Ritorno in Francia

 

Testo e foto di Chantal et Michel
Traduzione Maura 2003

Carta itinerario

Domenica 10 agosto
All'arrivo a Helsinki, facciamo un primo giro del centro città. E' grazioso. L'animazione delle strade, i giardini verdi e ben fioriti ci affascinano dopo il giro dei Paesi baltici che soffrivano di siccità. Troviamo il centro di informazioni turistiche aperto. Chantal ci passa un po' di tempo e ottiene tutte le informazioni richieste in francese. In particolare ci danno delle informazioni sui posti dove possiamo parcheggiare facilmente in città e anche dove passare la notte senza problemi.

Dormiamo nel parcheggio di un parco, gratuito, vicino alla spiaggia.


Lunedì 11 agosto

La notte passa senza problemi. Ma il risveglio ci rivela un nuovo guasto alla batteria del motore. Cominciamo a tentare di spingere il camper ma è troppo pesante. Tiriamo fuori i cavi per l'alimentazione. Quasi subito un Finlandese di una certa età ci propone spontaneamente il suo aiuto. Riusciamo a partire. La bottiglia di vino in regalo è molto apprezzata, il suo aiuto anche.
Un altro finlandese ci da delle informazioni per andare a d un garage Mercedes che si trova in periferia a est di Helsinki. Delusione, non ci può vedere prima di giovedì. Ma in ogni caso dubito che siamo troppo alti per le porte del garage. Ci indirizzano al garage per camion all'estremità ovest della periferia. Lo troviamo, non senza aver potuto esplorare una buona parte della regione. Ci sono tre garage immensi, uno per i bus, uno per i grossi camion e uno per i veicoli della nostra taglia. Il mio appuntamento sarà per le 16. Approfittiamo per fare qualche spesa tra cui l'acquisto di buono cavi di collegamento.
Siamo di ritorno per tempo. Il ragazzo prende i documenti e noi aspettiamo. Verso le 17 torna a dirmi che aspetta ancora un posto. Ma la buona notizia è che la garanzia vale sempre.
Finalmente il meccanico viene a prendere il veicolo. Dopo qualche test di voltaggio con e senza carica, smonta la batteria e testa ogni cella. Una è morta. Ci rimpiazza la batteri a e possiamo ripartire. Pensiamo che la batteria si è scaricata troppo durante il rimessaggio di 11 mesi.
Torniamo la parcheggio. Verso le 22 un'auto suona il claxon vicino al camper e scappa.

Martedì 12 agosto
Visitiamo Helsinki e andiamo al ristorante a mangiare la renna. E' buona come la prima volta circa un mese fa. Circolare e parcheggiare si rivela abbastanza semplice in questa capitale. I guidatori sono disciplinati (in generale). La città possiede numerosi parchi, delle belle piazze, dei vecchi edifici e degli altri molto moderni, così come degli edifici detti "art nouveau". Ma soprattutto il tutto è molto ben inserito. Ci piace l'architettura di questa città.
Partiamo per Salo. Troviamo un eccellente parcheggio non lontano da un campeggio Ma verso le 22,15, arrabbiato, il proprietario del campeggio ci viene a svegliare martellando la porta del camper. Sembrano delle invettive in finlandese o svedese, ma c'è almeno una parola in tedesco "raus". Niente ci obbligava a partire ma abbiamo preferito alzare i tacchi. Abbiamo trovato un parcheggio vicino ad una minuscola marina, non lontano di lì, ma abbastanza lontano da quel campeggio. La notte è di nuovo calma.

