Gran tour della Francia

Parigi e ritorno

Testo e foto di Gianni&Rosanna

 

Una leggerissima foschia si sta dissolvendo al levar del sole. Nell'area la gente si muove e passeggia già da molto e noi, dopo aver fatto le nostre cose con una calma da far schifo, decidiamo di andare a Parigi.

Detto, fatto. Lasciamo il mare e con la D20 ci portiamo a Doudeville dove ci fermiamo per fare spese in modo da poter arrivare a Parigi senza questa preoccupazione ed evitare centri più grossi dove l'affollamento è maggiore. Ci piace fare la spesa con calma e soprattutto in piccoli centri dove si possono trovare delle specialità locali.
Sempre con la D20 arriviamo a Croix Mare e ci innestiamo sulla trafficata N15 che ci porta, tramite la A150, direttamente in Rouen. Seguiamo la circonvallazione, traffico da formula uno, sembra abbiano i razzi al posto delle ruote, e usciamo a sud in direzione di Pont de l'Arche. D'ora in avanti seguiremo tutta la N15 che costeggia la Senna.
A Bonnieres sur Seine deviamo per Mantes la Jolie, popolosa e animata cittadina dove facciamo una sosta. Lungo questo tratto è un susseguirsi di piccole cittadine, la maggior parte poste in riva alla Senna e le occasioni di sosta in camper non mancano. Il traffico si sta intensificando, siamo poco distanti da Parigi e si avverte un certo movimento. Lasciamo la N15 e ci immettiamo nella A13. Poco prima di Ordeval seguiamo sempre la A13, scartando la A14, che porta direttamente a Porte Maillot, a pagamento e per giunta carissima. Notiamo che la quasi totalità delle auto francesi segue il nostro percorso, deduco che tutti preferiscono il tratto "a gratis".

Superiamo Versailles e a Boulogne Billancourt ci immettiamo nel Boulevard Periferique. Sul B.P tutti immobili. Le quattro corsie del grande anello stradale sono intasate. Il pannello luminoso segnala "traffico fluido", meno male. Poi adagio adagio ci muoviamo e a Porte Maillot usciamo per dirigerci al camping del Bois de Boulogne (abbastanza caro)
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Arriviamo nel primo pomeriggio e in meno di cinque minuti facciamo la reception e troviamo un bel posticino vicino alla Senna e lontani dal traffico infernale dell'Allèe du Bord de l'Eau che fiancheggia il campeggio. Oramai è tardi, fare una puntatina a Parigi è impossibile e poi siamo stanchi. Il camping è migliorato enormemente in questi ultimi tempi, dispone pure di bungalow, ha il camper service e in questo periodo è poco affollato. Una doccia ristoratrice ci rimette in sesto e tornando dalla doccia incontriamo due coniugi veneti che stanno rientrando dalla città. Breve chiacchierata e appuntamento al dopo cena per continuare il discorso. Sono a Parigi per la mostra del caravan e camper di Le Bourget che si apre domani e vogliono vedere con i propri occhi il nuovo camper appena acquistato, sulla carta, in Italia. Personaggio pittoresco che si trascina un sacco di cose pesanti e inutili e mi racconta delle sue disavventure stradali a base di forature, cedimento delle balestre e via discorrendo. Gli faccio notare che sono cose che capitano a chi carica troppo, ma non si da per vinto e convinto. Le chiacchiere proseguono fino a mezzanotte, poi tutti a nanna.

Gli amici veneti escono solo di pomeriggio, mentre noi li lasciamo per andare a prendere il bus che ci porterà nella grande metropoli francese e alla fermata metro di Porte Maillot.. Per prima cosa una passeggiata sui Champs Elysèes non ce la leva nessuno, pranzo al Lafayette, pomeriggio a Les Halles e Beaubourg dove incontriamo uno strano personaggio un misto tra pittore, poeta, girovago con cui parlottiamo per più di un'ora, in un miscuglio di francese-spagnolo-italiano, seduti per terra in mezzo ad una folla da far paura, accanto ai suoi "guache". Sappiamo tutto sul suo poco distante quartiere parigino dove abita, di cosa fa per vivere, dove ha passato la sua vita e che ha la mia stessa età. Onestamente ho fatto molto meno, ho viaggiato molto, ma non ho avuto la fortuna, o sfortuna, di abitare a Parigi. Passaggio quindi in Rue de Rivoli dove passiamo il tempo alla ricerca di un negozietto di profumi ed essenze da sballo. E finalmente lo troviamo "a naso". Ed è il caso di dirlo. Una miriade di essenze, di bagni, di sapone di ogni tipo e forma e l'ultima novità un profumo all'essenza di limone che invade tutto. Al solo tocco resti contagiato per due giorni. Continuiamo la passeggiata passando nel cortile del Louvre, tutto rinnovato, con nuovi ingressi e una sottile polemica in corso sul fatto della tutela del patrimonio soggetto in questi ultimi tempi a danneggiamenti e furti. Del resto non gli si può dar torto, in quanto sia la vastità che la stupidità di alcuni mettono a dura prova la bellezza e l'integrità del museo. Allora chi parla di limitazioni all'accesso, chi maggior sorveglianza e via dicendo.

