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Testo e foto di Gianni&Rosanna
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Una leggerissima foschia si sta dissolvendo al levar del sole. Nell'area la gente si muove e passeggia già da molto e noi, dopo aver fatto le nostre cose con una calma da far schifo, decidiamo di andare a Parigi. Detto,
fatto. Lasciamo il mare e con la D20 ci portiamo a Doudeville
dove ci fermiamo per fare spese in modo da poter arrivare a Parigi senza
questa preoccupazione ed evitare centri più grossi dove l'affollamento
è maggiore. Ci piace fare la spesa con calma e soprattutto in
piccoli centri dove si possono trovare delle specialità locali.
Superiamo
Versailles e a Boulogne Billancourt ci immettiamo
nel Boulevard Periferique.
Sul B.P tutti immobili. Le quattro corsie del grande anello stradale
sono intasate. Il pannello luminoso segnala "traffico fluido",
meno male. Poi adagio adagio ci muoviamo e a Porte Maillot usciamo per
dirigerci al camping
del Bois de Boulogne (abbastanza caro) Gli amici veneti escono solo di pomeriggio, mentre noi li lasciamo per andare a prendere il bus che ci porterà nella grande metropoli francese e alla fermata metro di Porte Maillot.. Per prima cosa una passeggiata sui Champs Elysèes non ce la leva nessuno, pranzo al Lafayette, pomeriggio a Les Halles e Beaubourg dove incontriamo uno strano personaggio un misto tra pittore, poeta, girovago con cui parlottiamo per più di un'ora, in un miscuglio di francese-spagnolo-italiano, seduti per terra in mezzo ad una folla da far paura, accanto ai suoi "guache". Sappiamo tutto sul suo poco distante quartiere parigino dove abita, di cosa fa per vivere, dove ha passato la sua vita e che ha la mia stessa età. Onestamente ho fatto molto meno, ho viaggiato molto, ma non ho avuto la fortuna, o sfortuna, di abitare a Parigi. Passaggio quindi in Rue de Rivoli dove passiamo il tempo alla ricerca di un negozietto di profumi ed essenze da sballo. E finalmente lo troviamo "a naso". Ed è il caso di dirlo. Una miriade di essenze, di bagni, di sapone di ogni tipo e forma e l'ultima novità un profumo all'essenza di limone che invade tutto. Al solo tocco resti contagiato per due giorni. Continuiamo la passeggiata passando nel cortile del Louvre, tutto rinnovato, con nuovi ingressi e una sottile polemica in corso sul fatto della tutela del patrimonio soggetto in questi ultimi tempi a danneggiamenti e furti. Del resto non gli si può dar torto, in quanto sia la vastità che la stupidità di alcuni mettono a dura prova la bellezza e l'integrità del museo. Allora chi parla di limitazioni all'accesso, chi maggior sorveglianza e via dicendo. Nel
vasto cortile delle piramidi la gente si accalca attorno alle fontane
e ai posti a sedere, sono evidenti la stanchezza e la voglia di riposare,
anche nostra. Dopo una breve pausa rientriamo al campeggio e poco dopo
arrivano anche i veneti. Mattinata nuvolosa e un po' freddina. Gli amici veneti sono già partiti con le nostre istruzioni, ma ho avuto l'impressione che qualcosa dovesse succedere. Partiamo per il centro e a Porte Maillot prendiamo il bus 82, uno dei tanti bus che lungo il loro tragitto passano davanti ai più bei monumenti di Parigi. Questo passa dal Trocadero, poi scende alla Torre Eiffel, all'Ecole Militaire, agli Invalides, a Montparnasse, al Luxembourg e infine capolinea al Pantheon. Noi scendiamo a Montparnasse e con il metro ci spostiamo a St. Germain de Pres per andare al mercatino, molto caratteristico e dove si trova ogni bontà. Una leggera e fastidiosa pioggerella sta rompendoci le uova nel paniere, ma del resto chi viene a Parigi molto spesso incontra queste situazioni. Allora niente di meglio che ingannare il tempo e riempire la pancia in un localino, frequentato ogni volta che veniamo da queste parti. Si mangia bene, si spende poco, si va d'accordo con i camerieri (cosa abbastanza difficile per noi italiani con i camerieri parigini) che sono per giunta molto cordiali e giocherelloni. Usciamo e la pioggia si è fatta più insistente, non ci resta che approdare ad altri lidi. Passiamo davanti al cafè Le deux Magots, noto locale di Montparnasse, dove alcuni anni orsono, in una botta di vita, avevamo voluto rivivere l'incantata e romantica atmosfera parigina. Due caffè accompagnati da due cioccolatini, uno schizzetto di panna, il tutto servito su un instabile tavolino grande come un fazzoletto, ci era costato la bellezza di 200 FF (€ 30). Alla faccia!!! Ci trasferiamo da tutt'altra parte sul Boulevard Hausmann e ai Magazzini Lafayette. Bolgia infernale. All'accueil, dove avevamo chiesto informazioni per l'acquisto di un oggetto che volevamo regalare, ci vengono offerte due simpatiche borse in tela con tanto di marchio. In meno di mezz'ora troviamo l'oggetto, paghiamo e usciamo a razzo dal magazzeno dove la temperatura aveva raggiunto livelli insopportabili E
la pioggia continua a cadere. Non ci resta altro che rientrare. Concludiamo
la giornata in attesa dei veneti, i quali arrivano bagnati fradici,
incazzati neri e chi più ne ha più ne metta. In parole
povere, al mattino non erano scesi alla fermata della RER da
me indicata, ma avevamo proseguito oltre. Ritornando indietro, avevano
sbagliato il luogo dove arrivava il bus navetta che porta, gratuitamente,
alla fiera. Sicchè si erano fatti il tragitto con il bus normale
che ferma lontano dalla fiera. All'interno avevano trovato si il modello
ordinato, ma molto diverso da quello in catalogo. E per finire non riuscivano
a montare sul tetto il tipo di pannelli solari che già avevano.
