Bardenas Reales… che roba è?


Testo e foto di Maura 2002

…fine agosto, abbiamo ancora due settimane di vacanza e un bel giretto in camper non me lo leva nessuno!
Dove si va? boh!! non ci ho ancora pensato!… "per ora imbocca l'autostrada direzione ovest, poi vedremo!" dico al tipo che siede al posto di guida…ah! è mio marito, ma va!!
uscendo di casa ho preso su al volo l'atlante Europa del Sud e un po' di carte sparse della Francia e della Spagna… più che sufficiente!!
ah! dimenticavo, due giorni fa ci siamo sentiti al telefono, socio e tu scandalizzato dal fatto che non avessimo ancora deciso niente tranne che partiamo, hai cominciato a proporre itinerari e cose da vedere pregandomi almeno di scegliere una nazione… per farti contento butto lì che la Spagna la rivedo sempre volentieri e tu: "allora vai a vedere le Bardenas Reales!" che roba è socio? ha un nome strano! per tutta risposta mi mandi un sito spagnolo, questo: http://www.tournavarra.com/Navarra/bardenas.htm che mi informa che si tratta della più vasta zona semidesertica d'Europa… dillo che mi vuoi disperdere tra le sabbie per liberarti di me!
… comunque, contrariamente ai miei principi, stampo le pagine e le porto con me, non si sa mai!
Come al solito partiamo nell'ora più calda di una giornata tropicale… sull'autostrada, prima di Torino, abbiamo le visioni : un pannello elettronico segna 38°C… altro che deserto e cammelli! Per fortuna ci sono le Alpi e infatti finalmente sul Moncenisio respiriamo! al di là del passo, il grande spiazzo alla fine del lago è gremito di camper! a 2000 m. circa di altitudine il caldo è un ricordo, noi proseguiamo e prima di Modane troviamo l'indicazione di un microcampeggio a le Verney: delizioso! praticamente è nel prato della chiesa proprio sotto al campanile… le cui campane smettono di segnare le ore alle 8 di sera e riprendono per fortuna alle 8 del giorno dopo: apprezziamo molto la delicatezza!
La bella passeggiata serale verso il vicino paesino di Bramans ci procura qualche apprensione di troppo per via dei numerosi cani liberi (pastori per lo più, ma di dimensioni e aggressività considerevoli) che non tollerano per niente lo "straniero" che noi portiamo impunemente al guinzaglio!! dimostrando notevole senso dell'opportunità, Mistral ostenta indifferenza!!

Continuiamo con calma l'attraversamento del cuore della Francia come mille altre volte e come sempre così piacevolmente: le strade nazionali e dipartimentali qui sono una goduria! a sera siamo a St. Agrève lungo la D 533 per le Puy-en-Velay, scegliamo un campeggio in mezzo al bosco con maneggio rurale e panorama notevole ma in paese c'è anche un bel parking piano con acqua e toilettes pubbliche a gettone che si presta alla sosta.

Dopo le Puy ci infiliamo sulla D590, stretta e con poche possibilità di sosta ma molto panoramica e disseminata di paesini di pietra nera di origine evidentemente lavica dato che siamo nella zona dei vulcani! passiamo Langeac e Pinols e in serata facciamo un po' di spesa a St. Flour il cui efficientissimo Office de tourisme http://www.saint-flour.com/ invia gentilmente a casa una completa documentazione sulla zona. Il paese è molto gradevole e ricco di gastronomie e pasticcerie assassine!!
Per la sera cerchiamo e ritroviamo una nostra vecchia conoscenza: il camping municipal di Murat che più di 20 anni fa, appena inaugurato, accolse noi e la nostra tendina canadese e che ancora oggi è come vorremmo fossero tutti i campeggi di questo tipo: un gran prato circondato dal fiume e dal bosco in un paesaggio da fiaba, tranquillo, economico, servizi puliti e impeccabili, poca gente data la fine di stagione… è un altro dei nostri porti sicuri!! per 42 Fr. (poco più di 6 euro) davvero, caro socio, non vale la pena di faticare per cercare la famosa area di sosta croce e delizia dei camperisti!

Aurillac, Tulle, Brive-la-Gaillarde: tutti degni di una sosta… se non le avessimo già viste negli anni passati durante le innumerevoli scorribande in queste ed altre zone di Francia! sosta pranzo a Terrasson-la-Villedieu proprio sul fiume e sotto al bel borgo antico arroccato sulla sponda opposta che visitiamo con il piacere della scoperta casuale perché ci siamo capitati come sempre per caso!
Dopo Périgueux scendiamo verso Bergérac e ci accorgiamo di essere nella zona vinicola per eccellenza perché i pascoli del Cantal hanno lasciato il posto a splendidi vigneti ( Montbazillac soprattutto) e nei paesi si scorgono ora vecchie case con le facciate a graticcio.

