... Spagna ...

 

Testo e foto di Chantal et Michel
traduzione Maura

 

Sabato 27 marzo
Visitiamo due vecchi monasteri molto belli, ma molto diversi uno dall'altro. Quello di Alcobaça è grandioso, ma molto spoglio. La navata è splendida, addirittura impressionante per la sua nudità, il suo biancore. La sua volta è la più vasta del Portogallo.

In quanto al monastero di Batalha, di cui conserviamo un eccellente ricordo del nostro passaggio di 7 anni fa, è meno grande, di stile gotico e manuelino, di un bel calcare a grana fine.

Inoltre l'illuminazione notturna è geniale. Ci diamo alla pazza gioia per le foto notturne.

Chantal si fa tagliare i capelli. La parrucchiera non parla né inglese né francese e noi non parliamo portoghese. Ma , nel buonumore generale, finiamo per capirci…solo che…Chantal ha dimenticato di dire la lunghezza di capelli che desiderava…E' uscita con i capelli cortissimi. Impossibile tornare indietro!

Dormiamo nel parcheggio proprio dietro il chiostro. Ci raggiungono tre camper norvegesi con cui facciamo conoscenza.

Domenica 28 marzo
Andiamo a Luso, città termale. Dicono che la sua acqua è paragonabile con quella di ContrexSéville. La gente arriva numerosa a riempire i suoi bidoni. La città è collocata nella foresta Maco do Buçaco, ben tenuta con vecchi grandi alberi di una grande varietà di essenze. Alcuni sono giganteschi. Parcheggiamo vicino al Palace Hotel, un vecchio padiglione di caccia, riconvertito all'inizio del ventesimo secolo. I passeggiatori della domenica sono numerosi. Vengono in auto o anche in bus turistici.

E' anche un luogo di pellegrinaggio. Verso le 16 c'è un raduno di persone proprio davanti a noi, davanti ad una grotta. Poi verso le 16.15 arriva un prete con degli altoparlanti portatili. Parte una specie di celebrazione. Dopo poco più di un'ora, tutti si mettono in marcia per un sentiero nella foresta. Da lontano si sentono dei canti. Torneranno verso le 18.30.

Notte tranquilla.

Lunedì 29 marzo
Direzione Porto. Siccome abbiamo visto all'ultimo momento e quindi troppo tardi, l'uscita per un camping, cercheremo molto per trovare il camping Orbitur di Madalena. Il bus per Porto ha la fermata proprio di fronte. Ritroviamo i nostri norvegesi di Batalha a cui avevamo dato l'indirizzo del campeggio.

Martedì 30 marzo
Visita di Porto, tempo freddo con pioggia intermittente. In città stanno costruendo il metrò. Il centro storico, classificato patrimonio mondiale, è circondato da una parte più recente, del 19 secolo e di stile “art nouveau” molto interessante anche questa. Facciamo una gita in battello da cui vediamo un altro aspetto della città: molti edifici abbandonati e saccheggiati.

Visita della chiesa di Sao Francisco con rivestimenti e statue di legno ricoperti d'oro (talha dourada) che hanno richiesto 210 kg di oro a 22 carati (secondo la Guide Bleu). “E' l'espressione più folle del barocco”.

Mercoledì 31 marzo
Visita alle cantine Ferreira e Offley. Ci siamo solo noi. Abbiamo quindi ogni volta una visita guidata privata.

La pioggia è intervallata dal sole al pomeriggio. In seguito alle informazioni ottenute la chiosco della info turistiche, facciamo il pranzo in un ristorante brasiliano “il Mineirao” sulla spianata davanti alle cantine. Sono delle deliziose grigliate e il pasto è abbondante. Dato che il nostro cameriere non parla francese a parla appena inglese, un giovane portoghese della tavola accanto si offre di aiutarci. Parliamo in seguito a lungo con lui.

Giovedì 1 aprile
Ha piovuto a rovesci tutta la notte. Partenza per Vila Real e il castello di Mateus.

Come sempre le indicazioni stradali sono variabili, ma grazie al GPS e soprattutto leggendo i cartelli in senso contrario, ci si ritrova rapidamente. Vicino a Vila Real, si sale a più si 1000 m. La temperatura cade a -0,5°C . Nevica. Non è un pesce d'aprile!

Il castello di Mateus non può essere visitato oggi. Sono in attesa dei numerosissimi gruppi scolastici. Ci dobbiamo limitare ai giardini. Valeva il viaggio. Ma la visita si fa sotto la pioggia. Ci rimettiamo in strada per Guimaraes.

