|
|
|
Ritorno in Francia
|
|
|
|
|
|
|
Domenica
10 agosto
All'arrivo a Helsinki, facciamo un primo giro del centro città.
E' grazioso. L'animazione delle strade, i giardini verdi e ben fioriti ci
affascinano dopo il giro dei Paesi baltici che soffrivano di siccità.
Troviamo il centro di informazioni turistiche aperto. Chantal ci passa un
po' di tempo e ottiene tutte le informazioni richieste in francese. In particolare
ci danno delle informazioni sui posti dove possiamo parcheggiare facilmente
in città e anche dove passare la notte senza problemi.
|
|
Dormiamo nel parcheggio di
un parco, gratuito, vicino alla spiaggia.
|
|
Lunedì 11 agosto
La notte passa senza problemi. Ma il risveglio ci rivela un nuovo guasto
alla batteria del motore. Cominciamo a tentare di spingere il camper ma
è troppo pesante. Tiriamo fuori i cavi per l'alimentazione. Quasi
subito un Finlandese di una certa età ci propone spontaneamente
il suo aiuto. Riusciamo a partire. La bottiglia di vino in regalo è
molto apprezzata, il suo aiuto anche.
Un altro finlandese ci da delle informazioni per andare a d un garage
Mercedes che si trova in periferia a est di Helsinki. Delusione, non ci
può vedere prima di giovedì. Ma in ogni caso dubito che
siamo troppo alti per le porte del garage. Ci indirizzano al garage per
camion all'estremità ovest della periferia. Lo troviamo, non senza
aver potuto esplorare una buona parte della regione. Ci sono tre garage
immensi, uno per i bus, uno per i grossi camion e uno per i veicoli della
nostra taglia. Il mio appuntamento sarà per le 16. Approfittiamo
per fare qualche spesa tra cui l'acquisto di buono cavi di collegamento.
Siamo di ritorno per tempo. Il ragazzo prende i documenti e noi aspettiamo.
Verso le 17 torna a dirmi che aspetta ancora un posto. Ma la buona notizia
è che la garanzia vale sempre.
Finalmente il meccanico viene a prendere il veicolo. Dopo qualche test
di voltaggio con e senza carica, smonta la batteria e testa ogni cella.
Una è morta. Ci rimpiazza la batteri a e possiamo ripartire. Pensiamo
che la batteria si è scaricata troppo durante il rimessaggio di
11 mesi.
Torniamo la parcheggio. Verso le 22 un'auto suona il claxon vicino al
camper e scappa.
|
|
Martedì 12 agosto
Visitiamo Helsinki e andiamo al ristorante a mangiare la renna. E' buona
come la prima volta circa un mese fa. Circolare e parcheggiare si rivela
abbastanza semplice in questa capitale. I guidatori sono disciplinati
(in generale). La città possiede numerosi parchi, delle belle piazze,
dei vecchi edifici e degli altri molto moderni, così come degli
edifici detti "art nouveau". Ma soprattutto il tutto è
molto ben inserito. Ci piace l'architettura di questa città.
Partiamo per Salo. Troviamo un eccellente parcheggio non lontano
da un campeggio Ma verso le 22,15, arrabbiato, il proprietario del campeggio
ci viene a svegliare martellando la porta del camper. Sembrano delle invettive
in finlandese o svedese, ma c'è almeno una parola in tedesco "raus".
Niente ci obbligava a partire ma abbiamo preferito alzare i tacchi. Abbiamo
trovato un parcheggio vicino ad una minuscola marina, non lontano di lì,
ma abbastanza lontano da quel campeggio. La notte è di nuovo calma.
|
|
Mercoledì 13 agosto
Il mattino, il nostro "amico" passa mostrando il dito e suonando
il claxon. Fortunatamente le altre esperienze coi finlandesi sono state
molto felici. "E' l'eccezione che conferma la regola!"
Lasciamo Salo per Turku. Ancora una volta otteniamo delle eccellenti
informazioni all'ufficio d'informazioni turistiche. La città che
fu l'antica capitale possiede molti luoghi molto carini: la cattedrale,
l'università, il canale, il cimitero e una cappella molto moderna,
dei bei parchi
Troviamo un internet cafè . Impossibile collegare i nostri portatili.