Adoro le vecchie case, le fattorie, le case contadine : sono esempi magnifici di razionalità ed economia costruttiva ed è sempre sorprendente come queste costruzioni popolari, nate da esigenze funzionali e pratiche ( il ricovero degli animali, la conservazione delle granaglie o del fieno, l'utilizzo di materiali locali, la protezione dagli elementi atmosferici) riescano a trasformare delle soluzioni tecniche in elementi decorativi fortemente significativi come il graticcio, o la posizione sfalsata dei mattoni nei fienili e nelle logge o altre mille soluzioni! l'unico guaio è che non riesco a immortalarle come vorrei perché mi tocca come sempre fotografare al volo dal finestrino del camper in corsa… un po' come per l'altra mia mania: il birdwatching, per cui gli urli lanciati al solito marito sono di due tipi: "fermati, c'è una casa carina!" e "fermati, ci sono degli uccelli!" il risultato è lo stesso: non si ferma mai!!

In serata un altro tranquillissimo e bucolico camping municipal proprio vicino al paese di Marmande, sulla Garonne, dove abbondano le belle case a graticcio fortunatamente ben conservate e integre come anche quelle di Casteljaloux ( nome curioso!) sulla D933.
Siamo nelle Lande di Guascogna, paludi e zone boscose si alternano, la strada è molto scorrevole e piacevole, le case e le fattorie sono ora di muratura per lo più gialle con la bordatura di mattoni rossi alle porte e alle finestre.

Deviamo verso Pau sulla N134, poi Oloron-s.te Marie e quindi saliamo al Col de Somport per la bellissima valle dell'Aspe… e rieccoci in Spagna! e riecco l'altra faccia dei Pirenei, più arida e dai colori dorati, il panorama non delude come sempre!
Passiamo da Jaca, paesone affollato, pieno di caserme e di soldati, dove notiamo un bel centro antico ma un po' troppo caotico (forse l'ora serale, siamo in Spagna non dobbiamo dimenticarlo!) per poter parcheggiare un camper ingombrante: tiriamo dritto sulla N240 verso Pamplona alla ricerca di una sosta serale.

La qual cosa si rivela più difficoltosa del previsto in quanto sulle rive dell'embalse (lago artificiale) di Yesa non c'è un paese o un punto buono per la sosta tranne un unico piccolo campeggio con il simbolo degli sport nautici nel quale ci infiliamo per constatare che l'acqua è lontanissima a causa dell'abbassamento spropositato (decine di metri) del livello idrico e quel che si vede è un mare di fango in cui alcuni ardimentosi si stanno rotolando per una sorta di fangoterapia ruspante!! ma hanno dovuto camminare parecchio per trovare fango fresco e non secco come quello su cui passeggiamo noi trovandoci un po' a disagio in questo panorama desolato da day after!!!
… il giorno dopo molti cartelli e striscioni sulla strada e soprattutto a Yesa ci faranno capire che il problema riguarda probabilmente la cessazione della produzione di energia elettrica della centrale associata al bacino artificiale e facciamo tra di noi alcune considerazioni su queste opere molto abbondanti sia in Spagna che in Francia e sul loro pesante impatto sull'ambiente soprattutto a fronte di successivi cambiamenti di politica energetica. Come sempre le considerazione a lungo termine su queste opere sono rigorosamente bandite dai governi di troppe nazioni "civili"!! amen!

Anche Yesa ha un bel centro antico ma ci fermiamo più avanti lungo la A127 (magnifici i giganteschi cartelli che indicano il numero e il distretto di appartenenza delle carreteras! queste sono indicazioni come si deve!) a Sanguesa sul rio Aragon: inizia qui una serie di paesi e borghi medievali uno più bello dell'altro che si annunciano da lontano in questo vasto altopiano poco abitato e ricoperto di cereali di cui in questa stagione restano solo le stoppie così gialle che sembra di scivolare su una immensa lamina d'oro! che spettacolo!
Ammiriamo la cattedrale romanica di Sanguesa e poco oltre Sos del Rey Catolico ( qui nacque il futuro re Ferdinando il Cattolico… ecco spiegato il nome!) ci fa avere un attimo di incertezza sul fatto di fermarci o meno… ma non si può fare una sosta in tutti i paesi che incontriamo! vogliamo o no arrivare alle famose Bardenas? ci limitiamo ad ammirare, passando, la chiesa che domina dall'alto il paese e poi ancora un castello spettacolare: quello di Sabada, stavolta ci fermiamo. Compatto, a sezione quadrata e quattro torrioni, squadrati anch'essi, su ciascuno spigolo: sembra un castello di sabbia anche per via della pietra dorata con cui è costruito.

