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Testo
di Gianni&Rosanna
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Da un pò di anni scegliamo l'inizio dell'autunno come ultima piccola vacanza in camper, stagione più rilassante, poco traffico, poca gente in giro. Nostra meta, il giro delle strade del vino in Svizzera e in Francia. Sembra un po' un controsenso per due astemi, ma gli ospiti a casa nostra devono pur avere qualcosa di buono da bere. Memorabile l'annata 1995 con il giro dei vigneti in Francia e Portogallo, periodo fortunatissimo sia per la qualità che per le occasioni di visite a cantine mai avute in precedenti esperienze. |
| Martedì.
Primo scoglio da superare... la famigerata SS342 Bergamo-Como,
50 km., semicollinare, da go-kart se non si vuole passare il tempo in colonna
perenne sulla autostrada Bergamo-Milano-Como, con forti rallentamenti
anche oggi captati dal cb. Arriviamo a Como con relativa rapidità,
superiamo la città innestandoci
in autostrada a Como Sud, brevissimo colloquio a Chiasso con il doganiere
svizzero circa l'importazione di carne. Forse ci aveva preso per un camion
frigo. Non par vero ma a chi capita di transitare da queste parti ha la sensazione che il traffico sparisca di colpo, come per magia. Sembrerà strano ma nel Canton Ticino e precisamente nel Mendrisiotto esiste una considerevole coltivazione di uve con un'ottima produzione di Merlot molto diffuso in Svizzera. Passiamo oltre e dopo Bellinzona inizia il percorso che ci porta al passo del S. Gottardo in una stupenda giornata. Superata Andermatt usciamo a Wassen con deviazione per il Sustenpass. La strada si impenna salendo a poco a poco per entrare nella stupenda vallata alle spalle del gruppo del Jungfrau. Mai ci saremmo aspettati uno spettacolo così meraviglioso e imponente. Cascate e torrenti da ogni parte, imponenti ghiacciai sullo sfondo e una salita mozzafiato sulle ultime rampe del passo. Superiamo il breve tunnel e per l'ora di pranzo ci fermiamo al valico. Siamo in compagnia di altri due camperisti (D e NL) e di una formazione dell'esercito elvetico che sta facendo manovre di tiro. Niente paura noi siamo alle spalle delle postazioni e siamo qui per ammirare il panorama. Lunga e impegnativa discesa per Interlaken, con frequenti soste per ammirare il panorama. Superiamo la città con l'intenzione di ritornare l'indomani e poco oltre deviazione per Lauterbrunnen dove al campeggio del TCS ci fermiamo. Meraviglioso paese chiuso tra due pareti rocciose da cui saltano, è il caso di dirlo, due altissime cascate. Il borgo è tutto imbandierato, come è tradizione in Svizzera, tutte le case sono piene di gerani e in più c'è diversa gente. Dalla locale stazione ferroviaria partono i trenini sia per il Jungfrau che per Wengen situato proprio sopra Lauterbrunnen. Il sistema di trenini di questa zona ha una ramificazione spettacolare e certamente vale la pena di compiere tutto il giro. Noi siamo solo di passaggio ma notiamo che parcheggi per camper non ve ne sono e l'unico modo per compiere l'escursione in treno è quello di lasciare il mezzo in campeggio e poi con una scarpinata di quasi 3 km. si arriva alla stazione. C'è una alternativa, un piccolo parcheggio a fianco della prima stazione più a valle, potrebbe servire allo scopo. Approfondiremo in un prossimo viaggio tutte le informazioni necessarie. Il campeggio è molto bello e pieno di olandesi, Breve passeggiata nei dintorni anche perchè la temperatura quassù e abbastanza bassa. Nonostante i nostri tentativi di resistere, a cena siamo costretti a dare una riscaldatina all'abitacolo. Nottata stupenda, pensavamo che le cascate si sentissero di più, invece... |
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mercoledì.
