Tunisia

testo e foto di Chantal e Michel
traduzione Maura

2^ ep.

Lunedì 3 gennaio

Scompiglio al porto. Bisogna confermare la nostra registrazione. Nessuna fila di attesa ma la ressa. Niente indica a quale sportello bisogna andare. Una sola persona per timbrare tutti i biglietti. Dei numeri…inutili. Nessuno ci ha detto che bisognava fare timbrare i nostri passaporti. La nave parte con tre ore di ritardo.

Fin dalla partenza la nave è di un luridume ripugnante come non avevamo mai visto. Si direbbe che le toilette non sono state pulite da settimane., niente carta igienica, niente sapone, niente asciugamani, merda sulla tavoletta del cesso e anche per terra, gli orinatoi pieni e intasati, urina sul pavimento. Le toilette delle donne non sono meglio.

Il mare è molto brutto, molti hanno il mal di amare che finisco per avere anche io.

L'arrivo a Tunisi : molte tappe per le scartoffie ma i doganieri sono molto accoglienti. Grazie alle informazioni dei poliziotti, dormiamo in un parcheggio, proprio all'uscita della zona doganale.

Martedì 4 gennaio

Ci dirigiamo verso Tunisi . La strada e l'ingresso della città sono molto puliti. Ci sono molti edifici molto moderni e molto belli. Ci fermiamo all'ufficio turistico. Ma come per molti paesi europei, non è previsto nessun parcheggio. Vediamo dei militari fermi in un posto vietato , ci fermiamo dietro a loro senza problemi.

Poi andiamo in un grande parcheggio. L'addetto tenta di fregarci e ci chiede 10 dirhams (10 $can) . Un prezzo assurdo. Ma siccome abbiamo già visto questo genere di manovra, ci informiamo e ci rifiutiamo di pagare. Deve alla fine farci il prezzo normale e darci il biglietto.

Un tipo cerca di attirarci per portarci a visitare la medina, dove vuole lui, ossia dei negozi di suoi conoscenti. Ci fa credere che eravamo sulla stessa nave, non smette di dire che il capo, io, all'occorrenza è molto gentile, ecc. Capiamo l'imbroglio. Ci porta in certe strade poco interessanti. Gli diciamo, quasi ad ogni istante, che non vogliamo comprare niente. Stanco di insistere finalmente con nostra grande sollievo ci lascia stare e possiamo alla fine visitare correttamente grazie alla pianta della medina dataci all'ufficio turistico.

Pranzo in un ristorante raccomandato dal Routard- buono ma non trascendentale. Tuttavia ci offrono i bricks gratis.

Visita di Sidi Bou Said e di una dimora borghese. E' magnifica. Città tutta bianca, ville decorate e porte e finestre bordate di un blu luminoso. Pausa thè al celebre Café des nattes.

Altro tentativo di imbroglio nel parcheggio vicino alla spiaggia. L'addetto pretende 10 $ per passarci la notte in un posto che non dipende neanche da lui. Non ci può dare una ricevuta corrispondente. Con un belga, vittima dello stesso tentativo, gli diciamo di chiamare la polizia. Si arrende e passiamo una notte tranquilla.

La prima giornata in Tunisia si chiude quindi con due tentativi di truffa, una falsa guida ma e soprattutto un'ammirazione per Tunisi e un innamoramento per Sidi Bousaid così come per la gentilezza ( totalmente disinteressata) dei tunisini che incontriamo nelle strade.

Mercoledì 5 gennaio

Alla fine è stata una notte tranquilla. Ripartiamo verso il supermercato Carrefour e anche in cerca di acqua. A una rotonda Chantal chiede a un poliziotto la strada per il supermercato e ne approfitta per chiedere dove trovare dell'acqua potabile per il camper. Questo chiede ad un ragazzo che era lì. Ma trova difficile spiegarcelo e ci chiede di seguirlo. Inforca la sua moto BMW e ci apre la strada con tutte le frecce accese. In un cantiere in costruzione c'è un rubinetto. Il poliziotto si informa dal capocantiere. Nessun problema, facciamo il pieno. Il poliziotto rifiuta la mia mancia e ci dice che è contento di averci aiutato. E' molto sincero. Questi gesti di gentilezza li incontreremo spesso sul nostro itinerario.

