Tra fiordi, abeti e laghi

(lontani da Capo Nord)

 

Testo e foto di Gianni&Rosanna

Lo so, lo so, Maura, tu vai sempre verso sud, sui lidi mediterranei, noi invece stavolta, abbiamo voluto provare le ebbrezze dei mari del nord, quelli che fanno rabbrividire al solo pensiero, ma che gli indigeni usano come se fosse la calda acqua di una vasca da bagno. Quindi stai calma e ascolta cosa ti dico…
Dai ricordi spunta questo nostro viaggio-vacanza nei paesi nordici, con nessuna velleità di esploratori, ne la smania di arrivare a Capo Nord ad ogni costo. Il tempo a disposizione è poco e quindi occorre concentrare ed essere brevi nelle nostre divagazioni. Comunque… Le tanto attese vacanze nei paesi nordici si sono rivelate molto interessanti e positive. Unico neo la sottovalutazione, in fase di preparazione del viaggio, delle enormi distanze nei paesi scandinavi, specialmente in Norvegia e soprattutto se non si vuol fare della vacanza "una toccata e fuga". Ciò non ci ha consentito di visitare tutto quello che avevamo previsto e una serie di piccoli contrattempi non ci ha permesso di svolgere l'itinerario secondo i nostri desideri.
Partenza, solito itinerario per Como, poi autostrada per Bellinzona, S. Bernardino, Chur, Bregenz, Lindau. Questo primo tratto riserva una serie di paesaggi alpini spettacolari, sempre superati con gran fretta. Inoltre questo percorso è molto più veloce di quello passante sia per Basilea che per il Brennero, quantomeno per chi parte da Bergamo e zone limitrofe. Qui sul S. Bernardino nasce il Reno che, dopo aver percorso migliaia di chilometri e attraversato molte nazioni, sfocia in Olanda. Alla sorgente è ancora un ruscello ma mostra già il carattere di grande fiume. Scendiamo verso Chur, la capitale dei Grigioni, terra dei miei lontani antenati, si, hai capito bene, io provengo da quelle parti ma non so quando il mio antenato emigrò sulle montagne orobiche…, e verso il lago di Costanza a Bregenz, superando prima il Liechenstein e poi l'Appenzell, località visitate in un meraviglioso inverno con 80 cm. di neve e senza catene!!!!. Seguiamo la deviazione per Dorbirn in Austria seguendo la nazionale per Bregenz, evitando il pagamento della vignette autostradale. Proseguendo arriviamo alla frontiera tedesca e entriamo nell'Allgau, di cui ti racconterò un nostro weekend… lungo, terra di noti formaggi e di pascoli, e si sente…
Sosta e pernottamento a Wangen im Allgau, bellissima cittadina adagiata sulle verdi colline bavaresi. Caratteristico il centro storico della cittadina con porte medievali ben conservate e un meraviglioso quanto attraente negozietto di giocattoli in legno.
Si riprende il cammino entrando nell'autobahn A7 che sale dritta verso il nord della Germania fino ai confini con la Danimarca. Superata la bella città di Ulm, si punta dritti per Rothenburg ob der Tauber la frequentatissima cittadina sulla Romantische Strasse, nota per le sue bellissime case a graticcio e le mura medievali. Sosta e visita alla città, con molta folla in attesa dell'uscita del carillon con i due personaggi, simbolo della città, dalla facciata del palazzo del municipio
Si prosegue per Kassel e a Gottinga uscita per Dransfeld con una sosta e pernottamento nel campeggio Am Hohen Hagen , già visitato in precedenti spedizioni al nord, situato su una collina tra boschi e prati, lontano dal caldo afoso della pianura e ben attrezzato di strutture sportive. Lungo questo tratto, un po' monotono, scarsi sono gli interessi se non fosse per le belle città attraversate. La zona finale sull'altipiano dell'Harz riserva sempre delle sorprese se si ha il tempo di lasciare l'autostrada e inoltrarsi in questa zona montuosa, ma te ne parlerò in altra sede.
Pioviggina, l'autostrada è trafficata di automezzi pesanti che avanzano lentamente sulle montagne dell'Harz per poi gravitare su Hamburg, dove siamo diretti e che abbiamo visitato più volte.
Una lunga tirata fino alla grande città tedesca superata, anzi, sottopassata nell'enorme tunnel del fiume Elba. Nel suo immenso porto sono stipati sulle banchine centinaia di migliaia di containers, strade che la sottopassano e la sovrappassano come il bellissimo Elbabrucke, il grande ponte con le sue elicoidali rampe di accesso. Sosta pranzo a nord della città in un'area autostradale dove abbiamo la gradita sorpresa di trovare un camper service, sempre utilissimo per i camperisti.