Tra il dire e il fare c'è di mezzo il... traffico. Mattinata stupenda
ma gelida, con il sole che illumina le cime delle montagne ammantate di
neve. Ripartiamo da Lauterbrunnen con il fermo proposito di ritornarci
presto e scendiamo a Interlaken, anzi pensavamo di andare in città.
Alla periferia le prime avvisaglie di traffico, poi una strana colonna
di auto ferme e infine una bella deviazione che ci porta
alla periferia
di Interlaken. Motivo, una fiera con qualche bancarella in centro, un
cavalletto per lavori in corso e il centro è bloccato, la periferia
pure (prima e unica smentita alla scarsità di traffico in questa
stagione!!!!!). Siamo costretti a proseguire verso Spiez, stupenda
località sul lago, un po' più vivibile e visitabile. Un
vero peccato non poter sostare la notte in queste cittadine, anche se
non esistono divieti, la polizia non permette la sosta. Lasciamo Spiez
per proseguire verso Saannen dove deviamo nuovamente per la vicina
Gstaad. A parte la notorietà, la città è stupenda
e già ci immaginiamo l'atmosfera invernale. Giriamo un po' per
il centro dopo aver trovato un posto a rischio multa e per l'ora di pranzo
ci portiamo verso la periferia su un piazzale della funivia del Glacier
3000 dove mangiamo. Ci sfugge l'occhio su uno strano cartello di PARKING
VERBOTEN alias divieto di sosta dalle ore 1,00 alle 8,00 del mattino.
Veramente sadico e diabolico. Ogni nesso legato agli orari della funivia
non c'è, non vi sono bar e restaurant nei pressi, la città
è a 500 mt. la prima casa a 100. Transeat. Una
strana foschia grava su questa zona che impedisce la visione del lago.
Il pomeriggio è splendido e caldo e abbiamo tempo di fare una sosta
appena superata la frontiera e proseguire per Evian, la famosa stazione
termale francese Incrociamo diversi camper, molti tedeschi e olandesi,
equipaggi italiani finora nulla. Arriviamo a Evian e troviamo subito
il parcheggio proprio a fianco alle Terme ben posizionato e tranquillo.
Un breve riposo e poi passeggiata lungo il lago e visita alle Terme. L'ingresso
è gratuito e abbiamo la possibilità di bere la buonissima
acqua, nota in tutta la Francia e assistere allo spettacolo pomeridiano,
gratuito, nel grande salone-solarium proprio di fronte al lago. Si trattano
bene questi francesi. Al rientro facciamo una scappatina al supermercato
per la spesa. Dopo di che ritorniamo al nostro parcheggio in un primo
momento soli, ma al mattino successivo ci contiamo sei equipaggi |
| giovedì.
La temperatura è decisamente cambiata, siamo passati dai +5°
gradi di Lauterbrunnen ai +17° di Evian, sempre alle ore 7,00. Una leggera
foschia nasconde ancora il paesaggio, ma non ostacola la circolazione. Al
levar del sole qualcosa si intravede e noi levate "le tende" ci
dirigiamo verso Thonon, ancora sonnolenta, e Annemasse evitando
la strada del lungolago che ci avrebbe costretto ad entrare in Ginevra
e uscire immediatamente dopo, passando per giunta due frontiere. La nazionale
invece supera poco prima di Annemasse, la città elvetica immettendoci,
con una veloce circonvallazione sulla nazionale per Bourg en Bresse,
dove siamo diretti. Dopo Annemasse seguiamo per un tratto il corso del fiume Rhone, fra vallate verdissime e profondamente scavate dal fiume nel corso di millenni. Superata Bellegarde arriviamo a Nantua dove prevediamo di sostare nell'area indicata, ma anche qui una fiera ci costringe a proseguire lungo il bellissimo lago artificiale e a fermarci a La Croix Chaton. Nel piccolo parcheggio fronte lago (divieto pernottamento camper, anche se non mi sembra praticabile la sosta notturna ad un incrocio tra due nazionali e due dipartimentali, si rischia di dirigere il traffico notturno e una salutare indigestione di smog) sosta per il pranzo, assaggiando le gustosissime pommes frites al chiosco sul lago. Da questa località partono diversi itinerari per Bourg en Bresse, noi optiamo per la D979, in pratica la strada vietata a camion e pulmann. Strada molto bella che dà un assaggio delle Gorges de l'Ain, una strettissima gola lungo il