Portogallo...
Testo e foto di Chantal et Michel
traduzione Maura

Qui c'è la primavera a livello di vegetazione e non delle temperature belle fresche: i roseti (dei veri arbusti) sono carichi di fiori, le spiree e le magnifiche azalee sono al loro apogeo. Le magnolie, più sensibili al freddo hanno richiuso i loro magnifici fiori.

Mercoledì 3 marzo
Dopo aver passato 2 giorni a Benagil e aver molto camminato lungo le falesie, ci siamo spostati di circa 43 km. passando per Carvoeiro per fermarci a Ferragudo dove riprendiamo le passeggiate.

Le falesie sono magnifiche con ad ogni chilometro una insenatura e una spiaggetta rubata. E' l'ideale per le foto , peccato che non faccia caldo.

Dormiamo da soli in un parcheggio a picco su una falesia, ai piedi di una splendida villa. Ma prima di deciderci, abbiamo chiacchierato, in francese, con un pescatore. Quest'ultimo è venuto con noi a suonare alla villa per chiedere se era sicuro. E' venuto a rispondere un domestico accompagnato da due mastini dai denti lunghi. Nessun dubbio, è molto ben custodita.

Giovedì 4 marzo
Una lunga giornata di guida: 11 km per attraversare il fiume e raggiungere Praia da Rocha una delle più belle e frequentate stazioni balneari dell'Algarve.

La spiaggia è molto lunga e in lieve pendenza.

Una parte è protetta da una gettata e un'altra è aperta alle onde. Gli edifici, anche se molto alti, sono tuttavia armoniosi. Qui la prima lingua parlata è l'inglese.

Per caso, troviamo un parcheggio dove è già piazzata una dozzina di camper. Per fortuna, perché il parcheggio che cercavamo, più vicino al mare ed ai ristoranti è pieno di una ventina di camper talmente vicini gli uni agli altri che possono a mala pena aprire le portiere. Facciamo una lunghissima passeggiata sulla spiaggia e in città.
Grazie alle informazioni turistiche, troviamo un cyber-cafè dove accettano i portatili. C'è anche uno spazio apposito con cavo di rete. Tuttavia l'addetto non può aiutarci. Fortunatamente la configurazione automatica funziona al primo colpo.

Altra lunga passeggiata la sera sui viali che costeggiano il mare.

r.

Venerdì 5 maggio
Questa mattina dobbiamo fare un'uscita in battello per visitare le grotte dal mare. Ma il tempo è nuvoloso. Chiacchierando con un vicino inglese, vengo a sapere che ci si aspetta pioggia . Annulliamo e prendiamo la direzione di Alvor. Qui ancora passeggiate sulle falesie e sulle spiagge. Qui l'immensa spiaggia costeggia molte spiaggette accessibili dalle grotte con la bassa marea. E' idilliaco. Pranziamo sulla terrazza di un ristorantino sul porto. E' eccellente, ma per fare due sardine ai ferri abbiamo aspettato un'ora e un quarto… Il paese è molto carino. Non è stato snaturato da alti edifici.

Sabato 6 marzo
Ci spostiamo verso Lagos, una ventina di chilometri più lontano. Dopo un mercatino, all'ora di pranzo, rivediamo gli inglesi di due giorni fa, Peter e Nan. Simpatizziamo e passiamo una parte della giornata con loro. Sono camperisti recenti, con quasi tutti gli optional possibili. Tuttavia si lamentano della lunghezza (8,20 metri). Troppo lunga per molti posti.

Domenica 7 marzo
Lagos, riposo e qualche lavoretto sul camper.

Lunedì 8 marzo
Grazie alle informazioni degli inglesi, andiamo a Boliqueime, da un installatore di GPL per auto per comprare un adattatore che ci permette di riempirci da soli le bombole con il GPL per le auto.