Mercoledì 13 agosto
Il mattino, il nostro "amico" passa mostrando il dito e suonando il claxon. Fortunatamente le altre esperienze coi finlandesi sono state molto felici. "E' l'eccezione che conferma la regola!"
Lasciamo Salo per Turku. Ancora una volta otteniamo delle eccellenti informazioni all'ufficio d'informazioni turistiche. La città che fu l'antica capitale possiede molti luoghi molto carini: la cattedrale, l'università, il canale, il cimitero e una cappella molto moderna, dei bei parchi…
Troviamo un internet cafè . Impossibile collegare i nostri portatili. Fred chiede di provare. In meno di un minuto copia le preferenze di win98 in finlandese e tutto funziona. Mette il suo computer in collegamento internet senza fili e io mi collego a lui, né visto né conosciuto (ssst!)

In seguito alle informazioni ottenute all'informazione turistica, dormiamo sull'isola di Ruissalo. Tranquillissimo. C'è una spiaggia… per i cani, la anatre e i gabbiani. Sembra di essere sui marciapiedi di Parigi… qualche anno fa ovviamente.

Giovedì 14 agosto
Facciamo il giro di tutto l'arcipelago di Turku. E' un periplo di circa 280 km in cui passiamo di isola in isola per un totale di 10 traghetti e battelli e molti ponti. Solamente due traghetti sono a pagamento (24 € per un camper e tre persone) Ma certi non funzionano tutto il tempo tanto che abbiamo paura di restare al largo. Dobbiamo essere a Turku domattina alle 8 per la partenza per Stoccolma. Frédéric telefona alle informazioni turistiche. Ci rassicurano.

Di ritorno a Turku, decidiamo di dormire in un parcheggio vicino al punto di partenza. Ci sono già dei camper, roulottes, furgoni. Ci mettiamo non lontano da un camper di spagnoli. Avevamo dimenticato che per loro la serata comincia alle 22. Più lontano una roulotte ha installato il suo generatore. Con le finestre chiuse si può dormire.

Venerdì 15 agosto
Ci si alza presto. Puntiamo agli sportelli d'imbarco. C'è già qualche macchina in coda. Poi arrivano altri camper. Si deve chiudere il gas ma l'esperienza Grecia-Venezia mi dice che si può ottenere dell'elettricità. Il ghiaccio non scongelerà.
Chantal e Frédéric si precipitano sul ponte superiore alla ricerca di poltrone confortevoli con presa di corrente. Ci si ritrova grazie al walkie-talkie e ai cellulari. Meno male che sono salito presto. Ci sono poche poltrone salvo i posti nei ristoranti e nei bar. Sono molto ambite.
Il ferry va lungo costa e bordeggia fra migliaia di isole. Alle volte siamo a qualche decina di metri dalla costa. La vista è magnifica malgrado la pioggia. Alle volte ci ricorda il paesaggio di Mille-iles in Ontario.

Arriviamo a Stoccolma verso le 19, tenuto conto del fuso orario. Grazie al GPS, ci dirigiamo verso un parcheggio che ci hanno indicato, vicino ad un museo. Bisogna pagare ma la macchinetta rifiuta la mia carta. Non abbiamo denaro. Troviamo uno sportello di banca che rifiuta le mie carte del Quebec. Ma finisce per accettare la carta francese e mi sputa 4 bei biglietti. Non abbiamo ancora moneta, non abbiamo proceduto granché. Ci arrangiamo su un parcheggio lungo un viale prestigioso, sul marciapiede. C'è un altro camper di francesi. Ci informiamo, possiamo restare qui per la notte. Fortunatamente il traffico è regolare e i guidatori non spingono a fondo sull'acceleratore.

Sabato 16 agosto
Cambiamo parcheggio, e approfittiamo per avvicinarci al municipio che vogliamo visitare. Ma resta il problema del parcheggio e della moneta.
Un primo acquisto nella stazione di servizio in fondo la parcheggio me ne da un po', ma non abbastanza.
Fortunatamente ne ho adesso di piccolo taglio e posso chiedere ai venditori. Dopo aver raccolto le 60 corone richieste, vengo a sapere che alla stazione c'è un distributore automatico di monete!
Fin dal primo colpo d'occhio, Stoccolma ci seduce. Questa città è magnifica. Gli edifici sono belli emolto puliti ed hanno molto stile. La città ha un'impronta molto interessante.
Visitiamo il municipio con le sue sale di ricevimento che servono tra l'altro alla cerimonia che circonda la distribuzione del premio Nobel. Saliamo i 350 scalini della torre, senza ascensore, non l'avevamo visto! Abbiamo quindi dovuto mostrarci eroici…
Poi incominciamo una lunga visita dei quartieri del centro. Ad ogni rovescio, troviamo rifugio: una chiesa, un bar, un negozio di souvenirs… A metà agosto comincia nei paesi nordici la stagione delle piogge. Fortunatamente sono solo delle ondate sporadiche.

