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Mercoledì
20 febbraio 2002
Siena: una città magnifica. Visita gradevolissima di questa vecchia
città molto animata, bellissima. Veramente un colpo al cuore,
La nostra pianta, quella della guida Michelin verde, è molto limitata.
Impossibile trovare dove siamo parcheggiati. Il custode del parking ci
indica in italiano come arrivare alla città vecchia a piedi. Ci
arriviamo in pieno mercato del mercoledì. Molto grande, molto colorato,
c'è tutta Siena.
Finiamo per trovare un chiosco per le informazioni
turistiche sulla grande piazza. La ragazza è molto premurosa, poco
avara di informazioni e padroneggia bene il francese. Ci indica le specialità
della regione e dove trovarle. Ci indica anche dove sono i cyber-caffè.
Dopo una visita alla piazza che è magnifica, passiamo nella via
commerciale. Nessuna bancarella nella strada. Un piccolo rientro nel muro
ed ecco un negozio. Acquistiamo le famose specialità di salumeria:
manganelli, parmigiano e soprattutto ogni genere di pasticceria tra cui
i Ricciarelli, il Panforte ai canditi, al cioccolato , alla pasta di mandorle.
Al momento di scrivere queste righe stiamo assaporando i Ricciarelli che
sono dei dolci di mandorle, leggeri, divini accompagnati con un vino dolce
della regione, il Vinsanto. Divini!
Ci sono molti caffè internet. Veramente
poco cari rispetto alla Francia. Bisogna passarne 4 prima di trovarne
uno che accetti di collegare il nostro computer e che funzioni.
Pranzo sul posto. Poi visitiamo la cattedrale
che è magnifica. Non si possono fare foto all'interno.
Infine riusciamo a fare il cammino inverso e a ritrovare il nostro camper.
Terminiamo un altro giorno di 5 ore di camminata tra cui molte salite
e discese.
Impariamo che il pane italiano è senza lievito e senza sale che
va molto bene con i salumi. Ne abbiamo assaggiato molti tipi: sono molto
diversi.
Partiamo per Roma. Fermata a Fabbro Scalo. Eccellenti
informazioni turistiche sull'Umbria. Bisognerà ritornare. Dormiamo
nel parcheggio del chiosco delle informazioni turistiche con il permesso.
Visita notturna di due poliziotti. Non abbiamo brontolato e non siamo
stati disturbati.
Giovedì 21 febbraio
2002
Direzione Roma, eccellenti informazioni turistiche sull'autostrada. Troviamo
facilmente il parcheggio per camper a Tor di Valle, vicino all'ippodromo.
E' un immenso terreno dove i romani parcheggiano i loro camper. Poco bucolico,
ma molto ben tenuto, molto sorvegliato. Di primo acchito il custode ha
l'aria stupida. Ma subito, al momento di andare al mercato stabiliamo
un ottimo contatto. E' monolingue, ma con gesti, sorrisi, il dizionario,
ci capiamo.
Venerdì 22 febbraio
2002
La notte è stata un po' movimentata perché c'è del
movimento in fondo al terreno e camion e auto hanno circolato tutta la
notte, con discrezione. Ci accorgiamo che in fondo allo spiazzo c'è
una ditta di scavi che fa la manutenzione ai suoi macchinari di notte.
Chantal che ha un'immaginazione più esuberante, s'era immaginata
tutt'altro traffico
Il mattino ci rechiamo senza problemi all'aeroporto
Leonardo da Vinci a Fiumicino per accogliere Philippe. In fine mattinata
ci portiamo nel centro di Roma. Visita del Colosseo, del Foro, del Colle
Palatino, della fontana di Trevi. Il Colosseo ci ha deluso, ma la fontana
di Trevi ci ha completamente soddisfatto.
Sabato 23 febbraio
2002
Visita al Vaticano, salita alla cupola: 330 scalini, visita del museo
vaticano. Tutto è magnifico.
Domenica 24 febbraio
2002
Visita delle Catacombe e delle Terme, abbiamo camminato almeno 5 o 6 km.
Lunedì 25 febbraio
2002
Ricerca di una bombola del gas e direzione Napoli. Ricerca di un campeggio.
Martedì 26 febbraio
2002
Napoli, varie visite. Quello che ci colpisce molto è il modo di
guidare dei napoletani. Non ci sono quasi del tutto le linee di separazione
delle corsie. Non sarebbero utili perché non verrebbero rispettate.
Molte luci sono guaste, anche i semafori sono solo a titolo indicativo.
Probabilmente per dire chi è in torto in caso di incidente. Ovunque,
è il più audace quello che passa. Le auto circolano sulle
corsie dei bus, a volte contromano. I due lati delle auto sono ammaccati.