Il supermercato Carrefour è il primo di questo tipo aperto in Tunisia. C'è anche del maiale. I prezzi sono quasi francesi e cioè alti per noi del Québec . Tuttavia non c'è molta scelta di condimenti, di olive, spezie come abbiamo visto in Marocco. Le verdure non sono fresche. I tagli dell'agnello non ci hanno convinto.

Facciamo il giro della penisola di Capo Bon . Niente di spettacolare, le due stelle di Neos sono del tutto esagerate dal nostro punto di vista.

Abbiamo dormito a Nabeul vicino all'Hotel di Keops. Notte calma tranquilla.

E' impossibile ottenere indicazioni all'ufficio del turismo su dove passare la notte. La ragazza non vuole azzardarsi a fare raccomandazioni di nessun tipo. Non vuole sentirsi responsabile per eventuali cattive impressioni. Abbiamo scovato un angolino non lontano dal mare e dalla spiaggia ma dei passanti ci hanno caldamente sconsigliato di dormire in questo posto.

Giovedì 6 gennaio

Nabeul ( cittadina rinomate per i suoi vasi) e Hammamet sono della stazioni balneari del nord della Tunisia molto importanti. Le spiagge sono magnifiche, gli alberghi giganteschi e lussuosi. Negli anni '30, Hammamet era il punto d'incontro della intellighenzia europea: Gide, Bernanos, Klee…furono gli ospiti di un miliardario romeno la cui casa ispirò in seguito numeroso alberghi.

Alla partenza, tra due alberghi vicino alla spiaggia, ben piazzati, vediamo una carovana di 19 camper italiani che si erano fermati per la notte.

Abbandoniamo al costa per una visita alla città di Kairouan . Bisogna capire, città di soldati islamici che tentano di convertire l'occidente. Fu, più di mille anni fa, la città più popolosa del mondo. Chantal compra un piatto. Si diverte a contrattare al punto che uno dei venditori, arrabbiato, l'ha trattata da “mafioso”. I prezzi esposto sono di pura fantasia, ossia esorbitanti. Bisogna trattare alla svelta e non farsi impressionare dal primo prezzo assurdo che lancia il venditore, al solo scopo di saggiare il suo cliente. In particolare, su un articolo noi abbiamo pagato un decimo del prezzo esposto.

Poi torniamo a Monastir per la visita della fortezza (ribat) e per la visita del mausoleo di Bourghiba E' chiuso. Una falsa guida vuole farci entrare da una porta segreta. Litiga col guardiano. Arrivano agli insulti e agli strattoni. Poi all'esterno deve anche intervenire la polizia. Dormiamo in un parcheggio nel porto turistico, ci sono numerose barche di taglia imponente, e anche dei catamarani. Apprendiamo che nessuna di queste barche a vela appartiene ai Tunisini ma sono tutti di proprietà dei europei.

Venerdì 7 gennaio

Visita al mausoleo di Bourghiba, bello, maestoso. Visita della cittadina di Madia . Nel parcheggio a pagamento, restiamo bloccati da una macchina che si è piazzata dietro di noi. Ci decidiamo alla fine a spingere la macchina. Siccome non c'è la chiave, non possiamo girare il volante, cos' che l'auto resta di traverso in mezzo alla strada intanto che manovriamo. Ma in quell'istante c'è il richiamo per la preghiera del venerdì. All'improvviso il souk a fianco si vuota in sol colpo riempiendo la strada di gente nervosa e frettolosa di arrivare in tempo alla moschea. Sono in doppia fila, contromano, è l'anarchia totale. Ma appena rimettiamo a posto la piccola auto tutto torna normale.

Dormiamo a Gabes .

Sabato 8 gennaio

Scendiamo fino all'isola di Djerba e ci arriviamo col traghetto. E' rinomata per le sue spiagge e la temperatura clemente. Con la regione di Nabeil è una meta molto ambita. Ci vediamo anche un 747. In questo periodo molti alberghi sono chiusi. Facciamo il giro dell'isola, dormiamo a Aghir , soli sulla spiaggia…o quasi, perché ci sono , come sempre nei paesi musulmani sia in Tunisia che in Marocco e anche in Turchia, dei cani e dei gatti randagi.