Fred chiede di provare. In meno di un minuto copia le preferenze di win98
in finlandese e tutto funziona. Mette il suo computer in collegamento
internet senza fili e io mi collego a lui, né visto né conosciuto
(ssst!)
In seguito alle informazioni ottenute all'informazione
turistica, dormiamo sull'isola di Ruissalo. Tranquillissimo. C'è
una spiaggia
per i cani, la anatre e i gabbiani. Sembra di essere
sui marciapiedi di Parigi
qualche anno fa ovviamente.
|
|
Giovedì 14 agosto
Facciamo il giro di tutto l'arcipelago di Turku. E' un periplo di circa
280 km in cui passiamo di isola in isola per un totale di 10 traghetti
e battelli e molti ponti. Solamente due traghetti sono a pagamento (24
€ per un camper e tre persone) Ma certi non funzionano tutto il tempo
tanto che abbiamo paura di restare al largo. Dobbiamo essere a Turku domattina
alle 8 per la partenza per Stoccolma. Frédéric telefona
alle informazioni turistiche. Ci rassicurano.
Di ritorno a Turku, decidiamo di dormire in un
parcheggio vicino al punto di partenza. Ci sono già dei camper,
roulottes, furgoni. Ci mettiamo non lontano da un camper di spagnoli.
Avevamo dimenticato che per loro la serata comincia alle 22. Più
lontano una roulotte ha installato il suo generatore. Con le finestre
chiuse si può dormire.
|
|
Venerdì 15 agosto
Ci si alza presto. Puntiamo agli sportelli d'imbarco. C'è già
qualche macchina in coda. Poi arrivano altri camper. Si deve chiudere
il gas ma l'esperienza Grecia-Venezia mi dice che si può ottenere
dell'elettricità. Il ghiaccio non scongelerà.
Chantal e Frédéric si precipitano sul ponte superiore alla
ricerca di poltrone confortevoli con presa di corrente. Ci si ritrova
grazie al walkie-talkie e ai cellulari. Meno male che sono salito presto.
Ci sono poche poltrone salvo i posti nei ristoranti e nei bar. Sono molto
ambite.
Il ferry va lungo costa e bordeggia fra migliaia di isole. Alle volte
siamo a qualche decina di metri dalla costa. La vista è magnifica
malgrado la pioggia. Alle volte ci ricorda il paesaggio di Mille-iles
in Ontario.
|
|
|
| Arriviamo
a Stoccolma verso le 19, tenuto conto del fuso orario. Grazie al
GPS, ci dirigiamo verso un parcheggio che ci hanno indicato, vicino ad un
museo. Bisogna pagare ma la macchinetta rifiuta la mia carta. Non abbiamo
denaro. Troviamo uno sportello di banca che rifiuta le mie carte del Quebec.
Ma finisce per accettare la carta francese e mi sputa 4 bei biglietti. Non
abbiamo ancora moneta, non abbiamo proceduto granché. Ci arrangiamo
su un parcheggio lungo un viale prestigioso, sul marciapiede. C'è
un altro camper di francesi. Ci informiamo, possiamo restare qui per la
notte. Fortunatamente il traffico è regolare e i guidatori non spingono
a fondo sull'acceleratore. |
|
|
|
Sabato 16 agosto
Cambiamo parcheggio, e approfittiamo per avvicinarci al municipio che
vogliamo visitare. Ma resta il problema del parcheggio e della moneta.
Un primo acquisto nella stazione di servizio in fondo la parcheggio me
ne da un po', ma non abbastanza.
Fortunatamente ne ho adesso di piccolo taglio e posso chiedere ai venditori.
Dopo aver raccolto le 60 corone richieste, vengo a sapere che alla stazione
c'è un distributore automatico di monete!
Fin dal primo colpo d'occhio, Stoccolma ci seduce. Questa città
è magnifica. Gli edifici sono belli emolto puliti ed hanno molto
stile. La città ha un'impronta molto interessante.