Ha smesso di piovere e riprendiamo il viaggio attraverso lo Slewing Holstein terra di castelli e guerrieri. Superiamo Kiel e in poco tempo siamo a Flensburg alla frontiera con la Danimarca. Il traffico delle autostrade tedesche è oramai un ricordo. Entriamo in questo territorio e subito vengono alla mente i paesaggi delle favole. Verdi pascoli, fattorie linde e coloratissime, paesi dispersi, un pugno di case e una chiesetta dal caratteristico campanile bianco con il tetto spiovente.
Lasciamo lo Jutland e entriamo sull'isola di Fyn o Fionia attraverso il grandioso ponte che ci porta ad Odense. Poco prima della cittadina ci fermiamo per la tappa notturna in un campeggio a Blommersmhit, 9 km. dalla città. Un campeggio delle "bambole", con i servizi posti in graziose casette, un laghetto, delle chiassose anatre, tutto come in una fiaba.
Abbiamo seguito questo itinerario per evitare l'autostrada per Lubeck e Puttgarden non quanto per l'imbarco ma per la possibilità, non remota, di trovare colonne sulla strada che porta alla cittadina portuale, situazione che ci era capitata per ben due volte nel passato, quando giravamo ancora in roulotte e bimbetto al seguito. Seguendo la strada che porta nel Nord Jutland si arriva più velocemente in Norvegia o quanto meno si hanno più possibilità di imbarco e di trovare traffico turistico più scarso.
Visitiamo Odense, sempre bella e "favolosa" come nelle fiabe di H. C. Andersen che qui è nato e vissuto. Una colazione a base di smorrebröd, fette di pane imbottito di ogni ben di dio, tanto per restare in sintonia con i danesi. Lasciamo Odense e ritorniamo sulla strada per Fredericia, Aarhus e Alborg immersi nel paesaggio danese, bello e rilassante. Poco traffico sulle strade, ci portiamo in breve tempo fino a Frederichshvan, il porto d'imbarco per la Svezia.
Primo inconveniente e prima smentita a quanto detto precedentemente: non troviamo posto per il traghetto notturno prendiamo i biglietti e pernottiamo in un bel campeggio vicino al porto. Abbiamo tralasciato in questo tratto, ed è un peccato, la visita a quelle cittadine del Nord Jutland così belle e tranquille. Siamo in compagnia di un altro equipaggio, molto frettoloso. Forse la fretta molto spesso è cattiva compagna di viaggio
Imbarco alle ore 8,00 per la traversata Frederichshvan-Goteborg con una nave della Stena Line, piena fino all'inverosimile. Tre ore e mezzo di navigazione e arrivo nello stupendo fiordo di Goteborg in una giornata tersa e dalla temperatura frizzante. Abbiamo lasciato le verdi praterie danesi e arriviamo tra le immense foreste della Svezia. Un paesaggio inconsueto ai nostri occhi, la grandiosità delle foreste e degli spazi, minuscoli paesi nascosti in questa massa oscura e profumata..
Verso sera, dopo aver "veleggiato" tra i numerosi fiordi della costa svedese, superiamo la frontiera con la Norvegia e ci fermiamo in uno stupendo porticciolo, un po' fuori mano a Hoysand, trovato per caso dopo aver girovagato per più di un'ora causa la svista di un cartello, neppure menzionato dalla carta stradale. Nottata silenziosa e tranquilla, immersi nella natura ai bordi del mare. Una annotazione. Il campeggio libero è tollerato se si rispettano le buone norme di comportamento. Non abbiamo mai avuto problemi, anzi abbiamo trovato grande simpatia e disponibilità.
Siamo poco lontani da Oslo e una veloce autostrada ci conduce in meno di due ore al campeggio di Ekenberg, ben indicato, posto su una collina che domina la città e a pochi chilometri dal centro. Ci sistemiamo e dopo pranzo scendiamo con l'autobus, che passa poco fuori il campeggio, a visitare la città. La prima impressione è quella di una città un po' "fredda" non meteorologicamente parlando. Palazzi moderni, centro pedonale trasformato in un enorme emporio e solo i musei e i giardini salvano questa città nordica dalla sufficienza. Dopo aver vagato alla ricerca di qualche posto caratteristico rientriamo in campeggio, se non altro per assistere al tramonto che non avviene mai. Sono le 23,30 e il sole è ancora sulla linea dell'orizzonte e purtroppo il sonno ci toglie la soddisfazione di vedere la vera fine del giorno e l'inizio del successivo.
Il sole è già alto quando ci svegliamo, sembra mezzogiorno e invece sono solo le 8. Ripartiamo nuovamente per visitare Oslo. Scendiamo al porto e al Palazzo Reale giusto in tempo per vedere il cambio della guardia, l'interessante parco delle statue Vigeland e i musei del Kon-Tiki e dei Vichinghi. Una capatina nella zona pedonale e verso sera rientro al campeggio. I prezzi sono proibitivi, mangiare una pizza (sich) costa un mutuo, un pomodoro un'eredità, ecc.. e il campeggio non è da meno, senza corrente elettrica, anche se noi siano autosufficienti, ma che crea problemi all'altro equipaggio, che ci accompagna, che ha bisogno di ricaricare le batterie.