fiume. Ci inoltriamo ma vista la strada <2,35> ritorniamo sui nostri passi proseguendo in mezzo a colline con borghi medievali intatti. Lasciamo questa zona collinare e ci tuffiamo nell'immensa pianura a nord di Lione. Superiamo Bourg en Bresse, regione di grandi tradizioni gastronomiche e arriviamo a Macon. Stupenda è la visione di questa città che si coglie all'ingresso superando il ponte. Il nostro itinerario non prevede la sosta a Macon, ma a Cluny poco distante. Una veloce superstrada (voie rapide) ci porta tra le dolci colline dei vigneti del Maçonnais e del Beaujoulais (Pinot Noir, Chardonnay, Beaujolais e Beaujolas Village) e a Cluny. Fa incredibilmente caldo per questo periodo, ma si sta bene. Parcheggiamo il nostro mezzo e iniziamo la visita della città, molto bella. In primo luogo all'Ufficio del Turismo, nella Torre del Formaggio, ci vengono date tutte le informazioni richieste. Molti turisti all'ingresso dell'Abbazia (a pagamento) e altrettanto nei giardini circostanti. C'è una manifestazione ippica nelle stalle della foresteria dell'Abbazia, ora del Ministero dell'Agricoltura, dove sono alloggiati parecchi purosangue. Ne approfittiamo per visitarla. Questa piccola cittadina raccoglie tra le sue mura, in parte distrutte, il glorioso passato religioso e politico. Trascorriamo tutto il pomeriggio girando per le strade per passare successivamente nel locale campeggio comunale poco distante dal centro, in quanto su tutto il territorio di Cluny è vietata la sosta ai V.R. Molto bello con ottimi servizi, ma a 200 mt. si ode più che si gode, il passaggio dei TGV, in media ogni 10 minuti, fortunatamente la notte stanno fermi o quanto meno non li sentiamo. |
| venerdì.
Torniamo nuovamente in Cluny per ultimare la visita alle mura romane che
avevamo saltato la sera precedente e quindi riprendiamo la strada per Taizè,
il noto centro religioso comunitario. In gioventù, esattamente 25
anni fa, eravamo passati da queste parti per un'esperienza quasi drammatica.
Eravamo con nostro figlio di 7 anni, ma già svezzato a simili esperienze,
e un gruppo di amici, per passare una Pasqua "alternativa". Per
iniziare -7 gradi sotto zero, con una tendina canadese, pioggia, vento,
neve e ogni altra calamità naturale prevista e imprevista. Tre giorni
da incubo per ritornare a casa congelati ma soprattutto incazzati e con
un principio di bronchite. Oggi invece ritornando a Taizè ritroviamo
tutto pulito e lindo, sembra di essere in un altro posto. La nostra visita
è solo una curiosità per vedere con il sole ciò che
ci era sembrato un girone dantesco (possibilità di sosta nei parcheggi
al di fuori della comunità).. Riprendiamo la strada per fermarci
a Cormatin, piccolo villaggio tra i vigneti, attratti dall'odore
del pane e del "poulet rotì". Poco oltre passiamo nella
cittadina di St Gengoux le National, antico borgo medievale e a pranzo
sostiamo nel parcheggio del castello di Sercy, poco distante, molto
bello ma chiuso. Da un esame dell'itinerario, scopriamo due autentici gioielli
immersi in questi interminabili vigneti, che ci fanno deviare dal percorso
originario. Ritorno verso Cormatin e poco prima entriamo nella D14 per Chapaize,
con una chiesa romanica tra le più antiche di Francia. Stupenda,
ma ancora più sorprendente che si trova in un villaggio di 134 anime,
sperdute su queste colline, tra prati e boschi. Non poteva mancare una bella
area di sosta, ottima per il pernottamento, la boulangerie con un profumo
di pane e "patisserie" da impazzire e tanta tanta calma... Proseguendo
saliamo al borgo fortificato di Brancion. Lasciamo il camper nel
posteggio obbligatorio (buono anche per un pernottamento) sotto un enorme
pianta, paghiamo il tributo ad un pittoresco posteggiatore ed entriamo,
dopo un breve tratto a piedi, in uno stupendo borgo rimasto intatto dai
tempi della sua costruzione. Arriviamo in ritardo per l'ultima visita al
castello, ma ci consoliamo girando tra i vicoli e scoprendo un'altra bellissima
chiesa romanica con una stupenda vista panoramica sulla zona circostante.