Ha il necessario. Ma voglio anche un regolatore di pressione che mi permetterebbe di collegare il barbecue sul propano invece che sul butano. Dobbiamo tornare domani.
Andiamo allora a Fonte de Paderne. È un lavatoio dove esce una grande sorgente. Possiamo evidentemente lavare e asciugare il nostro bucato, ma possiamo anche scaricare e prendere dell'acqua potabile. C'è un grande parcheggio per una decina di camper. Facciamo amicizia con una coppia di belgi fiamminghi, da cui impariamo molto sulla cucina belga. Chantal prende anche nota di qualche ricetta. Ci passiamo la notte.

Martedì 9 marzo
Questa mattina la lavatoio c'è solo Chantal. Arriva un minibus di turisti. Allora Chantal serve da “lavandaia portoghese” per le foto!

Torniamo a Boliqueime per prendere il riduttore. Il proprietario è assente. Spiego di nuovo al figlio cosa mi occorre. Dovremo ritornare domani.

Ne approfittiamo per visitare la costa della zona di Olhos de Agua. Ci sistemiamo per dormire su un parcheggio a Quarteira in riva la mare. Siamo proprio vicini ad una cabina telefonica con due apparecchi. Verso la fine del pomeriggio e in serata è molto richiesta. C'è la fila. La gente parla a voce alta, per parecchio tempo e con molta enfasi.

Mercoledì 10 marzo
Visitiamo la chiesa di San Lorenzo, celebre per i suoi azulejos (piastrelle di ceramica che rappresentano scene diverse), poi ritorniamo a Faro per aggiungere dei minuti al telefonino. Passando dal garage Mercedes, compro dell'olio. Un litro è circa al prezzo di 4 litri altrove.

Visita di Villamoura con la sua gigantesca marina, i suoi lussuosi hotel, i suoi campi da golf. Ma, paradosso, la città non è segnata sulla nostra carta comprata in Portogallo. Tuttavia, sulla stessa carta, c'è un riquadro con la pianta della città.

Rtorniamo a Boliqueime per il riduttore di propano. E' presto. Ma il prezzo è il doppio di quello dichiarato. Contratto un po' e ci intendiamo rapidamente. Il nostro venditore ha la tendenza ad arrotondare troppo a suo favore.

Andiamo a dormire a Porto do Mos, proprio vicino a Lagos.

Giovedì 11 marzo
Abbandoniamo ora la zona iperturistica con grandi hotel e giganteschi complessi immobiliari. Passiamo da Burgo, un piccolo villaggio dalle stradine strette. La spiaggia non è accessibile per noi.

Poi ci fermiamo ad Almadena, una bella spiaggetta un po' fuori mano. Ma non bisogna sistemarsi sul bordo della spiaggia. Un portoghese ci informa che la polizia non tollera i camper. Potremmo ritornare nel parcheggio ma senza vista sul mare. Cercheremo altrove.
Poi passiamo a Praia Boca do Rio. A Salema, non troviamo la spiaggia, le indicazioni sono inesistenti. Sulla strada, su una rotatoria, recuperiamo tre camper tedeschi. Ci lasciano passere per seguirci meglio, ci sembra. D'altronde è la seconda volta che succede. L'altra volta era in Finlandia.

Dormiamo a Incrina, sopra una caletta. Siamo in mezzo a una macchia di rose selvatiche bianche in fiore. E' bello e ci sono dei buoni profumi, ma il parcheggio è difficoltoso perché ci sono dei grossi sassi che affiorano.

Venerdì 12 marzo
Piove a intermittenza. Il vento è debole. Rischia quindi di durare. Ce ne andiamo perché non siamo sicuri del terreno e il fango non ci interessa più. Chantal deve utilizzare il walkie-talkie per dirmi se il Telma (il freno elettrico) e il serbatoio delle acque grigie passano. Al pelo.

Passiamo per la spiaggia di Zavial. C'è già molta gente. Arriviamo a Sagres . Porto di pesca molto bello. Cerchiamo come arrivare alle spiagge. Indicazioni inesistenti.

Visita del porto: 2 dozzine di ostriche in regalo. Sono grosse, molto fresche con un gusto iodato non troppo marcato: una delizia.
Dormiamo su un promontorio sotto la spiaggia del porto, a Punta da Atalaia.