Domenica 9 gennaio

Viaggiamo ora all'interno, nelle regioni sempre più desertiche. Più al nord c'erano delle piane fertili piantate ad olivi. Poi man mano che scendiamo verso le zone più desertiche, gli olivi diventano sempre più radi a causa della mancanza d'acqua. Passaggio per Tatouine , Ksar , Oueb Saltane , Geneni , Douirette . Dormiamo a Matmata .

Lunedì 10 gennaio

Prendiamo una guida all'ufficio turistico di Matmata. Per 12 Dir visita di una casa trogloditica, poi vista parziale dall'alto di un hotel, visione di uno scenario ( non molto interessante) del film Guerre stellari e anche un museo. All'inizio è tutto compreso. Ma ci chiedono dei soldi per fotografare, per visitare il museo. Durata totale, camminando molto lentamente, 50 minuti.

Cominciamo ad avere dei dubbi sull'ufficio del turismo in generale.

A Kairouan , per la visita della città con la guida, abbiamo dovuto sborsare 10 dir. A Matmata . per poca roba, visita lampo, 12 dir. .Inoltre la guida non capiva neanche molto bene le nostre domande.

Le case in questione sono scavate nell'argilla , su più piani. In certi casi, queste case sono a d una profondità fino a 20 metri sotto terra. C'e sempre una corte circolare a cielo aperto. Queste case presentano il grande vantaggio di essere sempre alla stessa temperatura. Questo è un grande vantaggio d'estate quando la temperatura sale fino a 50°C.

Andiamo a Douz e ci fermiamo al campeggio del deserto. Dobbiamo fare il bucato e sappiamo che lì c'è una lavatrice. Delusione: è piccolissima. Il prezzo di utilizzo è inversamente proporzionale alle sue dimensioni. Bisogna quindi che tutti si adattino a questa corvée.

Nel campeggio ci sono degli enormi 4x4 e 6x6 un camion caricato di una ventina di moto da cross , tutti italiani, ma nessun camper.

Al momento di pagare, l'addetto, rendendomi la moneta, si sbaglia e mi da 10 dir di troppo. Glielo faccio notare. Bisognava vedere la sua felicità. Per lui dover rimborsare questa somma doveva essere esorbitante quando si sa che il salario medio varia tra 250 e 300 dir.

Martedì 11 gennaio

Partiamo in direzione di Touzer e Nafta . Attraversiamo un grande lago salato , il Chott el Jerid, in gran parte prosciugato.

A Touzer visitiamo un palmizio, uno dei più grandi e belli della Tunisia. Poi andiamo verso Nefta. Ci informiamo sulle passeggiate sul dromedario all'ufficio turistico. Ormai si è capito che l'ufficio turistico non è un ufficio per le informazioni turistiche ma piuttosto un'agenzia di vendita di servizi turistici.. e a che prezzo! Il suo scopo è di fare guadagnare più denaro possibile ai suoi membri e non di informarci sulle diverse attrazioni. I prezzi non sono concorrenziali. L'impiegato mette in guardia Chantal di fronte ai prezzi che i cammellieri potrebbero fare per una passeggiata in dromedario. Si prende la pena di scrivere due parole al cammelliere e di fissare il prezzo della passeggiata, garantendoci, dice lui, il prezzo migliore. Ora , sulla piazza, ce ne siamo fregati delle sue parole e abbiamo trattato prezzi ben migliori di quelli che l'ufficio turistico ci avrebbe fatto ottenere.

Passeggiata gradevole ma sfortunatamente, al momento del tramonto c'è una piccola striscia nuvolosa all'orizzonte cose che ha mascherato i colori che avremmo voluto vedere nel deserto.

Come ogni buona guida, una volta pagato il dovuto, cominci la richiesta di accendini, berretti ecc. Chantal e Philippe ne approfittano per fare un po' di baratti e procurarsi delle rose del deserto.

Di ritorno a Touzer , dormiamo nel parcheggio del museo che vogliamo visitare domani.

Mercoledì 12 gennaio

Visita del museo. La cassiera si sbaglia di 10 dir restituendomi la moneta. Per fortuna avevo lasciato tutta la moneta sul banco per fare il controllo. Il museo era interessante.

Filiamo verso Chebika , Mides , Moulares , Metlaoui . Siamo ad un passo dalla frontiera algerina. Ci fermiamo a visitare delle gole, dei palmizi molto incassati, delle cascate, un paesino circondato da tre lati da un canyon molto profondo.

Su raccomandazione della polizia, dormiamo nel parcheggio della stazione di Metlaoui .