Ritorniamo sui nostri passi e dopo un interminabile saliscendi arriviamo
a Tournus, sulle rive della Saone dove posteggiamo (pernottamento
possibile anche se esiste un tabellone che riserva il posto solo ai proprietari
dei bateaux ormeggiati; al nostro passaggio nessun bateaux=nessun divieto).
Passeggiata nel centro cittadino per la visita all'abbazia e nell'ancor
più bel chiostro. Ritornati al nostro mezzo decidiamo di proseguire
verso Louhans e poi D996 per Seurre, saltando il proposito
di passare prima a Beaune poi per Seurre, anche se la Cote d'Or
è la zona vinicola più rinomata in Francia. La ragione è
che poco prima di Tournus avevamo letto che la nazionale per Beaune era
interrotta e che il traffico subiva diverse deviazioni. Comunque anche nell'itinerario
scelto le deviazioni non si contavano e già una leggera foschia si
stava abbassando peggiorando la situazione. Nel tardo pomeriggio arriviamo
a Seurre e poco prima del centro vicino ai giardini parcheggiamo il camper
per il pernottamento. |
| sabato.
Sorpresa mattutina, una fitta coltre di nebbia stagna nella zona, del resto
qui possiamo dire di essere nel val Padana francese. Siamo passati diverse
volte in questa zona su itinerari diversi, ma quasi sempre, in questo periodo
si trova nebbia. Procediamo sulla N73 in colonna per una buona ora verso
il Jura francese e finalmente poco prima di Dole troviamo uno splendido
sole e deviamo per Portalier N5 D472 D72. Zona di pascoli e boschi
con villaggi meravigliosi per una sosta e immersi in una calma assoluta.
Da Portalier deviazione verso nord dapprima con la N57 e successivamente
con la D50 per Baume les Dames, stupenda cittadina sulle rive del
Doubs (nota: ho evidenziato le strade perché decisamente da
queste parti ci si può smarrire). Una serie di deviazioni per lavori
ci fa scoprire dei paesaggi bellissimi con torrenti, mulini ad acqua, vallate
e piccolissimi villaggi nascosti in questa immensa foresta del Doubs. Nell'area
attrezzata di Baume sulle rive del canale ci fermiamo per la notte. |
| domenica.