Da Ejea de los Caballeros prendiamo la C125 per Tudela, dal passo del Portillo il paesaggio diventa surreale, siamo soli, è pomeriggio inoltrato e i colori sono stupendi, la vegetazione è scarsa e arida e sembra di essere in piena Arizona: ci aspettiamo i pellirosse che sbucano urlanti da una di queste gole scavate dal vento e dalla pioggia! non a caso queste zone sono molto utilizzate come set cinematografici di ambientazione western.
L'atmosfera è resa ancora più irreale dalla comparsa sui bordi di queste alte falesie argillose di centinaia di pale di una delle più gigantesche centrali eoliche che abbiamo mai visto…degna evoluzione tecnologica dei mulini a vento di donchisciottesca memoria!

Le Bardenas ( Negras in cui prevale l'argilla rossa e Blancas in cui prevale il gesso) ci offrono splendidi panorami e una natura selvaggia ormai piuttosto rara in Europa, e la parte più spettacolare è naturalmente quella non raggiungibile racchiusa nella vasta zona militare di un poligono di tiro: arriviamo fino alla recinzione e facciamo dietrofront!


Cerchiamo anche di raggiungere per la N121 il santuario di Nuestra Senora del Yugo dove c'è un punto di vista segnalato ma la stradina che parte dal paese di Arguedas non è proprio a misura di camper e per evitare disastri ci limitiamo ad ammirare dal basso la ripida falesia in cui si vedono le tracce evidenti delle antiche abitazioni rupestri scavate direttamente nell'argilla rossa.

Concludiamo a tarda sera questa splendida giornata a Soria nel campeggio poco segnalato (sulla strada per Madrid, seguire Fuente della Teja) che raggiungiamo, come spesso capita, aiutati da un gentilissimo signore che avendoci visti impegnati in un'inversione di marcia a dir poco avventurosa, ci guida direttamente all'ingresso!! Noi chiamiamo questi personaggi che compaiono miracolosamente e spontaneamente a toglierci di impiccio nelle situazioni più disperate, il nostro Arcangelo Gabriele!
Ha ormai molti nomi e molte facce ma sappiamo che è sempre lui: un inviato celeste, una specie di angelo custode messo a protezione dei viaggiatori sciagurati come noi, vero socio? …è inutile programmare tutto, tanto c'è l'arcangelo Gabriele!
Il campeggio in questione è piccolo ma con buoni servizi e, in netto contrasto con tutto il deserto visto oggi, la temperatura qui è siberiana!! non ci azzardiamo a uscire dal camper, anche perché è ormai tardissimo!

Soria è un po' scarsina quanto a supermercati (pochi e malsegnalati) ma ha un notevole centro storico e siccome troviamo da parcheggiare proprio lì davanti, non ci lasciamo sfuggire la romanica chiesa di San Pedro e relativo bellissimo chiostro. Sarà perché ormai siamo in settembre ma ci stupiamo per la facilità con cui parcheggiamo e per il senso di sicurezza che tutti questi paesi dell'interno ci danno! eppure la Spagna ha cattiva fama in merito a furti e affini! e invece mai come in questo splendido paese è lecito generalizzare…anzi!

La sola zona da evitare (lo facciamo ormai da decenni!) è la costa mediterranea, oltretutto irrimediabilmente massacrata dal cemento, ma anche qui basta inoltrarsi di poche decine di chilometri all'interno che la musica cambia e di parecchio! e l'immenso territorio restante è tutto da godere… e noi lo facciamo con estremo piacere!.. a proposito adesso che facciamo? come vedi socio abbiamo seguito il tuo consiglio e ti do atto che era molto buono: le Bardenas sono stupende! ma ora devo inventarmi qualcosa…come al solito cerco ispirazione sulla cartina (le inseparabili Michelin : Espana 1/400.000 che ho appena comprato qui dopo le solite ricerche! lo so, lo so! siamo i soliti incoscienti, ma come faccio a scegliere le cartine prima se non sappiamo mai dove siamo diretti?) e come al solito l'ispirazione arriva: poco sopra Soria nella Sierra de Urbion, parco nazionale dove ci consigliano di andare, ma fa troppo freddo per noi, nasce il fiume Duero e quindi, come abbiamo fatto altre volte, decidiamo di seguirlo fino alla foce. "Ma dove finisce?" esordisce il solito maritozzo con una vena di scetticismo nella voce, "Aspetta che guardo: uh! in Portogallo, a Porto!" "Andiamo?" "Andiamo!" Naturalmente mi guarderò bene dal dirgli che il Duero è lungo ( lo scoprirò tempo dopo) 910 km.!

