Portogallo del nord

dall'antico al moderno



Testo e foto Gianni&Rosanna

 

Ciao Maura, questo itinerario può anch'esso chiudere quella famosa sfida che ci ha portato con i nostri camper in periodi e epoche diverse da Istambul a Lisbona….

Settembre. Partiamo di pomeriggio stavolta, non abbiamo fretta, in quattro giorni, dopo giri viziosi per visitare bene questa parte di Francia del sud arriviamo a Biarritz., ci inseriamo nell'autostrada (l'unico modo per non essere inghiottiti dal traffico cittadino) che ci porta velocemente in Spagna. Il traffico è scarso e dopo S. Sebastian puntiamo su Bilbao. Da qui per Burgos e dopo una sessantina di chilometri ci fermiamo in un'area di servizio per pernottare, soli e al fresco di queste montagne basche.
Abbiamo percorso molti chilometri, tante cittadine sono state visitate altre, come Biarritz, ancora nel pieno della stagione estiva e con tanti turisti che "invadono" le spiagge, le abbiamo saltate.

In tanti anni di Spagna non ci siamo mai adeguati agli orari locali, per noi eterni provincialotti fuori da ogni logica. Fa testo un memorabile pranzo, tanti anni fa, in un noto ristorante di Oviedo. Entrammo che erano all'incirca le 13 e praticamente per due ore non fecero che portarci acqua e pane. Alle 15, orario canonico per il pranzo spagnolo, quando lo stomaco era ormai un acquitrino ci fecero assaggiare del pesce arrosto che, seppur squisito, non ci soddisfò per niente, anzi ci restò sullo stomaco, assieme al conto, per due giorni. Non scoprimmo mai se era stato il pesce o l'acqua a far lievitare il conto.
La strada oramai si fa più pianeggiante. Attraversiamo la vasta meseta settentrionale con i grandi campi di grano già tagliato e ancora ingombri di rotoli di paglia, verso Burgos, Valladolid e poco dopo Tordesillas, deviazione per Zamora. Da questa città si può continuare con un ampio giro a Bragança oppure a Miranda do Douro attraverso un percorso tortuoso ma incantevole. Noi seguiamo quest'ultimo passando da un lago artificiale all'altro in un territorio brullo quasi lunare per arrivare a Miranda do Douro.
Posta su un canyon sul fiume Douro deve il suo nome a questa posizione. Sosta dapprima al castello per uno sguardo sulla città e poi alle mura che circondano la parte vecchia e da dove si può ammirare lo spettacolare panorama sul fiume Douro.
Una natura quasi intatta, un verde mai visto e viverci deve essere duro su queste montagne brulle, coltivate in ogni pezzetto, terreno rubato alle rocce e alle pietre, una popolazione in continuo movimento ma senza gran fretta. Per la notte sostiamo nel parcheggio vicino alle mura al riparo dal forte vento.
Qui purtroppo cominciano le "orrende strade" portoghesi, strade a volte al limite della percorribilità e che ci accompagneranno in diversi tratti del nostro percorso.
Da Miranda inizia uno dei più affascinanti percorsi del Portogallo, che non è fatto di grandi città, ma dalle campagne, dalle foreste di querce e eucalipto, dai grandi invasi artificiali, dalla splendida natura e non ultimo dalla accattivante simpatia della gente.
Lasciamo le grandi arterie stradali che hanno iniziato anche qui a deturpare il paesaggio, seguiamo i vecchi tracciati, a volte introvabili, sconnessi ma pieni di umanità, di bellezza e di eterna lentezza del vivere quotidiano. Ci dirigiamo per Bragança lungo la strada che attraversa una regione agricola arcaica, ove qua e là si notano le case rifatte degli emigranti che sono ritornati. Enormi cespugli di more fiancheggiano la strada. che separa le due città ed è obbligo fermarsi a fare una provvista per un paio di giorni. Era da molto anni che non trovavamo una così ricca abbondanza di questi frutti. Dall'altra parte dell'enorme siepe, tre asini stanno facendo la nostra stessa raccolta. Ci viene il sospetto di essere noi a rubare loro la leccornia, ma è impossibile oltrepassare la boscaglia, come facciano a non pungersi, mah!!
La strada è massacrante e conseguentemente la media oraria è bassissima. Superiamo su questo tratto un gruppo di camperisti tedeschi stracarichi all'inverosimile e in questa situazione occorre essere assai prudenti. Memori di passate esperienze in Portogallo abbiamo alleggerito il più possibile il camper, si ha modo di viaggiare, su queste strade, con più sicurezza e pronti ad ogni emergenza, come quella di trovare piantato, in mezzo alla strada, dietro una curva, un carretto trainato da due buoi con sopra una manciata di fieno, allora ti voglio vedere frenare con la "rapida". Un'altra cosa verificata: quando lungo un percorso si trova un cartello con il limite di 30 km/h, ebbene in Portogallo è imperativo il limite imposto non per paura di multe ma per le caratteristiche della strada!! E certamente gli amanti del camper bello e pulito, del tappetino ultima moda, qui troveranno pane per i loro denti… anzi polvere e sempre polvere. Quanto al carico, inutile portarsi appresso tanta acqua nei serbatoi, ogni paese ha una fontana con una gran quantità di acqua disponibile.
Per l'ora di pranzo siamo a Bragança, con il suo stupendo castello in alto sul colle. Lo si raggiunge dopo aver superato le forche caudine delle strette strade e dei sensi unici impossibili. Breve sosta anche al vivace mercato nel centro città e quindi pranzo in una trattoria sulla circonvallazione dove servono le specialità del posto, una costata di vitelha alla brace, superlativa e a poco prezzo.
