... e via per villaggi della Francia

 

 

Testo e foto di Gianni&Rosanna2001

 

Roba da non credere, siamo partiti senza un programma, una meta, così come capita e senza tanta fretta. Rosanna ed io ti abbiamo dato retta una volta tanto Maura… tu eri già partita con Rob per la tua adorata Grecia e noi, come sempre, all'opposto, vero socia? E come solito, niente tabelline di marcia, con orari al millesimo di secondo per percorrenze, visite ai musei, ecc… a parte il fatto che io non ho mai fatto cose simili, come invece asserisci tu… malalingua!!

Si va… ma dove? A ovest ovviamente, giornata grigia anche se di metà luglio e sul Moncenisio una nebbia… non si vedeva ad un palmo dal naso, neppure la possibilità di fermarci... per vedere la nebbia??. Niente paura, si ma la discesa a dieci all'ora non te la racconto, roba da brividi, tutti incolonnati adagio adagio se perdevi quello davanti era come chiudere gli occhi (chissà cosa avrà pensato il primo della fila?) verso il fondo valle la visibilità diventa accettabile.
Entriamo nel Parc National de la Vanoise superando Modane e Chambery e poco oltre ci fermiamo in un posto da lupi con nebbie basse e noiosissima pioggerella, un villaggio al limite della realtà, Les Echelles… Notte trascorsa in tranquillità, nessuno in giro. E come sempre abbiamo a bordo il nostro Mustafà, il bellissimo gatto persiano cincillà che tu disdegni, cara Maura ma solo per invidia perché il tuo cane Mistral, povera bestia, si vergogna di una padrona di quel tipo… farlo mangiare una volta al giorno e poi pensa a tutti quelli che non amano gli animali, non sanno cosa perdono, magari poi fanno campagne contro l'abbandono degli animali… sai tanto per salvarsi la faccia, ipocriti…

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Il mattino successivo la situazione meteo non è cambiata granché ci spostiamo di poco verso sud in direzione Grenoble e qualche decina di chilometri prima ci infiliamo in una valle stretta, una "gorges" come la chiamano i francesi, tutte rocce, foreste e fiume, per fermarci vicino al Couvent de la Gran Chartreuse, la celebre abbazia spersa tra queste montagne

La struttura non è visitabile ma esiste una specie di "foresteria" dove vengono riproposti i luoghi, i momenti e le abitudini dei monaci. All'ingresso un piccolo emporio pone in vendita i prodotti del lavoro dei monaci tra cui il celebre liquore a 55°… una vera bomba nello stomaco e non solo (noi ci accontenteremo dei 40°).
L'abbazia vera e propria dista due chilometri ma una leggera pioggerella ci fa desistere dal tentativo di avvicinarsi… Lasciamo questo luogo mistico e misterioso per Voiron a nord di Grenoble e passando a sud di Vienne entriamo nel Parc du Pilat, una bellissima foresta dove finalmente fa capolino il sole. Stiamo facendo tutte le strade possibili ed immaginabili per evitare le grosse città. Saliamo a nord sopra St Etienne per Boen, dove volevamo fare una sosta ma il solito parcheggio è occupato da Tir e il lungofiume è sbarrato, peccato!!
Infine Thiers, dove ci fermiamo. Dal balcone naturale della città si gode l'ampia e bellissima vista sui Puy o Volcans, i coni vulcanici spenti della zona attorno a Clermont Ferrand. Thiers è famosa per la coltelleria e visto che ci siamo…
Anche stasera siamo soli nel parking ma non ci dispiace, come dice il proverbio "meglio soli che…" Mattinata bellissima, ma lontano all'orizzonte nuvolaglie nere ci preoccupano, ma tant'è… ci dirigiamo per Billorm, uno stupendo paese tra i boschi, per saltare a piè pari Clermont Ferrand,