Guimaraes fu la prima capitale del Portogallo. Un primo giro della città ci incanta. La città, molto graziosa, comporta molte chiese, piazze verdeggianti e ben fornite di alberi da fiore. Abbiamo a lungo cercato lo sportello delle informazioni turistiche segnalate da una piccola I. Non l'abbiamo trovato nel nostro primo giro. Ci siamo piantati davanti a delle porte chiuse, il primo giorno. Abbiamo conosciuto così la città.

Nel parcheggio molto ampio di una chiesa, abbiamo chiesto informazioni se potevamo dormire. Un primo automobilista ci dice che non ci sono problemi. Un secondo mi fa un segno e io mi avvicino. Mi dice che domani ci sarà mercato. Quindi non si può restare.

Ci indica Penha, un posto sulla montagna che domina la città. Ci andiamo. E' magnifico! Posto bellissimo, con alberi, grandi rocce tutte ricoperte di muschio. E' sia un posto di pellegrinaggio che di passeggiate nel bosco.

Venerdì 2 aprile
Al tramonto, faceva 2°C. E stanotte c'è stata pioggia forte e della grandine. Stessa temperatura al mattino. In città finiamo per trovare un parcheggio vicino d una scuola e anche ad un cyber-center.

Che fortuna, avrete nostre notizie! Le informazioni turistiche non sono troppo lontane, sono aperte e l'accoglienza è in perfetto francese. La ragazza ci da tutte le informazioni necessarie. Notiamo per inciso che lei ci conferma quello che pensiamo: la guida Michelin, come sovente per certe città del Portogallo è inaffidabile per quanto riguarda il numero di abitanti: manca uno zero!

Gradevole visita della città tra le gocce di pioggia. Pranzo in un ristorante di quelli suggeriti dalle informazioni turistiche. Cibo familiare, pesante, niente di più.

Siamo andati nel primo pomeriggio al cyber.centre per scaricare la nostra posta, darvi nostre notizie e inviarvi il testo che racconta le nostre prime settimane in Portogallo. Testo difficile da produrre, tanto abbiamo approfittato dell'Algarve e delle passeggiate molto gradevoli lungo il mare.

La sera, eravamo distrutti e mettevamo giù il racconto delle nostre giornate.

Abbiamo visitato la chiesa di Sao Francisco, stile barocco con profusione di dorature. Retablo magnifico, la più bella sagrestia del Portogallo. Siamo stati rimorchiati da un gentilissimo signore che ci insegna che la chiesa e l'antico convento sono proprietà privata. Ci fa vedere le nuove destinazioni di questo posto: una casa di riposo per persone anziane, ospedale anche un centro educativo per ragazzi.

Sabato 3 aprile
Visita della piccola cittadina di Viana do Castelo. Dormiamo vicino alla spiaggia e alla vecchia arena per tori. Di fronte c'è una grande villa con antenne da radioamatore. Parlo col figlio del defunto proprietario. Suo padre avrebbe 100 anni. E' stato un radioamatore molto attivo per 70 anni.

Domenica 4 aprile
Saliamo lentamente fino a Praia de Ancona e facciamo conoscenza di due coppie di camperisti francesi. Ci scambiamo delle dritte e dei buoni posti. Hanno fatto la costa nord della Spagna che gli è piaciuta: nessun problema di sicurezza. Però apprendiamo che i WC non sono numerosi come in Portogallo e che è meglio vuotare il wc nelle stazioni di servizio senza fare il pieno per lasciarsi un margine nei giorni seguenti.

Bilancio del Portogallo

Siamo stati affascinati dal Portogallo e dai suoi abitanti.

I paesaggi sono belli e in particolare la costa dell'Algarve. I monumenti sono in generale molto ben restaurati e ben conservati.

Il paese è molto pulito salvo nella parete nord dove molti rifiuti costellano il suolo dei parcheggi in prossimità dei cestini della spazzatura molto numerosi. Le toilette pubbliche sono in condizioni irreprensibili anche se non sono sorvegliate o a pagamento. Abbiamo notato un cambiamento considerevole nelle abitudini di guida dal nostro ultimo passaggio, circa 8 anni fa. Adesso è piacevole. In effetti rispettano le regole del codice. La gente è calma e perdonano facilmente le nostre esitazioni e anche i nostri errori.

