Croazia

testo e fopto di Chantal t Michel 2005
traduzione di Maura

7^ ep.

Lunedì 7 marzo

Questa mattina il parcheggio del porto turistico ha cominciato a riempirsi senza rumore, dalle 6,30. Alle 9,30 era talmente pieno che le auto sono parcheggiate in doppia fila. Tuttavia non c'è nessuno dietro di noi. Ma è del tutto simbolico in quanto in ogni modo non possiamo né girare né procedere in seguito. Non c'è posto. Fortunatamente avevamo deciso di restare qui per riposarci un po', mettere ordine nei nostri documenti e fare un giretto in città.

Nel primo pomeriggio, andiamo a passeggiare in città, andiamo alle informazioni turistiche, troviamo un internet point e un negozio di sistemi di allarme. Poi torniamo all'ora di apertura. Internet è caro ma funzione perfettamente. Nel negozio dei sistemi di allarme, il venditore molto gentile e anche spiritoso, parla solo italiano. Ma nonostante il mio italiano rudimentale, riesco a farmi capire. Non ha quel che cerco ma lui fa una telefonata in un altro negozio per trovarmi il pezzo che cerco. Là, appena apro bocca, il venditore mi individua, dice che abbiamo chiamato qualche minuto prima, e mi da subito quello che cerco. Un altro esempio della cordialità degli italiani.

Dopo cena, il parcheggio si è svuotato, lo lasciamo per un altro parcheggio per camper non troppo carino ma che potremo lasciare domani.

Martedì 8 marzo

Lasciamo Trieste ma dobbiamo tornare un po' indietro perché cerco del GPL. In effetti, siccome non so se sarà facile fare rifornimento in Croazia , preferisco farlo ora. Poi prendiamo la direzione della Slovenia dove dobbiamo percorrere una trentina di chilometri per arrivare in Croazia. Vogliamo fare una sosta a Piran . Siamo nel pomeriggio e il parcheggio è completo. IL guardiano mi propone un posticino accanto ad un bus. La tariffa proibitiva (4,50 € l'ora) ci fa abbandonare la città al più presto. In Croazia ci rendiamo conto che era inutile preoccuparsi per il gas. Sembra che qui ci siano parecchi punti di rifornimento.

Le formalità alle frontiere sono semplicissime: mostriamo il passaporto uscendo dall'Italia e la poliziotta ci augura buon viaggio in francese. 100 metri più avanti il poliziotto sloveno ci fa segno di passare senza controllarci. All'ingresso in Croazia, il poliziotto ci dice buongiorno in francese, ci chiede se siamo in due in inglese e ci dice di passare. Io gli rispondo automaticamente in italiano. Poi ridiamo come matti per l'uso ( ristretto) di tante lingue…

Dopo la visita del paesino di Groznjan arroccato su un'alta collina, andiamo a Novigrad . Dopo aver cercato un po' un buon posto per fermarci, chiedo ad un passante se ci si può fermare qui. A parte il croato, parla il tedesco. Ma capisce qualche parola di italiano e di inglese. E io capisco una o due parole di tedesco. Ridendo finiamo per capirci. Secondo lui, possiamo stare qui senza problemi. Siamo poco lontani dal porto al limite di una pineta: è extra.

Mercoledì 9 marzo

Notte calma: nessun rumore, nessuna auto, nessun cane randagio che abbaia.

Circoliamo attraverso la campagna che ci sembra né ricca né povera. La terra sembra peraltro fertile. Andiamo a visitare una chiesina a Beram . La signora che ha la chiave e che fa visitare, ci spiega che ci sono molti turisti, soprattutto francesi. Questo non ci stupisce dato che nelle nostre precedenti visite nei musei e nelle rovine vediamo spesso dei francesi, in gruppo o soli. Mentre sono più rari negli altri posti turistici.

