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Marocco... l'Atlante
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Testo e foto di Chantal et Michel traduzione Maura |
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Sabato 24 gennaio A più di 2400 m, la notte è molto fredda. All'uscita del sistema di riscaldamento pendono dei ghiaccioli. In effetti il gas propano che brucia forma della CO2 e del vapor d'acqua. Se fa molto freddo, questo vapore si condensa e gela. Noi continuiamo la nostra traversata sud-nord dell'Atlante. Paesaggi sempre molto belli. Dopo molto km di una pista decente, la strada sembra finire. C'è un cavo di ferro attraverso la strada, ma è stato abbassato |
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| . . Un uomo si precipita verso di noi. Ci spiega che abbiamo 2 km di pista cattiva da fare, un oued da attraversare, poi raggiungeremo una strada asfaltata. In effetti la pista è cattiva anche se praticabile. L'oued ha una bella corrente ma è poco profondo. All'uscita, tra i sassi, una curva molto accentuata ma riusciamo a passare. Poi, non è la strada asfaltata, ma una strada in costruzione per più di 20 km. Povere, polvere ! Infine finiamo sulla strada asfaltata che è a una sola carreggiata |
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Quando incrociamo un veicolo, bisogna portarsi sulla banchina laterale
quando c'è. Certi marocchini lo fanno solo all'ultimo minuto
è quasi un gioco a che oserà restare più a lungo
sulla strada, tuttavia, noi non giochiamo a un gioco simile. |
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| A Kasba-Tadla vogliamo vedere una casba e un ponte a dieci archi. Entrando in città la strada è cattiva. Sento uno strano rumore dietro. Mi fermo e constato il nostro primo scoppio di pneumatico. Mi sono fermato un po' tardi. Il pneumatico è definitivamente fuori uso. Siamo in città, approfittiamo per cambiare la gomma. I bambini si ammucchiano attorno a noi quasi istantaneamente. Fortunatamente una nonna, sorveglia il nostro camper, dei ragazzi volevano aprire la porta, lei ristabilisce l'ordine a più riprese con l'aiuto di un bastone di legno. | ![]() |
| Dobbiamo metterci alla ricerca di una
gomma perché la nostra non è recuperabile. Non è facile
poiché si tratta di una gomma da camion. Una stazione di servizio
ci indica dove trovarne una. Il poliziotto a cui domandiamo informazioni
ci accompagna col suo motorino. Il negozio è chiuso. Vorremmo telefonare,
ma è impossibile sapere il numero di telefono. I poliziotto ci porta
presso suo zio proprietario di un negozio di gomme simile. Non c'è
È finalmente nella città seguente che troveremo una gomma che ci va bene. Andiamo alle cascate di Ouzoud. |
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Domenica 25 gennaio |
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| Lunedì 26 gennaio Strada per Marrakesh Passeggiata nel centro. La piazza Jemaa El.Fna e la Koutoubia sono magnifiche. Per internet bisogna farsi due caffè, la ragazza vuole attaccarmi direttamente su un computer Parcheggio senza servizi ma calmo: vicino alla Koutoubia (N31 37.436 W 7 59.768) molto comodo perché vicino alla piazza Jemaa El-Fna. |
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Passeggiata serale. La piazza Jemaa-el-Fna è gigantesca e grondante di gente ad ogni ora del giorno. Tuttavia è alla sera che l'animazione raggiunge il suo parossismo. Vi si ritrovano intrattenitori di ogni sorta: suonatori di tamburo e vari strumenti berberi, incantatori di serpenti (che non incantano nessuno!), danzatori berberi Appena un turista si avvicina o filma o fotografa, fanno finta di fare un numero e naturalmente e soprattutto col cappello in mano. Appena il turista se ne va, o sono arrivati i dirhams, tutto si blocca. Lo spettacolo che abbiamo avuto il piacere di osservare dall'alto di una terrazza dura solo 15 secondi. |
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Ci sono decine di chioschi di vendita di succhi freschi, altrettanto per le lumache, di più per le grigliate di ogni tipo. La maggior parte è illuminata con gas butano. Pochi hanno un gruppo elettrogeno. Il butano e il carbone di legna servono per la cottura di tutti i cibi. Dalla piazza sale una fumata densa. E' molto dura per dei nasi allergici. Chantal si ferma da un venditore ambulante per assaggiare della lumache ben saporite e molto buone. |