poi Cournon d'Auvergne con il Plateau de Gergovie, un altipiano boscoso a sud, deviazione per St Saturnin, St Nectaire, Murol, tutti bellissimi centri, e infine sosta al lago di Chambon dove, ironia della sorte, inizia a piovere. Disdetta maledetta, non aveva mai piovuto tutta la giornata, ma noi ci incamminiamo lo stesso lungo le rive del lago. Nuvole basse e grigie rendono ancora più magico questo lago affollatissimo di turisti, mai vista tanta gente, del resto l'Auvergne è una zona montana molto frequentata… Il lago è molto bello, tutt'intorno boschi e natura intatta, passeggiamo lungo le rive e se non fosse per il tempaccio… E' tardi occorre trovare un posto per dormire, nella vicina Mont Dorè non c'è neppure il posto per mettere giù i piedi dal camper e non ci resta che andare a La Bourboule, altra nota località termale poco distante.
Non ti accenno, Maura, l'avventura del tubetto del gasolio,… lasciamo perdere… ti racconterò. Nel parcheggio siamo una decina di camper che come noi hanno sfidato il divieto?? costituito da un accenno di sbarra limitatrice… Terminata la pioggia, usciamo per un giretto nella cittadina, ma non c'è anima viva in giro… e fa freddo!!
Bella giornata anche oggi e speriamo bene… Si va verso Bort les Orhues dove superiamo per la prima volta la Dordogne e che ci accompagnerà in questa parte di viaggio. Per strade dipartimentali strette e tortuose, (noi siamo dei duri e puri e non ci fanno paura strade dissestate come quelle portoghesi, ci mancherebbe, altrimenti cosa vedresti, il Duomo di Milano?), arriviamo a Mauriac, simpatico borgo, e da qui non abbandoneremo il fiume fino ad Argentat, una bella cittadina dove facciamo sosta.
Ci piace immensamente questa campagna francese, così lontana dalle metropoli, immersi in una atmosfera quasi surreale, fatta di piccole cose ma di grandi emozioni…par di essere immersi nel mondo del buon tempo andato del commissario Maigret, ricordi??
A Beaulieu sur Dordogne, altra piacevole sosta in riva alla Dordogne. Un nugolo di anatre fa un baccano tremendo per dividersi quei pochi pezzetti di pane che avevamo loro gettato… e quanti canoisti…!!!
Si devia per Collonges la Rouge, villaggio medievale uno dei "plus beaux villages de France". E non c'è che dire, un villaggio costruito di pietra rossa (gres) e da questa caratteristica ne deriva il nome, un piccolo capolavoro di villaggio fortificato, con le torri, le porte d'accesso e così è rimasto anche nella popolazione che supera di poco i 400 abitanti.
Circondato da vigne e boschi offre un notevole colpo d'occhio ai turisti, peraltro numerosi… Unica stonatura l'indefinito numero di negozietti di souvenirs e artigianato vario presenti in tutte le più note località francesi… Ma è fine luglio, noi giriamo poco nei mesi estivi, preferiamo le mezze stagioni e ci troviamo a disagio.

Sta per arrivare un altro temporale e via di corsa per toglierci dal pantano rouge… del parcheggio che si impasta a tutto in maniera terrificante… di nuovo per Beaulieu sur Dordogne e a Betaille, un minuscolo paese, tranquillo e appartato ci fermiamo, soli, per pernottare in una bella piazzetta con tipiche case.

E' una nostra abitudine fermarci in questi villaggi, un po' fuori mano ma assolutamente tranquilli… Dopo cena la canonica passeggiata per le vie del borgo fino ad una altura che domina la vallata…
La quiete del luogo è da annotare come pure l'odore del pane, siamo parcheggiati poco lontano da una boulangerie e sono fatali queste botteghe.

Siamo nel Perigord Noir, una delle regioni più belle e più storiche di Francia con paesaggi di una eccezionale bellezza, con i più numerosi insediamenti preistorici d'Europa e non ultimo nella terra dei castelli, ce ne sono più di 1000 di cui 300 visitabili. Non c'è che dire….. Partiamo per Souillac dove troviamo il tempo per vedere una stupenda chiesa romanica poco fuori la città


poi Vitrac. Proseguiamo per La Roque Gageac. Il borgo, classificato uno dei "plus beaux villages de France", a ridosso della falesia a strapiombo sulla Dordogne attira sempre un pubblico curioso e affascinato.
Le case, una sopra l'altra, arrivano a metà della imponente falesia creando angoli stupendi nelle singolari e impervie scalette ornate di meravigliosi fiori. E stavolta, dopo pranzo, approfittiamo di un giro sul fiume a bordo delle caratteristiche gabares, grossi barconi di legno.