Nel vasto cortile delle piramidi la gente si accalca attorno alle fontane e ai posti a sedere, sono evidenti la stanchezza e la voglia di riposare, anche nostra. Dopo una breve pausa rientriamo al campeggio e poco dopo arrivano anche i veneti.
Domani loro andranno alla fiera e noi gireremo ancora un po' la capitale. Ci riuniamo nuovamente, parlando del più e del meno, poi come abitudine, tutti a nanna.

Mattinata nuvolosa e un po' freddina. Gli amici veneti sono già partiti con le nostre istruzioni, ma ho avuto l'impressione che qualcosa dovesse succedere. Partiamo per il centro e a Porte Maillot prendiamo il bus 82, uno dei tanti bus che lungo il loro tragitto passano davanti ai più bei monumenti di Parigi. Questo passa dal Trocadero, poi scende alla Torre Eiffel, all'Ecole Militaire, agli Invalides, a Montparnasse, al Luxembourg e infine capolinea al Pantheon.

Noi scendiamo a Montparnasse e con il metro ci spostiamo a St. Germain de Pres per andare al mercatino, molto caratteristico e dove si trova ogni bontà. Una leggera e fastidiosa pioggerella sta rompendoci le uova nel paniere, ma del resto chi viene a Parigi molto spesso incontra queste situazioni. Allora niente di meglio che ingannare il tempo e riempire la pancia in un localino, frequentato ogni volta che veniamo da queste parti. Si mangia bene, si spende poco, si va d'accordo con i camerieri (cosa abbastanza difficile per noi italiani con i camerieri parigini) che sono per giunta molto cordiali e giocherelloni.

Usciamo e la pioggia si è fatta più insistente, non ci resta che approdare ad altri lidi. Passiamo davanti al cafè Le deux Magots, noto locale di Montparnasse, dove alcuni anni orsono, in una botta di vita, avevamo voluto rivivere l'incantata e romantica atmosfera parigina. Due caffè accompagnati da due cioccolatini, uno schizzetto di panna, il tutto servito su un instabile tavolino grande come un fazzoletto, ci era costato la bellezza di 200 FF (€ 30). Alla faccia!!!

Ci trasferiamo da tutt'altra parte sul Boulevard Hausmann e ai Magazzini Lafayette. Bolgia infernale. All'accueil, dove avevamo chiesto informazioni per l'acquisto di un oggetto che volevamo regalare, ci vengono offerte due simpatiche borse in tela con tanto di marchio. In meno di mezz'ora troviamo l'oggetto, paghiamo e usciamo a razzo dal magazzeno dove la temperatura aveva raggiunto livelli insopportabili

E la pioggia continua a cadere. Non ci resta altro che rientrare. Concludiamo la giornata in attesa dei veneti, i quali arrivano bagnati fradici, incazzati neri e chi più ne ha più ne metta. In parole povere, al mattino non erano scesi alla fermata della RER da me indicata, ma avevamo proseguito oltre. Ritornando indietro, avevano sbagliato il luogo dove arrivava il bus navetta che porta, gratuitamente, alla fiera. Sicchè si erano fatti il tragitto con il bus normale che ferma lontano dalla fiera. All'interno avevano trovato si il modello ordinato, ma molto diverso da quello in catalogo. E per finire non riuscivano a montare sul tetto il tipo di pannelli solari che già avevano. Concludendo quel modello non era più di loro gradimento. Fine della storia (anzi precisazione, il prezzo corrispondeva a 135.000.000 di lire italiane = € 69.700 ). La serata termina con una bevuta di limoncello e un po' di delusione. Domani se ne tornano a casa e vorrebbero rivedere il contratto. Chissà come andrà a finire.
Salutati i veneti partiamo con armi e bagagli alla volta di Le Bourget, per fare pure noi una visita al salone. Traffico domenicale nella norma sul B.P. passiamo davanti allo stadio nazionale di Francia, quello delle finali del campionato del mondo di calcio, e arriviamo a Le Bourget, il grande aeroporto parigino oramai declassato e sede del museo aerospaziale. Ci piazziamo in mezzo ad altri mille camper e passiamo la giornata in attesa che la fitta pioggia cessi. Non entreremo oggi, anche perchè con tanta gente è impossibile vedere qualcosa in tranquillità.

