Italia
testo e foto di Chantal e Michel 2005 |
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1^ ep.
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Venerdi 17 dicembre 2004 Siamo in Francia da circa due settimane. Abbiamo qualche lavoro di manutenzione da fare sul camper. Tra l'altro, in garanzia e preventivamente, c'erano delle guarnizioni stagne da sostituire. Dopo 60.000 chilometri ci sono anche i pneumatici consumati..ecc. Poi abbiamo passato un po' di tempo con degli amici che ci siamo fatti nel corso dei viaggi precedenti. E' sempre piacevole ritrovare delle persone con cui abbiamo intrecciato dei legami di amicizia incentrati sugli interessi comuni. Pensiamo di iniziare il nostro racconto a partire dal momento in cui ci mettiamo in viaggio per il sud dell'Italia. Cosa prevista per martedì. In effetti noi recupereremo nostro figlio Philippe all'aeroporto di Marsiglia domenica. Con lui andremo a trovare il suo padrino e sua nonna. Ma oggi, mentre siamo fermi sullo spiazzo di Carro, davanti al Mediterraneo, abbiamo fatto un incontro unico. Infatti , uscendo dal camper, una signora anziana guarda i nostri adesivi fissati sul dietro del camper. Mi dice “Siete stati nel Québec. Riconosco la targa con il “Io mi ricordo” Mio marito ed io siamo andati qualche anno fa…” Poi veniamo a sapere che ora è vedova. E' sola col suo cagnolino nel camper. Più tardi la invitiamo a prendere un aperitivo. Verremo a sapere che Marinette ha …78 anni! E' vedova da 8 mesi. Quando suo marito è morto, lei non aveva mai guidato il camper. Suo marito era un camionista e non voleva che lei in nessun caso guidasse il camper. Presa dal dilemma di vendere il camper e rimanere a casa oppure di mettersi al volante, ha deciso di andare in giro e questo a 78 anni! Ci racconta i suoi primi passi quando per uscire dal cortile di casa, ha combattuto per trovare la retromarcia. Poi ha fatto il giro del parcheggio davanti a casa in prima. Il giorno dopo si è lanciata nel paese sempre in prima. Ci racconta il suo primo incontro con un camion tra due file di platani, quando dopo molte esitazioni, ha deciso di accelerare e di usare la seconda. Il suo viaggio successivo è stato di andare a raccogliersi sulla tomba di suo marito a Interlaken in Svizzera. Sua figlia e suo genero che volevano subito dissuaderla, le avevano infine tracciato un itinerario che passava solo sull'autostrada. Ma lei aveva deciso di fare l'itinerario più corto che passa sui passi di montagna. Deve andarci ancora la prossima settimana. Le chiediamo se la neve la spaventa “No ho delle gomme antineve”. Che coraggio, che lezione ci da Marinette a 78 anni, quando ha optato per la vita e l'avventura! |
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Mercoledì 22 dicembre Siamo andati a dormire a Villefranche-sur-mer dove siamo andati a trovare degli amici. Cominciamo il nostro viaggio: in primo luogo verso l'Italia che vogliamo attraversare abbastanza rapidamente. Poi passeremo in Sicilia e di là in Tunisia. Adesso è con noi nostro figlio Philippe. La Tunisia l'ha scelta lui . Ma ovviamente vuole anche vedere molte cose lungo il viaggio. Ci infiliamo sulla basse Corniche verso Monaco. Mentone e la frontiera italiana. Philippe è deluso che non possiamo fermarci a Monaco. |