L'altra coppia in camper ci lascia per altra destinazione e noi, lasciata Oslo, ci dirigiamo a sud per Larvik, famoso porto d'imbarco per la Danimarca e subito dopo deviazione verso Parsgrunn a nord, all'interno di questa regione. Questa tappa, molto interessante, passa tra le zone storiche della Norvegia, prima fra tutte il Telemark con i grandi massicci montuosi che degradano fino al mare e le grandi foreste e laghi cristallini nella prima parte. Giornata stupenda, visita alla Stavkirke di Heddal, la chiesa tutta in legno vicino alla cittadina di Notodden su un bellissimo lago. Chiesa meravigliosa, forse la più bella della Norvegia, con tanto di divieto di fotografare, di fumare e… sospirare. Tutto intorno, in bellissimo parco-giardino con le omnipresenti betulle e il piccolo e semplice cimitero. Pomeriggio passato tra queste bellissime colline con numerose possibilità di sosta e verso sera ci fermiamo nel parcheggio di un drugstore di Vinje tra abeti e il lago.
Il sole è ancora alto e sembra invitare ad andare avanti, ma è più saggio fermarsi. Le strade della Norvegia sono belle e ben tenute ma molto spesso sono strette, piene di curve e gallerie e dopo aver viaggiato tutto il giorno è meglio concedersi delle pause un po' più lunghe e rilassanti. Più tardi veniamo raggiunti da un camper di una coppia italiana di Savona, di ritorno da Bergen. Qualche scambio di informazioni, poi la stanchezza si fa sentire e quindi tutti a nanna.
Salutiamo gli amici savonesi e lasciata Vinje entriamo nella zona montuosa dell'Haucheli. Non ci sono parole per descrivere questa zona. Un altopiano a 1.100 mt s.l.m. con ghiacciai perenni e una infinità di laghi dove affiorano piccoli iceberg, cascate da ogni parte e non ultimo la cornice delle foreste di pini e betulle. Si percorre la strada che attraversa perpendicolarmente l'altipiano e, in alcuni periodi dell'anno, tempo permettendo, si può attraversare il ghiacciaio con una strada quasi parallela ma di qualche centinaio di metri più alta. Una ripidissima strada ci porta a fondo valle dove, lasciata la nazionale per Haugesund, deviamo per la N 13 dove hanno inizio i fiordi che dovremo costeggiare per un centinaio di chilometri su una strada stupenda ma tortuosissima, una infinità di gallerie senza luce e per giunta strettissima. Il paesaggio però ripaga di questa fatica, passando e ripassando da una emozione all'altra. Non ci sono problemi per la scelta di un parcheggio per la sosta, sempre e ovunque si è davanti ad un paesaggio incomparabile.
Arriviamo a Sand una piccola cittadina dove possiamo rifornirci di gasolio e acquistare il pane e altre cose. Se ne incontrano poche su questo tracciato, saranno si e no cinque le località degne di un nome. Una stazione di servizio, rifornita all'inverosimile di ogni cosa, serve per qualsiasi esigenza. Un simpatico barbuto gestore ci indica la sua "stazione di servizio" per camper. Una sciccheria: pozzetto autopulente, rifornimento idrico, self-lavaggio per camper, tavolini e sedie, il tutto gratuito e a nostra disposizione.
Non abbiamo capito se tutto questo derivava dal fatto di aver acquistato pane e gasolio o se rientrava nella sua squisita cortesia.
Si riparte inoltrandoci profondamente nei fiordi e qui incontriamo l'unico ponte dopo centinaia di chilometri. Siamo diretti al Preikestolen, il pulpito, l'enorme balcone di roccia a picco sul Lysefjord, ma prima dobbiamo superare il fiordo con un traghetto. Breve incontro con un camperista tedesco in difficoltà "meccanica" con un mezzo nuovo nuovo da sentirci ancora la "puzza".
Purtroppo ha problemi di pompa e con tutta probabilità dipende dal gasolio che da un esame risulta molto scuro. Pratico una sommaria pulizia del filtrino della pompa (molto sporco), qualche lieve beneficio ma dovrà adattarsi prima a travasare il gasolio e sostituire poi i vari filtri. Lo lasciamo intento a bestemmiare tedesco in compagnia della sua frau anch'essa piuttosto infastidita da questo inconveniente.
