Passeggiata tra i fiordi


Testo e foto di Chantal e Michel
traduzione Maura2003

Lunedì 15 giugno
Alla partenza da Fredrikstad, ci fermiamo per comprare una bombola di propano. In effetti anche se abbiamo lo spazio per due bombole di gas, ne abbiamo una sola. Nel nostro viaggio precedente della durata di 6 mesi, abbiamo dovuto, in molte occasioni, disfarci di una bombola per comprarne una "locale".
In Europa non è possibile farsi riempire una bombola, si può solo cambiarla con un'altra piena. In ogni caso ogni paese ha il suo proprio adattatore. Peggio, in ogni paese, le differenti catene di stazioni di servizio non prendono indietro le bombole delle altre marche. Siccome nel migliore dei casi consumiamo circa una bombola al mese, ci sarebbero occorse almeno 4 bombole prima del nostro rientro in Francia.
Abbiamo quindi accettato l'idea di dover comprare qualche volta delle bombole locali, nonostante la perdita del deposito. Ma qui una bombola vuota costa circa 160$ invece dei 40$ che da noi. Se restituiamo la bombola ci rimetteremo 80$. Il gas contenuto nella bombola costa 50$.

La signora della stazione di servizio ha fatto di tutto per trovare un mezzo di far riempire la nostra bombola. Alta, magra, bionda, una vera scandinava da film, ha un pugno di ferro e maneggia le bombole con una sola mano.
Abbiamo deciso di andare nel campeggio di Oslo. In effetti nelle grandi città temiamo un po' per la sicurezza quando abbandoniamo il nostro camper. Inoltre i posti tranquilli per dormire alle volte sono rari. Le indicazioni per il campeggio Ekberg, a 3 km. dal centro, sono perfette e ci arriviamo direttamente. Il campeggio è molto grande e quasi senza alberi. Non è importante, qui il sole è sempre basso e siccome il tempo è fresco non c'è da lamentarsi.

Ci sono due fermate del bus proprio davanti al campeggio. Costo del biglietto, corse semplice, validità 1 ora: 6$. In città alla stazione, compriamo un biglietto 24 h per tutti i tipi di trasporto pubblici e per l'indomani un biglietto 24 h. per i trasporti e i musei. Costo totale 100$.

Poi andiamo all'internet caffè della stazione. Attacchiamo il nostro portatile senza problema: DCHP senza proxy.
Andiamo al parco "Vigeland Sparken Frogner" dove si trovano più di 200 sculture di Gustave Frogeland (1869-1943). Ci piace molto! Sono molto espressive e fanno riflettere sul destino dell'uomo.

Andiamo poi al trampolino di lancio con gli sci da cui la vista sulla città è avvincente. Avendo a suo tempo provato il salto con gli sci dal trampolino dell'università di Montréal, sono molto impressionato dalla grandezza di questo.
Mentre ci dirigevamo verso il municipio, ci siamo chiesti dove si affrettavano a passo sicuro i norvegesi.
Andavano a grandi passi sui moli di Aker Brygge, quartiere molto di moda per andare a prendere un bicchiere e farsi vedere. Li seguiamo.

Altre impressioni:
Oslo non è una bellissima città, tuttavia ariosa e pulita.
Città molto ben servita dai trasporti pubblici: bus, tram, metro. I ciclisti possono salire in metro con le loro bici.
Più volte abbiamo dovuto chiedere delle informazioni: i norvegesi sono tutti molto gentili, perfino calorosi. Uno è anche venuto davanti a noi mentre cercavamo sulla pianta.
Un raggio di sole e le ragazze si tolgono i pull a maniche lunghe per portare dei vestiti molto leggeri, spalle nude. Noi tremiamo, fa solo 18 C°. Un raggio di sole e i norvegesi si abbronzano nei parchi.
Il tipo norvegese: capelli biondi, occhi azzurri, andatura atletica, è la realtà? Si, esiste, ma non in larga maggioranza. Non c'è un tipo norvegese. La sola costante che abbiamo notato: i norvegesi sono pallidini usciti dall'inverno.
Temperatura diurna: 18 °C
La notte il termometro è sceso fino a 10°C.
Non abbiamo ancora sentito il ronzio di una sola zanzara. Molto bene!
Costo della vita per noi, del Québec, troppo alta: qualche esempio,
fast food: 40$ per due hamburgers, patatine e coca (non è il nostro pasto preferito, soprattutto perché mangiamo molto raramente questo tipo di cibo, ma era il meno caro)
Alle toilette: 2$
Una piccola crema gelato (deliziosa) immersa in noci tostate: 4$
Un po' di patatine fritte su un traghetto: 5$

A Oslo abbiamo visitato molti musei: museo Norsk (museo del folklore norvegese), museo delle navi vichinghe, museo del Fram (battello polare), museo della marina, museo del Kontiki. Ci sono piaciuti molto tutti. Di ritorno sul porto compriamo dei gamberetti freschi e gironzoliamo di nuovo.