In camper è impossibile se non al di fuori di questo ammasso di cemento. Le sole fermate possibili sono ai semafori. Anche fermarsi ai passaggi pedonali non è senza rischi. In effetti abbiamo rischiato di farci tamponare. Qui sembra che gli automobilisti non si fermino per i pedoni, d'altra parte ne abbiamo avuto esperienza durante une passeggiata con i nostri amici Gérard e Christelle. Tutti hanno molta fretta in questo principato di cemento. La strada è tortuosa e molto ripida, cosa che richiede una attenzione doppia. E' veramente una zona che non ci ispira neanche una piccola sosta. Una volta in Italia, decidiamo di prendere l'autostrada. E' una successione ininterrotta di gallerie, viadotti e ponti, con qualche volta qualche metro di strada al suolo, in terrazza. Dai ponti, la vista sulle vallate, sulla montagna a sinistra e il mare a destra è spettacolare. |
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Andiamo fino a Portovenere vicino a La Spezia. Per arrivarci c'è une strada che è una susseguirsi di curve. Un parcheggio ben attrezzato domina il piccolo villaggio medievale, abbastanza pittoresco con della case alte di color pastello che sovrastano il porticciolo. Le luci di natale mettono in evidenza l'architettura del paese. Ritroviamo un tempo umido e freddo dato che il termometro stanotte scende a -1°C. |
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Giovedì 23 dicembre Oggi andiamo verso Pisa che abbiamo già visto nel 2003. ma Philippe vuole vederla anche lui. Di la prendiamo la direzione di Firenze che si trova sul nostro tragitto verso degli amici italiani che vogliamo andare a trovare. Sull'autostrada gli italiani vanno veloci. C'è anche qualche lumaca, ma in quel caso sono dei conducenti impegnati a leggere il giornale, prendere appunti, parlare al telefono, consultare la carta ecc..! Arriviamo a Firenze prima di notte. Passiamo soltanto dato che abbiamo previsto di ritornare ai primi di marzo, di ritorno dal sud. La nostra prima sosta: piazzale Michelangelo. Questa piazza domina l'Arno e il centro città. Un David di Michelangelo la decora magnificamente. Poi ci incamminiamo su une stradina che porta ad una chiesa, ad un monastero e al cimitero di san Miniato al Monte. Questa strada è proprio sopra al piazzale Michelangelo. Il posto è tranquillo anche se vi circola qualche auto di turisti. Tuttavia siamo un po' in pendenza e non osiamo mettere delle zeppe sulla pubblica via. Siamo quindi costretti a riempire poco i nostri bicchieri. Dopo cena ridiscendiamo verso la piazza, poi verso il centro. Una nebbia sottile ricopre la regione. Il tempo è freddo e umido. Così la città è quasi deserta. E' l'ideale per fare delle foto notturne. Questa lunga passeggiata ci predispone bene per la notte. |
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Venerdì 24 dicembre Oggi vigilia di natale, molto italiani sono in ferie e si mettono in strada per le feste di natale e di capodanno. L'autostrada in direzione di Roma è molto intasata. E le lumache di ieri non sono più le stesse. Ci tocca un “autista della domenica”. Poi lasciamo la strada principale per inoltrarci nelle stradine di montagna. Fortunatamente non c'è più traffico. Arriviamo infine a Genga dove abitano i nostri amici. Genga è un piccolo comune di 2000 abitanti, cha comprende molti paesini minuscoli sparsi su circa 70 km quadrati. Mi rivolgo quindi ai vigili nel mio italiano più che rudimentale. Ma subito sanno che io sono “il pescatore di Capo Nord”. In effetti abbiamo conosciuto Roberto e Anna a capo Nord nell'estate 2002. Roberto mi aveva iniziato alla pesca. E io gli ero servito da interprete con i norvegesi. La pesca era stata quasi miracolosa e tutti a Genga ne sono al corrente. Hanno quindi contattato Roberto che ci è venuto incontro. Dopo aver parcheggiato da Roberto, lui ci porta a visitare le grotte di Frasassi. Si tratta di una rete di grotte che si estendono per parecchi chilometri. Grazie alle strutture allestite dal comune se ne possono visitare alcune. Vi si ricevono circa 400.000 visitatori all'anno. La più grande ha un'altezza di 