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Testo di Gianni&Rosanna foto Maura2002 prima parte |
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Superiamo Guerande, città del XV Sec. chiamata anche la "città del sale", che ha mantenuto intatto il suo aspetto medievale, più volte visitata e sempre splendida. Attraversiamo Le Parc Naturel de Brière, il 2° marais dopo la Camargue, un marasma di saline e paludi, regno incontrastato di un'infinità di uccelli. Con la N166 puntiamo su Vannes, fermandoci per una veloce visita alla splendida La Roche Bernard sul Vilaine, un vero colpo d'occhio su questo fiume-canale con un bel posticino per una sosta. Deviazione D34 e D139, per Arzal poco distante per passare sopra le chiuse, ottimo panorama, e rientrare a La Roche. |
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Arriviamo
a Vannes e, in mancanza di traffico, troviamo un bel parcheggio
proprio nelle immediate vicinanze del centro. Obbligatoria visita ai noti lavatoi, al centro storico, con la famosa place des Lices, la Cathédrale di St Pierre e ai giardini del castello, stupendo. pomeriggio domenicale insolitamente caldo e senza vento. |
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I molti turisti si accalcano nella piazza centrale attorno ai vari bar, fa veramente caldo e per godere un po' di frescura usciamo dalla città. Non
poteva mancare per due nostalgici una scappatina ad Arradon,
piccola cittadina ad ovest di Vannes, anche questa tappa di un indimenticabile
vacanza di qualche anno fa. Solita visita al porticciolo, stranamente
troviamo posto, con impareggiabile panorama sul Golfo du Morbihan
e sulle innumerevoli isolette che spuntano in bassa marea. Era nostra
intenzione fermarci qui in un posticino ben disposto, ma c'è una
festa paesana e ciò ci costringe a cercare altrove. Non ci dispiace,
scoprire qualcosa di nuovo è sempre interessante. Qui ti ci volevo proprio vedere, Maura, sarei stato sicuro che al mattino ti avrei trovata seduta nel letto del tuo camper con le coperte tirate su fino a lasciar scoperti soli gli occhi, sbarrati di paura, battendo i denti come i segnali morse, e con qualcos'altro .e sì perché tu non hai coraggio a dormire in posti così tranquilli e sicuri... e infatti il posticino era sicuro, solo che all'apparenza non sembrava proprio ... Tiriamo
le somme della giornata e con il sole finalmente vediamo un pochino di
abbronzatura sulla faccia dei nostri "visi pallidi" nordisti
(questo riguarda solo me, per la verità, incallito anemico da una
vita, con strana idiosincrasia al sole). Dormita formidabile immersi in un buio e silenzio assoluto. Un salto sulla duna per vedere il paesaggio mutato dall'alta marea e con la D781 ci portiamo a Carnac, costeggiando tutta la costa, passando per il porto e visitando uno dei siti preistorici più interessanti del mondo con 3.000 menhirs, questi strani "allineamenti" di pietre dal significato emblematico. Lasciamo
Carnac per dirigerci verso Belz, superando il ponte con stupenda
vista sulla Rìviere d'Etel. Lungo il tragitto si incontrano
ancora menhirs, ben segnalati e con chiare illustrazioni. Breve sosta
per constatare che la piccola area di sosta notturna lungo le rive è
vietata ai camper. Un vero peccato. Usciamo dalla città lungo la stretta strada costiera, molto più panoramica ma con una salita finale da capogiro. Arriviamo alla bella Foret de Fouesnant e a Benodet, altrettanto bella, da dove parte il battello per una visita nella baia e lungo il fiume Odet. Lasciamo la cittadina e passiamo sullo spettacolare ponte sull'Odet, classificato uno dei più belli della Francia. Lasciamo il camper nel piccolo parcheggio e ritorniamo a piedi sul ponte. Lo spettacolo è fantastico, da una parte la baia e l'Atlantico e dall'altra parte il fiume che si perde in mille anse tra isolotti ricoperti di vegetazione e da qualche casetta da favola. Di seguito arriviamo a Pont l'Abbè, altra caratteristica cittadina bretone, non ancora stanchi scendiamo a sud, D2, verso Loctudy con magnifica vista sull'Anse de Benodet. Questa zona è tra la più belle di Francia, percorsa in questa stagione senza traffico è un vero paradiso. Con