… naturalmente la N111 viene subito abbandonata perché giustamente il Douro va per i fatti suoi e ci ritroviamo su una stradina larga come il camper (ma il fondo è ottimo e non c'è nessuno) che ci permette di scorgere a tratti il nostro fiume e passa per paesini da fiaba e paesaggi altrettanto incantevoli… aggiungici la solitudine, il silenzio, la luce, i colori di una campagna poco coltivata e una ricca vegetazione e per noi è il paradiso! che ci vuoi fare: siamo degli asociali, lo ammettiamo!
Tardajos de Duero, Ituero, Cubo de Solana : qui ci fermiamo ad ammirare una chiesina in mattoni completamente isolata quando uno stormo di enormi grifoni (mai visti tanti!!) ci passa sulla testa a bassa quota…anche Mistral si impressiona e abbaia!! Almazàn :ha un nome arabo e difatti ospita un "barrio negro" molto suggestivo oltre ad un bel ponte sul Duero.
Il nostro eroe serpeggia accanto alla C116 e continua la sfilza di paesini in argilla o mattoni, uno più bello dell'altro Fuentetovar, Hortezuela, Logares… anche i nomi sono belli! e infine, inaspettato,

El Burgo de Osma racchiusa nelle mura con l'imponente torre della cattedrale e i suoi edifici dai portici in legno: è un barocco leggero ed elegante come non siamo abituati a vedere qui, quasi severo , forse per effetto della pietra chiara delle costruzioni.
Ci teniamo più possibile vicino al fiume e quindi Soto, Langa do Duero, poi di nuovo la N122, Aranda do Duero, deviazione sulla Bu120 (sempre molto buone queste piccole provinciali) Berlangas, Roa de Duero…i castelli si sprecano e passeremmo tutta la vacanza qui se dovessimo fermarci per ognuno!

E' ormai sera e appare il profilo scuro, netto e imponente alto sulla collina dell'ennesimo castello, bellissimo: siamo a Penafiel dove scopriamo casualmente un piccolo, nuovissimo e completo campeggio, oltretutto ad apertura annuale!

Penafiel vale davvero la sosta, il castello medievale (ha una forma allungata sulla cresta della collina: sembra una nave!) è molto ben conservato e attualmente sede del Museo del Vino (… non malignare come al solito! non l'abbiamo visitato!) e la città non è da meno, ma la cosa più sorprendente è la plaza de toros, come questa non ne esistono quasi più in Spagna ed è tuttora in uso! praticamente è una piazza circondata da edifici molto antichi con le facciate ricoperte da ampie balconate chiuse da paratie in legno intagliato che quando vengono aperte diventano i palchi da cui la gente vede le corride e la varie sfilate come nelle altre plazas de toros! ogni balcone diventa un palco stracarico di gente come possiamo vedere nelle foto (alcune vecchissime!) esposte nel minuscolo ufficio del turismo. Tutto questo mi viene spiegato da una gentilissima signora appena uscita da una di queste case, rammaricandosi che i festeggiamenti siano finiti da poco e che non possiamo più assistervi! e infatti tutta la piazza è cosparsa di terra e segatura e davanti alle porte delle case ci sono ancora le robuste protezioni che vengono installate durante le tradizionali manifestazioni! sai com'è... un toro infuriato che sfonda a cornate la porta di casa non deve essere una bella esperienza!!

Il Duero è davvero un fiume fortunato: scorre in un paesaggio stupendo, punteggiato di paesi e cittadine fuori dal tempo, molto ben conservati e per nulla turistici… come piace a noi, e anche noi siamo fortunati perché, deviando dalla nazionale, è sempre possibile costeggiare il fiume con strade piccole ma panoramiche e in buone condizioni oltre che prive (in senso letterale!) di traffico!

