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Bardenas Reales
che roba è? |
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Testo e foto
di Maura 2002
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fine agosto, abbiamo ancora due
settimane di vacanza e un bel giretto in camper non me lo leva nessuno! Dove si va? boh!! non ci ho ancora pensato! "per ora imbocca l'autostrada direzione ovest, poi vedremo!" dico al tipo che siede al posto di guida ah! è mio marito, ma va!! uscendo di casa ho preso su al volo l'atlante Europa del Sud e un po' di carte sparse della Francia e della Spagna più che sufficiente!! ah! dimenticavo, due giorni fa ci siamo sentiti al telefono, socio e tu scandalizzato dal fatto che non avessimo ancora deciso niente tranne che partiamo, hai cominciato a proporre itinerari e cose da vedere pregandomi almeno di scegliere una nazione per farti contento butto lì che la Spagna la rivedo sempre volentieri e tu: "allora vai a vedere le Bardenas Reales!" che roba è socio? ha un nome strano! per tutta risposta mi mandi un sito spagnolo, questo: http://www.tournavarra.com/Navarra/bardenas.htm che mi informa che si tratta della più vasta zona semidesertica d'Europa dillo che mi vuoi disperdere tra le sabbie per liberarti di me! comunque, contrariamente ai miei principi, stampo le pagine e le porto con me, non si sa mai! Come al solito partiamo nell'ora più calda di una giornata tropicale sull'autostrada, prima di Torino, abbiamo le visioni : un pannello elettronico segna 38°C altro che deserto e cammelli! Per fortuna ci sono le Alpi e infatti finalmente sul Moncenisio respiriamo! al di là del passo, il grande spiazzo alla fine del lago è gremito di camper! a 2000 m. circa di altitudine il caldo è un ricordo, noi proseguiamo e prima di Modane troviamo l'indicazione di un microcampeggio a le Verney: delizioso! praticamente è nel prato della chiesa proprio sotto al campanile le cui campane smettono di segnare le ore alle 8 di sera e riprendono per fortuna alle 8 del giorno dopo: apprezziamo molto la delicatezza! La bella passeggiata serale verso il vicino paesino di Bramans ci procura qualche apprensione di troppo per via dei numerosi cani liberi (pastori per lo più, ma di dimensioni e aggressività considerevoli) che non tollerano per niente lo "straniero" che noi portiamo impunemente al guinzaglio!! dimostrando notevole senso dell'opportunità, Mistral ostenta indifferenza!! Continuiamo con calma l'attraversamento del cuore della Francia come mille altre volte e come sempre così piacevolmente: le strade nazionali e dipartimentali qui sono una goduria! a sera siamo a St. Agrève lungo la D 533 per le Puy-en-Velay, scegliamo un campeggio in mezzo al bosco con maneggio rurale e panorama notevole ma in paese c'è anche un bel parking piano con acqua e toilettes pubbliche a gettone che si presta alla sosta. Dopo le Puy ci infiliamo sulla D590, stretta e con poche possibilità
di sosta ma molto panoramica e disseminata di paesini di pietra nera di
origine evidentemente lavica dato che siamo nella zona dei vulcani! passiamo
Langeac e Pinols e in serata facciamo un po' di spesa a St. Flour il cui
efficientissimo Office de tourisme http://www.saint-flour.com/
invia gentilmente a casa una completa documentazione sulla zona. Il paese
è molto gradevole e ricco di gastronomie e pasticcerie assassine!! Aurillac, Tulle, Brive-la-Gaillarde: tutti degni
di una sosta
se non le avessimo già viste negli anni passati
durante le innumerevoli scorribande in queste ed altre zone di Francia!