Era tanto bello il porticciolo che volevamo fermarci e siamo rimasti lì un po' titubanti sul da farsi. Breve attesa e poi l'imbarco. Abbiamo la possibilità di ammirare un panorama irripetibile durante la breve traversata e allo sbarco veniamo a conoscenza che ci vogliono ancora 60 km. per arrivare al "pulpito". Sono già le cinque di sera ma pensiamo di farcela. Infatti arriviamo ai piedi della strada che porta, in sei km., al parcheggio (a pagamento) del Preikestolen. Giunti al parcheggio ci troviamo davanti al bel cartello di divieto di pernottamento!!!!!. Lasciamo il camper e partiamo all'avventura. Però, e in tutte le cose c'è sempre un però, non avevamo fatto i conti con i cartelli che indicavano i tempi di percorrenza a piedi per arrivare in cima, poi alla difficoltà di certi punti della salita e non ultimo alla stanchezza per aver viaggiato tutto il giorno. Ma i viaggiatori per caso affrontano sempre l'incognito con incoscienza, forse per non dover ammettere, poi, che molto spesso occorre un attimo di pausa e di riflessione. Per concludere, dopo esserci "sparati" una salita di un'ora e mezza e quando mancava poco alla meta, stanchi, sudati, affamati, disidratati e soprattutto "scoppiati", siamo ridiscesi al campo base, senza però aver ammirato dall'alto un tramonto sul mare davanti a Stavanger e tutta la baia del fiordo. Nel parcheggio incontriamo una simpatica coppia di anziani camperisti milanesi alla ricerca di informazioni sulla escursione al "pulpito" e che ci aspettavano avendo notato il nostro camper. Erano le otto di sera, stanchi morti, affamati e sudati immaginatevi quale poteva essere il consiglio, considerato che volevano salire con delle calzature a dir poco inadatte. Meglio rimandare a un'occasione migliore. Insieme trascorriamo la serata in un parcheggio sul Lysefjord vicino al traghetto con le luci della cittadina da sfondo e una luna che fungeva da lampione. Mai notte fu così incredibilmente bella e tranquilla.
I nostri amici partono presto in direzione di Stavanger per rifornirsi di gpl, noi invece rifacciamo la stessa strada N13. In una stupenda giornata di sole ripassiamo per l'Haucheli sulla fantastica strada del ghiacciaio con qualche problema per un ruscello che aveva allagato la sede stradale. Itinerario spettacoloso, con immensa vista su tutto l'altipiano e diverse soste per riprendere con la videocamera. Per la notte ci fermiamo a Notodden, cenando seduti ad un tavolo all'esterno di un supermercato, cosa normalissima per i norvegesi, dove avevamo acquistato del pesce, del pane nero e della birra, analcolica, l'unica reperibile. Tappa molto lunga non per i chilometri percorsi ma per la strada e le molteplici soste sul percorso. Sull'altipiano tra i laghetti eravamo stati tentati dall'entrare sotto una cascatella dove imperterriti norvegesi, si bagnavano come se niente fosse alla faccia di tutti coloro che si schifano, se l'acqua non ha almeno la temperatura da… meglio lasciar perdere… Il tentativo di immergere solamente i piedi ci ha fatto desistere. Per la cronaca: misurata la temperatura dell'acqua +8°C. Sempre su questo altipiano, fermi davanti ad un tabellone informativo, incontriamo una simpatica, biondissima nonché bellissima ragazza danese (sich!!!!! di meraviglia) che parlava perfettamente italiano. Lavorava a Milano e ci aveva individuati, pure lei, dalla targa. Era di passaggio e si recava da parenti che abitavano in questa zona. Come è piccolo il mondo!!!.
Abbiamo avuto modo di fermarci su un'area di sosta in mezzo alle montagne e alla foresta bevendo l'acqua che sgorgava da un ruscello, sentire la sola voce del vento e degli uccelli, immaginandoci l'atmosfera delle nostre città che a volte ci tornavano in mente come un incubo. Breve passeggiata serale sul lago dove galleggiavano migliaia di tronchi d'albero.
Ci dirigiamo verso Oslo, obbligati ad attraversarla, l'unico sistema per passare da ovest ad est evitando il lungo giro attorno alla capitale. L'ingresso in Oslo si paga, in compenso la viabilità è ottima e scorrevole. In poco tempo attraversiamo in tunnel la città per dirigerci con la E18 verso la Svezia. Il panorama cambia repentinamente lasciando i freschi rilievi norvegesi alla pianura svedese, boscosa e lacustre e stranamente calda. La strada diventa un nastro che corre tra immense distese di conifere con qualche cittadina, molto animate, sparse in questi paesaggi affascinanti ma quasi monotoni.
Lo spazio non manca agli svedesi come ai norvegesi e certamente si capisce perché la natura è così viva e intatta. Sul tracciato ci fermiamo a Orebro con il suo stupendo castello e i suoi giardini, con qualche nostra "operina" per aver imboccato un senso unico, aver percorso qualche metro nella zona pedonale, per uscire dalla scabrosa situazione in cui ci aveva messo un'auto parcheggiata male e che ci obbligava a questa manovra, sotto l'occhio attento e severo di un allibito vigile che si era arreso all'evidenza e al ….."camper".