Partiamo da Baume les Dames direzione nord per passare dalla vallata del
Doubs alla vallata della Moselle, terra di altri famosi vini. Fatti una
ventina di chilometri ci accorgiamo, per farla breve, di aver lasciato a
Baume il nostro gradino esterno. Rapido dietro front con la certezza di
non ritrovarlo, invece
Un gentile quanto simpatico camperista francese,
assente in quel momento, l'aveva notato e posto a fianco del suo camper
in maniera che si vedesse. Ripresa la strada incontriamo il camperista francese
al quale va ancora il nostro ringraziamento. Destinazioni prima Lure
e poi Luxeuil les Bains, altra famosa stazione termale, dove ci fermiamo
per la pausa pranzo. Gli astemi frequentano le cantine e visitano i vigneti,
ma bevono anche molta acqua. Pennichella e poi partenza per Plombieres
e Remiremont sul versante occidentale dei Vosgi. Altra zona stupenda
con possibilità infinite di sosta. Proseguiamo per Epinal,
bella cittadina già visitata in altre occasioni, per giungere nel
primo pomeriggio a Charmes, sulle rive della Mosella. Questo
paese di 4.500 anime, ha saputo creare con poco una delle aree di sosta
per V.R. tra le migliori di Francia e d'Europa. Posta lungo le rive del
canale a fianco della Mosella, offre tutti servizi che sono l'essenziale
per la sosta. Acqua e attacchi luce in colonnette, Camper Service con scarichi
acque reflue, panchine e sedie per pic-nic, calma, camminate a piedi o in
bici, per i pescatori due postazioni ideali, il tutto per un modico contributo,
riscosso da due simpatiche signore a cui si può chiedere qualsiasi
informazione. Chi lo desidera può avere una borsetta in plastica
contenente tutti i depliants informativi, l'adesivo e non ultimo la calda
accoglienza e cordialità della gente del paese. A quando un simile
trattamento da noi?!?! (altro che segnalare i Comuni off limits o lettere
ai Sindaci, mi fanno venire da ridere certe iniziative!!!). Passiamo
ad altri discorsi. Pomeriggio a zonzo lungo il canale e il fiume e successiva
passeggiata nel centro del paese. Serata passata ai bordi del canale, in
compagnia di altri due equipaggi (B e D), delle zanzare neppure l'ombra.
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| lunedì.
Ritorniamo indietro di qualche chilometro per dirigerci a est verso Rambervillers
e St. Diè e poi nuova deviazione dapprima verso sud e poi
verso nord in direzione Strasburgo. Passaggio sul Col Sales scendendo
poi tutta questa bellissima vallata dei Vosgi fino a Strasburgo.
Alla periferia della città nuova deviazione per la meravigliosa Obernai
e passaggio quindi al monastero di Mont. S.te Odile. Quassù
lo stress da traffico e da rumore non si prende, anche se le comitive scaricate
dai pulmann, come bestie al macello, danno a volte fastidio. Lunga visita
al monastero con passeggiata panoramica sui bastioni delle mura perimetrali.
Sulla strada della discesa nuova deviazione che praticamente ci fa ammirare
tutta la zona per arrivare a Barr e successivamente passare a Mittelbergheim
per il pernottamento. Parcheggio del Zotzenberg, all'ingresso del
paese venendo da Barr, accanto al cimitero, con una fontana dell'acqua ma
con una scenografia da far invidia a qualsiasi località. Siamo tra
i "gran cru" del vino d'Alsazia. Il meglio del meglio del
meglio, filari a perdita d'occhio, grappoli d'uva che aspettano mani garbate
pronte a coglierli, un profumo inebriante e un assoluto silenzio in questo
tramonto indimenticabile. Non poteva mancare un giro per il paese a curiosare
in qualche cantina. Troviamo viticultori molto gentili e disponibili ma
ci limitiamo all'assaggio del nuovo mosto e per il momento a curiosare.
Ritorniamo verso il nostro camper e troviamo sulla piazzola altri due amici
camperisti (NL e D), noi incontriamo sempre e solo questi!! |
| martedì.
Senza fretta partiamo alla visita di questa zona percorrendo la famosa strada
dei vini, in ogni suo angolo e curva evitando il fondo valle. Passiamo da
Ribauvillè e stranamente troviamo posto in centro. Questa
volta abbiamo deciso di acquistare qualche buona bottiglia e l'occasione
è data dalla visita ad una nota casa vinicola, con un curioso quanto
unico museo di macchine per la vinificazione e l'imbottigliamento. Tra una
chiacchiera e un'altra passa quasi un'ora nell'illustrazione dei metodi
di questa casa vinicola con un tal fervore da parte del proprietario da
farci sembrare immersi anche noi nel suo splendido mestiere. Usciamo con
i nostri acquisti, del Pinot noir vendange tardive del 95, Pinot Gris
Cave d'Obernai del 95, Riesling 95 Reserve particuliere e una bottiglia
di grappa, buonissima, ma dal costo proibitivo e da bere con il contagocce.