sosta pranzo a Terrasson-la-Villedieu proprio sul fiume e sotto
al bel borgo antico arroccato sulla sponda opposta che visitiamo con il
piacere della scoperta casuale perché ci siamo capitati come sempre
per caso! Adoro le vecchie case, le fattorie, le case contadine : sono esempi magnifici di razionalità ed economia costruttiva ed è sempre sorprendente come queste costruzioni popolari, nate da esigenze funzionali e pratiche ( il ricovero degli animali, la conservazione delle granaglie o del fieno, l'utilizzo di materiali locali, la protezione dagli elementi atmosferici) riescano a trasformare delle soluzioni tecniche in elementi decorativi fortemente significativi come il graticcio, o la posizione sfalsata dei mattoni nei fienili e nelle logge o altre mille soluzioni! l'unico guaio è che non riesco a immortalarle come vorrei perché mi tocca come sempre fotografare al volo dal finestrino del camper in corsa un po' come per l'altra mia mania: il birdwatching, per cui gli urli lanciati al solito marito sono di due tipi: "fermati, c'è una casa carina!" e "fermati, ci sono degli uccelli!" il risultato è lo stesso: non si ferma mai!! In serata un altro tranquillissimo e bucolico camping municipal proprio
vicino al paese di Marmande, sulla Garonne, dove abbondano
le belle case a graticcio fortunatamente ben conservate e integre come
anche quelle di Casteljaloux ( nome curioso!) sulla D933. |
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Deviamo verso Pau sulla N134, poi Oloron-s.te Marie e quindi saliamo al Col de Somport per la bellissima valle dell'Aspe
e rieccoci in Spagna! e riecco l'altra faccia dei Pirenei, più arida e dai colori dorati, il panorama non delude come sempre! Passiamo da Jaca, paesone affollato, pieno di caserme e di soldati, dove notiamo un bel centro antico ma un po' troppo caotico (forse l'ora serale, siamo in Spagna non dobbiamo dimenticarlo!) per poter parcheggiare un camper ingombrante: tiriamo dritto sulla N240 verso Pamplona alla ricerca di una sosta serale. |
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La qual cosa si rivela più difficoltosa
del previsto in quanto sulle rive dell'embalse (lago artificiale) di Yesa
non c'è un paese o un punto buono per la sosta tranne un unico
piccolo campeggio con il simbolo degli sport nautici nel quale ci infiliamo
per constatare che l'acqua è lontanissima a causa dell'abbassamento
spropositato (decine di metri) del livello idrico e quel che si vede è
un mare di fango in cui alcuni ardimentosi si stanno rotolando per una
sorta di fangoterapia ruspante!! ma hanno dovuto camminare parecchio per
trovare fango fresco e non secco come quello su cui passeggiamo noi trovandoci
un po' a disagio in questo panorama desolato da day after!!! Anche Yesa ha un bel centro antico ma ci fermiamo più avanti lungo
la A127 (magnifici i giganteschi cartelli che indicano il numero
e il distretto di appartenenza delle carreteras! queste sono indicazioni
come si deve!) a Sanguesa sul rio Aragon: inizia qui una
serie di paesi e borghi medievali uno più bello dell'altro che
si annunciano da lontano in questo vasto altopiano poco abitato e ricoperto
di cereali di cui in questa stagione restano solo le stoppie così
gialle che sembra di scivolare su una immensa lamina d'oro! che spettacolo! Da Ejea de los Caballeros prendiamo la C125 per Tudela,
dal passo del Portillo il paesaggio diventa surreale, siamo soli,
è pomeriggio inoltrato e i colori sono stupendi, la vegetazione
è scarsa e arida e sembra di essere in piena Arizona: ci aspettiamo
i pellirosse che sbucano urlanti da una di queste gole scavate dal vento
e dalla pioggia! non a caso queste zone sono molto utilizzate come set
cinematografici di ambientazione western. |