Domenica 17 agosto
Prendiamo la visita guidata in bus. Le spiegazioni in francese non funzionano, in inglese sono incomprensibili: accento e soprattutto rumori di fondo, in spagnolo, Frédéric ci dice che uno dei canali ( il francese?) fa interferenza, Sosta al museo Vasa (nave da guerra del XVII secolo che è affondata al suo varo e che è stata rimontata negli anni 50 e completamente restaurata) che ci seduce totalmente, poi alla cappella reale che noi pensavamo fosse la cattedrale ( ah! La nostra guida Chantal!!) e alla cattedrale. Facciamo anche la visita in battello. Incomparabilmente meglio che la visita in bus.
Di ritorno al parcheggio, fraternizziamo con degli spagnoli e dei francesi.

Lunedì 18 agosto
Prendiamo la strada per Vattern, uno dei più grandi laghi d'Europa, sosta a Gr, capitale dello zucchero d'orzo, poi si continua verso il sud in direzione delle celebri officine di vetro soffiato.
Dormiamo sull'inserzione delle strade 31 e 28, in una piazzola di sosta dove si sono installate delle caravan svedesi. Non riesco a trovare la spazzatura, le mie ricerche non danno alcun risultato. Una bella anziana svedese (almeno credo) arriva, ridendo, a indicarmi un piccolo oblò nei servizi sanitari. Molto discreta questa spazzatura, al riparo degli sguardi, degli animali selvatici ma anche delle persone non familiarizzate. Ma siccome non si vedeva niente, non ero sicuramente il solo a non saperlo.

Martedì 19 agosto
Visitiamo le vetrerie di Orrefors e di Boda. E' tutto magnifico. Ma più è bello, meno rientra nel nostro budget. Per questione di conversione di moneta, Chantal che pensava di potersi fare offrire come regalo di Natale (!!) prossimo un magnifico soprammobile in cristallo ha dovuto rinunciare. In seguito, nuovi calcoli, prezzi più abbordabili, ma abbiamo lasciato l'esposizione e filiamo a piena velocità…

Poi visitiamo il castello fortezza di Kalmar e prendiamo la strada per Lund. Decidiamo di fermarci lungo la strada per uno spuntino. Durante la nostra ricerca per un posto calmo e interessante, Frédéric, che è alla guida, ci dice che siamo seguiti. Noi proseguiamo senza sapere dove andremo a posarci. Siamo sempre seguiti. Arriviamo ad una piccola spiaggia appartata, il camper si parcheggia a nostro fianco: sono dei tedeschi.

Mercoledì 20 agosto
Visita di Lund. Le informazioni turistiche non sono indicate. Le troviamo per caso arrivando dall'entrata posteriore. E' una città universitaria con , come sempre, degli edifici molto belli. Trovare un parcheggio non è troppo facile. Questa città medievale con un certo fascino non meriterà la nostra attenzione che per poco tempo.

Attraversiamo poi il ponte verso Copenaghen (Kobenhavn). Il ponte tunnel è una realizzazione tecnica interessante. Avevamo già visto un documentario al riguardo.
E' ancora presto nella giornata e cominciamo la nostra visita di Copenaghen, ma non una visita della cattedrale.

