Calabria e Sicilia in Camper

 


Testo e foto di Gianni&Rosanna

Onestamente, e solo per pigrizia mentale, non avevamo mai fatto vacanze o viaggi nell'Italia del sud. C'eravamo fermati a Napoli, sempre bella e, per noi polentoni cronici, gioiosa e solare. Ma con il camper si può, sempre di più, andare anche oltre.
Cosa che abbiamo fatto volentieri e con somma soddisfazione. Non abbiamo seguito mete classiche, siamo andati ad istinto, alla giornata.

Per una volta abbiamo scelto i campeggi, ma non per sicurezza, ma solo per avere più tempo a disposizione, evitando giri inutili alla ricerca di posti per pernottare. Abbiamo visto molte aree di sosta per camper indicate nei vari elenchi, alcune belle ma solitarie, altre, indicate in vari percorsi, decisamente sconsigliabili sia per il rumore che per un intenso traffico "mondano" anche diurno. Abbiamo incontrato gente cordialissima, che spesso confondeva la nostra targa BG con Belgio, ma ciò è dettato dalla confusione di targhe che girano nel nostro paese e particolarmente al sud.

Ciò premesso, dopo una mattinata tra impegni vari, un quasi rinvio dell'ultimo momento, incazzature a iosa, mandiamo alla malora tutto e tutti e decidiamo di partire. Era tanta la voglia di andarcene che quasi dimenticavamo il gatto nella cesta sulle scale di casa.

Venerdì. Nel rispetto del detto che "ne di Venere ne di Marte, ne ci si sposa ne si parte" come più volte detto, ci incamminiamo in una giornata livida e noiosa. Traffico impossibile. In un'ora percorriamo 20 km. Direzione Bergamo Crema. Era nostra intenzione prendere l'autostrada A1 tra Lodi e Piacenza, ma superata Crema un bel ponte provvisorio largo appena 2,20 mt. "precisi", ci costringe a rifare il percorso e piegare su Lodi, ingresso autostradale più vicino. Altra ora persa. C'è una leggera foschia e pioviggina e un intenso traffico di Tir solleva una impalpabile pioggerellina che va ad appiccicarsi sul parabrezza e dintorni (avevo appena lavato e incerato il camper).
Di bene in meglio. Alla deviazione della Parma-La Spezia non vediamo ad un palmo dal naso. Speriamo che sulla Cisa, essendo più in alto la foschia sparisca. Vana illusione. All'uscita della galleria del valico siamo costretti a fermarci. Nell'area di sosta vagolano ombre nere che si affrettano all'autogrill, noi dopo un breve riposo tentiamo la sorte e scendiamo verso Livorno. Dalle parti di Viareggio il tempo migliora, ovvero cessa la pioggia ma la giornata è pessima. Arriviamo alle 20 a Cecina, buio pesto, e nel parcheggio dell'Ospedale, peraltro appena oltre lo svincolo, ci fermiamo per la notte, tralasciando la ricerca dell'area di sosta per camper e senza avventurarci sulle colline di Casale Marittimo, altro bellissimo nostro rifugio.
Giornata senza storia, condizioni atmosferiche a parte.

Sabato/domenica. Un bel sole penetra dagli oblò, meno male. Proseguiamo sull'Aurelia, finalmente un po' più scorrevole da quel lontano 1990 quando andammo all'Argentario, allora ancora fruibile. Lasciamo l'Aurelia per l'autostrada Civitavecchia-Roma, poi il GRA abbastanza trafficato con moltissimi automobilisti che tagliano la strada a più non posso e dove subiamo un piccolo tamponamento, senza danni fortunatamente. Deviamo sulla Pontina in direzione di Latina. Si prosegue superando Formia, Gaeta e poco sotto, troviamo un camping aperto e ci infiliamo onde evitare il traffico di questa fine settimana.