Visitiamo il municipio con le sue sale di ricevimento che servono tra
l'altro alla cerimonia che circonda la distribuzione del premio Nobel.
Saliamo i 350 scalini della torre, senza ascensore, non l'avevamo visto!
Abbiamo quindi dovuto mostrarci eroici
Poi incominciamo una lunga visita dei quartieri del centro. Ad ogni rovescio,
troviamo rifugio: una chiesa, un bar, un negozio di souvenirs
A
metà agosto comincia nei paesi nordici la stagione delle piogge.
Fortunatamente sono solo delle ondate sporadiche.
|
|
Domenica 17 agosto
Prendiamo la visita guidata in bus. Le spiegazioni in francese non funzionano,
in inglese sono incomprensibili: accento e soprattutto rumori di fondo,
in spagnolo, Frédéric ci dice che uno dei canali ( il francese?)
fa interferenza, Sosta al museo Vasa (nave da guerra del XVII secolo che
è affondata al suo varo e che è stata rimontata negli anni
50 e completamente restaurata) che ci seduce totalmente, poi alla cappella
reale che noi pensavamo fosse la cattedrale ( ah! La nostra guida Chantal!!)
e alla cattedrale. Facciamo anche la visita in battello. Incomparabilmente
meglio che la visita in bus.
Di ritorno al parcheggio, fraternizziamo con degli spagnoli e dei francesi.
|
|
Lunedì 18 agosto
Prendiamo la strada per Vattern, uno dei più grandi laghi
d'Europa, sosta a Gr, capitale dello zucchero d'orzo, poi si continua
verso il sud in direzione delle celebri officine di vetro soffiato.
Dormiamo sull'inserzione delle strade 31 e 28, in una piazzola di sosta
dove si sono installate delle caravan svedesi. Non riesco a trovare la
spazzatura, le mie ricerche non danno alcun risultato. Una bella anziana
svedese (almeno credo) arriva, ridendo, a indicarmi un piccolo oblò
nei servizi sanitari. Molto discreta questa spazzatura, al riparo degli
sguardi, degli animali selvatici ma anche delle persone non familiarizzate.
Ma siccome non si vedeva niente, non ero sicuramente il solo a non saperlo.
|
|
Martedì 19 agosto
Visitiamo le vetrerie di Orrefors e di Boda. E' tutto magnifico.
Ma più è bello, meno rientra nel nostro budget. Per questione
di conversione di moneta, Chantal che pensava di potersi fare offrire
come regalo di Natale (!!) prossimo un magnifico soprammobile in cristallo
ha dovuto rinunciare. In seguito, nuovi calcoli, prezzi più abbordabili,
ma abbiamo lasciato l'esposizione e filiamo a piena velocità
Poi visitiamo il castello fortezza di Kalmar
e prendiamo la strada per Lund. Decidiamo di fermarci lungo la strada
per uno spuntino. Durante la nostra ricerca per un posto calmo e interessante,
Frédéric, che è alla guida, ci dice che siamo seguiti.
Noi proseguiamo senza sapere dove andremo a posarci. Siamo sempre seguiti.
Arriviamo ad una piccola spiaggia appartata, il camper si parcheggia a
nostro fianco: sono dei tedeschi.
|
Mercoledì 20 agosto
Visita di Lund. Le informazioni turistiche non sono indicate. Le
troviamo per caso arrivando dall'entrata posteriore. E' una città
universitaria con , come sempre, degli edifici molto belli. Trovare un parcheggio
non è troppo facile. Questa città medievale con un certo fascino
non meriterà la nostra attenzione che per poco tempo.
|
|
|
|
Attraversiamo poi il ponte verso
Copenaghen (Kobenhavn). Il ponte tunnel è una realizzazione
tecnica interessante. Avevamo già visto un documentario al riguardo.