La circolazione nella città è relativamente facile, ma attenzione a i ciclisti. Ce n'è una moltitudine. Hanno la precedenza e lo sanno. Ma soprattutto non sanno che noi siamo dei turisti e che possiamo dimenticarlo…! Per fortuna il copilota sta con la testa fuori e veglia sulla loro salute.
Non è facile scovare un parcheggio per la notte. Cerchiamo quindi il campeggio suggerito dalle guide. Lo troviamo abbastanza facilmente. E' molto caro, lascia poco spazio al nostro veicolo, ma bene attrezzato. Il nostro vicino danese vuole che facciamo come lui e che ci parcheggiamo di fronte, con vista imperndibile sul culo del camper dell'altra fila. E' l'unico ad avere il passaggio. Cambiamo quindi posto.

Giovedì 21 agosto
Il treno, la banca, i negozi alimentari sono davvero a 10 minuti a piedi dal campeggio. Per cominciare la visita di Copenaghen, facciamo la passeggiata in battello. Molto interessante malgrado il cielo coperto.
Qualche goccia di pioggia ci spaventa un po' poiché il battello non ha tetto. Passiamo sotto dei ponti molto bassi, tanto che oltre al pilota, c'è un addetto incaricato di ricordare alla gente di abbassare la testa, di sedersi o anche di non mettere le mani fuori dal battello dato che uno dei ponti è molto stretto.
Al campeggio scarichiamo, ma per fare il pieno d'acqua nel posto previsto bisogna pagare un supplemento. Eppure l'avevo chiesto e mi avevano detto che era tutto compreso. E' gratuito se ci si serve ad un rubinetto. Con tutti gli adattatori che ho è quello che ho fatto.

Venerdì 22 agosto
Seguito della visita di Copenaghen con la visita al quartiere Christiansen, vecchio quartiere lasciato dai militari che i ragazzi hanno occupato abusivamente negli anni '70. In vendita, ma… Pioggia.
Stivaggio degli attrezzi.
Partenza per Roskilde, dormiamo in un piccolo parcheggio della marina avendo come vicini una coppia di italiani. Molto tranquillo.

Sabato 23 agosto
Roskilde, museo delle navi vichinghe.
Kege, città con parecchie case molto antiche.

Domenica 24 agosto
Lasciamo Frédéric a Copenaghen. Rotta verso nors-ovest. Ponte molto lungo, secondo ponte a campata sospesa più lungo al mondo, è il punto più alto della Danimarca: 274 metri.
Niente pioggia.
Traffico facile e gradevole. Notte a Hou sul porto, molto tranquillo.

Lunedì 25 agosto
Skagen, là dove il mare del Nord e il mar Baltico si incontrano.
Belle spiagge, dune, Rubjierg Knude immensa duna che ha quasi seppellito un faro.
Dormiamo nel parcheggio davanti alla chiesa vicino a Manna.


Martedì 26 agosto
Ci rechiamo al cimitero vichingo vicino ad
Aalborg. Non si può visitare il museo poiché c'è un guasto elettrico. No, non è mancanza di vento, ma una stazione di trasformazione che è bruciata. Qui, sono quasi delle foreste di pale eoliche. Ad un certo punto se ne possono vedere contemporaneamente più di sessanta.
Poi una piccola deviazione ci fa passare attraverso la più grande foresta danese (io non l'ho vista) e costeggiamo un lago dove facciamo uno spuntino.
Attraversiamo regioni agricole dove le fattorie sono molto belle, ricche e soprattutto enormi.
L'allevamento dei maiali si fa all'esterno dentro piccoli ripari individuali. Sono trattati molto meglio che da noi.