Il contatto coi portoghesi è facile. Quasi tutti se la cavano sia in inglese che in francese. Inoltre arrivano spesso spontaneamente a parlarci per aiutarci. Abbiamo avuto molti incontri interessanti. E' uno dei paesi che abbiamo visitato dove i contatti sono più facili. Visitare un paese non è solo vedere delle cartoline postali ma , per noi, avere dei veri contatti con gli autoctoni è fondamentale.

Possiamo anche avere una risposta a tutte le domande che facciamo nel corso del nostro viaggio nel paese.

La gente di questo paese è spontanea, parlano facilmente negli autobus o nei negozi. Anche a Lisbona, la capitale, la gente si indirizza facilmente la parola nei trasporti pubblici. Regnava un ambiente da piccola città, era gradevole. La gente era spontanea, per niente affettata. Non cercavano di darsi un'immagine.

Inoltre non abbiamo mai avuto l'impressione di non essere sicuri.

Siamo rimasti colpiti dalla bassa statura dei portoghesi, tutto il contrario dei norvegesi.

Dal punto di vista gastronomico, il cibo è corretto, anche buono. Tuttavia, è difficile trovare degli alimenti senza zucchero ad es. cereali, musli, succo d'arancia o altro…i portoghesi hanno un gusto pronunciato per i dolci. Bisognava vedere la faccia felice di due ragazze che sbavavano quando abbiamo abbordato l'argomento dolci. Ne abbiamo assaggiato molti, ma non abbiamo avuto la stessa infatuazione.

Abbiamo preso delle spezie per fare il pollo Péri-Péri molto in voga nel sud.

Per un dollaro canadese debole, il costo della vita è accettabile. Le arance molto buone sono una manna, il maiale, il pollame sono davvero poco cari.

.Lunedì 5 aprile
Passiamo in Spagna, dapprima in Galizia.

Come saranno gli spagnoli di questa regione dopo che abbiamo molto amato i contatti facili che abbiamo avuto coi portoghesi? La gente che abbiamo incontrato è cordiale, molto simpatica, spesso pronta ad aiutarci. L'esperienza vissuta in Andalusia, qualche anno fa, ci aveva deluso.

Continuiamo a risalire verso il nord seguendo se possibile la costa. La costa è bella. C'è alternanza di spiaggette e coste rocciose. Pochi hotels come nel sud della Spagna. La costa è più selvaggia , meno sfruttata. Tuttavia in molti posti sono spuntate come funghi numerose ase senza un minimo di armonia, tutto è casuale e brutto.

La Spagna è più pulita che la parte nord del Portogallo, anche se ci sono meno cestini della spazzatura. Ma ci sono dei delinquenti come quella giovane coppia di cui il ragazzo, facendo finta di niente, butta le sue cartacce sotto la sua macchina prima di partire. Sono rimaste a terra un istante prima di essere trascinate dal vento.

Martedì 6 aprile
Direzione per Santiago de Compostela. Arrivati in città, seguiamo le indicazioni per le informazioni turistiche. Ma all'improvviso non c'è più nulla. Se non ci sono indicazioni, abbiamo imparato che bisogna andare dritto. Tuttavia ci informiamo presso dei poliziotti molto numerosi in questo periodo di settimana santa, a causa degli attentati che si sono stati sui treni in Spagna.

Apprendiamo che è proprio dietro di noi, dietro degli alberi. C'è un parcheggio sotterraneo al quale non possiamo accedere. Decido quindi di girare mentre Chantal va a chiedere le informazioni.

Al primo giro, sorrisi dei poliziotti che mi fanno segno che conteranno i giri. Al secondo giro, un altro poliziotto dai capelli grigi, che dirige il traffico, fischia nella mia direzione, mi fa dei segni e viene a sgridarmi. Credo di capire che non gli piace che io giri in tondo. Allora, in francese, tento di spiegargli. Non capisce o non vuol capire. Ferma il traffico e mi costringe a prendere una direzione gridandomi “parka” . Me ne sono andato a fare un bel giro della città. Fortunatamente al mio ritorno, Chantal è ancora lì e mi aspetta.

Nel frattempo la signorina delle informazioni turistiche, molto simpatica, ci ha detto che questa regione parla il Galiziano che è molto imparentato col portoghese.

Prendiamo la direzione proposta dal grande i. Naturalmente, come al solito, abbiamo dei problemi a estrapolare le informazioni mancanti, ma finiamo per trovarlo. Il campeggio è chiuso! Ma ci indicano un altro campeggio. E' tutto dritto a meno di due chilometri, ma il tutto dritto ci porta ad un T dove bisogna scegliere. Poi ci sono delle nuove rotatorie. Facciamo un semicerchio. Sapremo che eravamo a 100 m. Dopo un'altra trentina di minuti a girare, grazie al GPS e alle cartine parziali, finiamo per trovarlo. Dal centro al campeggio ci avremo messo due ore per fare due chilometri. Ma siccome in tutte le cose c'è il lato buono, eccoci esperti per dirigerci in centro città.

