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Camargue e non solo
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testo e foto di Gianni&Rosanna
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Usciamo di rado nei weekend, non ci
troviamo a nostro agio e poi muoversi per un paio di giorni? Però
ogni tanto quando ci gira partiamo e solitamente la gita fuori porta diventa
per noi un tour
stavolta vista la bella primavera, lontani dalle
feste comandate partiamo per un salto da qualche parte
un salto ho
detto, non quindici giorni, come è successo!!!
So cosa stai pensando, cara socia, il solito esagerato!! Invidia?? dillo se hai il coraggio!! La nostra media chilometrica giornaliera è sempre bassa, al bando ogni programma che mi dica cosa devo fare o visitare, lo facevo qualche anno fa, ma poi mi sono accorto che non valeva nulla. Perché vincolarsi a orari e mete, bisogna sapersi perdere, altrimenti che gusto c'è?? E poi vorrei vedere: se uno trova qualche angolino, lo salta perché deve andare a vedere qualche cretinata e di cretinate se ne mettono sempre troppe nei programmi!! |
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In tutta la giornata riusciamo a svicolare dalla tangenziale di Milano, dalle salite e discese del Turchino, superare di poco Ventimiglia e salire a La Turbie, il magnifico balcone panoramico sulla Costa Azzurra e su Montecarlo. |
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Ci piace ogni tanto fermarci da queste parti, lontani dalla costa, lontani dal traffico. La solita boulangerie ci rinnova come clienti abituali e anche se di tardo pomeriggio c'è ancora il pane fresco sotto la caserma dei pompieri, un po' fuori mano ci fermiamo per la cena e per dormire. Ma dove andiamo? Sinceramente una meta non c'è, è primavera, lasciamo alle spalle il lungo e noioso inverno e questo è sufficiente e poi con il camper che preoccupazione c'è?? Di buon mattino scendiamo, per la Grande Corniche, verso Ezè Village, qualche manovra di troppo per trovare posto e una piccola visita a questo villaggio popolato di artisti e di buontemponi, stanchi della vita notturna della costa. E giù e giù per la Moyenne Corniche fino al mare, sulla Corniche bord de mer, direzione Nice. Un carnaio questa strada, ma fortunatamente Nice è vicina, una tirata sul Boulevard des Anglais, pieno di cartelli di divieto di sosta per campers, e per Cannes. Brevissima sosta al porto vecchio (vietatissimo), tanto per ammirare la spiaggia e il Palais du Cinema e poi verso l'Esterel, la piccola catena montuosa di rocce rosse a strapiombo sul mare. Poco oltre Agay ci fermiamo per salire, a piedi, all'osservatorio meteorologico (chiuso al pubblico), dell'aeronautica militare francese con spettacolare vista su St Raphael e Frejus. Superiamo le due trafficate cittadine e ci inseriamo sulla strada che porta verso l'interno, a Brignoles, nostro punto di riferimento e rifornimento, quando passiamo da queste parti. E' ancora presto, ma già il tramonto si sta avvicinando e da poveri vecchietti decidiamo di fermarci qui. |
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Brignoles è una vivace cittadina, con un ben conservato centro storico e dove si svolge una rinomata fiera primaverile che, guarda caso, si apre proprio l'indomani. E si vede dal traffico serale. Non ti ho mai raccontanto, cara socia, di
quello che ci successe qualche anno addietro da queste parti? Bene, arrivammo
una sera e all'ingresso della cittadina trovammo la strada sbarrata da
un enorme carro armato. |
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Poco oltre la cittadina deviamo sulla dipartimentale che porta a Trets, altro simpatico borgo immerso tra dolci colline coperte da boschi che stanno riprendendo il loro colore. A Gardanne veniamo immessi nella grande circonvallazione di Marseille. Non entriamo in città, ma deviamo per Montpellier-Martigues-Fos. A Martigues ci fermiamo per pranzare ai bordi del grande "etang". Spira un vento micidiale e in breve siamo coperti di spruzzi salmastri, in lontananza si vedono aerei che stanno atterrando all'aeroporto marsigliese. Ci dirigiamo verso Fos e poi verso Montpellier-Arles e ad un grande carrefour, le micidiali rotatorie francesi, deviamo per Port St. Louis e poi per il Bac du Barcarin , il traghetto sulla Grande Rhone, che ci porterà direttamente in Camargue. Il vento è notevolmente aumentato e la chiatta ha qualche difficoltà di attracco. In pochi minuti siamo sull'altra riva e a Salin de Giraud deviamo verso il mare, attraversando immense saline per arrivare ad una immensa spiaggia, la spiaggia di Piemançon tutt'intorno solo sabbia e vento... è impressionante, ci inoltriamo con prudenza sulla sabbia ma la presenza di una decina di altri camper ci rassicura serata bellissima, il sole tramontando crea piccoli arcobaleni causati dalla polverizzazione dell'acqua . Poi il silenzio assoluto e calma di vento. Nella serata buia il rumore del mare e le luci degli altri camper restiamo in silenzio nel nostro camper ascoltando indistinguibili rumori lontani fantastico!! |