Lunedì. Traffico normale, a Capua entriamo in autostrada per Salerno, con una veloce galoppata fino a Lagonegro (la Salerno-Reggio Calabria, in questo periodo fuori stagione, a dispetto delle leggende metropolitane, anche se solo a due corsie, è ben tenuta, le gallerie illuminate e le aree di servizio sorvegliate da polizia e carabinieri, pochissimi i cantieri. E' ormai quasi sera, l'ora legale sfalsa un po' la cognizione del tempo e occorre trovare un posto per pernottare. Le aree indicate sono spoglie e in alcuni casi non praticabili. Troviamo un campeggio a Scalea con le luci accese ma chiuso. Niente panico, il custode chiama il padrone che ci fa entrare e ci accomoda in un angolo calmo e tranquillo. Siamo i soli ospiti, nel tramonto si intravede una bella spiaggia ai margini del camping, ma siamo stanchi, dobbiamo preparare la cena e dar da mangiare al gatto, l'ormai inseparabile Mustafà.

martedì. Seguiamo la litoranea tirrenica calabra, con spiagge e paesi belli e deserti e a Falerna rientriamo in autostrada. In breve giungiamo a Villa S. Giovanni con lo spettacolare sfondo della Sicilia al di là dello stretto. Noi però proseguiamo per Reggio Calabria e infine a Melito di Porto Salvo, sulla costa dei gelsomini, ci fermiamo nel camping Stella Marina.

La scelta di questa località è motivata dal fatto che nelle vicinanze abitano due carissimi amici calabresi, conosciuti occasionalmente a Bergamo in tragiche circostanze familiari. Da questa esperienza è nata un'amicizia e il conseguente invito ad andare a trovarli. Niente di meglio che unire una visita e una vacanza da queste parti.
Ci sistemiamo nel campeggio, bello pulito e ben ombreggiato, praticamente quasi padroni della situazione. Il mare vicinissimo, un bel sole caldo, occorre approfittarne.

Ci piazziamo con le nostre mega sedie (plasticona da supermercato), ma il sole brucia e occorre tenerne conto.
La padrona del campeggio ci mette a nostro agio, siamo fuori stagione e quindi non c'è nessun rumore, calma piatta e un intenso profumo di fiori e di mare.
Alterniamo sole e brevi passeggiate. Ci siamo ripromessi di riposare assolutamente.

mercoledì. Rintracciamo telefonicamente gli amici che risiedono in un paesino del Parco dell'Aspromonte, a qualche decina di chilometri dal campeggio e ci diamo appuntamento per giovedì pomeriggio, domani.
Nel frattempo andiamo al mercato settimanale per spiare i prodotti locali. E se ne trovano di buoni e a buon prezzo. Pecorino, insaccati al peperoncino, olive in salamoia e via discorrendo.
Resto della giornata a passeggiare in riva al mare per respirare lontano da quella nebbia e umidità lombarda che ti rende pure triste.

giovedì. Con calma usciamo in camper per andare ad uno strano e misterioso paesino a 4,5 km. da Melito, Pentedattilo. Una montagna a forma di mano raccoglie alle sue pendici un paese di pietra abitato da pochissima gente, immobile e immutato nel tempo, quasi muto testimone di una antica vitalità. Lasciamo il camper nel piccolissimo piazzale dove incontriamo un anziano signore che immobile guarda al suo paese, lassù in alto. Ci racconta di essere nato lì, in una delle prime case e di essere emigrato, adolescente, in Francia, a Parigi. Tutti gli anni ritorna a guardare il suo paese e se ne va quasi piangendo.
Saliamo a piedi, incontrando alcuni anziani che vi abitano e soffermandoci a guardare le vecchie case dei contadini, le case dei nobili e la vecchia chiesa che ha un aspetto singolare. Non essendoci spazio sufficiente per costruirla con la facciata in avanti, come il resto delle case, è stata costruita di fianco in modo tale che quasi non si nota. Una fioritura di ginestre addolcisce il paesaggio pietroso quasi ad incorniciare una perla nella sua conchiglia.
E' ora di pranzo e niente di meglio che fermarci qui. Lasciamo Pentedattilo per riprendere la strada che porta dagli amici.
Ci eravamo fatti un'idea strana dell'Aspromonte, come luogo di tristi cronache, ma dal punto di vista della natura non ci sono paragoni. Lo credevamo brullo e aspro e invece abbiamo scoperto un paesaggio incantevole. Boschi di acacia in fiore, olivi sparsi sulla montagna fino a 1.200 mt. slm, fichi d'india a perdita d'occhio, ginestre in fiore. Molteplici macchie colorate di natura verde e viva a nascondere le asperità del terreno e della montagna.
Saliamo la tortuosa e a volte stretta strada che porta verso l'Aspromonte. Ci perdiamo su queste strade di montagna, fermandoci in deliziosi paeselli tutti arroccati e difesi da antiche mura di pietra. Le indicazioni stradali sono un optional, ma sulla base delle notizie in nostro possesso rintracciamo le abitazioni degli amici. Il paese, abbarbicato sulla sommità della montagna, è quasi nascosto dalla vegetazione e i nostri amici hanno una bellissima casetta proprio sul balcone più panoramico.

