Le avventure europee… e oltre di due canadesi in camper

Turchia - La Cappadocia

testo originale e foto di Chantal e Michel
traduzione Maura2002

 

Mercoledì 3 aprile 2002 (seguito)
Dormiamo sull'isolotto chiamato Canada (pronunciare Djanada) che vuol dire "isola del cuore".

Giovedì 4 aprile
Piove in modo intermittente. Il cielo è coperto. Decidiamo quindi di non viaggiare oggi. Andiamo nel centro città. C'è un mercato. Poi andiamo all'internet café. Posso collegarmi col telefono 1$ per un po' più di un'ora. I giovani turchi presenti, tra cui il proprietario del caffè, notano la nostra fotocamera digitale. Il proprietario vuole che lo riprenda e che gli mandi la foto su internet. Alla fine Chantal fa parecchie foto e io gli masterizzo un CDrom. Facciamo sensazione dal punto vista tecnologico!
Torniamo alla nostra isola. Ci sono parecchi turchi. Centellinano le loro birre mentre giocano al backgammon (?) tra i temporali. All'ora di pranzo, fa vento forte, ma la pioggia ha smesso.
Io tiro fuori il mio barbecue ma non funziona bene. Un signore, che avevo già salutato in una macchina proprio vicino a noi, arriva con una bombola e il suo fornello a gas. Vuole aiutarmi ma io ho già tirato fuori un'altra bombola. Allora vuole regalarmi una bottiglia di wisky ancora nel suo imballaggio di cartone. Non possiamo accettare. Ci prega di farlo. Alla fine gli mostro che ho anche io la stessa. Chantal ci offre un bicchiere di vino. Incomincia una conversazione in un inglese molto frammentario, aiutata dal nostro vocabolario turco-francese.

Poi mi dice che tornerà. Dieci minuti più tardi è di ritorno con un piatto di insalata e frutta. Infine, dopo aver raggiunto sua moglie al telefono portatile, ci invita a casa sua dove ci serve dei frutti e del tè. Sua figlia più piccola è molto felice di parlare in inglese. Andiamo anche su Internet per vedere il sito di Chantal ecc. Il nostro ospite è un professore di tecnologia agricola. Confessa di amare molto l'alcool. Si dichiara marxista, ma non odia gli americani. Dice di non amare né gli Hezbollah né gli israeliani. E' stata una deliziosa serata, molto fruttuosa.
A volte siamo sorpresi dalle domande dei turchi che ci sembrano indiscrete.
Sono numerose le persone di ogni età che ci chiedono il prezzo del nostro camper. Quella sera la signora ha chiesto a Chantal la sua età.

Venerdì 5 aprile
Riprendiamo la strada verso est. Attraversiamo degli altipiani tra 1000 e 1300 m. più qualche passo a 1600 m. Aggiriamo il Beysheir Golu e ci rechiamo fino a Yesildag, un piccolo villaggio un po' anacronistico. Di ritorno a Beysehir, esitiamo ad installarci sulla spiaggia perché ci sembra luogo di incontro di giovani che vengono in macchina a bere birra.
Alla fine ci mettiamo in uno posto vicino al fiume e a un ponte. Passeggiata in città dove mi faccio tagliare i capelli. Bisognava filmarlo. Per 2.50$ ho diritto a tutto, compreso il taglio dei peli del naso e delle orecchie, la depilazione della parte superiore del naso, la bruciatura di alcuni peli, l'acqua di colonia, …

Sabato 6 aprile
Ci mettiamo in cammino presto per evitare i curiosi del mattino su questa posto. Sosta sulla strada per la colazione.
Arriviamo a Konia, una città di 600.000 abitanti senza piantina dettagliata della città. Finiamo per trovare le informazioni turistiche. E' chiuso. Tuttavia, in un hotel, troviamo una carta turistica. Visita la museo Mevlana (palco dei dervisci danzanti) e il museo delle ceramiche. Passeggiata in centro. Foto e immersione nelle folla. Poi ci mettiamo in marcia sempre verso est. La strada è completamente dritta e piatta per quasi un centinaio di km.: Attraversiamo un altipiano dove coltivano probabilmente grano. E' più piatto delle pianure dell'ovest canadese. Ci fermiamo a Sultanhani per la visita ad un magnifico caravanserraglio. Dei ragazzini si precipitano su di noi per elemosinare dei soldi, delle caramelle dei berretti. Non mollano. Noi nemmeno!