Sosta serale Cristinehamm, altra bella città su uno stupendo e limpido fiume che attraversa la città e sfocia nel vicinissimo lago. Insolitamente calma e con poche auto, ci fermiamo in pieno centro dove è vietato circolare con le moto dalle 22,00 alle 8,00 e possiamo giurare che non "scorrazzano". Sulle autostrade, dove il limite è di 110 km./orari, non si va oltre. Sembra un sogno vedere tutti i veicoli che si spostano sulla destra per agevolare il sorpasso e che ti salutano e ringraziano quando li lasci passare. Certamente non hanno copiato il modello italiano, anche se qualche volta giunti in Italia si lasciano travolgere dal nostro stile. Transeat.
Riprendiamo il viaggio seguendo la statale per Stoccolma immersi nuovamente in una natura sempre più bella. In una stazione di servizio veniamo avvicinati da due simpatici ragazzi che ci offrono depliants e ci illustrano la bellezza del loro territorio e ci invitano a visitarlo, indicandoci pure dove possiamo sostare in campeggio o nei parcheggi. Come da noi.
Laghi e foreste di abeti, larici e betulle si susseguono senza interruzioni fino a Vasteras, capitale dell'omonimo comprensorio ricco di attrazioni naturali e laghi con temperature adatte ai soli "svedesi". Le soste per curiosare sono infinite, tutte le scuse sono buone o per andare a vedere qualche paese dal nome simpatico e strano o per lasciare il camper e inoltrarci per una salutare passeggiata nei boschi seguendo l'ottima segnaletica… Constatiamo che nonostante la latitudine fa molto caldo. Da quando siamo entrati nella penisola scandinava il tempo è sempre stato ottimo e qui in Svezia anche la temperatura si è alzata notevolmente sfiorando in alcuni casi i 30° gradi.
Nel primo pomeriggio arriviamo a Stoccolma, un dedalo di strade e autostrade che percorrono la città entrando e uscendo da sotto il mare e le case, quasi a mimetizzarsi e non disturbare la bellezza di questa città. L'atmosfera è limpidissima, il cielo azzurro fa da contrasto a un mare blu scuro e pulito e non sono pochi gli svedesi che fanno tranquillamente il bagno davanti all'isolotto del Palazzo del Comune. Posteggiamo il camper vicino al museo del Vasa, in ottima posizione per visitare Stoccolma. Il sole non tramonta mai e fino alle 23,30 giriamo tranquillamente la città con una infinità di traghetti che portano da un capo all'altro e sostare nei meravigliosi parchi sparsi sugli innumerevoli isolotti. Nel parcheggio a pagamento, , ci lasciano sostare gratuitamente la notte… però.. al mattino monetine alla mano per pagare. Con noi ci sono altre tre equipaggi, tutti del nord Europa, scambio di impressioni sul tempo e sulla possibilità di sostare quasi in centro e intanto piano piano avanza la notte, ma, forse è solo suggestione, pare stia già spuntando l'alba all'orizzonte. Meglio andare a letto, questa storia della luce e del sole a mezzanotte ha stravolto i nostri bioritmi e le nostre capacità mentali.
Visitiamo il Museo del Vasa, poco distante, il famoso galeone del '600 affondato dopo 200 metri del viaggio inaugurale nel porto di Stoccolma e ripescato 300 anni dopo, restaurato e restituito nella sua originale bellezza agli occhi dei visitatori. Una rapida corsa nel centro cittadino per vedere il cambio della guardia a Palazzo Reale e una rilassante pausa nel grande centro della città. Pranzo veloce con due fette imbottite con del pesce e di nuovo per la città a scoprire i suoi angoli caratteristici, la sua gente il modo di fare e di vivere. Stanchi rientriamo al camper e dopo una breve pausa optiamo per uscire dalla città a dormire, la seconda notte dobbiamo passarla altrove. Ci dirigiamo verso Norkoping fermandoci, in tarda serata, in una grande area autostradale della E4 a circa 120 km. a sud di Stoccolma, soli e questa volta senza compagnia. L'area è molto bella, un parcheggio appartato non disturbato ai margini di un grande bosco di abeti da cui giungono tutti i rumori e i profumi della natura. Ci sono delle fragoline lungo il ciglio, ma tanto minuscole che non le cogliamo.
Breve sosta a Norkopping stupenda cittadina sull'omonimo lago e quindi lasciamo la E4 per la N206 fermandoci nella caratteristica città di Vadstena. Qui un cortese signore, vista la nostra perplessità a fermarci in un parcheggio non adatto alle nostre "dimensioni", ci guida in un altro parcheggio, molto più spazioso, dove già sostano altri camper. Bellissimo il castello sul lago e il caratteristico centro storico dove abbiamo la gradita sorpresa di assistere al campionato regionale della lavorazione al tombolo. Inutile descrivere la bellezza dei lavori, tutta la città è invasa da questi appassionati e non ci sottraiamo all'acquisto di un minuscolo lavoretto al tombolo, giusto il ricordo di questa città.