Bragança è situata al centro di un grande parco naturale che confina a nord con la Spagna, poco distante. Infinite sono le possibilità di girovagare in questo parco un po' isolato, ma bello.
Deviamo per Mirandela prendendo la veloce IP con qualche deviazione sul percorso alla ricerca di more, di paesaggi e di pane, squisito da queste parti. Non mancano davvero le "more" (frutti per intenderci) e un caldo sole ci accompagna in queste nostre divagazioni.
Giungiamo a Mirandela nel pomeriggio e constatata la bellezza della cittadina cerchiamo un posto nel parcheggio sul bel lungolago. Negli ultimi anni si è notevolmente abbellita, bei giardini e fontane ornano il centro città, la grandiosa scalinata che porta al municipio o camara municipal e alla chiesa con stupendi azulejos. Tutto ciò ha portato anche ad un notevole aumento del traffico, ma tutto torna alla normalità verso sera. I portoghesi, salvo rarissime eccezioni, non sono nottambuli, anzi la sera le cittadine, per non parlare dei paesi, sono deserte. Pomeriggio dedicato ad una lunga passeggiata nel centro cittadino e al santuario posto di fronte alla città che si raggiunge attraversando il ponte pedonale sul lago artificiale E' la prima volta che pernottiamo in questa zona e data la vicinanza di una enorme centrale idroelettrica la città è illuminata a giorno.
Da Mirandela parte un altro percorso, fatto nel 1994, attraverso la riserva naturale che porta a Chaves, strada impossibile, famosa località termale e poco prima di Braga il famoso Bon Jesus do Monte, un santuario dalla celebre scalinata. Da qui per Braga, splendida città con i suoi monumenti e l'incantevole centro storico. Voltando verso ovest si arriva a Esposende, località sull'Atlantico con estese spiagge.
Scendendo si arriva a Porto, seconda città del Portogallo, nota per il suo vino "porto".
Scegliamo il percorso che scende a sud lasciando Mirandela per Vila Real dove giungiamo in breve tempo. E' obbligo visitare questa graziosa città dove troviamo per giunta un cortese poliziotto che ci fa da cicerone, evitandoci inutili giri. Stupende sono le chiese, quasi tutte dedicate a S. Antonio. L'animato centro fa da prologo ad un curioso mercato comunale al coperto, dove i settori merceologici sono divisi su diversi piani e ulteriormente divisi fra gli acquisti di grossi o piccoli quantitativi di merce. Non ultimo la visita al Mirador, uno sperone roccioso con una incantevole vista su tutto il territorio e su un canyon dove confluiscono due torrenti. Ottimo anche il punto di sosta poco distante dove si può pernottare in tutta tranquillità.
Siamo all'inizio del territorio di produzione del famoso vino "porto" e subito dopo pranzo tenendo buone le indicazioni forniteci ci dirigiamo verso Peso da Regua. La strada si insinua su e giù per le colline coltivate a vigneti senza interruzioni. Ogni tanto ci fermiamo per assistere alle operazioni di vendemmia su queste terrazze quasi inaccessibili. Deliziosi paesini punteggiano qua e la, come macchie di colore su un quadro, il verde dei vigneti e delle uve.
A Peso da Regua è un continuo susseguirsi di carri agricoli stracolmi di uva e un forte odore di mosto sovrasta ogni cosa. La cittadina è molto bella e animata, non si riesce a trovare un posto per parcheggiare se non lontano dal centro. Per giunta è giorno di mercato e le persone sono ancora più numerose. In questo periodo affluisce gente da tutto il territorio per la vendemmia. Posta su un colle che discende gradatamente al fiume Douro, questa cittadina è nota per il fatto che la maggior parte del commercio del vino "porto" viene trattato qui. Le case vinicole e le cantine si sprecano e numerose sono le manifestazioni in programma per la vendemmia. Obbligatoria una sosta anche di poche ore per tuffarsi in questa atmosfera variopinta e vivace.
Da Peso da Regua deviamo leggermente per Lamego, altro centro vinicolo, noto anche per il santuario della Madonna de los Remedios con l'imponente scalinata che dal paese sale fino alla chiesa (600 gradini). Sono appena terminate le feste e il paese è tutto decorato, tanto è vero che in alcuni casi abbiamo difficoltà a passare sotto i festoni rischiando di strapparli con l'antenna del cb. Assaporiamo un po' di questa sagra paesana, con qualche difficoltà a trovare posto e il nostro tentativo di raggiungere il santuario fallisce miseramente in quanto non troviamo la strada ! !. Non è raro in Portogallo, specialmente nelle campagne e nei piccoli centri, che la segnaletica sia un optional, molto spesso si deve intuire ad un incrocio quale direzione prendere.
Ritorniamo a Peso da Regua e iniziamo il percorso lungo il Douro con i suoi vigneti e gli unici incantevoli paesaggi. Certamente è uno dei migliori itinerari del Portogallo, fatto di piccole case, di trattorie, di vigneti, di cantine, il lungofiume e quel lento incedere dovuto alle strade e alla curiosità di guardare, vedere, toccare e perché no anche gustare. Numerose soste e visite a piccole cantine alla ricerca di buone bottiglie di vino.
Dopo tre ore di strada infame lungo il Douro, prima di Ribadouro deviamo per Cinfaes, tranquillo paese sulle colline, tra vigneti e frutteti dove pernottiamo, nella piazzetta principale, nella più assoluta tranquillità. Quassù, dispersi tra le colline e le montagne di questa regione trascorriamo, come in precedenti viaggi, una serata stupenda, immersi nei profumi dei fiori e nell'odore delle uve mature.
