Le avventure europee… e oltre di due canadesi in camper

La Turchia


testo originale e foto di Chantal e Michel
traduzione Maura2002

 

Siamo diventati milionari.

Mercoledì 20 marzo 2002
La notte sulla spiaggia vicino a Marki è stata molto tranquilla o quasi, nessun rumore se non, verso mezzanotte, alla chiusura dei bar, tre auto di ragazzi che venivano a fare un po' di "necking", come noi 40 anni fa! Quindi non volevano disturbare nè essere disturbati ma piazzarsi ai due lati accanto a noi. Al mattino si sente solo il rumore delle onde. Lontano, ma neanche troppo, tre piccole barche di pescatori si danno da fare.
Ci mettiamo in viaggio verso la Turchia. Siccome vogliamo visitare Edirne, soprattutto per la sua moschea, decidiamo di non passare la frontiera a Kipi, ma a Pazzarkule, vicino a Edirne.
Prima di passare la frontiera, facciamo qualche provvista tra cui la carta igienica, rara in Turchia, almeno noi crediamo. Compriamo delle sfogliate al formaggio feta, una delizia.

Ci fermeremo in un internet café. Non riesco a collegare il mio computer. Facciamo quindi col PC del caffè in questione e con la lingua greca. Ho dovuto fare un CD dei miei resoconti.

La strada è in costruzione. I cartelli stradali assenti. Ci sbagliamo e ci ritroviamo in un villaggio sperduto. Finalmente il posto di frontiera. E' una piccola frontiera. Siamo soli. Il posto greco è ben sorvegliato: poliziotti, militari con mitragliette in mano, sbarre abbassate. Presentazione dei passaporti, della carta di circolazione del veicolo. Almeno tre doganieri-poliziotti esaminano i documenti. Dura almeno 15 minuti. Poi ci aprono le sbarre. Saluti con la mano e sorrisi.

Avanziamo verso il posto di frontiera turco, su una stradina di terra in pessimo stato. Arrivo alla frontiera turca, stessa situazione: militari armati. Ci fermiamo, siamo soli. Sono un po' preoccupato perché sembra che più a sud a Kipi, bisogna spesso attendere parecchie ore. Mi aspettavo di dover rispondere a tutta una sequela di domande. Infine, dopo essermi liberato di una tassa di 10 $ e qualche formalità più veloce del posto di dogana greco, anche se c'è stato un problema con il mio passaporto francese e la residenza in Canada, la faccenda si aggiusta molto rapidamente. L'insieme delle formalità è durata 10 minuti. Quando il militare vuole avvisare i suoi colleghi per lasciarci passare, le pile del suo walkie-talkie sono morte ( davvero!)… Mi chiede se ho delle pile, vuole comprarmele, gliele regaliamo con piacere. Ci spiega che possiamo dormire ovunque in Turchia, ci da tutte le informazioni che può…

La Turchia ci appare subito come un paese molto pulito. La guida ( fino ad oggi) è normale. La gente ci saluta e ci sorride.
A Edirne compriamo una tessera per il cellulare. Il nostro numero è 011 ( per l'internazionale dal Canada) 90… Le ragazze che ci hanno risposto l'hanno fatto con competenza e affidabilità. In strada la maggior parte delle donne è vestita all'occidentale. Qualcuna porta un foulard.

Facciamo i nostri primi prelievi. Siamo multimilionari poiché 1.18 $ valgono circa 1 milione di lire turche. Bruciamo quindi i milioni come Bill Gates.

Visita della bellissima moschea. Siamo impressionati per la vastità della sala della preghiera.
Passeggiata nelle strade animate, nei bazar. Vecchie case in legno. Gli studenti liceali portano tutti la divisa. La scuola è obbligatoria per 8 anni.
Passiamo la notte nel parcheggio della moschea, cullati dall'incantesimo dell'iman, anche se alla 4 del mattino ci da una brutta sveglia.