Nel grande parcheggio l'organizzazione ha provveduto ad installare tre Camper Service e con un po' di fortuna e abbastanza cavo ci si può allacciare alla rete elettrica. All'orario di uscita i camper si popolano, ma sono pochi quelli che partono. Con la pioggia che sta scendendo non mi scollerei dal divano neanche morto.
Nottata di pioggia a non finire.

Risveglio sotto la pioggia, per fortuna andiamo al coperto. Il Salone è distante 5 minuti e c'è poca gente, la grande ressa è passata ieri. Guardiamo le solite cose, poche quelle interessanti, solo il settore degli accessori ci risveglia dal torpore. Acquistiamo il vaso di espansione in sostituzione di quello rotto all'inizio della vacanza..Usciamo un po' delusi, ci aspettavamo qualcosa di più, solo che il salone di Parigi è molto ma molto francese, quindi l'80% è prodotto nazionale. La pioggia è cessata ma ci sono certe nuvole….
Dopo pranzo rimetto in sesto l'impianto idrico, tutto ritorna nella perfetta funzionalità. Meno male.

Non vogliamo rientrare sul B.P., che equivarrebbe, nella giornata di lunedì, ad un vero suicidio, occorre quindi trovare la soluzione per superare Parigi da nord-est. Partiamo facendo un giro che a descriverlo c'è da impazzire, immaginiamoci a farlo. Direzione Nord, nord-est, sud-est, quindi A1 direzione aeroporto Charles de Gaulle, deviazione per la A10 e successiva nuova deviazione per la A104, inserimento sulla A4 e finalmente, lasciati i raccordi autostradali, sul rilassante percorso della D231 per Provins. Da questa città prendiamo la N19 che ci porta a Nogent sur Seine, dove dobbiamo fermarci per un violento acquazzone. Riprendiamo la strada per Troyes, costeggiando la Senna, ma superiamo la città in quanto abbiamo ancora un'ora di luce e la pioggia è cessata. A Lusigny sur Barse, un paesino disperso in questa vasta campagna francese ci fermiamo per la notte, nel parcheggio vicino alle scuole. La pioggia riprende nuovamente a cadere e decisamente ci ha rotto anche l'anima. Il posto è tranquillo, non gira nessuno e vista la vivacità del posto non ci resta che andare a dormire.

Le nuvole stazionano sopra di noi, minacciose ma per il momento non piove. Raccogliamo le idee come le cose sparse per il camper che in tanti giorni, nonostante la nostra buona volontà e le pulizie quotidiane, si trovano sempre al posto sbagliato.
Riprendiamo il cammino e facciamo il punto sul tragitto da fare. Se la pioggia continua, anche noi continuiamo per rientrare a casa, diversamente deviamo per l'Alsazia e poi si vedrà. Velocemente giungiamo a Chaumont, deviazione per Contrexville D429, Passaggio a Vittel, la più famosa stazione termale francese, sosta per il pranzo con approvvigionamento della famosa acqua minerale, gratuita. Una leggera schiarita ci fa sperare ma subito dopo pranzo la pioggia continua più incessante di prima. Deviano sulla D3 per Epinal e con la veloce superstrada N57 fino a Remiremont.
Oramai non c'è più speranza che la pioggia cessi quindi tiriamo dritti verso sud. Deviamo sulla N66 e a Le Thillot facciamo una piccola sosta causa un altro violento acquazzone. Siamo tra i Vosgi che se pur belli con il sole, riservano cupe atmosfere in giornate come queste con basse nuvole che fanno da cappello ai monti. Al Col de Bussang ci fermiamo per vedere le sorgenti della Mosella in un paesaggio favoloso. Mancavano solo gli gnomi e i folletti e poi c'era tutto. Questo tratto stradale è interessante e come ebbi a dire in altre occasioni "meritevole di un ritorno". Scendiamo lungo i tornanti della N66 popolata da Tir che si sfiorano al limite dello scontro e finalmente arriviamo a Thann, graziosa e bella cittadina capolinea sud della strada dei vini d'Alsazia. Nell'area riservata ai camper proprio a due passi dal centro cittadino sostiamo per la notte. Come da copione poco più tardi arriva prima un camper D, poi due F e infine un B. Siamo in bella e europea compagnia. Il conducente del camper tedesco mi scambia per un connazionale, avendo io un camper tedesco, ma dopo le scuse e comprendendoci con un francese-tedeschizzato mi chiede se è permessa la sosta. Gli faccio notare che quando è indietreggiato ha quasi divelto il cartello (cm 130x100) che segnala l'area di sosta. Ecco perché non lo aveva visto!!!! Imbarazzo visibile dell'amicone tedesco, che fa notare alla moglie, graziosa e simpatica, la situazione.