Dopo la siesta ( e si! Abbiamo preso il ritmo spagnolo!) prendiamo il bus per il centro, visitiamo la cattedrale che non ci ha impressionato, le piazze e le strade intorno. C'è molta gente nella cattedrale, si sta celebrando la messa. I pellegrini cominciano ad arrivare in gran numero per le celebrazioni pasquali. C'è anche un gran spiegamento di forze di polizia. Anche le strade sono molto animate. Ci fermiamo a alle 7 in un bar ristorante dove le tapas sono buone ( un suggerimento dell'addetta alle informazioni turistiche). E' tuttavia un po' presto. Qui la vita comincia alle 8 anche alle 9. Approfittiamo quindi per percorrere la via dei ristoranti. Vi si propone di tutto a partire dai frutti di mare fino alle bistecche passando dal porco al pollame. Sono le aragoste che attirano la nostra attenzione, ma i prezzi troncano l'appetito: 120 € (200 $ can).

Il vento è forte e freddo. Intirizziti, rientriamo.

Mercoledì 7 aprile
Fa un vero tempo da settimana santa: ventoso, freddo, grosse nubi. Prendiamo la direzione del mare, Noia e Curcubion, dove ci piazziamo sul porto per la notte. In compagnia di un camper spagnolo. Ben presto altri due camper spagnoli ci raggiungono.

Osserviamo a lungo una famiglia andare a veal con un vento di più di 30 nodi ( 50-60 km/h). I genitori seguono su un gommone con motore. Due ragazzini di 10 e 12 anni circa sono su una deriva e altri su un Optimist. Bisogna essere ben agguerriti per uscire con tale tempo!

Giovedì 8 aprile
Il tempo è sempre molto fresco e ventoso. Ci spingiamo verso il punto più a ovest della Spagna, Il capo Finisterre. Le colline sono gialle, coperte di ginestre in fiore. La costa è molto accidentata e disseminata di belle spiagge di sabbia bianca. Sulla strada, incrociamo delle famiglie in vacanza pasquale. In effetti, per molti, le ferie cominciano il mercoledì santo, per altri il giovedì santo per terminare il martedì di pasqua. Gli scolari sono già in vacanza dall'inizio della settimana.

Poi noi risaliamo verso il nord-est seguendo il più possibile la costa per fermarci al porto di Cedeira. Qui gli spagnoli passeggiano con la famiglia lungo la spiaggia e il porto di pesca. Alcuni, di ogni età, stuzzicano i pesci con più o meno successo.

Verso le 22 il parcheggio è quasi completamente deserto. Ma verso le 23.30, si ripopola di nuovo. La cena è terminata e i ragazzi escono . Decidiamo di cambiare posto. Un po' più vicino alla città, c'è un altro parcheggio dove sono parcheggiati 4 camper spagnoli. Ci andiamo

Venerdì 9 aprile
Al mattino siamo in 7 camper parcheggiati nello stesso posto. Fa freddo, 6°C e il cielo è grigio. Per strada verso est, cadono piogge sparse. La costa fa un po' pensare alla regione di Rimouski. In questo venerdì santo, è tutto chiuso salvo le panetterie e i ristoranti che sono pieni. Sembra che gli spagnoli prendano il lato buono di questo periodo: i giorni di festa. Ma che ne è della quaresima?

Ci fermiamo alla spiaggia di Muros de Nalon. Le coppiette sono numerose. Poi, nonostante i 9°C le famiglie, verso le 17, cominciano ad arrivare per una passeggiata sulla spiaggia. Anche nel nord e in inverno ( o quasi) continua il ritmo di vita così indicato per le estati molto calde.

Qui i bagni pubblici sono molto rari. Così gli uomini che fanno un bisognino anche in pieno centro sono numerosi. Abbiamo anche visto oggi, dietro una piccola costruzione della spiaggia di Cadavedo, una ragazza che si cambiava il suo assorbente. Altri paesi, altri usi!

Non ci fermiamo a vedere le grotte di Altamira. Poiché secondo una delle guide consultate, queste famose grotte sono chiuse al pubblico o secondo un'altra bisognerebbe prenotare con mesi di anticipo. Peccato!