Giovedì 21 marzo
La città ha cominciato ad animarsi solo verso le 7.30. Piove. Un posteggiatore abusivo tenta di esigere il prezzo del parcheggio per la giornata. E' cascato male! Chantal era al corrente del sotterfugio e l'abbiamo smascherato facilmente.

In città le strade sono davvero in cattivo stato. Prendiamo l'autostrada in Turchia per la prima volta… è splendida: tre vie, in perfetto stato e soprattutto non rifornita ma cara: circa 20 km 3$.
Le strade si susseguono ma non si assomigliano. Ci sono delle sezioni in perfetto stato seguite da tratti dove possiamo circolare ad appena 40 km/h talmente tutto è scassato e fangoso.

Faccio il pieno di acqua ad una fontanella ai margini di una stazione di servizio. IL benzinaio e il padrone mi aiutano e ci offrono del te. Poi il pieno di gasolio. E' il nostro primo cay. Adesso c'è sole.

Arriviamo allo stretto dei Dardanelli che bisogna superare in ferry. Ci fermiamo sul porto. Un'orda di venditori si avventa su di noi. E' il nostro primo contatto con tutti questi venditori. E siccome siamo i soli turisti e anche i primi turisti dopo l'inverno, sono "affamati". Primo spuntino in un baracchino: palline di carne e delle grandi sardine impanate e alla griglia. Delizioso ma non molto abbondante. Pasto, insalata e bevande per circa 8$.
Per quanto riguarda il traghetto è un imbroglio. Mi fanno 3 volte il prezzo del veicolo di dimensioni maggiori ( minibus, camioncino). In più devo pagare il parcheggio durante l'attesa del traghetto.

Eccoci ora in Asia. Continuiamo verso Izmir e ci fermiamo per passare la notte su un promontorio con una vista magnifica sull'entrata dello stretto. Il silenzio è rotto solo brevemente dalla breve visita di un gregge di montoni e del suo pastore che Chantal si affretta a fotografare.

Venerdì 22 marzo
Decisamente sappiamo trovare gli angolini romantici della regione. Delle coppiette in macchina sono arrivate fino a tardi questa notte. Sono molto discreti, tranne un mini-van Toyota vecchio modello alle 4.30. Non sono rimasti molto, appena il necessario per lasciare le loro bottiglie di birra vuote.
In più questo ha coinciso con la preghiera della moschea. Saremmo quindi stati svegliati in ogni modo.

In marcia per il sud, ci fermiamo ad un supermercato. Ci troviamo di tutto, soprattutto una grande varietà di carne ben tagliata. Non ne avevamo trovato in Grecia e nemmeno in Italia. In effetti, in questi due paesi per avere una scelta nella varietà delle carni abbiamo dovuto cercare le macellerie. Non è facile quando si è stranieri di passaggio. I prezzi mi sembrano molto buoni. Troviamo anche della birra, del vino, della carta igienica e del panno-carta. E noi che ne avevamo fatto scorta.

Visita del sito turistico di Assos. Porto magnifico, anche sotto un diluvio.

Un po' più lontano, in una grande stazione di servizio, vedo un piccolo ristorante e dei bus che stanno lavando. Ci fermiamo per fare il pieno di acqua e gasolio. Finalmente faccio anche lavare il camper molto sporco. Lavaggio a mano 3.50$ circa.
Le strade sono tutte molto brutte, caotiche e soprattutto il rumore è infernale. Il rivestimento contiene poco bitume. Quindi si consuma facilmente.

Scalo per la notte sul molo di un piccolo porto di pesca a Seytansofrasi, a 2 metri dall'acqua e a 1 metro d'altezza. Il GPS però indica 34 metri. Il fatto è che da l'altitudine in rapporto all'ellissoide medio.

La Turchia è al 99% musulmana. La proporzione delle donne che portano il costume è più bassa di quella che si vede al Costo del mercato centrale metropolitano di Montréal. Tuttavia, dobbiamo distinguere tra integralismo e religione musulmana. D'altronde la Turchia è un paese laico per sua costituzione.