E' ancora presto nella giornata e cominciamo la nostra visita di Copenaghen,
ma non una visita della cattedrale.
|
 |
La circolazione nella città
è relativamente facile, ma attenzione a i ciclisti. Ce n'è
una moltitudine. Hanno la precedenza e lo sanno. Ma soprattutto non sanno
che noi siamo dei turisti e che possiamo dimenticarlo
! Per fortuna
il copilota sta con la testa fuori e veglia sulla loro salute. |
Non è facile scovare un parcheggio
per la notte. Cerchiamo quindi il campeggio suggerito dalle guide. Lo troviamo
abbastanza facilmente. E' molto caro, lascia poco spazio al nostro veicolo,
ma bene attrezzato. Il nostro vicino danese vuole che facciamo come lui
e che ci parcheggiamo di fronte, con vista imperndibile sul culo del camper
dell'altra fila. E' l'unico ad avere il passaggio. Cambiamo quindi posto.
|
|
Giovedì 21 agosto
Il treno, la banca, i negozi alimentari sono davvero a 10 minuti a piedi
dal campeggio. Per cominciare la visita di Copenaghen, facciamo la passeggiata
in battello. Molto interessante malgrado il cielo coperto.
Qualche goccia di pioggia ci spaventa un po' poiché il battello
non ha tetto. Passiamo sotto dei ponti molto bassi, tanto che oltre al
pilota, c'è un addetto incaricato di ricordare alla gente di abbassare
la testa, di sedersi o anche di non mettere le mani fuori dal battello
dato che uno dei ponti è molto stretto.
Al campeggio scarichiamo, ma per fare il pieno d'acqua nel posto previsto
bisogna pagare un supplemento. Eppure l'avevo chiesto e mi avevano detto
che era tutto compreso. E' gratuito se ci si serve ad un rubinetto. Con
tutti gli adattatori che ho è quello che ho fatto.
|
|
Venerdì 22 agosto
Seguito della visita di Copenaghen con la visita al quartiere Christiansen,
vecchio quartiere lasciato dai militari che i ragazzi hanno occupato abusivamente
negli anni '70. In vendita, ma
Pioggia.
Stivaggio degli attrezzi.
Partenza per Roskilde, dormiamo in un piccolo parcheggio della marina
avendo come vicini una coppia di italiani. Molto tranquillo.
|
|
Sabato 23 agosto
Roskilde, museo delle navi vichinghe.
Kege, città con parecchie case molto antiche.
|
|
Domenica 24 agosto
Lasciamo Frédéric a Copenaghen. Rotta verso nors-ovest.
Ponte molto lungo, secondo ponte a campata sospesa più lungo al
mondo, è il punto più alto della Danimarca: 274 metri.
Niente pioggia.
Traffico facile e gradevole. Notte a Hou sul porto, molto tranquillo.
|
|
|
Lunedì 25 agosto
Skagen, là dove il mare del Nord e il mar Baltico si incontrano.
Belle spiagge, dune, Rubjierg Knude immensa duna che ha quasi seppellito
un faro.
Dormiamo nel parcheggio davanti alla chiesa vicino a Manna.
|
|
Martedì 26 agosto
Ci rechiamo al cimitero vichingo vicino ad Aalborg.
Non si può visitare il museo poiché c'è un guasto
elettrico. No, non è mancanza di vento, ma una stazione di trasformazione
che è bruciata. Qui, sono quasi delle foreste di pale eoliche.
Ad un certo punto se ne possono vedere contemporaneamente più di
sessanta.
Poi una piccola deviazione ci fa passare attraverso la più grande
foresta danese (io non l'ho vista) e costeggiamo un lago dove facciamo
uno spuntino.
Attraversiamo regioni agricole dove le fattorie sono molto belle, ricche
e soprattutto enormi.
L'allevamento dei maiali si fa all'esterno dentro piccoli ripari individuali.
Sono trattati molto meglio che da noi.
