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Istambul
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testo originale e foto di Chantal
e Michel
traduzione Maura2002 |
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Martedì
30 aprile 2002 Una nota regola dice che si devono scendere le colline alla stessa velocità con cui si sono salite. In effetti sulle lunghe discese occorre usare i freno motore per non fare riscaldare i freni. Noi non abbiamo questo problema poiché abbiamo un freno elettromagnetico che frena l'asse di trasmissione. Tuttavia il paesaggio è molto bello. La prima parte ci fa pensare un po' al sud della Gaspésie. Mentre la terra ci ricorda il Vermont. Più avanti pensiamo a cap Breton. Ancora più avanti diventa molto accidentato. Vediamo qui e là dei tappeti messi ad asciugare sui balconi, sulle staccionate, sugli arbusti. Dopo l'inverno la gente lava i suoi tappeti e li fa asciugare al sole. Il metodo di lavaggio consiste nel mettere dell'acqua in una grande vasca e poi pestarvi i tappeti con i piedi. Ci fermiamo finalmente a Doganyurt un piccolo villaggio di pescatori. Ci sistemiamo sulla spiaggia municipale che in questo periodo dell'anno serve solo da pascolo a qualche mucca. Ha inizio l'abituale sfilata di giovani e meno giovani del villaggio. Dopo il tramonto, vediamo due uomini vestiti di scuro che si avvicinano. Finiamo per riconoscere due poliziotti. Hanno tutta l'attrezzatura solita, fucile mitragliatore e walkie-talkie. Sono molto giovani, probabilmente fanno il loro servizio militare nella polizia. Quando sono a 1 metro dal camper, apriamo la porta. Inizia la conversazione in turco (!!), con l'aiuto solamente del vocabolario e dei gesti. Durerà più di un'ora. Quando Chantal chiede se il posto è sicuro, ci fanno capire che sono loro due che sorvegliano la spiaggia dove siamo. "No problem". Mercoledì 1 maggio Il paesaggio è sempre magnifico poiché saliamo sovente oltre i 200 m. lungo la falesia che si getta in mare. Poi ridiscendiamo verso un villaggio di pescatori. Questo si ripete ogni 10 km. Incontriamo degli olandesi che ci salutano. E' il primo camper che vediamo dopo quello dei francesi la settimana scorsa. Sfiniti, decidiamo di fermarci a Amasra, in fondo al porto che è magnifico. Bilancio della giornata secondo il GPS: 142 km con una media di 38.9 km/h se contiamo solo il tempo in movimento. Giovedì 2 maggio Visita della vecchia città e delle botteghe degli artigiani locali. Ci sono molte vecchie case ottomane. Alcune sono in buone condizioni, altre molto malandate. Il centro è molto carino. Nel pomeriggio è aperto il centro di informazioni turistiche. La giovane donna non parla che qualche parola di inglese. Capiamo che l'altra parte, quella dei "konagi" cioè ville lussuose, è molto lontano. Decidiamo di prendere il mini-bus. Per 0.50 $ (tutti e due) ci rechiamo in questa parte che visitiamo a piedi. Davanti ad una di queste dimore molto ben tenuta, esce una signora tutta pimpante e vuole mostrarci la sua tenuta. Ha una "pensione" che ci sembra corrispondere a quello che noi chiamiamo B&B. Ci mostra il suo diario dove i visitatori sono invitati a lasciare una parola. Molte persone del Quebec hanno lasciato dei commenti. La sera mangiamo in un ristorante, vicino al nostro parcheggio, Kodioglu Sehzade Sofrasi. Il loro kuyu kebap (kebap di montone) è assolutamente delizioso. I montoni sono cotti interi in un forno a legna |
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Venerdì 3 maggio Sabato 4 maggio Domenica 5 maggio Costi astronomici: per entrare al Topkapi 15 ml. ciascuno ( 18$ can), poi bisogna pagare 15 ml. Ciascuno per una visita di 30 min. all'harem, poi ancora 15 ml. Per il museo el tesoro ( niente foto) . Al ristorante sul posto i prezzi vanno da 4 a 10 volte quello che abbiamo pagato altrove in Turchia. Vogliono uccidere la gallina dalle uova d'oro? Lunedì 6 maggio Martedì 7 maggio Al ritorno, una informazione sbagliata ci porta sulla riva asiatica di Istambul. Con l'aiuto delle persone del battello, dobbiamo prendere un dolmus che ci porta ad un altro traghetto. Per fare questo scendiamo in una grande arteria dove ci sono i negozi di lusso. Un turco francofilo nel dolmus ci spiega che si tratta dei Champs Elysés di Istambul. La sera facciamo conoscenza di una coppia formata da un francese e una franco-canadese (Ottawa) persone molto simpatiche che sono in viaggio verso la Siria e la Giordania. Mercoledì 8 maggio Al ritorno, il campeggio è letteralmente invaso da una carovana di tedeschi che fanno la strada della seta: Turchia, Iran, Turkmenistan, Ougebistan, Mongolia e Cina. Siamo molto stanchi. Il campeggio è molto brutto e soprattutto i residenti turchi che sono dietro di noi sono rumorosi fino alla tre o alle quattro del mattino. Decidiamo di partire il mattino dopo. Giovedì 9 maggio Alla partenza, all'ultimo soldato diciamo " Turquie çok guzel" cosa che ci procura un pizzico al cuore. In effetti, il paese è bello e soprattutto la gente è semplice e molto accogliente, calorosa, premurosa, Abbiamo passato momenti straordinari. Ci fermiamo a Alexandropuolis, nel campeggio municipale: magnifico, pulizia esemplare. Siamo in riva alla spiaggia, sotto un ombrellone di bambù.
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