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... e via per villaggi della
Francia |
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Testo e foto di Gianni&Rosanna2001
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Roba da non credere, siamo
partiti senza un programma, una meta, così come capita e senza
tanta fretta. Rosanna ed io ti abbiamo dato retta una volta tanto Maura
tu eri già partita con Rob per la tua adorata Grecia
e noi, come sempre, all'opposto, vero socia? E come solito, niente tabelline
di marcia, con orari al millesimo di secondo per percorrenze, visite ai
musei, ecc
a parte il fatto che io non ho mai fatto cose simili,
come invece asserisci tu
malalingua!! |
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Il mattino successivo la situazione meteo non è cambiata granché ci spostiamo di poco verso sud in direzione Grenoble e qualche decina di chilometri prima ci infiliamo in una valle stretta, una "gorges" come la chiamano i francesi, tutte rocce, foreste e fiume, per fermarci vicino al Couvent de la Gran Chartreuse, la celebre abbazia spersa tra queste montagne | |
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La struttura non è visitabile ma esiste una specie di "foresteria" dove vengono riproposti i luoghi, i momenti e le abitudini dei monaci. All'ingresso un piccolo emporio pone in vendita i prodotti del lavoro dei monaci tra cui il celebre liquore a 55° una vera bomba nello stomaco e non solo (noi ci accontenteremo dei 40°). |
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| L'abbazia vera e propria dista due chilometri ma una leggera pioggerella ci fa desistere dal tentativo di avvicinarsi Lasciamo questo luogo mistico e misterioso per Voiron a nord di Grenoble e passando a sud di Vienne entriamo nel Parc du Pilat, una bellissima foresta dove finalmente fa capolino il sole. Stiamo facendo tutte le strade possibili ed immaginabili per evitare le grosse città. Saliamo a nord sopra St Etienne per Boen, dove volevamo fare una sosta ma il solito parcheggio è occupato da Tir e il lungofiume è sbarrato, peccato!! | ||
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Infine Thiers, dove ci fermiamo. Dal
balcone naturale della città si gode l'ampia e bellissima vista sui
Puy o Volcans, i coni vulcanici spenti della zona attorno
a Clermont Ferrand. Thiers è famosa per la coltelleria
e visto che ci siamo
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Anche stasera siamo soli nel parking ma non ci dispiace, come dice il proverbio "meglio soli che " Mattinata bellissima, ma lontano all'orizzonte nuvolaglie nere ci preoccupano, ma tant'è ci dirigiamo per Billorm, uno stupendo paese tra i boschi, per saltare a piè pari Clermont Ferrand, |
poi Cournon d'Auvergne con il Plateau de Gergovie, un altipiano boscoso a sud, deviazione per St Saturnin, St Nectaire, Murol, tutti bellissimi centri, e infine sosta al lago di Chambon dove, ironia della sorte, inizia a piovere. Disdetta maledetta, non aveva mai piovuto tutta la giornata, ma noi ci incamminiamo lo stesso lungo le rive del lago. Nuvole basse e grigie rendono ancora più magico questo lago affollatissimo di turisti, mai vista tanta gente, del resto l'Auvergne è una zona montana molto frequentata Il lago è molto bello, tutt'intorno boschi e natura intatta, passeggiamo lungo le rive e se non fosse per il tempaccio E' tardi occorre trovare un posto per dormire, nella vicina Mont Dorè non c'è neppure il posto per mettere giù i piedi dal camper e non ci resta che andare a La Bourboule, altra nota località termale poco distante. Non ti accenno, Maura, l'avventura del tubetto del gasolio, lasciamo perdere ti racconterò. Nel parcheggio siamo una decina di camper che come noi hanno sfidato il divieto?? costituito da un accenno di sbarra limitatrice Terminata la pioggia, usciamo per un giretto nella cittadina, ma non c'è anima viva in giro e fa freddo!! Bella giornata anche oggi e speriamo bene Si va verso Bort les Orhues dove superiamo per la prima volta la Dordogne e che ci accompagnerà in questa parte di viaggio. Per strade dipartimentali strette e tortuose, (noi siamo dei duri e puri e non ci fanno paura strade dissestate come quelle portoghesi, ci mancherebbe, altrimenti cosa vedresti, il Duomo di Milano?), arriviamo a Mauriac, simpatico borgo, e da qui non abbandoneremo il fiume fino ad Argentat, una bella cittadina dove facciamo sosta. Ci piace immensamente questa campagna francese, così lontana dalle metropoli, immersi in una atmosfera quasi surreale, fatta di piccole cose ma di grandi emozioni par di essere immersi nel mondo del buon tempo andato del commissario Maigret, ricordi?? A Beaulieu sur Dordogne, altra piacevole sosta in riva alla Dordogne. Un nugolo di anatre fa un baccano tremendo per dividersi quei pochi pezzetti di pane che avevamo loro gettato e quanti canoisti !!! |