Arrivo a Ribe. Il parcheggio vicino
al centro città è già occupato da molti camper. Altri
si aggiungono di momento in momento. La guida du Routard nota che la sera
alle 20 il guardiano notturno fa un giro della città commentato,
gratuito, in danese e in inglese. Ci rechiamo al luogo indicato, ben presto
più di 50 persone aspettano. Alle otto meno un minuto il guardiano
arriva e si pianta davanti a noi con il suo costume, la sua lancia e la
sua lanterna. Il carillon della chiesa suona le otto e il guardiano si
mette lentamente in marcia. Si ferma davanti ad un primo edificio, aspetta
il silenzio totale e comincia le sue spiegazioni punteggiate da piccole
punte di humor. La visita dura circa un'ora. E' un'eccellente iniziazione
alla città. Vedremo l'insieme domani.
|
|
Mercoledì 27 agosto
All'ufficio di informazioni turistiche compriamo un dépliant in
francese che propone un circuito in città di circa 2 ore. Per fortuna
abbiamo preso una pianta, visto che il dépliant non ne contiene.
Ribe è una magnifica città medievale con moltissimo edifici
antichi. Una delle più belle città che abbiamo visto finora.
Poi continuiamo la nostra strada verso sud
e ci fermiamo in un parcheggio in riva la mare( indicato da Bernard Tartois
nelle sue note di viaggio). E' a 200 metri dalla strada, Quindi poco rumoroso.
C'è già un camper tedesco. La coppia ritorna con una grossa
scodella di frutti di bosco. Molte macchine e camper si fermano per una
passeggiata sulla spiaggia e poi ripartono. Il tempo non è da bagno.
Fa circa 12 gradi e un vento di almeno 70 km/h.
Il mare scende e il nostro vicino tira fuori gli stivali, la vanga, un
secchio e parte sulla zona molto ampia lasciata scoperta dalla marea.
Scava
Poi al tramonto, ritorna con la sua pesca. Ma non saprete
cosa ha pescato perché non lo sappiamo nemmeno noi
|
|
Giovedì 28 agosto
Il nostro vicino è partito presto stamattina con la bassa marea.
Lavora duro, scava profondamente. Via, soddisferemo la vostra curiosità
come abbiamo soddisfatto la nostra
Prima di partire, incuriositi
andiamo a chiedergli cosa ha preso. Cozze? No! Ha preso con molta fatica
dei grosso vermi che gli serviranno da esca nel nord-est della Danimarca
per pescare dei pesci neri.
Passiamo in Germania. Autostrada verso sud. I tedeschi guidano veloce,
ma sono molto disciplinati e pazienti. Durante i rovesci di pioggia, subito
rallentano in modo evidente.
Notte accanto ad un cimitero, lungo un sentiero per escursionisti.
|
|
Venerdì 29 agosto
Si continua verso sud sotto acquazzoni sparsi. Troviamo che i tedeschi
hanno a volte dei margini di sicurezza ridotti, ma niente a vedere con
quello che succede in Francia (noi pensiamo).
In 500 km, vediamo 5 scontri di Mercedes sull'autostrada, ma sono solo
piccoli incidenti, lamiere piegate. Notte presso la piscina municipale
di Klewingemund vicina a Hedelberg.
|
|
Sabato 30 agosto
Ci fermiamo a fare dei piccoli acquisti in un negozio per camper e campeggio.
I prezzi sono molto vantaggiosi e c'è molta scelta. Ma bisogna
pagare in contanti.
Attraversiamo il Reno a nord di Strasburgo. Fa già un po'
più caldo.
Molte cose ci colpiscono. Per primo, bisogna anche
guardare a terra mentre si viaggia. C'è anche il livello di rumore.
Ogni conducente sembra pensare che bisogna sempre spingere al massimo
il regime del motore prima di cambiare marcia. Inoltre bisogna accelerare
fino al momento in cui occorre frenare, se no si possono perdere secondi
preziosi. Questo è più vero quando più la macchina
è piccola. Si ha l'impressione che gli stessi modelli venduti fuori
dalla Francia non abbiamo lo stesso sistema di scappamento. Non è
vero. Cambiano solo i guidatori. Infine (come a Montreal) mettete la freccia
per indicare un cambiamento di corsia. Immediatamente si precipiterà
qualcuno per evitare di trovarsi dietro a voi. La giusta tattica consiste
nel cambiare corsia subito e poi regolarizzare la situazione mettendo
la freccia. Nessuno vi sbarrerà la strada. Poi la buona notizia
è che il diesel è 20% meno caro che in Germania.
