...verso l'Atlantico

Gran tour della Francia

 



testo e foto di Gianni&Rosanna

Il grande rientro dalle vacanze estive è oramai finito e, come solito, noi partiamo. Avendo tempo e figlio grande ce lo possiamo permettere (almeno questo non verrà messo in discussione).

E si cara Maura, inutile raccontarci i tempi in cui i nostri figli piccoli, erano fonte di preoccupazione e grandi disagi con i mezzi a nostra disposizione, le notti in tendina magari con il fondo bagnato dall'improvviso nubifragio, i vestiti fradici….. lasciamo perdere. . tu stai arrancando per l'italica penisola intruppata tra coloro che stanno rientrando a casa e noi invece……un po' di invidia? Ciapa le……

Le nostre vacanze, quindi, si discostano dal solito e obbligato clichè di ressa e traffico, ma nella sostanza sono uguali a quelle degli altri. Avevamo in mente un breve giro nel sud della Francia, trascorrere qualche giorno al mare e poi.... e alla faccia di tutti i soliti preparativi questa volta siamo andati un po' allo sbaraglio….
All'inizio pareva uno giretto, in seguito abbiamo cambiato idee e programmi, ci abbiamo preso gusto e non ci siamo più fermati. Che dire, più improvvisata di così era un bel po' di tempo che non si faceva una vacanza. E che vacanza, solo le condizioni meteo hanno posto drasticamente prematura fine alle nostre divagazioni. Questo per spiegare sinteticamente quello che abbiamo visto e vissuto nel grantour della Francia. Il nostro è un semplice resoconto delle cose viste, abbiamo lasciato da parte ogni considerazione per non rendere questa vacanza troppo "personale"

Si parte alla faccia del detto "ne di Venere ne di Marte, ne ci si sposa ne si parte". Forse era vero, quantomeno per il primo tratto di strada. Tra Bergamo e Milano le prime avvisaglie di nuvole all'orizzonte, niente paura vanno verso est e noi andiamo a ovest. A Milano il primo scroscio e a Pero, appena imboccata la MI-TO, un autentico nubifragio ci inonda letteralmente. E' un continuo alternarsi di temporali e sole e finalmente, dopo una salassata di pedaggi arriviamo a Claviere. Il passaggio di frontiera è ormai ridotto ad una sensazione visiva, solo le segnalazione e le insegne ci fanno capire di essere "di là".
In breve superiamo il Monginevro, deserto. Breve sosta per bere un caffè guardando i pochi turisti infreddoliti e frettolosi. Il vento continua a trasportare velocemente verso est nuvolaglie nere e basse, ma noi andiamo ad ovest, no!!. Non incrociamo anima, se escludiamo qualche fanatico ostinato camperista come noi. Discesa su Briançon, deserta. Siamo indecisi se fermarci in questo mortorio o continuare. Avevamo conosciuto e visitato Briançon sotto ben altro aspetto. Anche qui si decide di proseguire.
Una arrampicata di 40 km. su per la Vallèe de la Guidane, N91 e siamo al Col du Lautaret. Stupendo panorama sulle Alpi e sul Col du Galibier, mitico passo alpino, teatro di meravigliose tappe del Tour de France. Sosta e breve passeggiata per "cambiare aria". Anche qui troviamo poca gente, un forte vento e un altro camper, ma niente di più. Discesa tranquilla, è presto ed è inutile arrivare oggi a Grenoble. Passiamo sotto Les Deux Alpes e all'Alpe d'Huez, con ancora i segni del passaggio del Tour e poco oltre ci fermiamo a Le Bourg d'Oisans per trovare l'area di sosta, ma niente da fare fino a Vizille. Breve sosta tecnica (al supermercato per fare gasolio), poi ritorniamo indietro di qualche km. per pernottare a St Pierre de Vizille, nella piazzetta del paese proprio di fronte al grande giardino del castello.
Serata tranquilla, consultazione delle carte stradali per l'itinerario del giorno dopo.