Sabato 23 marzo
Sosta notturna in un piccolo porto. Sito magnifico. Temporale e diluvio stanotte. Nessun canto proveniente dalla moschea alle 4.30 . Un temporale violento ha provocato un'interruzione generale di elettricità.
Ci rechiamo a Pergamo. Siamo accolti molto gentilmente da un turco che parla molto bene il francese. Ci propone, senza obbligo di acquisto, di visitare una fabbrica di tappeti, ecc… Visita rapida del sito archeologico perché la pioggia e il temporale fanno innervosire. Ci spetta anche un po' di grandine! All'uscita seguiamo "il nostro turco" piazzista di una fabbrica di tappeti. " Non siete obbligati a comprare!" prima di metterci in marcia, gli abbiamo specificato molto chiaramente che noi non compreremo, sicuramente non oggi, e che abbiamo l'intenzione di fare tutta la Turchia ecc… Le condizioni da parte nostra erano molto chiare. Visita della fabbrica: tre donne stanno incominciando il loro lavoro di tessitura. Tre!! per il pubblico. In seguito, ci spiega come sono fatti i tappeti e comincia a mostrarcene con l'aiuto di un assistente. Ci offre una pizza turca e una bevanda allo yogurt. Delizioso. poi arriva il responsabile.. Si, c'è un tappeto che ci interessa. Ma io non cedo, non accetto oggi. Il nostro venditore fa pressione con ogni mezzo. Suda. Noi restiamo tuttavia sulle nostre posizioni. Inutile dire la sua delusione.

Siccome non fa bel tempo, ci fermiamo in un campeggio in riva al mare. Il posto è magnifico. Non ci siamo che noi e il custode.

Domenica 24 marzo
Ci mettiamo in viaggio per Cesme. Il tempo è variabile e fa freddo, perfino molto freddo, per la stagione: 3,5 °C al nostro risveglio. La strada è bella. Incontriamo almeno 5 posti di blocco della polizia. E' quasi normale. Ci sono poliziotti in continuazione. Fermano auto e camion.

A Izmir abbiamo cercato l'ingresso dell'autostrada. Non compariva al posto giusto sulla cartina stradale ed era assente dalle carte del GPS e del computer. Cesme non è indicata, forse ci sono delle indicazioni che non abbiamo capito. Finalmente prendiamo una tangenziale sulla quale troviamo tutte le indicazioni. L'autostrada è magnifica, la vista splendida e il traffico totalmente inesistente. Il prezzo ancora 3$ per 120 km.

A Cesme parcheggiamo di fronte al porto e alla stazione di polizia. Passeggiata a piedi, acquisto di una borsa per Chantal, contrattazione. Troviamo un internet café che accetta che io mi colleghi col mio PC. Ci sono 18 computers quasi tutti utilizzati. Ci mettiamo 2 ore a fare pulizia nelle nostre caselle di posta sovraccariche di spam. Costo della connessione 2$ . Bisogna tuttavia confessare che la connessione è piuttosto lenta: 56 kb/sec. E tutto quello disponibile qui, niente cavo, niente RNIS, niente ADSL. Ma niente proxi o cache, con indirizzi privati fissi funziona bene.

Piove e fa vento sempre. Il freddo, la pioggia ci trapassano.

Lunedì 25 marzo
La pioggia diventa sempre più intermittente man mano che il giorno avanza. Tenuto conto del cattivo tempo decidiamo di riposarci e di fare dei lavori utili: mercato, bombola del gas, informazioni turistiche, passeggiata nella città vecchia e lungo il porto, ecc… Le bombole del gas , anche se compatibili con le francesi, non sono le stesse. Sacrifichiamo quindi la bombola italo-greca e installiamo una bombola turca pagando un deposito di 5$ che è minimo in rapporto al prezzo praticato negli altri paesi. Il gas è a un prezzo paragonabile.