Sabato 13 marzo
La pioggia ha smesso in serata salvo un forte temporale al mattino presto. Ma il vento soffia molto forte da nord. Facciamo un po' di spesa all'Ecomarchè di Vila di Bispo, la città vicina. Per caso, mi ritrovo a guardare il registratore di cassa nel momento in cui passa un cartone di succhi di pompelmo rosa comprati a un prezzo altissimo. Noto subito che il prezzo registrato è molto diverso da quello che compare sul cartellino. Cerco in qualche modo di segnalarlo. Arriva il gestore. In effetti c'è un errore. Ma non c'è mezzo di farlo correggere, né di fare togliere il prodotto. Chantal nota che anche il prezzo delle mele è diverso. Qui si tratta piuttosto di un tranello. Hanno fatto volontariamente un 4 che sembra stranamente a un 1 . Anche un'impiegata ci è cascata. Non siamo più in Marocco!!! E' ancora più sorprendente poiché si tratta di una grande catena francese.

Di ritorno a Sagres, visitiamo la fortezza che non è molto interessante se non per il fatto di essere la punta d'Europa. Punto panoramico interessante. Piccolo giro fino a Cabo de Sao Vicente. Il posto sarebbe buono per la notte. Ma il vento di circa 70 km/h ci scrolla un po' troppo.
Ci arrangiamo su un parcheggio di una spiaggia dove si trovano molti surfisti. Ma non tutti fanno surf. Ce ne sono quattro che , birra in mano, giocano a pallone. Ben presto si aggiunge un cane. Siccome il pallone è un po' più piccolo del normale, riesce ad acchiapparlo e i giocatori devono giocare con lui. Per fortuna accetta di rendere il pallone. E' anche servizievole poiché va a recuperare il pallone quando si allontana e cade nella boscaglia. E' infaticabile. Ci siamo divertiti a vederlo goicare.

Verso la fine del pomeriggio è la parata dei locali che vengono a vedere il mare, vedere i camper, vedere i surfisti, probabilmente prima di andare al ristorante, perché sono tutti in ghingheri.

La sera vediamo passare e ripassare i nostri giocatori in bici con dei gran pezzi di legno. Preparano un falò.

Domenica 14 marzo
Effettivamente c'è stato un falò che si è protratto parecchio nella notte. Inoltre il traffico della auto che passavano nel parcheggio non ha mai smesso.

Il forte vento del nord soffia sempre. Partiamo verso nord costeggiando. C'è un parco nazionale lungo la costa. Ci fermiamo qua e là a vedere le falesie e le spiagge. Tra l'altro alla spiaggia di Amado, ci dovrebbero essere dei surfisti. Ma il mare sembra troppo forte. Dormiamo sulla falesia. La notte è molto tranquilla.

Lunedì 15 marzo.
Facciamo rotta verso Porto Covo, costeggiando il più possibile. E' una piccola stazione balneare, un po' prima dell'industrializzazione della costa. Posto molto carino, modello di urbanistica portoghese del 18° secolo (Guide bleu). Nel pomeriggio, la persone di una certa età vengono a fare due chiacchiere, le donne col loro cappello rotondo. In fondo alla cittadina si trova un parcheggio su una piccola falesia , di fronte al mare. Per la prima volta vediamo molti camper portoghesi. Vi incontriamo, tra l'altro, un francese di origine portoghese che viene qui ogni anno. Ci da molte indicazioni interessanti su Lisbona e Porto. Notiamo che i camper fabbricati in Portogallo hanno il tetto formato da un pezzo solo.

Martedì 16 marzo
Per i prossimi giorni andremo a visitare il centro del Portogallo e ci dirigiamo verso Evora. Visita della città della cattedrale e soprattutto dell'Università. Quest'ultima è collocata in un magnifico edificio antico. Ci entriamo senza imbarazzo. Gli studenti fanno poca attenzione a noi. Le aule sono in parte ricoperte di azulejos che rappresentano soggetti in tema con la disciplina insegnata. Il tutto è posizionato attorno a un bel cortile con gallerie ad arcate di stile rinascimento italiano.