Giovedì 13 gennaio

Passeggiata col trenino “Lucertola rossa” a partire da Metlaoui per vedere le gole del Selja . Come ci hanno raccomandato due addetti, ci mettiamo completamente in fondo sulla piattaforma esterna che ci permette una vista panoramica. Il trenino rosso passa sui ponti fino a 20km/h Ogni tanto fa qualche pausa per i fotografi nei posti più spettacolari. C'è anche la comodità di ammirare fin che si vuole. E' molto bello.

Poi risalita vesso nord passando per Gassa , Kesserine , Le Kef fino al sito archeologico di Dougga . Durante questa salita passiamo dal reg alle piane fertili e verdeggianti. In questa regione le strade sono di una qualità superlativa. Certe parti sono state rifatte da poco e andiamo come su un bigli ard o. Poco dopo ci ritroviamo su delle strade strette, senza bordo o quasi. All'arrivo nel sito archeologico, non c'è nessuno. Ci parcheggiamo e arriva un camioncino. Un signore, proprietario del ristorante a fianco, mi spiega che poso passare qui la notte. Uno dei due gu ard iani del sito ci vorrà cacciare o anche chiamare la polizia ma non bisogna ascoltarlo. Possiamo restare senza problemi.

Fino ad ora, a parte gli incidenti della prima giornata coi guardiani del parcheggio un po' avidi, le relazioni coi tunisini sono perfette. Sicuramente ci offrono i loro prodotti, è normale, ma sempre in modo educato e moderato. Nel sud qualche ragazzino ci ha chiesto dei soldi , delle “caramelle” ma mai in modo insistente o minaccioso come in Marocco. Siamo contenti dell'atteggiamento dei locali , sono sempre amabili, servizievoli ma riservati.

Molte delle persone che incontriamo, ci salutano e ci augurano il benvenuto. Certe auto ci fanno segno coi fari, non è per avvisarci di uno sbarramento di polizia o per un problema del nostro veicolo, ma semplicemente per darci in questo modo il benvenuto.

Venerdì 14 gennaio

Abbiamo sentito tossire il guardiano in piena notte, ma non l'abbiamo visto. Quando ci alziamo, piove. Chantal e Philippe vanno a passeggiare sul sito di Dougga mentre io rimetto in ordine i miei scritti.

Sabato 15 gennaio

Risaliamo verso Tunisi .

Domenica 16 gennaio

Ritorno a Sidi Bousaid , Philippe e Chantal trattano per qualche aggeggio tra cui un tappeto. Prezzo di partenza 450 dir, prezzo pagato 80 dir. Dunque circa un sesto del prezzo di partenza. Siccome abbiamo visto dei tappeti di questo tipo crediamo che il prezzo sia ragionevole.

Lunedì 17 gennaio

Partenza di Philippe e arrivo di Frédéric e Julie. Si incrociano. Teniamo con noi Frédéric e Julie pimpanti dopo una visita di Sidi Bousaid.

Martedì 18 gennaio

Oggi portiamo Frédéric e la sua amica a Tunisi soprattutto per la visita della medina. Durante la loro passeggiata noi andiamo la cybercafé. Non abbiamo fortuna, la linea DSL è bloccata. Aspettiamo quasi 2 ore inutilmente. Al ritorno dopo pranzo, funziona regolarmente. . Con l'aiuto del tecnico, riusciamo a connettere il nostro portatile. L'utilizzo di indirizzi personali, del Proxy…complicano seriamente la faccenda. Sfortunatamente, la connessione è talmente lenta che riusciamo a leggere solo pochi messaggi. Non è possibile inviare degli allegati. Almeno riusciamo a vedere il sito ambientale del Canada per sapere che stamattina a Montreal fa -25°C.

Portiamo i nostri passeggeri al museo del bardo. In questo posto nel pomeriggio il traffico è infernale. Ma i tunisini sono nonostante tutto gentili. La polizia ci aiuta a fare una curva a sinistra vietata. Ma arriviamo troppo tardi al museo. All'inizio della serata un poliziotto ci ha detto che è vietato passare la notte nel parcheggio. Noi ripieghiamo quindi sul parcheggio vicino all'informazione turistica e dobbiamo di nuovo attraversare Tunisi.