Commovente incontro con gli amici e tutte le loro famiglie e parenti, saluti e abbracci si sprecano, quasi non credevano che avessimo mantenuto la promessa. Uno degli amici era appena rientrato dal lavoro e stava andando a tavola. Non abbiamo potuto rinunciare all'invito a pranzare (nuovamente) con lui e mandando al diavolo la dieta abbiamo gustato la loro genuina cucina che probabilmente ci farà ritornare. Lunghissima chiacchierata e infine nuovo invito a ritornare il martedì successivo a Pasquetta per un incontro con altri parenti che oggi mancavano all'appello. Che dire, da una piccola cosa è nata una grande amicizia.

In serata ridiscendiamo al mare e per smaltire l'abbuffata, non ci resta che una passeggiata sul lungomare di Melito.

venerdì. Mattinata trascorsa per le vie della cittadina e a far compere.
Pomeriggio al sole e all'ombra, onde evitare scottature ai "visi pallidi". Sul tardi arriva un "viso più pallido di noi", ovvero un camper targato D. Si avvicina una signora che in un italiano, tedesco, spagnolo, ci spiega il loro viaggio. "Partenza gennaio Germania, molto freddo, Italia und Tunisia, anche qui fare molto freddo, lei preso bronchite, lui tosse, ora stare qualche giorno qui al caldo poi tornare in Germania sempre molto freddo". Finalmente abbiamo trovato qualcuno più sfigato di noi.

sabato. Solita passeggiata sul lungomare che a ben guardare impiega circa 20 minuti a piedi, ma è piacevolissima, siamo i soli turisti. Al termine della passeggiata si trova il Santuario della Madonna bruna, pare attribuita ad un'immagine annerita da un incendio. Il 25 aprile si svolge qui una grande festa che richiama fedeli da tutto il circondario. La Madonna viene portata da Pentedattilo fino qui, con grandi processioni e festeggiamenti. Ci siamo immaginati solo un momento cosa potrà circolare in quei giorni. Rientro in campeggio e la serata tiepida conclude la giornata.

domenica di Pasqua. Mattinata a rilento, un caldo sole ci invita alla solita passeggiata e al termine niente di meglio che sederci a tavola nel ristorante del campeggio. La padrona ci tratta come ospiti di riguardo, ci serve un pranzo da leccarsi i baffi. Onori al cuoco.
D'obbligo un piccolo sonnellino, perché andare sotto il sole per una passeggiata pomeridiana non è proprio il caso.

Nel pomeriggio usciamo per percorrere il lungomare ma sorpresa il vialone è totalmente occupato da macchine parcheggiate e chi non ha trovato posto si esibisce in uno struscio automobilistico impressionante. A fatica raggiungiamo il Santuario per la Messa e per la cronaca il celebrante si scusa per essere arrivato con un ritardo di mezz'ora dovuto al traffico. Volevamo vedere se riusciva a districarsi da quell'ingorgo newyorkese…

All'uscita lo spettacolo è allucinate. Nel vasto piazzale oltre alle auto parcheggiate circolano quelle provenienti dal lungomare e come la volta precedente superiamo di un balzo l'aiuola e rientriamo al campeggio. Da lontano intravediamo le operine "passo io, passi tu".