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Si devia per Collonges la Rouge, villaggio
medievale uno dei |
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Circondato da vigne e boschi offre un notevole colpo d'occhio ai turisti, peraltro numerosi Unica stonatura l'indefinito numero di negozietti di souvenirs e artigianato vario presenti in tutte le più note località francesi Ma è fine luglio, noi giriamo poco nei mesi estivi, preferiamo le mezze stagioni e ci troviamo a disagio. |
Sta per arrivare un altro temporale e via di corsa per toglierci dal pantano rouge del parcheggio che si impasta a tutto in maniera terrificante di nuovo per Beaulieu sur Dordogne e a Betaille, un minuscolo paese, tranquillo e appartato ci fermiamo, soli, per pernottare in una bella piazzetta con tipiche case. |
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E' una nostra abitudine fermarci in questi villaggi, un po' fuori mano ma assolutamente tranquilli Dopo cena la canonica passeggiata per le vie del borgo fino ad una altura che domina la vallata La quiete del luogo è da annotare come pure l'odore del pane, siamo parcheggiati poco lontano da una boulangerie e sono fatali queste botteghe. |
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Siamo nel Perigord Noir,
una delle regioni più belle e più storiche di Francia con
paesaggi di una eccezionale bellezza, con i più numerosi insediamenti
preistorici d'Europa e non ultimo nella terra dei castelli, ce ne sono
più di 1000 di cui 300 visitabili. Non c'è che dire
..
Partiamo per Souillac dove troviamo
il tempo per vedere una stupenda chiesa romanica poco fuori la città
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poi Vitrac. Proseguiamo
per La Roque Gageac. Il borgo, classificato uno dei |
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Le
case, una sopra l'altra, arrivano a metà della imponente falesia
creando angoli stupendi nelle singolari e impervie scalette ornate di
meravigliosi fiori. E stavolta, dopo pranzo, approfittiamo di un giro
sul fiume a bordo delle caratteristiche gabares, grossi barconi di legno.
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La gitarella è piacevole, dal fiume si gode meglio il borgo e i castelli dei dintorni come quello possente di Castelnaud e il grande ponte ad archi che attraversa il fiume. Lungo le rive un silenzio assoluto, solo il canto degli uccelli e una singolare sorgente detta la Boule, ossia acqua che bolle dal terreno sottostante a livello del fiume e che disseta ben tre paesi dei dintorni. |
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Anche
qui moltissima gente in attesa di queste escursioni fluviali
Finalmente
il grande parcheggio, può accogliere i numerosi camper e soprattutto
i canoisti
Lasciamo il borgo con qualche difficoltà di attraversamento
del villaggio per via della strettissima strada e del traffico (è
considerata la terza località più visitata di Francia
dopo Mont St Michel e Rocamadour) per dirigerci a Beynac
superando sulla sinistra Castelnaud.
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A
Beynac, altro |
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verde
pianura, i villaggi, le fortezze sono ancora lì a testimoniare il
passato di guerre e di rivalità
Il
possente castello mostra ancora, intatte, le sue mura e il villaggio ai
piedi sembra quasi rafforzarne l'imponenza e severità
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E' quasi sera e via di corsa verso Sarlat per trovare un parcheggio per la notte. Rimandiamo a domani la visita a questa stupenda città. Con sorpresa hanno spostato l'area per i camper ma noi ci fermiamo qui.. |
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Sarlat la Caneda, capoluogo di questa regione, è una delle città francesi con i più bei monumenti rinascimentali del paese. Girare per le stradine è un piacere rallegrato anche da un pittoresco mercato e da alcuni musicanti di strada tra cui due, una ragazza con il violino e un ragazzo con la chitarra, che suonano divinamente e riscuotono un notevole successo di pubblico nella grande e affollatissima piazza centrale. |
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Notiamo l'allargamento
della zona pedonale e stavolta il traffico è stato spostato verso
le vie periferiche, ma che casino!!!