Martedì 26 marzo
Ci mettiamo in marcia per Efeso, probabilmente il più bel sito archeologico dell'Asia Minore. E' quindi il più visitato. Nei pressi, andiamo in un campeggio nominato nelle relazioni stabilite su internet ( grazie Sylvie). Bello, buono, non caro, pagamento in Euro!! Come in precedenza non c'è ancora l'acqua calda e gli impiegati si preparano per la prossima stagione. Siamo i soli clienti. Possiamo metterci quasi sulla spiaggia. E' magnifico. Facciamo il bucato, a mano. Il vento forte asciuga i vestiti in poco tempo sotto gli eucalipti.

Mercoledì 27 marzo
La notte è stata molto fredda. Il termometro del pannello di bordo indica 2.5 °C all'esterno alle 7 ossia quasi un'ora dopo l'alba. La giornata si annuncia bella.

Visita di Efeso. All'arrivo sul posto ci facciamo adescare da una sedicente guida che ci spiega che il sito è lungo e in pendenza. Ci sono due entrate: una in alto e una in basso, dove siamo noi. La distanza da percorrere è di 3 km in ogni senso. Vengono dei bus a portarci gratuitamente in alto di modo che non abbiamo che da ridiscendere verso il nostro veicolo, a condizione di fare una piccola visita… Questi bus sono finanziati da una ditta locale di gioielli. Accettiamo dichiarando nel contempo che non compreremo.
Alla fine visita abbreviata ed è quello che ci auguravamo.
Visita della moschea e della basilica di San Giovanni. Molto deludente, soprattutto per la basilica di cui non restano che delle pietre sparse, senza alcuna spiegazione o illustrazione. In più la spesa dell'ingresso si somma a quella del parcheggio per arrivare quindi ad un costo orario elevato.
Visita del museo che è molto bello e che ci è piaciuto.

Di ritorno al campeggio, incontriamo una coppia di austriaci che passano a piedi davanti al nostro camper. Parliamo un po' e scopriamo che viaggiano 6 mesi all'anno. Il loro camper è molto speciale. E' stato concepito e realizzato su misura. Ogni comfort, è allestito su un Man 4x4.
E' un veicolo veramente fuori strada con delle ruote alte 2 m. Hanno fatto quasi tutti i paesi in "…istan" ( vecchia URSS) Tornano dallo Yemen e dall'Arabia Saudita passando dall'Irak e dalla Giordania. Sono stati in precedenza in Iran, Pakistan, India ec… Hanno tutto quello che serve per attraversare qualunque deserto. Ci sentiamo davvero pantofolai vicino a loro.

Giovedì 28 marzo
Strada verso Pamukkale. Sui tre quarti del tragitto, strada eccellente con vero asfalto. Nelle città, una circonvallazione a più vie divisa da un terrapieno centrale con fiori ricadenti lungo uno dei muretti del terrapieno. Magnifico.

Spesa in un supermercato immenso e nuovissimo come se ne trovano in Francia, in Italia. Ben fornito di tutto. I prezzi delle carni in particolare sono molto interessanti.

Visita del sito dove ci sono delle vaste vasche di calcare che si estendono su molti chilometri, in mezzo a vestigia romane anch'esse molto vaste.
La costruzione di alberghi e la deviazione dei corsi d'acqua hanno completamente devastato il sito già classificato dall'Unesco. Il governo ha finalmente deciso di fare dei tentativi di restauro. Per fare questo, sono stati distrutti gli alberghi, sono state messe in opera delle nuove canalizzazioni al fine di riportare l'acqua alle vasche e tentare di ristabilire il processo di formazione dei depositi calcarei. Benchè siamo al di fuori del periodo turistico questo pomeriggio abbiamo contato più di trenta autobus presenti contemporaneamente sul sito. E i giapponesi, fenomeno rarissimo, sono in minoranza superati di parecchio dai tedeschi.

Dormiamo nel parcheggio di fronte al museo. Dopo il tramonto, più nessuno tranne il guardiano del museo e la polizia turistica ( polizia a disposizione dei turisti). Siamo ancora ben protetti.