Arrivo a Ribe. Il parcheggio vicino al centro città è già occupato da molti camper. Altri si aggiungono di momento in momento. La guida du Routard nota che la sera alle 20 il guardiano notturno fa un giro della città commentato, gratuito, in danese e in inglese. Ci rechiamo al luogo indicato, ben presto più di 50 persone aspettano. Alle otto meno un minuto il guardiano arriva e si pianta davanti a noi con il suo costume, la sua lancia e la sua lanterna. Il carillon della chiesa suona le otto e il guardiano si mette lentamente in marcia. Si ferma davanti ad un primo edificio, aspetta il silenzio totale e comincia le sue spiegazioni punteggiate da piccole punte di humor. La visita dura circa un'ora. E' un'eccellente iniziazione alla città. Vedremo l'insieme domani.

Mercoledì 27 agosto
All'ufficio di informazioni turistiche compriamo un dépliant in francese che propone un circuito in città di circa 2 ore. Per fortuna abbiamo preso una pianta, visto che il dépliant non ne contiene. Ribe è una magnifica città medievale con moltissimo edifici antichi. Una delle più belle città che abbiamo visto finora.

Poi continuiamo la nostra strada verso sud e ci fermiamo in un parcheggio in riva la mare( indicato da Bernard Tartois nelle sue note di viaggio). E' a 200 metri dalla strada, Quindi poco rumoroso. C'è già un camper tedesco. La coppia ritorna con una grossa scodella di frutti di bosco. Molte macchine e camper si fermano per una passeggiata sulla spiaggia e poi ripartono. Il tempo non è da bagno. Fa circa 12 gradi e un vento di almeno 70 km/h.
Il mare scende e il nostro vicino tira fuori gli stivali, la vanga, un secchio e parte sulla zona molto ampia lasciata scoperta dalla marea. Scava… Poi al tramonto, ritorna con la sua pesca. Ma non saprete cosa ha pescato perché non lo sappiamo nemmeno noi…

Giovedì 28 agosto
Il nostro vicino è partito presto stamattina con la bassa marea. Lavora duro, scava profondamente. Via, soddisferemo la vostra curiosità come abbiamo soddisfatto la nostra… Prima di partire, incuriositi andiamo a chiedergli cosa ha preso. Cozze? No! Ha preso con molta fatica dei grosso vermi che gli serviranno da esca nel nord-est della Danimarca per pescare dei pesci neri.
Passiamo in Germania. Autostrada verso sud. I tedeschi guidano veloce, ma sono molto disciplinati e pazienti. Durante i rovesci di pioggia, subito rallentano in modo evidente.
Notte accanto ad un cimitero, lungo un sentiero per escursionisti.

Venerdì 29 agosto
Si continua verso sud sotto acquazzoni sparsi. Troviamo che i tedeschi hanno a volte dei margini di sicurezza ridotti, ma niente a vedere con quello che succede in Francia (noi pensiamo).
In 500 km, vediamo 5 scontri di Mercedes sull'autostrada, ma sono solo piccoli incidenti, lamiere piegate. Notte presso la piscina municipale di Klewingemund vicina a Hedelberg.

Sabato 30 agosto
Ci fermiamo a fare dei piccoli acquisti in un negozio per camper e campeggio. I prezzi sono molto vantaggiosi e c'è molta scelta. Ma bisogna pagare in contanti.
Attraversiamo il Reno a nord di Strasburgo. Fa già un po' più caldo.

Molte cose ci colpiscono. Per primo, bisogna anche guardare a terra mentre si viaggia. C'è anche il livello di rumore. Ogni conducente sembra pensare che bisogna sempre spingere al massimo il regime del motore prima di cambiare marcia. Inoltre bisogna accelerare fino al momento in cui occorre frenare, se no si possono perdere secondi preziosi. Questo è più vero quando più la macchina è piccola. Si ha l'impressione che gli stessi modelli venduti fuori dalla Francia non abbiamo lo stesso sistema di scappamento. Non è vero. Cambiano solo i guidatori. Infine (come a Montreal) mettete la freccia per indicare un cambiamento di corsia. Immediatamente si precipiterà qualcuno per evitare di trovarsi dietro a voi. La giusta tattica consiste nel cambiare corsia subito e poi regolarizzare la situazione mettendo la freccia. Nessuno vi sbarrerà la strada. Poi la buona notizia è che il diesel è 20% meno caro che in Germania.