Tagliamo fuori Valladolid che conosciamo già , seguendo il nostro fiume lungo le VA201 e 401fino a Simancas, poi Tordesillas, un pezzo di N620 e poi la VA600, a Castronuno ci infiliamo col nostro bestione (il camper, non il cane!) su una spiaggia magnifica dove anche il camper trova riparo sotto un enorme platano e soli, soletti facciamo una lussuosa pausa pranzo mentre Mistral cerca ad ogni costo di buttarsi nel fiume per un bagnetto! ... non fare commenti socio: lo so che non è un cane normale! al mare ha paura dell'acqua e per farlo bagnare bisogna trascinarlo (o buttarlo a tradimento giù dal gommone!) mentre fiumi, laghi, paludi e acquitrini sono la sua passione e bisogna trattenerlo se no chi lo becca più? qui il Duero è ormai un bel fiume e la corrente non scherza!!

Un po' più tardi, lungo la N122 ci imbattiamo in Toro, altro piccolo gioiello su una collina da cui si domina la valle del Duero. Siamo i soli turisti e ci godiamo monumenti e chiese romaniche con parti ormai gotiche come la collegiata di cui ammiriamo il magnifico portale policromo tra i pochi ancora con i colori originali… una meraviglia!
Riprendiamo la N122 e anche se a Zamora notiamo un bel campeggio comunale, decidiamo di puntare su Miranda do Douro, subito dopo il confine col Portogallo… con il preciso scopo di farti invidia ben sapendo che questa cittadina è una tappa storica nei tuoi numerosi viaggi in terra portoghese!
Dopo Zamora deviamo sulla ZA324 e proprio sul confine ( per un lungo tratto il Duero che ora diventa Douro, segna il confine tra Spagna e Portogallo) attraversiamo il nostro beniamino che ci regala una splendida vista al tramonto.

Ed eccoci in Portogallo caro socio: invidia?? .. facciamo un po' di conti e ci accorgiamo che sono esattamente 9 anni che non veniamo in terra lusitana, i viaggi precedenti risalgono addirittura agli anni 70 e non è più il caso di fare paragoni!!
Come al solito, non abbiamo voglia di faticare ed essendo pure tardi ci dirigiamo al campeggio municipale di Miranda e facciamo bene perché per 500 escudos (2,5 €) non vale proprio al pena di cercare altrove! .

verso sera ammiriamo anche il castello tutto illuminato: cena panoramica…che vuoi di più socio?… forse essere qui anche tu?

Il Douro continua a segnare il confine tra Spagna e Portogallo e la strada N221 passa lontana ma la imbocchiamo lo stesso con grande sprezzo del pericolo… o meglio, ignari di quello che ci aspetta!
Sosta a Sendim , piccolo e ancora intatto paese, antiche case, lavorazione del lino tessuto a mano, vino locale buono ed economico… ritroviamo l'atmosfera che ci aveva affascinato tanto tempo fa! Siamo gli unici turisti e la cosa è molto piacevole.
Mogadouro, altro bel paese completamente invaso da uno degli innumerevoli mercati che si tengono ovunque in questo periodo dell'anno (siamo agli inizi di settembre) e che ci tocca attraversare con il terrore di abbattere tende e tendoni che sporgono nel poco spazio lasciato libero sulla strada!! La cosa ha il suo lato buono perché posso osservare dall'alto tutta la mercanzia esposta tra cui molti oggetti in rame anche di notevoli dimensioni di cui ignoriamo l'utilizzo.
Riusciamo a parcheggiare in modo fortunoso e possiamo ammirare la grande piazza e la torre del castello.

La strada prosegue tra coltivazioni e pinete ma cominciano le prime avvisaglie di quello che sarà un vero tormento, almeno in questa parte di Portogallo: lo stato disastroso delle strade cosiddette secondarie (ma si tratta sempre di nazionali!). Anche deviando sulla N220 la cosa non migliora: buche e asfalto ridotto al minimo tanto da far trapelare l'antico macadam di buona memoria che era ruvido e rumoroso ma almeno uniforme e ci si faceva l'abitudine!
La visita di Torre di Moncorvo ci risolleva e ritrovo anche i paraguayos cioè delle pesche piccole, verdine, schiacciate, di aspetto molto irregolare ma con un sapore incomparabile che non ho mai visto al di fuori di Portogallo e, raramente, Spagna… ne faccio scorta!!
Proseguiamo sulla N222 per ritrovare il nostro fiume e qui la strada è tremenda, ci tocca procedere a 30 km all'ora perché temiamo davvero per l'incolumità del nostro mezzo… qui si svitano anche le lampadine!! Il paesaggio è molto bello e tutto è ricoperto da viti, ci sono vigneti ovunque fino sulla cime di queste colline scoscese…incredibile! Finalmente ritroviamo il nostro fiume e la vista magnifica della stretta vallata ricoperta dai vigneti delle case vinicole più famose ci ripaga della fatica mostruosa fatta per arrivare fino qui.

