| sogno d'autunno |
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| testo e foto di Cristina e Roberto © 2004 |
19 ott. Partenza non proprio di buon mattino: siamo pronti solo alle 5, ma di pomeriggio! Dopo 2 km dietrofront! Nessuno ha preso le chiavi della catena delle biciclette… Poi una tirata fino in Francia, ad un'area di servizio vicino a Frejus. Notte movimentata, in mezzo ai camion che arrivano e ripartono… |
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20 ott. L'area di servizio è munita di una serie di giochini per bimbi da far invidia ad un parco pubblico milanese. Giacomo e Martina si sfogano un po'. Poi via, direzione Camargue. Arrivo a S. Maries de la Mer molto romantico, tra distese di campi ed allevamenti di cavalli bianchi. Ci sono un sacco di piumini vibranti nel vento. Ma la sorte comincia ad accanirsi. Dove sono le chiavi delle bici?? Cerca e ricerca ma le chiavi non si trovano. Papà Robi si trasforma in scassinatore delle sue stesse cose. E dopo mezzora di tenaglia… finalmente libere. Ma di nuovo la sfiga: la ruota dietro è buca! Papà sclera (e smadonna abbondantemente). Ma dopo un buon salame e soprattutto una pastasciutta mooolto al dente (= totalmente cruda) via in bici al mare. E si fa il bagno! |
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21 ott. Si riparte alla volta di Biarritz La strada è lunga ma nella prima parte paesaggisticamente splendida. Passiamo da Mirepoix, poi Foix, tappa obbligatoria la salita alle torri del Chateau. E km su km, sembra un'impresa titanica arrivare in Portogallo da qui, soprattutto per i bimbi, che non ne vogliono sapere delle cinture di sicurezza. Arriviamo sull'oceano e piove. Niente giretto in bici, parcheggio di fronte al faro. |
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22 ott. Passiamo i Paesi Baschi (assurdo il traffico di qui), le Asturie, fermandoci solo a Llanes, piccolo e delizioso paesino sul mare. Splendida la spiaggia “de toros”, con le sue stalagmiti che sorgono sul bagnasciuga, e carinissimo il centro, molto caratteristico nella zona del porticciolo. Merita. Poi via dal mare, verso la Castilla. Dormiamo a Leon ; bella la cattedrale, e altrettanto il lungofiume. Notte agitata, ci siamo fermati su una strada molto “battuta” (eufemismo: prostitute a gogo), vicino all'arena della corride. |
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23 ott Svegli ben prima dell'alba, inquieti, salpiamo per Vigo, dove arriviamo verso mezzogiorno. Festa per l'incontro con lo zio Pablo, grossa emozione. Nel pomeriggio abbiamo messo i piedi nell'Atlantico, sulla bella praja de Nerga (più a nord). Vento teso, con Giacomo e Pigro, il cane di Pablo, che diventano matti a correre sulla sabbia. Cominciamo a raccogliere conchiglie. Nella sera si unisce anche la zia Elena, che ci porta a mangiare il pesce fritto in una famosissima trattoria, che ha solo un piccolo difetto: è chiusa. |
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24 ott. Andiamo a Santiago de Compostela : bella cittadina, tipicamente spagnola. Ma sopra tutto la sensazione del pellegrino, del fare strada, dell'arrivare dopo aver compiuto fatica e del raggiungere i propri obiettivi. Nel pomeriggio ci portano al Castro de Barogna … che dire è il posto che ti spiega perché sei partito! Un sogno, un bellissimo isolotto, sede di un antichissimo (I sec. a.C.) insediamento celtico. Il senso della storia ma più ancora il cuore di ogni fiaba. Ogni onda è l'origine di un sogno tra entusiasmo e malinconia. Ogni colore, pietra, suono è portatore di bellezza, ed il bello crea emozione. E c'è una falesia a picco sul mare che da scalare è eccezionale. |
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Al tramonto arriviamo alle Dune di Corrubedo (Ribeira). La luce, il posto, incredibile… il corpo vive emozioni e sensazioni fisiche che riportano all'esserci. Dune alte e calde, distese in armonia, che invitano al cammino con l'essere aperto al vento, portatore della tua voce. La voce è la tua testimonianza di senso, è la tua nota che partecipa alla musica dell'universo. E poi l'oceano, immenso, contenitore di ogni secondo di storia battuto dall'eternità. Immergervi i piedi apre i sensi ed il cuore ed il pensiero al profondo; e solo nel silenzio pieno di gratitudine si guarda il tramonto dalla cima delle dune, epilogo della favola di quel giorno. Sazi di tanta bellezza, giù per le dune, affondando i passi nell'antico fatto dal vento e dalle onde del mare. |
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25 ott. Dopo tanta spiritualità, ci diamo a piaceri più fisici: verso Porto, al porto, per il porto (il vino!) Ma prima a Guardia, altro insediamento celtico, con le capanne ricostruite, e vecchi alberi da abbracciare. Non particolarmente significativo, a parte delle streghette danzanti. Porto invece è una città splendida, anche sotto un diluvio che improvvisamente diventa cielo terso e perfettamente azzurro. La via dei vini è molto chic e affascinante. Il centro fatto di case caratteristiche e colorate, con gli azuleijos. Incasinata come traffico, difficile parcheggiarci un camper. |