la D53 puntiamo su Penmarch e da qui verso il faro di Eckmul
dove ci fermiamo davanti all'Ufficio del Turismo per chiedere informazioni
su un'area di sosta per camper a St Guenolè, indicata in
questa zona. La cortese signora dell'ufficio ci informa che l'area è
chiusa per ristrutturazione e funziona solo il CS. Per una notte possiamo
benissimo fermarci sul piazzale. Risveglio mattutino immersi in una fredda foschia che ovatta e nasconde il paesaggio. Siamo gli ultimi a lasciare il parcheggio, e ti pareva, seguiamo la strada del golfo e con estrema fortuna troviamo l'area di St Guenolè, e con un CS quasi inaccessibile. Un camper tedesco sta facendo manovre militari per uscire da un pantano terrificante e nella foga schizza fango dappertutto. Riteniamo opportuno andare altrove per l'acqua e lo scarico. Prima interessante visita alla stupenda chiesa di Notre Dame de Tronoen, una costruzione romanica con il calvario più antico della Bretagna, resa ancor più affascinante dalla foschia e dalla pioggerella che scende fitta fitta. Risalente al 1450 1460 comprende un centinaio di personaggi che ricostruiscono con intenso realismo la Passione di Cristo. Non potevamo comunque rinunciare a questa visita appagata inoltre da una magnifica fioritura di ortensie color granata, perfetto contrasto con il grigio delle pietre e il verde smeraldo del prato. Tutti imbacuccati in cerate e maglioni tentiamo delle riprese e fotografie, la porta d'ingresso è sbarrata e nelle poche case circostanti non si nota segno di vita. Sembra di essere in Cornovaglia, l'atmosfera è identica. Unica nota negativa l'assoluta mancanza di segnalazioni per arrivare a questa stupenda località ma forse è meglio Ci
spostiamo a Quimper che superiamo velocemente per dirigerci, con
la D765, a Dounarnenez. Giornata da lupi, non si vede ad
un palmo dal naso. Proseguiamo, perdendoci il paesaggio, sulla D10
e poi sulla D83 per Plomodiern, dove facciamo una piccola
sosta in attesa che cessi un violento temporale. Riprendiamo la D887
per Crozon, entrando nel Parc Regional d'Armorique. Ad una
decina di chilometri dalla cittadina una forte e improvvisa nebbia ci
costringe a proseguire a passo d'uomo. Visibilità 5-6 mt, impressionante.
Fortunatamente un grosso Tir ci precede e con i suoi retronebbia ci guida.
Ma guai a perderlo di "vista", sempre con il grosso rischio
di tamponamento. Arriviamo in città e non sappiamo come, ci troviamo
a Morgat, un piccolo porto sulla costa alla periferia di Crozon
e importante centro veliero. La nebbia si è sollevata, ma il cielo
promette poco. Un vero peccato, la zona merita, ma una giornata così
guasta tutto. Durante la pausa pranzo abbiamo modo di guardarci attorno,
poi si va a Camaret, ma la malasorte ci insegue. La nebbia ritorna
e pure noi ritorniamo verso Crozon prima e, magia delle magie, la nebbia
sparisce, la pioggia cessa e appare un pallido sole. Lavori al ponte sulla
D791 ci costringe a ritornare sulla D887 facendoci perdere
la magnifica strada costiera della Corniche. Niente di grave, ciò
ci permette di salire sulla collina del Menez Hom con una vista
mozzafiato sulla baia di Douarnenez e Landevennec. Nel parcheggio
sulla sommità grossi camion militari stanno facendo lezioni di
guida, per cui un occhio è sul panorama e uno buttato su quei pazzi
scatenati che in mezz'ora di "lezioni", hanno gasato mezzo parco,
alla faccia dell'inquinamento
Ci aggiriamo a lungo sulle scogliere, il sole uscito nel pomeriggio ci ha rincuorato e quantomeno non ci ha fatto perdere questo bellissimo luogo. Dopo cena stiamo seduti due ore in cabina ad ammirare con il cannocchiale tutti i fari della zona, contandone, tra grandi e piccoli, ben 10. Mustafà si piazza sul cruscotto stranamente attratto da questi lampi di luce. Mattinata stupenda, sembra quella di ieri, sole caldo e temperatura ottima. Si parte seguendo la costa nord-ovest per Le Congue, piccola cittadina con un animato mercatino. Prima breve sosta per acquisto di pane e frutta. Con la D67 ci portiamo verso St Renan e Gouesnou, superando a nord la città di Brest Questa zona, fuori dai normali flussi turistico-commerciali e la più bella della Bretagna, con i caratteristici paesaggi di