Ma non è ancora finita: vediamo che a Lamego è segnalato un campeggio e decidiamo di seguire le indicazioni pensando che sia nei pressi della cittadina: errore! I maledetti cartelli si susseguono imperterriti e ci conducono ben oltre la città, in alto sulla sierra, per una strada impossibile fino a sbucare in una specie di complesso turistico dotato di albergo e residence piuttosto vecchio e malandato e in tanta malora!... ormai è tardi e ci fermiamo anche se entriamo con difficoltà nella zona un po' accidentata destinata al campeggio…
siamo stanchi e disgustati dalla visione del tutto inaspettata che ci riserva Lamego dall'alto: una sfilza di condomini nuovi di pacca di dimensioni esagerate per centinaia di appartamenti! Non capiamo chi li riempirà!
Ci sembrano spropositati anche se qui c'è un famoso santuario… mistero!! A parte questo, il panorama è molto bello.
L'indomani visitiamo il centro di Lamego con bei palazzi barocchi e saliamo per tutta la scenografica e interminabile scalinata decorata di azulejos e pinnacoli. Dall'alto ammiriamo la lunga piazza decorata di festoni a fiorellini tipici e immutabili che abbiamo visto anche le altre volte che abbiamo visitato il Portogallo e altrettanto tipico è il mercato dove approfittiamo per comprare le ceramiche color ocra caratteristiche di queste parti.

A Peso da Regua lungo la N108 ritroviamo il nostro fiume che ci offre notevoli panorami soprattutto a Mesao Frio dove ci fermiamo per la sosta pranzo sul Douro nel piccolo parcheggio delle terme dell'inizio del '900 purtroppo completamente abbandonate…compresi i bellissimi giardini sul fiume e il pontile con piccola spiaggia… peccato!
Riprendiamo la strada ma da Frende in poi anche un fuoristrada reduce dal Camel Trophy avrebbe delle perplessità… e a Entre-os-Rios ci arrendiamo deviando per la N106 e dirigendoci quindi verso Porto in autostrada. Abbandoniamo con dispiacere il Douro proprio nell'ultimo tratto ma l'impresa è davvero impossibile!!
Nonostante la stanchezza e la delusione, riusciamo a trovare abbastanza agevolmente il campeggio vicino all'aeroporto in cui la zona riservata ai camper è quasi tutta occupata da una …colonia di olandesi con camper e roulottes!

Siamo arrivati alla fine del nostro fiume e giusto per completare, la mattina raggiungiamo la Foz do Douro attraversando la parte vecchia di Porto, quella sul mare e lungo i vecchi doks… bellissima, ma anche qui la smania di rinnovamento e adeguamento agli standard europei ci mette un po' di angoscia addosso perché vediamo in pericolo di abbattimento le vecchie case con le facciate ricoperte di piastrelline già circondate da svettanti gru e anche qui è tutto un cantiere. Scattiamo una foto ricordo alla foce e non ci fermiamo… preferiamo una vista veloce mentre passiamo per mantenere il ricordo emozionante di tanti anni fa…cosa vuoi socio: io e il maritozzo siamo fatti così! Se ci rovinano un buon ricordo diventiamo cattivi!!