Otteniamo eccellenti informazioni all'ufficio
del turismo di Marlenhaim. Assaggiamo la torta flambée,
una specialità regionale. Si tratta di una pasta molto sottile
sulla quale si mette della crema, un po' di formaggio, pezzetti di lardo
e che si cuoce alla fiamma di un forno a legna. E' delizioso. Ripeteremo
il giorno dopo.
Avevamo trovato un campo sportivo molto tranquillo, ma la momento di coricarci,
c'è una festa nella sala comune. Ci arrangiamo su una stradina
senza uscita lungo la quale passano una pista ciclabile e un sentiero
per escursionisti. Si rivela una scelta eccellente
|
Domenica 31 agosto e Lunedì
1 settembre
Strada dei vini d'Alsazia.
Costatiamo subito che è tutto chiuso da sabato a mezzogiorno fino
a lunedì a mezzogiorno. E' difficile ma fattibile trovare una panetteria
scegliendo bene il paesino. Ci sono anche delle cantine di vini. Ma per
fortuna quelle che abbiamo trovato sono aperte e siccome non c'è
nessuno, abbiamo tutto il tempo. |
|
|
I villaggi alsaziani sono tutti uno
più bello dell'altro. Mitragliamo di foto e film. Fortunatamente
abbiamo pianificato la strada con le carte e il GPS e, con un po' di fortuna,
riusciremo ad identificarle con l'aiuto dell'ora dello scatto della foto
e della strada sulla carta.
Ogni villaggio, ogni casa, sono abbondantemente fioriti. Il nostro porto
d'immatricolazione, St.-Hyacinthe, nonostante la sua scuola di
orticoltura, ci guadagnerebbe a venire a vedere un po' come si deve fare.
E il vino
|
|
Martedì 2 settembre
Visita di Obernai e Sélestat. Poi andiamo all'ecomuseo
d'Alsazia. C'è un grande parcheggio che accoglie i camper. A fine
giornata vediamo arrivare a ondate un convoglio di 19 camper. Sono dei
ciclisti di una certa età che fanno la loro gita annuale. Fanno
le alzaie della regione. Questi percorsi sono a bordo dei canali. Anticamente
ci camminavano i cavalli che trascinavano i barconi. Sono dei camminamenti
piatti, ombreggiati senza circolazione di auto.
|
|
|
Mercoledì 3 settembre
Giorno di riposo e di lavori casalinghi nel camper.
|
|
Giovedì 4 settembre
Visita del museo dell'automobile di Mulhouse. Dicono che il più
grande del mondo. Contiene più di 400 vetture europee soprattutto
francesi. C' è un gran numero di Bugatti.
Poi facciamo la Route des Cretes des Vosges. Ci sono dei magnifici
punti panoramici sulla èpianura del Reno e sulle creste. Siamo
soprattutto toccati da un posto che si chiama le Vieil Armand dove
si trova un monumento ai 30.000 morti francesi e tedeschi uccisi durante
la guerra del 1914. E dire che gli uomini non hanno imparato da questa
follia.
|
|
Venerdì 5 settembre
Dopo una buona nottata à Gérardmer nei Vosgi, continuiamo
la traversata verso la Champagne. Abbiamo chiesto al programma delle carte
di tracciarci la strada più corta, non la più veloce. Abbastanza
rapidamente ci troviamo su delle strade comunali molto strette e sui colli,
ad una sola corsia. Così vediamo anche l'entroterra.
Passando vicino a Colombay les deux Eglises, cogliamo l'occasione
per salutare un grande amico del Quebec, il generale De Gaulle.
*****Qualche
annotazione supplementare di Chantal*****
|
|
Le mie osservazioni sulla
Danimarca
|
|
Dalle informazioni del Routard, il PN di questo
paese è di 29869$US per anno, mentre in Svezia è di 22636
e in Norvegia 28433. Paese che ha un livello di vita tra i più
elevati.