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26 ott. Salutati, con non poche lacrime, gli amici spagnoli che ci sono proprio cari, si riparte verso il ritorno. Grande tristezza nel cuore. Agli zii vogliamo davvero bene! La via per Burgos è comunque affascinante, anche se diversa dalla verde Spagna vista sinora. In Navarra campi sterminati, coltivati, con una serie di rapaci disposti sui fili della luce a distanze regolari, come a segnare un territorio. Strane colombaie di fango e paglia. Burgos invece è splendida, distesa come una signora sul suo fiume. Veloce e comoda da girare in bicicletta, fascinosa anche di sera con la sua via centrale illuminata. Caratteristica nei prodotti esposti, aristocratica nei modi, storica e romantica. Parcheggiamo in centro (plaza de Espagna), e dormiamo tranquillamente sotto le fronde di un salice che assomigliano ai capelli della Martina. |
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27 ott. il tempo non ci è favorevole, vento molto forte, il camper verso Pamplona cambia corsia da solo, un po' di sgagia…i bimbi fortunatamente si sono addormentati in fondo al camper, che balla come il culo di una brasileira. Passiamo da Avritz tra boschi che in questo autunno sono uno spettacolo di colori e forme. Abitati da mille e mille piccoli folletti e chissà se anche qualche elfo. |
Poi a Roncisvalle : imponenza storica dei miti del nostro occidente e segno di una grande decisione per chi, errante, inizia da qui il suo “camino” verso Santiago (900km). Coraggio e senso di bellezza si sposano. In discesa dal passo de Ibaneta intuiamo una strana manifestazione a base di falchi svolazzanti qua e la, tradizioni basche ? Per radi paesi arriviamo ad un piccolo gioiello montano, St Jean Piè de Port. Cioccolateria meravigliosa, con gusti…per tutti i gusti! Colori dolci e raffinati, clima ed equilibrio, eleganza e romanticismo, tres jolì (si scrive così?) |
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28 ott. il viaggio riprende, lungo ma non noioso, almeno fino a Tebles. I Pirenei qui sono dolci, verdi e morbidi, come modellati da mani d'artista. Capre, mucche, cavalli, uccelli, balle di fieno e mais messo a seccare raccontano la storia antica dell'uomo che lavora la terra. Ultimo pezzo di autostrada pesante, da fare con i bimbi che dormono ed il più velocemente possibile. Fino all'apparizione, perché tale è, di Carcassonne, e della sua cité, di sicuro una regina di questo viaggio. Improvvisamente sembra di ballare secoli addietro, al medioevo della nostra storia, ed è un mondo di fiaba fatta di coraggio, sfide, attese, fughe d'amore, voglia di scoperta, crudeltà. Temperatura mite, ma spirito guerriero, spingono ad acquisti incauti: ci portiamo a casa spade e scudi degni della tavola rotonda. |
29 ott. Secondo giro a Carcassonne, non fosse per delle nuvole tremende non ce andremmo più. Visita al castello, e tanti sguardi a particolari minutaglie epiche (i ricordini…) che ieri ci erano sfuggiti. Poi lungo i vigneti ambrati del canale du Midi, ci riportiamo verso la Camargue, che all'andata per fretta ed ansia avevamo strapazzato. Stavolta ci fermiamo ad Aigues Mortes : purtroppo i battelli che portano per i canali a vedere tori e fenicotteri sono tutti fermi, ma il giro serale in bici per le due strade nelle mura vale comunque la pena. |
30 ott. E' sabato, e ci aspettano le bancarelle del mercato di Arles, ma a causa di un'improvvida deviazione sul mare, arriviamo che stanno già smontando. Peccato, perché quel poco che vediamo è ghiottissimo, ma per fortuna per i nostri portafogli, perché Cristina vede ovunque cose che avrebbe comprato. Ci consoliamo con un pranzetto a base di una serie di porcheriuole buonissime che nemmeno sappiamo come si chiamano. E mentre giriamo per i monumenti occhieggiamo le vetrine alla ricerca delle preziose stoffe provenzali che adorneranno la nostra tavola (se e quando saranno orlate…) E per l'ultima notte in camper scegliamo la costa dell' Esterel, pentendocene subito non appena entriamo in S. Raphael, la città meno ospitale per i camper di tutto il viaggio. Dopo una buona oretta troviamo un parcheggio piuttosto squallido verso il porto di Frejus. |
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31 ott Incredibile: quello che abbiamo schivato ieri lo ritroviamo oggi: altro giro altro mercato, e più grosso ancora! E qui ci sono tutte le stoffe che siamo riusciti a non comprare ad Arles, e quindi… le compriamo oggi. In più, ciliegina sulla torta di un viaggio già gustoso, c'è un raduno internazionale di aquilonisti, praticamente sul mare, con salamandre e pescioni enormi che veleggiano nel cielo. Stiamo un'ora a testa in su. Ma purtroppo veleggia anche il tempo, ed il nostro sta scadendo. Domani ci aspettano gli amici per un'ultima festa. E quindi via, verso Milano. Dopo 5000km è davvero finita! |
| corioni.roberto@tin.it |