Mercoledì 19 gennaio

Questa notte ha piovuto e stamattina al passaggio di un fronte freddo c'è della brina e anche qualche fiocco che non arriva a terra. In pochi minuti la temperatura cade da 8 a 3 °C che è molto freddo per qui. Prendiamo quindi la direzione per Nabeul e Hammamaet . All'uscita della città, il traffico è infernale. In effetti domani c'è la festa del montone e tutti vanno dalla propria famiglia. Questa festa è la più importante per i musulmani, un po' come Natale per noi. Gli autisti sono nervosi. Si circola con tre o quattro auto in larghezza su una strada a due corsie. Ci sono lunghe code di attesa alle stazioni di servizio. Colpi di klaxon dappertutto.

Volendo evitare l'autostrada, mi ritrovo in un piccolo villaggio con delle strade strette e fangose disseminate di buche. Ci tocca anche fare retromarcia per molte centinaia di metri per evitare di imbottigliarci. Vediamo molte donne, certe in vestaglie che arrivavano probabilmente da un bagno pubblico.

A Nabeul dormiamo vicino al Club Med chiuso in questa stagione. Tuttavia non siamo soli, c'è sempre qualche cane randagio ”in servizio”.

Giovedì 20 gennaio

C'è una pioggia scrosciante tutta la notte, venti molto forti soffiano per tutto il giorno.

 

Attraversando Hammamet , vediamo molti uomini camminare con un lungo coltello da macellaio. Vediamo anche molte famiglie che stanno per sgozzare il loro montone. Ci sono per terra delle pozze di fango, delle pelli di montone rivoltate, montoni spellati e appesi per le zampe posteriori, delle teste di montone in terra. Le famiglie e gli amici si riuniscono, immolano il montone e lo mangiano insieme. Questa festa è in onore de sacrificio di Abramo.

(

Oggi saranno sacrificati quasi 400.000 montoni. Ma qualcuno sfugge al sacrificio. Notate che un bel montone costa circa 300 dh cioè quasi un mese di lavoro per un impiegato medio.

Ritorniamo a mostrare Monastir a Frédéric e Julie. Poi rientriamo a Tunisi per la prima volta con l'autostrada. In questo giorno della festa del montone c'è molto poco traffico. Ma anche sull'autostrada i tunisini hanno la cattiva abitudine di circolare a cavallo della riga bianca. Occupano due corsie. Quando ci si fa sorpassare è meglio fare attenzione perché rientrano molto rapidamente. A volte mi tocca frenare per evitare un incidente.

Venerdì 21 gennaio

Abbiamo dormito ancora a Sidi Bou Said , in riva al mare. Alcuni ragazzi verso le 21 sono arrivati a farsi le loro birre molto discretamente. Poi, a parte il rumore delle onde, calma piatta.

Un po' dopo la colazione, il poliziotto di quartiere, a piedi, è arrivato vicino al camper. Ho parlato con lui e per la prima volta mi ha chiesto qualcosa: sigarette, birra…gli ho regalato una mignon di cognac. Era molto contento.

C'è il sole ma anche un vento molto forte. Tenuto conto della nostra esperienza nella traversata Trapani, Tunisi, ci siamo presentati molto per tempo allo sportello della compagnia di navigazione. Fortunatamente perché abbiamo dovuto andare alla tabaccheria a fare una fotocopia dei nostri biglietti, poi la verifica della lista d'imbarco, dei passaporti, tutto questo cu ha portato via 30 minuti.

La nave sarà sicuramente in ritardo a causa della burrasca. Dopo una lunga attesa perché la nave è in ritardo , saliamo a bordo verso le 21. Avremmo dovuto partire alle 20.

Al momento di salire a bordo, il capitano ci annuncia che a causa del cattivo tempo: vento forza 9 e mare in aumento, partiremo domani. Gli dico che dormiremo nel camper. Non se ne parla. Gli spiego che la sua nave è un vero porcile e che noi non possiamo passare 12 ore senza andare al gabinetto. Ho anche delle foto prese durante la traversata Trapani-Tunisi . Gli chiedo delle cabine, lui accetta.

I responsabili delle cabine e del confort dei passeggeri sono molto arrabbiati con noi, perché i capi mi chiedono di copiargli le foto. Ve ne farò grazia, non le farei vedere ma posso dirvi che non ho mai visto dei simili orrori anche in qualunque toilette pubblica.