Abbiamo con noi il "terzo componente" l'equipaggio, Mustafà alias Cipolla, gatto cincillà persiano, maschio. Sonnecchia, ma le orecchie sono rivolte verso i rumori causati dai bambini che giocano a pallone in un vicino cortile.
Controvoglia è stato coinvolto nella nostra avventura, come altre volte, ma è un piacere averlo qui con noi, sperando che pure lui la pensi così. A casa avrebbe sofferto troppo di malinconia, ma a me sarebbero finalmente spariti i graffi sulle mani, segno eloquente dei suoi sfoghi felini durante le nostre quotidiane battaglie e agguati


Temporale serale, tanto per concludere, come era iniziata, la giornata.

Mattinata splendida, si parte per Grenoble, città universitaria con la famosa Bastille sulla montagna di fronte, raggiunta da una originale teleferica. La superiamo velocemente con la circonvallazione direzione nord. Uscita per Voreppe poco prima del casello a pagamento, e seguendo la N75, la N85 e infine la D518 arriviamo a Vienne. Bella città lungo la Rhone con importanti resti romani. Breve sosta aiutati dal fortunoso parcheggio nelle vicinanze del centro. La N85 ci porta a Givors, bella cittadina dove ci fermiamo per il pranzo. Lunga sosta e infine via verso St Etienne che evitiamo deviando a St Chamond per Andriezieux e con breve sosta a Montbrison. Successiva sosta a Boen un bel borgo sul fiume, memorabile base di un nostro viaggio da queste parti nel 1990. Nulla è cambiato, le stradine strette, il parco sul fiume, l'angolino per la sosta, la boulangerie-patisserie dove si gustano dolci superlativi.
Procediamo in questa verdeggiante vallata per arrivare in serata a Thiers, grossa cittadina capitale della coutellerie dal medioevo, omonima della nostra bresciana Lumezzane, con l'immancabile "musée de la coltellerie". Parcheggiamo il camper e passiamo alla visita di questa città che offre, dal balcone panoramico, una vastissima veduta sui Monts d'Or e i Monts Dômes, nella regione dei Puy o Region des Volcans. Spira un forte vento che spazza tutte le nuvole di passaggio, lasciando un cielo terso. Ci soffermiamo lungamente nel centro, molti i negozi di coltelli e posate di ogni specie, forma e design. C'è da impazzire nella scelta. Visibilmente stanchi ci ritiriamo nel nostro camper, parcheggiato in splendida posizione in un'area a terrazze, a fianco della Salle polivalente Espace a due passi dal centro. Siamo soli, ma poco dopo veniamo raggiunti da un altro equipaggio francese. Uno splendido tramonto ci accompagna in questa serata fresca e limpida.
Solitamente quando parcheggiamo sotto gli alberi o vicini ad essi, non teniamo mai conto del canto degli uccelli e quindi anche stamane, allegro e squillante risveglio, molto gradito. Appena svegli sottolineiamo a vicenda uno strano episodio. Lo avevamo notato la sera precedente ma pensavamo fosse solo un caso. L'illuminazione pubblica viene tolta attorno alle 23,30-24 e riaccesa alle 3,30-4 del mattino. Fatto che si ripeterà in tutte le località sede dei nostri pernottamenti.

Partenza e visita veloce di una Clermont Ferrand domenicale senza traffico, con i grandi stabilimenti della Michelin e le notevoli Basilique Notre Dame du Port, Cathédrale Notre Dame de l'Assomption, la fontaine d'Ambroise. I francesi sono soliti definirla la Ville noire, perché quasi interamente costruita di lava. Visitare le città francesi nei giorni festivi si è sempre rivelata una mossa vincente. Si parcheggia ovunque, non gira nessuno e si può tranquillamente e senza perdite di tempo, vedere anche qualche cosa.
Approfittiamo dell'apertura di una boulangerie per prendere pane fresco e qualcosa d'altro

si cherie Maura, se non hai ancora capito siamo sempre alla ricerca di nuovi tipi di pane e soprattutto di dolci e torte, pena poi una dieta ferrea quando torneremo a casa, ma tant'è siamo in vacanza e si può trasgredire... tu invece, sempre integralista su tutto, vero?.