Sabato 10 aprile
Piove, fa freddo, 3°c al risveglio. Continuiamo verso est costeggiando l'Atlantico più o meno da vicino. L'autostrada gratuita è molto buona. C'è anche un'area di sosta con tavolo, WC, e angolo per lo scarico dei camper.

L'orinatoio degli uomini è molto bello anche lui!! E' fatto per non disorientare quei signori abituati a fare i loro bisogni in città lungo i muri. In effetti si tratta essenzialmente di un muro di simil-marmo su quale si “piscia”. Ai piedi, una canalina raccoglie quello che non finisce sul pavimento. Un piccolo getto d'acqua permette di innaffiare una parte del muro e di conservare così gli odori naturali.

Ci fermiamo all'estremità del porto di Laredo. Per via della nostra posizione e del fatto che non ci si può girare facilmente, pensiamo che dovremmo essere tranquilli. Ben presto vengono a raggiungerci un camper tedesco e uno spagnolo.

Il ritmo di vita spagnolo anche se lo conosciamo, ci sorprende sempre. Pranzo verso le 14, siesta fino alle 17, poi in questi giorni di festa le famiglie escono per una passeggiata.

Nonostante il freddo, gli acquazzoni sparsi, dilagano sulla grandissima spiaggia di Laredo. Verso le 20 il centro città è pieno di gente. E' l'ora dell'aperitivo e delle tapas. Quelli che non erano ancora usciti finora, raggiungono gli altri. I bar si riempiono. Anche i bambini piccoli vi accompagnano i genitori. Poi, verso le 21 sono i ristoranti che si riempiono. L'uscita ha luogo verso le 23. Allora comincia l'ondata dei ragazzi. La punta di questa ondata è verso le 2 del mattino.

E' in questo momento che decidiamo di cambiare posto. In effetti molte macchinette nere, vetri oscurati, marmitta modificata, hanno cominciato ad arrivare e a parcheggiare vicino a noi. Parlano forte, urinano ostentatamente nell'acqua del porto. Che ne sarà all'uscita?

Un ragazzo, passando vicino al nostro camper, ci picchia sopra in tre riprese. Lasciamo questo posto il più velocemente possibile.

Dopo qualche ricerca troviamo un piccolo piazzale per i macchinari dei cantonieri, su una stradina fuori mano, vicino ad un piccolo ristorante di camionisti. Non c'è traffico, notte alla fine tranquilla

Domenica 11 aprile
Questa mattina verso le 10 una macchina si ferma al ristorante per ripartire quasi subito, acceleratore a tavoletta. Guardiamo, è un'auto immatricolata in Francia.

Bisogna dire che in Francia ci sono delle abitudini particolari. Qui considerano la zona rossa del contagiri come la meta da raggiungere il più presto possibile. La zona gialla indica la velocità minima al di sotto della quale non bisogna assolutamente scendere. In città bisogna accelerare fino a quando non si deve frenare per un semaforo o una giratoria. Evidentemente questo aumenta in modo considerevole il livello di rumore. In tutti gli altri paesi visitati, dai paesi nordici al Portogallo e alla Spagna, è piuttosto il contrario. La gente accelera con calma, cambia marcia il più presto possibile, minimizzando così il rumore. Evidentemente non parliamo qui di Napoli, inclassificabile.

Siccome continua a fare brutto tempo, prendiamo l'autostrada per la Francia.

E' impossibile entrare per St. Jean-de-Luz, la strada che porta in centro è sbarrata. Così continuiamo fino a Peyrehorade dove ci attende un'area municipale.

Per strada provo il mio adattatore che mi permette di riempirmi da solo le mie bombole di propano col GPL.

Ci fermiamo per la notte nella cittadina di Peyrehorade.

Bilancio del nostro breve passaggio nella Spagna del Nord

Parleremo solo del nostro passaggio nella parte nord della Spagna: Galizia e Paesi Baschi.

I paesaggi sono belli, sovente selvaggi ma a causa del cattivo tempo non ne abbiamo troppo approfittato.

La guida è gradevole. In effetti un po' meno che in Portogallo, i conducenti non sono nervosi e il loro comportamento è prevedibile. Rispettano il codice della strada.

Ma quello che è difficile è lo stabilire dei contatti con la gente. In generale non parlano né inglese, né francese. Tuttavia, contrariamente a quanto abbiamo sperimentato all'est e nel sud, non sono arroganti e possono anche scucire un sorriso o fare un cenno con la mano quando gli si cede il passaggio.

Avremmo voluto conoscere meglio la gente di questa regione.

Non ci siamo mai sentiti poco sicuri.

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