Siamo sulla via del ritorno e ci chiediamo se anche questa volta l'idea di seguire un fiume passo passo è stata una buona idea… ci rispondiamo di si senza esitare: il Douro-Duero è un bellissimo fiume, scorre tra paesaggi affascinanti e poco abitati, infatti lungo il suo corso ci sono solo piccoli paesi e cittadine, tranne Valladolid e Porto, alla foce. Il tratto spagnolo, il più lungo, è tutto fruibile, ci sono ampie possibilità di sosta anche vicino al fiume… insomma 900 km a misura di camper e di viaggiatori molto per caso come siamo noi, tutti godibili e facili, facili, per le soste, i paesaggi, i paesi, i monumenti e le strade, tranne l'ultimo tratto portoghese dove il pessimo stato delle strade costringe a desistere e dove il paesaggio e soprattutto i paesi si vanno rapidamente snaturando in virtù di un'edilizia selvaggia e vagamente megalomane che lascia quantomeno sconcertati e soprattutto delusi gli estimatori di questo meraviglioso paese che tanto ci aveva affascinato tempo addietro.
Certo restano ancora molte zone intatte, soprattutto al sud e all'interno, qui siamo forse nella zona a più intenso sfruttamento economico ed industriale e la riprova l'abbiamo più tardi quando decidiamo di cercarci un posticino per il pranzo nella zona dell'Aveiro, a Barra sotto il faro: la bella laguna con le tipiche barche piatte e colorate non è più riconoscibile e il paese sotto il faro è uguale ai mille altri omologatissimi e insulsi "vacanzifici" di cemento che ricoprono le coste francesi, spagnole, italiane e, tra non molto, croate! Amen!!
Raccogliamo un pezzo di piastrella colorata proveniente dalla bellissima variopinta facciata dell'ultima vecchia casa tipica di queste parti, ovviamente in via di demolizione: adesso fa bella mostra di se accanto alla porta di casa nostra insieme a tante altre piastrelle che portiamo a casa dai nostri vagabondaggi. In genere le compriamo e non ci fanno venire il magone come questa!

Riprendiamo la IP5 verso la Spagna e ci fermiamo a Viseu il cui centro storico costruito quasi interamente sul granito è veramente splendido, ci arrampichiamo fino alla piazza della cattedrale lungo tortuose viuzze e ripide scalinate sostando davanti ai mille negozietti dal sapore antico che, come sai caro socio, sono la mia passione e mi riconcilio un po' con il tuo adorato Portogallo.

Dignitoso campeggio serale a Guarda e domani di nuovo la Spagna… che a pochi chilometri dal confine ci accoglie con un gioiello medievale: Ciudad Rodrigo, arroccata sulla collina e tutta circondata da mura, belle la cattedrale e la Plaza Mayor, predomina il caldo color ocra della pietra di queste parti.
Proseguiamo sulla comoda e veloce N620 fino a Salamanca e poi mi riprende l'antico vizio di andare a vedere cosa c'è in fondo a destra… o a sinistra, dipende! e quindi deviamo a destra per la più rustica C510 e subito ci imbattiamo in un paese affascinante e misterioso come il suo nome: Alba de Tormes. Come si fa a resistere alla tentazione di visitarlo? Infatti non resistiamo e veniamo premiati con una piazza strana e suggestiva, poi il convento in cui è sepolta niente meno che Santa Teresa d'Avila e, unico superstite, il torrione dell'antico e fiero castello dei duchi d'Alba… proprio quelli dell'omonimo superlativo brandy spagnolo!
Da qui ci infiliamo sulla AV110 , stretta ma dall'ottimo fondo e soprattutto immersa in un panorama stupendo: grandi pascoli punteggiati da querce e massi di granito tra i quali pascolano tranquilli vacche e tori neri come la notte.
Valdecarros, Alaraz, Cabezas del Villar, Gallegos, Cillan, paesini minuscoli e fuori dal tempo… e là in fondo già si intravede la straordinaria cinta muraria di Avila: bellissima, è il tramonto e arriviamo dalla parte migliore per ammirarla e fotografarla come si deve!
Avila è ricca di monumenti e oggi è pure animata dal mercato settimanale, niente di meglio per godersela in pieno. Varrebbe la pena di fermarsi più a lungo ma ci accorgiamo che abbiamo a disposizione solo pochi giorni e, conoscendo i nostri ritmi, è meglio riprendere il viaggio… ritorneremo ancora!

La N110 passa per Segovia che abbiamo visitato anni fa e la vista del celebre acquedotto romano (sotto al quale c'è un ottimo campeggio) ci invoglia parecchio ma da qui iniziamo la lista delle cose da rimandare al prossimo viaggio da queste parti!!
Proseguiamo sulla bella nazionale fino ad Ayllon e qui altra avventurosa deviazione sulla C114 per Siguenza che attraversa la Sierra de Pela e, come sempre, anche se la carta Michelin non riporta la classica bordatura verde, il paesaggio è decisamente stupendo, complice anche il mese di settembre con i colori già dolci dell'autunno che qui sta per cominciare in quanto siamo ben oltre i 1000 metri di altezza ( 1400 sul passo). I paesi sono rari, piccoli gruppi di case rurali e basta ma abbondano i castelli o ciò che resta di loro.
Ci stupiamo sempre per l'ottimo stato del fondo stradale anche su queste stradine di montagna anche se è talmente stretta che ci congratuliamo di essere praticamente soli!
Nei pressi di Imon attraversiamo un fiumiciattolo dallo strano nome: rio Salado, poi mi scappa l'occhio su un cartello che indica le saline e di colpo realizzo che l'acqua di quel fiume deve essere davvero salata come dice il nome, tanto da ricavarci il sale come fosse acqua di mare!! I piccoli impianti per la produzione di sale sembrano dismessi ma si notano ancora le tracce di sale.