Deviazione verso sud per Mont Dorè attraversando la stupenda e impareggiabile regione dell'Auvergne. Valichi montani balconi naturali su vallate verdeggianti, laghetti di un intenso colore blu, piazzole di sosta in piena natura. Ci si potrebbe passare almeno un paio di settimane in autentica e assicurata tranquillità. Approfittiamo di una di queste aree "pique-nique" per pranzare tra gli abeti con i Puy sullo sfondo. Sotto di noi immensi pascoli con le mucche che pascolano liberamente al ritmo monotono e incessante dei loro campanacci. La cosa invoglia altri turisti in auto a fermarsi e alla fine da luogo solitario fatichiamo a fare manovra con il camper. Potenza della persuasione camperistica!!
A Mont Dorè, cittadina termale bella epoque, trascorriamo il pomeriggio passeggiando e osservando a quattro occhi le bancarelle che espongono le specialità di questa regione, vero paradiso dei golosi, ma gran tormento per il fegato. Si inizia dai salsicciotti di tutti i tipi, per passare al bleù d'Auvergne, una specie di gorgonzola che offre alle papille gustative una sferzata d'energia tale da far impallidire e annullare tutti gli altri gusti. Per finire le marmellate. Un'enciclopedia di sapori, introvabili in altri luoghi, ma che riservano sorprese anche al borsellino.
Si riprende la via con l'intenzione di arrivare in serata a Rocamadour e pertanto trascuriamo un pò questa zona, meritevole di una visita più accurata. Verso sera giungiamo in questa incredibile borgata arroccata su una parete da vertigine, a lato del canyon dell'Alzou. Cittadella santa della cristianità, nel XIII XIV secolo, oggi è meta di un pellegrinaggio persino eccessivo, se si guarda all'esiguità fisica del paese. Un castello e una grande chiesa sono meta di moltissimi turisti-pellegrini. Non a caso è la seconda cittadina francese più visitata dopo Mont. S. Michel. I turisti-pellegrini domenicali stanno sfollando e possiamo parcheggiare il camper proprio fuori il castello, cosa impensabile anche solo qualche ora prima. Siamo stanchi, perciò dopo cena ci limitiamo a dare uno sguardo alla cittadina illuminata da una delle terrazze soprastanti.
Con noi ci sono, poco distanti, altri quattro equipaggi francesi in una calma assoluta. Sul tardi un barbagianni si diverte a lanciare i suoi "lamenti" dall'alto di un pino. Lo intravediamo a mala pena tra i rami, distante meno di venti metri e qualche nostro timido tentativo di imitazione non fa che peggiorare la situazione. La cosa dura circa un'ora e disturba tremendamente Mustafà. Finalmente tutto tace e pure noi.