Concludendo quel modello non era più di loro gradimento. Fine
della storia (anzi precisazione, il prezzo corrispondeva a 135.000.000
di lire italiane = € 69.700 ). La serata termina con una bevuta
di limoncello e un po' di delusione. Domani se ne tornano a casa e vorrebbero
rivedere il contratto. Chissà come andrà a finire. Nel
grande parcheggio l'organizzazione ha provveduto ad installare tre Camper
Service e con un po' di fortuna e abbastanza cavo ci si può allacciare
alla rete elettrica. All'orario di uscita i camper si popolano, ma sono
pochi quelli che partono. Con la pioggia che sta scendendo non mi scollerei
dal divano neanche morto. Risveglio
sotto la pioggia, per fortuna andiamo al coperto. Il Salone è
distante 5 minuti e c'è poca gente, la grande ressa è
passata ieri. Guardiamo le solite cose, poche quelle interessanti, solo
il settore degli accessori ci risveglia dal torpore. Acquistiamo il
vaso di espansione in sostituzione di quello rotto all'inizio della
vacanza..Usciamo un po' delusi, ci aspettavamo qualcosa di più,
solo che il salone di Parigi è molto ma molto francese, quindi
l'80% è prodotto nazionale. La pioggia è cessata ma ci
sono certe nuvole
. Non vogliamo rientrare sul B.P., che equivarrebbe, nella giornata di lunedì, ad un vero suicidio, occorre quindi trovare la soluzione per superare Parigi da nord-est. Partiamo facendo un giro che a descriverlo c'è da impazzire, immaginiamoci a farlo. Direzione Nord, nord-est, sud-est, quindi A1 direzione aeroporto Charles de Gaulle, deviazione per la A10 e successiva nuova deviazione per la A104, inserimento sulla A4 e finalmente, lasciati i raccordi autostradali, sul rilassante percorso della D231 per Provins. Da questa città prendiamo la N19 che ci porta a Nogent sur Seine, dove dobbiamo fermarci per un violento acquazzone. Riprendiamo la strada per Troyes, costeggiando la Senna, ma superiamo la città in quanto abbiamo ancora un'ora di luce e la pioggia è cessata. A Lusigny sur Barse, un paesino disperso in questa vasta campagna francese ci fermiamo per la notte, nel parcheggio vicino alle scuole. La pioggia riprende nuovamente a cadere e decisamente ci ha rotto anche l'anima. Il posto è tranquillo, non gira nessuno e vista la vivacità del posto non ci resta che andare a dormire. Le
nuvole stazionano sopra di noi, minacciose ma per il momento non piove.
Raccogliamo le idee come le cose sparse per il camper che in tanti giorni,
nonostante la nostra buona volontà e le pulizie quotidiane, si
trovano sempre al posto sbagliato. Ed ecco che verso sera si alza un forte vento e in cinque minuti il cielo si schiarisce e appare un sole caldo, ma tardivo. Ne approfittiamo per fare un salto in centro, per ammirare le tipiche case alsaziane, la bella cattedrale e il quasi introvabile sentiero lungo il fiume appena fuori dai bastioni. Si
rientra e finalmente risentiamo radio Rai, con le solite notizie dei
morti ammazzati, delle solite baruffe politiche, dei soliti ingorghi
stradali, tutte cose che avevamo dimenticato. NOTE
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