Troviamo una coppia di belgi fiamminghi Krist e Edwige che viaggiano con un bimbo handycappato mentale. Sono sulla strada di ritorno di un viaggio di 9 mesi che li ha portati in Siria, Giordania, Egitto… Li invitiamo per l'aperitivo, ci invitano a cena. Hanno anche loro un Macintosh, una fotocamera digitale, … Siamo sulla stessa lunghezza d'onda su molti punti. Ci ricordano i nostri amici Claudia e Kurt.
Aneddoto interessante: hanno incontrato in Siria e Giordania gli stessi austriaci che noi. Confrontiamo le foto.

Domenica 7 aprile
Nello stesso campeggio dove siamo noi c'è una coppia di francesi con una Toyota 4X4 con un equipaggiamento da raid nel deserto. Sono al loro ottavo mese di un viaggio attorno al mondo che potrebbe durare 5 anni. Ci mostrano il loro diario di bordo, degli articoli di giornale…

Partiamo per la valle di Ihlara dove, lungo un canyon, ci sono un gran numero di grotte, la maggior parte scavata dagli uomini. Molte di queste grotte sono state -delle chiese rupestri, dei monasteri, risalenti al dodicesimo secolo. Si vedono a volte delle magnifiche pitture religiose. Sfortunatamente questi siti non hanno manutenzione e sono in larga parte oggetto di vandalismi. Tuttavia ciò che resta vale lo stesso la deviazione. A Selime siamo di nuovo stati assaliti dai bambini che chiedono l'elemosina.
Dopo aver contrattato il prezzo del parcheggio, dormiamo nel parcheggio dell'ingresso della valle d'Ihlara. per 4$ possiamo passarci la notte e restarci il giorno dopo senza pagare.

Lunedì 8 aprile
Con un grosso zaino, tutta l'attrezzatura fotografica, scendiamo i 400 scalini (che bisognerà risalire) verso la valle. Visita di molte piccole chiese rupestri. Sono chiese che sono state scavate nella roccia. In generale ci sono anche degli spazi che sono stai abitati da 8 a 12 secoli fa. Disgraziatamente un gran numero di affreschi sono stati danneggiati.
Qualcuno ha inciso il suo nome, altri hanno semplicemente distrutto le facce (periodo iconoclasta). In effetti la religione mussulmana vieta la rappresentazione di esseri viventi, in particolare umani, nei luoghi di culto.

Durante la nostra passeggiata, incontriamo molti gruppi di turisti francesi e belgi che viaggiano in famiglia, e anche un gruppo di studenti turchi (un autobus pieno) venuti a fare "trekking".

Dopo al visita di una parte delle vallata, risaliamo i 400 scalini poi prendiamo la direzione di Nigde. Il nostro scopo è di andare al mercato e anche di visitare un monastero scavato nella roccia a Atkas. Di passaggio ci fermiamo nel villaggio di Guzelyurk dove vediamo anche delle abitazioni troglodite.

Per noi che viviamo a 30 m. d'altezza, siamo sempre in altitudine poiché la strada serpeggia a 1300 m. con degli altipiani a 1700 e un passo a 1812m.