200 m. Roberto che vi ha lavorato come elettricista è la nostra guida. Ci può quindi mostrare degli aspetti poco conosciuti. Poi condividiamo con loro e la loro famiglia la cena tradizionale della vigilia di natale composta essenzialmente da pesce e frutti di mare e certamente innaffiata come si deve. Roberto che ha studiato in Francia parla perfettamente il francese. Con Anna e gli altri invitati passiamo dal francese all'inglese e all'italiano. Riusciamo abbastanza facilmente a capirci e a ad informarci sulla tradizioni di natale, la vita qui e i viaggi… Visita del paesino sulla roccia, chiesina con la messa di mezzanotte, i ragazzi all'esterno. |
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Sabato 25 dicembre Visita della discoteca, della chiesa romanica, delle sorgenti solforose. Pranzo pantagruelico con la famiglia: antipasti, pasta, carni, dolci…tutto molto saporito. |
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Domenica 26 dicembre Partenza per il sud, al fine di evitare il temuto traffico della regione di Roma, decidiamo di proseguire sull'adriatica. Il tragitto sarà leggermente più lungo. Inoltre Philippe non ha mai visto queste regioni. La circolazione è fluida malgrado qualche temporale e soprattutto molto vento. Chantal e Philippe hanno la nausea. Vediamo molti camper per strada, tutti italiani. Viaggiano spesso in gruppo. Tra l'altro sorpassiamo una carovana di una decina di camper. Decidiamo di fermarci per la sera a San Salvo dove ci sono dei parcheggi per camper. Riconosciamo una parcheggio a pagamento, stretto, dove ci eravamo fermati nel 2002. Un po' più lontano troviamo il parcheggio comunale con enormi pozzanghere d'acqua. E' in fondo alla strada, siamo soli. Sarà tranquillo. Appena sistemati, arriva una carovana di una decina di camper italiani. Credo di riconoscere quelli che abbiamo visto precedentemente sull'autostrada. Il cattivo tempo fa in modo che tutti rientrino presto a casa loro. |
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Lunedì 27 dicembre Viaggiamo parecchio. Fermandoci a mezzogiorno su un'area autostradale, vediamo un'altra carovana di camper italiani. Hanno dei numeri , fino a 28! L'autostrada a sud di Napoli è gratis, ma molto brutta. E' in rifacimento. In generale è praticabile solo su una corsia. La velocità è spesso limitata a 60 km/h oppure 80. Impossibile sorpassare. Ma fortunatamente sembra che i limiti di velocità siano solo a titolo indicativo. Cerchiamo parecchio per trovare un posto tranquillo. Quello che vediamo delle città balneari è lo stato di abbandono. Alla fine ci arrangiamo su una stazione di servizio dove ci sono degli altri camper italiani. Siamo tutti in riga, ben stretti, ma abbastanza lontani dalla strada. Molti sono al bar-ristorante della stazione di servizio . Ma si svuota abbastanza presto e la stazione di servizio chiude. Possiamo quindi dormire. |
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Martedì 28 dicembre Adesso è il turno di Michel di avere la nausea. Al momento di rimetterci in viaggio uno dei nostri vicini ci indica che si può scaricare a fare il pieno d'acqua. Andiamo verso la Sicilia e l'Etna. Arrivando a Villa san Giovanni di Calabria ho raggiunto dei camper italiani. Non ho che da seguirli per sapere dove comprare i biglietti e dove imbarcarsi. L'istinto gregario, alle volte è pratico. L'arrivo al porto di Messina è senza storia. Dopo un piccolo tratto di autostrada, ci fermiamo per fare delle spese. Siamo sorpresi per il traffico disordinato e soprattutto per i colpi di klaxon che altrove sono piuttosto rari. Siamo fermi ad un semaforo, dei colpi di claxon ripetuti. Chantal guarda a destra e a manca, niente.