Visitiamo anche la cappella delle ossa, costruita con l'aiuto di ossa umane impilate.

Dormiamo in un parcheggio accanto all'acquedotto.

Mercoledì 17 marzo

Visita di Monsaraz, un piccolo villaggio medievale ben conservato e di Evramonte, il cui castello è deludente perché si limita ad alcune sale vuote.

Poi filiamo verso Elvas. Che paura! Che ricordo!

E' una piazzaforte circondata da 5 km di mura spesse e ben conservate. Entriamo in città seguendo le informazioni turistiche. Arrivati in piazza della repubblica, ci sono lavori in corso e la metà è chiusa. Non possiamo tornare indietro perché la strada è a senso unico. Siamo incastrati. Davanti a noi una stradina stretta con degli strozzamenti. Un camperista tedesco ci passa di misura. Ci spiega come ne è uscito con il suo furgone attrezzato (quindi molto più stretto di noi) e dove è andato a piazzarsi. Abbiamo fatto una parte del tragitto a piedi, misurando in più posti. Non abbiamo scelta e decidiamo di tentare di passare. Lungo la cattedrale il passaggio è talmente stretto che Chantal deve scendere e guidarmi col Walkie-Talkie.

In effetti la strada pende e il camper si inclina da un alto o dall'altro. Bisogna tenere d'occhio il tetto che sfiora pericolosamente i muri. Arriviamo finalmente nel parcheggio dove si è sistemato il tedesco. E' vicino ad una porta che permette di uscire dalle mura. Ma vi è indicata un'altezza libera di 2,8 metri. Noi ufficialmente siamo quasi 3 metri. Aiutati dal tedesco molto simpatico, misuriamo il camper e gli archi. Ce ne sono due di fila e inoltre c'è una curva in uno dei due. Dovremmo passare. Tuttavia, siccome il passaggio è stretto, le auto che passano suonano il claxon ogni volta per annunciare il loro arrivo. Non si può tentare di dormire qui. Aspettiamo un po' la diminuzione del traffico e partiamo.

Chantal cammina davanti col Walkie-Talkie per fermare le auto prima che entrino e per farmi segno. Non vogliamo essere costretti a fare retromarcia né far ritornare indietro tutte le auto che ci seguono. Gli automobilisti sono comprensivi e finiamo per uscire da questa trappola.

Ci sistemeremo per la notte nel parcheggio del museo militare. Non siamo soli. Ci sono delle auto, in coppia, è un posto di incontri galanti. Degli innamorati litigano. Si separeranno all'inizio della notte. Ma qui tutti sono discreti. E' eccellente per dormire.

Giovedì 18 marzo
Visita di Marvao, forse il più bel villaggio fortificato visitato in Portogallo. È perfettamente restaurato. Ingentilito da piccoli parchi verdeggianti con fontane. Tuttavia, come per gli altri villaggi, a parte una coppia che ci sembra di italiani e che abbiamo visto il giorno prima, non c'è nessun turista. E' una stagione morta.

Andiamo poi verso Castelo de Vide. Per andare alle informazioni turistiche, se uno si fida delle indicazioni dovrebbe salire per un senso vietato. Un cartello suggerisce alle roulotte il parcheggio del centro sportivo. Il posto è vicino ad un parco. Fuori mano rispetto alla strada principale. Siamo soli. Facciamo una prima passeggiata a piedi in città dove il centro di informazioni turistiche segnato aperto è chiuso. C'è molta gente nella strada principale. Sono quasi tutte persone anziane.

Parcheggiare vicino ad un centro sportivo ha qualche volta degli svantaggi. Il traffico dei giocatori di calcio. Ma qui i portoghesi sono molto calmi, guidano normalmente. Non siamo quindi disturbati dal poco traffico.

Venerdì 19 marzo
Stamattina andiamo presso il centro di informazioni che è davvero aperto. L'accoglienza è molto buona. Poi andiamo a visitare il castello o piuttosto le rovine del castello. Stanno facendo dei lavori. Molto deludente dopo le visite degli ultimi giorni, tuttavia il quartiere ebraico ha un certo fascino.