Nel pomeriggio, dopo un ampio giro prendendo la N50 arriviamo a Granna, notissima città lacustre. Parcheggiamo per la notte nel grande posteggio al termine della strada che porta al traghetto in compagnia di altri due amici camperisti. Molto affollata da turisti è il modello svedese di città lacustre rimasta quasi intatta, sempre nel rigoroso rispetto della natura. Si ha il sospetto che qui nei paesi scandinavi prima venga la natura poi l'uomo e le sue esigenze. Serata calma e calda che fa stupire gli stessi svedesi che danno una grande importanza alle condizioni meteo di quest'anno. Trascorriamo la serata visitando le varie botteghe artigiane con pregevoli lavori in pelle, vetro e ceramica e poi passeggiando sul lungo lago in attesa del tramonto. La giornata qui è veramente lunga, ma non mancano certo i motivi per trascorrerla piacevolmente. Siamo tentati di assaggiare una tipica zuppa locale, ma optiamo per qualcosa di più familiare, gelato per Rosanna, caffè o meglio, per ripetere il caro Totò, una "ciofega", per me. Nonostante l'aspetto acquoso non era male.
Riprendiamo la E4 con direzione Helsingor. Il paesaggio continua nella sua bellezza di abeti e laghi, piccoli paesi dai colori intensi e rassicuranti. Deviamo per la strada N25 poi per la E6 e infine la N115 per Torekov, località balneare sul mare. La cittadina, importante porto turistico, si può subito constatare dalle migliaia di barche di ogni grandezza all'ancora. Troviamo un tranquillo posteggio proprio sulla banchine, anche qui in compagnia di altri due camperisti (S e D). La giornata è bellissima e straordinariamente calda. Giriamo per la zona, con un timido tentativo di bagno, ma preferiamo andare alla scoperta di qualcosa di più eccitante, come il porto dei pescatori. Ci sono molte turisti ma il posto è assai tranquillo.
Durante la consueta passeggiata serale soccorriamo un ragazzo caduto malamente dalla sua mountain bike a causa della rottura del freno. Serie ferite ad una gamba ma niente di preoccupante. I nostri tentativi di farlo adagiare sul camper vengono cortesemente rifiutati, ma solo perchè aveva il timore di sporcarlo. Lo accompagniamo al vicino ufficio informazioni, dove viene fatto intervenire il pronto soccorso.
Siamo poco lontano da Helsinborg da dove ci imbarcheremo per la Danimarca e così terminiamo la giornata dando un'occhiata al percorso di domani.
Non c'è traffico sulla grande arteria E6 che porta a Helsinborg e in poco tempo arriviamo al terminal d'imbarco. Le operazioni sono velocissime, specie se fatte con la carta di credito, senza scendere dal camper. In meno di quindici minuti siamo a bordo in attesa della partenza. Non c'è tempo neppure per un caffè, la traversata dura solo venti minuti e perciò saliamo sul ponte ad ammirare le manovre della nave. Da lontano si può già ammirare, in terra danese, il grande castello di Helsingor noto a tutti come il castello di Amleto. Sbarchiamo e veloce spostamento al castello per la rituale visita. Dai baluardi si può ammirare la terra svedese, quasi a portata di mano. C'è molta gente, del resto chi passa da queste parti non può tralasciare questa visita. Lasciamo il castello e ci dirigiamo verso Roskilde famosa per il museo delle navi vichinghe ritrovate nel prospiciente lago. Visita e breve sosta.
Lasciamo la strada interna per dirigerci ad ovest, al promontorio di Kalunborg lungo una strada in mezzo ad una immensa foresta ove ogni tanto spuntano stupendi castelli e dimore regali, oltre a daini e qualche lepre. Sembrava il paese delle fate ma al termine abbiamo l'amara sorpresa di trovare il divieto di campeggio, comunque ne è valsa la pena per trascorrere un bel pomeriggio in completa solitudine in mezzo alla natura. Peccato quel cartello!!!
Ritorniamo sui nostri passi e a Gorlev, un tranquillo borgo, pernottiamo nel parcheggio della chiesa. Abbiamo scorrazzato tutto il giorno e in men che non si dica si è fatta sera inoltrata. Uno stupendo tramonto ci accompagna nel nostro quotidiano riposo.
Passiamo nello Jutland per il nuovissimo ponte che rende così più veloce il collegamento con Copenaghen e il resto della Danimarca e dell'Europa. Ci fermiamo a Nyborg, piena all'inverosimile di turisti, a pranzo in un chiosco all'aperto, per due gustose salsicce e patate fritte, seguite da una buona birra (c'era solo quello da mangiare!!!) . Fa caldo e così pensiamo di dirigerci verso sud all'isola di Langeland. Conversione verso sud con passaggio e sosta a Svenborg, molto bella e poi a Simmerbolle, da dove parte un altro traghetto per Copenaghen. Un itinerario da fiaba e al termine, questa sottile isola boscosa dove a malapena si intravedono i paesi.
Lungo la strada visitiamo il castello di Borreby, stupendo e introvabile nel dedalo di stradine di questo territorio. Siamo soli nella visita, il castello però non è visitabile nella parte abitata, ma abbiamo però modo di entrare nella grande corte e nelle fattorie dove si produce un ottimo formaggio locale. Per non parlare dei fiori e delle serre e se non fosse per dei lavori di scavo nel parcheggio esterno, ci saremmo fermati per una notte.