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Le Bardenas ( Negras in cui prevale l'argilla rossa e Blancas in cui prevale il gesso) ci offrono splendidi panorami e una natura selvaggia ormai piuttosto rara in Europa, e la parte più spettacolare è naturalmente quella non raggiungibile racchiusa nella vasta zona militare di un poligono di tiro: arriviamo fino alla recinzione e facciamo dietrofront! |
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Concludiamo a tarda sera questa splendida giornata a Soria nel
campeggio poco segnalato (sulla strada per Madrid, seguire Fuente della
Teja) che raggiungiamo, come spesso capita, aiutati da un gentilissimo
signore che avendoci visti impegnati in un'inversione di marcia a dir
poco avventurosa, ci guida direttamente all'ingresso!! Noi chiamiamo questi
personaggi che compaiono miracolosamente e spontaneamente a toglierci
di impiccio nelle situazioni più disperate, il nostro Arcangelo
Gabriele! |
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Soria è un po' scarsina quanto a supermercati (pochi e malsegnalati) ma ha un notevole centro storico e siccome troviamo da parcheggiare proprio lì davanti, non ci lasciamo sfuggire la romanica chiesa di San Pedro e relativo bellissimo chiostro. Sarà perché ormai siamo in settembre ma ci stupiamo per la facilità con cui parcheggiamo e per il senso di sicurezza che tutti questi paesi dell'interno ci danno! eppure la Spagna ha cattiva fama in merito a furti e affini! e invece mai come in questo splendido paese è lecito generalizzare anzi! |
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La sola zona da evitare (lo facciamo ormai da decenni!) è la costa mediterranea, oltretutto irrimediabilmente massacrata dal cemento, ma anche qui basta inoltrarsi di poche decine di chilometri all'interno che la musica cambia e di parecchio! e l'immenso territorio restante è tutto da godere e noi lo facciamo con estremo piacere!.. a proposito adesso che facciamo? come vedi socio abbiamo seguito il tuo consiglio e ti do atto che era molto buono: le Bardenas sono stupende! ma ora devo inventarmi qualcosa come al solito cerco ispirazione sulla cartina (le inseparabili Michelin : Espana 1/400.000 che ho appena comprato qui dopo le solite ricerche! lo so, lo so! siamo i soliti incoscienti, ma come faccio a scegliere le cartine prima se non sappiamo mai dove siamo diretti?) e come al solito l'ispirazione arriva: poco sopra Soria nella Sierra de Urbion, parco nazionale dove ci consigliano di andare, ma fa troppo freddo per noi, nasce il fiume Duero e quindi, come abbiamo fatto altre volte, decidiamo di seguirlo fino alla foce. "Ma dove finisce?" esordisce il solito maritozzo con una vena di scetticismo nella voce, "Aspetta che guardo: uh! in Portogallo, a Porto!" "Andiamo?" "Andiamo!" Naturalmente mi guarderò bene dal dirgli che il Duero è lungo ( lo scoprirò tempo dopo) 910 km.!
naturalmente la N111 viene subito abbandonata perché
giustamente il Douro va per i fatti suoi e ci ritroviamo su una stradina
larga come il camper (ma il fondo è ottimo e non c'è nessuno)
che ci permette di scorgere a tratti il nostro fiume e passa per paesini
da fiaba e paesaggi altrettanto incantevoli
aggiungici la solitudine,
il silenzio, la luce, i colori di una campagna poco coltivata e una ricca
vegetazione e per noi è il paradiso! che ci vuoi fare: siamo degli
asociali, lo ammettiamo! |
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El Burgo de Osma racchiusa nelle mura con l'imponente torre della cattedrale e i suoi edifici dai portici in legno: è un barocco leggero ed elegante come non siamo abituati a vedere qui, quasi severo , forse per effetto della pietra chiara delle costruzioni. Ci teniamo più possibile vicino al fiume e quindi Soto, Langa do Duero, poi di nuovo la N122, Aranda do Duero, deviazione sulla Bu120 (sempre molto buone queste piccole provinciali) Berlangas, Roa de Duero i castelli si sprecano e passeremmo tutta la vacanza qui se dovessimo fermarci per ognuno! |