Lunedì di Pasqua. Giornata fotocopia del giorno precedente, questa volta partiamo prima e ci sediamo al termine del lungomare per ammirare a debita distanza lo struscio. Ci viene un dubbio, che stiamo ancora girando dalla sera precedente?
Oggi il pranzo ha avuto il bis, forse migliore, a base di pesce. Di nuovo onori al cuoco.

 

martedì. Ultimo giorno di permanenza in questo piccolo quieto angolo. Saliamo con il camper dagli amici e nuovamente grande festa. Ci sono proprio tutti ed è un continuo passare da una abitazione all'altra, assaggiando di tutto, alla faccia del colesterolo e dei trigliceridi. E' quasi sera, un commosso arrivederci ci stacca da questi cari amici, con una nuova promessa di ritornare, magari la primavera prossima, durante la raccolta delle olive. Perché no, con il camper di tutto e molto di più.

Serata passata con un altro conoscente degli amici che era rimasto escluso, per lavoro, dagli incontri e poi a rimettere in sesto il camper, ormai sbracato come noi.
mercoledì. Salutiamo la padrona ringraziandola dei favori, ripromettendole di ritornare. E ne vale la pena. Ci avviamo per Reggio Calabria e a Villa S. Giovanni ci imbarchiamo sul traghetto della Caronte, più conveniente di quello delle Ferrovie dello Stato. In 20 minuti siamo in Sicilia. E si vede.

Un traffico da Milano in fiera, ci trasporta, è il caso di dirlo, in 60 minuti!!!! all'ingresso dell'autostrada per Catania. Non sappiamo se questo sia normale oppure… Ma forse scopriamo la causa. Le scuole in Calabria e pare anche in Sicilia riaprono solo domani e quindi i rientri si susseguono a ritmo vorticoso.

Lasciamo ai messinesi i loro problemi e dopo poco chilometri ci fermiamo per il pranzo. Un caldissimo sole ci consiglia di sostare all'ombra. Da lontano si intravede l'Etna innevato, le acacie in fiore coprono il paesaggio di un intenso colore giallo.

Si prosegue per Enna-Caltanisetta, fermandoci ogni tanto per ammirare il paesaggio di prati verdissimi e di casolari sperduti nella campagna e sulle colline. E gira di qua e di la arriviamo nel tardo pomeriggio a Agrigento proseguendo per S. Leone dove è indicata un'area di sosta. Ma il parcheggio, ove sostano alcuni camper, è troppo vicino ad una fiera con giostre. Si continua sul lungomare per arrivare al Camping Internazionale Nettuno, molto bello, in riva al mare.
Ci sistemiamo in una piazzola letteralmente coperta di acacie fiorite, sembra di stare in una grotta.
Strana indicazione del campeggio situato "in fondo alla salita", ovvio che dall'altra parte ci sarà "in cima alla discesa" …
Serata piacevolissima in riva al mare con uno stupendo tramonto.
giovedì. Saliamo alla Valle dei Templi, il parcheggio (a pagamento) è stracolmo, ma ogni tanto ci va bene e troviamo un posticino sufficiente per il nostro camper, tralascio ogni commento sulle fasi di sistemazione di un sedicente club di camperisti composto da cinque camper!! Fortunatamente erano solo cinque….. La giornata è un po' balorda. Stiamo per uscire quando uno scroscio d'acqua ci blocca. Passata la buriana, partiamo alla visita di questo splendido luogo. Molti turisti, intruppati dietro il cicerone di turno, invadono ogni luogo. Superata la breve scala che dal parcheggio porta ai templi iniziamo con il Tempio di Giunone, poi il ben conservato Tempio della Concordia e via via fino al termine della collina da dove si ha uno spettacolare visione di tutto il sito archeologico. E l'occhio scappa pure sulla invasione di cemento e sul traffico che assedia questa località. La visita dura circa due ore, piacevolissima passeggiata tra i templi.