Sull'isola una serie infinita di servizi per campeggiatori sia di terra che di mare e a Rudkobing pernottiamo in un bel parcheggio del centro cittadino. Ci potevamo fermare sul mare presso il grande prato del campeggio nautico, ma la presenza del forte vento disturbava non poco. Serata trascorsa a far compere nel negozi e nell'animato mercato nell'isola pedonale, con acquisto di un moderno lampadario. Ci mancava e non capisco come mai nei nostri viaggi siamo attratti da questo genere di oggetto. Immancabile gelato e solita ciofega, ma non desistiamo.
Lasciamo Rudkobing per dirigerci verso Egeskov, il più famoso dei castelli danesi. L'immenso parcheggio è gremito di auto e troviamo coda all'ingresso. Ben poca cosa per entrare in questo paradiso di piante, fiori, boschi, laghetti e tanta pazienza e lavoro per tenere in ordine questo gioiello. Passiamo l'intera mattinata nel castello, nello stupendo giardino con enormi e rari alberi, l'immancabile visita al "garage" del padrone di casa con stupende auto d'epoca e nel piccolo museo di oggetti da lavoro contadini. Usciamo e pranziamo a bordo del camper. All'ingresso la fila si è ulteriormente allungata e il tempo sta cambiando, comincia a piovigginare, del resto qui la pioggia è una caratteristica del paesaggio, diversamente non saremmo in Danimarca. Ma la gente neppure si accorge di questo inconveniente, continua imperterrita le proprie abitudini come se niente fosse.
Nel pomeriggio partiamo per Fredericia, deviazione verso sud per Flensburg con ulteriore deviazione per l'isola di Als e nella cittadina di Augustenborg, calma e tranquilla con un bel castello ci ospita per la notte. Qui vicino si trova la dimora della regina madre nel bel mezzo di un enorme parco e il tutto è visibile quando la padrona di casa è assente.
Mattinata sul variabile e quindi passaggio al castello della regina madre. Al locale Ufficio informazioni ragguagli sulle modalità di visita con dovizia di particolari e di materiale e eventuale prenotazione. Ma la Signora è in casa, quindi non è conveniente disturbarla, meglio dirigerci altrove. Superiamo la frontiera tedesca scendendo velocemente per Kiel e Hamburg dove usciamo a HH-Stellingen per fare spese. Questa uscita evita di entrare nel centro città e si può accedere ai supermercati a 300 mt. dal raccordo autostradale. Lungo la strada (Kielerstrasse) si trovano due campeggi e da qui con la metropolitana si raggiunge il centro in breve tempo. Fatte le spese e gasolio, riprendiamo l'autostrada passando sotto l'imponente Elbetunnel, il passaggio autostradale sotto l'Elba e il porto di Hamburg.
Il caldo comincia a farsi sentire e arrivati a Hannover ci fermiamo per la notte in un'area autostradale, sempre in compagnia di molti camperisti. Sono circa 20 gli equipaggi presenti, di italiani manco l'ombra. E' una costante dei nostri viaggi incontrare pochi italiani, sembra quasi una combinazione, anche se il periodo non è strano o fuori stagione.
Cambiamento di programma. In luogo dell'autobahn A7 che ci porterebbe direttamente verso sud deviamo per la A5 e poi per la A3 verso Koblenz e Trier e i confini con il Lussemburgo effettuando cosi un lungo semicerchio verso ovest.
La nostra imprevedibilità è proverbiale, niente e nessuno può sospettare quello che faremo domani, neppure noi stessi. Arriviamo a Koblenz in un pomeriggio torrido, con traffico quasi assente e quindi passaggio sulla strada nazionale lungo la Mosella. Era la prima volta che transitavamo per questa zona e onestamente mai pensavamo di trovare un paesaggio così bello. Diversamente dal tragitto lungo il Reno, dove il paesaggio è più industrializzato, qui tutto è rimasto campestre, genuino, senza nessuna forzatura ne smanie turistiche, che esistono ma sono ben distribuite nei piccoli paesi lungo le anse di questo fiume. Giriamo in lungo e in largo, salendo e scendendo dai vari paesi collocati in cima alle colline, con panorami molto belli, passando da una riva all'altra del fiume superando stupendi paesi. e alla fine ci fermiamo sul fiume a Eller, grazioso borgo tra estesi vigneti. Il pomeriggio e la nottata sono torride, pensavamo che lungo il fiume la temperatura fosse più accettabile e invece abbiamo 36° di temperatura esterna alle 17,30!! Con noi si aggiungono altri due equipaggi (D e NL) che partono sparati in bici ma dopo dieci minuti ritornano disidratati e si piazzano all'ombra del loro camper e da lì non si schiodano più. Passeggiamo fino a notte fonda sulle rive del fiume, ove sostano due barche per il campeggio fluviale (altra esperienza da fare prima o poi abbinando camper e bateaux, vero Maura?? e quel viaggetto che abbiamo programmato, chissà come chissà quando, lungo i canali di Francia, che ne dici??). IL caldo si fa sentire tutta la notte e solo verso l'alba si sente un po' di fresco.