piccoli paesi, di verdi pascoli, di natura intatta e di strade deserte. Sempre con la D67 passiamo da Guipavas e arriviamo a Landernau, dove ci fermiamo per la visita al bel centro storico e alla caratteristica casa a cavallo del fiume-canale. E' ora di pranzo e volendo sostare in un posto tranquillo ci spostiamo a la Roche Maurice grazioso villaggio con imponente chiesa romanica e calvario. Nel piccolo ma invitante parcheggio ci fermiamo per pranzare. Non c'è anima viva in giro, ottimo quindi il pisolino post-prandium. Avvezzi a seguire i percorsi secondo fiuto, visitiamo successivamente un altro piccolo paesino, La Martyre in mezzo ad un fitto bosco e posto su una collinetta, disperso in questa insolita e nascosta zona. Quindi inizio del percorso dei calvari con una prima prolungata sosta a Sizun, con il piccolo museo dove due simpatiche vecchiette ci illustrano con dovizia di particolari, gli oggetti della vita quotidiana di un tempo. Curioso il letto matrimoniale, un baldacchino tutto in legno, molto simile ad una scatola, in cui dormivano i genitori e ai piedi, una sorta di amaca, dove veniva messo l'ultimo nato. Una cordicella permetteva di cullare il pargoletto, senza muoversi. Ma quello che più incuriosiva erano le misure del letto, si e no cm. 160 per 80, l'intimità era certamente garantita. All'esterno l'imponente portale introduce alla parrocchiale. Una fioritura di ortensie contornava la chiesa. Da Sizun con la D764 arriviamo a Comana, famoso centro per la produzione di marmellate. Una nota ditta offre una dimostrazione della sua attività e un campionario di marmellate. Onestamente in tanti anni di consumo di questo prodotto è la prima volta che assaggiamo simili bontà. Ritorniamo sui nostri passi con una serie incredibile di stradine strette e immerse nei boschi e nella campagna arriviamo a Landivisiau. Il centro cittadino intorno al calvario è intasato all'inverosimile di traffico e di banchetti del mercato e giocoforza dobbiamo ripiegare sul calvario o l'enclos di Lampaul Guimillau a sud est di Morlaix. C'è molta gente e al locale ufficio turismo troviamo una interessante pubblicazione ottima per la visita. Un'imponente Crocifissione scolpita, la trave ospita scene della Passione da una parte e un corteo di sibille dall'altra, che ricordano il valore delle profezie sulla venuta del Salvatore nell'ambito del mondo pagano. Spettacolari esempi di questa teatralizzazione dell'evento religioso sono le Deposizioni, monumentali gruppi scultorei che ricostruiscono il momento della discesa dalla croce dei corpo di Cristo. A Lampaul Guimillau ce n'è una dei 1676. Sempre nella suddetta parrocchiale, si può ammirare l'acquasantiera detta "dei Diavoli" (1622), sul cui bordo un certo numero di demoni si contorce grottescamente a contatto dell'acqua benedetta. La preziosa ornamentazione della maggioranza di questi complessi parrocchiali testimonia anche lo spirito di competizione e la potenza acquisita dai villaggi bretoni, arricchitisi nel corso dei Medioevo con il commercio dei lino e l'allevamento dei cavalli. Terminata
la lunga visita ripieghiamo su Guimiliau. E qui finalmente abbiamo
la possibilità di vedere nel suo splendore architettonico lo stupendo
calvario. Duecento personaggi raccontano in 17 scene la Passione e in
15 scansioni altrettanti episodi della vita di Gesù. Uno spazio
a sé occupa la vicenda della giovane Caterina, ragazza dissoluta
che finisce preda del diavolo e precipita nelle fiamme dell'inferno. Siamo
aiutati nella visita da una guida che accompagnava una comitiva di turisti
liguri. Approfittiamo del piccolo ufficio postale per spedire le cartoline
e la gentilissima addetta all'ufficio ci ragguaglia sulle bellezze del
luogo e ci inonda di opuscoli e di una utilissima guida alle aree di sosta