Nel campeggio:
arrivo di un'orda di camperisti! Indovinato? Si dei tedeschi. Superano i giapponesi, almeno in camper. Sono dappertutto! Li abbiamo visti numerosissimi in Grecia, in Turchia tanto che nelle zone turistiche la prima lingua straniera parlata dai commercianti è il tedesco.
Li osserviamo. Come un balletto ben orchestrato, si piazzano, tirano fuori scope e spazzole per pulire il parabrezza e il davanti del camper, poi tavoli e sedie, dispiegano, sempre ben regolata, la loro antenna satellitare. Alla fine sono pronti per due chiacchiere prima di pranzo.

Aneddoto: durante la visita a un museo , abbiamo parlato con un francese che faceva parte di un viaggio organizzato. Si lamentava che in Norvegia non c'era alcuna spiegazione in francese. Era stato anche in Québec. Ha aggiunto " Voi avete gli aceri, noi gli arabi!"


Mercoledì 18 giugno
Sulla strada per Lillehammer, visita del museo della costituzione norvegese Eidsvollsbygningen à Rikspolitisk. A parte i 130 studenti, siamo gli unici due turisti. Ci spetta una guida per noi soli. Abilmente, evita che incrociamo questi ragazzi. Tra di loro soprattutto adolescenti. Stessi vestiti e stessi comportamenti che da noi. Sarà la globalizzazione o la natura umana?
Impariamo che la Norvegia era sotto il dominio della Danimarca, da cui ha ottenuto l'indipendenza per finire sotto il domino degli svedesi (a causa delle guerre napoleoniche).

A Lillehammer, visitiamo un altro museo sulla storia e l'evoluzione della Norvegia. E' ben fatto e interessante. La parte all'aria aperta somiglia molto al museo del folklore norvegese visto a Oslo.

Andiamo a vedere le installazioni olimpiche del trampolino per gli sci.
Eccellente posto per dormire. La vista è magnifica perché dominiamo tutta la vallata. L'angolino è tranquillo.
Giovedì 19 giugno
Riprendiamo la strada verso i fiordi.
Sul cammino ci fermiamo per visitare una chiesetta in legno, citata nelle guide. Costo della visita 12$ in due. Vista la dimensione della chiesa (una minuscola cappella in legno) la visita dovrebbe durare solo 4 o 5 minuti. Saltiamo.
Superiamo alcune montagne e saliamo fino a 1200 m. là in alto, i laghi sono ancora ghiacciati.
Fa 4°C e vento freddo. La strada è seminata di lunghi pali di legno di 3 o 4 metri di altezza con dei piccoli riflettori a circa 3 metri da terra. Le banchine laterali sono inesistenti. Quando si incrociano i camion, bisogna fare attenzione a non agganciare i retrovisori (sia coi camion che con i pali).

Mercatino, acquisto di "caviale" in tubetto. Si tratta di uova di pesce con sapore affumicato, un po' salato, e anche un po' zuccherato! Ce l'avevano detto, è vero tutto è molto caro, circa il doppio che da noi. Tuttavia prima di lasciare la Francia, avevamo riempito la cantina: Coteau du Tricastin, Moulin à vent e Bergérac quest'ultimo raccomandato dal miglior sommellier del mondo del 1983, non caro, ma completamente insapore. E dire che bisognerà sopravvivere con questo!

L'avvicinamento del fiordo Hardangerfjorden e dei suoi bracci Forfjorden e Eidfjord lo facciamo con tempo coperto e rovesci di pioggia. Peccato, la vista è meno bella di quanto potrebbe essere. E' comunque grandiosa. Proprio all'inizio del fiordo, una splendida vista su una cascata e un precipizio di 500 metri. Chantal che soffre un po' di vertigini, si avvicina appena un po' e si attacca all'unica betulla disponibile per filmare… la betulla. Abbiamo riso parecchio davanti a tanta paura!!