La gitarella è piacevole, dal fiume si gode meglio il borgo e i castelli dei dintorni come quello possente di Castelnaud e il grande ponte ad archi che attraversa il fiume. Lungo le rive un silenzio assoluto, solo il canto degli uccelli e una singolare sorgente detta la Boule, ossia acqua che bolle dal terreno sottostante a livello del fiume e che disseta ben tre paesi dei dintorni.
Anche qui moltissima gente in attesa di queste escursioni fluviali… Finalmente il grande parcheggio, può accogliere i numerosi camper e soprattutto i canoisti… Lasciamo il borgo con qualche difficoltà di attraversamento del villaggio per via della strettissima strada e del traffico (è considerata la terza località più visitata di Francia dopo Mont St Michel e Rocamadour) per dirigerci a Beynac superando sulla sinistra Castelnaud.
A Beynac, altro "plus beaux villages de France" ai piedi della fortezza che rivaleggiava con Castelnaud, saliamo a piedi lungo le strette e ripide vie portano alla fortezza. Certamente la fatica viene ripagata dal bellissimo panorama del paesaggio sottostante. La Dordogne, sinuosa, scorre in questa
verde pianura, i villaggi, le fortezze sono ancora lì a testimoniare il passato di guerre e di rivalità…Il possente castello mostra ancora, intatte, le sue mura e il villaggio ai piedi sembra quasi rafforzarne l'imponenza e severità…


Da qui si vedono le fortezze rivali o amiche di Marqueyssac, Castelnaud e Fayrac. Gente dappertutto, a volte ci vien da pensare che tutti abbiamo scelto il Perigord come meta della vacanze. Non per niente è una delle regioni più visitate e vorrei ben vedere. Abbiamo notato che i più assidui sono gli olandesi e quasi tutti con canoa al seguito, del resto non fare canoa da queste parti è un sacrilegio, e noi due? Beh! Noi abbiamo fatto il giro in barca e siamo a posto con la coscienza,
vero canoista Maura?
Ma pure tu ti sei imborghesita passando al gommone abbinato al camperone, mi fai tanta tenerezza quando bestemmi cinese nel caricare quella bestia sul camper... E sai cosa stavamo facendo ma poi abbiamo desistito per via della lunga coda delle prenotazioni di almeno 4 giorni? Ad una bella gita in mongolfiera, l'avresti detto??..

E' quasi sera e via di corsa verso Sarlat per trovare un parcheggio per la notte. Rimandiamo a domani la visita a questa stupenda città. Con sorpresa hanno spostato l'area per i camper ma noi ci fermiamo qui..