Poi visitiamo Perec . Tuttavia le strade principali della città sono sventrate. Rifanno delle canalizzazioni, degli scavi, la pavimentazione…

Visita del porto di Vrsar , molto carino. Lungo la strada vediamo un sacco di “depositi” (parcheggi recintati) di roulottes. Ci sono migliaia di roulottes soprattutto con targa tedesca, olandese e austriaca.

Poi ci fermiamo in fondo al fiordo di Limski . Ci informiamo da due ragazzi che sono sul molo: nessun problema, possiamo passare la notte.

Dal nostro arrivo in Croazia, siamo colpiti dalla calma e dall'essenza di rumore. Questo contrasta notevolmente con le vecchie città italiane molto popolate.

Giovedì 10 marzo

Rovinj : città dagli edifici con i colori di Venezia. Mentre il mare è verde ma di una trasparenza senza pari. Il cielo è azzurro. Dei colori da cartolina. La temperatura è tiepida. Finalmente la primavera.

Pula, città celebre per il suo anfiteatro romano magnificamente conservato. Ma il resto della città, dopo aver visto Rovinj è deludente.

Rasa ( città mineraria) il cui solo interesse è la sua chiesa il cui tetto è a forma di carrello da minatore rovesciato. Ma il tempo primaverile che abbiamo avuto per due giorni sta terminando. La bora, vento freddo del nord, sta iniziando a soffiare. In un'ora la temperatura passa da 10 a quasi 0°C. Ma il cielo è interamente sgombro.

Labin è una cittadina fortificata che sta per essere restaurata da degli artisti che vi si sono installati. La vista su Rabac , 400 metri più in basso e 5 km. più lontano è molto bella. Rabac, stazione balneare, città morta in questa stagione non niente di particolare.

Poi attraversiamo verso le isole di Cres e Losinj . Queste isole sono delle collinette di pietra calcarea. Viaggiamo ad un'altezza di 400 metri. Le falesie piombano in mare quasi senza riva accessibile. Dormiamo al porto di Osor . Due donne e poi due uomini, arrivano a pescare i calamari. Notte tranquilla.

Venerdì 11 marzo

Prima di lasciare Osor, visitiamo il paese abbellito da numerose sculture, tutte sul tema della musica. D'estate vi si tiene un festival musicale molto frequentato. Siamo assolutamente soli con qualche gatto.

Mali Losinj : porto importante. Impossibile parcheggiare col camper. Tutti i parcheggi sono vietati dalle 0 alle 24.

Veli Losinj . Piccola stazione balneare situata in fondo all'isola di Cres, quasi pronta a ricever i turisti. I pittori stanno finendo di pitturare delle scale, delle ringhiere, ecc. Il porto è magnifico sotto il sole. Incrociamo altri due turisti.

 

Velum . Questo grazioso paesino con un piccolo porto, d'estate è accessibile solo a piedi. Oggi come nella maggior parte dei posti visti qui, stanno facendo dei grossi lavori di infrastrutture sanitarie.

Lubenis . Paesino di 24 abitanti di quasi 3000 anni fa. E' arroccato a 400 metri, sopra una spiaggia. La vista è magnifica, ma il villaggio poco omogeneo. La strada per arrivarci è una stradina tortuosa, ripida, bordata da muri alti con pietre molto aguzze. E' così stretta che non ci si potrebbe incrociare una bici.

Su 10 km ci sono solo quattro o cinque posti dove un veicolo può accostare per far passare. Fortunatamente, essendo fuori stagione, abbiamo incontrato una sola macchina all'andata e la stesa al ritorno. Il conducente ha dovuto fare solo una retromarcia di qualche centinaia di metri.

Andiamo a Cres , ci fermiamo alla marina. C'è già un grosso camper tedesco e una roulotte. Visitiamo la cittadina senza particolare fascino tranne il porto. Ma verso le 21 bussano alla nostra porta. Sono due impiegati che vengono a mandarci via. Andiamo quindi nel parcheggio vicino alla chiesa dove fuori stagione siamo tollerati.