La strada è molto sinuosa, a volte a una sola corsia. Tuttavia le indicazioni sono chiare e i guidatori previdenti. Passiamo in numerose gallerie spesso lunghe molte centinaia di metri. C'è anche una galleria a chiocciola, dopo aver girato in modo costante per quanti giri? Non lo sappiamo. Il dislivello era di circa 300 metri. Le nostre orecchie brontolavano.

Venerdì 20 giugno
Dormiamo sulla riva del fiordo: la finestra della nostra camera dà sul fiordo. Sublime. Notte tranquilla. Ha piovuto una buona parte della notte. Per la prima volta abbiamo messo il riscaldamento.
Siccome il tempo è coperto e le previsioni meteo raccolte alla stazione di benzina sono pessimiste, decidiamo di prendere il traghetto e di andare verso Bergen.

Costeggiamo il fiordo tra un'alternanza di sole e pioggia. La vista è splendida, la strada tortuosa. Attraversiamo decine di galleria di cui alcune di 2 km.

L'arrivo a Bergen è un po' esitante. In effetti le nostre carte sono deficitarie in particolare Autoroute Express che non ha le strade più importanti. Ma con il GPS sappiamo che ci siamo persi. Siamo in senso contrario al traffico. Comincia il Week end . Grazie all'informazione fornita dall'esattrice all'ingresso di Bergen (i centri di Bergen, Oslo, Trondheim, sono a pagamento), arriviamo direttamente all'area per camper. Colpo di fortuna, abbiamo uno dei pochi posti disponibili, in più davanti al mare. Tre enormi navi da crociera (di cui uno a dieci piani) al nostro arrivo manovrano per lasciare il porto.

Dopo cena, decidiamo di andare in centro: visita la quartiere del vecchio Bergen, case tutte di legni di diversi colori. Ricostruzione perfetta di questo quartiere commerciale della lega Anseatica dopo l'incendio del 1702.

Popolazione giovane, studentesca. Bergen, seconda città della Norvegia, importante città universitaria. Visita sotto la pioggia. All'ufficio del turismo, prendiamo le previsioni meteo: scoraggianti, pioggia fino a mercoledì!!

Sabato 21 giugno
A Bergen piove sempre. Verso metà giornata, direzione Urnes.
Molte gallerie circa 75 km in totale (una di 26, due di 12, molte di 7 o 6 e parecchie di 2 km) tutte gratuite.
Traghetto. Arrivo la parcheggio del traghetto per andare a vedere un chiesetta di legno, c'è già un lionese. Poi arrivano altri 4 camper di francesi. Per una volta i francesi superano i tedeschi. Passeremo una notte molto tranquilla.

Domenica 22 giugno
Traghetto e visita della piccola chiesa di Urnes, una chiesa del 12° secolo. Un battesimo ci permetterà di vedere il costume tradizionale (magnifico) dei norvegesi. Per la prima volta vediamo dei bambini che lo portano. Veramente bello.

Pic-nic con Jean e Simone. Ci hanno dato la ricetta della soupe champenoise (un aperitivo) che fa furore e che si è trasmessa di generazione in generazione: una bottiglia di champagne (o altro spumante) ben freddo, 125 ml. di succo di limone, altrettanto zucchero e altrettanto cointreau. Mescolare bene e aggiungere lo champagne all'ultimo momento.

Strada per Urmes, Balestrand, Moskog, Skei, Byrkielo.
Viste magnifiche sui fiordi, salite a tornanti per attraversare una piccola catena di montagne, piccoli ghiacciai, laghi magnifici.

Notte in una area di sosta stradale, ci addormentiamo al suono delle campane della pecore che ci circondano e ci vengono incontro sulla strada.

Lunedì 23 giugno
Strada per Dalsnibba: salita molto spettacolare a circa 1600 m. di altezza.
Strada di terra a tornanti. In alto vista magnifica sulla regione e sul fiordo Geiranger. Poi discesa fino a livello zero: livello del mare. Apprezziamo il Telma: freno elettrico che agisce sull'albero di trasmissione e che permette di non utilizzare i freni normali né il freno motore, in particolare nelle lunghe discese.
Fiordo Geiranger: una dei fiordi più belli. Due navi da crociera molto grosse sono ormeggiate. Prendiamo un battello turistico per fare questo magnifico fiordo. Interessanti osservazioni. Poi risalita al nord sulla strada delle aquile. Strada molto a strapiombo con 11 curve a U.