Si è fatto veramente tardi e da Alcolea del Pinar ci infiliamo sulla N11(la superstrada che collega Madrid a Saragozza) così facendo scavalchiamo le Gargantas (bellissime gole) del rio Jalon che ha l'aria di essere un fiume interessante… ecco pronta una bella scusa per ritornare da queste parti!!
In serata siamo a Calatayud, altro bel nome moresco e altra affascinante città carica di storia come appare evidente già dal suo profilo contro la montagna irto di mura medievali, torri moresche e campanili barocchi.
Sarà impossibile visitarla per la difficoltà di trovare rapidamente un parcheggio comodo a causa della festa in corso e con le feste spagnole… non si scherza!
Insomma socio: abbiamo già pronto il prossimo itinerario spagnolo… vuoi approfittare?

Ancora superstrada N330 fino a Huesca dove ci concediamo una passeggiata nel centro storico proprio attorno alla vecchia plaza de toros: si nota un certo degrado e poca manutenzione ai pur notevoli monumenti come la cattedrale e la chiesa di San Pedro. Non c'è in giro nessuno e i negozi, come da buona tradizione spagnola, aprono alle 18 e proprio per questo riusciamo a parcheggiare in pieno centro!!
Imbocchiamo la N240 per Lerida: bei paesaggi, siamo ormai sotto i Pirenei, a Barbastro deviazione per la N123, poi N138 per Ainsa e il magnifico parco nazionale di Ordesa.
Ma come ben sai anche tu caro socio, la fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo e infatti, mentre ammiriamo queste splendide montagne alla luce dorata del tramonto… la famigerata quinta marcia del nostro disgraziatissimo Ducato inizia a fare per l'ennesima volta i capricci: terrore!! Siamo a più di 1000 chilometri da casa e abbiamo solo due giorni di tempo!!
Il campeggio di Ainsa è per giunta carissimo e ci riservano uno spazio esiguo tra alberi troppo bassi per noi: siamo talmente depressi che ci scoliamo, tra un'invettiva e l'altra, la bottiglia omaggio di vino rosato che i gestori del campeggio, bontà loro, mi hanno consegnato alla reception!!
La mattina dopo ci consoliamo del fatto che su queste strade di montagna la quinta marcia è superflua! La strada su questo versante è magnifica e ci solleviamo un po' il morale ammirando ancora i Pirenei. Passiamo, non senza qualche lieve angoscia, lo stretto tunnel de la Bielsa e notiamo che sul versante francese la strada è più stretta e tortuosa e piuttosto impegnativa: meno male che la stiamo percorrendo in discesa, viceversa all'andata è stato più agevole il versante francese verso il col du Somport: per una volta l'abbiamo azzeccata!!
Magnifici panorami anche da questo lato lungo la vallata della Neste, bei paesi di montagna conservati nel rispetto della loro identità anche se si tratta di note località sciistiche.
A Lannemezan ci infiliamo sulla A64 a pagamento e, per il momento, il cambio regge e fa il suo dovere. Per evitare Tolosa, imbocchiamo l'uscita 28 per la D622 , passiamo per una sfilza di paesini tutti degni di una sosta come St. Sulpice, Auterive, Nailloux, Gardouch: qui notiamo una possibile area di sosta proprio sul Canal du Midi da tener presente per il futuro.
Riprendiamo l'autostrada e il maritozzo adotta uno stile di guida liscio come l'olio, ancora una notte in camper e domani saremo a casa… per la cronaca: la quinta marcia cederà definitivamente a Cremona a 50 chilometri da Brescia!!

Nonostante l'inesorabile inconveniente tecnico finale, abbiamo fatto una magnifica ballata in totale libertà e con piena soddisfazione e, come Pollicino, abbiamo lasciato una lunga scia di mollichine per ritrovare un giorno tutti quei posti intravisti lungo la strada e tralasciati perché una decisione bisogna pure prenderla anche tra mille tentazioni!

aree sosta camper in Spagna
aree sosta camper in Francia

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