Facciamo il punto della situazione. Abbiamo due scelte: riprendere la strada del fiume per Porto o superata la Sierra di Montemuro scendere a Luso. Optiamo per la seconda soluzione. Il percorso si snoda sulle montagne in una infinità di curve, salite e discese vertiginose con panorami immensi verso ovest e strade… infami. Qua e là piccoli paesi dispersi in questa montagnosa macchia verde.
Arriviamo a Luso in una mattinata assolata e molto calda, giusto in tempo per entrare nelle Terme, gratuite, e fare scorta di acqua buonissima e fresca. Le Terme di Luso, molto note in Portogallo, sono assai frequentate dal turismo termale e la sera si può sostare vicino all'Hotel Terme in tutta tranquillità. Alle spalle di Luso si estende su un'immensa montagna il Parco del Bucaço. Impossibile non visitarlo sia per la bellezza e la notorietà del luogo che per il famoso albergo al centro del parco, capolavoro dell'arte manuelina, con i suoi giardini e l'annesso monastero del 1300. La visita richiede una intera mattinata e possiamo assicurare che ne vale la pena.
Lasciato il parco ci dirigiamo per Coimbra e poco prima deviamo per Cantanhede e Figuera da Foz seguendo la strada del mare, molto più bella e senza traffico. Deviazione per Cabo Mondego ove abbiamo la sgradita sorpresa di trovare la bellissima pineta completamente devastata dal fuoco.
Superiamo Figueira da Foz, molto "romagnola", sempre affollata e con le sue immense spiagge, e ci inoltriamo nella bella Foresta dell'Orso. La foresta è stupenda, molto meno o per niente la strada, dove possiamo constatare che la velocità massima è di 15 Km. orari!!!.
Approdiamo a Pedrogao, 40 km. a sud. Qui sul bellissimo lungomare sostiamo in un caldo pomeriggio sulle stupende spiagge in assoluta calma dove si gode veramente la vacanza. Paese di pescatori ha con il turismo cambiato faccia, salvaguardando però l'aspetto naturale delle sue estese spiagge e un po' meno il vecchio paese. Volevamo uscire a cena, ma tra doccia, pulizia del camper viene sera e la voglia ci passa. Più tardi siamo raggiunti da un camperista tedesco e anche questa volta non siamo soli.
L'oceano non ha fatto le bizze, la nottata è stata tranquilla e una splendida mattinata ci accompagna di nuovo nel nostro eterno peregrinare. Ci dirigiamo a Leiria, sulla N1 dove nel nostro primo viaggio (1989) avevamo incontrato il vero Portogallo e dove si viveva questa magica atmosfera. Capoluogo di questa verde regione con una bella cattedrale si trova poco distante da Fatima ove sostiamo (vedi piantina) per una rapida visita al Santuario, sempre suggestivo.
Dopo pranzo riprendiamo la rotta verso ovest e sosta obbligatoria a Bathala per rivedere la famosa abbazia-monastero.
Da qui per Alcobaça con un'altra famosa abbazia-monastero, da non tralasciare. Terminate le visite passiamo a Obidos che, a parere nostro, resta il più bel paese del Portogallo, anche se molto "turistico".
Situato su un colle questa cittadina fortificata conserva intatte le sue bianche case e le strade lastricate, le chiese tappezzate di azulejos e una prorompente vegetazione che spunta, s'aggrappa e orna qualsiasi cosa. Dall'alto del castello si può ammirare la laguna e la fertile campagna che faceva parte di questa cittadina.
La nostra curiosità ci spinge verso la laguna, mai visitata, per vedere le coltivazioni di mitili molto richiesti e assai gustosi. Purtroppo data la caratteristica dei luoghi non è possibile il pernottamento e dobbiamo ritornare verso Obidos e successivamente dirigerci per Peniche, famoso porto di pesca oceanica e dove possiamo gustare, ovviamente, dell'ottimo pesce nelle trattorie prima del porto.
Per il pernottamento ritorniamo sulla spiaggia di Baleal, 5 km. a est in completa solitudine fino a che non giunge ancora il camper tedesco della sera precedente. Obbligo a questo punto fare conoscenza. Una coppia di coniugi tedeschi, anche loro in giro per il Portogallo, non alla prima esperienza di queste strade e anche loro contagiati dalla voglia di vedere, non ultima la Foresta dell'Orso. Un feroce vento da ovest ci costringe a rifugiarci nel nostro camper. Il vento ci disturberà tutta la notte accompagnato da un violento acquazzone che però il nostro camper supera senza problema. Questa zona sta subendo a poco a poco l'invasione delle immobiliari, per fortuna non possono arrivare fino alle grandi dune di sabbia che fanno di questa spiaggia una delle più belle del Portogallo. Abbiamo potuto accertare che dopo la metà di settembre le spiagge sono quasi deserte e la temperatura è ideale per un bagno. L'isoletta di Baleal, si raggiunge a piedi attraverso una striscia di sabbia e l'antico borgo di marinai è stato ormai sostituito da bar, ristoranti, taverne e solo dopo una lunga passeggiata si può arrivare sul promontorio ad ovest per godere la stupenda bellezza dell'oceano.
Partenza a rilento, non sappiamo se fermarci o continuare. Decisione, si parte. Dopo aver percorso la strada litoranea per Cabo Carvoeiro fino al faro, seguendo il percorso delle scogliere, scendiamo, a piedi, lungo i vari percorsi sulle rocce indicati con diversi nomi e sempre a strapiombo sull'oceano.