Lasciamo Ribauvillè per passare alla classica tappa dell'Alsazia,
Riquewihr. C'è poca gente e troviamo subito il parcheggio
assieme a tanti altri camper. Visita della cittadina, con sosta in un locale
caratteristico per un leggero spuntino. Scendiamo verso Colmar e
deviazione poco prima per Kaysersberg. Nel parcheggio della cittadina
pienone di camper e conseguente proseguimento verso due aree di sosta camper
indicate poco oltre. Deviazione per Orbey e La Baroche ma
nonostante i nostri tentativi e le indicazioni dateci dal sindaco in persona
non riusciamo a trovare l'area, anche se dobbiamo premettere che quassù
a quasi 800 mt. in mezzo a queste foreste trovare una stradina è
dura. In compenso troviamo due cimiteri di guerra posti proprio sulla sommità
della montagna. Dopo venti chilometri di saliscendi arriviamo nuovamente
a Orbey e nel parcheggio del municipio poniamo campo base per la notte. |
| mercoledì.
Da Orbey attraverso un tracciato da camosci saliamo al Col du Wettstein,
poi verso il Collet du Linge, Horodberg e Munster.
Strada che si snoda tra magnifici boschi e tante soste tra il verde. Da
Munster salita verso il Petit Ballon e la Route des Cretes
per il Gran Ballon d'Alsace con stupenda vista panoramica sui Vosgi,
sulla vallata del Reno e sulla Foresta Nera. Pomeriggio passato su
queste montagne prima di scendere a Guebwiller con sosta in città
per una breve passeggiata nel centro storico. In città non troviamo
un posto decente per pernottare quindi scendiamo verso Cernay per
risalire poi verso Thann, dove si trova una piccola area di sosta
riservata ai camper in pieno centro cittadino, accanto al fiume e fornita
di CS. |
| giovedì.
Altra variazione al programma. Invece di prendere la strada per Basilea
e rientrare a casa, deviazione per Belfort e quindi per Delemont
in Svizzera attraversando il Jura svizzero in un oasi di montagne e boschi.
Sosta a Delemont (con area attrezzata per la sosta camper) e successivo
proseguimento per Biel/Bienne dove entriamo in autostrada
per Berna. Da qui discesa verso Friburgo e il Gruyeres,
stupenda e verde regione nota per il celebre formaggio e nel pomeriggio
arriviamo a Montreux sul lago Lemano. Breve sosta e approfittando dello
stupendo sole proseguiamo in autostrada per Martigny (ottima area
di servizio autostradale del Gd. S. Bernard con Cs, sul lago) e a Sierre
ci fermiamo nel Camping TCS. Questo campeggio, unico nel suo genere, si
dispone su una collina con tante piazzole terrazzate in mezzo a una foresta
di pini. Una ripida strada porta fino alla sommità dove poniamo il
nostro camper. Si ha qualche difficoltà di manovra fra questa fitta
vegetazione ma la posizione è superlativa. Ampia vista sulla Rhone
e in alto su Crans Montana illuminata dal tramonto del sole. Nottata
nel più profondo e assoluto silenzio. |
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venerdì. Lasciamo Sierre per dirigerci al Passo del Sempione. Tragitto consigliabile non impegnativo (possibile il pernottamento al passo), in una mattinata gelida tra queste belle montagne. Sosta al passo e all'Ospizio e in poco tempo siamo a Iselle. Sulla strada incontriamo le deviazioni dovute ai danni dell'alluvione di qualche anno fa. Una nota non polemica. Mentre dalla parte svizzera le strade sono state sistemate e il fiume ricondotto nel proprio alveo, dalla parte italiana tutto è stato lasciato come se l'alluvione fosse successa la sera precedente. Unica consolazione la superstrada che porta a Domodossola. Da qui veloce sgroppata autostradale per Sesto Calende, con sosta pranzo in un'area di servizio??... tralascio ogni commento. Nel primo pomeriggio siamo a casa, solito plico di posta, sempre qualcosa da pagare. Si, siamo proprio a casa..
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Percorso e km:
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