Alla prima curva bisogna aspettare che un autobus che scende faccia molte manovre ( avanti e indietro) per riuscire a completare la curva. Andiamo bene. Ma il resto sarà quasi normale.
Dormiamo a Eidsvatnet su un'area di sosta stradale, incontro di una coppia lussemburghese che sta andando a vedere un fuoco di San Giovanni organizzato dai locali. Ci sono tutti gli abitanti dei villaggi e dei paesi della regione. I norvegesi festeggiano il giorno più lungo con dei fuochi e questo in tutte le regioni.

Le notti sono ancora più corte: tramonto verso mezzanotte e alba verso le tre.

 

Martedì 24 giugno
I lussemburghesi ci consigliano di fare la salita dei Trolls presto per non incrociare i pullman dei turisti molto numerosi. Quindi partiamo molto presto. In effetti le strade sono molto strette e l'incontro con bus, camion, camper, costringono uno dei veicoli a fare retromarcia fino al seguente slargo previsto per gli incroci. Il consiglio era buono. La vista assolutamente magnifica.

Ci fermiamo sulla strada dei Trolls, a Andalsnes per la colazione, fare un pò di toilette e qualche spesa in un garage per camper e roulottes. Voglio comprare del gas. Il proprietario soppesa la mia bombola per dimostrarmi che non ne ho bisogno. In effetti la bombola norvegese è in alluminio quindi molto più leggera che al mia bombola francese. E' ingannevole.

Proseguiamo sulla strada in direzione Trondheim, prendiamo un altro costoso traghetto. Ma ogni volta è una piccola crociera su uno di questi bei fiordi.

Dormiamo vicino a una piccola chiesa a Fla proprio davanti a Melhus. Questo è un pò fuori dalla strada principale. Ci sono delle case a circa 200 m. Siamo soli in totale sicurezza. Durante la notte ci risvegliano momentaneamente solo dei forti acquazzoni.

Mercoledì 25 giugno
Proseguiamo per Trondheim sotto la pioggia. L'ingresso in città si fa tranquillamente. Parcheggiamo proprio vicino alla cattedrale, un gioiello gotico. Il parcheggio è caro. La cattedrale è splendida, anche sotto la pioggia. L'interno ancora di più. Ma nonostante il costo della visita, è vietato fotografare. Bisogna quindi fare in fretta senza treppiede.

All'uscita, davanti alla cattedrale, c'è una strada pedonale dove c'è un mercato. Piove! Mi gusto tuttavia una frittella norvegese deliziosa.
Ci dirigiamo poi verso il museo della musica. Una ricca fattoria è stata trasformata in museo dai vecchi proprietari. Vi sono esposti più di 1000 strumenti. Una prima parte della visita è guidata. Siamo 5 visitatori. La guida suona anche molti degli strumenti esposti. Si tratta anche di uno dei più belli, interessanti , piacevoli musei visitati.
Facciamo uno spuntino nel camper davanti al giardino e ci rimettiamo in strada. Visitiamo un'altra piccola chiesa a Vaeres, una delle più note di Norvegia, l'arte barocca al suo apogeo.

Altra sosta per vedere delle incisioni rupestri a Bolareinen. Su una roccia, una bellissima renna molto ben disegnata, dalle proporzioni molto corrette. Disegni che risalgono a 5000 anni fa.

Ci fermiamo infine pochi km prima di Trones su un'area di sosta molto ben nascosta dalla strada, vicino a un fiume per salmoni. Nonostante il divieto di campeggio, molti camper ci passano la notte.

Un colpo d'occhio al GPS indica che il tramonto avrà luogo alle 23 e 58 e l'alba alle 2 e 03.

Giovedì 26 giugno
Dopo aver passato una notte ristoratrice in uno dei più bei posti finora, continuiamo verso nord. La vegetazione è composta da molte betulle e conifere. E' l'influenza della corrente del Golfo che, dopo aver attraversato l'Atlantico, viene a morire sulle coste settentrionali della Norvegia.

Siamo già più a nord di Fairbanks, la città più a nord dell'Alaska e dell'America del nord. E' da molto tempo che non ci troviamo più a nord dell'estremità settentrionale del Québec. Verso il pomeriggio raggiungiamo il circolo polare artico e il sole non tramonta più.
C'è un centro di informazioni, un ristorante con menu molto globalizzato: hamburgers vari... Il parcheggio è molto grande e pieno di camper. Vi ritroviamo un gruppo di francesi in viaggio organizzato in camper.

Venerdì 27 giugno
Verso le isole Lofoten. Prendiamo ancora un traghetto per i 137 km tra Bodo e Moskenes. Ci sistemano in maniera molto compatta. Ci ricorda i traghetti greci.
Incontriamo un polacco che parla francese e che viene per dipingere.
Verso A (con un circoletto sopra la A e si pronuncia O) un magnifico paesino all'estremità sud della sfilza di isolotti.