Sabato 12 marzo

Lasciamo Cres presto per prendere il traghetto verso l'isola di Krk : visitiamo il paesino di Valbiska , e le città di Krk , Punat e Baska . A Punat è iniziata la stagione turistica. Vi incrociamo 4 bus di tedeschi, uno di austriaci e 4 di italiani. Il tempo è coperto e soffia un vento molto freddo da sud.

A Baska è come dappertutto: pieno di lavori in attesa dei turisti fra due settimane. Ci fermiamo alla fine in un posto dove la vista sulle isole è magnifica, siamo accanto ad un campeggio per naturisti. E' chiuso! Poi per paura di essere disturbati dal vento forte, ci spostiamo nel parcheggio dei bus, nuovissimo, siamo soli.

Siamo delusi del tempo grigio e ventoso. Oggi il vento è da sud, quindi più caldo. Ma il tempo è coperto e i locali hanno l'ombrello. Siamo incantati dal paesaggio magnifico della Croazia, tuttavia ci è impossibile, per via della barriera della lingua, di entrare in contatto con gli abitanti. A prima vista sembrano chiusi, austeri. Ma ci piacerebbe andare al di là di queste apparenze. Per noi viaggiare è non solo ammirare dei bei paesaggi ( cosa che fanno le cartoline o i documentari) ma anche entrare in contatto con gli abitanti

 

Domenica 13 marzo

Questa notte ha piovuto. Ci sono delle raffiche di vento. A metà della notte faceva ancora +10°C ma all'alba fa +3°C. Il vento ha girato. Ci sono degli squarci tra le nuvole. Il morale risale. Possiamo facilmente scaricare e fare acqua.

Per lasciare l'isola, dobbiamo ripassare per Krk. È bel tempo e decidiamo di andare a mangiare in un ristorante che ci hanno raccomandato. E' molto buono.

 

Dopo essere risaliti a nord e preso il ponte che ci riporta in continente, deviamo verso sud lungo la costa. Il paesaggio è assolutamente magnifico. La costa è molto accidentata. Si circola su una cornice che sale anche di 400 metri . Il mare è disseminato di isole di varie grandezze, ricoperte di calcare grigio. Il lato nord delle isole è quasi sempre senza vegetazione, solo roccia. L'acqua è turchese o verde. Benché sia diverso ci piace paragonarla alla Norvegia dal punto di vista della bellezza dei panorami.

Ma a parte qualche tratto, la strada è buona e poco trafficata. Siamo fuori stagione.

Prendiamo il traghetto per Novalja dove ci sistemiamo in un parcheggio davanti al mare. Il bel tempo e lo splendore del paese ci hanno rimesso in forma. Fino qui siamo stai colpiti dalla calma e dalla mancanza di rumore. Ma Novalja fa un po' eccezione. Le poche auto sono più rumorose e i conducenti accelerano con più rumore. Ma come rumore siamo ancora lontani dal sud della Francia.

Dopo aver passeggiato in città, ci mettiamo in un parcheggio lungo la passeggiata a mare.

Lunedì 14 marzo

Priam di partire andiamo al supermercato per rifornirci. Ne approfittiamo per comprare il molto rinomato formaggio locale. Il formaggio di Pag . E' un formaggio di pecora allevata in riva al mare dove crescono erbe aromatiche. Dopo approvazione della gerente, accettano di venderci un quarto di forma. Il prezzo è all'altezza della reputazione, circa 40$ can. Al chilo. Ma il formaggio è assolutamente delizioso. Ha una consistenza e un gusto che ricorda il parmigiano. E' un po' più piccante e un po' più profumato. Non rimpiangiamo il nostro acquisto.

Poi andremo a Nin paesino molto calmo con una chiesetta, la più antica della Croazia. Sfortunatamente è stata ricoperta di intonaco. Non si può visitare.

versione in francese

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