| E' ormai sera e appare il profilo scuro, netto e imponente alto sulla collina dell'ennesimo castello, bellissimo: siamo a Penafiel dove scopriamo casualmente un piccolo, nuovissimo e completo campeggio, oltretutto ad apertura annuale! Penafiel vale davvero la sosta, il castello medievale (ha una forma allungata sulla cresta della collina: sembra una nave!) è molto ben conservato e attualmente sede del Museo del Vino ( non malignare come al solito! non l'abbiamo visitato!) e la città non è da meno, ma la cosa più sorprendente è la plaza de toros, come questa non ne esistono quasi più in Spagna ed è tuttora in uso! praticamente è una piazza circondata da edifici molto antichi con le facciate ricoperte da ampie balconate chiuse da paratie in legno intagliato che quando vengono aperte diventano i palchi da cui la gente vede le corride e la varie sfilate come nelle altre plazas de toros! ogni balcone diventa un palco stracarico di gente come possiamo vedere nelle foto (alcune vecchissime!) esposte nel minuscolo ufficio del turismo. Tutto questo mi viene spiegato da una gentilissima signora appena uscita da una di queste case, rammaricandosi che i festeggiamenti siano finiti da poco e che non possiamo più assistervi! e infatti tutta la piazza è cosparsa di terra e segatura e davanti alle porte delle case ci sono ancora le robuste protezioni che vengono installate durante le tradizionali manifestazioni! sai com'è... un toro infuriato che sfonda a cornate la porta di casa non deve essere una bella esperienza!! |
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Il Duero è davvero un fiume fortunato: scorre in un paesaggio stupendo, punteggiato di paesi e cittadine fuori dal tempo, molto ben conservati e per nulla turistici come piace a noi, e anche noi siamo fortunati perché, deviando dalla nazionale, è sempre possibile costeggiare il fiume con strade piccole ma panoramiche e in buone condizioni oltre che prive (in senso letterale!) di traffico! |
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Tagliamo fuori Valladolid che conosciamo già , seguendo il nostro fiume lungo le VA201 e 401fino a Simancas, poi Tordesillas, un pezzo di N620 e poi la VA600, a Castronuno ci infiliamo col nostro bestione (il camper, non il cane!) su una spiaggia magnifica dove anche il camper trova riparo sotto un enorme platano e soli, soletti facciamo una lussuosa pausa pranzo mentre Mistral cerca ad ogni costo di buttarsi nel fiume per un bagnetto! ... non fare commenti socio: lo so che non è un cane normale! al mare ha paura dell'acqua e per farlo bagnare bisogna trascinarlo (o buttarlo a tradimento giù dal gommone!) mentre fiumi, laghi, paludi e acquitrini sono la sua passione e bisogna trattenerlo se no chi lo becca più? qui il Duero è ormai un bel fiume e la corrente non scherza!! Un po' più tardi, lungo la N122 ci imbattiamo in Toro,
altro piccolo gioiello su una collina da cui si domina la valle del Duero.
Siamo i soli turisti e ci godiamo monumenti e chiese romaniche con parti
ormai gotiche come la collegiata di cui ammiriamo il magnifico portale
policromo tra i pochi ancora con i colori originali
una meraviglia! |
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Ed eccoci in Portogallo caro socio: invidia?? .. facciamo un po' di conti e ci accorgiamo che sono esattamente 9 anni che non veniamo in terra lusitana, i viaggi precedenti risalgono addirittura agli anni 70 e non è più il caso di fare paragoni!! Come al solito, non abbiamo voglia di faticare ed essendo pure tardi ci dirigiamo al campeggio municipale di Miranda e facciamo bene perché per 500 escudos (2,5 €) non vale proprio al pena di cercare altrove! . |
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verso sera ammiriamo anche il castello tutto illuminato: cena panoramica che vuoi di più socio? forse essere qui anche tu? Il Douro continua a segnare il confine tra Spagna e Portogallo e la strada
N221 passa lontana ma la imbocchiamo lo stesso con grande sprezzo
del pericolo