Sarlat la Caneda, capoluogo di questa regione, è una delle città francesi con i più bei monumenti rinascimentali del paese. Girare per le stradine è un piacere rallegrato anche da un pittoresco mercato e da alcuni musicanti di strada tra cui due, una ragazza con il violino e un ragazzo con la chitarra, che suonano divinamente e riscuotono un notevole successo di pubblico nella grande e affollatissima piazza centrale.
Notiamo l'allargamento della zona pedonale e stavolta il traffico è stato spostato verso le vie periferiche, ma che casino!!!
Nel pomeriggio ci spostiamo verso Domme soprannominata anche "Acropole du Périgord" e uno dei "plus beaux villages de France" situata in alto su un promontorio a strapiombo sulla Dordogne. Ampio giro per raggiungerla in quanto la strada bassa non consente l'accesso ai camper e bus per via delle larghezze. Il biglietto da visita sono i giardini fioriti e i parcheggi compreso quello dei camper un vero gioiellino di semplicità e razionalità, averceli noi e il tutto per soli 5 € che vengono riscossi da una gentil fanciulla…….Veramente ben spesi e noi con tanto di grancassa spacciamo delle aree di sosta per camper, che tradotto sono dei parcheggi assolati e polverosi al limite della decenza, magari sponsorizzati da qualche camper club in vena di burle... L'erba del vicino è sempre più verde, mi si dirà, e provare a chiedere come hanno fatto una volta tanto???
Percorriamo la Gran Rue, piena di negozietti di souvenir e varia umanità, per giungere alla bella place de la Halle, con la splendida maison du Gouverneur (oggi sede del syndicat d'initiative). A piedi raggiungiamo il belvedere, 150 metri a strapiombo sul fiume e una immensa vista che abbraccia più di 40 km. di territorio
Stupendo paesaggio, un paradiso terrestre, con il fiume che scorre in basso bagnando le terre coltivate e i villaggi, lontano si vede La Roque Gageac e Castelnaud da una parte, Vitrac dall'altra. Un sentiero corre lungo lo strapiombo e porta ai meravigliosi giardini posti sopra le grotte. Ed è un'esplosione di colori e di fiori, di natura. La cittadina è meravigliosa e accogliente e visto il tempo a disposizione ci prenotiamo per una visita alle grotte. Alle 17, in punto tutti sottoterra ad ammirare le meravigliose opera d'arte della natura. Percorso interessante, rallegrato da un simpatico ragazzo che vantava le grotte come le più belle del mondo, al che alla sua domanda da dove venivamo, non esitai a rispondergli che pure noi venivamo dalla città più bella del mondo, Bergamo, ciapa le…!!!!
Rientriamo al camper, serata fresca, dormita assicurata.
Provveduto ai rifornimenti e agli scarichi puntiamo verso nordovest e con un ampio giro arriviamo a Limeuil alla confluenza tra la Dordogne e la Vézère. Saliamo al borgo da cui si ha una vista sui due fiumi, ma nient'altro di eccezionale.
Svoltiamo verso sud a Belvès uno dei "Plus Beaux Villages de France", un villaggio immerso in una verdeggiante campagna, con un piccolo nucleo storico con case di pietra, molto bello.



Di nuovo in marcia per Monpazier, anch'esso altro "Plus Beaux Villages de France" e considerata "Grand Site National", un gioiello di architettura militare costruito nel 1284, sotto il regno di Edoardo 1° re d'Inghilterra.E' considerato un modello di città murata preso ad esempio per altre centinaia di cittadine del sud ovest della Francia.
Un rettangolo perfetto che ha il suo centro nella grande e luminosa place des Cornières circondata da stupende case risalenti al XIII e XVII secolo. E' rimasto intatto, una intensa luce rischiara i portici di legno, dove è piacevole sedersi a conversare e riposare.Non si direbbe, un piccolo villaggio sparso nella campagna così carico di storia e di bellezze naturali e artistiche.
Riprendiamo la strada per arrivare ad un altro "Plus Beaux Villages de France", Villefranche du Perigord, fondato nel 1261 da Alphonse de Poities, per conto del re di Francia San Luigi, suo fratello. Importante centro, sin dalla sua fondazione, dei prodotti locali soprattutto castagne e funghi. Un bel porticato si erge nel bel mezzo della piazza principale, dove stanno trattando dei gustosi funghi porcini della zona, ma a prezzi proibitivi, meglio soprassedere. L'originale facciata della chiesa e il corso principale, con belle case d'epoca, costituiscono quasi tutto il paese, immerso in una vegetazione stupenda Quello che colpisce all'arrivo è la tranquillità e semplicità di questi villaggi, non disgiunto dalla bellezza dei luoghi e delle stupende aiuole fiorite, una costante in quasi tutti i comuni francesi.. .
Negli ultimi due villaggi, abbiamo incontrato pochissima gente, di solito si visitano i più noti, e i più trafficati, snobbando invece queste curiosità "periferiche", che per noi sono le migliori. Ed è proprio questa la nostra motivazione quando siamo in viaggio. Ci fermiamo pochissimo, siamo sempre in movimento, sempre alla ricerca del nuovo, del bello, del semplice. Disdegniamo le grosse città e viste una volta basta e avanza.
Scendiamo verso Cahors, Caussade, St Antonin Noble Val dove ci sarebbero delle cose interessanti da vedere ma che rimandiamo.