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Martedì 27 gennaio Nel pomeriggio ci spostiamo in calesse per visitare i giardini di Majorelle, vecchia proprietà di Yves St-Laurent. Questo giardino è splendidamente mantenuto, notevole per la sua ambientazione paesaggistica, i suoi cactus veramente belli. Poi sosta alla magnifica medersa Ben Youssef. Naturalmente, passiamo alcune volte per i souk. Nel vecchio souk degli schiavisti si tiene un souk di tessuti, di vestiti, certi usati. La folla, soprattutto donne, è molto fitta. E' la prima volta che ci strattonano. Non si può guardare niente senza che un venditore non ci salti addosso. Chantal ha la sfortuna di guardare troppo da vicino un djellaba. Le chiedono 300 DH (50 dollari). Davanti a un tale prezzo, lei esce, il venditore la segue. Ad ogni passo il prezzo si abbassa senza che lei abbia bisogno di contrattare! L'ultimo prezzo è di 90 dh. Il prezzo è quindi stato diviso per tre! Vedendo che lei non vuole comprare, le chiede quale prezzo voglia pagare! Chantal non ci tiene a comprare a Marrakesh perché si dice che Marrakesh arnakesh (storpiatura di imbroglio in francese n.d.t.) |
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Mercoledì 28 gennaio |
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| Giovedì 29 gennaio Partenza dal parcheggio. Facciamo un giro per rifornirci di gas propano alla fabbrica della Compagnia Africana di gas (N31 43.803' W8 5.670'). Poi rotta verso il sud verso Ouarzazate sulla strada di Tizi-n-tichka. I paesaggi dell'Atlante sono magnifici. Tuttavia, la nostra precedente traversata (venerdì e sabato) ci ha lasciato dei ricordi migliori. Deviazione per Telouet per la visita di un palazzo di cui restano solo due stanze sontuose: pavimento in marmo, muri coperti di zelliges, di stucchi ben lavorati, di mosaici, con dei magnifici soffitti in cedro e colorati con coloranti vegetali. Questo palazzo appartiene ad un ricco Glaoui che aveva 4 mogli, delle concubine e 1000 persone vivevano in questa fortezza |
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Venerdì 30 gennaio |
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| Sabato 31 gennaio Ouarzazate: visita alla casbah e piccolo acquisti. |
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Domenica 1 febbraio |
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Lunedì 2 febbraio |
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La strada secondaria per andare alle gole è la peggiore che abbiamo mai visto. La parte asfaltata ha una corsia (o meno) di larghezza. In effetti c'è appena abbastanza asfalto per tenere insieme le buche. Immaginate un muro di pietra dove le pietre sono state tolte e resta solo la malta. È un po' quello che abbiamo, in orizzontale! E' talmente brutta che spesso viaggiamo in prima. Dopo 20 km la strada migliora un pò. Arriviamo in un posto chiamato "dita di scimmia" costituito da una straordinaria formazione geologica. C'è un albergo in costruzione. Ci fermiamo per fotografare e approfittiamo per informarci sulla possibilità di pernottare. Nessun problema! Continuiamo la salita alle gole, ma subito la strada è di nuovo molto brutta e ci decidiamo a ritornare indietro. Distrutti, ci fermiamo all'albergo visto prima. I proprietari ci fanno visitare. E' interessante perché possiamo vedere le tecniche di costruzione. Inoltre sarà un magnifico hotel con una splendida vista che si integra nel quadro naturale. Ben presto si ferma un altro camper francese. Ritornano dalle gole. Ci
confermano che la strada brutta termina tra 4 o 5 km e che poi la strada
è magnifica sia per le condizioni che per lo splendore dei paesaggi.
Ci andremo domani. |
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Martedì 3 febbraio Il paesaggio delle gole è magnifico. Sono le più belle viste fino ad oggi, più spettacolari che le gole del Todra. Andiamo fino alla fine della strada. Al ritorno dobbiamo evidentemente beccarci di nuovo questa strada infernale.
Ci mettiamo un'ora e mezza a fare 25 km. poi riprendiamo la strada principale.
Ci fermiamo sul sito di un insediamento di residenze di vacanza di lusso,
vicino al golfo reale di Ouarzazate, sulle rive del lago formato dall'incontro
di due fiumi tra cui il Dadès. Le residenze sono dei veri palazzi
con prati verdi, alberi e fiori magnifici. Ma il lago è quasi secco
a causa dello sfruttamento di questa risorsa naturale che è l'acqua.