Poi ci rechiamo a Tomar dove visitiamo il castello monastero dei templari. E' uno splendore. Dormiamo sulla spianata del castello che è a strapiombo sulla città. Una scalata del muro di cinta mi permette di fare qualche buona foto notturna. Anche qui c'è un po' di traffico di innamorati che vengono a girare sulla spianata e qualche volta si fermano un po' di tempo.

Sabato 20 marzo
Prendiamo la direzione di Lisbona con una piccola deviazione per Almourol dove si trova un castello-fortezza dei templari. E' situato su un'isola del Tago. E' una piazzaforte imprendibile. Per accedervi bisogna prendere una barca che comincia con un giro dell'isola. Questo ci permette di vedere il castello sotto tutte le sue sfaccettature. Inoltre questo impegna i battellieri perché la distanza tra la riva e l'isola è di appena qualche metro.

L'arrivo a Lisbona avviene in autostrada. Visitiamo la torre di Belem dove potremo parcheggiare. Tuttavia, malgrado il GPS e le carte, non usciamo al momento giusto, costeggiamo il parco Monsanto. Chantal si ritrova e decide di farci attraversare il parco per arrivare a Belem. Vediamo il campeggio annunciato. Decidiamo di andare a vedere. Alla fine ci siamo rimasti. Questo campeggio è molto bello, probabilmente uno dei più belli e meglio attrezzati che abbiamo visto in Europa. Le piazzole sono ben definite con piattaforma in cemento, acqua corrente, spazio per lo scarico, tavolo…

Tre linee di bus si fermano davanti al campeggio. Prendiamo il 14 verso il centro per un primo contatto. La compriamo un biglietto per il metro-bus per tre giorni, ma non ci sono cartine con le linee dei bus e del metro.

Domenica 21 marzo
Visita della città, del castello da dove si ha una vista panoramica, abbiamo trascurato la cattedrale, abbiamo cercato, camminato e visto altre due chiese. Tuttavia questo ci ha permesso di vedere un matrimonio religioso portoghese. La cattedrale è deludente.

Pasto al ristorante suggerito da Le Routard in una casa di stile arabo. Il ristorante apre alle 19. C'è già della gente. Ci si può mettere dove si vuole. Il nostro cameriere non può rispondere alle nostre domande sul menu. Non capisce il francese e ci dice con tono arrogante che lui è in Portogallo e quindi parla portoghese e spagnolo!! Difficile ordinare in questa situazione. Stiamo per andarcene. Due vicini ci propongono il loro aiuto. Sono dei tedeschi che parlano un eccellente francese. Il loro cameriere capisce e parla un po' l'inglese e il francese. Saremo quindi serviti.

Durante la cena abbiamo qualche scambio con questa coppia. Poi degli altri nostri vicini, ancora dei tedeschi molto simpatici, ci fanno assaggiare il loro vino. Alla fine noi raccomandiamo loro le cotolette d'agnello a una coppia di francesi proprio dietro Chantal. La cena, le cotolette d'agnello sono stati eccellenti. Al contrario, il riso ai pesci di una delle coppie tedesche era deludente.

Lunedì 22 marzo
I musei a Belem sono chiusi. Nel tram in direzione dell'Expo 1998, un portoghese molto colto ci abborda. Ci racconta la storia del Portogallo e l'eredità che questo piccolo paese ha lasciato al modo. E' molto interessante.

Il sito dell'Expo comprende molte installazioni molto moderne tra cui il centro commerciale Vasco de Gama, una torre, un centro d'esposizione, una sala di spettacolo, un aquarium, dei giardini…

Pranziamo in un ristorante con vista panoramica. E' un buffet alla portoghese. Il prezzo del pasto è determinato dal peso degli alimenti scelti. Un uomo d'affari si mette accanto a noi e intraprende, in eccellente francese, una conversazione con noi. Abbiamo degli scambi gradevoli e interessanti.

Visita della torre e dell'acquario. La giornata ci è piaciuta e abbiamo particolarmente apprezzato l'architettura moderna della stazione dell'Expo il cui tema era il mare.