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Di nuovo il claxon. Chantal attacca a ridere quando vede uno scooter che si cerca un passaggio tra le auto chiedendo agli automobilisti di fargli strada. Poi ci dirigiamo verso l'Etna, uno dei più celebri vulcani d'Europa ancora in attività. Per salire fino alla stazione della teleferica, quando funziona, bisogna aspettare il passaggio dello spazzaneve e dello spargisabbia. L'ultimo chilometro su neve dura ma non fredda non è facile con gomme estive. Molte volte le ruote slittano e noi restiamo quasi immobilizzati. Philippe aiuta un po' spingendo. Decidiamo di non passare la notte al rifugio. Che condizioni ci saranno domani? Scendiamo a bassa velocità. Ci fermiamo in un parcheggio dove ci sono dei tavoli da pic-nic. Vi passeremo la notte, soli, nel silenzio e nel freddo, sopra alle fumarole rosse. |
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Mercoledì 13 dicembre Cerchiamo di nuovo di risalire alle teleferica dell'Etna. Ma c'è vento forte ed è poco probabile che funzioni. Siamo fermati da un impiegato del parco che guida un enorme 4X4, con ruote di 2 metri e catene. Non si può salire perché la strada è bloccata. Si vedono gli spazzaneve in funzione. Dopo un'attesa di un'ora decidiamo di tornare indietro. Visitiamo il sito archeologico della “Villa imperiale del Casale” Si tratta di un'antica villa imperiale romana che è notevole per il suo straordinario pavimento di mosaico. Sicuramente il più bello che abbiamo mai visto. |
Poi proseguiamo per Palermo e Monreale, c'è un traffico infernale. La strada, un'arteria principale, che potrebbe contenere 4 corsie, è ingombrata da bancarelle di pescivendoli, verdurai, macellai,…ma peggio ancora, nonostante i divieti le auto sono parcheggiate in modo caotico, in doppia e in terza fila. Bisogna fare lo slalom, e spesso a circolazione alterna. Raggiungiamo finalmente Monreale dove domani vogliamo visitare la cattedrale. Grazie a delle indicazioni ricevute, ci dirigiamo verso un parcheggio. Subito vediamo dei camper parcheggiati.. C'è posto. Ci piazziamo per la notte. È un po' rumoroso ma regolare come rumore. Nel corso di una passeggiata a piedi, Philippe vede una altro parcheggio vicino alla cattedrale, sarebbe stato più tranquillo. |
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Giovedì 30 dicembre La pioggia, a volte forte, non impedisce alla gente di stendere il bucato fuori per farlo asciugare.. E sufficiente ricoprirlo con un telo di plastica. Visitiamo la magnifica cattedrale di Monreale. Philippe prende il bus e torna a visitare Palermo. Siccome noi ritorneremo tra un mese, scommettiamo che non farà più brutto tempo. Ci prendiamo un po' di tempo in camper per mettere ordine nelle nostre cose tra cui il diario. Al ritorno di Philippe ci dirigiamo verso Trapani, evitando Palermo. Tuttavia la strada di montagna è immersa nella nebbia. Dormiamo a Trapani in Piazza Vittorio Emanuele, vicino al mare e ad alcuni camper italiani. Cè un vento violento, sicuramente più di 100 km/h. Scrolla il camper. |
Venerdì 31 dicembre Il mattino presto, andiamo al porto a comprare i biglietti per la Tunisia. All'inizio c'è una partenza per oggi. Ma è tutto chiuso. Ci dirigiamo verso un'agenzia. All'arrivo il sistema informatico è bloccato. Dopo che il server è partito, del modem, sembra che tutto funzioni. Scopriamo che non c'è la partenza oggi. Siccome il mare è scatenato, non ci contrariamo troppo. Potremo partire lunedì 3. Questo ci permette di fare delle spese come il riempimento della bombola di propano con del GPL ( lo stesso propano venduto sciolto per le auto) grazie ad un adattatore comprato l'anno scorso in Portogallo. E' tutto un mortorio. La gente si prepara per San