Percorrendo strade dipartimentali appena tracciate sulla carta giungiamo a Cordes sur Ciel, "Plus Beaux Villages de France" e sostare nella bella area ai piedi del villaggio. Abbiamo fatto presto e quindi approfittando delle ore di luce rimanenti "saliamo", è il caso di dirlo, al vecchio nucleo fortificato.
Cinto da sette ordini di mura, questo paese si sviluppa tutto su un colle, con strade strette e ripidissime che portano, a piedi, in quindici minuti alla cittadella, l'antico nucleo con stupendi palazzi e un panorama immenso su tutta la campagna circostante.

La nostra curiosità ci spinge a visitare i negozietti di vetro e principalmente in uno che produce lampadari Tiffany… siamo attratti dalla bellezza di uno che ci viene offerto dopo alcune trattative ad un prezzo assai interessante… Per il momento la cosa interessante è il tipico croccante di Cordes, buono ma caruccio… nel senso del prezzo
Di buon mattino, si fa per dire vero Maura??, ci incamminiamo per





 


Albi
, una città che ci è rimasta nel cuore.Tappa breve, ricerca di un parcheggio all'ombra, trovato di c… e via per ammirare la splendida cattedrale che sembra una fortezza dall'esterno, tutta di mattoni rossi, con altissime mura perimetrali e il campanile che par una torre di vedetta, l'interno è di una bellezza meravigliosa e rarissima, in contrapposizione alla severità esterna.


Accanto alla basilica il palazzo della Barbie, anch'esso in stile con la chiesa dove si trova il museo di Maurice Toulose Lautrec, il noto pittore nato in questa città, e del quale la città ha voluto riunire tutte le sue opere rifiutate dal Louvre perché disdicevoli… Vedere per credere l'imperdonabile errore del Louvre.
Ma il punto più spettacolare sono i giardini della Barbie, con la passeggiata lungo le murate e la vista sul fiume Tarn.

Il centro cittadino, isola pedonale, riserva molte curiosità, ma un sole feroce e il caldo opprimente impedisce un po' la nostra passeggiata.
Abbiamo due scelte di percorso, quello che va verso Montpellier e quello verso Nimes. Optiamo per il secondo, perché vogliamo attraversare le Cevennes. Scelta azzeccatissima, strade deserte, paesaggi idilliaci, cittadine accoglienti.
Prima sosta a St Afrique poi La Cavaliere e a Nant entriamo nelle Gorges de la Dourbie, belle ma con una strada tortuosissima per arrivare a Le Vigan. Qui proseguiamo nelle Gorges dell'Herault dove troviamo qualche difficoltà di traffico per via dell'impressionante numero di canoisti presenti.
A Ganges sosta per assistere allo spettacolo di centinaia di appassionati che scendono le rapide del fiume. Veramente bello questo territorio, meritevole di un ritorno. Una breve deviazione per le Grottes des Demoiselles, ma il posto non ci entusiasma affatto. Verso sera, onde evitare la calura e il pernottamento in Nimes, poco consigliato, ci fermiamo in un paesello St Hippolyte du Fort, all'ombra delle piante di un piccolo parco.
Nottata tranquillissima, risveglio a rilento, il caldo del sud francese si fa sentire già di buon mattino. Superiamo velocemente Quissac ed entriamo nella circonvallazione di Nimes, che strano a dirsi, superiamo in fretta deviando poi per Beaucaire e Tarascon, le due belle cittadine sulle opposte rive della Rhone.


Non c'è modo di fermarsi e proseguiamo per Fontvieille e il famoso Moulin de Daudet e da qui per Le Baux en Provence. Dire folla da stadio è nulla in confronto alla gente
presente in questo. "Plus Beaux Villages de France". Non ci resta che proseguire per les Alpilles e fermarci sul colle a riposare. La colonnina di mercurio ha raggiunto i 38° e fortunatamente spira un bel venticello.

Siamo nella grande pineta che sovrasta Le Baux e anche qui trovare un posto all'ombra… ma come sempre il nostro c… ci ha aiutati anche stavolta. Scendiamo verso St Remy de Provence, affollatissima e nota cittadina provenzale.
Stante il caldo decidiamo di veleggiare un po' più a nord e quindi superata Cavaillon entriamo nel Luberon, il parco regionale a nord di Aix en Provence.