o meglio, ignari di quello che ci aspetta! La strada prosegue tra coltivazioni e pinete ma cominciano le prime avvisaglie
di quello che sarà un vero tormento, almeno in questa parte di
Portogallo: lo stato disastroso delle strade cosiddette secondarie (ma
si tratta sempre di nazionali!). Anche deviando sulla N220 la cosa
non migliora: buche e asfalto ridotto al minimo tanto da far trapelare
l'antico macadam di buona memoria che era ruvido e rumoroso ma almeno
uniforme e ci si faceva l'abitudine! |
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Ma non è ancora finita: vediamo che a Lamego è segnalato un campeggio e decidiamo di seguire le indicazioni pensando che sia nei pressi della cittadina: errore! I maledetti cartelli si susseguono imperterriti e ci conducono ben oltre la città, in alto sulla sierra, per una strada impossibile fino a sbucare in una specie di complesso turistico dotato di albergo e residence piuttosto vecchio e malandato e in tanta malora!... ormai è tardi e ci fermiamo anche se entriamo con difficoltà nella zona un po' accidentata destinata al campeggio
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siamo stanchi e disgustati dalla visione del tutto inaspettata che ci riserva Lamego dall'alto: una sfilza di condomini nuovi di pacca di dimensioni esagerate per centinaia di appartamenti! Non capiamo chi li riempirà! |
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| Ci sembrano spropositati anche se qui c'è un famoso santuario
mistero!! A parte questo, il panorama è molto bello. L'indomani visitiamo il centro di Lamego con bei palazzi barocchi e saliamo per tutta la scenografica e interminabile scalinata decorata di azulejos e pinnacoli. Dall'alto ammiriamo la lunga piazza decorata di festoni a fiorellini tipici e immutabili che abbiamo visto anche le altre volte che abbiamo visitato il Portogallo e altrettanto tipico è il mercato dove approfittiamo per comprare le ceramiche color ocra caratteristiche di queste parti. |
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A Peso da Regua lungo la N108 ritroviamo il nostro fiume
che ci offre notevoli panorami soprattutto a Mesao Frio dove ci
fermiamo per la sosta pranzo sul Douro nel piccolo parcheggio delle terme
dell'inizio del '900 purtroppo completamente abbandonate
compresi
i bellissimi giardini sul fiume e il pontile con piccola spiaggia
peccato! Siamo arrivati alla fine del nostro fiume e giusto per completare, la mattina raggiungiamo la Foz do Douro attraversando la parte vecchia di Porto, quella sul mare e lungo i vecchi doks bellissima, ma anche qui la smania di rinnovamento e adeguamento agli standard europei ci mette un po' di angoscia addosso perché vediamo in pericolo di abbattimento le vecchie case con le facciate ricoperte di piastrelline già circondate da svettanti gru e anche qui è tutto un cantiere. Scattiamo una foto ricordo alla foce e non ci fermiamo preferiamo una vista veloce mentre passiamo per mantenere il ricordo emozionante di tanti anni fa cosa vuoi socio: io e il maritozzo siamo fatti così! Se ci rovinano un buon ricordo diventiamo cattivi!! |
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Siamo sulla via del ritorno e ci chiediamo se anche questa volta l'idea
di seguire un fiume passo passo è stata una buona idea
ci
rispondiamo di si senza esitare: il Douro-Duero è un bellissimo
fiume, scorre tra paesaggi affascinanti e poco abitati, infatti lungo
il suo corso ci sono solo piccoli paesi e cittadine, tranne Valladolid
e Porto, alla foce. Il tratto spagnolo, il più lungo, è
tutto fruibile, ci sono ampie possibilità di sosta anche vicino
al fiume
insomma 900 km a misura di camper e di viaggiatori molto
per caso come siamo noi, tutti godibili e facili, facili, per le soste,
i paesaggi, i paesi, i monumenti e le strade, tranne l'ultimo tratto portoghese
dove il pessimo stato delle strade costringe a desistere e dove il paesaggio