I motociclisti girano senza casco, senza alcuna soggezione dei semafori,
dei sensi vietati ecc
Sfidano la morte. Giocano a "Chiken".
Negli incroci importanti, dato che i semafori sono inefficaci, dei poliziotti
(tre alla volta) dirigono il traffico.
I passaggi pedonali sono inesistenti, la gente attraversa, le auto, che
vanno velocemente, si fermano. E' pericoloso, eppure anche se è
l'anarchia totale, almeno con i nostri occhi non abbiamo visto incidenti.
E il klaxon? Si, esplode dappertutto: un colpo significa attenzione, arrivo,
due colpi: spostati, tre: allora esageri, sloggia. A volte ci sono 4 colpi.
Presumo che sia volgare.
Tuttavia, ogni volta, non abbiamo notato aggressività al volante,
nessun gesto d'impazienza.
Le indicazioni stradali non sono sempre ben collocate. Alle volte sono
inesistenti o al contrario annegate in un mucchio di pubblicità.
Molto spesso, alcune persone sono venute spontaneamente in nostro soccorso.
I napoletani sono gentilissimi e anche se non parlano né inglese
né francese, faranno di tutto per soccorrervi.
Mercoledì 27 febbraio
2002
Capri. Il tempo è coperto e foschioso. Non rende giustizia all'isola.
E' molto danneggiata e le case sono eterogenee. Camminiamo fino a villa
Jovi, une delle 12 residenze di Tiberio.
Giovedì 28 febbraio
2002
Il Vesuvio (fino al cratere da dove salgono ancora delle fumarole), guida
in Torre del Greco (molti ragazzi in scooter, eppure è pomeriggio,
che fanno?) La guida è peggio che a Napoli: è la periferia.
Camping a Pompei, rifornimento a piedi (4 km. in totale), bucato.
Di nuovo lo stesso scenario sulla strada: grosse
pattumiere piene o vuote e a fianco dei sacchi di plastica che non sono
stati raccolti e che non lo saranno verosimilmente mai. Molte cartacce
ai bordi delle strade.
Eppure l'italiano è pulito: il suo abbigliamento è impeccabile,
addirittura elegante, l'ingresso di casa brilla, le scale per accedere
al metro o anche i marciapiedi del metro, anche se molto vecchi, sono
tutti molto puliti. Ma nei dintorni, innumerevoli cartacce sono disseminate
al suolo.
Piccolo aneddoto che, mi sembra, rende l'idea: un dipendente di un caffè
a Roma ha scopato "il suo marciapiedi" e ha gettato tutte le
cartacce, le cicche
nella strada.
Venerdì 1 marzo
2002
Visita di Pompei, nel pomeriggio costiera amalfitana.
Su questa costa, le case si sono attaccate alle pareti scoscese, gli abitanti
non possono accedervi con le auto che parcheggiano lungo la strada. Scale
di ogni tipo permettono loro di accedere alle case.
Dei francesi che abbiamo incontrato ci hanno parlato di una casa la cui
piscina sottostante era davvero sospesa in aria (noi non abbiamo visto
questa casa).
La costa è molto stretta ed è stato necessario, a più
riprese, fare retromarcia e manovrare quando abbiamo incontrato degli
autobus o dei camion.
Pompei: Chantal l'ha visitata 30 anni fa. E'
sorpresa di vedere quanti affreschi, mosaici, sono sbiaditi, sono perduti
per sempre. E' impressionata per tali perdite
Secondo la Guide Bleu, l'Italia trabocca di più di un quarto delle
opere censite nel mondo. Inoltre, ci sono sempre delle scoperte inestimabili
durante, per esempio, il traforo di gallerie, ecc.
Sicuramente mancano i mezzi finanziari per la conservazione di tante ricchezze
ma è l'unico motivo?? Forse c'è mancanza di volontà
politica, mancanza di sensibilizzazione, lassismo ecc
Sabato 2 marzo
2002
Il mattino, nuova visita a Pompei e direzione Roma. Dormiamo nello stesso
campeggio dell'andata.
Domenica 3 marzo
2002
Partenza di Philippe. Siamo un po' tristi.
Volevamo visitare Villa d'Este (periferia di Roma). L'area di servizio
per i camper che noi abbiamo scelto serve come deposito municipale. Pazienza.
D'altra parte non era sicuro che le fontane di questa celebre villa fossero
in funzione. Ci dirigiamo verso l'Abruzzo.