E' la stagione della fioritura della lavanda, impossibile descrivere il profumo e gli sterminati campi. Un esempio lo abbiamo all'abbazia di Senanque vicino a Gordes, con qualche difficoltà di accesso per via della strettissima strada. L'abbazia è immersa in una valletta con distese di lavanda.
Inutile parlare della folla che si accalca nel piazzale polveroso davanti all'ingresso e degli acquisti di ogni tipo di essenza, oli, profumi e sacchetti del caratteristico fiore.

Facciamo un salto a Gordes "Plus Beaux Villages de France" proprio per dovere, ma da evitare per via della colonna all'ingresso e proseguiamo per Roussillon altro "Plus Beaux Villages de France". Visita breve per via della precarietà del parcheggio del camper. Scendiamo a Bonnieux per una breve sosta e proseguimento per Cadenet e altre Gorges per arrivare infine a Lourmarin classificato "Plus Beaux Villages de France", con il caratteristico e noto mercato provenzale che richiama gente da ogni dove il venerdì mattino. Passeggiata serale per le vie del piccolo borgo con meravigliosi fiori in ogni dove… Ci fermiamo qui per la notte in compagnia di altri due equipaggi.
Notte calda e afosa, leggermente mitigata da un venticello mattutino ben accetto.
Quando due pazzi sono a bordo di un camper.. ci dirigiamo verso nord, vogliamo fare le Gorges du Verdon e quindi via per Pertuis, Greouix les Bains, Riez e da qui per il lac S.te Croix., che costeggiamo tutto fino all'imbocco delle Gorges che portano a Castellane. Il lago è di un meraviglioso e insolito color verde, sulle rive non si trova posto all'ombra neanche a peso d'oro e per parcheggiare occorre stare in alto e farsi un po' di strada a piedi. Qui la concentrazione di camper ha il suo massimo livello, ma tutto si svolge in ordine anche se stare al sole…
Nel primo pomeriggio iniziamo l'escursione verso Castellane. Fare in questo periodo questo percorso, in camper, occorre avere nervi saldi, frizione e freni buoni. Fortunatamente noi facciamo la parte più impegnativa in discesa e quindi…. Ma dall'altro senso sta salendo una coda interminabile di auto e roulotte… ed è proprio una di queste a metterci in difficoltà a La Palud sur Verdon, ponendosi di traverso in una curva su strada stretta, con un traffico pazzesco e dulcis in fundo un mezzo di soccorso con la sirena al massimo… venti minuti di panico… per il roulottista, per noi solo qualche manovra a rischio di grattatine alla fiancata…
E finalmente, grosso respiro di sollievo, arriviamo a Castellane, l'area per i camper sembra un condominio. Se potessero sovrapporsi… inutile fermarsi, come facciano a muoversi lo sanno solo loro.
Siamo sulla Route Napoleon, la strada che portò Napoleone a Parigi dopo la fuga dall'Elba. Strada e panorami stupendi. Poco prima di Grasse a St Vallier de Thierry ci fermiamo per la notte sotto gli immensi ippocastani del grande parco. Decisamente siamo stanchi e niente di meglio che sedersi sull'erba al fresco di questa zona.
Breve tappa oggi, abbiamo un appuntamento con nostro figlio a St Paul de Vence. Scendiamo verso Grasse e poi, tanto per cambiare, entriamo nelle Gorges de la Loup, un bellissimo canyon che ci porta fino a Vence e da qui a St Paul de Vence, visitatissimo paese della Riviera francese. Sosta in uno stupendo campeggio, dotato di ogni confort e a prezzi accettabili.
Restiamo fermi due giorni, visitando il borgo tra i "Plus Beaux Villages de France", un piccolo gioiello e anche i prezzi sono da "gioielli".