Oggi dobbiamo scoprire alcune spiagge che non abbiamo mai visto ne sperimentato. Passiamo da Lourinha e alla Praia de Areja Branca al termine di un percorso orribile ma che poi viene ripagato dalla sosta sulla spiaggia. La seconda è la Praia di Porto Novo e subito dopo la Praia di S. Cruz. Ogni descrizione sarebbe riduttiva, meglio vederle e sostarvi (possibile la sosta notturna e rifornimento acqua, su tutte le spiagge portoghesi si trovano acqua e servizi igienici per gli scarichi a cassetta). Il percorso litoraneo è molto bello anche se in un continuo saliscendi fino a Ericeira.
Su questo percorso una infinità di mulini a vento spuntano sulle colline rivolte all'oceano ed in uno di questi ci fermiamo. Accolti da un simpatico quanto allegorico vecchietto che ci illustra i vari meccanismi del suo ben conservato mulino. In serata arriviamo a Ericeira, una delle località marine più note e visitate. Le accecanti case imbiancate di calce, i muretti ornati di fiori e azulejos, le strade del centro storico lastricate da variopinte piastrelle in ceramica e da stupendi fiori, fanno certamente di questa città un luogo ove trascorrere una piacevole giornata. Sostiamo lungo le balaustre che si affacciano sul mare con una visione immensa sull'oceano e su Cabo da Roca il promontorio più ad ovest del continente europeo.
Domani sera saremo lì e poi Lisbona..

 

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