e soprattutto i paesi si vanno rapidamente snaturando in virtù
di un'edilizia selvaggia e vagamente megalomane che lascia quantomeno
sconcertati e soprattutto delusi gli estimatori di questo meraviglioso
paese che tanto ci aveva affascinato tempo addietro. Riprendiamo la IP5 verso la Spagna e ci fermiamo a Viseu il cui centro storico costruito quasi interamente sul granito è veramente splendido, ci arrampichiamo fino alla piazza della cattedrale lungo tortuose viuzze e ripide scalinate sostando davanti ai mille negozietti dal sapore antico che, come sai caro socio, sono la mia passione e mi riconcilio un po' con il tuo adorato Portogallo. |
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Dignitoso campeggio serale a Guarda e domani di nuovo la Spagna che a pochi chilometri dal confine ci accoglie con un gioiello medievale: Ciudad Rodrigo, arroccata sulla collina e tutta circondata da mura, belle la cattedrale e la Plaza Mayor, predomina il caldo color ocra della pietra di queste parti. |
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Proseguiamo sulla comoda e veloce N620 fino a Salamanca e poi mi riprende l'antico vizio di andare a vedere cosa c'è in
fondo a destra
o a sinistra, dipende! e quindi deviamo a destra
per la più rustica C510 e subito ci imbattiamo in un paese
affascinante e misterioso come il suo nome: Alba de Tormes. Come
si fa a resistere alla tentazione di visitarlo? Infatti non resistiamo
e veniamo premiati con una piazza strana e suggestiva, poi il convento
in cui è sepolta niente meno che Santa Teresa d'Avila e, unico
superstite, il torrione dell'antico e fiero castello dei duchi d'Alba
proprio quelli dell'omonimo superlativo brandy spagnolo! Da qui ci infiliamo sulla AV110 , stretta ma dall'ottimo fondo e soprattutto immersa in un panorama stupendo: grandi pascoli punteggiati da querce e massi di granito tra i quali pascolano tranquilli vacche e tori neri come la notte. Valdecarros, Alaraz, Cabezas del Villar, Gallegos, Cillan, paesini minuscoli e fuori dal tempo e là in fondo già si intravede la straordinaria cinta muraria di Avila: bellissima, è il tramonto e arriviamo dalla parte migliore per ammirarla e fotografarla come si deve! Avila è ricca di monumenti e oggi è pure animata dal mercato settimanale, niente di meglio per godersela in pieno. Varrebbe la pena di fermarsi più a lungo ma ci accorgiamo che abbiamo a disposizione solo pochi giorni e, conoscendo i nostri ritmi, è meglio riprendere il viaggio ritorneremo ancora! |
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La N110 passa per Segovia che abbiamo visitato anni fa
e la vista del celebre acquedotto romano (sotto al quale c'è un
ottimo campeggio) ci invoglia parecchio ma da qui iniziamo la lista delle
cose da rimandare al prossimo viaggio da queste parti!! Si è fatto veramente tardi e da Alcolea del Pinar ci infiliamo
sulla N11(la superstrada che collega Madrid a Saragozza) così
facendo scavalchiamo le Gargantas (bellissime gole) del rio
Jalon che ha l'aria di essere un fiume interessante
ecco pronta
una bella scusa per ritornare da queste parti!! Ancora superstrada N330 fino a Huesca dove ci concediamo
una passeggiata nel centro storico proprio attorno alla vecchia plaza
de toros: si nota un certo degrado e poca manutenzione ai pur notevoli
monumenti come la cattedrale e la chiesa di San Pedro. Non c'è
in giro nessuno e i negozi, come da buona tradizione spagnola, aprono
alle 18 e proprio per questo riusciamo a parcheggiare in pieno centro!! Nonostante l'inesorabile inconveniente tecnico finale, abbiamo fatto
una magnifica ballata in totale libertà e con piena soddisfazione
e, come Pollicino, abbiamo lasciato una lunga scia di mollichine per ritrovare
un giorno tutti quei posti intravisti lungo la strada e tralasciati perché
una decisione bisogna pure prenderla anche tra mille tentazioni! |
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