Ed ecco che verso sera si alza un forte vento e in cinque minuti il cielo si schiarisce e appare un sole caldo, ma tardivo. Ne approfittiamo per fare un salto in centro, per ammirare le tipiche case alsaziane, la bella cattedrale e il quasi introvabile sentiero lungo il fiume appena fuori dai bastioni.

Si rientra e finalmente risentiamo radio Rai, con le solite notizie dei morti ammazzati, delle solite baruffe politiche, dei soliti ingorghi stradali, tutte cose che avevamo dimenticato.
Si riparte non molto convinti, ma del resto bisogna rientrare a casa. Prima la N66 fino a Mulhouse poi l'autostrada N36 (gratuita) fino alla frontiera con la Germania e con la A5 fino a Basilea. Formalità alla frontiera svizzera nessuna se non il controllo della vignette (del resto penso che sia ormai solo quella la preoccupazione dei doganieri svizzeri).
Allo svincolo di Egerkingen/Olten deviazione per Lucerna e nell'area di Altdorf, ai piedi del S. Gottardo, ci fermiamo per il pranzo. Veniamo affiancati da un enorme camion-camper svedese tappezzato di iscrizioni pubblicitarie. Due giovani coniugi scendono dal camper, con due enormi mastini napoletani. Notano il nostro gatto, che ha annusato il pericolo, affacciato al finestrino. Complimenti al gatto e buon motivo per attaccare bottone. Non conosco lo svedese, ahimè (più che altro per colloquiare con la svedese) ma loro parlano un discreto italiano. Dopo i complimenti per i rispettivi animali ci raccontano che sono due istruttori di palestra, hanno un centro di bellezza e stanno recandosi a Montecatini per un convegno. Tutti gli anni vengono in Italia ma è la prima volta che portano i loro bellissimi cani. Il nostro gatto, vista la innocuità dei mastini, si è comunque ritirato in mansarda. Non si sa mai!!!!

Inizia a piovere nuovamente e quindi dopo esserci salutati, saliamo al tunnel molto trafficato nel senso sud-nord. All'uscita della lunga galleria splende un bel sole!!!! e in breve siamo alla frontiera di Chiasso. Qui termina il paradiso e inizia l'inferno delle strade italiane. Alla barriera di Como sud usciamo in quanto dal CB apprendiamo che ci sono code sulla Como-Milano e non ci resta che attraversare prima la periferia di Como (mezzora), poi la SS342 Briantea per Bergamo (50km. 2 ore). Non ci sono parole.

NOTE
  • Abbiamo effettuato il percorso, in Francia, quasi esclusivamente sulla viabilità ordinaria, usando solo raccordi autostradali o brevi tratti di autostrada, peraltro tutti senza pedaggio;
  • I pernottamenti, senza preoccupazioni, tutti in sosta libera, eccetto camping a Parigi;
  • Rifornimenti idrici e scarichi senza problemi, esistono più di 2000 aree di sosta più o meno attrezzate, molte sono a pagamento. Alcuni C.S. non hanno la possibilità di scarico a raso, quindi portarsi un tubo di diametro adeguato al proprio scarico. Inoltre si incontrano molto spesso parcheggi con servizi igienici, ove è possibile lo scarico dei wc chimici e fontana acqua all'esterno;
  • Nei giorni festivi molti supermercati e negozi sono aperti;
  • Nessuna difficoltà per pagamenti con carte di credito;
  • Telefonia GSM senza problemi


  • Campeggi a Parigi (sito ufficiale)

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