Ci trasferiamo a vedere la casa di Pirandello poco lontana.
Nel primo pomeriggio, superata Porto Empedocle, arriviamo a Selinunte. All'Ufficio turistico della provincia di Trapani ci riempiono di depliants e una cortese signora ci indica, con dovizia di particolari, i migliori luoghi da visitare. Giornata caldissima e limpida, luce splendida per riprese e foto.
Alla biglietteria, galattica, informazioni molto precise ci conducono alla visita di questo meraviglioso parco archeologico. Si inizia con il gruppo posto sulla collina occidentale. Il primo tempio Era? (dal depliant si deduce che l'attribuzione non è certa), che si raggiunge in breve tempo a piedi, poi segue il tempio di Atena? e il Tempio di Febo?, il meglio conservato, il tutto inserito in un ambiente verde e molto coreografico. Spostandoci verso oriente si intravede stagliarsi, lontano, in uno stupendo tramonto l'Acropoli che si può raggiungere con il proprio mezzo o volendo anche a piedi con una bella scarpinata. E' tardi e abbiamo poco tempo a disposizione prima della chiusura (ore 19) perciò rientriamo al camper e superato il controllo ci avviamo al secondo parcheggio dell'Acropoli. Una bella e lunga passeggiata ci fa ammirare la splendida costruzione e il tramonto non fa che esaltarne la bellezza. E' ora della chiusura e ci avviamo verso il campeggio Athena a 3 km. da Selinunte. Nottata tranquilla e silenziosa immersi in un delizioso e intenso profumo di fiori.


venerdì. Mattinata stupenda, un caldo sole ci accompagna nella visita a Castelvetrano, dove ci fermiamo per una visita e per acquistare vino, e Mazara del Vallo, purtroppo intasatissima di traffico. Il porto canale lo intravediamo di straforo, non c'è la materiale possibilità di fermarci anche oltre il centro. Breve tratto di strada e siamo a Marsala che superiamo velocemente. E' ora di pranzo e non ci resta che trovare un posto per fermarci lungo la costa. Poco oltre Marsala, davanti alle saline troviamo un ristorante quel che cercavamo. Ottimo pranzo a base di pesce e prezzi molto onesti. Durante il pranzo si scatena un diluvio che a detta dei locali erano anni che non succedeva. Vuoi vedere che abbiamo portato anche qui la nostra umidità lombarda?
Nel primo pomeriggio facciamo una puntatina nel parco dello Stagnone, un oasi protetta, ma siamo disturbati da un forte e fastidioso vento, seguito del temporale di mezzogiorno.
Prossima meta Erice. Superiamo Trapani e saliamo sulla montagna coperta da nuvole. Amara sorpresa. Appena arrivati un densissima foschia ci impedisce di vedere ad un palmo dal naso, e non ci resta che scendere verso Valderice. La strada ci porta nel Golfo di Bonagia e in un campeggio (senza nome) ci fermiamo.
Serata bella ma ventosa, ciò non ci impedisce di fare quattro passi sulla spiaggia e sugli scogli.
sabato. Lasciamo il campeggio e risaliamo nuovamente a Erice. Stavolta completiamo la visita alla bella cittadina, molto affollata di turisti, e poi nuovamente discesa verso Valderice con deviazione per Custonaci e S. Vito lo Capo. La cittadina è deserta e possiamo sostare in perfetta solitudine al termine del lungo viale. Durante il pranzo ecco materializzarsi dal nulla una mandria di mucche che tranquillamente attraversa aiuole, strade e svanisce dall'altro capo del paese. Breve giro per la cittadina e al molo troviamo due camper proprio sotto il cartello di divieto sosta caravan e camper!!!.
Nel pomeriggio puntata alla tonnara (assai diroccata e di difficile accesso) e al parco/riserva dello Zingaro. Diverse soste sul percorso poi dobbiamo ritornare indietro in quanto il forte vento e il nubifragio del giorno precedente ha rimosso diversi sassi sul costone e ora stanno cadendo sulla sede stradale.