Non piove da parecchi anni e pompano il lago per le piscine, i prati e
i giardini
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Mercoledì 4 febbraio |
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Giovedì 5 febbraio |
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| Sosta a Taroudant, graziosa cittadina. Parcheggio
notturno davanti al quartiere della gendarmeria reale. Passeggiata in calesse attorno alle mura. Gérard ha già trattato il prezzo. Ma si presenta una altro conduttore e taglia i prezzi. Tuttavia Gèrard mantiene la sua parola. Cosa che i marocchini non fanno abitualmente. Visitiamo le mura, la medina, il souk Gérard vuole passare per una grande porta. Il conduttore del calesse non vuole del denaro ma qualcosina in più, mi chiede quindi dell'alcool. Vuole del vino e della birra. |
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Ma Gèrard che non ha ancora conosciuto queste cose accetta. Il
cocchiere chiede altre cose. Finisco per offrirgli una t-shirt nera. Vuole
di più, il nero non gli piace. Gli dico che se non gli piace me
la riprendo. Decide di tenersela. Ogni volta che vogliamo comprare qualcosa chiediamo il prezzo prima di
tutto. Troviamo sempre più sgradevole che i marocchini, bambini o adulti,
siano sempre pronti a elemosinarci qualcosa. Se gli si da, non sono contenti
e continuano a chiedere di più! Se si rifiuta di entrare nei negozi
per vedere i loro tappeti o altre chincaglierie si urtano. Chantal vuole comprarsi un djellaba. Il venditore le chiede 230 dh. Lei
gliene offre 80. Finiamo per averlo a 100 dh. E' certo che lui non ci
perde. Sempre di più sembra che non bisogna dividere per due ma
per tre il prezzo richiesto. Inoltre bisogna continuamente diffidare dei
pezzi falsi. Tra l'altro ci offrono spesso delle monete da 1 euro. Appena
diciamo "No, è falso!" la persona sparisce rapidamente. |
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| Venerdì 6 febbraio Facciamo una visita rapida e parziale di Agadir, città completamente ricostruita dopo il terremoto del 1960. Sosta al supermercato, pieno di carburante e acqua. La portata dell'acqua è molto bassa. Alle volte si ferma completamente. Fare il pieno d'acqua è durato tre quarti d'ora. E c'erano anche due persone davanti a noi. Quindi attesa molto lunga. Provano ancora a f sul totale del carburante. Ma per fortuna il prezzo è ancora esposto. Volevano farmi pagare 276 dh al posto di 267. Bisogna sempre stare in guardia! |
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| Poi prendiamo la direzione di Tifnite. Ci fermiamo per la notte sulla falesia non lontano dal villaggio. Tifnite è un piccolo villaggio di pescatori che abitano sia in capanne di mattoni di paglia e fango che in ripari di tela o di plastica, sia in grotte scavate nella falesia. La strada si ferma a 1 km dal villaggio. E' un bel posto molto conosciuto dai camperisti. In una piccola discarica non lontano dalla spiaggia, delle immondizie lasciate dai camperisti. Un francese che viene qui da più di 10 anni ha detto a una signora di liberarsi dalla spazzatura in questo posto, è quello che ha sempre visto fare! | ![]() |
| Sabato 7 febbraio Riposo. Passeggiata a piedi fino al villaggio dei pescatori. Piccole capanne molto precarie fatte con ogni sorta di materiale disparato. Alcune hanno tuttavia pannelli solari e televisione. Un pescatore cerca di venderci il resto di un polpo che gli serve normalmente da esca. Facciamo la conoscenza di un marocchino diplomato in storia e geografia molto logorroico. Parla inglese e francese. Ha in effetti delle eccellenti conoscenze in storia e geografia. |
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| Domenica 8 febbraio Direzione verso Aglou-plage: Da due anni sono stati realizzati dei grossi insediamenti turistici, soprattutto una bella passeggiata pedonale lungo il mare. |
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| Poi ci fermiamo a Gurzim, un porto di pesca
sistemato molto di recente, stanno imbandierando, sono installate delle
tende perché il re deve venire tra poco probabilmente per l'inaugurazione
ufficiale. Appena dopo il villaggio di Sidi Mohammed vediamo sulla destra, in direzione mare, una strada nuova in terra battuta, decidiamo di andare a vedere. Arriviamo a un piccolo porto di pesca molto recente, dove decidiamo di fermarci per la notte. Qualche pescatore e 5 cani randagi vivono dentro a degli hangar, senza acqua potabile. Ci passiamo la notte |
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Lunedì 9 febbraio Continuiamo a costeggiare verso sud per conoscere meglio questa regione.
Ci spingiamo fino a Sidi Ifni, una vecchia enclave spagnola. La
cittadina ha molto charme. Sosta poco più avanti all'entrata del villaggio, in un palmeto.
Molti camper. Dei bambini vengono a vedere se abbiamo della biancheria
da lavare, se abbiamo bisogno di pane. |
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Marted' 10 febbraio |
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Mercoledì11 febbraio |
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