Il rintocco delle campane ci sveglia, sono le otto e dopo aver tardato ancora un pò nel letto, fatte le solite cosette mattutine partiamo per la visita della località. Discesa a piedi per la Rue de la Croix, una scalinata in mezzo alla vegetazione che scende a zig-zag verso il borgo, con piccole piazzole di sosta davanti alle stazioni della via Crucis. Si arriva alla grande basilica punto culminante dell'itinerario, l'edificio romanico di St Sauveur, con due navate e uno dei lati addossato alla parete della montagna, la cripta di Saint Amadour, la chiesetta affrescata di St Michel e la cappella miracolosa di Notre Dame (con una quantità enorme di ex voto), dove è venerata la statua della Vergine Nera. C'è ancora molta gente e assieme ai luoghi di fede c'è l'immancabile paccottiglia di negozi e negozietti di souvenirs vari. Ci soffermiamo nella visita alla chiesa e del borgo, poi, sempre a piedi, saliamo dalla Porte Basse alla Porte de Figuier (uno degli ingressi fortificati) percorrendo rue de la Couronnerie, con il quattrocentesco palazzo trasformato in Hótel de ville e le vicine abitazioni ricoperte da decorazioni e archetti. Per la ripida strada (veniamo o no dalle Prealpi Orobiche, peraltro molto belle e da visitare, capito Maura??) ci portiamo al villaggio nuovo, dove si può posteggiare e si trovano i servizi, e da qui nuovamente al posteggio. Lo stesso percorso può essere effettuato con l'ascensore, (tu Maura, mollacciona di prim'ordine l'avresti preso). che evita una sfacchinata tremenda Rientriamo per l'ora di pranzo, giusto in tempo per evitare un improvviso acquazzone che fa rientrare sul pulmann una comitiva appena arrivata.
Siamo indecisi sul da farsi e dopo un breve riposo decidiamo di spostarci in un'altra località. Con la D673 passiamo attraverso magnifiche foreste con innumerevoli punti di sosta, fino a Cales e poi verso Payrac. Ci innestiamo sulla N20 iniziando uno dei più bei percorsi della Francia, quello lungo la Dordogne. Al Belvedere di Lanzac si ha già un anteprima e successivamente a Lanzac e Souillac il paesaggio non è da meno. A Souillac deviamo sulla D703 per Beyrillac per meglio seguire il corso del fiume fino a Sarlat La Caneda. Per gli appassionati della canoa è un vero paradiso…. .remember Maura??.
Cittadina sorprendente che ci accoglie con una bella area di sosta per camper. Si parcheggia e si parte alla visita della città, notissima per il suo mercato che si tiene ogni sabato sulla place de la Liberté. Un centro storico molto significativo con la rue des Consuls e le case che vanno dal 13° al 18° sec., la cattedrale Saint Sacerdos e il suo organo e la chapelle des Pénitents bleus. Le viuzze sono piene di negozi di antiquariato e una mostra sul Bibendum, il classico omino di Michelin, si tiene alla maison de L'Office de Tourisme, ghiotta occasione per vederla.
Ci sono molti turisti specialmente inglesi che invadono ogni angolo e ogni negozio. Tralasciamo il resoconto dell'acquisto di liquori, in quantità da cirrosi fulminante, da parte di un gruppo di turisti inglesi che, data l'età, "niente sesso siamo inglesi" ma quanto ad alcool ci vanno di brutto.....
Trascorriamo tutto il pomeriggio a zonzo per negozi con l'immancabile acquisto dell'oca di maiolica, creata in tutte le forme e dimensioni e poi rientriamo al camper. Poco dopo ci raggiunge un equipaggio veronese, reduce dalle coste atlantiche di Biarritz e in viaggio per casa. Convenevoli di rito, scambi di informazioni, esperienze di animali al seguito (lui ha un grosso cane pastore belga!!!!). Vien presto ora di cena e altrettanto per andare a nanna. Le nostre serate sono all'insegna dell'assoluto far niente, unica eccezione quella di sbrigare tutte le cosine che ogni amico di animali in camper, sa.