Abbiamo attraversato l'isola di Mons in giugno
e percorso lo Jutland alla fine di agosto. In giugni il sole era della
partita, i campi abbondantemente guarniti, i colori sono magnifici. A
fine agosto, comincia la stagione delle piogge, per il momento sono solo
ondate e acquazzoni isolati, il cielo è carico di grosse nuvole,
i raccolti sono finiti.
Tuttavia possiamo dire che la Danimarca è
un paese molto gradevole: tutto è ben ordinato, molto, molto pulito,
si direbbe che le case graziose dai colori vivaci siano appena state ridipinte.
Queste case sono molto basse, si può perfino, in molti punti, toccare
il tetto, in effetti, non hanno né ammezzato, né cantine
e sono allo stesso livello della strada.
Abbiamo avuto l'impressione di visitare questo
paese guardando dalla finestra senza varcare la soglia della porta d'ingresso.
I nostri contatti con i danesi sono stai minimi, si sono limitati a ottenere
delle informazioni che ci hanno fornito con la massima gentilezza e amabilità.
Pertanto, di primo acchito, la loro aria chiusa, accigliata ci ha sorpreso.
Al contrario, fra loro sorrisi e giovialità non mancano. In confronto
coi paesi nordici e alla Finlandia ( che non fa parte dei paesi nordici)
ci siamo stupiti di vedere a Copenaghen una società multietnica.
La Norvegia, ci sembra, è il paese più omogeneo, l'immigrazione
vi è molto ridotta. Ho letto nel Routard che il partito al potere
in Danimarca tende a restringere l'immigrazione e i diritti degli immigrati
che dei giovani aderenti ad un gruppo musicale molto popolare sarebbero
favorevoli ad una diminuzione dell'immigrazione. Sembra che un simile
movimento si estenda in molti paesi europei. Frédéric ci
diceva che è stato vietato l'accesso ai bar, a Dusseldorf, per
quattro volte a un giovane peruviano o messicano che accompagnava il suo
gruppo.
Noi siamo arrivati a Copenaghen in piena ora
di punta. Che choc culturale! Non a causa delle auto ma di fronte alla
moltitudine di bici. Al conduttore e al copilota è richiesta moltissima
attenzione. Le bici circolano nelle numerose piste ciclabili ma anche
nella strada, sono davvero disciplinati e ordinati. Tuttavia è
necessaria una grande attenzione, soprattutto per girare a destra. Eravamo
fermi a un semaforo. Davanti a noi, da ogni lato del passaggio pedonale
un'orda di ciclisti. Ci chiedevamo incuriositi come sarebbero riusciti
a fondersi e riuscire a passare un tale sbarramento. E tutto è
invece avvenuto nel più perfetto ordine. I vari parcheggi sono
coperti di centinaia di bici. Bisogna essere in possesso di tutte le facoltà
per riuscire a trovare il proprio mezzo di locomozione. A detta di Frédéric,
non è niente in confronto ad Amsterdam.
Due piccoli aneddoti sulla mentalità
di certi danesi, lungi da me l'intenzione di estendere questi fatti a
tutti i danesi.
Tutti e tre eravamo stati strattonati violentemente:
Michel stava consultando l'orario dei treni, qualcuno l'ha violentemente
spinto per farsi un varco, stessa cosa per Frédéric all'uscita
dalla pasticceria mentre apriva il suo ombrello poiché pioveva
molto forte e da parte mia fu in una strada pedonale e fui molto bruscamente
urtata da una donna
! Non abbiamo mai visto simili gesti.
Per dare sollievo al suo ginocchio che
lo fa soffrire soprattutto nelle lunghe camminate, Michel utilizza dei
bastoni. I Norvegesi se ne servono, così è una cosa conosciuta
per loro. In Finlandia, in Svezia, a San Pietroburgo e in Danimarca, non
abbiamo visto nessuno utilizzarli. Sguardi discreti, gente che chiedeva
nei paesi, salvo in Danimarca dove le reazioni sono state diverse: osservazioni
a voce alta ( abbiamo capito il termine sci) e sorrisi apertamente rivolti,
risate non trattenute. I danesi sono forse un po' beffardi?
|
 |
|
|
|