Martedì 23 marzo
Visita della torre di Belem., della chiesa, del chiostro, quest'ultimo assolutamente splendido. Ritorno in centro, pasto a un piccolo ristorante; sardine alla griglia, i portoghesi le mangiano intere, testa compresa.

Problema con i biglietti del bus. Abbiamo comprato per tre giorni un passe multiplo (bus , metro, tram), ora la terza giornata non è più valida. Non riusciamo a capire perché. Al campeggio, un impiegato ci ha detto che bisognava contare in giorni e non in ore, mentre l'addetto che ce le ha vendute parlava di ore.

Peccato, un piccolo incidente che rovina il voto perfetto che abbiamo dato finora a Lisbona ed ai suoi abitanti.

Mercoledì 24 marzo
Incontro con i canadesi inglesi che fanno il giro del mondo, accompagnati dai loro bambini: una bimba di 12 anni e un maschio di 14. In effetti, grazie a dei punti accumulati con la carta di credito, sono partiti per fare il giro del mondo della durata di un anno. Sono già passati in Cina, in Corea, in Giappone, Vietnam, Australia e Nuova Zelanda.

Arrivati in Europa, hanno preso in compra-vendita un vecchio camper a Amsterdam.

Contano di passare 5 mesi in Europa. Ma sono poco preparati. Non hanno libri di riferimento. Vanno a caso all'interno delle capitali. Lo stesso è per quanto riguarda l'utilizzo del camper. Il loro non ha né doccia né riscaldamento. Inoltre in Spagna si sono fatti derubare due volte. La prima in un centro commerciale Carrefour a Valencia.

Mentre la signora faceva spese, qualcuno ha attirato l'attenzione del guidatore, Ken. Lui è sceso e un complice ne ha approfittato per entrare nel camper e rubare il portafoglio. Ma la ragazzina era dentro e si è messa a d urlare. Ken, un maratoneta da 1,90 di altezza ha potuto acchiappare il ladro. Ma ha dovuto denunciarlo e perdere il resto della giornata la posto di polizia. L'indomani ha dovuto andare a testimoniare in tribunale. Nel frattempo si sono fatti derubare un'altra volta nel parcheggio del tribunale. Questa volta è stato il computer portatile e altri oggetti che sono spariti. Gli diamo dunque qualche dritta su Lisbona e soprattutto sulla sicurezza in camper soprattutto in Spagna.

Giovedì 25 marzo
Partenza da Lisbona. Costeggiamo la riva del Tago e risaliamo verso nord passando per Cabo da Roca, il punto più a ovest del continente europeo. Poi visitiamo Sintra, una piccola città in cui si trovano tre castelli. Le indicazioni stradali ci sconcertano un po'. Ci fermiamo a bordo strada perché Chantal possa chiedere informazioni ai vigili. Ben presto un'auto si ferma davanti a noi. Ne scende un signore che mi dice “posso aiutarvi?”. Allora molto gentilmente mi spiega dove andare e dove parcheggiare. E' il genere di comportamento che abbiamo riscontrato spesso in Portogallo. Persone gentili, affabili e spontaneamente servizievoli.

Uno dei castelli ci ha sorpreso, vedi scioccato, per il suo stile neo-castello bavarese un po' caricaturale.

Tuttavia sembra amato dagli abitanti locali.

All'ufficio di informazioni turistiche, come sempre l'accoglienza è calorosa e le informazioni pertinenti.

Dormiamo su una stradina vicino alla spiaggia di Sao Lourenço.

Venerdì 26 marzo
Visitiamo Peniche, Cabo Carvoeiro, Obidos e Nazaré. E' il piccolo villaggio fortificato di Obidos che ci colpisce di più. A Nazarè dormiamo in riva la mare, vicino al porto di pesca, dietro un camper portoghese. I portoghesi pescano dal camper. Ma siamo anche a bordo strada e davanti a un bar che sarà molto frequentato durante la notte. Anche se i frequentatori sono discreti, la notte non passerà senza qualche risveglio.

 

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