Come altri, ci piazziamo nel parcheggio del museo in fondo alla strada. Da lì facciamo qualche passeggiata a piedi nel paese dove compriamo del pesce fresco.
Poi dopo cena passeggiamo sulla scogliera, fino alla punta dell'isola. Siccome questo parcheggio è la sola parte dritta dell'isola, alcuni ragazzi vengono a provare le loro auto e a fare stridere i pneumatici. Perfino una scuola guida viene a fare impratichire un allievo.
Per fortuna dura poco. Noi turisti siamo l'attrazione del paese. molte coppiette vengono a controllare le targhe dei camper.

 

Sabato 28 giugno
Da A verso Nord. Magnifici paesaggi, molto diversi dalla zona dei fiordi. Le montagne sono meno alte ma molto appuntite e le vallate un pò più larghe. Le piccole montagne sono molto scoscese e molto appuntite. La costa molto frastagliata. La costa è disseminata di isolotti rocciosi e di baie.

Troviamo molti posti simpatici per passare la notte, è ancora troppo presto, peccato perchè al momento di fermarsi non si trova mai niente di interessante. Dopo aver cercato a lungo, dopo aver evitato gli sterrati polverosi, dove sono fermi i camper di un viaggio organizzato, finalmente decidiamo di fermarci su un piccolo spiazzo lungo la strada per l'aeroporto di Solvaer. Da ogni lato c'è il mare. La scelta è stata delle migliori perchè durante le 12 ore della nostra sosta non sono passate più di 6 auto molto lentamente e nessun aereo.

Domenica 29 giugno
Direzione Niksund. Questo paese di pescatori abbandonato sta per essere restaurato da ragazzi di molti paesi europei. La strada sterrata (8 km) è stretta come tutte le altre strade norvegesi.
Ci si può incrociare solo in certi spazi ogni 500 metri. Il paesaggio è tormentato ma il paese deludente. Al ritorno ci fermiamo per la notte in un'area di pic-nic con spiaggia di sabbia e tavoli.
E' domenica, una domenica da sogno: temperatura tiepida, sole senza nuvole, niente vento. Due donne con bambini sono sedute sui sassi. Si abbronzano. I bambini osano bagnarsi i piedi nel mare glaciale. Subito arrivano tre ragazze e un ragazzo. Si sistemano per il barbecue. Tutto senza urlare, ma la radio da l'orario in sordina e delle canzoni in lingua inglese. Verso le 20 se ne sono andati tutti. Resta solo il rumore delle imbarcazioni a motore che attraversano la baia larga qualche km. Anche se il sole non tramonta più da qualche giorno, non vediamo il sole di mezzanotte. C'è una montagna verso nord. Tuttavia illumina delle montagne che sono davanti a noi verso sud.
Pensiamo a un nostro amico amante dei tramonti. Qui c'è il tramonto ( o quasi) Immediatamente seguito dall'alba, il tutto verso l'una del mattino.

Lunedì 30 giugno
Lasciamo il nostro posto idilliaco. Sempre verso nord. I paesaggi cambiano, sempre meno tormentati. Le vallate sono più larghe, più arrotondate. La vegetazione diventa più compatta. Viaggiamo sovente tra due sponde di fiorellini gialli, di fiori viola o rosa o ancora di trifoglio color malva.
Poi ci sono dei campi incolti completamente ricoperti di questi fiori. E' magnifico, i fiordi si succedono ai laghi e i laghi si succedono ai fiordi.

Dopo che abbiamo lasciato Bergen, il tempo non smette di migliorare. Il sole ci riscalda 24 ore al giorno. La temperatura è salita fino a 25 gradi oggi.

Verso le 16.30 cominciamo a guardare per un posto dove passare la notte. Ce n'è uno che attira la nostra attenzione. Ma le tracce di cingoli e di cartucce ci invitano a cercare altrove.
Meno male, eravamo su un terreno militare.
Poi troviamo un'area di sosta sulla strada, vicino ad una cascata con vista sul lago.
Ci sono dei norvegesi piazzati per la notte. In serata, dopo il loro barbecue, uno di loro tira fuori la fisarmonica e ci tocca un piccolo concerto privato molto gradevole.

Anche se abbiamo cercato, nessun verso di trovare un internet cafè. Nei villaggi non esiste. Le biblioteche sono chiuse. Sono le vacanze. Forse domani lo troveremo a Tromso?

Versione francese

 

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