Le cabine sono molto pulite. Ma non c'è sapone e nessuna possibilità di averne. Ci accorgiamo che il ponte delle auto non è chiuso e possiamo andare a prendere quello che ci serve.

Siamo molto pochi, ci sono appena 12 auto, 4 camion piccolo e 2 grossi

 

Alcune riflessioni personali sulla Tunisia

I tunisini sono molto gentili e in generale molto cortesi ed affabili. Non mendicano né chiedono qualcosa. Sono anche molto spiritosi. Quando si chiede un'informazione, fanno tutto il possibile per aiutarci con un sorriso. I bambini non ci hanno mai importunato. Questo è diverso dalla nostra esperienza marocchina. Non siamo mai stati disturbati di notte e abbiamo sostato liberamente in tutta sicurezza.

La polizia è onnipresente. Ci sono più poliziotti o vigili ad ogni incrocio, ad ogni entrata e uscita dell'autostrada e sono a piedi con solo il loro revolver e il walkie-talkie. Quando ci vedono arrivare in una rotonda o un incrocio complicato, spesso fermano il traffico per farci passare.

Oltre alle forze dell'ordine in gran numero si può fare una simile osservazione per gli spazzini.

Dal punto di vista della pulizia e dell'ambiente, si vede che attualmente è una priorità della presidenza. Ogni città ha il suo “viale dell'ambiente” . Fanno degli sforzi considerevoli perché non ci siano più rifiuti in giro. Le grandi città e i siti turistici sono impeccabili. Ovviamente in campagna nei paesini sperduti, il messaggio non è ancora arrivato. Una decina di anni fa, i campi in campagna avevano più sacchi di plastica che erba. Salvo rare eccezioni, non è più così.

Come in Marocco, anche in Tunisia ci sono molti cani randagi. Non sono cattivi ma alle volte di notte vorremmo esserlo noi!

Noi non andiamo negli alberghi e nei campeggi, ma le infrastrutture turistiche ci sembrano impeccabili.

Come occidentali, una cosa che notiamo molto è al condizione delle donne. E' difficile sapere cosa si nasconde dietro alle apparenze. E' molto raro vedere donne col foulard. Ne abbiamo visto una sola col velo. Tutte le altre sono vestite all'occidentale. Molte guidano la macchina, anche col marito seduto a fianco.

In ogni paese la guida dell'auto ha qualche particolarità che ci sembra strana. In generale i conducenti rispettano le regole della circolazione. Ma hanno al cattiva abitudine di guidare a cavallo della riga di mezzo . Questo permette di mettersi in tripla o quadrupla fila anche su due corsie. Bisogna costantemente diffidare perché sovente escono di carreggiata. Se qualcuno non parte subito col verde, il claxon si fa sentire. I pedoni non si lasciano intimidire dalle auto. Spesso si vedono gruppi di studenti o di uomini, fare conversazione nel bel mezzo della strada.

Le scuole sono spesso situate un pò fuori dal villaggio. C'è un doppio orario. Un primo gruppo arriva dalle 7,30 alle 10. poi un secondo gruppo dalle 10 alle 12,30. Poi ritorna il primo gruppo dalle 12,30 alle 15 e infine il secondo gruppo dalle 15 alle 17,30. I ragazzini sono molto tranquilli all'uscita di scola, la buona educazione sembra ben diffusa.

Gli scolari e gli allievi del liceo fanno un'ora di francese al giorno. Cosicché è piacevole e facile viaggiare in Tunisia perché molte persone parlano bene il francese.

I tunisini sono molto discreti sul regime politico. Ma l'onnipresenza della polizia e della gendarmeria le numerosissime foto del presidente, il fatto che ogni città ha la piazza del 7 novembre ( data della cacciata di Bourghiba) e il suo viale dell'ambiente, tutto questo ci fa credere che tutto sia sotto stretto controllo.

Quando si tratta di comprare i souvenirs , gli articolo turistici, la contrattazione è di rigore poiché il prezzo è in testa al cliente. Inoltre un ragazzo ci diceva che “i francesi sono considerati degli avari” . Così, siccome parliamo francese, i prezzi sono molto alti. Tuttavia sembra che i prezzi per gli americani ( molto rari) siano ancora più cari. Siccome a Chantal piace molto contrattare, siamo spesso riusciti a dividere il primo prezzo per sei.

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versione in francese

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