Rientro a S. Vito e sosta nell'unico campeggio aperto, dove uno strano inserviente sogna di venire al nord!! Poveretto, non sa di essere in un paradiso terrestre!!!!.

domenica Da S. Vito Lo Capo scendiamo verso Castelluzzo poi per Castellammare del Golfo e risalita per Scopello per vedere l'altra parte del Parco/Riserva dello Zingaro.

Zona meravigliosa, peccato per le scarse possibilità di parcheggio e di sosta anche solo temporanea. Sostiamo al limite di uno strapiombo per ammirare i faraglioni e le scogliere, aiutati dal traffico inesistente che diversamente avremmo ostacolato con la nostra mole. La visita prosegue sino al termine della strada in un paesaggio meraviglioso,

Ritorniamo a Castellammare del Golfo per andare a Segesta.
Arriviamo all'ora di pranzo nel parcheggio del parco archeologico. Fa abbastanza caldo e quindi dopo un breve riposo partiamo alla visita del famoso tempio. Breve salita e spettacolo molto gratificante.
Il teatro greco, secondo luogo di visita, si trova sul fronte opposto, alle pendici della montagna.

Andare a piedi sarebbe la cosa più logica, ma un comodo pulmino porta in dieci minuti proprio ai piedi del teatro. E la salita si rivela piuttosto dura anche per il pulmino. Uno quando arriva in questi luoghi la prima sensazione è lo stupore, ma poi si pone il quesito "ma come hanno fatto a portare tutto questo materiale fin quassù?". Scendiamo nel piazzale di partenza e stanno arrivando le comitive targate D.

Breve tratto di strada e arriviamo ad Alcamo, bellissimo paese con la sua famosa chiesa, breve sosta e poi Partinico.
Una deviazione stradale ci porta dapprima a Giardinello e poi a Montelepre, cittadina dispersa sui fianchi della montagna, molto bella. Seguendo una strada dalle mille curve arriviamo a Pioppo dove veniamo tamponati "e due", per fortuna senza alcun danno, da un motociclista frettoloso. Il paese è letteralmente invaso dalle auto, in una leggera curva siamo passati, sfiorandoli, tra le macchine parcheggiate e il muro; piccola considerazione, la strada era a doppio senso di marcia e sto ancora pensando come avrei fatto se avessi incrociato una formica.

Stessa storia a Monreale dove non abbiamo trovato un posto neppure per appoggiare i piedi. Per non parlare poi di Palermo. Dalla SS186, proveniente da Monreale, e l'innesto con la circonvallazione, occhio e croce 3/4 km. un'ora e trentacinque minuti. Per giunta i carburanti costano più che nel resto d'Italia…mah!!!!!! Ecco perché sono tutti parcheggiati!!
Appena arrivati sull'autostrada veloce trasferimento fino a Cefalù abbagliata da un tramonto stupendo. Breve visita e quindi passaggio in un campeggio a 7 km. dalla cittadina. Serata piacevole trascorsa a chiacchierare con la cortese proprietaria che si fa in quattro per farci sentire a nostro agio e con l'invito a ritornare per visitare il Parco delle Madonne, cosa che faremo..
lunedì Risveglio con la luce accecante del sole, seguiamo la strada costiera non molto trafficata ma in alcuni punti stretta e tortuosa. Poco prima di S. Agata di Militello entriamo in autostrada per uscire a Patti e dirigerci a Tindari. Giungiamo nel grande piazzale ma considerata l'assoluta mancanza di vetture parcheggiate
proseguiamo fino a piccolo parcheggio ai piedi della cittadina. Dal grandioso santuario si ha un ampio panorama su tutta la zona, ma quello che ci interessa di più è il sito archeologico di Tyndaris a cinque minuti dal santuario. Gradita sorpresa, da oggi ha inizio la settimana dei musei, quindi ingresso gratuito. Certamente non ha la fama dei siti archeologici già visitati, ma è forse quello che ci ha lasciato l'impressione migliore anche per la bellissima flora e il silenzio rotto solo dal canto degli uccelli.