A Nigde, mentre sono parcheggiato, Chantal si mette alla ricerca di un ufficio informazioni turistiche. Niente che indichi dove stia. E' ben imboscato in fondo a un cortile, al terzo piano di un edificio. Per fortuna al municipio, Chantal è riuscita a trovare qualcuno che ce la porta. Tre impiegati di cui uno che parla inglese ma non lo capisce, non possono rispondere alle sue domande. Alla fine uno di loro accompagna Chantal presso un organizzatore di circuiti turistici per la clientela francese. Ottiene dunque alcune informazioni e una scarna brochure in inglese, ma nessuna piantina della città.
Alla ricerca di un posto per dormire, all'uscita della città vediamo un camper tedesco fermo un una nuovissima e grande stazione di servizio. Dopo aver chiesto informazioni, ci confermano che passeranno lì la notte.
Facciamo quindi il pieno e ci piazziamo anche noi. Verso mezzanotte un camion frigorifero si piazza giusto davanti a noi. Ci spostiamo dunque, allo scopo di essere più lontani dal ronzio.

Martedì 9 aprile
Ci mettiamo in viaggio per Derinkuyu. Raggiungiamo i tedeschi coi quali visitiamo questa città sotterranea che poteva ospitare 10.000 abitanti su 10 piani.
Chantal compra delle bamboline. Una anziana signora perseguita Chantal per vendergliene delle altre. Impossibile farle capire che ne abbiamo già comprate e che è tutto. Andremo p in Cappadocia, questa vallata piena di camini di fate.

All'ufficio informazioni turistiche di Urgup, siamo accolti da tre uomini. Uno di loro è professore di francese e parla un eccellente francese. Ci dice che nel villaggio vicino c' è un buon campeggio. Andiamo la villaggio dove un giovanotto dell'ufficio turistico sale con noi e ci fa fare un giro dei posti che potrebbero piacerci. Terminiamo con un thè nel suo ufficio. Il campeggio scelto è molto bello e la vista sulla vallata è carina. Tuttavia il proprietario è molto difficoltoso nella contrattazione del prezzo. Appena un modesto 10%.

Mercoledì 10 aprile
Visita del triangolo Urgup, Avanos, Goreme. I camini delle fate sono molto spettacolari. Vedere le foto.

Ci piazziamo nello stesso campeggio. La moglie del proprietario, una signora di circa 55 anni fa una chiacchieratina, un misto di turco, francese, tedesco e inglese. Si toglie il foulard. Porta Chantal a visitare il ristorante e le dépendances che si addentrano su tre piani nella roccia. C'è anche una piscina esterna (vuota) e 27 pannelli solari per il riscaldamento dell'acqua.

Giovedì 11 aprile
Giornata di relax: bucato a mano, siesta. Il tempo è magnifico, sole, temperatura di circa 20°C , vento leggero. Dopo il lunch, la moglie del proprietario ci offre delle pizze turche fatte da lei. Deliziose!

Dal nostro camper, vediamo i villaggi di Goreme e Avanos. Dopo aver consultato la guida Blu, la Guida du Routard, e di lonely Placet, decidiamo di scendere a mangiare a Goreme. Ci faremo il tragitto a piedi, circa 2,5 km. in orizzontale e 400 m. in verticale. Una piccola camminata per farsi venire appetito e un'altra per digerire o smaltire al ritorno. Abbiamo trovato tre ristoranti e dei piatti che vogliamo provare. Ci fermiamo al primo e chiediamo la carta coi prezzi. Al secondo, i prezzi sono un po' più alti. Chantal lo fa notare e subito ci abbassano il prezzo. Al terzo, il Sedef, c'è il guvec keremitte che stiamo cercando. E' un ragù di agnello (o di montone) cotto in una terracotta. E' più caro, Chantal contratta subito un prezzo migliore più basso del 30% circa. Sovente i contorno non sono compresi. Li mettono gratis. È' una leccornia. Il servizio impeccabile e abbiamo imparato che si può contrattare anche al ristorante.
Al ritorno troviamo 3 caffè internet. Siccome non abbiamo il computer con noi, né i nostri testi su Cdrom, non facciamo che una breve sosta per mandare un messaggio dimenticato l'ultima volta.

Venerdì 12 aprilein direzione di Malatya e del Nemrut Dagi


<<< versione in francese>>>

 

 

       
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