Otteniamo eccellenti informazioni all'ufficio del turismo di Marlenhaim. Assaggiamo la torta flambée, una specialità regionale. Si tratta di una pasta molto sottile sulla quale si mette della crema, un po' di formaggio, pezzetti di lardo… e che si cuoce alla fiamma di un forno a legna. E' delizioso. Ripeteremo il giorno dopo.
Avevamo trovato un campo sportivo molto tranquillo, ma la momento di coricarci, c'è una festa nella sala comune. Ci arrangiamo su una stradina senza uscita lungo la quale passano una pista ciclabile e un sentiero per escursionisti. Si rivela una scelta eccellente

Domenica 31 agosto e Lunedì 1 settembre
Strada dei vini d'Alsazia.
Costatiamo subito che è tutto chiuso da sabato a mezzogiorno fino a lunedì a mezzogiorno. E' difficile ma fattibile trovare una panetteria scegliendo bene il paesino. Ci sono anche delle cantine di vini. Ma per fortuna quelle che abbiamo trovato sono aperte e siccome non c'è nessuno, abbiamo tutto il tempo.

I villaggi alsaziani sono tutti uno più bello dell'altro. Mitragliamo di foto e film. Fortunatamente abbiamo pianificato la strada con le carte e il GPS e, con un po' di fortuna, riusciremo ad identificarle con l'aiuto dell'ora dello scatto della foto e della strada sulla carta.
Ogni villaggio, ogni casa, sono abbondantemente fioriti. Il nostro porto d'immatricolazione, St.-Hyacinthe, nonostante la sua scuola di orticoltura, ci guadagnerebbe a venire a vedere un po' come si deve fare.
E il vino…

Martedì 2 settembre
Visita di Obernai e Sélestat. Poi andiamo all'ecomuseo d'Alsazia. C'è un grande parcheggio che accoglie i camper. A fine giornata vediamo arrivare a ondate un convoglio di 19 camper. Sono dei ciclisti di una certa età che fanno la loro gita annuale. Fanno le alzaie della regione. Questi percorsi sono a bordo dei canali. Anticamente ci camminavano i cavalli che trascinavano i barconi. Sono dei camminamenti piatti, ombreggiati senza circolazione di auto
.


Mercoledì 3 settembre
Giorno di riposo e di lavori casalinghi nel camper.

Giovedì 4 settembre
Visita del museo dell'automobile di Mulhouse. Dicono che il più grande del mondo. Contiene più di 400 vetture europee soprattutto francesi. C' è un gran numero di Bugatti.
Poi facciamo la Route des Cretes des Vosges. Ci sono dei magnifici punti panoramici sulla èpianura del Reno e sulle creste. Siamo soprattutto toccati da un posto che si chiama le Vieil Armand dove si trova un monumento ai 30.000 morti francesi e tedeschi uccisi durante la guerra del 1914. E dire che gli uomini non hanno imparato da questa follia.

Venerdì 5 settembre
Dopo una buona nottata à Gérardmer nei Vosgi, continuiamo la traversata verso la Champagne. Abbiamo chiesto al programma delle carte di tracciarci la strada più corta, non la più veloce. Abbastanza rapidamente ci troviamo su delle strade comunali molto strette e sui colli, ad una sola corsia. Così vediamo anche l'entroterra.
Passando vicino a Colombay les deux Eglises, cogliamo l'occasione per salutare un grande amico del Quebec, il generale De Gaulle.


*****Qualche annotazione supplementare di Chantal*****

Le mie osservazioni sulla Danimarca


Dalle informazioni del Routard, il PN di questo paese è di 29869$US per anno, mentre in Svezia è di 22636 e in Norvegia 28433. Paese che ha un livello di vita tra i più elevati.