Venerdì 29 marzo
Un cane ha abbaiato questa notte, ma niente iman per svegliarci. Verso le 7, mettiamo il naso fuori: un'orda di giapponesi ritorna verso il suo autobus.
Ci mettiamo in marcia presto verso Mula e Marmaris. Dobbiamo fare dei passi a più di 1200 m. dove la temperature scende a -1°C. Un vasto altopiano di terre bellissime, piatto come la regione di St. Hyacinthe. Gli alberi non hanno ancora le loro foglie. Certi alberi da frutta sono in fiore. A Mugla ci sono delle belle costruzioni, nuovissime. Altre sono in costruzione: è l'università.

Ancora dei passi. Vicino a Gokova, a 600 m. di altezza, ci appare un magnifico panorama sul mar Egeo e sulla baia di Gokova. E' talmente bello che decidiamo di fare una deviazione. Il villaggio è magnifico. Le case sono in stile ottomano. Chantal si concede delle foto. Io ne approfitto anche per fare una piccola riparazione ad un tubo flessibile. Parcheggiamo sulla spiaggia vicino al porto.

Una passeggiata lungo la spiaggia ci porta ad un piccolo caffè dove decidiamo di fare uno spuntino. La terrazza del caffè da direttamente sul mare. Non c'è scelta: toast e birra o tè. Il toast è un pane ripieno di salame, formaggio condito con Ketchup, poi scaldato in un grill.

Vicino al caffè c'è uno spiazzo per pic-nic e delle persone del posto fanno un pic-nic, cantano.
Facciamo una passeggiata di molti km. costeggiando il mare, attraversando anche un immenso e magnifico terreno per pic-nic, campeggi, il tutto in una pineta molto profumata e ombreggiata. I sentieri sono in pavé di cemento.
La sera, mentre camminiamo lungo la spiaggia, due uomini, visti nel pomeriggio, ci invitano a prendere un raki. Uno dei due canta delle canzoni folkloristiche turche, accompagnate da un "baglama" ereditato da suo nonno. E' una serata deliziosa. Non esita a confidarci che ha molta paura degli estremisti islamici ( "dark islamist") e che soprattutto non è musulmano.

Sabato 30 marzo
Giornata magnifica ci mettiamo in marcia per Marmaris il più grande porto turistico della Turchia. Molto bello, molto mediterraneo. In effetti noi abbiamo lasciato questo immenso golfo tra la Grecia e la Turchia che si chiama Mare Egeo per essere di nuovo sulla costa del mare Mediterraneo.

Continuiamo ancora verso sud fermandoci in magnifici piccoli porti tra cui Goçek. Andiamo a Oludeniz dove c'è una lunga laguna all'interno della baia. Questa laguna, parco nazionale, è considerata la spiaggia più bella della Turchia. Probabilmente è vero. Ci fermiamo in un piccolo campeggio occupato da altri 4 camper di tedeschi. Un olandese si aggiunge un po' più tardi.
Captiamo solo una stazione radio. Sembra greco. La prima canzone che sentiamo è di Jean Leloup. Tre giorni prima, durante le spese, sentivamo Céline Dion.

Domenica 31 marzo Pasqua
Passaggio all'ora legale. Ciò non cambia il nostro ritmo. Andiamo a camminare un po' sulla laguna. All'ingresso del parco bisogna contrattare il prezzo del parcheggio. Funziona. Le attrezzature delle spiagge sono assolutamente impeccabili.
IL tempo piovoso volge verso la pioggia continua. Filiamo verso il sud est. Fermata per il pranzo a Kalkan. Nella discesa verso il porto, dobbiamo fare inversione. Non si passa: il camper è troppo largo.

Le regioni attraversate fino qui sono molto ricche in terreni agricoli, coperti di serre. poi la strada si mette a seguire la costa lungo magnifiche falesie ocra, rosso sangue. La roccia ha dei colori simili a quella della Costa Azzurra. La vegetazione fa anche pensare a quella di Cap Breton.