Riprendiamo l'autostrada per Messina con l'intenzione di imbarcarci in serata, tenuto conto del traffico dell'andata. All'uscita autostradale di Messina solito ingorgo di Tir, che superiamo fortunosamente grazie ad una incertezza di un Tir giungendo all'imbarco con almeno due ore rispetto al previsto.

Veloce traghettamento e in breve siamo sull'autostrada Reggio Calabria-Salerno. A Palmi, data l'ora tarda usciamo e ci infiliamo in una campeggio con una meravigliosa terrazza sul mare e la Sicilia sullo sfondo.

Stasera siamo stanchi, soffia nuovamente un ventaccio e in men che non si dica altro furioso temporale. Un ragazzo e una ragazza, attendati poco distanti operano una veloce ritirata in auto.

martedì

Martedì. Risaliamo la Calabria con un insolito traffico di camion carichi di frutta e verdura. Pioviggina e in lontananza vediamo il Pollino imbiancato. E sorpresa delle sorprese dopo qualche chilometri incontriamo la neve. Tombola. Rallentiamo un po' ma si riesce s camminare bene in quanto la neve non attacca per terra Superata Lauria ritroviamo il sole e al bivio per Potenza noi ci dirigiamo verso questa città per proseguire sulla S.S. Basentana e fermarci in un paese vicino a Matera per incontrare il papà di nostro cognato. Il paese è situato sulla sommità delle colline con una impareggiabile vista sulla Puglia.

Mercoledì. Giriamo per il paese, (quante scalinate!!!), per fare acquisti di formaggio e salumi. Non troviamo più le olive in salamoia ne tantomeno i fichi secchi, molti noti e buoni. Pazienza.

giovedì. Salutato il nonno partiamo per riprendere l'autostrada per Salerno. A Frosinone usciamo dall'autostrada per riprendere la Pontina e inserirci nel GRA. Nel primo pomeriggio arriviamo a Roma in tempo per poter fare una doccia e sistemarci.

venerdì Ci riproponiamo di visitare Ostia Antica, quindi breve trasferimento nel parcheggio degli scavi e finalmente, senza folle e orde di turisti possiamo vedere gli scavi e il meraviglioso sito archeologico. Anche oggi ingresso gratis, ogni tanto non guasta, ma quello che guasta è un intermittente pioggerellina che scende tanto per rompere l'anima.

sabato. Prendiamo l'Aurelia dopo Civitavecchia e saliamo piano piano la Maremma, con soste nei vari paesi. A mezzogiorno siamo all'incirca a Grosseto e superata Livorno ecco di nuovo nuvole e pioggia. In Versilia un mezzo nubifragio e appena dopo Pontremoli eccoti di nuovo la neve, Stavolta attacca sul manto stradale e dobbiamo procedere a bassa velocità. A Berceto la neve a raggiunto i 5 cm., si è fatto buio e non c'è anima in giro. Fortunatamente poco prima di Fornovo ricompare un pallido sole al tramonto e ci fermiamo per passare la notte.

domenica. Riprendiamo l'autostrada e in poco più di due ore siamo a casa.

percorsi km. 4.336


Note
:

  • traghetto Villa S. Giovanni-Messina società Caronte, indicazioni sull'autostrada, uscita Villa S. Giovanni seguire segnaletica. Il biglietto si fa alla biglietteria poco prima di salire sul traghetto
  • nessun problema per la sosta, qualche difficoltà nell'approvvigionamento dell'acqua e per lo scarico acque nere e grigie. I campeggi da noi visitati non disponevano di CS. nessun problema con la cassetta wc.
  • traffico in tutte le città da noi visitate e sempre difficoltà di parcheggio. Viabilità extraurbana scorrevole e senza problemi.

 

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