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| Cielo grigio e coperto a dispetto
della giornata precedente. Ritorniamo a Salin de Giraud e con la RD36c
arriviamo ai bordi dell'Etang
de Vaccares il più vasto dell'intera zona. In lontananza
si intravede un grosso stormo di fenicotteri
rosa, immobili "appiedati" dal forte vento che impedisce
loro di levarsi in volo
gruppi di anatre starnazzanti stazionano sulle
rive in un continuo zigzagare tra le canne e gli arbusti
Risaliamo
lungo l'etang fino a Villenueve per piegare con la RD37 verso
Mejanes e lungo la strada altri punti spettacolari sullo stagno e prime mandrie
di tori immobili al di là dei canali.. con la RD570 arriviamo
a Les Saintes Maries
de la Mer, l'area campers è occupata per un tre quarti da
lavori non ben definiti e quindi preferiamo sostare lungo le banchine del
porto quasi di fronte al camping. Ci sono altri campers e quindi ci fermiamo qui. Un pallidissimo sole spunta tra nuvolaglie poco rassicuranti. Per prima cosa andiamo a vedere la chiesa romanica dove, si dice, giunsero le tre Marie, Salomè, Marta e Maria Maddalena e la loro serva di colore Sara . La chiesa fa parte di una tappa sul Camino de Santiago. Nei secoli passati la chiesa venne fortificata per offrire protezione agli abitanti contro i nemici . Nella cripta l'immagine della serva Sara, veneratissima dai gitans che qui celebrano fastose feste nel mese di maggio . Ci concediamo un pasto in un ristorantino un po' discosto, niente male. Il vento continua ad imperversare e ciò ci fa desistere dal noleggiare una bicicletta, preferiamo inoltraci, a piedi, per tre/quattro km sulla spiaggia dell'est lungo la vecchia diga di cui rimane solo il tracciato. peccato il ventaccio . Verso sera il vento cala un po' e possiamo concederci una passeggiata nella cittadina.. Quanto è diversa dalla prima nostra visita da queste parti tantissimi anni fa!!! Il porto ad est, dove erano ormeggiate quattro barchette di pescatori, è diventato un mega porto turistico con centinaia di barche, il paese di quattro anime ormai ha superato ogni logica urbanistica espandendosi dappertutto, resta solo l'incanto del posto, le sue tradizioni, la sua natura . Bando alle nostalgie e .. si ma adesso dove andiamo?? Nessuna paura, la zona è piena di curiosità. La prima la scopriamo entrando nella D38 che costeggia la Petite Rhone e che ad un certo punto si biforca senza nessuna segnalazione giriamo a sinistra, stupende le zone di Pin Fourvat e di Astouin. Tori e i famosi cavalli bianchi ovunque, stagni e un mare di canne sibilanti al vento, meraviglioso. Deviamo sulla D58 che va verso Aigues Mortes che deve il suo nome alle acque morte, stagnanti, prerogativa di questa zona acquitrinosa. Anche qui sono cambiate parecchie cose, sapendo della situazione preferiamo parcheggiare nel piazzale di un supermercato e fare a piedi la strada per la cittadina. E giusta fu la nostra scelta. La presenza di un mercatino complicava l'ingresso nel parcheggio, a pagamento, sotto le mura, parcheggio peraltro angusto per i nostri mezzi. Il grandissimo piazzale a sud è stato chiuso e gli altri hanno le sbarre ma ora è stata creata un'area camper (a pagamento) proprio di fronte alla cittadina vicino alla capitaneria di porto. |
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Aigues Mortes deve
la sua storia al regno del re Luigi IX, il quale comprese l'importanza
strategica di questa zona, dovuta principalmente alla produzione del sale
Iniziò la costruzione delle possenti mura (1.640 metri di perimetro)
che il figlio Filippo il Bello terminò. Da qui partirono diverse
crociate per la Terrasanta. La bellezza della città sta nella semplicità
e omogeneità delle sue mura, copia delle fortezze che i crociati
costruirono in terrasanta. Giriamo in lungo e in largo e soffermandoci
nella bella e animata piazza centrale. L'imponente Tour de Constance,
vigila il lato nord della città, verso la terraferma. Nel centro troviamo les Arenes, veniamo intruppati nella visita in un
gruppo che cercava persone per arrivare al numero previsto per pagare
meno, e con una guida, molto frettolosa e poco incline a dare risposte
alle domande del gruppo, ma da perfetti esperti del settore, ci defiliamo
alla prima scalinata e giriamo in lungo e in largo a nostro piacimento.