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| Nel pomeriggio ci spostiamo
verso Domme soprannominata anche "Acropole du Périgord"
e uno dei Percorriamo la Gran Rue, piena di negozietti di souvenir e varia umanità, per giungere alla bella place de la Halle, con la splendida maison du Gouverneur (oggi sede del syndicat d'initiative). A piedi raggiungiamo il belvedere, 150 metri a strapiombo sul fiume e una immensa vista che abbraccia più di 40 km. di territorio Stupendo paesaggio, un paradiso terrestre, con il fiume che scorre in basso bagnando le terre coltivate e i villaggi, lontano si vede La Roque Gageac e Castelnaud da una parte, Vitrac dall'altra. Un sentiero corre lungo lo strapiombo e porta ai meravigliosi giardini posti sopra le grotte. Ed è un'esplosione di colori e di fiori, di natura. La cittadina è meravigliosa e accogliente e visto il tempo a disposizione ci prenotiamo per una visita alle grotte. Alle 17, in punto tutti sottoterra ad ammirare le meravigliose opera d'arte della natura. Percorso interessante, rallegrato da un simpatico ragazzo che vantava le grotte come le più belle del mondo, al che alla sua domanda da dove venivamo, non esitai a rispondergli che pure noi venivamo dalla città più bella del mondo, Bergamo, ciapa le !!!! Rientriamo al camper, serata fresca, dormita assicurata. |
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Provveduto ai rifornimenti e agli scarichi puntiamo verso
nordovest e con un ampio giro arriviamo a Limeuil alla confluenza
tra la Dordogne e la Vézère. Saliamo al borgo
da cui si ha una vista sui due fiumi, ma nient'altro di eccezionale.
Svoltiamo verso sud a Belvès uno dei |
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Di nuovo in marcia per Monpazier,
anch'esso altro |
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| Un rettangolo perfetto che
ha il suo centro nella grande e luminosa place des Cornières circondata
da stupende case risalenti al XIII e XVII secolo. E' rimasto intatto, una
intensa luce rischiara i portici di legno, dove è piacevole sedersi
a conversare e riposare.Non si direbbe, un piccolo villaggio sparso nella
campagna così carico di storia e di bellezze naturali e artistiche. Riprendiamo la strada per arrivare ad un altro Negli ultimi due villaggi, abbiamo incontrato pochissima gente, di solito si visitano i più noti, e i più trafficati, snobbando invece queste curiosità "periferiche", che per noi sono le migliori. Ed è proprio questa la nostra motivazione quando siamo in viaggio. Ci fermiamo pochissimo, siamo sempre in movimento, sempre alla ricerca del nuovo, del bello, del semplice. Disdegniamo le grosse città e viste una volta basta e avanza. Scendiamo verso Cahors, Caussade, St Antonin Noble Val dove ci sarebbero delle cose interessanti da vedere ma che rimandiamo. |
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Cinto da sette ordini di mura, questo paese si sviluppa tutto su un colle, con strade strette e ripidissime che portano, a piedi, in quindici minuti alla cittadella, l'antico nucleo con stupendi palazzi e un panorama immenso su tutta la campagna circostante. |
La nostra curiosità ci spinge a visitare i negozietti di vetro e principalmente in uno che produce lampadari Tiffany siamo attratti dalla bellezza di uno che ci viene offerto dopo alcune trattative ad un prezzo assai interessante Per il momento la cosa interessante è il tipico croccante di Cordes, buono ma caruccio nel senso del prezzo Di buon mattino, si fa per dire vero Maura??, ci incamminiamo per |
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Albi, una città che ci è rimasta nel cuore.Tappa breve, ricerca di un parcheggio all'ombra, trovato di c e via per ammirare la splendida cattedrale che sembra una fortezza dall'esterno, tutta di mattoni rossi, con altissime mura perimetrali e il campanile che par una torre di vedetta, l'interno è di una bellezza meravigliosa e rarissima, in contrapposizione alla severità esterna. |
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Il centro cittadino, isola pedonale, riserva
molte curiosità, ma un sole feroce e il caldo opprimente impedisce
un po' la nostra passeggiata. |
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presente in questo. |
| Siamo nella grande pineta che sovrasta Le Baux e anche qui trovare un posto all'ombra ma come sempre il nostro c ci ha aiutati anche stavolta. Scendiamo verso St Remy de Provence, affollatissima e nota cittadina provenzale. Stante il caldo decidiamo di veleggiare un po' più a nord e quindi superata Cavaillon entriamo nel Luberon, il parco regionale a nord di Aix en Provence. |
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Inutile parlare della folla che si accalca nel piazzale polveroso davanti all'ingresso e degli acquisti di ogni tipo di essenza, oli, profumi e sacchetti del caratteristico fiore. |
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Facciamo un salto a Gordes |
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© campereavventure |
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