Silvestro e Capodanno. La regione di marsala, celebre per il suo vino, è poco interessante d'inverno. Il vento si calma un po' e la pioggia smette. Visitiamo Selinunte un enorme sito archeologico. Poi grazie a delle informazioni avute da un impiegato del posto, ci sistemiamo lì vicino in un posto tranquillo malgrado i petardi che si sentono di lontano. Saremo appena risvegliati dai fuochi artificiali di mezzanotte. Sabato 1 gennaio 2005 Visita alle stazioni balneari di Palermo e Trapani. In questo primo giorno dell'anno, tutto è calmo ovunque. L'unica cittadina che presenta un po' di animazione è Castellamare del Golfo. Scopello e san Vito lo Capo sono piuttosto mogi in questo periodo dell'anno. |
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Domenica 2 gennaio Erice, visita del paese arroccato in alto con una vista magnifica su Trapani da un alto e sulla regione di San Vito lo Capo dall'altro. Poi ci dirigiamo verso Spello e Erice. Erice in particolare è un villaggio fortificato situato sulla cima di un alto picco roccioso. Salendo per una bella strada a tornanti, a un certo punto vediamo una moto ferma vicino ad una fontana. Della gente sta riempiendo delle bottiglie d'acqua. La coppia in questione , mi spiega che l'acqua è molto buona. Mi da dimostrazione bevendo l'acqua davanti a me. Inoltre il getto della fontana è fenomenale. Questo è un po' diverso dall'acqua trattata e spesso un po' salata che abbiamo usato fino ad ora. Ne approfittiamo quindi per fare il pieno. Saliamo verso un parcheggio all'ingresso del paese. Quest'ultimo è molto pittoresco e malgrado il tempo freddino, umido e nuvoloso, possiamo facilmente immaginarci la freschezza delle piazzette ombrose durante le torride estati siciliane. Da quando siamo in Sicilia vediamo molti cane e gatti randagi. Ci ricorda il Marocco e la Turchia. Ma non è la sola somiglianza , c'è anche la sporcizia. In effetti , appena si esce dai più importanti siti turistici di fama internazionale per dirigersi verso luoghi secondari , la pulizie diventa deficitaria. Ci sono cartacce, sacchi di plastica, bottiglie rotte, rifiuti di ogni sorta. Può darsi che i servizi sanitari siano stati sovraccaricati in questo periodo di festa per natale e capodanno, ma tutti i bidoni della spazzatura erano stracolmi. C'erano degli ammassi di rifiuti che facevano la gioia dei cani e dei gatti randagi. A fine giornata ritorniamo a Trapani per essere vicino all'imbarco domani. Allettati dalla descrizione del Routard della pizza di un ristorantino della città, partiamo a piedi molto tempo prima per vedere un po' meglio il centro. Anche se tutti i negozi sono chiusi, c'è folla. Le strade pedonali sono piene di gente. Intere famiglia tutte addobbate passeggiano lentamente chiacchierando, salutando gli amici. In particolare le ragazze si pavoneggiano letteralmente. E' quello che si chiama la “passeggiata” . Il rumore delle voci è così forte che mi fa pensare agli intervalli a teatro o al concerto. Ci fermiamo a lungo in un baretto vicino al quale è installato un tendone con una piccola corale sostenuta da qualche musicista che fa un piccolo récital di canti di natale siciliani intermezzati da poesie di natale. Ma per noi è ancora più interessante lo spettacolo della folla. E' probabilmente vero anche il contrario perché, vestiti come siamo in modo molto informale, stoniamo in questo ambiente. Siamo affascinati dall'accoglienza dei siciliani. Sulle prime molto riservati, sono tuttavia molto affabili, fanno degli sforzi per aiutarci e servirci bene. Molti parlano l'inglese e il francese. Se no il mio italiano più che rudimentale è sufficiente per tirarci d'impaccio, grazie alla loro buona volontà.
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