per camper. Siamo soli e rimarremo tali, ma non ce ne importa. Siamo stanchi e quindi consigliabile un buon riposo aiutati dalla tranquillità del posto Risveglio a rilento, colazione come al solito, toilette come al solito, solo il percorso che ci attende non è il solito. Iniziamo dalla bella Morlaix, uscendo poi a nord-est sulla D46 per Plougasnou e seguendo una strada costiera senza nome ne numero arriviamo a Locquirec. Inutile sottolineare la bellezza della zona, le magiche aree di sosta, il panorama, i villaggi, il mare, ecc. Seguiamo la Corniche d'Armorique, strada da non tralasciare e giù nella baia di Lieu de Greve e su per la D786 fino a Lannion dove ci meritiamo una sosta. Giro per la cittadina, animata e accogliente e poi via di nuovo a ovest per Trebeurden. Seguiamo la strada costiera D788, passando accanto ai grandi impianti di telecomunicazioni spaziali della FranceTelecom. La Corniche Bretonne si snoda tra le bellissime scogliere di granito rosa e poniamo base per il pranzo nell'incantevole porticciolo di Ploumanach, non distante da Perros Guirec. Silenzio e pace fanno da "contorno" al nostro pranzo. La bassa marea ha adagiato tutte le barche sul fondale e i gabbiani si affollano per beccare tra la melma e le alghe alla ricerca di cibo. Un attimo in più di riposo dopo le innumerevoli curve e saliscendi della mattinata. Superiamo Perros Guirec, con la D38 arriviamo a Port Blanc, sperduto villaggio con immensa vista sulle innumerevoli isole. |
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Ci
portiamo con la D74 a Penvenan e di seguito, D31, per
Le Gouffre e Pors-Bugalez. Appena oltre il paese si incontra
sul mare la famosa Maison
des Roches, la casa costruita tra due faraglioni e sullo sfondo
la Pointe. |
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La
passeggiata dura più di un'ora, seguendo tutto il percorso nel parco
fino alla casa tra le rocce. C'è molta gente, specie persone anziane,
di camper italiani neppure l'ombra.
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Scendiamo a Treguier e con la D786 a Paimpol. Breve sosta nella cittadina per ammirare il porticciolo e, data l'ora, ricerca di un posticino calmo e fuori mano. |
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Siamo
sulla Côte de Granit rose, pietra che è servita anche
come materiale per la costruzione delle case della zona. Scendiamo a sud
e poco oltre Plouèzec deviamo per una non ben definita Route
des Faleises. |
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Inutile descrivere il tracciato di questa strada, lo spettacolo sempre mozzafiato ci conduce a Brehec en Plouha, un minuscolo paese in fondo ad una discesa da camosci che termina proprio nel piazzale davanti al mare. Incantevole. Qui Maura è il famoso cul de sac, fai attenzione alla discesa, ma ancor più a quando dovrai risalire . So che vai dappertutto con quel bestione da 7 metri, manco dovresti trasportare l'elefante, comunque a buon intenditor . Senza
indugio ci fermiamo nel parcheggio a due passi dalla spiaggia e da qui
non ci schioda nessuno. Al solo pensiero compare la Police, si
ferma accanto a noi, ci guarda, ci saluta e passa dai wc per i loro bisognini...
Rapida deduzione, possiamo sostare. Contiamo le case, una decina dove
siamo noi, in alto sulle falesie altre dieci e il paese è tutto
qui. Al porticciolo sono presenti numerosi pescatori, altri turisti soggiornano
in una specie di casa albergo che abbiamo di fronte, quindi nessun timore.
Passeggiata sul molo in attesa dall'alta marea che sta salendo impetuosa
e comincia a raddrizzate le imbarcazioni. I
gabbiani hanno cominciato a far baccano fin dall'alba, il gatto è
affamato e quindi non ci resta che lasciare il letto dove ci saremmo rimasti
ancora un "pochino", no!! Lo
spettacolo è unico e vale la pena fare una passeggiata ammirando
dall'alto le scogliere e le spiagge sottostanti. Ci dilunghiamo sulle
scogliere prendendo anche un po' di sole che rende incomparabile il paesaggio.
Lontano si vede il promontorio di Fort la Latta, e giù a
perdita d'occhio la costa e le falesie. Scendiamo a La Latta poi a Port
le Duc. Dopo giri viziosi che ci portano a sud, prima a Dinan,
dove troviamo i divieti al porto sulla Rance, un delizioso angolo
sul porto canale da lasciarci il cuore. Andiamo alla vicina Taden
dove l'area comunale a fianco del camping sembra più una discarica
e il parcheggio del parco naturale è vietato dalle 22 alle 9. Seguiamo
la Rance, vero paradiso ornitologico, puntando su Dinard e St
Malò. |
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