Abbiamo attraversato l'isola di Mons in giugno e percorso lo Jutland alla fine di agosto. In giugni il sole era della partita, i campi abbondantemente guarniti, i colori sono magnifici. A fine agosto, comincia la stagione delle piogge, per il momento sono solo ondate e acquazzoni isolati, il cielo è carico di grosse nuvole, i raccolti sono finiti.

Tuttavia possiamo dire che la Danimarca è un paese molto gradevole: tutto è ben ordinato, molto, molto pulito, si direbbe che le case graziose dai colori vivaci siano appena state ridipinte. Queste case sono molto basse, si può perfino, in molti punti, toccare il tetto, in effetti, non hanno né ammezzato, né cantine e sono allo stesso livello della strada.

Abbiamo avuto l'impressione di visitare questo paese guardando dalla finestra senza varcare la soglia della porta d'ingresso. I nostri contatti con i danesi sono stai minimi, si sono limitati a ottenere delle informazioni che ci hanno fornito con la massima gentilezza e amabilità. Pertanto, di primo acchito, la loro aria chiusa, accigliata ci ha sorpreso. Al contrario, fra loro sorrisi e giovialità non mancano. In confronto coi paesi nordici e alla Finlandia ( che non fa parte dei paesi nordici) ci siamo stupiti di vedere a Copenaghen una società multietnica. La Norvegia, ci sembra, è il paese più omogeneo, l'immigrazione vi è molto ridotta. Ho letto nel Routard che il partito al potere in Danimarca tende a restringere l'immigrazione e i diritti degli immigrati che dei giovani aderenti ad un gruppo musicale molto popolare sarebbero favorevoli ad una diminuzione dell'immigrazione. Sembra che un simile movimento si estenda in molti paesi europei. Frédéric ci diceva che è stato vietato l'accesso ai bar, a Dusseldorf, per quattro volte a un giovane peruviano o messicano che accompagnava il suo gruppo.

Noi siamo arrivati a Copenaghen in piena ora di punta. Che choc culturale! Non a causa delle auto ma di fronte alla moltitudine di bici. Al conduttore e al copilota è richiesta moltissima attenzione. Le bici circolano nelle numerose piste ciclabili ma anche nella strada, sono davvero disciplinati e ordinati. Tuttavia è necessaria una grande attenzione, soprattutto per girare a destra. Eravamo fermi a un semaforo. Davanti a noi, da ogni lato del passaggio pedonale un'orda di ciclisti. Ci chiedevamo incuriositi come sarebbero riusciti a fondersi e riuscire a passare un tale sbarramento. E tutto è invece avvenuto nel più perfetto ordine. I vari parcheggi sono coperti di centinaia di bici. Bisogna essere in possesso di tutte le facoltà per riuscire a trovare il proprio mezzo di locomozione. A detta di Frédéric, non è niente in confronto ad Amsterdam.

Due piccoli aneddoti sulla mentalità di certi danesi, lungi da me l'intenzione di estendere questi fatti a tutti i danesi.

Tutti e tre eravamo stati strattonati violentemente: Michel stava consultando l'orario dei treni, qualcuno l'ha violentemente spinto per farsi un varco, stessa cosa per Frédéric all'uscita dalla pasticceria mentre apriva il suo ombrello poiché pioveva molto forte e da parte mia fu in una strada pedonale e fui molto bruscamente urtata da una donna… ! Non abbiamo mai visto simili gesti.

Per dare sollievo al suo ginocchio che lo fa soffrire soprattutto nelle lunghe camminate, Michel utilizza dei bastoni. I Norvegesi se ne servono, così è una cosa conosciuta per loro. In Finlandia, in Svezia, a San Pietroburgo e in Danimarca, non abbiamo visto nessuno utilizzarli. Sguardi discreti, gente che chiedeva nei paesi, salvo in Danimarca dove le reazioni sono state diverse: osservazioni a voce alta ( abbiamo capito il termine sci) e sorrisi apertamente rivolti, risate non trattenute. I danesi sono forse un po' beffardi?

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