Siamo rimasti troppo fermi, il motore scalpita e noi pure. Rientrare a casa dalla Riviera Ligure? Non sia mai. Ci inseriamo sulla RN che partendo da Nice porta a Digne. La parte iniziale della strada corre parallela al fiume Var e si infila poi in una stretta vallata, gorges, di spettacolare bellezza ma anche con qualche rischio di troppo quando incrociando i Tir si è costretti ad addossarsi alla parete di rocce sporgenti. A Entrevaux ammiriamo la cittadella e le fortificazioni e numerosi camper in sosta. La giornata è torrida e poco prima di St Andrè des Alpes sulla lunga e ripida salita che porta al colle il camper dopo due lunghi sobbalzi si ferma… il mio pensiero va subito ai tubetti di fortuna, invece questi hanno resistito, ma… manca gasolio... non arriva gasolio…!!! capisco subito lo scherzo già capitato una volta, quando si è quasi in riserva, in salita, con il caldo la valvola di sfogo ti fa lo scherzo di falsarti il livello e tu resti a piedi… che fare? Pigliare gasolio, dove in mezzo a queste lande montane sperdute? In Francia non c'è di che preoccuparsi ed ecco che una famigliola con un minuscolo camper si ferma (mi avresti dato un passaggio con il tuo camperone, Maura?), mi da un passaggio e mi porta al distributore 5 km. più a valle.. Chiacchierata su dove stiamo andando, dove stanno andando loro e via dicendo. Per il ritorno stessa storia, ma stavolta una coppia di anziani turisti francesi proveniente da Lille, che mi ragguagliano sui passi alpini aperti e altre utili indicazioni. Andata e ritorno in meno di 30 minuti, ripristino del livello, pompetta di recupero e via, il fedele ducato riparte. Ci fermiamo poco sotto al lago, tranquillo e caldo, sempre troppo caldo.
Superiamo Digne, Chateau Arnoux, con il suo bel castello, Sisteron con la Bastille sul colle e prima di Gap, cambiando nuovamente direzione, puntiamo sul Lac de Serre Poncon, una vasto bacino artificiale. Costeggiamo il lato sud, poi il lato nord e poco prima di Charges, ci fermiamo in un posteggio sulle rive del lago. Troviamo compagnia con quattro equipaggi tutti francesi… Qui fa finalmente fresco, lontano si intravede il bellissimo ponte che attraversa il lago ed è un attrattiva di questi luoghi.
Il mattino successivo partiamo alla volta di Briançon con l'intenzione di visitarla. Ad Embrunn rimaniamo invischiati in una colonna pazzesca, un'ora e mezzo per attraversare la cittadina e siamo fortunati, dall'altro senso un colonna di venti km. sta tentando di avanzare… Mi viene in mente che la coppia che mi dato il passaggio mi ha informato che il col de Larche è aperto, dopo la frana che l'ha tenuto chiuso per diversi mesi, quindi… abbandoniamo l'idea di Briançon e a Guillestre deviamo nel Parc Naturel Regional de Queyras destinazione col de Vars. E' un'arrampicata tremenda, per giunta, da perfetti furbi, abbiamo ancora i serbatoi pieni di acqua e quindi…… Lo spettacolo delle montagne è bellissimo e al passo una magnifica visione sui ghiacciai circostanti. Lunga sosta al passo, il pensiero va ai ciclisti che dopo aver scalato il Vars andando verso nord scalavano anche l'Izoard… Non contenti dei nostri giri scendiamo per dirigerci a Barcelonette e trovato posto, possiamo finalmente visitare questa piccola cittadina, con sorpresa di concertino jazz nella piazza principale. Temevamo l'arrivo della police, ma strano non si è visto nessuno, ci avevano riferito che la zona era un po' off limits… eh! le malelingue…
Siamo all'epilogo di queste scorribande, oggi si torna a casa. Sul Col de Larche o Colle della Maddalena, numerosi camperisti sostano nel parcheggio del passo (vedi Maura le mie indicazioni delle aree di sosta hanno trovato clienti, come pure ad Argentera). Un traffico notevole sta salendo verso il Colle, noi scendiamo a Vinadio, Cuneo, Asti, Tortona, Milano e poi casa.

aree sosta camper


Les plus beaux villages de France (1)

Les plus beaux villages de France (2)

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