Seguiamo il corso della Mosella, dove non mancano punti incantevoli per fermarsi, cosa che facciamo con estremo piacere. Qui si entra e si esce dalle frontiere tedesche, lussemburghesi e francesi in men che non si dica e finalmente, dopo aver superato la frontiera lussemburghese, entriamo in Francia a Metz. Un po' di pasticci per via del traffico e trovato un posteggio facciamo una capatina in centro città. Successivamente seguiamo la strada che ci porta a St. Diè (ottimi chocolatier), troppo calda per pernottare preferendo, per la notte, il Col du Bonhomme al culmine dei Vosgi dove possiamo finalmente riposare al fresco delle grandi abetaie. Località montana nota per le piste da sci, molto frequentate dai camperisti francesi. Si trova poco lontana da Colmar e dalla Germania, ottimo punto di sosta e di partenza per interminabili passeggiate nei boschi. Cosa che facciamo dopo cena per smaltire la calura accumulata durante il giorno.
Siamo al termine del nostro lungo viaggio e dopo aver superata la bellissima Colmar arriviamo a Basilea, confine F-CH. Pensavamo di fare una sosta ma lavori di ampliamento delle strade ci costringono ad un lungo ed estenuante giro della città. Cosa strana poiché normalmente il passaggio dalla frontiera fino all'imbocco dell'autostrada che ci porta a sud avviene in poco tempo. Altra cosa rimandata nel tempo.
La notizia ricevuta in C.B. di un enorme ingorgo al tunnel del Gottardo e dell'attesa di circa 5 ore per entrare in Italia a Chiasso, sconvolge in un primo tempo la nostra intenzione di rientrare a casa. Questo tragitto, fatto decine di volte, non riserva sorprese, se non quelle del traffico in determinati periodi. Del resto siamo a fine luglio e i vacanzieri nordici calano in massa e per loro intruppati e incolonnati è l'anticipo di quello che avverrà sulle spiagge nostrane. Continuiamo la nostra strada attendendo notizie aggiornate sul traffico. Nel primo pomeriggio a Altdorf, ai piedi della lunga salita al tunnel, abbiamo notizie fresche sul traffico da un amico camionista che ci rassicura, sempre in C.B., che la situazione è migliorata, la coda al valico non c'è più e a Chiasso i tempi di attesa sono nell'ordine di 15 minuti. Partiamo decisamente verso casa e, sorpresa delle sorprese, in tanti anni passati su questa autostrada mai ci era capitato di trovare nessuno, ripeto nessuno. Ci fa compagnia in questi chilometri un altro amico camionista bergamasco che torna dalla Scozia. Scambio di impressioni sulle vacanze, sui luoghi da vedere e consigli utili per un'eventuale vacanza in Scozia.
Arriviamo alla dogana di Chiasso soli, non abbiamo davanti nessuno e sapendo di quanto era avvenuto in mattinata non ci par vero. Lasciamo l'amico camionista alla barriera doganale alle 18 e anche sulla statale per Bergamo, sempre intasata all'inverosimile, il traffico è praticamente inesistente. In serata siamo a casa, un po' stanchi, ma sempre eternamente contenti dell'esperienza vissuta.
Come vedi cara Maura, siamo partiti all'avventura senza programmi, orari, tabelline e senza nessun intoppo di rilievo. Un'altra cosa, in Norvegia e Svezia i limiti di velocità sono fatti rispettare e pattuglie della polizia stazionano dappertutto e ricordati accendi i fari anche di giorno e non lampeggiare se incontri altri camper.. questa usanza è solamente italiana e nei paesi scandinavi è segno di scortesia...


Itinerario e km.


Bergamo - Wangen im Allgau km. 385
Wangen im Allgau -Dransfeld km. 540
Dransfeld - Blommersmit Km: 583
Blommersmit Frederikshavn 350
Frederikshavn - Hoysand km. 299
Hoysand - Oslo km. 118
Oslo - Vinje km. 381
Vinje - Lysefjord km. 316
Lysefjord - Notodden km.400
Notodden - Kristinehamm km. 402
Kristinehamm - Stoccolma km. 308
Stoccolma Nokkoping km. 128
Nokkoping - Granna km. 209
Granna - Torekov km.283
Torekov - traghetto Gorlev km. 256
Gorlev - Rudkoping km. 149
Rudkoping - Augustenborg km.274
Augustenborg - Hannover km. 410
Hannover - Eller Mosella km. 452
Eller Mosella - Col du Bonhomme km. 376
Col du Bonhomme -Bergamo km. 484

Totale 7.103

 

 

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