viaggio con minuziose annotazioni sulle sue soste in Italia: |
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Il tempo continua ad essere splendido, ritorniamo verso sud : a Trogir (giustamente dichiarato patrimonio mondiale dall'Unesco) possiamo sistemare il camper in un grande parcheggio a pagamento all'ingresso della città antica a ridosso delle mura che la racchiudono integralmente. E' un altro dei gioielli lasciati dalla repubblica veneta su questa costa ma le sue origini sono molto più antiche, avevo voglia di rivederlo: è splendido e notiamo che molti monumenti sono in manutenzione, infatti non possiamo ammirare il famoso campanile della cattedrale ma anche qui suppliamo con i ricordi e comunque torneremo presto perché questo è solo un assaggio di pochi giorni!! Riserviamo il pomeriggio per un'altra splendida città: Spalato. |
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| Il lungomare, ornato di palme e pieno di tavolini dei vari locali, costeggia un lato del palazzo ed offre una vista magnifica anche perché il passeggio è animatissimo e le varie insegne, cartelloni e locandine danno l'idea della vivacità culturale di questa città che sembra essere ritornata quella di sempre, a parte le tracce di crolli e lesioni che qui si notano un po' di più, ma anche qui la ripresa è iniziata e molti monumenti sono in via di ristrutturazione come anche molte case. Vorremmo proseguire per Dubrovnik ma davvero non c'è tempo e rimandiamo ad un'altra volta le tante cose che ci piacerebbe ancora vedere o rivedere. Siamo passati accanto a Sebenico, degna sicuramente di una visita anche lei e poi sul ponte (ci sembra nuovo, ma non ne siamo sicuri) sullo splendido fiordo formato dal fiume Krka alla sua foce: vedo dalla cartina recente che ho in mano che è diventato parco nazionale e me ne rallegro perché è un sito bellissimo! |
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Intanto si è fatto tardi e, per non faticare inutilmente, risaliamo in direzione del campeggio di Pakostane dopo aver constatato che è forse l'unico aperto su questo tratto di costa: lo raggiungiamo dopo aver anche beccato, proprio qualche chilometro prima, una bella multa per eccesso di velocità a conferma che qui la polizia ci da dentro anche di notte con le macchinette agli infrarossi e che mio marito ha una guida sciagurata, amen! Non abbiamo più molto tempo e dobbiamo proprio rientrare, quindi risaliamo verso nord e il bel tempo ci accompagna ancora in questa straordinaria Pasqua, ci fermiamo a Zara che avevamo sfiorato all'andata e fatichiamo un po' a trovare un parcheggio per il nostro bestione ( non il cane! il camper) perché la città ha un traffico un po' caotico e il parcheggio custodito sotto le mura non è adatto ai camper. |
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Troviamo posto lungo il molo in un parcheggio a pagamento che ci sembra
piuttosto sicuro dato il passaggio continuo di veicoli e gente ed entriamo
nella città vecchia attraverso una delle porte di cui è
dotata la cinta muraria integra. E' solo uscendo verso la periferia che vediamo più chiari i segni non ancora rimarginati, e qui più pesanti, della maledetta guerra: muri trafitti da proiettili, case abbandonate e spogliate, campi incolti e, purtroppo, croci e cippi lungo la strada: mi si stringe il cuore perché questa era per noi una seconda patria, ci venivamo tutte le estati e la ex Jugoslavia l'abbiamo girata tutta in ogni suo buco (Kossovo e Macedonia compresi) trovandoci sempre bene come a casa nostra e sicuri ovunque. L'interno è splendido e la gente accogliente e gentile, sono sicura che è ancora così ! Ancora un porticciolo accogliente a Seline ci fa godere di una
sosta silenziosa e assolata, poi riprendiamo la strada
anzi riprendo!
perché il maritozzo ha già esaurito il suo bonus di curve
e me ne cede gentilmente una parte! si! hai capito bene socio: ogni tanto
anche io guido quell'accidente di camper, e allora? |
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a Senj cedo io e lo sconsiderato compagno della vita mia ci riporta nell'accogliente parcheggio di Rovinj che stasera è quasi deserto, tranne due camper tedeschi: ottimo! La mattina ci godiamo ancora un po' Rovinj : non ci sono turisti e ci gustiamo meglio il mercato e un giro nelle viuzze verso il porto
chi ha voglia di tornare a casa? |
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Siamo entusiasti della piccola vacanza e di aver trovato la Croazia
ancora bella e non devastata né dalla guerra né dall'assalto
del turismo di massa che ridurrebbe le sue coste ad una colata di cemento:non
so quanto duri ancora né se i suoi amministratori saranno così
lungimiranti da mediare le esigenze di ripresa economica con un turismo
equilibrato e rispettoso di un ambiente splendido ma fragile come questa
costa. Lo spero con tutto il cuore e faccio i miei auguri alla neonata
repubblica: ora che l'abbiamo ritrovata non vorremmo davvero perderla
un'altra volta!
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