Lasciamo Sarlat in una stupenda mattinata di sole. Con la D46/D703 ci portiamo nella magnifica e sorprendente La Roque Gageac sospesa tra la falesia e il fiume e seguendo le anse della Dordogne a Beynac. Qui ci soffermiamo un pò di più avendo trovato uno spazio sufficiente al nostro mezzo. Saliamo alla conquista del vecchio castello posto alla sommità del borgo. Quindici minuti di ascesa, a piedi, in apnea e al termine troviamo un bel piazzale!!!!! dove potevamo posteggiare. Il luogo merita la scarpinata, la vista sul fiume appaga i nostri sforzi, il castello e il borgo, tutto è rimasto intatto. Breve giro al balcone panoramico, il castello apre troppo tardi rispetto al nostro programma. Scendiamo al nostro camper mentre un battello sta proprio partendo dal molo per un largo giro lungo il fiume. Peccato!!!
Seguiamo la D703 per St Cyprien poi attraversato il fiume a Siorac en Perigord, ci fermiamo per il pranzo. Sosta presso il laghetto nel centro paese, accanto al comune. Con la D25 arriviamo a Le Buisson. Deviazione sulla D29 per Badelois sur Dordogne, altro stupendo punto panoramico, e infine, sempre costeggiando la Dordogne, con la D660 arriviamo a Bergerac. Cittadina notissima con diverse curiosità in città e nei dintorni: Il musée de la Préhistoire nella fortezza, il musée della storia del tabacco, molto coltivato in zona, la Chiesa fortificata di Tayac, il vino liquoroso di Monbazillac, indispensabile per il foie gras. E per finire la grotta di Font de Gaume e le sue pitture rupestri, la grotta des Combarelles egualmente ricche di disegni murali e le grotte di Rouffignac, già conosciute dal 16°sec. e visitabili a bordo di un piccolo treno elettrico.
Inutile dire che il Perigord è molto bello, con paesaggi da lasciarci il cuore, con il traffico inesistente, con possibilità di sosta senza problemi, con un'infinità di oche starnazzanti da far paura, ecc.
In un allevamento posto accanto alla strada ci fermiamo per vedere questi simpatici pennuti, un migliaio, che ci piacciono più da vivi che da morti. Ebbene. Non sappiamo se sia stato il nostro arrivo, se fosse il loro naturale comportamento o qualcosa d'altro, ma sta di fatto che ad un certo punto sul bello di fotografarle, tutte assieme si sono messe a starnazzare, a correre, a volare e soprattutto a gridare al punto da essere costretti a rientrare nel camper coperti da una nuvola di piumino e di polvere. Che casino, ragazzi!! Evidentemente non si trattava di oche mute. Innestiamo la prima e via, prima che qualcuno ci facesse fare lo stesso esercizio.
Da Bergerac per Libourne con la N89. Tutto procede bene, ma all'ingresso della città veniamo incanalati su una stradina che porta in pieno centro. Per farla breve, dopo un'ora di giri a vuoto in viuzze da infarto, rischio, evitato per un millimetro, di rigare una fiancata, deviazioni di percorso continue, riusciamo a immetterci su una strada con una insolita segnalazione per Bordeaux. Dopo qualche chilometro ci accorgiamo di essere su una strada diversa, la D670 che conduce sempre a Bordeaux, ma via St Andrè de Cubzac, a nord. Niente paura. Stiamo attraversando la regione dei vini del bordeaux il che non guasta ne la vista prima, ne il palato poi. Alla deviazione per Bordeaux troviamo la strada sbarrata!!!!. Giri e inversioni di marcia a non finire e dopo un pò di tempo, spazientiti da questo contrattempo continuiamo sulla strada che ci porta verso St Andrè de Cubzac, mandando alla malora la città. Passiamo da St Emilion con i suoi chateaux, ossia le caves più famose dei gran cru, il meglio dei vini bordeaux. Non sto ad elencare i vini più famosi di questa zona tralasciando quelli che sono i vini del Medoc sull'omonima penisola, altrimenti….
Dopo questa orgia di nomi, il vino lo porteremo solo a casa, essendo astemi puri, durante l'inverno troviamo sempre qualcuno che ci fa compagnia, continuiamo sulla strada sempre fiancheggiata da immensi vitigni.

Non voglio malignare, Maura, ma so che ami i buoni vini e qui certamente non ti annoieresti, se poi li abbini a qualche buon piatto...

E' pomeriggio inoltrato e dopo le divagazioni e gli acquisti vinicoli (che prezzi!!!!), si impone di trovare un posticino per la notte. Superiamo St Andrè de Cubzac (finalmente) seguendo la D689 per St Gervais fino a Bourg, sull'estuario, dove era segnalata un'area che troviamo occupata da una festa. Poco oltre deviazione per una strada laterale ci conduce alla foce della Dordogne.
Lungo una stradina stretta fiancheggiata da un lato da casette e villini e dall'altra dal fiume giungiamo a Le Rigalet e nel parcheggio, proprio sulle rive della Gironde, ci fermiamo per la notte in compagnia di un camper tedesco. Il paesaggio è meraviglioso, il sole sta calando proprio all'orizzonte specchiandosi nelle acque e mandando bagliori che rendono surreale il paesaggio fatto di grigie case e con evidenti i segni dell'umidità e della salsedine. Il mare non è molto lontano e già sono evidenti gli effetti della bassa marea.
Non c'è anima viva in giro, questa località è costellata da seconde case stile ani '40, la maggior parte della gente è impegnata nell'entroterra nei vigneti, il momento della vendemmia si avvicina. Spira un vento fresco e pertanto ci limitiamo ad ammirare il paesaggio dal camper, una passeggiata sarebbe stata meglio, ma avremo modo di rifarci
.

continua gran tour >>


avventure
aree sosta camper
home

Copyright © campereavventure
Tutti i diritti riservati- All Rights Reserved Tous droits réservés