Dall'alto si domina la città, con in alto la Tour Magne di epoca
romana e dove si delineano, le sette colline
ohibò mi viene
un sospetto o gli antichi romani sceglievano sempre sette colline per
costruire città, o noi visitiamo città con sette colline,
come questa e Lisbona
coincidenze della vita. Poco distante la Maison
Carré, anch'essa di epoca romana, luogo di culto delle divinità
Pausa rilassante nei bei giardini vicino alle Arenes, sul viale adiacente,
nel periodo pasquale, si svolge la festa dei gardians ovvero dei guardiani
di tori, che portano i tori "giovincelli" in un carosello entusiasmante
ma anche un pochino pericoloso
insomma liberano i tori che vengono
fatti correre, sotto stretta sorveglianza dei gardians a cavallo fino
al termine del viale e da lì la cosa si ripete all'inverso.. solo
che ogni tanto qualche "furbo" sfugge alla guardia e allora..
panico tra il pubblico
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Il caldo comincia a farsi sentire veramente, quindi preferiamo emigrare verso lidi più freschi. Scendiamo verso St Remy en Provence, in città quasi impossibile fermarsi, ma una visitina riusciamo a farla. Non troviamo posto per pernottare e allora ci dirigiamo verso les Alpilles, le collinette che stanno alle spalle della cittadina. Sulla strada ci fermiamo ad ammirare le rovine di Glanum, vestigia romane a testimonianza del passaggio delle truppe di Giulio Cesare. E già che ci siamo e visto che qua e la ci sono altri camper ci fermiamo a dormire. Posto un pò isolato, ma ci sembra tranquillo, tanto tranquillo che il mattino successivo ci alziamo con il sole già alto Le ultime parole famose: domani mattina potremmo alzarci un attimo prima !!!! |
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Superate le Alpilles eccoci a Le Baux, villaggio immerso tra colline di bauxite, classificato come A pranzo niente di meglio di un ristorante a Maussane les Alpilles, un tipico villaggio provenzale e successiva visita al Moulin de Daudet, a Fontvieille dove Alphonse Daudet dedicò la celebre "Lettres de Mon Moulin". La cittadina è molto pittoresca, costruita con le famose pietre piatte del luogo qui chiamate "caillasse", pietre che costituirono materiale da costruzione per molti noti edifici delle città vicine. Poiché il luogo è bello e pure vicino c'è la possibilità di fare rifornimento, ci fermiamo per la notte in compagnia di altri tre camper. Il sole, tramontando, colora di un rosso intenso il cielo, un silenzio e un lieve profumo di fiori pervade la notte . Altra stupenda mattinata. Ci dirigiamo verso Arles, sulla strada ci fermiamo ad ammirare e visitare l'Abbazia di Saint Pierre de Montmajour, abbazia benedettina del X e XIII sec., composta dal monastero di St Pierre, la cripta e la cappella della St.Croix e altre testimonianze dell'epoca. Dall'alto della torre stupenda visione su Arles e le zone circostanti. E siamo finalmente ad Arles. La città non ha nulla da invidiare alle più note città di questa regione tanto da rientrare nel patrimonio mondiale dell'Unesco. Le costruzioni romane, segno del passaggio delle legioni romane, testimoniano la grande importanza della città. Iniziamo dalla visita delle Arenes, il grande anfiteatro rimasto quasi intatto, dall'antico teatro, pare ricostruito su quello dei greci primi colonizzatori di Marsiglia, ai sotterranei del forum romano, les Alyscamps una delle più belle necropoli cristiane e che ha ispirato Gauguin e Vincent Van Gogh che soggiornò da queste parti. Insomma una camminata pazzesca, ma molto molto gratificante. Per la notte torniamo a Fontvieille. Ci avviamo al rientro a casa, quattordici giorni in assoluta e totale libertà, accompagnati dal bel tempo e dalla scarsità di turisti organizzati o meno. Veloce visita a Aix en Provence e allo svincolo Aix-est entriamo in autostrada concedendoci un ultimo pomeriggio di mare ad Imperia e il mattino successivo rientro a casa |
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