Lunedì 1 aprile 2002 : a metà del viaggio
Vogliamo andare a Olympos. I tedeschi incontrati ieri sera e stamattina ci hanno detto che questa montagna è interessante perché ci sono delle fiamme che escono dalle fenditure delle rocce. E' spettacolare. Inoltre si può dormire sulla spiaggia senza problemi. Le indicazioni che troviamo nei libri non sono molto chiare. Dobbiamo salire fino a 600 m. e ridiscendere fino al mare più volte. Parcheggiamo finalmente nel posto previsto e partiamo per una gita di 3 km tra cui una salita di quasi 1 km. Bisogna sbrigarsi poiché la notte si avvicina e voglio fare l'ascensione di giorno.

E' molto spettacolare vedere queste fiamme scaturire dal suolo. Facciamo uno spuntino li in alto. Ridiscendiamo all'imbrunire. Altri 3 km di marcia veloce.

Martedì 2 aprile
Ci dirigiamo verso Antalya. Una parte della strada si fa lungo la falesia a picco sul mare. La strada è senza guard-rail ma larga. E' magnifico. Piccole cale con spiaggia si susseguono e si alternano con minuscoli porti.

Antalya è una grande città con 500.000 abitanti. D'estate la popolazione raddoppia o triplica. Ci sono numerosi alberghi nuovi di zecca. Il traffico è denso ma fluido. Finiamo per trovare le informazioni turistiche. Devo parcheggiare su un ponte. Mentre aspetto, Chantal vi si reca e incontra un signore molto simpatico che parla un eccellente francese. Ci passa un'ora a raccogliere tutto quello che ci può essere utile tra cui un itinerario di tre giorni per la Cappadocia, regione che questo signore conosce molto bene per averci vissuto 9 anni.

Arrivati al parcheggio della spiaggia, un uomo si precipita per accoglierci. Siccome il biglietto che mi tende non ha l'orario giusto, lo prendo per un posteggiatore abusivo, come è successo in molti posti.
Ben presto mi ritrovo in mezzo a 5 persone. Minaccio di chiamare la polizia turistica. Infine un signore anziano che parla un po' di inglese mi spiega che il parcheggio dove sono è privato, che appartiene a una di quelle persone e che il posteggiatore è quello giusto. Etc… Ha ragione. Pago. In seguito bisogna cercare di riparare il danno. Sorrisi, gentilezze… Un po' più tardi Chantal offre delle fragole al posteggiatore. uest'ultimo mi presta un coltello per sbucciare una mela… Al momento di fare il mio BBQ, voglio andare sulla spiaggia. Il posteggiatore arriva correndo, mi porta una sedia per mettere il mio BBQ, mi dice di fare tutto nel parcheggio vicino al camper. Mi aiuta a montarlo. E' quasi una grande amicizia.

Mercoledì 3 aprile
Strada da Antalya a Egirdir, con deviazione a Aspendos. La strada è molto bella tanto per la qualità costruttiva che per i paesaggi che attraversiamo. Saliamo, a volte con salite molto ripide, ma senza tornanti troppo stretti, verso dei fertili altipiani. Lontano alte montagne molto ripide e innevate.

Visita del teatro di Aspendos e di Sagalassos. Il primo è rinomato poiché è il teatro antico meglio conservato di tutti i teatri romani. il secondo fa parte di un sito poco conosciuto, situato a 1700 m di altezza. Paesaggio grandioso. Questo teatro è situato una vecchia città di terracotta distrutta da un terremoto.

Passando da Isparta, Chantal vuole comprare dell'acqua di rose. La regione è molto famosa per questa produzione. Chiediamo informazioni a dei poliziotti in borghese. Ci indicano anche dove sostare in un divieto di sosta. La gente è molto cordiale. Dei ragazzi ci offrono dei semi di girasole. Un anziano signore mi indica dove andare a Igirdir.
Isparta, si, è una grande città senza interesse turistico, come dicono le guide turistiche, ma noi vi abbiamo ricevuto un'accoglienza davvero calorosa.

Amiamo la Turchia con i suoi paesaggi sublimi, vari, le sue ricchezze turistiche e anche l'accoglienza molto calorosa dei suoi abitanti


 

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