Dopo aver superato delle montagne (gli Appennini)
attraverso grandi gallerie di cui una di 2 km. arriviamo a l'Aquila, capitale
dell'Abruzzo, città ricca, ben conservata, città dalle 99
fontane (che non abbiamo visto tutte!), 99 giardini. Abbiamo "fatto
la passeggiata" questa domenica alla fine del pomeriggio. Il "corso",
la strada principale, riservata ai pedoni, era nera di gente. Noi stonavamo,
non eravamo vestiti a festa. Abbiamo seguito la fiumana e ci siamo trovati
davanti a molte gelaterie e abbiamo assaggiato, una volta di più,
dei gelati deliziosi. L' "up and down" sulla strada principale
a Granby è una cosa da niente rispetto a quello che succede qui.
La basilica dedicata a San Bernardino, dal soffitto
barocco scolpito e dorato, è splendida.
Terminiamo questo piccolo resoconto con una nota
gaia: è primavera, tutti gli alberi da frutto, le mimose, sono
in fiore, i campi diventano verdi, è l'inizio delle semine; da
qualche giorno fa un tempo magnifico (da 16 a 20 °C) Ma, come ho notato
precedentemente, il tempo ha quasi due settimane di ritardo rispetto alla
Costa Azzurra.
Lunedì 4 marzo
2002
Decidiamo di dormire di nuovo vicino all'associazione dei camperisti della
regione alle porte della città nei posti riservati ai camper, lo
indicano dei cartelli. Ci divertiamo a vedere il comportamento degli automobilisti
che ci parcheggiano: alcuni se ne fregano di questa indicazione, altri
esitano, guardano intorno e se ne vanno un po' più lontano. Alla
fine della mattinata tutti i posti sono occupati.
Partiamo al mattino alla ricerca di un cyber-caffè.
Impresa vana dopo aver percorso una buona parte della città ed
essere andati in due cyber-caffè (!), la connessione non funzionava.
Nel pomeriggio, per riposarci (!) abbiamo lavato e lucidato il nostro
camper. E' lungo e soprattutto alto!!
Martedì 5 marzo
2002
Mercoledì 6 marzo
2002
Giovedì 7 marzo
2002
La notte tra gli olivi è stata tranquilla. Il proprietario non
poteva dare il resto con un biglietto di 50 euro. Gli abbiamo lasciato
tutta la nostra moneta.
Sosta per visitare il Castel del Monte, ben restaurato, dalla pianta curiosamente
concepita: 8 torri ottagonali, 8 stanze ecc. niente cucine, niente stanze
per i viveri.
Ingoiamo i chilometri per raggiungere Brindisi. Il traghetto è
al completo per l'indomani. Siamo in "stand by". Passiamo la
notte sul porto.
Venerdì 8 marzo
2002
Molti camion si imbarcano. Diminuisce la nostra speranza di salire. Alle
dieci saremo confermati. Nel frattempo, osserviamo l'andirivieni sul porto.
Notiamo un camioncino targato Bulgaria. I passeggeri, uno a uno, in un
intervallo di tre quarti d'ora, coprono la distanza a piedi (circa 500
m.) per salire a bordo. Ci sono anche molti bulgari a prendere il biglietto.
Notiamo del nervosismo in alcuni. Non capiamo perché. Stanno rientrando
nel loro paese attraverso la Grecia. Cosa temono? Forse hanno documenti
falsi? Enigma non risolto.
Abbiamo visto un'auto alla dogana il cui cofano non si apriva. Subito
uno sciame di poliziotti l'ha circondata, ispezionata e questo per molte
ore.
Alle 10 e 15 abbiamo i documenti per imbarcarci.
Siamo gli ultimi a salire. Uffa!
Finalmente il camper è sistemato nel garage della nave e non sul
ponte superiore (open deck). Nessun problema per accedervi durante il
giorno.
Arrivo a Corfù verso le 18. E' notte.
Per uscire dal porto, seguiamo un camion. Niente dogana, né doganieri
in vista. Da un'agenzia di viaggi apprendiamo che i campeggi sono chiusi.
Ci suggeriscono di passare la notte qualche km. più lontano, su
un bel posto occupato da delle "cabins" non ancora aperte. Non
l'abbiamo trovato. Non capiamo nulla sui cartelloni stradali, sono in
greco.
Infiliamo delle strade a caso: finalmente finiamo nella recinzione di
un albergo ben sorvegliato.
Immediatamente, due pile arrivano da due direzioni opposte: i due guardiani
sono molto simpatici. Il più giovane capisce che siamo del Quebec,
afferra molto bene tutto quello che diciamo. Nessun problema per passare
la notte nella viuzza a fianco che è un vicolo cieco.
Dormiamo tranquilli sapendoci ben sorvegliati.
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